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sez. vangelo e meteo

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 12.07.2013 A CURA DI DANIELA CAIRA

12 Luglio 2013, 11:22am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

404621 109301509224366 1858437854 nA CURA DI DANIELA CAIRA 

 

Santo del giorno : S. GIOVANNI Gualberto, Abate, Fondatore dei Vallombrosiani

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,16-23. 
Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 
e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 
E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: 
non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. 
Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 
E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato. 
Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo. 

 

S. Giovanni Gualberto, Abate

Fondatore dei Vallombrosani

 

G

iovanni, figlio di Gualberto, nacque probabilmente a Firenze o, secondo altre fonti, nel castello, oggi Villa di Poggio Petroi - in Val di Pesa, intorno all'anno mille, dalla nobile famiglia dei Visdomini.

I tristi tempi di lotte fratricide lo trovarono, ancora giovane, al bivio dell'odio e dell'amore : suo fratello Ugo fu assassinato e a Giovanni, secondo il costume del tempo, fu assegnato il compito di vendicare l'oltraggio con la morte dell'uccisore. Il drammatico incontro avvenne, un Venerdì Santo, in una strettoia fuori porta S. Miniato, a Firenze. Di fronte al nemico che, tremante e con le braccia stese in forma di croce, invoca pietà, Giovanni getta la spada, scende da cavallo e concede il perdono. Sale poi alla Basilica poco distante di S. Miniato e si inginocchia davanti al crocifisso. Il Cristo, racconta il biografo del Santo, mosse il capo in segno di approvazione. A motivo di questo gesto S. Giovanni Gualberto è riconosciuto come  “Eroe del perdono”.

 

Dopodiché Giovanni, vincendo le dure resistenze del padre, si ritirò all'interno del monastero benedettino annesso. Una volta diventato monaco, il suo impegno si diresse a difendere la Chiesa dalla simonia (compravendita di cariche ecclesiastiche, assoluzione di peccati e indulgenze) e dal nicolaismo (il termine nicolaismo tornò in auge nel Medioevo, per indicare i religiosi che vivevano in concubinato).  Suoi primi avversari furono il suo stesso abate, Oberto, e il vescovo di Firenze, Pietro Mezzabarba, entrambi simoniaci. Non essendo incline ai compromessi e non riuscendo ad allontanarli dalla città preferì ritirarsi in solitudine.

 

Nel 1036, dopo varie peregrinazioni, insieme ad alcuni monaci, giunse a Vallombrosa, conosciuta allora come Acquabella. Qui lo raggiungono altri monaci, fuggiti dal monastero del sopraccitato abate mercenario, e con essi, verso il 1038, crea la Congregazione benedettina vallombrosana, approvata da Pp Vittore II (Gebhard II dei Conti di Dollnstein-Hirschberg, 1055-1057) nel 1055 e fondata su austera vita comune, povertà, rifiuto di doni e protezioni. Cioè di quei favori, di quel “patronato” che sovrani e grandi casate esercitano nella Chiesa, nominando vescovi e abati, designando candidati al sacerdozio e popolando il clero di affaristi e concubini.

 

“Sono afflitto da immenso dolore e universale tristezza... trovo ben pochi vescovi nominati regolarmente, e che vivano regolarmente”, così dirà S. Gregorio VII (Ildebrando Aldobrandeschi di Soana, 1073-1085), protagonista dei momenti più drammatici della riforma detta poi “gregoriana”. Ma essa comincia già prima di lui. Anche in piena crisi, il corpo della Chiesa esprime forze intatte e nuove che combattono i suoi mali: tra queste forze c’è la comunità di Giovanni Gualberto, che si diffonde in Toscana e sa uscire arditamente dal monastero, con vivaci campagne di predicazione, per liberare la Chiesa dagli indegni.

A questi monaci si ispirano e si affiancano gruppi di sacerdoti e di laici, dilatando l’efficacia della loro opera, di cui si servono i papi riformatori.

 

Nel 1060-61 Milano ha cacciato molti preti simoniaci e, per sostituirli, Giovanni Gualberto ne manda altri: uomini nuovi, plasmati dallo spirito di Vallombrosa. Dedica grande attenzione al clero secolare; lo aiuta a riformarsi, lo guida e lo incoraggia alla vita in comune: un senso pieno della Chiesa, tipico sempre in lui e nel suo Ordine, e sempre arricchito dalla forza dell’esempio.

 

“La purezza della sua fede splendette mirabilmente in Toscana”, dirà di lui S. Gregorio VII. E i fiorentini, in momenti difficili, affideranno agli integerrimi suoi monaci perfino le chiavi del tesoro della Repubblica.

 

Giovanni Gualberto muore nel monastero di Passignano il 12 luglio 1073.

Ai suoi monaci, prima di morire, aveva detto: “Quando volete eleggervi un abate, scegliete tra i frati il più umile, il più dolce, il più mortificato”. Senza ostentazione e retorica, egli aveva tracciato il profilo della propria anima.

 

Papa Celestino III (Giacinto Bobone Orsini, 1191-1198) lo canonizzerà nel 1193.

I suoi monaci torneranno nel 1951 a Vallombrosa, che avevano lasciato in seguito alle leggi soppressive del XIX secolo.

Nello stesso anno, il Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) proclamerà S. Giovanni Gualberto patrono del Corpo Forestale italiano e nel 1957 dei Forestali del Brasile.

 

Significato del nome Giovanni : “il Signore è benefico, dono del Signore” (ebraico).

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 12.07.2013 A CURA DI DANIELA CAIRA

12 Luglio 2013, 11:19am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

404621 109301509224366 1858437854 nA CURA DI DANIELA CAIRA

Previsioni Meteo Italia

Temporali pomeridiani su dorsale e interne, specie adriatiche; più bello altrove

Nord Inizialmente variabile con residui fenomeni sulla Val padana orientale. Più schiarite nel pomeriggio ma con ancora qualche temporale su nord dorsale, Prealpi orientali ed ovest Alpi. Peggiora tuttavia in nottata con fenomeni sparsi tra Val padana e fascia prealpina. Temperature senza variazioni di rilievo con massime comprese tra 27 e 30°C. Venti deboli variabili con mari poco mossi. Centro Annuvolamenti al mattino su Medio Adriatico e dorsale, sereno altrove. Nel pomeriggio ancora temporali su dorsale e rilievi sardi, in locale sconfinamento verso i settori adriatici, ma in generale assorbimento nel corso della serata. Temperature stabili o in lieve rialzo sulle Tirreniche con massime tra 26 e 31°C, anche superiori sulla Sardegna. Venti deboli o localmente moderati da NO con mari poco mossi. Sud Prevale il bel tempo su Sicilia, Adriatico e settori ionici per tutto il corso della giornata. Nubi in sviluppo pomeridiano in prossimità dei rilievi appenninici produrranno nuovi acquazzoni sparsi, che a tratti interesseranno anche la costa tirrenica campana ed il crotonese, ma in miglioramento serale. Temperature stabili con massime tra 25 e 30°C. Venti deboli o moderati da NO. Mari perlopiù poco mossi, a tratti mossi al largo dello Ionio.

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 11.07.2013 A CURA DI KSENIA KULIKOVA

11 Luglio 2013, 08:17am

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903 464501636946579 1480330661 n (1)A CURA DI KSENIA KULIKOVA

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IN BREVE
Dapprima nubi al nord, piovaschi tra Emilia Romagna, rilievi liguri e anche tra Toscana e Umbria, poi rovesci sulle Alpi specie orientali fino al trevigiano e pordenonese, e temporali  al centrosud sui monti e zone interne e tra Umbria e Marche, forti sull'Abruzzo.  In serata temporali dalle prealpi venete, trentine e orobiche verso la Lombardia e veronese

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 11.07.2013 A CURA DI KSENIA KULIKOVA

11 Luglio 2013, 08:11am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)A CURA DI KSENIA KULIKOVA Santo del giorno : S. BENEDETTO da Norcia, Abate, Patrono d'Europa (festa)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,27-29. Allora Pietro prendendo la parola disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.

San Benedetto da Norcia, Abate

Patrono d’Europa (festa)

 

Dalla Catechesi di Papa Benedetto XVI

(9 aprile 2008)

 

Cari fratelli e sorelle, 

 

vorrei oggi parlare di S. Benedetto, Fondatore del monachesimo occidentale, e anche Patrono del mio pontificato. Comincio con una parola di S. Gregorio Magno, che scrive di san Benedetto: “L’uomo di Dio che brillò su questa terra con tanti miracoli non rifulse meno per l’eloquenza con cui seppe esporre la sua dottrina” (Dial. II, 36). Queste parole il grande Papa scrisse nell’anno 592; il santo monaco era morto appena 50 anni prima ed era ancora vivo nella memoria della gente e soprattutto nel fiorente Ordine religioso da lui fondato.

S. Benedetto da Norcia con la sua vita e la sua opera ha esercitato un influsso fondamentale sullo sviluppo della civiltà e della cultura europea. La fonte più importante sulla vita di lui è il secondo libro dei Dialoghi di S. Gregorio Magno. Non è una biografia nel senso classico. Secondo le idee del suo tempo, egli vuole illustrare mediante l’esempio di un uomo concreto – appunto di san Benedetto – l’ascesa alle vette della contemplazione, che può essere realizzata da chi si abbandona a Dio. Quindi ci dà un modello della vita umana come ascesa verso il vertice della perfezione. San Gregorio Magno racconta anche, in questo libro dei Dialoghi, di molti miracoli compiuti dal Santo, ed anche qui non vuole semplicemente raccontare qualche cosa di strano, ma dimostrare come Dio, ammonendo, aiutando e anche punendo, intervenga nelle concrete situazioni della vita dell’uomo. Vuole mostrare che Dio non è un’ipotesi lontana posta all’origine del mondo, ma è presente nella vita dell’uomo, di ogni uomo. 

Questa prospettiva del “biografo” si spiega anche alla luce del contesto generale del suo tempo: a cavallo tra il V e il VI secolo il mondo era sconvolto da una tremenda crisi di valori e di istituzioni, causata dal crollo dell’Impero Romano, dall’invasione dei nuovi popoli e dalla decadenza dei costumi. Con la presentazione di san Benedetto come “astro luminoso”, Gregorio voleva indicare in questa situazione tremenda, proprio qui in questa città di Roma, la via d’uscita dalla “notte oscura della storia” (cfr Giovanni Paolo II, Insegnamenti, II/1, 1979, p. 1158). Di fatto, l’opera del Santo e, in modo particolare, la suaRegola si rivelarono apportatrici di un autentico fermento spirituale, che mutò nel corso dei secoli, ben al di là dei confini della sua Patria e del suo tempo, il volto dell’Europa, suscitando dopo la caduta dell’unità politica creata dall’impero romano una nuova unità spirituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli del continente. È nata proprio così la realtà che noi chiamiamo “Europa”. 

 

La nascita di san Benedetto viene datata intorno all’anno 480. Proveniva, così dice san Gregorio, “ex provincia Nursiae” – dalla regione della Nursia. I suoi genitori benestanti lo mandarono per la sua formazione negli studi a Roma. Egli però non si fermò a lungo nella Città eterna. Come spiegazione pienamente credibile, Gregorio accenna al fatto che il giovane Benedetto era disgustato dallo stile di vita di molti suoi compagni di studi, che vivevano in modo dissoluto, e non voleva cadere negli stessi loro sbagli. Voleva piacere a Dio solo; “soli Deo placere desiderans” (II Dial., Prol 1). Così, ancora prima della conclusione dei suoi studi, Benedetto lasciò Roma e si ritirò nella solitudine dei monti ad est di Roma. Dopo un primo soggiorno nel villaggio di Effide (oggi: Affile), dove per un certo periodo si associò ad una “comunità religiosa” di monaci, si fece eremita nella non lontana Subiaco. Lì visse per tre anni completamente solo in una grotta che, a partire dall’Alto Medioevo, costituisce il “cuore” di un monastero benedettino chiamato “Sacro Speco”. [...]

 

Nell’anno 529 Benedetto lasciò Subiaco per stabilirsi a Montecassino...Secondo Gregorio Magno, l’esodo dalla remota valle dell’Anio verso il Monte Cassio - un’altura che, dominando la vasta pianura circostante, è visibile da lontano - riveste un carattere simbolico: la vita monastica nel nascondimento ha una sua ragion d’essere, ma un monastero ha anche una sua finalità pubblica nella vita della Chiesa e della società, deve dare visibilità alla fede come forza di vita. Di fatto, quando, il 21 marzo 547, Benedetto concluse la sua vita terrena, lasciò con la sua Regola e con la famiglia benedettina da lui fondata un patrimonio che ha portato nei secoli trascorsi e porta tuttora frutto in tutto il mondo. 

Nell’intero secondo libro dei Dialoghi Gregorio ci illustra come la vita di san Benedetto fosse immersa in un’atmosfera di preghiera, fondamento portante della sua esistenza. Senza preghiera non c’è esperienza di Dio. Ma la spiritualità di Benedetto non era un’interiorità fuori dalla realtà. Nell’inquietudine e nella confusione del suo tempo, egli viveva sotto lo sguardo di Dio e proprio così non perse mai di vista i doveri della vita quotidiana e l’uomo con i suoi bisogni concreti. Vedendo Dio capì la realtà dell’uomo e la sua missione. [...]

 

Paolo VI, proclamando nel 24 ottobre 1964 S. Benedetto Patrono d’Europa, intese riconoscere l’opera meravigliosa svolta dal Santo mediante la Regola per la formazione della civiltà e della cultura europea. Oggi l’Europa - uscita appena da un secolo profondamente ferito da due guerre mondiali e dopo il crollo delle grandi ideologie rivelatesi come tragiche utopie - è alla ricerca della propria identità. Per creare un’unità nuova e duratura, sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente, altrimenti non si può ricostruire l’Europa. Senza questa linfa vitale, l’uomo resta esposto al pericolo di soccombere all’antica tentazione di volersi redimere da sé - utopia che, in modi diversi, nell’Europa del Novecento ha causato, come ha rilevato il Papa Giovanni Paolo II, “un regresso senza precedenti nella tormentata storia dell’umanità” (Insegnamenti, XIII/1, 1990, p. 58). Cercando il vero progresso, ascoltiamo anche oggi la Regola di san Benedetto come una luce per il nostro cammino. Il grande monaco rimane un vero maestro alla cui scuola possiamo imparare l’arte di vivere l’umanesimo vero.

 

Per & la Catechesi integrale è San Benedetto da Norcia

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 10.07.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

10 Luglio 2013, 15:42pm

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IN BREVE
Dapprima temporali su est Alpi e Prealpi fino all'alto Veneto.  Poi temporali nel pomeriggio sulle Alpi, Appennini, rilievi liguri, gran parte del Piemonte, bassa Lombardia, zone interne del centrosud verso Toscana, basso Lazio, Campania, Molise, Lucania, zone interne della Puglia, nord Calabria, est Sardegna. Temporali fino a sera tra Piemonte e Lombardia. 

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 10.07.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

10 Luglio 2013, 15:34pm

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Santo del giorno : SS. RUFINA e SECONDA, Martiri di Roma
  


 




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,1-7. 
Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d'infermità. 
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea, suo fratello; Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, 
Filippo e Bartolomeo, Tommaso e Matteo il pubblicano, Giacomo di Alfeo e Taddeo, 
Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, che poi lo tradì. 
Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; 
rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. 
E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. 

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 09.07.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

9 Luglio 2013, 09:09am

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APPROFONDIMENTO

Situazione generale: continua l'instabilità soprattutto sui rilievi della nostra penisola e all'insegna di rovesci e temporali.

NORD: instabile al nord ovest con rovesci e temporali anche in pianura sul Piemonte. Temporali anche sul resto dei rilievi alpini, locali sul nord appennino. Bel tempo sui settori orientali. Temperature stazionarie.

CENTRO: al mattino qualche pioggia sulle regioni adriatiche poi dal pomeriggio peggiora sui versanti tirrenici con piogge e locali temporali, specie sugli appennini. Rovesci anche sulla Sardegna centro meridionale.

SUD: molto nuvoloso su gran parte delle regioni, eccetto il salento, con precipitazioni diffuse un po' ovunque ma specie sugli appennini, qui anche temporalesche. Piogge che raggiungono anche la Sicilia centro orientale con locali temporali.

 

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 09.07.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

9 Luglio 2013, 09:05am

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Santo(i) del giorno : S. VERONICA Giuliani, Badessa dell'Ordine delle Clarisse Cappuccine,  S. ELIA Facchini, Sacerdote e martire in Cina 


 

 

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A CURA DI MICHELE PAPPACODA


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,32-38. 
Usciti costoro, gli presentarono un muto indemoniato. 
Scacciato il demonio, quel muto cominciò a parlare e la folla presa da stupore diceva: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». 
Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni». 
Gesù andava attorno per tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del regno e curando ogni malattia e infermità. 
Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore. 
Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi! 
Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!». 

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 08.07.2013 A CURA DI KSENIA KULIKOVA VIDEO

8 Luglio 2013, 10:02am

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APPROFONDIMENTO

Lunedì 8:l'Italia è interessata da un regime di pressione medio-alta con tempo in gran parte buono ma la circolazione si mantiene orientale con deboli infiltrazioni di aria fresca alle quote medie responsabili di annuvolamenti sparsi già al mattino in particolare su Ovest Piemonte, localmente sul Centro Appennino, sulla Puglia centrale, con qualche rovescio sole altrove;  nubi più intense al pomeriggio sui rilievi alpini localmente sulle alte pianure del Nord, anche su quelle centrali tra Lombardia e Nord Romagna con locali rovesci o qualche temporale, e temprali diffusi andranno sviluppandosi anche tra Centro-ovest Lazio, Centrosud Toscana, Ovest Campania, Lucania, rilievi calabresi, nordest siciliani e sui rilievi interni della Sardegna, specie tra Cagliaritano e Nuorese, localmente anche Oristanese. Si mantiene stabile e soleggiato il tempo altrove. Temperature più o meno stazionarie e gradevoli, estive con 26/31° in pianura, fino a 32° al Centro, come a Roma. Ventoso per venti moderati con rinforzi settentrionali sull'Adriatico, sui bacini toscani e sul Nord Appennino.  

Nord: al mattino più nubi e qualche rovescio su Ovest  Piemonte, segnatamente su Ovest Torinese, addensamenti anche su Ovest Friuli, Romagna, sole prevalente altrove salvo un po' di nubi sparse. Al pomeriggio molte nubi su Alpi e Prealpi co rovesci e locali temporali, in qualche caso anche sulle alte pianure piemontesi e lombarde, localmente sul Torinese e sulle pianure tra sudest Lombardia, Sudovest Veneto e Nord Romagna, tempo stabile e in prevalenza soleggiato altrove. Temperature gradevoli, estive con massime tra 27 e 30° in pianura, valori inferiori sulla Romagna, fino a 25° a Bologna. Venti moderati con rinforzi in prevalenza da Nordest sulle Venezie, alto Adriatico in mare, coste della Romagna e sulla Liguria, aree appenniniche. 

Centro: un po' di nubi al mattino in Appennino tra i rilievi di Abruzzo e Frusinate con qualche isolato rovescio, sole altrove. Nelle ore pomeridiane nubi temporalesche si formano tra Centrosud Toscana, Lazio e localmente Ovest Abruzzo, Ovest Molise, con rovesci e locali temporali, in qualche caso anche forti. Permane il bel tempo soleggiato altrove specie sulle aree adriatiche e resto della Toscana.  Temperature gradevoli, estive con massime tra 27 e 30° in pianura, più miti sull'adriatico con 27/29°, più calde a Ovest , fino a 32° a Roma. 
Venti moderati con rinforzi da N/NO sui bacini, Molise, coste adriatiche e toscane,  da NE sulle aree appenniniche settentrionali e sulla Toscana; venti deboli variabili altrove. 

Sardegna: al mattino sole splendente ovunque. Attenzione al pomeriggio alla formazione di nubi cumuliformi anche intense tra i rilievi del Cagliaritano, i rilievi centrali, del Nuorese, Oristanese, con rovesci e temporali diffusi localmente anche forti. Continua il bel tempo soleggiato sul resto dei settori. Temperature stazionarie estive con 28/31° in pianura, fino a 32° nel Cagliaritano. Venti deboli o moderati in prevalenza settentrionali e occidentali sui bacini più a Sud. 

Sud e Sicilia: un po' più di nubi con qualche addensamento al mattino tra il Barese, il Brindisino e il tarantino, in Puglia anche con qualche occasionale rovescio, altrove prevale il bel tempo soleggiato. In giornata si intensifica la nuvolosità sulle aree tirreniche tra Campania, Lucania, Calabria e anche su Nordest Sicilia con locali rovesci e temporali soprattutto in prossimità dei rilievi. Sempre asciutto e soleggiato altrove. Temperature stazionarie e piacevoli,  estive con 30/31° in pianura, fino a 32°a Napoli. Venti moderati con rinforzi da N/NO sul basso Adriatico, da Nord sullo Ionio centrale e da NE sul Canale di Sicilia. 

 

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 08.07.2013 A CURA DI YVONNE ADRIAENS

8 Luglio 2013, 09:58am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

406759 584141881612477 523799944 n (1)A CURA DI YVONNE ADRIAENS Santo(i) del giorno : SS. AQUILA e PRISCILLA, Esempio di coppia cristiana,  B. PIERRE Vigne, «Missionario itinerante» e fondatore
  




Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 9,18-26. 
Mentre diceva loro queste cose, giunse uno dei capi che gli si prostrò innanzi e gli disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano sopra di lei ed essa vivrà». 
Alzatosi, Gesù lo seguiva con i suoi discepoli. 
Ed ecco una donna, che soffriva d'emorragia da dodici anni, gli si accostò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. 
Pensava infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». 
Gesù, voltatosi, la vide e disse: «Coraggio, figliola, la tua fede ti ha guarita». E in quell'istante la donna guarì. 
Arrivato poi Gesù nella casa del capo e veduti i flautisti e la gente in agitazione, disse: 
«Ritiratevi, perché la fanciulla non è morta, ma dorme». Quelli si misero a deriderlo. 
Ma dopo che fu cacciata via la gente egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. 
E se ne sparse la fama in tutta quella regione. 

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