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sez. vangelo e meteo

SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 17.07.2013 A CURA DI NICOLETTA LOMBARDO

17 Luglio 2013, 11:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

285093 472495296106984 1773129040 nINSERITO DA NICOLETTA LOMBARDO Santo del giorno : BB. TERESA di S. Agostino e 15 consorelle, Vergini e martiri

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,25-27. 
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. 
Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. 
Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. 

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 16.07.2013 A CURA DI www.mikivettica.net

16 Luglio 2013, 09:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Oggi la Chiesa celebra : Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (memoria facoltativa)

A CURA DI www.mikivettica.net

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,20-24. 
Allora si mise a rimproverare le città nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli, perché non si erano convertite: 
«Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsàida. Perché, se a Tiro e a Sidone fossero stati compiuti i miracoli che sono stati fatti in mezzo a voi, gia da tempo avrebbero fatto penitenza, ravvolte nel cilicio e nella cenere. 
Ebbene io ve lo dico: Tiro e Sidone nel giorno del giudizio avranno una sorte meno dura della vostra. 
E tu, Cafarnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe! 
Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!». 

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 16.07.2013 A CURA DI www.mikivettica.net VIDEO

16 Luglio 2013, 09:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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IN BREVE

 

Clima estivo, fino a 34°C al centrosud, oltre 30 al nord, temporali sulle Alpi e Prealpi occidentali e Piemonte, locali rari su resto delle Alpi, rilievi liguri e del piacentino.  Verso sera temporali diffusi su ovest Alpi e Piemonte fino all'entroterra ligure, peggiora in serata tarda peggiora verso la Lombardia, temporali diffusi tra Val d'Aosta e Biellese e Val d'Ossola. Nella notte attenzione ai forti temporali tra Piemonte e Novarese-Varesotto, Comasco fino al Milanese. 

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 13.07.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA VIDEO

13 Luglio 2013, 08:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA

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IN BREVE
Dapprima nubi sul nordest e pesarese con rare piogge sull'Emilia,  poi  temporali sulle Alpi, locali su rilievi liguri, Marche, Abruzzo, Molise, Foggiano, Appennini, sole altrove. In serata temporali isolati tra Lombardia ed Emilia e basso Piemonte-rilievi liguri. 

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 13.07.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

13 Luglio 2013, 08:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,24-33. 
Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone; 
è sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più i suoi familiari! 
Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. 
Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti. 
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. 
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. 
Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; 
non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! 
Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 
chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. 

Sabato 13 Luglio 2013
S. ENRICO II, Imperatore (memoria facoltativa)

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Sant' Enrico II

Imperatore

(memoria facoltativa)

 

E

nrico, figlio del duca di Baviera, nacque in un castello sulle rive del Danubio nel 973. L'ambiente in cui maturò la santità di questo sovrano tedesco, a prima vista, potrebbe sembrare il meno adatto all'esercizio della perfezione cristiana. Crebbe invece in compagnia di sante persone. Suo padre, dapprima denominato "il rissoso", fece tali progressi nell'addolcire il carattere alla scuola di una mite consorte che finì per essere chiamato "il pacifico".

 

Enrico ebbe un fratello, Bruno, che rinunciò agli agi della vita di corte per diventare pastore d'anime, come vescovo di Augusta. Delle due sorelle, Brigida si fece monaca e Gisella andò sposa ad un santo, re Stefano di Ungheria.

Il principe Enrico venne affidato dalla madre ai canonici di Hildesheim, e più tardi al vescovo di Ratisbona, Wolfgang (canonizzato nel 1052), alla cui scuola si formò culturalmente e spiritualmente.

 

Nel 1002, in seguito alla morte del cugino Ottone III, venne eletto re di Germania a Magonza dove fu coronato dal vescovo Willigis.

Enrico si dedicò fondamentalmente a risolvere i problemi della Germania, poiché, fin dalla sua elezione, gli equilibri di potere tra i vassalli si erano di nuovo spezzati, soprattutto a seguito dell'orientamento prevalentemente italiano nella politica dei suoi predecessori. Negli anni del suo regno dovette così combattere a lungo contro vari signori ribelli, come Baldovino di Fiandra, Federico conte di Lussemburgo, Enrico duca di Baviera o l'arcivescovo di Metz.

L'attenzione per la situazione in Italia fu, dunque, minore dei suoi predecessori e sempre episodica. Vi scese nel 1004  per sconfiggere Arduino d’Ivrea, che i grandi signori italici avevano eletto re d'Italia alla morte di Ottone III.

Tornò nel 1013 per dirimere le controversie tra i candidati al papato della famiglia Crescenzi e dei Conti di Tuscolo, assicurando ai secondi il proprio appoggio.

 

Il 14 febbraio fu incoronato imperatore a Roma per mano del neo Pp Benedetto VIII (Teofilatto dei Conti di Tuscolo, 1012-1024). Ridiscese ancora nel 1021-1022 per condurre una breve campagna militare in Puglia e Campania contro i Bizantini.

Nel 1022, presiedette, insieme al pontefice, il concilio di Pavia, a conclusione del quale vennero emanati sette canoni contro il concubinato dei sacerdoti e per la difesa dell'integrità dei patrimoni ecclesiastici: questo concilio è considerato un momento importante nel processo di riforma della Chiesa dell'XI secolo.

 

Molto religioso e convinto assertore delle responsabilità dell'Imperatore, nei confronti della fede e della prosperità dei suoi sudditi, esercitò sulla Chiesa e sui monasteri tedeschi un forte controllo, inteso, in primo luogo, a promuovere una riforma morale dei costumi nello spirito dell'ordine cluniacense di cui aveva conosciuto Odilone (canonizzato anche lui), abate appunto di Cluny.

 

Enrico morì a Bamberga  il 13 luglio 1024. Sua moglie Cunegonda si ritirò in un monastero benedettino, da lei fondato, ed alla sua morte, avvenuta il 3 marzo 1039, fu sepolta accanto al marito nella cattedrale di Bamberga.

 

L’imperatore Enrico II fu canonizzato dal Beato Eugenio III (Bernardo dei Paganelli, 1145-1153)  nel 1152 o, secondo altre fonti autorevoli, nel 1146. 

 

Significato del nome Enrico : “possente in patria” (tedesco).


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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 12.07.2013 A CURA DI DANIELA CAIRA

12 Luglio 2013, 11:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

404621 109301509224366 1858437854 nA CURA DI DANIELA CAIRA 

 

Santo del giorno : S. GIOVANNI Gualberto, Abate, Fondatore dei Vallombrosiani

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,16-23. 
Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 
e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 
E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: 
non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. 
Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 
E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato. 
Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo. 

 

S. Giovanni Gualberto, Abate

Fondatore dei Vallombrosani

 

G

iovanni, figlio di Gualberto, nacque probabilmente a Firenze o, secondo altre fonti, nel castello, oggi Villa di Poggio Petroi - in Val di Pesa, intorno all'anno mille, dalla nobile famiglia dei Visdomini.

I tristi tempi di lotte fratricide lo trovarono, ancora giovane, al bivio dell'odio e dell'amore : suo fratello Ugo fu assassinato e a Giovanni, secondo il costume del tempo, fu assegnato il compito di vendicare l'oltraggio con la morte dell'uccisore. Il drammatico incontro avvenne, un Venerdì Santo, in una strettoia fuori porta S. Miniato, a Firenze. Di fronte al nemico che, tremante e con le braccia stese in forma di croce, invoca pietà, Giovanni getta la spada, scende da cavallo e concede il perdono. Sale poi alla Basilica poco distante di S. Miniato e si inginocchia davanti al crocifisso. Il Cristo, racconta il biografo del Santo, mosse il capo in segno di approvazione. A motivo di questo gesto S. Giovanni Gualberto è riconosciuto come  “Eroe del perdono”.

 

Dopodiché Giovanni, vincendo le dure resistenze del padre, si ritirò all'interno del monastero benedettino annesso. Una volta diventato monaco, il suo impegno si diresse a difendere la Chiesa dalla simonia (compravendita di cariche ecclesiastiche, assoluzione di peccati e indulgenze) e dal nicolaismo (il termine nicolaismo tornò in auge nel Medioevo, per indicare i religiosi che vivevano in concubinato).  Suoi primi avversari furono il suo stesso abate, Oberto, e il vescovo di Firenze, Pietro Mezzabarba, entrambi simoniaci. Non essendo incline ai compromessi e non riuscendo ad allontanarli dalla città preferì ritirarsi in solitudine.

 

Nel 1036, dopo varie peregrinazioni, insieme ad alcuni monaci, giunse a Vallombrosa, conosciuta allora come Acquabella. Qui lo raggiungono altri monaci, fuggiti dal monastero del sopraccitato abate mercenario, e con essi, verso il 1038, crea la Congregazione benedettina vallombrosana, approvata da Pp Vittore II (Gebhard II dei Conti di Dollnstein-Hirschberg, 1055-1057) nel 1055 e fondata su austera vita comune, povertà, rifiuto di doni e protezioni. Cioè di quei favori, di quel “patronato” che sovrani e grandi casate esercitano nella Chiesa, nominando vescovi e abati, designando candidati al sacerdozio e popolando il clero di affaristi e concubini.

 

Sono afflitto da immenso dolore e universale tristezza... trovo ben pochi vescovi nominati regolarmente, e che vivano regolarmente, così dirà S. Gregorio VII (Ildebrando Aldobrandeschi di Soana, 1073-1085), protagonista dei momenti più drammatici della riforma detta poi “gregoriana”. Ma essa comincia già prima di lui. Anche in piena crisi, il corpo della Chiesa esprime forze intatte e nuove che combattono i suoi mali: tra queste forze c’è la comunità di Giovanni Gualberto, che si diffonde in Toscana e sa uscire arditamente dal monastero, con vivaci campagne di predicazione, per liberare la Chiesa dagli indegni.

A questi monaci si ispirano e si affiancano gruppi di sacerdoti e di laici, dilatando l’efficacia della loro opera, di cui si servono i papi riformatori.

 

Nel 1060-61 Milano ha cacciato molti preti simoniaci e, per sostituirli, Giovanni Gualberto ne manda altri: uomini nuovi, plasmati dallo spirito di Vallombrosa. Dedica grande attenzione al clero secolare; lo aiuta a riformarsi, lo guida e lo incoraggia alla vita in comune: un senso pieno della Chiesa, tipico sempre in lui e nel suo Ordine, e sempre arricchito dalla forza dell’esempio.

 

La purezza della sua fede splendette mirabilmente in Toscana”, dirà di lui S. Gregorio VII. E i fiorentini, in momenti difficili, affideranno agli integerrimi suoi monaci perfino le chiavi del tesoro della Repubblica.

 

Giovanni Gualberto muore nel monastero di Passignano il 12 luglio 1073.

Ai suoi monaci, prima di morire, aveva detto: Quando volete eleggervi un abate, scegliete tra i frati il più umile, il più dolce, il più mortificato”. Senza ostentazione e retorica, egli aveva tracciato il profilo della propria anima.

 

Papa Celestino III (Giacinto Bobone Orsini, 1191-1198) lo canonizzerà nel 1193.

I suoi monaci torneranno nel 1951 a Vallombrosa, che avevano lasciato in seguito alle leggi soppressive del XIX secolo.

Nello stesso anno, il Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) proclamerà S. Giovanni Gualberto patrono del Corpo Forestale italiano e nel 1957 dei Forestali del Brasile.

 

Significato del nome Giovanni : “il Signore è benefico, dono del Signore” (ebraico).

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 12.07.2013 A CURA DI DANIELA CAIRA

12 Luglio 2013, 11:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

404621 109301509224366 1858437854 nA CURA DI DANIELA CAIRA

Previsioni Meteo Italia

Temporali pomeridiani su dorsale e interne, specie adriatiche; più bello altrove

Nord Inizialmente variabile con residui fenomeni sulla Val padana orientale. Più schiarite nel pomeriggio ma con ancora qualche temporale su nord dorsale, Prealpi orientali ed ovest Alpi. Peggiora tuttavia in nottata con fenomeni sparsi tra Val padana e fascia prealpina. Temperature senza variazioni di rilievo con massime comprese tra 27 e 30°C. Venti deboli variabili con mari poco mossi. Centro Annuvolamenti al mattino su Medio Adriatico e dorsale, sereno altrove. Nel pomeriggio ancora temporali su dorsale e rilievi sardi, in locale sconfinamento verso i settori adriatici, ma in generale assorbimento nel corso della serata. Temperature stabili o in lieve rialzo sulle Tirreniche con massime tra 26 e 31°C, anche superiori sulla Sardegna. Venti deboli o localmente moderati da NO con mari poco mossi. Sud Prevale il bel tempo su Sicilia, Adriatico e settori ionici per tutto il corso della giornata. Nubi in sviluppo pomeridiano in prossimità dei rilievi appenninici produrranno nuovi acquazzoni sparsi, che a tratti interesseranno anche la costa tirrenica campana ed il crotonese, ma in miglioramento serale. Temperature stabili con massime tra 25 e 30°C. Venti deboli o moderati da NO. Mari perlopiù poco mossi, a tratti mossi al largo dello Ionio.

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 11.07.2013 A CURA DI KSENIA KULIKOVA

11 Luglio 2013, 08:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)A CURA DI KSENIA KULIKOVA

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IN BREVE
Dapprima nubi al nord, piovaschi tra Emilia Romagna, rilievi liguri e anche tra Toscana e Umbria, poi rovesci sulle Alpi specie orientali fino al trevigiano e pordenonese, e temporali  al centrosud sui monti e zone interne e tra Umbria e Marche, forti sull'Abruzzo.  In serata temporali dalle prealpi venete, trentine e orobiche verso la Lombardia e veronese

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 11.07.2013 A CURA DI KSENIA KULIKOVA

11 Luglio 2013, 08:11am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)A CURA DI KSENIA KULIKOVA Santo del giorno : S. BENEDETTO da Norcia, Abate, Patrono d'Europa (festa)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,27-29. Allora Pietro prendendo la parola disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne otterremo?». E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna.

San Benedetto da Norcia, Abate

Patrono d’Europa (festa)

 

Dalla Catechesi di Papa Benedetto XVI

(9 aprile 2008)

 

Cari fratelli e sorelle

 

vorrei oggi parlare di S. Benedetto, Fondatore del monachesimo occidentale, e anche Patrono del mio pontificato. Comincio con una parola di S. Gregorio Magno, che scrive di san Benedetto: L’uomo di Dio che brillò su questa terra con tanti miracoli non rifulse meno per l’eloquenza con cui seppe esporre la sua dottrina (Dial. II, 36). Queste parole il grande Papa scrisse nell’anno 592; il santo monaco era morto appena 50 anni prima ed era ancora vivo nella memoria della gente e soprattutto nel fiorente Ordine religioso da lui fondato.

S. Benedetto da Norcia con la sua vita e la sua opera ha esercitato un influsso fondamentale sullo sviluppo della civiltà e della cultura europea. La fonte più importante sulla vita di lui è il secondo libro dei Dialoghi di S. Gregorio Magno. Non è una biografia nel senso classico. Secondo le idee del suo tempo, egli vuole illustrare mediante l’esempio di un uomo concreto – appunto di san Benedetto – l’ascesa alle vette della contemplazione, che può essere realizzata da chi si abbandona a Dio. Quindi ci dà un modello della vita umana come ascesa verso il vertice della perfezione. San Gregorio Magno racconta anche, in questo libro dei Dialoghi, di molti miracoli compiuti dal Santo, ed anche qui non vuole semplicemente raccontare qualche cosa di strano, ma dimostrare come Dio, ammonendo, aiutando e anche punendo, intervenga nelle concrete situazioni della vita dell’uomo. Vuole mostrare che Dio non è un’ipotesi lontana posta all’origine del mondo, ma è presente nella vita dell’uomo, di ogni uomo. 

Questa prospettiva del “biografo” si spiega anche alla luce del contesto generale del suo tempo: a cavallo tra il V e il VI secolo il mondo era sconvolto da una tremenda crisi di valori e di istituzioni, causata dal crollo dell’Impero Romano, dall’invasione dei nuovi popoli e dalla decadenza dei costumi. Con la presentazione di san Benedetto come “astro luminoso”, Gregorio voleva indicare in questa situazione tremenda, proprio qui in questa città di Roma, la via d’uscita dalla “notte oscura della storia” (cfr Giovanni Paolo II, Insegnamenti, II/1, 1979, p. 1158). Di fatto, l’opera del Santo e, in modo particolare, la suaRegola si rivelarono apportatrici di un autentico fermento spirituale, che mutò nel corso dei secoli, ben al di là dei confini della sua Patria e del suo tempo, il volto dell’Europa, suscitando dopo la caduta dell’unità politica creata dall’impero romano una nuova unità spirituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli del continente. È nata proprio così la realtà che noi chiamiamo “Europa”. 

 

La nascita di san Benedetto viene datata intorno all’anno 480. Proveniva, così dice san Gregorio, “ex provincia Nursiae” – dalla regione della Nursia. I suoi genitori benestanti lo mandarono per la sua formazione negli studi a Roma. Egli però non si fermò a lungo nella Città eterna. Come spiegazione pienamente credibile, Gregorio accenna al fatto che il giovane Benedetto era disgustato dallo stile di vita di molti suoi compagni di studi, che vivevano in modo dissoluto, e non voleva cadere negli stessi loro sbagli. Voleva piacere a Dio solo; “soli Deo placere desiderans” (II Dial., Prol 1). Così, ancora prima della conclusione dei suoi studi, Benedetto lasciò Roma e si ritirò nella solitudine dei monti ad est di Roma. Dopo un primo soggiorno nel villaggio di Effide (oggi: Affile), dove per un certo periodo si associò ad una “comunità religiosa” di monaci, si fece eremita nella non lontana Subiaco. Lì visse per tre anni completamente solo in una grotta che, a partire dall’Alto Medioevo, costituisce il “cuore” di un monastero benedettino chiamato “Sacro Speco”. [...]

 

Nell’anno 529 Benedetto lasciò Subiaco per stabilirsi a Montecassino...Secondo Gregorio Magno, l’esodo dalla remota valle dell’Anio verso il Monte Cassio - un’altura che, dominando la vasta pianura circostante, è visibile da lontano - riveste un carattere simbolico: la vita monastica nel nascondimento ha una sua ragion d’essere, ma un monastero ha anche una sua finalità pubblica nella vita della Chiesa e della società, deve dare visibilità alla fede come forza di vita. Di fatto, quando, il 21 marzo 547, Benedetto concluse la sua vita terrena, lasciò con la sua Regola e con la famiglia benedettina da lui fondata un patrimonio che ha portato nei secoli trascorsi e porta tuttora frutto in tutto il mondo. 

Nell’intero secondo libro dei Dialoghi Gregorio ci illustra come la vita di san Benedetto fosse immersa in un’atmosfera di preghiera, fondamento portante della sua esistenza. Senza preghiera non c’è esperienza di Dio. Ma la spiritualità di Benedetto non era un’interiorità fuori dalla realtà. Nell’inquietudine e nella confusione del suo tempo, egli viveva sotto lo sguardo di Dio e proprio così non perse mai di vista i doveri della vita quotidiana e l’uomo con i suoi bisogni concreti. Vedendo Dio capì la realtà dell’uomo e la sua missione. [...]

 

Paolo VI, proclamando nel 24 ottobre 1964 S. Benedetto Patrono d’Europa, intese riconoscere l’opera meravigliosa svolta dal Santo mediante la Regola per la formazione della civiltà e della cultura europea. Oggi l’Europa - uscita appena da un secolo profondamente ferito da due guerre mondiali e dopo il crollo delle grandi ideologie rivelatesi come tragiche utopie - è alla ricerca della propria identità. Per creare un’unità nuova e duratura, sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente, altrimenti non si può ricostruire l’Europa. Senza questa linfa vitale, l’uomo resta esposto al pericolo di soccombere all’antica tentazione di volersi redimere da sé - utopia che, in modi diversi, nell’Europa del Novecento ha causato, come ha rilevato il Papa Giovanni Paolo II, “un regresso senza precedenti nella tormentata storia dell’umanità” (Insegnamenti, XIII/1, 1990, p. 58). Cercando il vero progresso, ascoltiamo anche oggi la Regola di san Benedetto come una luce per il nostro cammino. Il grande monaco rimane un vero maestro alla cui scuola possiamo imparare l’arte di vivere l’umanesimo vero.

 

Per & la Catechesi integrale è San Benedetto da Norcia

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 10.07.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

10 Luglio 2013, 15:42pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

971140 581806935174239 1395144868 n-copia-2A CURA DI MICHELE PAPPACODA

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IN BREVE
Dapprima temporali su est Alpi e Prealpi fino all'alto Veneto.  Poi temporali nel pomeriggio sulle Alpi, Appennini, rilievi liguri, gran parte del Piemonte, bassa Lombardia, zone interne del centrosud verso Toscana, basso Lazio, Campania, Molise, Lucania, zone interne della Puglia, nord Calabria, est Sardegna. Temporali fino a sera tra Piemonte e Lombardia. 

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