Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MIKI PAPPACODA BARI, - Sono 2.791 i nuovi casi di coronavirus rilevati in Puglia su 23.398 test giornalieri registrati. L'incidenza, che ieri era al 18,2%, è scesa all'11,9%. Le persone morte sono 4, mentre delle 116.328 persone attualmente positive, 625 (ieri erano 627) sono ricoverate in area non critica e 39 in terapia intensiva (ieri 35). I nuovi casi per provincia sono così distribuiti: Bari: 822; Bat: 231; Brindisi: 275; Foggia: 354; Lecce: 816; Taranto: 255; residenti fuori regione, 27; provincia in definizione, 11. (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA “Abbiamo messo in piedi un’altra misura concreta per sostenere imprese e professionisti colpiti dalle conseguenze del Covid. Uno strumento immediato per consentire a queste categorie di affrontare l’onda d’urto della pandemia alla quale, purtroppo, si aggiungono anche gli effetti della guerra in Ucraina".
Con queste parole l’assessore allo Sviluppo economico e agli Attrattori culturali della Regione Calabria,Rosario Varì, annuncia“Riapri Calabria Ter”, iniziativa del dipartimento regionale che sarà operativa dal prossimo 4 aprile. La misura si sostanzia nella concessione di un contributo a fondo perduto, da 2mila a 6mila euro, su una dotazione finanziaria di circa 18 milioni di euro. L’assessore è infatti convinto che “la ripresa economica deve essere supportata con ogni azione possibile, a maggior ragione nel difficile momento che stiamo vivendo, durante il quale il conflitto in Ucraina e le conseguenze economiche che ne stanno derivando hanno notevolmente rallentato il processo di ripresa. Le ripercussioni della pandemia sull’economia locale sono ancora pesantissime. L’emergenza sanitaria è tutt’altro che conclusa - rimarca Rosario Varì -, e gli effetti sulla base produttiva in Calabria continuano ad essere significativi sia sul piano delle aspettative di crescita che su quello della tenuta economico-patrimoniale delle aziende”.
“Abbiamo a disposizione una dotazione finanziaria di circa 18 milioni di euro che – spiega l’assessore allo Sviluppo economico entrando nel merito della misura Riapri Calabria Ter, - come Regione Calabria intendiamo orientare verso quelle categorie economiche che, per effetto del Covid, hanno subito per l’anno 2021 un calo del fatturato pari o superiore al 25% rispetto a quello del 2019. Per venire incontro in maniera concreta ai fabbisogni delle imprese e dei professionisti, la Regione erogherà contributi a fondo perduto, da 2mila a 6mila euro, facilmente accessibili anche dai beneficiari delle precedenti edizioni”.
In questa edizione del “Riapri Calabria”, infatti, è stata ulteriormente semplificata la procedura di accesso: in una prima fase (dal 4 al 7 aprile) si potrà procedere alla registrazione ed al caricamento delle domande sulla piattaforma. Il “click day” è invece fissato per l’8 aprile, quando si potrà effettuare l’invio delle domande, che saranno valutate fino ad esaurimento delle risorse disponibili e l’erogazione del contributo avverrà in un’unica soluzione, successivamente all’ammissione a finanziamento.
L’avviso pubblico, ad oggi in pre informazione, è disponibile al link in allegato https://www.fincalabra.it/web/index.php/aiuti-alle-imprese/bandi?msclkid=dae578b3aac911ecbff1641b459b27c0.
Le domande potranno essere inviate esclusivamente in modalità telematica, attraverso lo sportello del soggetto gestore Fincalabra SpA accessibile all’indirizzo http://www.bandifincalabra.it.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La misura emessa dal gip del Tribunale di Trani per truffa arriva a causa dei gravi indizi di colpevolezza nei confronti di due campani, che si sarebbero finti il nipote della donna originaria di Terlizzi e un dipendente delle Poste Si era finto il nipote per truffare un'anziana donna residente in una zona poco abitata di Terlizzi. I carabinieri della Sezione Operativa di Molfetta hanno arrestato nell'ambito delle indagini preliminari per truffa due persone di origine campana. La misura cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Trani, arriva su richiesta della Procura della Repubblica del luogo, nella quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza, ovvero accertamento compiuto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa. Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria recepisce le risultanze investigaDtive svolte dai Carabinieri della Compagnia di Molfetta, mediante l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e l’escussione di testimoni, in ordine a una truffa perpetrata il 23 luglio 2020 a un’anziana di Terlizzi, che all’epoca dei fatti viveva in una zona poco abitata del comune. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna avrebbe ricevuto una telefonata da parte di una persona che dichiarava di essere suo nipote, e che sarebbe passato da lei il giorno successivo per farsi consegnare 10mila euro che avrebbe a sua volta consegnato alla madre (figlia della vittima), che vive fuori regione, per saldare un debito contratto con una società finanziaria. L’anziana per aiutare la figlia e il nipote avrebbe accettato di consegnare la somma richiesta. L’indomani, si sarebbe presentato presso l’abitazione della donna un soggetto che dichiaratosi dipendente delle Poste di Terlizzi, si sarebbe fatto consegnare dapprima la somma di 4800 euro e successivamente ulteriori 3200 euro che avrebbe spedito al nipote della signora. I due arrestati, come disposto dall’Autorità Giudiziaria mandante, sono stati ristretti rispettivamente uno agli arresti domiciliari e un altro in carcere a Napoli. BARITODAY
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Non accenna ad attenuarsi l'incidenza del Covid in Calabria. Anzi la diffusione del virus aumenta, facendo registrare picchi record. Aumentano ancora contagi e tasso di positività, che toccano, rispettivamente, punte di 4.008 (totale 256.102) e del 26,33%. I nuovi tamponi effettuati sono 15.222 (totale 2.478.154). Si registrano 11 nuovi decessi, con il dato complessivo che raggiunge quota 2.208. I ricoveri nei reparti di cura aumentano di 11 unità, portando il totale a 347. Diminuiscono di 2, invece, quelli nelle rianimazioni, che sono adesso 14. I guariti sono 195.146 (+ 1.624), gli attualmente positivi 58.748 (+2.373) e gli isolati a domicilio 58.387 (+2.364). I dati sono contenuti nel Bollettino quotidiano diramato dalla Regione sulla base dei dati forniti dai Dipartimenti di prevenzione delle cinque Aziende sanitarie provinciali. Territorialmente, dall'inizio dell'epidemia, i casi positivi sono così distribuiti. Catanzaro: casi attivi 4.986 (67 in reparto, 7 in terapia intensiva, 4.912 in isolamento domiciliare); casi chiusi 27.883 (27.641 guariti, 242 deceduti). Cosenza: casi attivi 22.160 (113 in reparto, 1 in terapia intensiva, 22.046 in isolamento domiciliare); casi chiusi 37.171 (36.228 guariti, 943 deceduti). Crotone: casi attivi 4.527 (26 in reparto, 0 in terapia intensiva, 4.501 in isolamento domiciliare); casi chiusi 21.708 (21.516 guariti, 192 deceduti). Reggio Calabria: casi attivi 12.359 (127 in reparto, 6 in terapia intensiva, 12.226 in isolamento domiciliare); casi chiusi 93.321 (92.660 guariti, 661 deceduti). Vibo Valentia: casi attivi 14.374 (12 in reparto, 0 in terapia intensiva, 14.362 in isolamento domiciliare); casi chiusi 15.658 (15.500 guariti, 158 deceduti) ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Centinaia di fiaccole in cammino, tra bandiere bianche con il simbolo delle Acli e quelle arcobaleno della pace per invocare la fine della guerra in Ucraina. La fiaccolata per la pace, organizzata da Acli Puglia, sfila nelle vie del centro storico di Bari, dalla Cattedrale alla Basilica di San Nicola. "Vogliamo rilanciare da Bari l'insegnamento e il percorso di don Tonino Bello, e cioè la pace come valore universale che non esclude nessuno - spiega il presidente regionale Acli, Vincenzo Purgatorio - . La Puglia può essere vero luogo e crocevia delle culture orientale e occidentale per riprendere fortemente anche il dialogo interreligioso ed ecumenico per il cessate il fuoco in Ucraina". "Dalla città di Nicola arrivi un segno di pace. Il nostro Santo che unisce i popoli di oriente e occidente ci aiuti a dire basta a questo bagno di sangue inutile - ha detto Michele Fanelli, presidente del circolo Acli Dalfino di Bari - . Prevalga il dialogo sui cannoni". Dopo aver attraversato la città vecchia, passando davanti palazzo di città, il corteo si fermerà davanti alla Basilica dove ad attenderlo ci sarà il priore padre Giovanni Distante e poi ci sarà un passaggio di consegne simbolico del messaggio di pace dalle fiaccole dei manifestanti in marcia ai musicisti e artisti italiani, russi e ucraini del "Popolo di San Nicola per la Pace". (ANSA).
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ma ad allarmare è soprattutto l'occupazione dei reparti in area medica, dopo il monitoraggio di Agenas. Contagi ancora alti in Calabria. Dopo il martedi nero, i casi positivi nelle ultime 24 ore sono poco più di 3400 e il tasso di positività oltre il 24 per cento. Ma ad allarmare è soprattutto l'occupazione dei reparti in area medica, dopo il monitoraggio di Agenas. di Mara Martelli TGRCALABRIA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Madre, sorella e nipoti di Yuliya, sposata con Antonello a Bari, sono fuggiti da Kiev assieme a un'amica e ai suoi figli e hanno trovato una casa che li ha accolti: "Sono tanti gli italiani pronti a farlo" Qualche sorriso, poi il panico nel momento del ricordo o davanti alle immagini dei giornali. Li si scorge nei volti di una tavolata divenuta enorme. Quella di casa Ladisa, al quinto piano di un palazzo nel centro di Bari. Un’abitazione allargata con l’appartamento accanto, quello della mamma di Antonello, imprenditore e padrone di casa, che vive da sola, per far posto a otto, tra donne e bambini, fuggiti dalla guerra in Ucraina, col cane Max. Sono la mamma, la sorella e un’amica, queste ultime con i loro figli, di Yuliya, sua moglie ucraina, conosciuta a Praga durante una vacanza, con la quale ha tre figli, Daria di 13 anni, Michele di 12 e Valeria cinque. Sono loro ad accompagnare il piccolo Artioma, di quattro anni, Ludmilla di 15, e i cugini Paolo e Maria, di 16 e 10 anni, in un percorso nuovo e difficile, che li ha portati lontani dai pericoli, dai padri, fratelli e nonni, costretti a rimanere al di là del confine ucraino perché precettati, e dentro ambienti sconosciuti, come quelli della scuola italiana. I ragazzi continuano a seguire le lezioni a distanza con i loro insegnanti rimasti in Ucraina o fuggiti in altri Paesi europei, ma allo stesso tempo Artioma e Ludmilla frequentano gli istituti di Bari che li hanno accolti. Il bimbo è in classe nella scuola dell’infanzia Garibaldi con Valeria, Ludmilla invece, grazie alla disponibilità degli insegnanti e della dirigente scolastica della scuola media Carducci, inizia un programma nel quale racconta la sua scuola, il suo Paese e le sue tradizioni, a ragazzini e bambini poco più piccoli di lei. “La cosa più straziante – racconta Antonello Ladisa - è veder loro soffrire per i papà, i fratelli e i figli rimasti in Ucraina perché precettati. Famiglie divise. Compresa mia suocera che ha dovuto salutare il marito, il padre di Yuliya, perché ancora arruolabile. Elena, poi, l’amica di Yuliya, ha saputo che il figlio di 18 anni, come gli altri del resto, è stato chiamato alle armi”. Ladisa, che ha più imprese di telefonia e comunicazione, racconta dello sforzo di dare una parvenza di normalità ai ragazzi che hanno visto l’orrore e hanno compiuto un viaggio di 18 ore solo per raggiungere il confine dell’Ucraina. Ma racconta anche della macchina della solidarietà che si è messa in moto, di altri amici che ospitano nelle loro case le persone fuggite, di chi si è adoperato per fornire indumenti, cibo e medicine. Di chi come i volontari Giorgio e Tommaso continuano a viaggiare scaricando viveri e medicine al confine e tornando con persone appena fuggite. E ancora del Comune di Bari che, attraverso l’assessorato ai Servizi sociali e l’assessora Francesca Bottalico, sta organizzando l’accoglienza e la sistemazione di queste persone. “Ci sono i gestori di un bar – racconta ancora-, il Krirò caffè di Poggiofranco, che si sono detti disponibili ad assumere almeno un ragazzo nel loro esercizio. Così una scuola di danza e i gestori dello Stadio del Nuoto hanno messo a disposizione corsi gratuiti. Sono persone che in realtà potrebbero non avere affatto problemi economici, gente del ceto medio e imprenditoriale che aveva una vita agiata ed è arrivata con in valigia molti euro in contanti. Persone che, dopo aver lasciato tutto, non vedono l’ora di poter tornare nel loro Paese e nelle loro case. Noi continuiamo ad aiutare loro e altri, con Yuliya disponibile a fare da traduttrice e la speranza che questo incubo finisca al più presto per tutti”. GINO MARTINA BARITODAY
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sempre molto alto il numero dei decessi per Covid in Calabria dove torna a crescere anche il numero di ricoveri. Ad oggi, nella nostra regione, il totale dei tamponi eseguiti sono stati 2.431.284 (+7.969). Le persone risultate positive al Coronavirus sono 244.142 (+1.547) rispetto a ieri. Otto sono i decessi. Questi sono i dati giornalieri relativi all'epidemia da Covid-19 comunicati dai Dipartimenti di Prevenzione delle aziende sanitarie provinciali della Regione Calabria. TGR3CALABRIA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La richiesta di sindacati di insegnanti e presidi e Ata insieme all'assessore regionale all'istruzione, Sebastiano Leo: "Pandemia e disagi non terminano con la fine dello stato di emergenza"Prorogare almeno fino a giugno i contratti di docenti e Ata dell'organico Covid, ovvero del personale assunto nelle scuole per far fronte al periodo della pandemia. E' l'appello lanciato dal mondo della scuola pugliese al governo, e alla Conferenza delle Regioni, in vista della fine dello stato di emergenza fissato al 31 marzo. “La pandemia e i disagi che la stessa ha causato e continua a causare nelle nostre comunità scolastiche, purtroppo, non terminano con la fine dello stato di emergenza previsto per il 31 marzo prossimo. Resteranno ancora in vigore tutta una serie di misure cautelative e precauzionali per evitare il diffondersi di nuove ondate, anche e soprattutto in ambito scolastico", ha evidenziato l’assessore all’istruzione, alla formazione e al lavoro della Regione Puglia, Sebastiano Leo, spiegando le ragioni dell'appello. “Sono oltre 4000 i docenti pugliesi e il personale ATA che da due anni sono impegnati nelle scuole della nostra regione per rinforzare gli organici nella gestione della crisi pandemica e nelle attività didattiche, un personale a cui noi tutti dobbiamo un enorme grazie per il lavoro profuso in condizioni di grandissima difficoltà. Per queste ragioni, anche a seguito del tavolo che ha avuto luogo stamattina con tutte le organizzazioni sindacali e con le associazioni dei dirigenti scolastici, dopo aver ascoltato le comunità degli studenti e delle famiglie, la scuola pugliese chiede al Governo di prorogare i contratti del suddetto personale, almeno fino al termine delle attività didattiche del corrente anno scolastico”, ha commentato Leo. Leo si è inoltre detto certo "di trovare importanti sinergie" con gli assessori all'Istruzione delle altre regioni sulla questione, nell'ambito della X Commissione della Conferenza delle Regioni. “Siamo consapevoli – ha concluso – che l’eventuale proroga comporti un ulteriore e sostanzioso impegno di spesa da parte del Governo, ma siamo altrettanto consapevoli che governare significa decidere e definire priorità e la Puglia ritiene che non vi sia priorità superiore agli investimenti nella Scuola, nella qualità e nella gestione della didattica. Ringrazio ancora le organizzazioni sindacali della scuola pugliese per la compattezza dimostrata”. L’appello sarà anche presentato oggi 15 marzo dall’Assessore al Consiglio Regionale pugliese, perché sia da questo accolto in uno specifico ordine del giorno consiliare, auspicabilmente approvato all’unanimità delle forze politiche rappresentate in Regione. L'Associazione nazionale presidi Puglia, in una nota a firma del presidente Roberto Romito, "dà il suo convinto appoggio a questo appello, che trae origine dalla considerazione che il termine dello stato di emergenza al prossimo 31 marzo non coinciderà con il venir meno di tutte le misure di sicurezza fin qui applicate e con le esigenze delle scuole che dovranno continuare a farvi fronte. Allo stesso tempo, ANP Puglia esprime il suo pieno apprezzamento all’Assessore Leo, e lo ringrazia per l’impegno profuso nel cercare soluzioni che permettano il contenimento delle sofferenze organizzative delle scuole, duramente stressate dalla pandemia". BARITODAY
INSERITO DA MORENA MOTTA La misura prevede di concedere la possibilità, ai medici che ne facciano richiesta, di rimanere in servizio anche oltre il limite dei 40 anni di servizio effettivo, comunque non oltre il 70esimo anno di età La carenza di personale all’interno delle strutture sanitarie pubbliche sta diventando un problema sempre più ingestibile. E così, di fronte a una situazione che rischia di sfuggire di mano, la struttura commissariale e il dipartimento Tutela della salute della Regione sono pronti a varare una misura eccezionale:concedere la possibilità, ai medici che ne facciano richiesta, di rimanere in servizio anche oltre il limite dei 40 anni di servizio effettivo, comunque non oltre il 70esimo anno di età.Le indicazioni sulle procedure da mettere in atto sono contenute in in una circolare che sta per arrivare sulla scrivania di tutti i commissari delle Aziende sanitarie e ospedaliere calabresi nonché ai tecnici dei ministeri dell’Economia e della Salute deputati a vigilare sull’attività della struttura commissariale. L’opzione di trattenere tra le corsie ospedaliere medici già in età pensionabile èresa possibile dalle previsioni inserite in alcuni decreti legge approvati per far fronte all’emergenza pandemica. In particolare, in considerazione dell’emergenza sanitaria da Covid 19, le disposizioni normative hanno eliminato le tre condizioni poste dalla previgente formulazione, ovvero l’adozione di criteri da predeterminate con apposito Atto aziendale, la durata del trattenimento fino all’assunzione di nuovi medici specialisti e l’indizione senza ritardo dei concorsi. DI ANTONIO RICCHIO GAZZETTA DEL SUD