Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
M.P. GENOVA, 23 GIU - Cinque migranti che si trovavano sulla scogliera di Ponte San Ludovico, al confine con la Francia, hanno deciso stamani di lasciare gli scogli per andare al centro di prima assistenza allestito a Ventimiglia. La notte, nonostante il mare sia ingrossato, è passata tranquillamente nel presidio alla frontiera sotto il costante controllo della Croce rossa. I migranti sugli scogli sono circa 80, in calo: durante la cena del Ramadan la Croce rossa ha contato 110 persone, in centro sono circa 250. ANSA
M.P.Storico incontro per Papa Francesco a Torino: Bergoglio è il primo pontefice a visitare un tempio valdese. Ad accoglierlo nella chiesa di corso Vittorio Emanuele II, un canto in spagnolo, Cada cosa en la vida. "Caro fratello Francesco, benvenuto" è il saluto del pastore valdese di Torino, Paolo Ribet, al Papa. "La incontriamo con gioia come un nuovo fratello nel nostro percorso", aggiunge il pastore. "Vogliamo leggere la sua visita, che è stata definita giustamente storica, proprio in questa dimensione - aggiunge il pastore Ribet - Viviamo un'esperienza incoraggiante e spero anticipatrice di ulteriori esperienze ecumeniche anche a Torino". Dopo il pastore Ribet è intervenuto il Moderatore della chiesa valdese rioplatense di Uruguay e Argentina, un omaggio alle origini del Papa. "Sarebbe bello - ha detto - poter organizzare un evento simile. Papa Francesco, si consideri invitato sin da ora...".
Il Papa ha chiesto perdono ai Valdesi per quanto fatto contro loro dai cattolici. "Da parte della Chiesa Cattolica - ha detto Francesco nel Tempio Valdese - vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci!".
Papa Francesco ha definito la sua visita a Torino "un ritorno a casa". "Ogni incontro è stato molto importante", ha detto Francesco, citando anche "la preghiera silenziosa davanti alla Sindone" e la visita alla Chiesa dove si sono sposati i nonni.(
LA DIRETTA
LA PRIMA GIORNATA A TORINO DEDICATA AGLI ULTIMI
Esorta il mondo economico a osare, invita i giovani a "non vivacchiare", chiede alla Chiesa di "convertirsi tutti i giorni". Con coraggio. E senza chiudersi in una società che esclude. E' dedicata agli ultimi la prima giornata torinese di Papa Francesco. Dall'incontro con il mondo del lavoro a quello con i malati del Cottolengo, passando per il pranzo con i giovani carcerati e i senzatetto. Emozioni fortissime per i pellegrini che a migliaia dalla periferia al centro lo hanno atteso lungo le strade, gli occhi lucidi per la commozione, nella speranza di vederlo passare e di un saluto. "Torino ha vissuto una giornata unica e straordinaria, piena di emozione e di grande affetto per Papa Francesco - commenta il sindaco, Piero Fassino -. E il Papa ci ha ricambiato con generosità, con i suoi messaggi di fiducia". E di vicinanza, come quella espressa ai "giovani disoccupati, alle persone in cassa integrazione o precarie" come "agli imprenditori, agli artigiani e a tutti i lavoratori dei vari settori, soprattutto a quelli che fanno più fatica ad andare avanti".
Di prima mattina l'incontro in piazzetta Reale, dove Francesco stringe la mano anche a Sergio Marchionne, poi il raccoglimento davanti alla Sindone, seduto - e non inginocchiato - con la testa reclinata, le luci abbassate nel duomo di Torino, dove si ferma anche davanti all'altare del Beato Pier Giorgio Frassati. Preghiera e raccoglimento prima del bagno di folla di piazza Vittorio, sulla sponda del Po, il quartiere della movida torinese trasformato in una "chiesa senza mura", proprio come aveva auspicato alla vigilia l'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia. L'Angelus all'ombra della Gran Madre di Dio e del Monte dei Cappuccini, simboli della religiosità torinese, raccoglie 70mila persone nella piazza, almeno il doppio se si considerano quelle assiepate davanti ai 21 maxischermi allestiti per le vie del centro.
Il pranzo in Arcivescovado è un altro tuffo nella "fine del mondo", un momento privato come la preghiera nel Santuario della Consolata, prima dell'omaggio a San Giovanni Bosco nel bicentenario della sua nascita. Nella basilica di Maria Ausiliatrice, dove i salesiani sono partiti per il mondo, Bergoglio parla a braccio e si lascia andare ai ricordi. Gli stessi che lo assalgono nella chiesa di Santa Teresa, quella del matrimonio dei nonni e del battesimo del padre. La lunga giornata si chiude con l'abbraccio dei giovani, in una piazza Vittorio di nuovo gremita, a cui Francesco concede anche qualche selfie. Poi tutti a casa, con un ricordo da conservare per sempre.
L'Italia non può aspettare la ripresa, serve coraggio e lavoro subito. Alla porta c'è un esercito di giovani, il 40 per cento di tutti gli under-25, che non ha futuro. Nella Torino che una volta era il 'motore' del Paese e che oggi, come tutta Italia, porta le ferite della crisi economica, il Papa lancia un appello forte. E anche delle idee come quella "educazione a misura di crisi" di cui parla con i Salesiani. Chiede poi di "tutelare i diritti delle donne perché sono discriminate anche nel mondo del lavoro". E poi con i giovani, 90mila per lui a piazza Vittorio, si "permette", come dice lui stesso, quasi in punta di piedi, una parola "impopolare": "siate casti". Le prime parole che pronuncia nel capoluogo piemontese sono per le persone messe in difficoltà della crisi: "Esprimo la mia vicinanza ai giovani disoccupati, alle persone in cassa-integrazione o precarie; ma anche agli imprenditori, agli artigiani e a tutti i lavoratori dei vari settori, soprattutto a quelli che fanno più fatica ad andare avanti". E ascolta attento alcune testimonianze, che raccontano della difficoltà di tirare avanti ma anche della speranza che può nascere dalla famiglia e dalla fede. Torino oggi traboccava di gente. Giovani ma anche tante famiglie, in migliaia hanno voluto salutare Francesco e già all'alba la città aveva i ritmi delle ore di punta. Ma tra la gente comune ci sono anche i vip delle città. Non solo le istituzioni, con il sindaco della città Piero Fassino e il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, l'arcivescovo Cesare Nosiglia, ma anche l'ad di Fca Sergio Marchionne, con il quale scambia anche una stretta di mano, e la famiglia Savoia. E lui saluta questa "terra benedetta" della quale si definisce "un nipote".
Omaggia il Piemonte, ricordando santi e poeti. E i ragazzi rispondono alzando cartelli con scritto "Cerea Papa Francesco, ben tornato a casa". E' l'appello a creare lavoro il messaggio più forte perché non serve solo a produrre ma anche a dare "dignità alla persona". Perché l'economia non può avere come obiettivo il profitto ma il "bene comune", Papa Francesco allora ha sottolineato che bisogna dire una serie di "no". "No alle collusioni mafiose, alle truffe, alle tangenti". "Siamo chiamati a ribadire il 'no' a un'economia dello scarto", "no all'idolatria del denaro", "no alla corruzione", "no all'inequità che genera violenza". Poi il pensiero alle frange più deboli del mondo del lavoro. Le donne: "i loro diritti vanno tutelati con forza perché sono ancora discriminate". I giovani: occorre "un patto generazionale", "aprire concrete possibilità di credito per nuove iniziative" perché oggi sono esclusi "a modo di 'usa e getta'". E ai Salesiani chiede una missione una nuova, quella di mettere in campo "una educazione di emergenza", che possa dar loro un mestiere perché a "questo 40 per cento - dice alludendo al tasso di disoccupazione giovanile degli under 25 - bisogna dare una risposta". Ma si rivolge anche ai giovani: "andate controcorrente, non andate in pensione a vent'anni". "Vivere, non vivacchiare!", esorta facendosi prestare le parole dal beato Pier Giorgio Frassati, giovane tanto caro alla gente di Torino. Una giornata densa che ha visto tra i protagonisti anche i malati e gli immigrati. Domani lo storico incontro con i Valdesi, l'appuntamento con i rifugiati e il pranzo con i parenti piemontesi.
M.P. VENEZIA, Una falla, apertasi per una probabile collisione con un oggetto pesante sommerso, ha messo in difficoltà, a Venezia, una motonave turistica con circa 70 persone a bordo. La motonave, appena ha cominciato ad imbarcare acqua in una sezione stagna, ha accostato nella vicina isola di San Servolo e ha fatto scendere i passeggeri. Sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno messo in sicurezza il natante che è stato scortato in un bacino per le verifiche e riparazioni del caso. ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE PALERMO, Dipendenti delle ex Province domani in piazza Palermo per lo sciopero proclamato dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e dall'autonomo Csa. Da piazza Verdi, alle 9.30, i lavoratori si muoveranno in corteo fino in piazza del Parlamento, sede dell'Assemblea regionale, dove si terranno i comizi dei rappresentanti sindacali regionali. I sindacati chiedono l'immediata votazione del ddl che assegna funzioni e competenze, fermo all'Ars da mesi. A rischio centinaia di posti di lavoro.
INSERITO DA ANGELA CECERE TARANTO, Sono sbarcati al molo san Cataldo del porto di Taranto, trasportati dalla nave militare inglese 'Hms Bulwark', 914 migranti salvati nelle ultime ore nel mar Mediterraneo. In particolare si tratta di 698 uomini, 133 donne e 83 minorenni. La maggior parte dei profughi, dopo le procedure di identificazione e la visita al presidio medico, sarà smistata con i bus verso altre località. Solo poche decine dovrebbero rimanere a Taranto.
INSERITO DA ANGELA CECERE CATANZARO, Padre Fedele, l'ex frate accusato di violenza sessuale ai danni di una suora, è stato assolto perchè il fatto non sussiste nel secondo processo d'appello dopo che la Cassazione aveva annullato la precedente condanna. Pena ridotta per il segretario dell'ex frate, Antonio Gaudio, assolto dall'accusa di avere violentato in due occasioni la religiosa ma condannato a 3 anni e 4 mesi per la violenza su una ospite dell'Oasi Francescana di Cosenza. Padre Fedele non era in aula.
INSERITO DA ANGELA CECERE MASSA (MASSA CARRARA), Mostrato in aula della corte d'assise a Massa il coltello con cui, secondo l'accusa, Andrea Mazzi avrebbe ucciso Enrico Baria e Andrea Fruzzetti la notte di Natale del 2013: un coltello nero, lama e impugnatura, tipo "Rambo". "È il coltello di un assassino", dice tra le lacrime la madre di una vittima. Durante l'udienza è stata riportata anche la registrazione di una chiamata di aiuto al 118, in cui si sente una voce che chiaramente grida: "Andre, vai via, vai via lo hai ucciso".
INSERITO DA ANGELA CECERE ORISTANO Tenere alta l'attenzione e la mobilitazione con sit in e volantinaggi negli aeroporti. Ma anche con tre giorni di presidio davanti al Poligono di Quirra e una giornata della Guardiania antinucleare nei porti di Cagliari, Olbia, Porto Torres e Oristano. Dopo il successo del No Nucle Day, il 7 giugno scorso, il Coordinamento No Nucle-No Scorie rilancia in un vertice a Oristano la mobilitazione in luglio per dire no al deposito unico delle scorie nucleari in Sardegna. Per Bustianu Cumpostu, anima e motore del Coordinamento che ha sezioni territoriali in tutta l'Isola, quella contro il deposito delle scorie nucleari è per i sardi la madre di tutte le guerre.
"Se perdiamo questa guerra è finita per tutto il resto, compreso il progetto della indipendenza", ha detto Cumpostu spiegando che la guerra contro la localizzazione in Sardegna del deposito unico si può vincere solo se sarà una guerra di popolo. "Senza un popolo alle spalle non concludiamo nulla, vinciamo solo se sono con noi tutti i sardi, compresi i poliziotti della Digos e il sindaco di Decimoputzu che vuole organizzare la marcia a favore delle basi militari", ha aggiunto ricordando a tutti gli attivisti quale sia l'importanza della posta in gioco e la necessità di evitare le divisioni. Per le iniziative di protesta decise dal Coordinamento, restano da decidere le modalità e qualche data. Dei volantinaggi negli aeroporti, che si faranno sabato 18 o domenica 19 luglio, si occuperanno le sezioni territoriali del Coordinamento.
La giornata della Guardiania nei quattro porti che potrebbero essere scelti per lo sbarco delle scorie è stata fissata invece per domenica 26 luglio. Gli attivisti del coordinamento distribuiranno un volantino in quattro lingue chiedendo anche a turisti e emigrati che tornano nell'Isola di sostenere la battaglia contro il deposito delle scorie nucleari. Ancora tutto da decidere, invece, per la tre giorni di mobilitazione davanti al Poligono di Quirra di cui si parla in questi giorni come possibile sede del deposito delle scorie. Fra eventuali altre inziative anche sit in sulle spiagge, per coinvolgere il maggior numero possibile di sardi, ma non viene escluso un blitz romano con bandiere No Nucle e launeddas davanti ai Palazzi del potere.
INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO - Volevano filmare con il drone il Duomo dall'alto. Ma qualcosa è andato male e loro sono finiti nei guai. Lunedì mattina un drone è finito contro un cavo del cantiere del Duomo, dopo che chi lo manovrava ne aveva perso il controllo. Nessun danno evidente per il momento alla facciata della cattedrale, da quanto emerge dalle prime verifiche. La polizia attorno alle 9 è stata fatta intervenire della Veneranda Fabbrica del Duomo ed ha identificato tre coreani che, in città per l’Expo, stavano facendo alcune immagini avvalendosi, appunto, di un piccolo drone di circa 50-80 centimetri, che nell’urto si è rotto. Proprio all'arrivo degli agenti i tre di 42, 39 e 35 anni hanno perso il controllo della telecamera volante che si è schiantata contro la cattedrale. Poi hanno detto di trovarsi a Milano per presenziare a un evento al padiglione coreano e di voler solo "girare delle immagini" per la giornata della Corea ad Expo. La polizia ora sta valutando se abbiano violato qualche norma sulla conduzione di mezzi radiocomandati o sulle riprese televisive.
INSERITO DA ANGELA CECERE Per i maturandi italiani è arrivato il giorno della terza e ultima prova scritta dell'esame di Stato.Archiviate la prova di italiano, uguale per tutti, e la seconda prova, diversa da indirizzo a indirizzo, oggi tocca al «quizzone»: gli studenti dovranno dimostrare di aver acquisito le nozioni base delle materie, scelte dalla commissione e studiate nel corso dell'ultimo anno scolastico.A predisporre il test, infatti, non è il ministero dell'Istruzione ma le singole commissioni d'esame. Le materie testate non saranno più di 5 e i ragazzi dovranno svolgere un elaborato sintetico o rispondere a quesiti a risposta singola o multipla. Il regolamento vuole che le materie scelte siano svelate solo al momento dell'inizio della prova, che avrà come durata circa tre ore.