Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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inserito da Michele Pappacoda Storia di ordinaria follia a Gragnano, ieri mattina un’autista è stato accoltellato dopo aver chiesto ad un passeggero di esibire il biglietto. Pietro Spagnoletta, 43enne di Lettere, controllore sulla linea Sita diretta per Agerola chiese a Ciro Donnarumma, 54enne di Gragnano, di mostrargli il titolo di viaggio quando il bus era già in moto. L’uomo rivela di non avere il biglietto, rifiutandosi di versare la somma utile per accedere alla corsa e insultando il controllore. Qualche passeggero si è offerto persino di pagare il biglietto, ma questo non è servito a placare l’ira del 54enne, che si ha estratto un coltello colpendo Spagnoletta all’addome. Mentre il Donnarumma è fuggito dal pullman, il 43enne dipendente della Sita è stato ricoverato al San Leonardo di Castellammare di Stabia e dopo essere stato assistito dai medici, ora si trova in prognosi riservata. I carabinieri della stazione di Gragnano insieme ai colleghi della compagnia di Castellammare sono riusciti a risalire all’aggressore, ascoltando l’autista e i passeggeri. I militari hanno trovato in Via Roma l’uomo in stato confusionale e dopo averlo prelevato l’hanno tradotto prima in caserma e poi per direttissima al carcere di Poggioreale. L’aggressore era già noto alle forze dell’ordine.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Riecheggia ancora a Castellammare e sui Lattari il nome di Umberto Mario Imparato: da studente lavoratore, attivista di Autonomia Operaia, a boss della camorra. Negli anni ’60 Imparato lasciò la sua Castellammare di Stabia per trasferirsi a Milano dove si mantenne agli studi lavorando.
In piena contestazione studentesca Imparato frequentò assiduamente Autonomia Operaia condividendone le finalità sociali. Dopo essersi sposato con una ragazza di Piacenza (poi insegnante liceale) Umberto Mario Imparato ritornò a Castellammare occupandosi sempre di politica e lavorando come operaio.Qui la svolta che straformò un cittadino impegnato nel sociale e negli studi (a Imparato mancavano pochi esami alla laurea in Giurisprudenza) in un carismatico capo camorra. Imparato decise di aprire un ristorante nella penisola sorrentina e il locale sembrava rispondere alla grande commercialmente. Una sera però gli fecero visita sei affiliati del clan D’Alessandro (egemone sul territorio) che dopo aver cenato non solo si rifiutarono di pagare il conto ma intimarono a Imparato di pagare una tassa per la protezione.Pessima idea: l’uomo reagì in modo feroce mettendo in fuga i responsabili della tentata estorsione. Un episodio epico che sancì l’inizio della carriera criminale di Imparato. Dopo poco tempo Michele D’Alessandro convocò Imparato proponendogli di affiliarsi al suo clan con ruolo apicale. In pratica “Zì Michele” aveva ben compreso lo spessore di quello che sarebbe poi divenuto suo acerrimo nemico.Infatti Umberto Mario Imparato divenne rapidamente lo stratega e il cassiere dei D’Alessandro sostituendosi persino al ras Michele finito nel frattempo in carcere. Una volta lasciate le patrie galere D’Alessandro accusò Imparato di aver sottratto ingenti somme alle casse del clan costringendo l’ex fedelissimo a nascondersi sui monti Lattari per sfuggire alla sentenza di morte emessa nei suoi confronti.Dalle montagne Imparato, grazie ad alleanze con le famiglie malavitose del posto (dal modus operandi oltremodo violento), creò un gruppo criminale autonomo forte del carisma da sempre esercitato sui giovani che vedevano nel ras Michele D’Alessandro un personaggio estremamente rozzo e violento. Iniziò così una guerra tra i due capi camorra che contò oltre settanta morti tra i rispettivi schieramenti. Particolare il modus operante dei gruppi di fuoco di Imparato che lasciavano le montagne solo per uccidere per poi sparire rapidamente nel nulla.La primula rossa Imparato capì ben presto che per vincere definitivamente avrebbe dovuto colpire direttamente Michele D’Alessandro: fu così che il “boss della montagna” mise in essere un agguato ben organizzato nei minimi particolari (si parlò addirittura di consiglieri militari per la realizzazione dello stesso) al boss rivale mentre si recava in commissariato per apporre la firma sul registro dei sorvegliati speciali.Era il 21 aprile del 1998 quando nei pressi dell’Hotel dei Congressi un commando aprì il fuoco contro D’Alessandro e la sua scorta. Restarono sull’asfalto in un mare di sangue quattro affiliati e il fratello di Michele D’Alessandro, Domenico. Il vero obiettivo del raid riportò solo alcune ferite (uno strano particolare che portò poi gli inquirenti a ritenere che D’Alessandro fosse stato volutamente risparmiato dai killer).L’ira incontenibile di D’Alessandro, scampato miracolosamente all’agguato, per la perdita del fratello e dei fedelissimi non tardò ad arrivare: morti ammazzati ovunque a Castellammare e sui Lattari in una faida senza esclusione di colpi. Una guerra che durò fino alla primavera del 1993: in quel periodo le forze dell’ordine riuscirono a stanare sui Lattari Umberto Mario Imparato (si parlò di tradimenti all’interno dello stesso clan e da parte dei gruppi malavitosi dei Lattari alleati) e il boss restò ucciso in seguito al conflitto a fuoco ingaggiato con gli agenti insieme ad un suo guardaspalle.Successivamente perderà la vita anche in un agguato il figlio di Imparato mentre la figlia Tatiana, inizialmente accusata di essere la reggente del clan, verrà assolta da ogni accusa a suo carico. Imparato ancora oggi rappresenta l’icona del boss “gentiluomo”, dell’elegante potere della camorra, capace di gestire il traffico di stupefacenti, il contrabbando e le estorsioni senza l’efferata violenza usata da altri boss del sistema ripulendo poi i proventi delle attività illecite in imprese pseudo legali strutturate ad altissimo livello e ben ramificate sul territorio nazionale. Un leader carismatico, ben agganciato con politici, amministratori e insospettabili professionisti campani, che da semplice imprenditore nel settore ristorativo osò ribellarsi (inizialmente con successo) allo strapotere dei D’Alessandro che, profondamente colpiti dalla decisione e dalle capacità di Imparato, ne fecero poi un pezzo da ’90 dello stesso clan.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA AAA Partito Democratico cercasi. Sono passati ormai quasi cinque mesi dalla Caporetto politica. Era lo scorso mese di giugno, quando il Pd decise di non partecipare alla competizione elettorale amministrativa “per protesta”, ravvisando un clima “anomalo” e lasciando così strada alla vittoria in carrozza del sindaco Michele Palummo e della civica Pimonte Libera. Bene, a distanza di cinque mesi dalla tornata elettorale, il Pd continua a latitare e a deludere i propri (pochi) simpatizzanti. Ed è grande la delusione anche tra chi pensava, vista l’assenza di un gruppo di minoranza in Consiglio comunale, che i democrat potessero svolgere una sorta di “opposizione esterna”, per provare ad incalzare il gruppo di maggioranza. Invece niente di tutto questo. Il Pd continua a sonnecchiare e, per di più, si ritrova spaccato dopo la lite sulla candidatura a sindaco che, fino all’ultimo minuto, ha visto in campo Carmine Palomba e Bianca Di Palma. Una lite conclusasi poi con un nulla di fatto e con l’assenza del partito alle elezioni comunali. La delusione insomna cresce, mentre i voti e il consenso (anche in vista delle prossime Politiche) diminuiscono in modo vertiginoso.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cade dalla scala mentre sistema delle tende all’interno del suo appartamento. E’ in gravi condizioni Rosario Di Martino, massaggiatore del Gragnano calcio. L’incidente domestico è avvenuto al Parco Imperiale, quartiere periferico al confine tra Castellammare e Gragnano. Di Martino, per cause ancora in fase di accertamento, all’improvviso ha perso l’equilibrio ed è caduto dalla scala sulla quale era salito per completare una faccenda domestica. E’ stato subito soccorso dai familiari, che hanno allertato i soccorsi.
Il massaggiatore è stato trasferito in ambulanza all’ospedale di Pozzuoli, dove si trova tuttora ricoverato in prognosi riservata a causa dei forti traumi subiti durante la caduta. L’episodio ha creato sconcerto in tutto l’ambiente gialloblù. “A volte la vita è incredibile – afferma il capitano Savino Martone – e veramente da non credere. Rosario sei una persona forte, non mollare, tutta Gragnano è con te”.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Fiamme gialle in azione a Castellammare di Stabia e sui Monti Lattari contro il gioco d'azzardo. Un'operazione condotta dagli uomini della Guardia di Finanza stabiese agli ordini del capitano Salvatore Della Corte e del luogotenente Francesco Prestia che ha portato al sequestro di 5 videopoker in tre diversi esercizi commerciali dislocati sul territorio di Castellammare di Stabia, Gragnano e Casola i cui titolari sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata. La situazione più grave è quella di Castellammare, dove l'operazione ha interessato un bar situato a poche decine di metri da una scuola superiore. All'interno dell'esercizio commerciale, i finanzieri hanno trovato anche diversi minorenni. L'attività ha interessato anche i monti Lattari e, in particolare, i comuni di Gragnano e Casola di Napoli. Qui sono state sequestrati altri due videopoker abusivi, in due bar diversi. Le slot si sono rivelate in nero, in quanto scollegati alla rete dello Stato. I finanzieri hanno fatto anche un presunto calcolo del giro d'affari in nero. L'ammontare delle somme complessivamente giocate, a cui è stato possibile risalire, sui cinque congegni sequestrati è di circa lOOmila euro.
La lotta ai videopoker a Castellammare e dintorni continua da tempo e non si fermerà neanche in futuro. Perché la piazza stabiese, a questo tipo di illegalità, sembrerebbe offrirsi con molto piacere. Secondo i calcoli e gli studi effettuati dalle associazioni di categoria, Castellammare e i comuni dei monti Lattari rappresentano un'area dove il gioco d'azzardo ha radici profonde. Sono migliaia le persone, senza distinzione di sesso e di età dai 18 anni in su, che vanno alla ricerca spasmo- 1 LA TASKFORCE ATTIVA IN PERIFERIA In azione la polizia ambientale e i dipendenti dell'azienda che si occupa della raccolta differenziata: nel mirino della task force via Caio Duilio, ¡I rione Moscatella e la Quisisiana dica di bar e tabaccherie per giocare e comprare gratta e vinci nella speranza di cambiare la vita, senza rendersi conto che la vita va ad infilarsi in un tunnel senza ritomo. I controlli contro il gioco d'azzardo proseguiranno anche nei prossimi giorni e interesseranno tutti i comuni dell'area stabiese. L'obiettivo delle fiamme gialle di Castellammare di Stabia è quello di combattere un fenomeno che sta coinvolgendo sempre più persone.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Notte di fuoco e paura sui monti Lattari. La camorra entra in azione e uccide il pregiudicato Ciro Orazzo, 54enne residente a Casola di Napoli. Tutto è accaduto poco dopo le 23, quando i sicari sono entrati in azione nella frazione Fuscoli, in via Provinciale. Orazzo, già noto alle forze dell’ordine per reati inerenti lo spaccio di droga, si trovava all’interno della sua automobile quando è stato avvicinato dal commando. I killer, che hanno agito in sella ad una motocicletta, gli hanno sparato diversi colpi di pistola (colpendolo in varie parti del corpo) prima di far perdere le proprie tracce. Sul posto, per effettuare tutti i rilievi del caso, si sono recati i carabinieri del nucleo operativo di Castellammare, agli ordini del maggiore Donato Pontassuglia, insieme ai colleghi della locale caserma. Subito dopo l’agguato, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli e i posti di blocco, nel tentativo di acciuffare i sicari. Ma le ricerche non hanno sortito gli esiti sperati. Orazzo era uscito da circa due anni dal carcere. A gennaio del 2016 sfuggì a un altro agguato. Due persone gli spararono dei colpi d’arma da fuoco mentre era affacciato al balcone di casa, a Casola, colpendolo agli arti inferiori.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Fa sempre più paura l'incedere delle fiamme sul Faito, alle prese con un terribile incendio che dal Monte Molare si è esteso verso Pimonte, invadendo nella giornata di oggi anche una porzione del versante stabiese. La cima simbolo dei Monti Lattari non riesce davvero a trovare pace e intanto le fiamme si avvicinano inesorabilmente ai centri abitati, che rischiano di patire conseguenze nefaste a causa della difficoltà nel domare un rogo che richiede mezzi di migliore fattura rispetto ai Canadair che da giorni circolano invano sulla montagna senza riuscire a porre un freno all'emergenza. L'applicazione di una linea tagliafuoco in zona Falconera, dove sono situate le antenne Rai e Mediaset, sembra aver scongiurato le conseguenze più drammatiche di un incendio che rischiava persino di coinvolgere un serbatoio da 15mila di gasolio, trasformando il Faito in una bomba. Ma intanto si attende che il Governo centrale sblocchi finalmente uno dei quattro elicotteri Ericsson attualmente impegnati in Abruzzo e nelle Marche per dare man forte ai volontari e ai soccorritori che da ben 5 giorni sono alle prese con un disastro ambientale di dimensioni incalcolabili, forse la più grande sciagura degli ultimi 40 anni per il Faito.I piromani per adesso si stanno prendendo gioco della natura, approfittando dell'ondata anomala di caldo e soprattutto della scarsa manutenzione del sottobosco, lasciato per anni nell'incuria più totale. Si attende pertanto che le prime piogge possano porre fine ad un autentico incubo, ma l'acqua potrebbe causare altri problemi, rivelandosi ancor più disastrosa del fuoco. L'assenza di vegetazione, infatti, accrescerà il pericolo legato alle frane, che potranno avanzare senza barriere in caso di piogge torrenziali e mettere seriamente a rischio l'incolumità dei residenti del centro antico di Castellammare di Stabia e di via Panoramica. La pulizia delle canaline e delle vasche borboniche, d'altra parte, tarda ancora e il progetto per il dissesto idrogeologico è ancora ben lungi dall'essere convertito in un'opera fattiva che darebbe finalmente ossigeno al centro storico stabiese, su cui incombe una minaccia latente di proporzioni immani.
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INSERITO DA MORENA MOTTA CASTELLAMMARE DI STABIA (NAPOLI), 16 AGO - Non si placa l'emergenza incendi del Monte Faito, tra Castellammare di Stabia e Vico Equense (Napoli). Le fiamme, innescate da diversi roghi che si sospetta di origine dolosa, hanno rovinato il Ferragosto ai turisti ed agli operatori turistici locali. Il sindaco di Vico Equense, Andrea Buonocore, costretto a ordinare l' evacuazione di ville e alberghi del versante della montagna che guarda sul suo Comune. ''Ieri notte, quando sembrava che l'emergenza fosse finita - dice il vicesindaco di Castellammare di Stabia, Andrea Di Martino - l'incendio ha ripreso vigore nella zona bassa della montagna, in località Pozzano, dove una famiglia è stata costretta ad abbandonare la propria abitazione e dove c'è un insediamento di case popolari. Circa 150 persone hanno trascorso la notte in strada per il timore degli incendi e perché l'aria in casa era irrespirabile''.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vietato accendere fuochi d'artificio su tutto il territorio gragnanese. E' questo l'oggetto dell'ordinanza firmata dal sindaco Paolo Cimmino dopo essersi consultato con il prefetto di Napoli Carmela Pagano. A spingere il primo cittadino a prendere questa decisione è sicuramenta stata l'emergenza incendi che in questi giorno sta martoriando i Monti Lattari.
Un'ordinanza che, a questo punto, finirà per colpire anche feste pubbliche e private del territorio, a cominciare dall'imminente festa dell’Assunta, che si terrà a Ferragosto nel borgo di Castello. Una festa che, quest’anno, non si concluderà con i tradizionali e attesi fuochi d’artificio. Troppo alto, secondo le autorità, è infatti il rischio di nuovi incendi che potrebbero mettere in ginocchio la zona alta di Gragnano.
Il divieto è esteso anche ai ristoranti che, spesso e volentieri, autorizzano l’esplosione di botti per festeggiare matrimoni e prime comunioni. A Castello così in molti storcono il muso. Ma c’è chi già sta pensando ad un programma alternativo. E’ il caso del parroco don Gerardo Cesarano, che al posto dei famigerati fuochi, ha proposto al comitato festa di far volare dei palloncini colorati. La proposta verrà presa in esame a stretto giro dagli organizzatori della festa. Se accolta, si tratterà di un diversivo, meno rumoroso, per concludere la festa dell’Assunta con un segno particolare.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Publiservizi, società abilitata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze a gestire e riscuotere Entrate dei Comuni e delle Province, cerca collaboratori per rilevare le superfici soggette a imposte TARSU/TARI. Le mansioni previste sono: accesso, somministrazione di questionari, misurazioni di locali interni e di aree scoperte, a uso non abitativo situati nel comune di Gragnano. La collaborazione è inquadrata come prestazione occasionale di lavoro autonomo. Le prestazioni saranno retribuite dopo aver presentato l'apposita ricevuta con applicazione di ritenuta d'acconto e/o di fattura con iva. Il termine di presentazione della domanda, cui bisogna allegare il proprio curriculum vitae et studiorum, è il 9/06/2017. Per candidarsi occorre avere il diploma di Geometra, conoscere il territorio di riferimento, possedere buone capacità relazionali, presentare decoro estetico, non essere imparentati entro il 1° e 2° grado con amministratori, consiglieri e dipendenti del comune. Inoltre è necessario essere iscritti all'albo dei geometri e disporre di veicolo.
É possibile presentare la candidatura scegliendo una tra le seguenti modalità: - posta ordinaria: publiservizi srl - corso Giannone n. 50 – 81100 – Caserta (ce), - posta elettronica: e-mail : rrangone@publiservizi.net, - fax: num. 0823 /319299.