Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA MILANO, Sono 249 i decessi per Covid in Lombardia, dove il totale delle vittime da inizio pandemia è arrivato a 22.104. Il numero dei tamponi effettuati è 34.811 e 4.048 sono i nuovi positivi, con un rapporto dell'11,6%, stabile rispetto ai giorni precedenti (ieri era dell'11,3%). Diminuiscono i ricoverati sia nei reparti, in calo di 91, sia nelle terapie intensive, scese di 30 pazienti. Per quanto riguarda le province, a Varese sono stati riscontrati 1036 nuovi contagi, a Milano 885, di cui 342 in città, a Como 893, nella provincia di Monza e Brianza 212. (ANSA).
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Varese, 30 novembre 2020 - Un gregge di pecore è stato travolto ieri mattina da un treno nel tratto di binari tra Gazzada e Varese. Una strage: un’ottantina i capi che non hanno avuto scampo dopo il violento impatto con il convoglio, numerosi anche gli animali rimasti gravemente feriti, quindi destinati ad essere abbattuti . Nulla ha potuto fare il macchinista quando davanti agli occhi dopo una curva si è trovato improvvisamente il gregge che stava attraversando i binari, l’impatto è stato inevitabile. Sul posto, lanciato l’allarme, sono arrivati gli agenti della Polfer, i tecnici della società ferroviaria e le autorità veterinarie dell’Ats per gli accertamenti del caso. Le pecore, di proprietà di una famiglia varesina di allevatori, erano al pascolo, custoditi da un pastore, in prossimità di una zona boschiva, a qualche km di distanza dal passaggio a livello, ma dal campo un gruppo di animali si è allontanato raggiungendo la ferrovia e andando incontro senza rendersi conto del pericolo a una tragica fine. L’impatto violento con il treno in corsa è stato inevitabile. Salvi alcuni capi e un asinello. Per l’intera mattinata il traffico ferroviario sulla linea Varese – Milano ha subito ritardi e limitazioni, il convoglio partito da Mendrisio alle 8,33 e diretto all’aeroporto di Malpensa, ha terminato la corsa a Varese, in alcuni casi è stato attivato da Trenord il servizio sostitutivo con autobus. I passeggeri che si trovavano sul convoglio coinvolto nell’incidente, partito da Varese alle 7.13, sono stati fatti scendere e hanno proseguito il loro viaggio in bus. Per ore sono andate avanti le operazioni di rimozione degli animali morti e di quelli feriti, per liberare i binari e consentire la ripresa del traffico ferroviario che è tornato alla normalità nel pomeriggio, intorno alle 15. Sulle strade della provincia non sono rari gli incidenti con animali selvatici: cervi e cinghiali che all’improvviso sbucano dai boschi e sono un pericolo per gli automobilisti, ma mai si era verificato un incidente come quello di ieri con l’investimento di un gregge sui binari. di ROSELLA FORMENTI IL GIORNO
INSERITO DA MORENA MOTTA Un 14enne e un 15enne sono stati fermati dai carabinieri perché sospettati di aver aggredito e ucciso a coltellate il 42enne Cristian Sebastiano, ieri a Monza.
Lo ha confermato il Procuratore della Repubblica per i minorenni di Milano Ciro Cascone.Uno dei due avrebbe detto agli inquirenti di averlo fatto "per punirlo di avermi trascinato nella tossicodipendenza", ma il movente è al momento ancora al vaglio.
Covid: i 5 errori da non commettere per evitare il contagio
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INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Non sempre le mascherinebastano ad evitare il contagio da Sars-Cov-2. E in ogni caso per minimizzare i rischi anche i dispositivi di protezione andrebbero usati correttamente, cosa che evidentemente non tutti fanno. Quali sono allora i comportamenti corretti da tenere quando si esce fuori casa? E quali gli errori che si fanno più comunemente, per negligenza o peggio per imprudenza?
Errore numero 1. Uno degli sbagli più comuni è quello di non rispettare il distanziamento. Gli esperti insistono su questo punto da marzo, ma non tutti seguono diligentemente le indicazioni. Anche perché quando c’è la mascherina spesso ci si sente “onnipotenti” (vedi punto 2).
Errore numero 2. Non usare correttamente la mascherina. Portarla solo sulla bocca ad esempio non serve. Abbassarla sul mento tanto meno. Bisogna sempre ricordarsi che non tutti i tipi di dpi sono uguali. Le mascherine chirurgiche ad esempio sono monouso e secondo gli esperti riescono a mantenere una capacità di filtro accettabile per un massimo di 6-8 ore. È ovvio che se ci si trova su un mezzo pubblico, laddove il distanziamento è impossibile, usare correttamente i dpi è ancora più importante, ma è altrettanto doveroso sottolineare che laddove è possibile rispettare la distanza di sicurezza è doveroso.
Errore numero 3. Non prestare attezione all’igiene, soprattutto delle mani. È un punto su cui virologi ed epidemiologici hanno insistito molto, ma come si dice: repetita iuvant. Le mani vanno lavate spesso con acqua e sapone o con una soluzione idroalcolica, soprattutto quando si esce fuori casa. È buona norma evitare di toccarsi gli occhi, il naso e la bocca se le mani non sono adeguatamente disinfettate, così come è preferibile starnutire in un fazzoletto monouso o, se non disponibile, nella piega del gomito.
Coronavirus e trasmissione aerea: attenzione agli ambienti chiusi
Errore numero 4. Non tenere i comportamenti corretti nei luoghi a rischio. Più a lungo si rimane in un ambiente chiuso, maggiore è il rischio di contrarre il SARS-COV-2. L’areazione in casi del genere è fondamentale (se ad esempio ci troviamo in un ufficio, basta aprire le finestre 10 minuti ogni ora), ma è importante tenere a mente che anche il “fattore tempo” incide sulla probabilità di essere contagiati dal coronavirus. In altre parole diminuire il tempo di esposizione (quando si può) può essere decisivo per scongiurare il rischio di infettarsi (qui tutti i dettagli). Senza dimenticare che, benché sia più raro, il virus può trasmettersi anche negli spazi aperti.
Coronavirus: mai sentirsi immuni
Errore numero 5. Sentirsi immuni. Come ha spiegato alla “Nazione” Francesco Menichetti, infettivologo e direttore di malattie infettive dell’Aoup, “talvolta siamo portati a sottovalutare l’entità e l’impatto di questa malattia”. Il rischio maggiore è quello di credersi immuni e considerare come tali anche i nostri amici e parenti: nulla di più sbagliato. Eppure dovrebbe essere ormai chiaro che l’infezione viaggia anche tramite soggetti asintomatici e che rispettare le misure di sicurezza serve proprio a questo: a proteggere noi stessi e le persone a noi più care. Nessuno, purtroppo, può dirsi immune al coronavirus. Almeno finché non ci sarà il vaccino.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Un legame tra Olanda e Italia che corre sul filo della droga: cinquanta chili di droga sono stati sequestrati all’aeroporto di Milano Linate. Una maxi operazione condotta dalla Guardia di Finanza dell’Aeroporto di Linate e dall’Agenzia delle Dogane di Milano 3, ha condotto alla scoperta di cinquanta chili di droga in arrivo dall’Olanda e di un traffico di merce illecita nascosta dentro materiale comune (cartoline di auguri, libri, confezioni di cerotti). La droga arrivava in maggior parte dall’Olanda ed era indirizzata a una rete di spacciatori presente praticamente ovunque nel nostro Paese. 50 kg di droga dall’Olanda: tutte le sostanze sequestrate Diverse le sostanze stupefacenti arrivate in Italia e subito sequestrate: anfetamina (15 chili circa), metanfetamina (4 chili), cocaina ed eroina (2 kg), hashish e marijuana (15 kg), LSD in 10 mila francobolli, funghetti allucinogeni (10 kg), Ghb (600 grammi). Gli ordini, stando ai risultati delle prime indagini, sarebbero stati ordinati via web e venivano smistate via posta tradizionale presso il centro postale di Linate. Le indagini proseguono nel tentativo di scoprire tutti dettagli di questa fitta rete di contatti. IL MILANESENEWS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA MILANO, "Ho avuto, qualche minuto fa, un confronto schietto e diretto con il ministro Speranza. Entrambi condividiamo che, secondo il modello delle 'zone' predisposto dal Governo, la Lombardia abbia tutti i requisiti per passare da quella rossa a quella arancione. Ci siamo lasciati con l'impegno di riaggiornarci molto presto per verificare quella che realmente può essere la data giusta per allentare le misure restrittive nella nostra regione". E' quanto afferma in una nota diffusa in serata il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. "Com'è nel nostro modo ormai consolidato di rapportarci - ha aggiunto il governatore - ci siamo parlati senza tatticismi politici o retropensieri, ma con il solo intento di far prevalere il bene comune per i nostri cittadini. Sia per quanto attiene alla loro salute, sia per ciò che concerne la situazione economica". (ANSA).
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Secondo il primo rapporto dell’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) sulla sorveglianza dei vaccini utilizzati finora nella lotta al Coronavirus, in Italia su 1.564.090 dosi somministrate tra il 27 dicembre 2020 e il 26 gennaio 2021 sono pervenute 7.337 segnalazioni di reazioni avverse, di cui il 92,4% sono riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia e stanchezza, dolori muscolari. Le reazioni più gravi rappresentano il 7,6% delle totali, ma per queste è in corso la valutazione del nesso causale con i sieri. Su 1.564.090 dosi di vaccino anti Covid somministrate in Italia tra il 27 dicembre 2020 e il 26 gennaio 2021 sono pervenute 7.337 segnalazioni di reazioni avverse, di cui il 92,4% sono riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia e stanchezza, dolori muscolari. È quanto emerge dal primo rapporto mensile dell'Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) sulla sorveglianza dei vaccini utilizzati finora nella lotta al Coronavirus, vale a dire il Comirnaty di Pfizer/BioNTech e quello di Moderna. Le segnalazioni riguardano soprattutto la prima dose del vaccino messo a punto da Pfizer e dalla tedesca BioNtech (99%), che è stato anche il più utilizzato, e solo in minor misura il vaccino Moderna (1%). Con il primo, tra gli effetti collaterali, sono state osservate pure cefalea, parestesie, vertigini, sonnolenza e disturbi del gusto mentre con il vaccino Moderna nausea e dolori addominali. La febbre, come atteso, è stata segnalata con maggior frequenza dopo la seconda dose rispetto alla prima. Nell'85% dei casi gli eventi si sono manifestati lo stesso giorno della vaccinazione o il giorno successivo. Non sono mancate le reazioni più gravi, che rappresentano però il 7,6% delle segnalazioni totali. Tuttavia, per queste è in corso la valutazione del nesso causale con i vaccini e tre su quattro non hanno neppure richiesto intervento specifico in ambito ospedaliero. Nel periodo considerato, sottolinea Aifa, sono stati segnalati anche 13 decessi avvenuti nelle ore successive alla vaccinazione che, nelle segnalazioni più dettagliate e complete di dati, non sono risultati correlati alla vaccinazione e sono in larga parte attribuibili alle condizioni di base della persona vaccinata. Dunque, conclude l'Agenzia in una nota, "le analisi condotte sui dati fin qui acquisiti confermano quindi un buon profilo di sicurezza di questi due vaccini a mRNA. L’ampio numero di segnalazioni non implica che siano emerse criticità inattese, ma è indice dell’elevata capacità del sistema di farmacovigilanza nel monitorare la sicurezza". Intanto, da lunedì 8 febbraio verranno distribuite anche le prime dosi del vaccino AstraZeneca-Università di Oxford a docenti e forze dell'ordine che non abbiano superato i 55 anni d'età, dal momento che l'Aifa non ha raccomandato l'uso di questo siero per la popolazione più adulta. IDA ARTIAGO FANPAGE
INSERITO DA ANGELA CECERE "Aspettiamo le valutazioni dell'Istituto Superiore della Sanità e il confronto con il governo, ma noi siamo quasi zona gialla". A parlare e l'assessore alla Salute e al Welfare della Lombardia, Giulio Gallera, che a "Mattino Cinque" commenta i dati della regione. "Sono in netto miglioramento. Oggi Rt nelle zone di Milano è addirittura sotto l'1% e così si sta avviando in tutta la regione", continua. Si tratta di dati positivi in vista delle feste natalizie. "Il nostro obiettivo - continua Gallera - così come quello del governo, è permettere a negozi e ristoranti di riaprire, far ripartire l'economia". "Tutto questo va gestito con prudenza - considera l'assessore che aggiunge - a partire dai singoli cittadini fino ai proprietari dei negozi e i gestori dei ristoranti. Se gestiamo tutto con giudizio - conclude Gallera - potremmo anche salvaguardare l'economia".
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Pasquale ha 63 anni, vive da anni per strada Como, dove in tanti lo conoscono e lo aiutano. Qualche giorno fa si è trovato, suo malgrado, sulle prime pagine dei giornali per una multa da 280 euro ricevuta per violazione del coprifuoco previsto dal Dpcm del 3 novembre, ma che poteva salire a 400 euro se non pagata entro 5 giorni. Ma Pasquale non ha una casa, dorme sotto i portici del liceo Volta di Como, nel centro della città. Così un anonimo benefattore ha deciso di pagare la sanzione al posto suo. "Ringrazio chi mi aiutato, gli bacerei i piedi per il gesto che ha fatto. Non c'erano motivi di farmi il verbale. Dove ho violato la quarantena? Io vivo qua", dice Pasquale a Fanpage.it, raccontando la sua storia.
"Giovedì alle 21.15 circa avevo fatto il letto, mi ero seduto a fumare una sigaretta, e vedo arrivare questa macchina della polizia ad alta velocità", ricorda. I poliziotti gli hanno chiesto cosa facesse ancora in strada. "Quello che faccio sempre", la risposta, "mi dispiace ma non so dove andare". Gli agenti si sono fermati e hanno chiesto i documenti a Pasquale, quindi sono saliti in auto, hanno compilato un documento e glielo hanno fatto firmare. "Non avevo visto subito che era una multa, la mattina ho fatto vedere il foglio a una signora che mi aiuta da tanto tempo. Ha letto e mi ha detto: ma hai visto cosa ti hanno fatto?"
Pasquale vive in strada da oltre un decennio e le sue condizioni di salute non sono buone: "Sono stato senzatetto per otto anni. Poi per due anni ho affittato un monolocale e ora da due anni e mezzo sono di nuovo per strada. Sono stato operato per un tumore alla vescica e ho una protesi a una gamba perché mi hanno investito sette anni fa".
"Ho iniziato a lavorare a 15 anni in fabbrica, poi ho fatto il muratore, ho lavorato al cimitero", ricorda Pasquale. Tutti lavori discontinui e precari. Così ora non ha la possibilità di pagare un affitto: "devo aspettare ancora un paio d'anni per chiedere la pensione. Intanto prendo il reddito di cittadinanza. Con quei 500 euro ci compro da mangiare, i vestiti, le scarpe". Per sopravvivere conta sui servizi comunali e soprattutto sull'aiuto della Caritas. "Questa multa era insostenibile".
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INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Un pos per le offerte per garantire le distanze anti Covid e raccogliere denaro per la chiesa. Dalla messa di questa mattina a Cicognara (Cremona) la Diocesi ha dato il via al progetto carità con bancomat e carte di credito installando un bussolotto per le offerte con cui si puo' scegliere a chi fare donazioni. Tre le opzioni possibili: versamenti alla comunita', alle opere di carita' o alla caritas o all'Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Il progetto è sperimentale come ha spiegato la diocesi in un video pubblicato sul sito istituzionale. “Così - è stato spiegato - osserviamo le norme anti covid e ci mettiamo al riparo dai malintenzionati che visitano le nostre chiese". AGI -