Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA LIMBIATE, 27 FEB - Dopo il funerale di Stato a Roma giovedì, oggi è stata la sua Limbiate, dove l'ambasciatore ucciso in Congo, era semplicemente Luca o 'Att', a dargli l'ultimo saluto. Presenti il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, una cinquantina di sindaci della zona con la fascia tricolore.
Il feretro, avvolto nella bandiera italiana, è stato accolto nel campo sportivo dal coro dei ragazzi dell'oratorio. A celebrare la messa, attorniato da parroci e sacerdoti, l'arcivescovo di Milano Mario Delpini. "Troppo breve è stata la tua vita eppure si può offrire il bene più prezioso senza che il tempo lo consumi", ha detto nell'omelia monsignor Mario che appena arrivato è andato a porgere le condoglianze alla vedova e agli altri familiari seduti in prima fila. Il campo sportivo si è riempito rapidamente e per consentire a tutti i lombiatesi di partecipare, la messa è stata trasmesse in diretta streaming dal sito del Comune.
A esequie finite Attanasio sarà seppellito nel cimitero del comune dove è cresciuto e tornava ogni volta che poteva. (ANSA).
INSERITO DA MORENA MOTTA Vaccinazione al Fatebenefratelli e oftalmico di Milano per la senatrice a vita Liliana Segre. L'ultranovantenne milanese, sopravvissuta ad Auschwitz, si è presentata al centro vaccinale verso le 11.30 di questa mattina per la somministrazione programmata.
Ad accoglierla anche il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana e il vice presidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti.
"Io vado oltre gli over 80, visto che di anni ne ho da poco compiti 90. Sono molto contenta di avere avuto l'opportunità di fare questo vaccino, cosa di cui sono molto convinta. Non ho paura del vaccino, ho paura della malattia". Lo ha detto la senatrice a vita Liliana Segre in un'intervista a Lombardia Notizie Online, dopo essersi vaccinata contro il Covid all'ospedale Fatebenefratelli di Milano. "Penso che chi si rifiuti di fare il vaccino sia purtroppo pauroso o non abbastanza informato. Quindi da nonna novantenne dico ai miei 'fratelli' e alle mie 'sorelle', che arrivano a questa età, di non avere paura e di fare il vaccino", il suo appello.
Fra gli over 80 noti, oltre alla senatrice a vita Liliana Segre, sono stati vaccinati oggi al Fatebenefratelli, in centro a Milano, anche la grande ballerina Carla Fracci e l'attore Renato Pozzetto.
Minacce e insulti dopo il vaccino sui social
Minacce, insulti, commenti irripetibili sono stati indirizzati via social, ancora una volta, alla senatrice a vita Liliana Segre, che questa mattina si è vaccinata al Fatebenefratelli di Milano. Proprio la somministrazione del vaccino ha scatenato l'odio online contro l'ultranovantenne milanese. Molti gli attacchi sotto il post dove il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ringrazia la senatrice per la sua testimonianza, molti: da chi si lamenta perché 'lei sì e mia nonna no', a chi le augura le peggiori reazioni avverse, sui social oggi è stato un continuo di commenti antisemiti.
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI MONZA, 13 FEB - Un uomo di 39 anni è stato arrestato dai carabinieri per aver aggredito quattro persone a scopo di rapina, ubriaco e armato di machete, nel parcheggio di un supermercato. E' accaduto giovedì sera a Monza ma la notizia è stata resa nota solo oggi.
Le prime persone a trovarselo davanti appena posteggiata l'auto sono state madre e figlia, di 46 e 16 anni, che l'uomo ha minacciato per farsi consegnare denaro e portafogli sfondando il parabrezza della loro auto. Mentre madre e figlia pietrificate dalla paura armeggiavano con le borsette, il malvivente si è diretto verso due ventenni, fratello e sorella, che ha minacciato sempre con il machete, riuscendo a farsi consegnare soldi, cellulare e auto. Grazie alla chiamata delle prime due donne però, i carabinieri sono arrivati pochi istanti dopo, e lo hanno bloccato. Tra i suoi precedenti penali anche il coinvolgimento in un omicidio a Bergamo. E' risultato positivo all'etilometro con valori tre volte oltre in consentito. E' stato portato prima in ospedale per dei controlli e poi in carcere. (ANSA).
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI „La sperimentazione con EXO-CD24 è iniziata da poco: 30 pazienti malati (gravi), 29 hanno mostrato un netto miglioramento nell'arco di due giorni e sono stati dimessi. Promette bene anche Allocetra. Intanto nessuna autorità sanitaria ha ancora convalidato né l'uno né l'altro“ La storia del farmaco israeliano "miracoloso" contro il covid „ La sperimentazione è piccola, limitata ed è iniziata da poco: solo 30 pazienti, e ben 29 hanno mostrato un netto miglioramento nell'arco di due giorni. Una molecola istraeliana apre una nuova speranza nella cura del Covid-19: il farmaco sarebbe efficace al 96 per cento. Tuttavia è presto, troppo presto, per cantare vittoria. Ecco perché. EXO-CD24: il nuovo farmaco israeliano anti-Covid: primi risultati Il farmaco promette bene, ma da qui a dire ai quattro venti che è il "primo vero farmaco contro il Covid" ce ne passa. Serve cautela, pwerché i dati sono parziali e il campione minuscolo. Il farmaco è l'EXO-CD24, sviluppato dai ricercatori del Sourasky Medical Center di Tel Aviv. Sarebbe efficace anche nei casi gravi. In base al primo studio clinico condotto, 29 pazienti su 30 con casi di Covid da moderati a gravi sono stati trattati all' Hospital Ichilov di Tel Aviv con EXO-CD24 e in soli 2 giorni le loro condizioni sono nettamente migliorate. L’efficacia, con questi numeri, è del 96,6%. Dopo un ulteriore periodo di ricovero, 3 o 5 giorni dopo sono stati tutti dimesi. Il 30esimo paziente ha vinto anch'egli la lotta contro il Covid, ma dopo un periodo più lungo. Se i risultati saranno confermati su un numero di pazienti più ampio, e solo allora, si potrà esultare. Non adesso. Come funziona EXO-CD24 Il farmaco ha lo scopo di placare la risposta immunitaria che può essere mortale nel Covid-19 (la cosiddetta “tempesta di citochine”). Un "enorme passo avanti" secondo il professore Nadir Arber. Usa gli esosomi - minuscole sacche trasportatrici che trasportano i materiali tra le cellule - per fornire una proteina chiamata CD24 ai polmoni, che Arber ha impiegato decenni a ricercare. "Questa proteina si trova sulla superficie delle cellule e ha un ruolo ben noto e importante nella regolazione del sistema immunitario", ha detto il ricercatore Shiran Shapira del laboratorio di Arber. "Il preparato viene inalato una volta al giorno per pochi minuti, per cinque giorni", ha detto Arber. "La preparazione punta direttamente al cuore della tempesta - i polmoni - quindi a differenza di altre formule ... che trattengono selettivamente una certa citochina, o operano diffusamente ma causano molti effetti collaterali gravi, EXO-CD24 viene somministrato localmente". E ora che succede? Si va avanti con altre fasi di test e sperimentazioni sull’efficacia e sulla sicurezza. I primi risultati sono eccellenti, ma occorre procedere con tutte le cautele del caso. Allocetra, l'altro farmaco israeliano contro il coronavirus Anche il Centro medico Hadassah di Gerusalemme ha riferito di una possibile cura. L’ospedale ha somministrato a 21 pazienti in condizioni critiche che soffrivano di condizioni simili un farmaco chiamato Allocetra. Secondo i medici, 19 pazienti si sono ripresi entro sei giorni e sono stati dimessi dall’ospedale in media dopo otto giorni. Il farmaco è stato sviluppato dal professor Dror Mevorach, direttore del Centro di ricerca per la reumatologia e la medicina interna, per trattare i sistemi immunitari iperattivi che causano la secrezione di citochine. La scorsa settimana Enlivex Therapeutics ha riportato risultati positivi da uno studio clinico multicentrico di Fase II del suo farmaco immunoterapico sperimentale Covid-19 Allocetra in pazienti con Covid-19 gravi e critici. Già a ottobre cinque pazienti in terapia intensiva con Covid-19 erano stati dimessi dal Centro medico dell'Università Hadassah di Gerusalemme dopo il trattamento con Allocetra. Nove pazienti con Covid-19 grave e sette critici sono stati trattati con Allocetra nella sperimentazione clinica di fase II. Quattordici di loro sono guariti e sono stati dimessi dall'ospedale dopo una media di 5,3 giorni. Lo studio di fase II inizialmente prevedeva l'arruolamento di 24 pazienti, ma è stato "completato in anticipo a sostegno della presentazione anticipata delle normative accelerate dei dati positivi di sicurezza ed efficacia dello studio", ha riferito Enlivex. Complessivamente, 19 dei 21 pazienti dello studio di Fase II e di Fase Ib Allocetra sono guariti e sono stati dimessi dall'ospedale dopo una media di 5,6 giorni. La storia del farmaco israeliano "miracoloso" contro il covid „Nessuna autorità sanitaria ha ancora convalidato né l'uno né l'altro. I dati sono troppo limitati. Israele intanto ha già immunizzato un terzo della popolazione. Anche se i contagi continuano a verificarsi, i casi gravi di malattia sono diminuiti drasticamente dopo l'inizio della campagna vaccinale: solo poche decine di casi fra tutti gli over 60 che hanno ricevuto la seconda dose, con una riduzione del 94%.“ www.quicomo.it “
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Massimo Galli, primario dell'ospedale Sacco di Milano, ha ribadito in una intervista l'inutilità di vaccinare chi già ha avuto il Covid. "Abbiamo avuto diversi medici e infermieri vaccinati – ha detto – che hanno riferito effetti collaterali, una risposta eccessiva del sistema immunitario al vaccino. Nulla di pericoloso, ma la seconda dose è anche più fastidiosa della prima nei soggetti che hanno già superato l’infezione. Questo è un mio parere personale, ma condiviso da più parti. Ora io spero che con il buon senso supereremo certe posizioni talebane. Non è il caso di sottoporre alla seconda dose chi si è già infettato ed è guarito". Le notizie del 9 febbraio sul Coronavirus Le ultime notizie sul Coronavirus Covid-19 in Italia e nel mondo e i dati di oggi, martedì 9 febbraio 2021. Oggi 10.630 contagi e 422 morti. Italia quasi tutta in zona gialla, la Puglia in zona gialla a partire dall’11 febbraio. Attesa a breve la decisione sulla proroga in sospeso tra i due governi Conte e Draghi. Preoccupano le varianti: in Umbria raggiunta la cifra record di 500 ricoverati, allarme all’ospedale di Perugia per la variante brasiliana. Variante inglese tra i bambini, indagine rapida Iss-Regioni. Ipotesi aumento della quarantena a 21 giorni. Su scuola, in Campania si valuta ritorno a dad. Palestre e piscine: si attendono conferme sulla riapertura. Continua intanto la campagna di vaccinazione: ad oggi sono state somministrate 2.687.609 dosi. Sei le categorie che verranno vaccinate prioritariamente nella seconda fase della campagna vaccinale: la prima sarà quella dei soggetti “estremamente vulnerabili” per particolari patologie, indipendentemente dall’età. Intanto partite nel Lazio le vaccinazioni per gli over 80, proseguono le prenotazioni nelle altre Regioni. Oggi si parte anche con la somministrazione delle prime dosi di AstraZeneca a insegnanti e forse dell’ordine under55. Magrini (Aifa): “Da Pasqua vaccineremo 10 milioni di italiani al mese”. Ad Arcuri la gestione della distribuzione dei monoclonali. Nel mondo 2.325.381 vittime e oltre 106 milioni di contagi. Oms in Cina: “Inchiesta finita a Wuhan, fuga da laboratorio del virus estremamente improbabile”. Stretta sui viaggi in Gran Bretagna, tra multe e carcere. In Scozia 10 giorni di quarantena per chi arriva dall’estero. Spagna supera i 3 milioni di casi ed è record di vittime da aprile. www.fanpage.it/
„ INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Sono arrivati a destinazione in queste ore i furgoni del corriere di Poste Italiane, SDA, per la consegna a Como del vaccino AstraZeneca. Nella mattinata di oggi alcuni mezzi speciali, attrezzati con celle frigorifere, hanno preso in carico i vaccini AstraZeneca a Piacenza e hanno proseguito il loro viaggio, sempre grazie al personale SDA, per raggiungere la loro destinazione finale presso l’ASST Lariana – Presidio Ospedaliero Sant’Anna a San Fermo della Battaglia. Le 2.400 dosi di vaccino AstraZeneca resteranno stoccate in attesa del perfezionamento della piattaforma per la registrazione dei dati e la trasmissione del consegno informato; nel frattempo si stanno costruendo gli elenchi delle persone da contattare sulla base dei cluster definiti di persone alle quali andrà somministrato tale vaccino. La Commissione tecnico-scientifica dell’AIFA ha suggerito un utilizzo preferenziale del vaccino AstraZeneca nei soggetti tra i 18 e i 55 anni. Sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio del vaccino risulta comunque favorevole anche nei soggetti di età più avanzata che non presentino specifici fattori di rischio. Il vaccino di AstraZeneca viene somministrato come ciclo di due iniezioni, nel deltoide, a distanza di 4-12 settimane l’una dall’altra. L’AIFA si è riservata di fornire indicazioni puntuali sull’intervallo tra la somministrazione delle due dosi, a seguito di ulteriori approfondimenti (Fonte ISS-Istituto Superiore di Sanità. “ „Ad oggi su 29.300 dosi totali consegnate ad Asst Lariana, ne sono già state somministrate 23.885; 13.429 come prime dosi (6749 per il personale di Asst Lariana, 4775 per le Rsa, 1905 per i privati sanitari accreditati) e 10.456 come seconde dosi (6500 per il personale di Asst Lariana, 2220 per le Rsa, 1736 per i privati sanitari accreditati).“ QUICOMO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA E' ancora scontro tra Lombardia e Governo. Al centro dell'ennesimo duello il piano-Bertolaso per i vaccini. "Trovo incredibile che il ministero della Salute abbia deciso di bloccare la valutazione, prevista per oggi da parte del Cts, del piano vaccinale di massa della Lombardia": è sbottato il governatore Attilio Fontana dopo che è saltata la presa in esame del piano messo a punto dal neo designato consulente. Il numero uno del Pirellone ha spiegato che "il piano era stato inviato ieri, da me e dalla vicepresidente Moratti, come contributo lombardo e best practice da proporre anche a livello nazionale. Il piano vaccinale, coordinato da Guido Bertolaso, si propone infatti di vaccinare 10 milioni di italiani residenti in Lombardia, un sesto della popolazione nazionale". "Riteniamo che il piano vaccinale sia una priorità per tutto il Paese e che non debba - ha concluso il governatore - sottostare a logiche di parte". Fontana ha poi aggiunto: "Noi andiamo avanti spediti. Obiettivo giugno". Oggi c'è stato anche un duro botta e risposta tra la vicepresidente e assessore al Welfare della Lombardia, Letizia Moratti e il commissario nazionale per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri. Dopo la battaglia sull'indice Rt sbagliato costato alla Lombardia una settimana di zona rossa immeritata - e non giustificata dai numeri -, nel mirino è finito l'invio di personale per la campagna vaccinale da parte dell'esecutivo nelle varie regioni d'Italia. IL GIORNO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nuovo botta e risposta tra la vicepresidente e assessore al Welfare della Lombardia, Letizia Moratti e il commissario nazionale per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri. Dopo la battaglia sull'indice Rt sbagliato costato alla Lombardia una settimana di zona rossa immeritata - e non giustificata dai numeri -, il Pirellone è tornato a scontrarsi col governo. Questa volta nel mirino l'invio di personale per la campagna vaccinale da parte dell'esecutivo nelle varie regioni d'Italia. Ad iniziare, lunedì sera, Letizia Moratti, che in una nota si è rivolta al commissario nazionale per l'emergenza covid, Domenico Arcuri. "Regione Lombardia è pronta, ma urge personale e la certezza di avere a disposizione vaccini sufficienti per avviare le somministrazioni. Tutto è pronto per organizzare la 'fase 2' della vaccinazione anti covid, sia con i canali tradizionali, sia con quelli ad hoc di somministrazione massiva, ma è necessario che il commissario Domenico Arcuri assicuri certezze su due fronti ben precisi per i quali si è impegnato", ha scritto la vicepresidente della Regione. E ancora: "Innanzitutto, l'invio promesso di un apporto di risorse umane aggiuntive. Arcuri ha previsto l'arrivo in Lombardia di personale sanitario a supporto, medici ed infermieri, ma ad oggi nessuno si è visto. Per febbraio si attendono 123 unità, fino a un massimo nei mesi estivi di 2.544 addetti al mese per giugno, luglio ed agosto. Non è possibile - il j'accuse della Moratti - fare affidamento su numeri totalmente aleatori. È già stata richiesta più volte la pianificazione relativa alla gradualità degli arrivi del personale, ma non abbiamo mai ricevuto risposta". Stavolta, però, la risposta è arrivata, firmata direttamente da Arcuri. "In riferimento alla nota diffusa dal vicepresidente e assessore al welfare della Lombardia, Letizia Moratti, che ha sottolineato come la regione attende dal commissario straordinario per l’emergenza Covid, per il mese di febbraio, 123 fra medici, infermieri e assistenti sanitari, come da programma condiviso per rafforzare la campagna di vaccinazione, gli uffici del commissario rendono noto che, in realtà, il personale aggiuntivo già selezionato e destinato alla Lombardia è di gran lunga maggiore: si tratta, infatti, di 229 fra medici, infermieri e assistenti sanitari”, ha fatto sapere il commissario. sarebbe stato destinato alla Lombardia un numero di medici e infermieri anche maggiore rispetto alle previsioni e agli accordi. Il commissario ha voluto sottolineare che la colpa dei ritardi sarebbe imputabile alla Lombardia. "Di questi – ha aggiunto Arcuri nella nota - , purtroppo, soltanto 4 hanno già potuto entrare in servizio presso l’Ats di Pavia. Tutti gli altri sono infatti in attesa, ormai da diversi giorni, delle necessarie visite mediche da parte delle Ats regionali. In particolare, 12 da parte dell’Ats Val Padana, 10 dell’Ats Pavia, 43 dell’Ats Brescia, 13 dell’Ats Brianza, 27 dell’Ats Bergamo, 28 dell’Ats Insubria e 86 dell’Ats Milano. Infine, 6 hanno effettuato le visite mediche presso l’Ats della Montagna ma sono in attesa di ricevere dalla stessa Ats l’idoneità”. “Oggi - ha concluso - alle 15 e 46, gli Uffici del commissario hanno inviato una comunicazione ai referenti regionali lombardi per sollecitare gli adempimenti a carico della regione e poter così soddisfare le richieste dell’assessore Moratti”. IL GIORNO
INSERITO DA MORENA MOTTA In quella che doveva essere un’officina di Rozzano, nell’hinterland di Milano, Gennaro Speria, ex carcerato dal passato controverso, dall’inizio della pandemia si è trovato ad aiutare sempre più persone che a causa del Covid-19 hanno perso i loro lavori saltuari o in nero. “La gente è arrivata allo stremo, e mi dicono che si sentono abbandonati”, racconta a Fanpage.it “Genny lo Zio”, che rivela: “Ci sono giovani che mi dicono: ‘Zio, il nostro futuro qual è? Se non spaccio, se non vado a rubare come faccio, come vivo?'”.
Qualche settimana fa le immagini della gente in fila fuori da Pane quotidiano, una onlus di Milano che distribuisce aiuti alimentari a chi ne ha bisogno, avevano suscitato molte reazioni, sbattendo davanti agli occhi di chi non l'aveva ancora visto il problema dei nuovi poveri, o poveri del Covid. Si tratta di tutti coloro che, a causa dell'emergenza Coronavirus, si sono trovati improvvisamente in difficoltà economica. Col passare dei giorni l'ondata emotiva legata alle file chilometriche davanti alla onlus (file che, è bene precisarlo, c'erano anche prima della pandemia, ché la povertà non è certo un sintomo del virus) si è acquietata, ma il problema naturalmente rimane. E anzi alcuni provvedimenti che potrebbero arrivare a breve, come la revoca del blocco dei licenziamenti o del blocco degli sfratti, potrebbero far deflagrare ancora di più una bomba sociale i cui effetti già si vedono nelle nostre città.
Le conseguenze economiche del Coronavirus hanno colpito in misura maggiore coloro che, anche prima della pandemia, avevano meno diritti. I lavoratori in nero, gli irregolari, gli immigrati clandestini. C'è chi, davanti a gente che non sa cosa mangiare o far mangiare alla propria famiglia, trova il modo di polemizzare e di puntare il dito contro queste categorie, scrollando le spalle quasi a dire: chi è causa del suo mal pianga se stesso. Naturalmente, non tutti godono o godevano nel trovarsi in quelle condizioni, ma c'è chi vi è semplicemente costretto dalle circostanze della vita. E c'è chi non fa domande sul perché una persona sia in difficoltà, ma semplicemente si prodiga per aiutarla
Abbiamo citato prima la onlus Pane quotidiano, con una secolare storia alle spalle. E ad essa si aggiungono anche le tante altre onlus e opere di carità laiche e religiose che fortunatamente integrano il sistema di welfare ambrosiano e costituiscono una rete di salvataggio per le persone ai margini della società. Ma c'è anche chi ha iniziato ad aiutare gli altri per riscattarsi da un passato difficile: è il caso di Gennaro Speria, conosciuto come "Genny Lo Zio", che ha raccontato la sua storia a Fanpage.it.
Chi è Gennaro Speria, Genny lo Zio: un passato controverso da riscattare
Gennaro non è nuovo alle cronache: le immagini della sua via crucis da Milano a Roma con un crocifisso di 40 chili sulle spalle, finanche un selfie con l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini, avevano fatto molto discutere. Così come fa discutere il passato certo controverso di quest'uomo, napoletano residente a Rozzano, comune nell'hinterland sud di Milano che da anni cerca di scrollarsi di dosso la fama di "periferia difficile". Gennaro ha molti precedenti alle spalle e un passato diviso tra la strada e il carcere, dove ha scontato nove anni. Dal carcere è però iniziata la sua redenzione: non appena uscito, grazie a un meccanico e a un'officina nota come Area 51, ha iniziato aiutando gli ex detenuti e le loro famiglie, offrendo un posto per reinserirsi nella società e distribuendo saltuariamente pacchi alimentari.
La sua Area 51 aveva chiuso dopo alcune vicissitudini, ma tra febbraio e marzo dello scorso anno Gennaro stava per riaprirla e inaugurarla nuovamente, sempre a Rozzano. Quando il Covid ha travolto l'Italia, e in particolare la Lombardia, Genny ha dismesso la sua officina, iniziando ad accumulare derrate alimentari e vestiti da donare ai più bisognosi. "Quando è scoppiato il Covid ho tolto l'attrezzatura, ma pensavo che sarebbe stato per poco", spiega a Fanpage.it. Invece, in poco tempo le persone che si rivolgevano ogni giorno a lui sono diventate centinaia, poi migliaia. Adesso l'Area 51 è diventata un punto di riferimento, un servizio che nei mesi è cresciuto ed è diventato fondamentale per Rozzano e l'hinterland: "Rozzano sta vivendo tante storie. Tante famiglie non ce la fanno perché la maggior parte vivevano con lavori saltuari, tanti in nero. È da un anno che tanto non riescono a guadagnare", racconta Genny.
I giovani mi dicono: Se non spaccio, se non vado a rubare come faccio?
Tra coloro che si rivolgono a Genny ci sono anziani e meno anziani: "Non abbiamo mai avuto bisogno di nessuno, ma questo è un periodaccio – dice un ragazzo appartenente a una numerosa famiglia di giostrai -. Abbiamo anche i banchi dei panini ambulanti, ma siamo tutti fermi", spiega. C'è chi si confida con Genny e non gli nasconde la tentazione di cedere al crimine: "I giovani che ho io mi dicono ‘Zio, il nostro futuro qual è? Se non spaccio, se non vado a rubare come faccio, come vivo?'". Gennaro però in merito ha le idee chiare: "Io ero un ladro prima, mi drogavo, spacciavo. Dall'ultima carcerazione di nove anni fa ho detto basta. Oggi c'avevi mille euro, poi quando andavi in galera eri più morto di fame di prima. Ho capito tante cose, ho detto: ma chi me lo fa fare?".
Genny sembra aver trovato la sua redenzione nell'aiutare gli altri: "La gente è arrivata allo stremo, e mi dicono che si sentono abbandonati". Ad aiutarlo sono i privati che donano generi alimentari e vestiti. E c'è anche una rudimentale forma di finanziamento, un cestello in cui chi può tra coloro che si rivolgono a lui lascia qualcosa: "Qui dentro ci sono anche le lire, monete, bulloni, viti – dice facendo tintinnare il contenuto del cestello – Parecchie famiglie pur di far vedere che mettono qualcosa mettono medagliette o altro. Ma io li ammiro: quando finirà tutto per me questo sarà un ricordo", dice Genny. Quella che doveva essere la riapertura della sua officina è ormai un lontano ricordo, cancellato dal Covid: "Gli ultimi attrezzi li ho scambiati con una cella frigorifera. Dovevamo fare l'inaugurazione dell'Area 51, invece abbiamo fatto inaugurazione della sofferenza, delle famiglie che soffrono".
INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI È una storia triste ma con un lieto fine quella di un uomo di 40 anni che nella giornata di ieri, martedì 2 febbraio, ha minacciato di togliersi la vita dopo al culmine di un periodo nero che in poco tempo gli aveva fatto perdere il lavoro e ogni speranza per un futuro migliore a causa della pandemia da Coronavirus. Il 40enne, cittadino di Melegnano (Milano), ha telefonato al 118 per annunciare l'estremo gesto, trovando in risposta non solo il conforto degli operatori che hanno cercato di farlo desistere, ma anche la promessa di una prossima assunzione che possa dare una svolta alla sua vita.
Come riportato da MilanoToday, l'allarme è scattato nel pomeriggio di ieri quando il 40enne ha annunciato di farla finita. La centrale operativa di First Aid, una cooperativa che offre servizio di ambulanza privato, ha gestito il caso in via telefonica mentre due ambulanze a sirene spiegate venivano inviate in via Toscana, luogo in cui l'uomo abita. I due operatori che gli hanno tenuto compagnia al telefono, Angelo Milano e Stefania Bassi, sono riusciti a distrarlo dal suo intento, intrattenendolo fino a quando i colleghi soccorritori non sono arrivati da lui. Dopo una veloce medicazione, l'uomo è stato portato per accertamenti al pronto soccorso.
Nel mentre, erano sopraggiunti anche i carabinieri e i vigili del fuoco. MilanoToday ha contattato i due operatori che hanno salvato la vita all'uomo, i quali hanno ammesso di aver inizialmente pensato ad uno scherzo di cattivo gusto. "Ho subito capito che la cosa era seria e quindi ho avvisato i colleghi – spiega la Bassi -. A quel punto è partita una collaborazione per far arrivare i soccorsi, intanto io ho continuato a parlare con la persona cercando di entrare maggiormente in confidenza". La notizia è corsa veloce fino ai vertici della cooperativa, il cui direttore generale Francesco Calderone, colpito da quanto successo, ha deciso di dare una nuova speranza all'uomo, promettendo che, non appena verrà dimesso dall'ospedale, gli offrirà un posto di lavoro.