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lombardia news

LOMBARDIA NEWS Lombardia in zona gialla, ecco cosa si può fare: riaprono bar e ristoranti (fino alle 18) e i musei

31 Gennaio 2021, 10:39am

Pubblicato da Miki Pappacoda

riaperture negozi bar ristoranti 18 maggio 2020 busto arsizio

INSERITO DA PRIMULA GALNTUCCI Con il passaggio in zona gialla, si allentano le restrizioni e i divieti. Ristoranti e bar potranno lavorare sino alle 18 mentre i musei saranno aperti in settimana. Chiusi cinema e teatri Ristoranti e bar aperti fino alle 18 I ristoranti sono aperti fino alle 18, anche la domenica. Si può quindi pranzare al ristorante, mentre il servizio di asporto è disponibile fino alle 22. Non ci sono limiti di orario per la consegna a domicilio,. Il dpcm di gennaio ha introdotto regole più stringenti per l’asporto: i bar non potranno più effettuare questo servizio dopo le 18. Riaprono i musei nei giorni feriali In zona gialla riaprono i musei, ma solo nei giorni feriali, quindi dal lunedì al venerdì. Teatri e cinema rimangono chiusi Sono sospesi gli spettacoli dal vivo con presenza di pubblico. Resta invece confermata la possibilità di organizzare spettacoli da trasmettere in streaming Restano aperti i negozi, stretta sui centri commerciali Chiudono tutti i centri commerciali nei festivi e pre festivi perché considerate zone in cui c’è un alto rischio di assembramento. Restano chiuse in tutto il territorio nazionale corner per giochi e bingo in bar e tabaccherie. Tutti gli altri negozi restano aperti, nel rispetto delle norme anti Covid vigenti. È possibile far visita ad amici e parenti Il rientro a casa deve sempre avvenire tra le 5.00 e le 22.00, su tutto il territorio nazionale e indipendentemente dal fatto che il giorno sia feriale o festivo. È possibile fare attività sportiva Sì, ovunque, rimanendo sempre all’interno della propria Regione. Rimangono vietati gli sport di contatto e sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale. Tuttavia, è consentito svolgere all’aperto e a livello individuale i relativi allenamenti e le attività individuate con il suddetto decreto del ministro dello sport del 13 ottobre 2020, nonché gli allenamenti per sport di squadra, che potranno svolgersi in forma individuale, all’aperto e nel rispetto del distanziamento. Spostamenti verso le seconde case fuori regione Ci si può spostare per raggiungere le seconde case fuori regione, a prescindere dal colore della regione di provenienza e di quella di arrivo. L’importante è poter giustificare di avere il titolo per andare in quell’abitazione, verrà chiesto di compilare l’autocertificazione. Coprifuoco, spostamenti e autocertificazione Sono consentiti sempre gli spostamenti dei cittadini fino alle 22. Dopo quest’orario, sarà necessario munirsi di autocertificazione per potersi spostare anche all’interno del proprio Comune. Non è possibile uscire dalla propria regione se non per per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute o per raggiungere la seconda casa.

TUTTI I DETTAGLI SULLA ZONA GIALLA

FONTE VARESENEWS

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LOMBARDIA NEWS Freddo e Covid aggravano situazione clochard, Arca: “Peggiorato anche status psicologico”

31 Gennaio 2021, 10:29am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI L'ultimo clochard è stavo trovato senza vita ieri giovedì 28 gennaio e da inizio anno in Lombardia se ne contano già quattro. La situazione sta diventando allarmante e per questo diverse associazioni ed enti stanno incrementando i loro servizi: "C'è un aumento di morti rispetto lo scorso anno. Abbiamo quindi intensificato le unità di strada", spiega a Fanpage.it Alberto Sinigallia, presidente del progetto Arca attiva sul territorio dal 1994 e che fornisce assistenza a tutti coloro che vivono in strada.
Sinigallia: Molte persone preferiscono vivere in strada

Per aiutare le persone senza fissa dimora il Comune di Milano ha attivato "Il piano freddo" mettendo a disposizione più strutture rispetto l'anno precedente. Un'iniziativa lodevole che si scontra però con il volere di coloro che preferiscono vivere in strada: "Anche se ci sono posti ed edifici disponibili, molti preferiscono continuare a rimanere in strada. Questo perché alcuni non vogliono sottostare alle regole previste all'interno delle strutture – afferma a Fanpage.it il presidente -. Anche se ci fossero mille posti disponibili, non è detto che vengano riempiti. Per questo motivo, abbiamo sperimentato negli anni precedenti l'housing first dove davamo una casa in cui non c'erano operatori e si era indipendenti".
Le iniziative di Progetto Arca
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E per aiutare questi clochard, Progetto Arca ha intensificato le iniziative: "Stiamo incontrando in strada un grande bisogno sotto tutti i punti di vista – continua Sinigallia -. Sia a livello sanitario, ma soprattutto a livello psicologico. Rispetto a un anno fa c'è uno stato d'animo più depressivo. Gli effetti del Covid sono stati avvertiti anche da coloro che devono reintegrarsi nella società, ma che trovano molti servizi chiusi e non vedono un orizzonte certo e sicuro". Oltre al possibilità di fare un tampone rapido e alla distribuzione di sacchi a pelo, Arca distribuisce diversi kit: "C'è quello igienico con dentro dentifrici, assorbenti, cerotti e tutto ciò che può servire per mantenere la propria igiene personale. A questo si aggiunge poi un kit vestiario con abiti nuovi". L'associazione ha inoltre dato via alle colazioni calde attraverso le cucine di strada: "Dalle 7 alle 9 cerchiamo di dare una mano e fornire dei pasti caldi. Purtroppo infatti molte mense a causa del Coronavirus sono ancora chiuse".
Cosa possono fare i cittadini

Infine il presidente ha voluto rivolgere un invito alla popolazione: "Se vedete persone che hanno bisogno di aiuto, si può chiamare lo 02-88447646 e chiedere un intervento. Una volta fatto, sarà inviata un'equipe che porterà la persona senza fissa dimora a fare il tampone per poi inserirlo in un dormitorio. Se però la persona dovesse essere in una condizione di salute molto grave, il consiglio è quello di chiamare direttamente la Croce Rossa il cui intervento è tempestivo".

continua su: https://www.fanpage.it/milano/freddo-e-covid-aggravano-situazione-clochard-arca-peggiorato-anche-status-psicologico/
https://www.fanpage.it/

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Ieri è stato trovato morto un clochard fuori dalla stazione Porta Garibaldi di Milano. È il quarto da inizio anno in Lombardia. Una situazione preoccupante che ha portato le associazioni a intensificare le attività: “Sono aumentati i casi ed è anche peggiorato lo status psicologico di molte persone senza fissa dimora”. L'ultimo clochard è stavo trovato senza vita ieri giovedì 28 gennaio e da inizio anno in Lombardia se ne contano già quattro. La situazione sta diventando allarmante e per questo diverse associazioni ed enti stanno incrementando i loro servizi: "C'è un aumento di morti rispetto lo scorso anno. Abbiamo quindi intensificato le unità di strada", spiega a Fanpage.it Alberto Sinigallia, presidente del progetto Arca attiva sul territorio dal 1994 e che fornisce assistenza a tutti coloro che vivono in strada. Sinigallia: Molte persone preferiscono vivere in strada Per aiutare le persone senza fissa dimora il Comune di Milano ha attivato "Il piano freddo" mettendo a disposizione più strutture rispetto l'anno precedente. Un'iniziativa lodevole che si scontra però con il volere di coloro che preferiscono vivere in strada: "Anche se ci sono posti ed edifici disponibili, molti preferiscono continuare a rimanere in strada. Questo perché alcuni non vogliono sottostare alle regole previste all'interno delle strutture – afferma a Fanpage.it il presidente -. Anche se ci fossero mille posti disponibili, non è detto che vengano riempiti. Per questo motivo, abbiamo sperimentato negli anni precedenti l'housing first dove davamo una casa in cui non c'erano operatori e si era indipendenti". Le iniziative di Progetto Arca E per aiutare questi clochard, Progetto Arca ha intensificato le iniziative: "Stiamo incontrando in strada un grande bisogno sotto tutti i punti di vista – continua Sinigallia -. Sia a livello sanitario, ma soprattutto a livello psicologico. Rispetto a un anno fa c'è uno stato d'animo più depressivo. Gli effetti del Covid sono stati avvertiti anche da coloro che devono reintegrarsi nella società, ma che trovano molti servizi chiusi e non vedono un orizzonte certo e sicuro". Oltre al possibilità di fare un tampone rapido e alla distribuzione di sacchi a pelo, Arca distribuisce diversi kit: "C'è quello igienico con dentro dentifrici, assorbenti, cerotti e tutto ciò che può servire per mantenere la propria igiene personale. A questo si aggiunge poi un kit vestiario con abiti nuovi". L'associazione ha inoltre dato via alle colazioni calde attraverso le cucine di strada: "Dalle 7 alle 9 cerchiamo di dare una mano e fornire dei pasti caldi. Purtroppo infatti molte mense a causa del Coronavirus sono ancora chiuse". Cosa possono fare i cittadini Infine il presidente ha voluto rivolgere un invito alla popolazione: "Se vedete persone che hanno bisogno di aiuto, si può chiamare lo 02-88447646 e chiedere un intervento. Una volta fatto, sarà inviata un'equipe che porterà la persona senza fissa dimora a fare il tampone per poi inserirlo in un dormitorio. Se però la persona dovesse essere in una condizione di salute molto grave, il consiglio è quello di chiamare direttamente la Croce Rossa il cui intervento è tempestivo". www.fanpage.it/

 

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LOMBARDIA NEWS Milano, sequestrate mascherine U-Mask in dieci farmacie: la Procura apre un’inchiesta

26 Gennaio 2021, 10:08am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Le mascherine U-Mask sono sotto osservazione della Procura di Milano. Oggi lunedì 25 gennaio i magistrati hanno disposto il sequestro di 15 mascherine, complete di filtro: i dispositivi di sicurezza sono stati prelevati da dieci farmacie del capoluogo lombardo. Obiettivo del sequestro è quello di analizzare la loro effettiva capacità di filtraggio e capire se è conforme a quanto dichiarato dall'azienda. A verificare tutto questo ora spetta a un consulente della polizia locale e alla polizia giudiziaria del dipartimento Salute, Ambiente e Lavoro, a cui sono state affidate le indagini coordinate dai procuratori aggiunti milanesi Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco.

È stata una ditta concorrente a presentare un esposto. Stando alle primissime informazioni l'esposto sarebbe stato presentato da una ditta concorrente che avrebbe precisato che la capacità di filtraggio delle mascherine "sarebbe del 70-80 per cento a fronte del 98-99 per cento dichiarato ufficialmente". Per questo l'amministratrice della filiale italiane dell'azienda, che ha sede legale a Londra, risulta ora indagata per frode nell'esercizio del commercio: al centro infatti l'accusa che le mascherine abbiano caratteristiche non conformi a quanto dichiarato dalla società. Intanto dalla società precisano: "Abbiamo collaborato attivamente con gli inquirenti, fornendo tutta la documentazione richiesta. Ribadiamo che il prodotto U-Mask rispetta pienamente le norme e le leggi in materia". E poi aggiungono: "Tutta la documentazione tecnica relativa ai nostri dispositivi è stata a suo tempo inviata, come previsto dalla legge, alle Autorità competenti (Ministero della Salute) che, preso atto della correttezza della documentazione accompagnatoria e delle prove tecniche effettuate, ne ha disposto l’approvazione e la registrazione come dispositivi medici di classe uno". Infine precisano: "Siamo certi che le indagini in corso chiariranno la trasparenza del nostro operato".

Mascherine U-Mask usate dagli sportivi dalle persone dello spettacolo. Resta ancora tutto da chiarire: la mascherine U-Mask infatti sono distribuite in tutto il mondo. Tanti i volti noti del mondo della politica, dello spettacolo e dello sport indossano questo modello di mascherine. Ora resta alla magistratura capire se all'azienda può essere contestato il reato 515 del codice penale: ovvero la norma che punisce chi "nell'esercizio di un'attività commerciale o in uno spaccio aperto al pubblico, consegni, volontariamente, all'acquirente una cosa mobile diversa da quella dichiarata o pattuita, per origine, provenienza, qualità o quantità".

FONTE FANPAGE.IT di Giorgia Venturini

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LOMBARDIA NEWS Papà muore per Coronavirus a 52 anni a Idro, il dolore della figlia: “Ti vorremo sempre bene

26 Gennaio 2021, 09:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

LOMBARDIA NEWS Papà muore per Coronavirus a 52 anni a Idro, il dolore della figlia: “Ti vorremo sempre bene

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Un'intera comunità è in lutto per la morte di Giorgio Zaninelli, 52enne di Idro, in provincia di Brescia. L'uomo è purtroppo l'ennesima vittima bresciana del Coronavirus, il nemico invisibile che continua a uccidere seminando dolore tra le famiglie. Quella di Giorgio era composta dalla moglie e dalla giovane figlia. È stata proprio lei, su Facebook, a salutare il papà con un messaggio struggente: "Ciao papà, Oggi ci hai lasciate sole, io ci ho creduto fino all’ultimo, davvero – ha scritto a commento di una foto che ritrae padre e figlia che si guardano in modo amorevole -. Ho sperato con tutta me stessa che saresti tornato a casa. Ogni singolo istante. Anche nel momento esatto in cui ti sei spento mentre ti tenevo la mano.. spero solo che ora tu sia in un posto migliore. Spero che tu non abbia sofferto e che abbia sentito che noi ci siamo state sempre. Che ti abbiamo voluto bene e che te ne vorremo ancora. Per sempre. So che non potrai leggere queste parole. Ma mi manchi. Ci manchi. Addio papà".

La vittima era stata colpita dal virus lo scorso Natale. Giorgio Zaninelli è morto due giorni fa, il 20 gennaio. Fino allo scorso Natale sembra che non avesse mai sofferto di particolari patologie. L'arrivo del virus ha però fortemente debilitato il suo fisico: dopo la comparsa dei primi sintomi si è reso necessario il ricovero in ospedale, struttura dalla quale purtroppo Giorgio non è mai più uscito fino al suo decesso. La vittima lavorava nella ditta Fondital di Vobarno, per la quale da oltre 20 anni faceva l'autista. Alla notizia della sua morte è stato grande il dolore dei colleghi, che hanno ricordato Giorgio ed espresso vicinanza alla sua famiglia con una nota apparsa sul quotidiano locale "Vallesabbianews". I funerali di Giorgio si terranno nel pomeriggio di oggi, venerdì 22 gennaio, nella chiesa parrocchiale di Idro.

FONTE FANPAGE.IT di Francesco Loiacono

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LOMBARDIA NEWS Da domani, domenica 24 gennaio la Lombardia è in zona arancione.

23 Gennaio 2021, 15:02pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ufficiale, la Lombardia diventa zona arancione a partire da domenica 24  gennaio: firmata l'ordinanza

DI MICHELE PAPPACODA Da lunedì sarà possibile riaprire le scuole medie e riportare in classe, al 50%, anche gli studenti delle scuole superiori. In più sarà possibile riaprire i negozi. Principali novità relative alla mobilità: Si può circolare dalle 5 alle 22 senza autocertificazione ma solo nel Comune di residenza o domicilio. Consentita una sola visita al giorno a casa di parenti o amici, nello stesso Comune, in massimo 2 persone più figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi. Gli spostamenti verso altri Comuni sono consentiti con autocertificazione esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute o per servizi non presenti nel proprio. Per esempio è consentito raggiungere concessionarie di automobili o acquistare un bene durevole ( una cucina, una cameretta, una scrivania, ecc...) di una certa marca che non sia disponibile nel proprio Comune di residenza o domicilio. __________________________________________________________________ Per mantenere un numero limitato di casi positivi è importante continuare a rispettare le regole vigenti. Si rinnova l'invito a seguire la quarantena fiduciaria per tutti i soggetti che sono venuti in contatto stretto con i contagiati anche se non presentano alcun sintomo. Attuare l’isolamento fiduciario è essenziale per evitare la diffusione del contagio soprattutto nelle persone anziane e immunodepresse. Ricordiamo che il RISPETTO di queste semplici REGOLE: - uso della mascherina; - distanziamento; - divieto di assembramento; - sanificazione frequente delle mani; è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO per il contenimento dell'epidemia. Contenere l'epidemia consente di non aumentare la pressione sulle strutture sanitarie garantendo la cura dei casi più gravi.

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LOMBARDIA NEWS Ricorso Lombardia sulla zona rossa, il Tar rinvia Acquisirà i dati. Regione, ne prendiamo atto

21 Gennaio 2021, 15:06pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA MILANO, 21 GEN - Nuova audizione lunedì al Tar del Lazio sul ricorso della Regione Lombardia contro la zona rossa. Si è conclusa l'audizione di oggi e il giudice ha deciso per l'aggiornamento dell'udienza alla prossima settimana. Nel frattempo il giudice attraverso un decreto istruttorio acquisirà alcuni dati epidemiologici, ovvero il "Report fase 2" contenente i dati sull'emergenza da Covid-19 relativi alla scorsa settimana. "Prendiamo atto del rinvio disposto dal Tar del Lazio sul ricorso presentato da Regione Lombardia e attendiamo l'udienza di lunedì" hanno commentato dalla Regione. "I tecnici dell'Istituto Superiore di Sanità e della Direzione Generale del Welfare hanno in corso una interlocuzione e, nelle prossime ore - aggiungono - , valuteranno una serie di dati aggiuntivi da parte della direzione Welfare lombarda per ampliare e rafforzare i dati standard già trasmessi nella settimana precedente, ai fini di una rivalutazione in vista della Cabina di regia di domani". (ANSA).

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LOMBARDIA NEWS Negozi di dischi, gli ultimi Mohicani „ I negozi di dischi e gli ultimi Mohicani Difficile capire per quale motivo debbano restare chiusi

20 Gennaio 2021, 18:45pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

LOMBARDIA NEWS Negozi di dischi, gli ultimi Mohicani „ I negozi di dischi e gli ultimi Mohicani Difficile capire per quale motivo debbano restare chiusi

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI „Tra le molte incongruenze da spiegare a chi vive in zona rossa, non bastassero temi caldissimi come quelli della scuola e del lavoro, c'è anche la rovente questione della cultura. Con i teatri chiusi e la conseguente impossibilità di organizzare qualsiasi tipo di concerto, la musica è infatti rimasta appesa alla rete. Lì e solo lì la si può ascoltare o comprare. Perché se siamo tutti più contenti o un po' meno tristi per il fatto che le librerie sono aperte, rimane difficile capire per quale motivo i negozi di dischi debbano invece restare chiusi.“ appiamo tutti i pochi esercizi sopravvisuti all'era digitale sono ormai pochissimi, seppure a Como abbiamo la fortuna di averne addirittura quattro. Sabato scorso, ultimo giorno di zona arancione, ne abbiamo visitati due: Frigerio in via Garibaldi e Alta Fedeltà in via Manzoni. Se nel primo c'era in negozio una solo persona, nel secondo un cliente aspettava fuori perchè si entra uno alla volta. Chiaro quindi, non da oggi, che i negozi di dischi sono piccole tende indiane dove ogni tanto qualche educatissimo Mohicano si reca in visita senza alcun rischio di creare assembramenti. Se sopravvivere alla musica liquida e allo shopping online è stato fin qui eroico, direi un'appassionata resistenza, passare indenni anche quest'ondata pandemica sarà molto difficile. Stiamo creando città tutte uguali, senz'anima, senza quel tessuto umano che è stato per decenni il miglior collante possibile di una società sempre più allo sbando. E se è vero che già più di mezzo secolo fa Bob Dylan cantava che i tempi stanno cambiando, è altrettanto vero che molte risposte alle nostre quotidiane inquietudini le stiamo ancora cercando nel vento. Sappiamo bene che quello dei negozi di dischi è un problema per così dire di nicchia, ma è una goccia che mostra un mare che ci vuole navigatori solitari senza più isole felici su cui approdare. Esiste una sola terra: sempre più arida, sempre meno equa. Dove la democrazia si chiama omologazione. In fondo è così, chi ancora è ancora a caccia di vinili è solo un indiano che non si è ancora arreso ai cowboy. Almeno finché non sarà costretto a vivere in riserva. “ MAURIZIO PRATALI QUI COMO

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LOMBARDIA NEWS Scuola: lucchetti a ingresso ufficio scolastico lombardo Studenti, 'vi chiudiamo fuori come voi avete chiuso fuori noi'

18 Gennaio 2021, 10:29am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Lucchetti all'Ufficio Scolastico lombardo: "Vi chiudiamo fuori" - L'Unione  Sarda.it

INSERITO DA MORENA MOTTA MILANO, 18 GEN - Blitz notturno del Comitato in Difesa della Scuola che ha bloccato gli ingressi dell'Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia con catene e lucchetti, riempiendo l'ingresso degli uffici milanesi con cartelli con scritto "Chiuso per incompetenza".
    "Vi chiudiamo fuori come voi avete chiuso fuori noi" scrivono i ragazzi del comitato, spiegando che "Dopo 8 mesi di immobilismo siamo ancora costretti a chiedervi più spazi, più trasporti, più assunzioni, più sicurezza, più soldi.

 

 
 

Le stesse rivendicazioni portate da Maggio. È arrivato il momento, e le occupazioni degli ultimi giorni lo dimostrano, che i giovani si riprendano i loro diritti, il loro presente e il loro futuro".
    "L'azione di questa notte, promossa dal Comitato in Difesa della Scuola, vuole essere - si legge nella nota degli studenti - un chiaro atto di attacco e denuncia a una classe politica divisa e senza prospettiva sociale. Saremo noi a occuparci della scuola. Restate a casa voi che molteplici volte vi siete dimostrati incapaci, lasciate spazio e possibilità di fare a persone il cui sguardo è volto verso il futuro. Il futuro di noi studenti". (ANSA).

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LOMBARDIA NEWS Covid: in Lombardia 1.603 nuovi positivi e 65 decessi Diminuiscono i ricoveri, tasso di positività al 6,3%

18 Gennaio 2021, 10:26am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MORENA MOTTA MILANO, Con 25.051 tamponi effettuati (di cui 21.077 molecolari e 3.974 antigenici), sono 1.603 i nuovi positivi in Lombardia con il tasso di positività in leggera crescita al 6,3% (ieri 6%). Diminuiscono i ricoverati sia nelle terapie intensive (-2, 452 in totale) che negli altri reparti (-54, 3.610 in totale). I decessi sono 65 per un totale complessivo di 26.237 morti in regione dall'inizio della pandemia. I guariti/dimessi sono 3.394. Per quanto riguarda le province, ci sono 440 nuovi casi nella Città metropolitana di Milano di cui 167 a Milano città, 335 a Brescia, 147 a Como, 124 a Mantova, 117 a Monza e Brianza e 101 a Pavia. (ANSA).

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LOMBARDIA NEWS Scuola: a Milano due licei occupati contro Dad Studenti entrano a classico Tito Livio e scientifico Severi

15 Gennaio 2021, 11:31am

Pubblicato da Miki Pappacoda

School: in Milan two high schools occupied against distance teaching © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA MILANO, 15 GEN - A Milano gli studenti continuano la loro protesta contro la didattica a distanza. Dopo il Manzoni occupato martedì, questa mattina alcune decine di studenti che fanno parte dei collettivi studenteschi hanno occupato due licei, il classico Tito Livio e lo scientifico Severi-Correnti, per chiedere di tornare a scuola in presenza il prima possibile. Al liceo Tito Livio, nel pieno centro storico della città, sono circa una trentina gli studenti che hanno occupato il cortile della scuola per manifestare contro la didattica a distanza e alle 14:30 si terrà un presidio di confronto dove verrà elaborato un documento con le proposte per tornare ad una scuola in presenza. Gli studenti del liceo Severi, in zona Sempione, hanno posizionato i loro banchi nel cortile dell'istituto per seguire le video lezioni e sulla facciata della scuola è appeso lo striscione con la scritta "Avevate in mano il nostro futuro e ce l'avete tolto". Anche al liceo scientifico Volta questo pomeriggio alle 15 si terrà un presidio per supportare i ragazzi che manifestano per la riapertura della scuola, con una serie di interventi degli studenti. In molte scuole superiori della città c'è fermento in attesa di sapere se da lunedì 18 gennaio si potrà tornare in aula in presenza, dopo la sentenza del Tar della Lombardia che ha sospeso l'ordinanza regionale che prevedeva la didattica a distanza fino al 24 gennaio. (ANSA).

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