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gli auguri del giorno

GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI DI BUON ONOMASTICO AD AMBROGIO PAPà DI MORENA MOTTA

7 Dicembre 2017, 10:24am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

GLI AUGURI DEL GIORNO AUGURI DI BUON ONOMASTICO AD AMBROGIO PAPà DI MORENA MOTTA

di Michele Pappacoda Tantissimi auguri di buon onomastico al tuo papà per il suo onomastico

Un nome, un giorno da non dimenticare, per una persona unica e speciale. Auguri sig. Ambrogio....

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GLI AUGURI DEL GIORNO OGGI SI FESTEGGIA B. Filippo Rinald e B. Niels Stensen, scienziato e vescovo auguri a chi festeggia onomastico oggi

5 Dicembre 2017, 09:58am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

a cura di Michele Pappacoda Tanti auguri di buon onomastico da tutta la redazione a chi festeggia oggi.....

Beato Niels Stensen
(Niccolò Stenone in italiano)
Scienziato danese e vescovo

N

 iels Stensen nasce in Danimarca nel 1638; si formò a Copenaghen studiando lingue, matematica, anatomia e medicina. Viaggiò molto, destando ammirazione e stima nelle maggiori università europee.

Fu un grande anatomista: delle ghiandole (a lui, tra le altre, si deve la scoperta del dotto salivare: il dotto di Stenone), dei muscoli (propone un modello geometrico) e del cuore (dimostra che il cuore è solo un muscolo), del cervello (importante per la metodologia).

Fu anche uno dei fondatori della paleontologia (dimostra che i fossili sono resti di organismi vissuti nel passato); della geologia (pone le basi della geologia stratigrafica e propone il primo modello di ricostruzione tettonica; introduce il concetto di evoluzione fisica e temporale della crosta terrestre); della cristallografia (enuncia la prima legge, della costanza dell’angolo diedro; propone la corretta modalità di crescita dei cristalli). 

In Toscana Niels Stensen arrivò per la prima volta nel 1666, ospite di Ferdinando II de' Medici nella residenza invernale di Pisa. A Firenze il Granduca, appassionato scienziato egli stesso, offrì a Niccolò Stenone - così 'ribattezzato' secondo l'uso locale di toscanizzare i nomi stranieri - un appartamento in Palazzo Vecchio e la carica di anatomista all'ospedale di Santa Maria Nuova.

A Livorno lo commosse la processione del Corpus Domini il 24 giugno del 1666; fu poi a Firenze che Stenone, di fede luterana, si convertì al cattolicesimo il 2 novembre del 1667. 
Stenone viaggiò molto per il granducato, e dalle sue osservazioni sui reperti geologici e sulla struttura del paesaggio toscano - soprattutto della zona di Volterra - nacque il trattato De solido intra solidum, pietra miliare della geologia moderna, contenente intuizioni fondamentali per la paleontologia e la cristallografia.

Il giorno di Pasqua 1675 venne ordinato sacerdote e celebrò la prima messa nel santuario della SS. Annunziata il 14 aprile; nel 1677 fu nominato vescovo titolare “in partibus infidelium” (ossia di una antica diocesi il cui territorio sia stato successivamente occupato da abitanti non cristiani, utilizzato dalla Chiesa come titolo onorifico) di Tiziopoli, nell'attuale Turchia, e vicario apostolico per la Scandinavia, con sede ad Hannover.

Nel 1680 si spostò ad Amburgo e nel 1685 a Schwerin, dove rinunciò alla dignità episcopale e visse come semplice sacerdote.
La sua vita fu stroncata il 5 dicembre 1686 da una malattia renale. Il granduca Cosimo III ne rivolle la salma a Firenze, e Niccolò Stenone riposa ora in un sarcofago romano nella cripta della basilica di S. Lorenzo, vicino ai suoi benefattori.

Il 23 ottobre 1988, nella Basilica Vaticana, San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) l’ha proclamato beato, in ragione del suo «instancabile pellegrinare alla ricerca della verità, di quella scientifica e di quella religiosa».

 

Beato Filippo Rinaldi

3° successore di Don Bosco

 

F

ilippo Rinaldi nasce a Lu Monferrato, in provincia di Alessandria, il 28 maggio 1856. Ottavo di nove figli, conosce, da fanciullo, don Bosco, nel suo paese, in una delle tante passeggiate che il sacerdote faceva con i suoi giovani.

A 10 anni il padre lo iscrive al collegio di Mirabello che lascerà per sua volontà pochi mesi dopo. Don Bosco gli scrive e cerca di indurlo a tornare, ma Filippo è irremovibile.

 

Nel 1874 don Bosco va a Lu per convincerlo a seguirlo a Torino ma senza successo. Solo tre anni dopo don Bosco riuscì, finalmente, a persuaderlo conquistando il suo cuore e Filippo, all’età di 21 anni, intraprese, a Sampierdarena, il cammino per le vocazioni adulte.

 

Nel 1880, dopo il noviziato, nelle mani dello stesso don Bosco, emette i voti perpetui.

Nel 1882, finalmente, Filippo risponde alla chiamata del Signore e viene ordinato sacerdote. Dopo poco tempo il santo dei giovani lo nomina direttore a Mathi, un collegio per vocazioni adulte che poi trasferirà a Torino.

 

A pochi giorni dalla morte di Don Bosco, Don Rinaldi volle confessarsi da lui che, prima di assolverlo, senza forze, gli disse soltanto una parola: “Meditazione”.

 

Nel 1889 Don Michele Rua (beatificato il 29/10/1972), 1° successore di Don Bosco, lo nominò direttore a Barcellona: “Dovrai sbrigare cose assai delicate”, gli disse. In tre anni, con la preghiera, la mansuetudine e una presenza paterna e animatrice tra i giovani e nella comunità salesiana, risollevò l’opera e venne nominato Ispettore di Spagna e Portogallo.

In nove anni, grazie anche all’aiuto economico della Venerabile Dorotea Chopitea, Don Rinaldi fondò 16 nuove case. Don Rua, dopo una visita, ne restò impressionato e, in seguito, lo nominò Prefetto generale della Congregazione. Nel nuovo incarico, Don Rinaldi continuò a lavorare con zelo, senza mai rinunciare al suo ministero sacerdotale e svolgendo il suo compito di governo con prudenza, carità e intelligenza.

 

Nel 1910, dopo la morte del beato Michele Rua, Filippo Rinaldi fu rieletto Prefetto e Vicario di Don Paolo Albera, 2° successore di Don Bosco.

Nel 1921 fu eletto 3° successore di don Bosco dando un enorme impulso alle missioni: fondò istituti missionari, riviste e associazioni. Durante il suo rettorato partirono più di 1800 salesiani per tutto il mondo. Compì numerosi viaggi in Italia e in Europa. Istituì l’associazione degli Ex - allievi e fondò l’Istituto secolare delle Volontarie di don Bosco. Ottenne da Pp Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) l’indulgenza del lavoro santificato.

Maestro di vita spirituale, rianimò la vita interiore dei salesiani mostrando un’assoluta confidenza in Dio e un’illimitata fiducia nell’Ausiliatrice. Il grande salesiano don Francesia disse: “A Don Rinaldi manca solo la voce di Don Bosco”.

 

Il 5 dicembre 1931, a Torino, don Filippo Rinaldi conclude santamente e silenziosamente la sua vita terrena, intento a leggere la vita di don Rua. Il processo di canonizzazione ebbe inizio il 5 novembre 1947 e fu dichiarato “venerabile” il 3 gennaio 1987.

 

San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) lo ha proclamato Beato il 29 aprile 1990, nella piazza antistante la Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino, insieme al giovane Pier Giorgio Frassati ed al Canonico Giuseppe Allamano, fondatore dei Missionari della Consolata.

 

Le spoglie mortali del Beato Filippo Rinaldi riposano nella cripta della suddetta basilica torinese.

 

Significato del nome Filippo : "che ama i cavalli" (greco).

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GLI AUGURI DEL GIORNO OGGI SI FESTEGGIA SANTA BARBARA AUGURI ALLA COLLABORATRICE BARBARA BUON ONOMASTICO!!!!!!!

4 Dicembre 2017, 08:16am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

GLI AUGURI DEL GIORNO  OGGI SI FESTEGGIA SANTA BARBARA AUGURI ALLA COLLABORATRICE BARBARA BUON ONOMASTICO!!!!!!!

DI MICHELE PAPPACODA Oggi che è il tuo onomastico dovremmo farti un dono, ma nessun regalo uguaglierà a un regalo fatto col cuore cioe un regalo non materiale BUON ONOMASTICO BARBARA... Auguri da me Michele e dal mio grande amore Morena e da tutto lo staff.

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GLI AUGURI DEL GIORNO Oggi si festeggia San Francesco Saverio A cura di Michele Pappacoda

3 Dicembre 2017, 11:47am

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A cura di Michele Pappacoda Oggi si festeggia San Francesco Saverio auguri a quanti oggi festeggiano l'onomastico.



San Francesco Saverio

Sacerdote S.J., Patrono delle missioni

 (memoria)

 

F

rancesco Saverio, al secolo Francisco de Javier y Jaso, ultimo di sei figli, nasce a Javier il 7 aprile 1506 in una famiglia nobile di Xavier (in Navarra) i cui beni erano stati confiscati da Ferdinando il Cattolico dopo la vittoria sugli autonomisti navarrini filofrancesi.

Per sfuggire alla sconfitta e alla miseria, Francesco si rifugiò quindi in Francia: andò a studiare teologia alla Sorbona di Parigi dove, dopo il primo triennio, divenne "Magister artium".Il titolo abilitava a dare lezioni agli studenti del collegio, e gli consentiva di sostentarsi.

Nel suo stesso collegio di S. Barbara arrivò Ignazio di Loyola che, dice l'agiografia, ne riconobbe immediatamente il temperamento combattivo ed ardente e decise di conquistarlo alla propria causa; ivi  studiava anche Pierre Favre (1506-1546), futuro teologo gesuita (beatificato nel 1872, da Pp Pio IX).

 

Con Javier e Favre, Ignazio di Loyola fece i primi voti, da cui sarebbe poi nata la “Compagnia di Gesù”,nella chiesa di Saint Pierre di Montmartre, il 15 agosto 1534. I voti erano: povertà, castità, e pellegrinaggio in Terrasanta; se non fossero riusciti a partire sarebbero andati a Roma per mettersi a disposizione del Papa.

Non riuscendo a partire da Venezia, i nuovi gesuiti cominciarono con l'adempiere l'ultima parte dell'impegno, e Pp Paolo III (Alessandro Farnese, 1534-1539) finanziò il loro viaggio.

Qui Francesco Saverio fu ordinato prete nel 1537, e qui i primi gesuiti aggiunsero ai tre voti tradizionali di povertà castità e obbedienza, il quarto e distintivo: l'obbedienza al papa.

 

Nel 1540, Giovanni III del Portogallo, chiese a Pp Paolo III di inviare missionari ad evangelizzare i popoli delle nuove colonie nelle Indie orientali.

Francesco Saverio, indicato da Ignazio, partì nel marzo del 1541. Per le Indie si partiva da Lisbona, e il viaggio del nuovo missionario durò più di un anno: arrivò a Goa ( India) nel maggio dell'anno successivo, spingendosi poi fino a Taiwan. La tradizione vuole che egli abbia portato la propria attività missionaria fino alle Filippine, ma di questo viaggio mancano tracce documentali.

 

Nel 1545 partì per Malacca, in Malaysia, dove incontrò dei giapponesi che gli diedero l'idea di estendere l'evangelizzazione al Giappone (agosto 1549).

Ammalatosi durante il viaggio da Malacca all’isola di Sancian, morì all’alba del 3 dicembre 1552,all’età di 46 anni e 8 mesi, dopo aver più volte ripetuto: Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me! O Vergine, Madre di Dio, ricordati di me!”.

 

Il suo continuo peregrinare per lontanissime regioni diede ad alcuni l'impressione che fosse di temperamento volubile. Come legato del papa, pioniere, superiore e provinciale dei Gesuiti, era spiegabile che egli, ardentissimo della gloria di Dio e della salvezza delle anime, sospirasse di prendere visione del suo sterminato territorio per inviarvi gli operai occorrenti. S. Ignazio avrebbe preferito che, invece di pagare di persona, fosse rimasto ad amministrare le missioni dell'India, e avesse inviato, a dissodare il terreno, altri confratelli. La lettera che gli scrisse per richiamarlo, almeno provvisoriamente, in Europa, giunse quando egli era già morto.

 

Francesco Saverio fu sepolto nella chiesa dei Gesuiti di Goa, ma il suo braccio destro fu inviato a Roma, dove si conserva, dal 1614, in un reliquiario della Chiesa del Gesù, chiesa madre dell'ordine. Altre parti del corpo del santo sono state asportate nel corso del tempo ad opera di fedeli interessati al possesso delle reliquie.

 

Fu beatificato il 21 ottobre 1619 da Pp Paolo V (Camillo Borghese, 1605-1621) e canonizzato, insieme a Ignazio di Loyola, da Pp Gregorio XV (Alessandro Ludovisi, 1621-1623), il 12 marzo 1622.

 

S. Francesco Saverio, pioniere delle missioni, è Patrono:

·        dell’Oriente cristiano dal 1748,

·        dell'Opera della Propagazione della Fede dal 1904,

·        di tutte le missioni, con S. Teresa di Gesù Bambino, dal 1927.

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GLI AUGURI DEL GIORNO OGGI SI FESTEGGIA S. Blanca de Castilla, regina di Francia

2 Dicembre 2017, 14:30pm

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di Michele Pappacoda Oggi si festeggia S. Bianca de Castilla regina di Francia.Auguri a chi festeggia l'onomastico oggi auguri  a tutti da tutto lo staff di Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News.

Santa Bianca di Castiglia

Regina di Francia, Religiosa

 

B

ianca di Castiglia nasce a Palencia il 4 marzo 1188 da Alfonso VIII di Castiglia e Eleonora d’Inghilterra, quest'ultima già figlia di Eleonora d’Aquitania e di Enrico II Plantageneto, re d’Inghilterra.

 

Andò in sposa nel 1200 al futuro Luigi VIII, figlio di Filippo Augusto. Stipulato dal Trattato di Goulet (22 maggio 1200), questo matrimonio prevedeva, come scopo principale, quello di riconciliare la Francia e l'Inghilterra.

 

Regina di Francia nel 1223, la reputazione di Bianca è dovuta soprattutto al fatto che diede al Capetingio numerosi figli, tra cui Luigi, che sarebbe succeduto al padre sul trono di Francia e che avrebbe ricevuto l'aureola dei santi. L’educazione data ai figli fu rigorosamente morale e religiosa.

 

Reggente alla morte di Luigi VIII nel 1226, la regina incontrò tuttavia l'ostilità dei baroni, probabilmente ostili al governo di una donna, oltretutto straniera e sostenuta da un altro straniero, il cardinale di Sant'Angelo Romano Frangipani, ma soprattutto desiderosi di approfittare di un indebolimento dell'autorità regale per riprendere quelle prerogative politiche di cui erano stati espropriati dopo un secolo di avanzamento del potere regale.

Bianca combatté la coalizione opposta semplicemente dividendola. La conclusione del Trattato di Meaux-Parigi, che ottenne l'appropriazione da parte della corona del Linguadoca, si aggiunge al suo prestigio.

 

Suo figlio Luigi IX (San Luigi) le lasciò una grande influenza politica anche dopo aver raggiunto la maggior età nel 1234. È a lei che affidò la reggenza durante la settima crociata d’Egitto. Lei seppe trionfare sulle leghe formate dai grandi vassalli contro di lei e contro lo Stato, governò con la più grande saggezza e mise fine alla guerra con gli Albigesi.

 

Sofferente di cuore, Bianca muore a Melun il 27 novembre 1252, mentre Luigi IX era ancora in Oriente. Il suo corpo riposa nell'abbazia di Maubuisson, da lei fondata nel 1242 e dove ella stessa aveva preso l'abito cistercense qualche anno prima della morte; il suo cuore, invece, si conserva nell'abbazia di Lys, nei pressi di Melun, dove fu portato il 13 marzo 1253.

 

Bianca è universalmente venerata come santa, benché non sia mai stata canonizzata; la sua festa si celebra il 2 dicembre.

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GLI AUGURI DEL GIORNO OGGI SI FESTEGGIA SANT'ANDREA BUON ONOMASTICO A CHI PORTA QUESTO NOME

30 Novembre 2017, 12:18pm

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di Michele Pappacoda Oggi si festeggia Sant'Andrea Apostolo proettore di Amalfi. Auguri di buon onomastico dal direttore del giornale Vettica di Amalfi Online Michele Pappacoda e da tutto lo staff.



Sant’Andrea Apostolo

Martire

 

A

ndrea (in greco Ανδρέας), denominato, secondo la tradizione ortodossa Protocletos o il Primo chiamato. Lo si deduce, infatti, dal vangelo di Giovanni che, oltre a dire che Andrea è il primo a seguire Gesù, da altri dettagli: « Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni (Battista) e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo) e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro). Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: “Seguimi”. Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.» (Gv 1,40-44)

 

Andrea nacque, dunque, a Betsaida il 6 a.C. ma il suo nome, come altri nomi greci, non era quasi sicuramente il nome originario di questo apostolo in quanto, nella tradizione ebraica o giudaica, il nome Andrea compare solo a partire dal II-III secolo.

Andrea e il fratello maggiore Pietro erano pescatori: « Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro:Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini”. E subito, lasciate le reti, lo seguirono. »(Mc 1,16-18)

 

Nei vangeli Andrea è indicato essere presente in molte importanti occasioni come uno dei discepoli più vicini a Gesù:

« Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte..» (Mc 13,3);

« Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: “C'è qui un ragazzo che ha cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cos'è questo per tanta gente?”». (Gv 6,8-9);

« Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.Gesù rispose: È giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'uomo »(Gv 12,22-23).

 

Negli atti degli apostoli, invece, Andrea è menzionato marginalmente, come altri apostoli, del resto : Entrati in città salirono al piano superiore dove abitavano. C'erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo di Alfeo e Simone lo Zelòta e Giuda di Giacomo.(At 1,13).

 

Lo storico Eusebio di Cesarea (ca. 265-340) ricorda, nelle sue Origini, che Andrea predica il Vangelo in Asia Minore e nella Russia meridionale. Poi, passato in Grecia, guida i cristiani di Patrasso. Qui subisce, il 30 novembre del 60, il martirio per crocifissione: appeso con funi a testa in giù, secondo una tradizione, a una croce in forma di X; quella detta poi croce di S. Andrea

Nel 357 i suoi resti vengono portati a Costantinopoli ma il capo, tranne un frammento, resta a Patrasso. Nel 1206, durante l’occupazione di Costantinopoli (quarta crociata) il legato pontificio cardinale Capuano, di Amalfi, trasferisce quelle reliquie in Italia; nel 1208 gli amalfitani le accolgono solennemente nella cripta del loro Duomo.

Quando nel 1460 i Turchi invadono la Grecia, il capo dell’Apostolo viene portato da Patrasso a Roma dove sarà custodito in S. Pietro per cinque secoli fino a quando il Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978), nel 1964, fece restituire la reliquia alla Chiesa di Patrasso di cui S. Andrea è il patrono.

Tutte le altre reliquie conosciute attribuite a S. Andrea sono dislocate in alcuni punti fondamentali della sua venerazione: nel Duomo di S. Andrea di Amalfi, nella Cattedrale di Santa Maria, a Edimburgo, in Scozia, e nella Chiesa di S. Andrea e S. Alberto a Varsavia, in Polonia. Altro luogo ove sono custodite reliquie del Santo è il Casino di Cicco sito in S. Apollinare (Frosinone).

S. Andrea è anche Patrono in Scozia, Russia, Prussia, Romania, Grecia, Amalfie a Luqa (Malta). 

 

La festa di S. Andrea è ricordata il 30 novembre nelle chiese dell'Est e dell'Ovest ed è festa nazionale in Scozia sulla cui bandiera appare, del resto, la croce di Sant’Andrea.

 

Significato del nome Andrea : “virile, gagliardo” (greco).

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GLI AUGURI DEL GIORNO Oggi si festeggia S. Catherine (Caterina) Labourè, e  S. Giacomo della Marca, sacerdote

28 Novembre 2017, 11:28am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

a cura di Michele Pappacoda Oggi si festeggia S. Catherine (Caterina) Labourè, e S. Giacomo della Marca, sacerdote auguri a chi festeggia oggi questi nomi.

Santa Caterina Labourè

Vergine delle Figlie della Carità

Veggente

 

La festa liturgica, per le Famiglie Vincenziane, è stabilita al 28 novembre  mentre quella universale è al 31 dicembre.

 

C

aterina, al secolo Zoe Catherine Labourè, nasce in Francia, a Fain-lès-Moutiers, un villaggio della Borgogna, il 2 maggio 1806, da Pietro e Luisa Maddalena Gontard. Rimasta orfana di madre a nove anni con sette fratelli e due sorelle, Caterina non poté frequentare le classi elementari ma dovette rendersi utile in famiglia e, più tardi, prenderne le redini.

 

A 12 anni, il 25 gennaio 1818, fece la prima Comunione. Giunta all'adolescenza, dopo l'apparizione in sogno di S. Vincenzo de' Paoli, che la invitava ad entrare tra le sue suore, chiese di entrare in una casa delle Figlie della Carità.

Il 21 aprile 1830 Caterina entrò come Postulante tra le Figlie della Carità (una sorella l'aveva preceduta nel 1818) a Chatillon-sur-Seine. In seguito fu mandata a Parigi per il noviziato, nella Casa Madre situata in Rue du Bac. Durante il suo noviziato ebbe altre visioni, come quelle di Gesù Eucaristico e di Cristo Re (giugno 1830).

 

Le apparizioni che hanno avuto la maggiore risonanza sono state quelle dell'Immacolata della "Medaglia miracolosa": 18 giugno e 26 novembre 1830 (per maggiori dettagli, leggere ricorrenza del 27 novembre >>> Beata Vergine della Medaglia Miracolosa). Il messaggio mariano era semplice, predisponeva alla proclamazione del dogma dell'Immacolata (Beato Pio IX - Giovanni Maria Mastai Ferretti, 1846-1878 - l'8 dicembre 1854) insegnando una semplice ed essenziale preghiera: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”.Caterina sentiva quindi l'invito:« Fai coniare una medaglia su questo modello; le persone che la porteranno al collo riceveranno grandi grazie. Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia» ed infine veniva assicurata della protezione di Maria sulla famiglia vincenziana che usciva dolorosamente provata dall'epoca rivoluzionaria e napoleonica.

 

Caterina confidò il suo segreto al confessore P. Giovanni Battista Aladel che ne parlò all'arcivescovo di Parigi, mons. Giacinto De Quélen, che autorizzò il conio della medaglia: le prime uscirono nel giugno 1832. In dieci anni vennero coniate e diffuse ben 100 milioni di medaglie che subito varcarono i confini della Francia e venne popolarmente chiamata "Medaglia Miracolosa".

 

Caterina, eccezion fatta per i pochi superiori ai quali dovette manifestare quanto era accaduto, si chiuse nel più grande riserbo e rimase nell'ombra per il resto della sua esistenza. Terminato il noviziato, il 20 gennaio 1831, vestiva l'abito delle Figlie della Carità e il 3 maggio 1835 pronunciava i primi voti.

Veniva inviata a svolgere la sua missione nella Casa di riposo di Reuilly, dedicata al Duca d'Enghien. Qui vi rimase fino alla fine dei suoi giorni servendo con premura materna i poveri, gli anziani, i malati nelle diverse mansioni che le vennero affidate.

 

L'aver visto la Madonna non fu mai occasione di vanto, ma di impegno e stimolo. Alla fine della vita dirà: Io non sono stata che uno strumento. Non è per me che la S. Vergine è apparsa, ma per il bene della Compagnia e della Chiesa. Nulla di appariscente ci fu nella sua esistenza: praticò le virtù cristiane e quelle della donna consacrata in maniera umile e forte, semplice ed eroica, raggiungendo un alto grado di santità nella vita quotidiana e nel servizio dei poveri nei quali scorgeva il volto di Cristo.

Gli anni si facevano sentire come pure i vari malanni, di cui soffriva, si aggravarono. Si spense con grande serenità di spirito il 31 dicembre 1876.

Nel 1896 si apriva il processo diocesano e nel 1907 la causa di beatificazione e canonizzazione venne introdotta a Roma.

 

Fu beatificata da Pp Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) il 28 maggio 1933 e canonizzata dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) il 27 luglio 1947.

 

Quando la sua salma fu esumata, le mani, che avevano toccato la Madonna, e gli occhi, che l'avevano veduta, apparvero straordinariamente conservati; le sue reliquie riposano nella cappella in cui ebbe le apparizioni.

 

Significato del nome Caterina : “donna pura” (greco).

 

San Giacomo della Marca
Sacerdote O.F.M.

G

iacomo, al secolo Domenico, nasce il 1° settembre 1393 a Monteprandone (Ascoli Piceno); è il diciottesimo figlio di Antonio Gangali e Antonia Rossi. Rimase presto orfano del padre e fu affidato ad uno zio curato a Offida, che gli insegnò a leggere ed a scrivere. A tredici anni fu mandato a scuola ad Ascoli dove apprese quella che allora era la cultura di base composta da: grammatica, retorica, dialettica, geometria, aritmetica, musica ed astronomia.

Si laureò in Diritto a Perugia intorno al 1412 e lo troviamo poi a Bibbiena, in Toscana, come giudice e poi come notaio nella segreteria comunale di Firenze. Entrato in amicizia con i francescani del luogo e meditando intorno ai misteri redentivi che suscitava in lui la visione del Monte Verna, lasciò l'avvocatura ed entrò nell'Ordine dei Frati Minori nel luglio del 1416.

Fu allievo, con S. Giovanni da Capestrano, di S. Bernardino da Siena. Durante la Quaresima del 1420 fu ordinato sacerdote ed il 13 giugno tenne la sua prima predica in onore di S. Antonio da Padova. Fu talmente incisivo, e la sua predica talmente coinvolgente, che i superiori lo indirizzarono subito verso questo impegnativo e difficile compito. 
Fra Giacomo si attenne, nella sua predicazione, al modo di predicare dei francescani del suo tempo. La loro era una predicazione popolare, accessibile a tutte le classi sociali, con un linguaggio vivo, ricco di esempi, a volte arguta. Le prediche non si tenevano solo in chiesa, ma anche nelle piazze. Durante le omelie venivano toccati i temi fondamentali della fede, soprattutto i grandi temi dell'incarnazione di Cristo e della morale evangelica. 
Le predicazioni avvenivano soprat­tutto nei tempi dell'Avvento, della Quaresima e a Maggio. Natural­mente le predicazioni minori si organizzavano secondo le richieste e le necessità locali e con durate diverse. I sermoni duravano da 1 a 3 ore e si tenevano normalmente al mattino presto o all'ora del vespro. S. Bernardino da Siena fu il modello della predicazio­ne francescana dell'Osservanza, modello di fede e fervore apostolico, di fine arguzia e bellezza letteraria, di stile oratorio. Lo stesso Gia­como affermerà che molto egli doveva a Bernardino:
Ricordo che egli m’insegnava a predicare e il modo di emettere la voce, regolare i gesti ed anche a fare esclamazioni a tempo e a luogo debiti
Molto fecondi per la predicazione risultarono a fra Giacomo i pri­mi anni del suo sacerdozio, quando il maggior tempo che aveva a di­sposizione gli permise di stendere per iscritto molte delle sue predi­che, giunte fino a noi. Abbiamo così i cosiddetti Sermoni domenicali, una raccolta di circa un centinaio di prediche, tenute in ogni domenica dell'anno sui testi della Sacra Scrittura usati nella messa.

L'intera vita di fra Giacomo della Marca fu spesa nella predicazione. Dal giugno del 1420 alla fine del 1431 predicò in Italia nelle città di Ussita, Visso, Montemona­co, Macerata, Jesi, Cupramontana, Camerino, Tolentino, Fabriano, Ancona, Recanati, Fano. 
Dal gennaio del 1432 all'aprile del 1434 svolge apostolato della predicazione in Dalmazia, Slavonia e Bosnia. 
Dal maggio del 1434 alla primavera del 1435 fu di nuovo in Italia, nelle Marche predicò la Quaresima ad Urbino. 
Dalla primavera del 1435 al settembre del 1439 fu in Dal­mazia, Slavonia, Bosnia, Boemia e Ungheria. 
Dal novembre del 1439 al dicembre del 1452 predicò in Italia, nelle Marche ad Osimo, Fermo, Fabriano, Treia, Urbino, Camerino, Cingoli, Ascoli.
All'inizio del 1453 fu di nuovo in Dalmazia, ma fu richiamato d'urgenza in Italia, dove rimase fino al 1457 dove tenne prediche a San Severino, Matelica, Fermo, Sant'Elpidio, Ascoli, Fano, Fabriano, Ancona.
Dal maggio del 1457 di nuovo in Dalmazia, Bosnia, Ungheria, Boemia e forse anche in Polonia, fino alla fine del 1458. Tornato in Italia vi rimase fino alla morte. Visitò Ascoli e la sua Monteprandone, dove dimorò sempre più a lungo e per l'ultima volta nel 1472.

Grazie al suo intervento in veste di pacificatore, le città di Fermo e Ascoli, eterne nemiche, stipularono una storica pace nel 1446 e poi nel 1463. A suggello di ciò nello stemma delle due città è rappresentato lo stemma dell'altra ex nemica. 
Abile predicatore, il suo ordine lo impiegò nel contrasto dell'eresia ‘bogomil’ in Bosnia e delle dottrine degli ussiti in Austria e Boemia; fondò alcuni conventi nell'Europa centrale. Fu il primo a promuovere l'istituzione del Monti di Pietà per combattere la piaga dell'usura. Prese parte al Concilio di Firenze per la riunione della Chiesa latina a quelle orientali. 
Pur immerso in tante fatiche si prodigò a costruire basiliche, conventi, biblioteche, pozzi e cisterne pubbliche; diede Statuti Civili - lui frate - ad undici città mentre attendeva a fondare nuove confraternite - figurando come un precursore dell'associazionismo cattolico - trova anche il tempo per scrivere 18 libri, mostrandosi così di ingegno universale.

Muore a Napoli il 28 novembre 1476. 
Il suo corpo venne sepolto nella chiesa di Santa Maria la Nova a Napoli. Nel 2004 il corpo è stato traslato nella Chiesa del Convento di Santa Maria delle Grazie, da lui fondato nel 1449, a Monteprandone, attualmente sede del Museo del Santuario di San Giacomo della Marca.

Giacomo della Marca è stato beatificato il 12 agosto 1624 da Papa Urbano VIII (Maffeo Barberini, 1623-1644) e canonizzato il 10 dicembre 1726 da Papa Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini, 1724-1730).

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GLI AUGURI DEL GIORNO OGGI SI FESTEGGIA SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA AUGURI A CHI FESTEGGIA QUESTO NOME

25 Novembre 2017, 09:47am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

GLI AUGURI DEL GIORNO OGGI SI FESTEGGIA SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA AUGURI A CHI FESTEGGIA QUESTO NOME

DI MICHELE PAPPACODA Tantissimi auguri a chi festeggia oggi questo Santo...

Di Caterina d'Alessandria, oltre all'incerta data di nascita (287?) e al fatto che fu sottoposta a martirio ad Alessandria d'Egitto nel 305, si sa poco della sua vita ed è difficile distinguere la realtà storica dalle leggende popolari.

 

C

aterina, secondo la tradizione, è una bella diciottenne egiziana, figlia di nobili, che, in occasione dell'insediamento ad Alessandria, avvenuto nel 305, del governatore Massimino Daia (che si proclamerà «Augusto», cioè imperatore, nel 307, morendo suicida nel 313), si presentò al palazzo nel bel mezzo dei festeggiamenti, nel corso dei quali si celebravano feste pagane con sacrifici di animali. Caterina rifiutò i sacrifici e chiese al governatore di riconoscere Gesù Cristo come redentore dell'umanità.

 

Di fronte alla richiesta della ragazza, il governatore convocò un gruppo di retori affinché la convincessero ad onorare gli dei. Tuttavia, per l'eloquenza di Caterina, non solo non la convertirono, ma essi stessi furono prontamente convertiti al Cristianesimo.

 

Il governatore ordinò la condanna a morte di tutti i retori e, dopo l'ennesimo rifiuto di Caterina, la condannò a morire, anch'essa, su una ruota dentata, ma lo strumento di tortura e condanna si ruppe e Massimino fu obbligato a far decapitare la santa.

Gli angeli portano miracolosamente il suo corpo da Alessandria fino al Sinai, dove ancora oggi l'altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama Gebel Katherin: questo avviene il 24-25 novembre 305.

 

Alcuni studiosi ritengono che il racconto leggendario indichi, trasfigurandola, un'effettiva traslazione del corpo sul monte, avvenuta però in epoca successiva. Dal Gebel Katherin, infine, e in data sconosciuta, le spoglie furono portate nel monastero, a lei dedicato, fondato dall'imperatore Giustiniano.

 

Alle leggende, così poco attendibili, si contrappone la realtà di un culto diffuso anche fuori dall'Egitto. S. Caterina si trova, infatti, raffigurata nella basilica romana di S. Lorenzo, in una pittura dell'VIII secolo col nome scritto verticalmente: Ca/te/ri/na; a Napoli (sec. X-XI) nelle catacombe di S. Gennaro, e più tardi in molte parti d'Italia, così come in Francia e nell'Europa centro-settentrionale.

 

Le scarse notizie sulla sua vita hanno sempre fatto dubitare della reale esistenza di una santa Caterina d'Alessandria d'Egitto. La stessa Chiesa cattolica ha spesso espresso i suoi dubbi, culminati nell'esclusione dal martirologio tra il 1962 e il 2002, nonostante il permesso del Vaticano di festeggiarla ugualmente.

 

Molti sono i comuni d'Italia di cui Caterina è patrona, fra i quali: Brissogne, Castellino di Moncalvo, Comunanza, Deruta, Dorgali, Ferrara di Monte Baldo, Guastalla, Locri, Mores, Paceco, San Giovanni Ilarione, San Pietro Clarenza (comune di Catania), Santa Caterina dello Ionio, Santa Caterina di Lusiana, Santa Caterina Villarmosa, Scandiano etc.; è festeggiata anche a Novi Ligure e a Rivoli (fiera di Santa Caterina il lunedì più vicino al 25 novembre).

 

In Francia è patrona degli studenti di teologia e protettrice delle apprendiste sarte. Da Caterina di Alessandria deriva il termine francese catherinette (caterinetta) che in origine indicava una giovane donna da marito.

 

Nell'iconografia S. Caterina d'Alessandria viene rappresentata con la corona in testa e vestita di abiti regali per sottolineare la sua origine principesca. La palma che tiene in mano indica il martirio. Il libro ricorda la sua sapienza e la sua funzione di protettrice degli studi e di alcune categorie sociali dedite all'insegnamento (insegnanti e Ordini religiosi come i Domenicani e gli Agostiniani). Infine viene rappresentata con una ruota spezzata, lo strumento del martirio, ma anche l'elemento che lega la Santa a numerose categorie di arti e mestieri che hanno a che fare con la ruota. Forse è questo l'elemento che unisce S. Caterina ai ceramisti, di cui è protettrice.

 

Significato del nome Caterina : «donna pura» (greco).

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GLI AUGURI DEL GIORNO SUL GIORNALE VETTICA DI AMALFI ONLINE VELASCA VIMERCATE NEWS LA NUOVA CATEGORIA

23 Novembre 2017, 20:15pm

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GLI AUGURI DEL GIORNO SUL GIORNALE VETTICA DI AMALFI ONLINE VELASCA VIMERCATE NEWS LA NUOVA CATEGORIA

da direttore Michele Pappacoda Da oggi il giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News si arrichische di una nuova categoria Gli Auguri del Giorno ove saranno pubblicati gli auguri ho gli articoli di auguri  di qualsiasi festa ci invierete. Vi aspettiamo in tanti.....

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