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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE 5G: Svezia mette al bando Huawei e Zte in asta frequenze I loro prodotti non potranno essere usati nelle nuove reti

24 Ottobre 2020, 13:48pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

inserito da Miki Pappacoda La Svezia mette al bando le cinesi Huawei e Zte nello sviluppo delle reti 5G. Lo rende noto stamani un comunicato dell'Autorità svedese per le poste e telecomunicazioni. Le condizioni imposte alle aziende che parteciperanno all'asta per le frequenze 5G, al via il 10 novembre, prevedono che "nuove installazioni e implementazioni di funzioni centrali... non devono essere realizzate con prodotti dei fornitori Huawei e Zte". In caso di utilizzo di infrastrutture esistenti, "i prodotti Huawei e Zte devono essere eliminati al più tardi il 1 gennaio 2025". A ricevere l'approvazione per partecipare all'asta sono gli operatori Hi3G Access, Net4Mobility, Telia Sverige e Teracom. L'esame delle domande - evidenzia l'Autorità - è stato condotto "in consultazione con le forze armate svedesi e il servizio di sicurezza svedese, per garantire che l'uso di apparecchiature radio in queste bande non rechi danni alla sicurezza della Svezia". Ansa

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE AUGURI DI BUON COMPLEANNO AL NOSTRO AMICO RAFFAELE ANASTASIO

23 Ottobre 2020, 07:54am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE AUGURI DI BUON COMPLEANNO AL NOSTRO AMICO RAFFAELE ANASTASIO

di Michele Pappacoda Augurissimi felicissimi di buon compleanno all'amico Raffaele sempre attento alle problematiche che incombono quotidianamente sulla frazione Vettica di Amalfi paese totalmente abbandonato dal Comune di Amalfi.

BUON COMPLEANNO DA TUTTA LA REDAZIONE

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE INVERNO 2020/2021 CALDO e SENZA NEVE! Ecco perché il VORTICE POLARE sarà DECISIVO

22 Ottobre 2020, 19:06pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INVERNO 2020/2021: senza freddo e neve in Italia. Il Vortice Polare sarà decisivo

inserito da Michele Pappacoda INVERNO 2020/2021: senza freddo e neve in Italia. Il Vortice Polare sarà decisivoAnche l'inverno 2020/2021 rischia di essere "caldo" (rispetto alle medie di riferimento) e pure caratterizzato da scarsità di precipitazioni nevose, soprattutto in pianura, un po' come accaduto negli ultimi anni. Qualcosa a livello climatico sembrerebbe essersi rotto, spesso ci troviamo a fare i conti con valori anomali ed eventi meteo estremi.
Ma in questo specifico caso c'è un ultimo fattore che sarà decisivo: il famigerato vortice polare, che potrebbe avere influenza anche per l'Italia.

Analizzando gli inverni del passato ci si è resi conto che il vortice polare è in grado di condizionare pesantemente l'andamento del trimestre freddo. Esso si configura come una vasta zona di bassa pressione che staziona in maniera quasi permanente (da settembre a maggio) sopra il Polo Nord e al cui interno è racchiusa tutta l'aria fredda che si produce continuamente sulla calotta artica e che trova il suo sfogo attraverso i centri depressionari diretti verso Sud, quindi fin sul Mediterraneo (e, naturalmente, anche sull'Italia), provocando maltempo e un drastico calo delle temperature.
Ebbene, il comportamento del vortice polare (che per comodità chiameremo "VP") NON è sempre identico e le sorti della stagione fredda sono per buona parte dipendenti dai suoi movimenti.

Ecco le possibili conseguenze:
- se è il VP è forte e compatto il grande freddo rimarrà verosimilmente confinato al Polo Nord, ragion per cui sull'Italia ci sarà da attendersi un tempo stabile con alte pressioni invadenti e con temperature più miti.
- se invece, come accade talvolta, il VP si spezza in due o più parti, muovendo il suo carico di aria molto fredda e instabile verso Sud, allora le probabilità che ondate di gelo e neve raggiungano anche il nostro Paese crescono sensibilmente.

Ma da cosa dipende questa seconda e più interessante eventualità? La causa della spaccatura del VP va ricercata nell'afflusso di aria decisamente più calda in alta atmosfera, in termine tecnico stratwarming.

EFFETTI in ITALIA - Al momento le previsioni sul lunghissimo periodo propendono per un VP molto forte e arroccato alle alte latitudini polari. Questa ipotesi trova peraltro conferma anche nelle proiezioni stagionali del Centro Europeo. A tal proposito, la mappa che vi proponiamo qui sotto, si riferisce all'ultimo aggiornamento emesso: da essa emerge abbastanza chiaramente come i valori termici dovrebbero mantenersi oltre la media addirittura di 2°C sulla Russia e su parte della Penisola Scandinava, ovvero proprio in quei serbatoi di freddo da cui nascono gli impulsi gelidi in grado di portare le ondate di gelo e neve alle latitudini più meridionali del continente europeo, fin sul nostro Paese.
Sempre analizzando la proiezione, possiamo notare un'anomalia positiva di temperature su buona parte dell'Italia con valori di circa +1°C rispetto alle medie climatiche di riferimento. Non sembra molto, ma si tratta di una discrepanza notevole, capace di fare la differenza soprattutto in tema di precipitazioni nevose.
Insomma si profila, almeno per ora, una stagione tutt'altro che da brividi.

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE Carlo Acutis, mamma: piovono Grazie dal Cielo per la Beatificazione

10 Ottobre 2020, 13:59pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Carlo Acutis: sabato 10 ottobre la Beatificazione, la mia dice:"Piovono Grazie dal Cielo"
Photo web source
Sono previsti oltre più di 3.000 pellegrini ad Assisi per la cerimonia solenne di Beatificazione di Carlo Acutis. 
La celebrazione sarà presieduta dal card. Vallini, delegato pontificio per le Basiliche di S. Francesco e di S. Maria degli Angeli.
 
“Speriamo che questo 10 ottobre sia un momento di grazia, quando ci sono le beatificazioni il Signore concede tante grazie, quindi bisogna pregare. il Santo è una persona che Gesù ha gradito nella sua vita e attraverso queste figure concede tante grazie” – sono le parole della mamma di Carlo Acutis,  Antonia. E ci ricordano che la beatificazione è un’occasione straordinaria di Bene per la Chiesa e per tutti i suoi figli. E il Signore ama elargire innumerevoli grazie a coloro che lo invocano con cuore sincero.
La Santa Messa di Beatificazione di Carlo Acutis
Sabato 10 ottobre alle ore 16.30 la Santa Messa di Beatificazione di Carlo Acutis presso la Basilica superiore di San Francesco d’Assisi, la cui diretta verrà trasmessa su TV2000 (canale 28 digitale terrestre e 157 Sky). Ed inoltre su YouTube sul canale Maria Vision Italia. La celebrazione eucaristica sarà presieduta dal legato pontificio per le basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli il cardinale Agostino Vallini.
Carlo Acutis - Mamma
Il miracolo che ha determinato il riconoscimento di Beato
La mamma di Carlo Acutis ha raccontato:“Per essere beatificato ha fatto un miracolo riconosciuto da una commissione di 20 medici fra cui anche persone atee. E’ stato scelto il miracolo di un bimbo che era nato con un pancreas deformato che non poteva mangiare. C’erano poche speranze. Quindi hanno fatto una novena per affidarsi all’intercessione di Carlo, e hanno appoggiato sul bimbo un pezzo del pigiama di Carlo sporco di sangue, e pochi giorni dopo il pancreas si era completamente riformato.
 
E’ un miracolo di seconda classe che sono i più alti: la trasformazione istantanea di un organo che dal punto di vista scientifico è inspiegabile. Comunque Carlo di miracoli ne ha fatti tanti – ha inoltre aggiunto la mamma. Ma ciò che conta sono le guarigioni spirituali che Carlo sta operando, soprattutto con i giovani che si mettono a pregare e mettono Cristo al centro della propria vita”.
 
Per la cerimonia solenne di Beatificazione di Carlo Acutis, sono state allestite cinque piazze con maxi schermi per consentire a tutti fedeli accorsi ad Assisi di poter seguire la Santa Messa in sicurezza, nel rispetto di tutte le misure anti Covid 19. Sono quasi cento i giornalisti accreditati, ci sono televisioni da tutto il mondo, di cui una libanese, che seguiranno la diretta della Beatificazione di Carlo Acutis trasmessa da TV2000 e Maria Vision.
Assisi è pronta per la Beatificazione di Carlo Acutis
Photo web source
Una grande mobilitazione per rendere un servizio prezioso a tutti coloro che desiderano esserci. Sia in presenza che collegati da casa, e partecipare alla Grazia di questo momento straordinario di comunione tra Cielo e terra.
 
Simona Amabene

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE URAGANO DELTA, E UN MOSTRO DI CATEGORIA 4. ECCO LA TRAIETTORIA E QUALI STATI MINACCERà TRA POCO

8 Ottobre 2020, 10:46am

Pubblicato da Miki Pappacoda

L'Uragano 'DELTA' un mostro di categoria 4 Inserito da Michele Pappacoda L'Uragano 'DELTA' un mostro di categoria 4

Il temibile URAGANO"DELTA", ormai uno dei tanti, sta seminando nuovamente tanta paura negli Stati Uniti in quanto si è intensificato con una velocità davvero incredibile e si presenta ora come un mostro di categoria 4. Attualmente si trova a circa 400 chilometri ad ovest della Giamaica, molto vicino alle Isole Cayman e all'Isola de la Juventud, e segue una direzione verso nord-ovest ma ben presto impatterà la parte settentrionale della Penisola dello Yucatan, dove l’allerta è massima.

La tempesta sta provocando piogge torrenziali, sospinta da venti mediamente sui 215 km/h, con raffiche che potrebbero sfiorare addirittura i 240/250 km/h.

LA TRAIETTORIA - Secondo le previsioni del National Hurricane Center, Delta, potrebbe provocare danni davvero ingenti soprattutto sui litorali dello Yucatan e sull'isola di Cuba, dove sono attese forti mareggiate con onde alte fino a 8 metri.

Nella giornata di giovedì 8 ottobre il vasto uragano scorrerà attraversando il Golfo del Messico e man mano perderà potenza declassandosi a categoria 3. Si avvicinerà minacciosamente alle coste meridionali degli USA e si prevede il coinvolgimento, a ridosso del weekend tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre, degli stati della Louisiana e la parte orientale del Texas.

Ribadiamo, tuttavia, che il tragitto è ancora piuttosto incerto e solo con i prossimi aggiornamenti si potranno avere dettagli più precisi sull'evoluzione.

Traiettoria di 'Delta' prevista dalla NOAATraiettoria di 'Delta' prevista dalla NOAA

Articolo del 8/10/2020 ore 6:38 di Carlo Testa Meteorologo

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE LA STORIA DI ORIETTA BERTI A CURA DI MIKI PAPPACODA

3 Ottobre 2020, 12:31pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE LA STORIA DI ORIETTA BERTI A CURA DI MIKI PAPPACODA

A CURA DI MIKI PAPPACODA Orietta Berti, pseudonimo di Orietta Galimberti (Cavriago, 1º giugno 1943), è una cantante e personaggio televisivo italiana[1][2].

Artista particolarmente amata dal grande pubblico, per più generazioni, soprannominata da Silvio Gigli la "capinera dell'Emilia" (ma più conosciuta come "l'usignolo di Cavriago"), nel corso della sua carriera ha venduto oltre 15 milioni di dischi, ottenendo quattro dischi d'oro, un disco di platino e due d'argento.

Gli inizi

Orietta comincia a cantare giovanissima, spronata dal padre, grande appassionato di musica lirica. Studia musica e canto lirico.

Nel 1961 partecipa alla sua prima manifestazione canora ufficiale, il concorso Voci Nuove Disco d'Oro a Reggio Emilia, con la canzone Il cielo in una stanza di Gino Paoli, qualificandosi per la finale che si tiene il 15 aprile al Tarantola Club: arriva sesta, dietro, tra gli altri, a Paola Neri (prima) e Iva Zanicchi (seconda), mentre dietro di lei si posiziona Gianni Morandi (nono)[3]. In questo concorso al teatro Municipale di Reggio Emilia, conosce Giorgio Calabrese, all'epoca direttore artistico della Karim, che le propone un contratto discografico: inizia quindi l'attività discografica nel 1962, incidendo i suoi primi due 45 giri che però non vengono effettivamente distribuiti.

Firma poi nel 1964 un contratto per la Polydor, incidendo Perdendoti (cover del brano Losing you di Brenda Lee) ed il suo primo album, Orietta Berti canta Suor Sorriso, un LP con le canzoni di Suor Sorriso, tra le quali si fa notare Dominique, che ottiene anche alcuni passaggi televisivi.

Il successo
 
Orietta Berti nel 1964
 
Orietta Berti e Umberto Bindi in sala d'incisione nel 1965

La cantante s'impone all'attenzione del pubblico e il successo arriva l'anno dopo con Tu sei quello, che vince Un disco per l'estate 1965 e la Mostra Internazionale di Musica Leggera; a fine anno vince il Festival delle Rose 1965 con la canzone Voglio dirti grazie. Nel 1966 partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con Io ti darò di più, scritta da Alberto Testa e Memo Remigi. Tutti questi brani confluiranno nel suo secondo album Quando la prima stella.

Nello stesso anno vince il Festival di Lugano con Ritorna con il sole, e viene pubblicato il suo secondo album. Torna a Sanremo nel 1967 con Io, tu e le rose, canzone che, pur se ricordata spesso per essere stata citata da Luigi Tenco nel suo biglietto d'addio, è un altro dei suoi grandi successi.

Registra il suo terzo album Orietta Berti a Parigi, con l'orchestra di Sauro Sili ed il contributo del famoso gruppo vocale Swingle Singers, e partecipa al Festival delle Rose 1967 con Io potrei, scritta da Federico Monti Arduini.

Con Non illuderti mai si classifica al secondo posto a Un disco per l'estate 1968; in autunno pubblica il suo quarto album Dolcemente, e partecipa a Canzonissima con Se m'innamoro di un ragazzo come te, scritta da Totò Savio. Sempre nel 1968 partecipa al Festival di Sanremo con Tu che non sorridi mai non arrivando alla finale.

Nel 1969 partecipa ancora al Festival di Sanremo con Quando l'amore diventa poesia, di Mogol e Soffici, ma il maggior successo discografico è L'altalena, terza classificata a Un disco per l'estate.

Gli anni '70
 
Orietta Berti (a destra) con Ornella Vanoni e Raffaella Carrà a Canzonissima

Il nuovo decennio si apre con una serie di successi: Fin che la barca va del 1970, forse la sua canzone più conosciuta (classificatasi terza a Un disco per l'estate 1970), Tipitipitì (dello stesso anno, finalista a Sanremo), Una bambola blu (finalista a Canzonissima) e Via dei Ciclamini del 1971 (canzone apparentemente spensierata ma che, nel testo, affronta il tema della prostituzione); tutte entrano nei primi posti della hit-parade.

Nel 1970 la Rai le riserva uno speciale in quattro puntate incentrato sulla sua carriera e sulla sua vita, intitolato La cugina Orietta e pubblica l'album Tipitipitì; altri successi del 1971 sono L'ora giusta, canzone presentata al Sanremo da Edda Ollari e Lorenza Visconti (il disco della Berti supera di gran lunga le vendite delle due interpreti sanremesi) e Ritorna amore, proposta alla Mostra Internazionale di Venezia. Nel 1971 publica anche un sesto album, Orietta.

 
Orietta Berti posa con un disco d'oro

Nel 1972 incide La vedova bianca, una delle sue canzoni più intense, che su una musica acustica affronta il tema dell'emigrazione e della solitudine a cui erano condannate le donne rimaste in patria; dello stesso anno è Per scommessa, canzone il cui testo, in epoca di femminismo, affronta il tema della donna oggetto.

Dal 1972 al 1974 ha inciso tre album di successo dedicati al repertorio folk: Più italiane di me, Cantatele con me e Così come le canto.

Nel 1974 torna al Festival di Sanremo con Occhi rossi che si classifica al terzo posto.

Nel 1975 incide il suo primo album di cover, Eppure...Ti amo, e nel 1976 un album costituito da musiche popolari della tradizione gitana e zingara, rielaborate da Mario Battaini e Vanni Moretto, con testi scritti da Luciano Beretta che descrivono la vita nomade: si tratta di Zingari..., in cui vi è anche la canzone Omar, dedicata al suo primogenito, presentata al Festival di Sanremo 1976.

Di quest'album è anche da ricordare la struggente Mamma di un angelo, canzone che racconta il dramma di una donna che non riesce a portare a termine la propria gravidanza.

Nella sua carriera, anche un salto nel cinema, accanto a mostri sacri come Ugo Tognazzi (I nuovi mostri – episodio L'Uccellino della Val Padana – regia di Ettore Scola, nel 1977) e di Paolo Villaggio (Quando c'era lui... caro lei! nel 1978).

Nel 1979 incide ben due LP, Pastelli, un album con sonorità influenzate dal dilagante fenomeno della disco music, e Barbapapà, dedicato alla serie animata giapponese omonima inciso in coppia con Claudio Lippi pubblicando anche il relativo singolo Ecco arrivare i Barbapapà, il primo di una serie di singoli dedicati ai puù piccoli.

La svolta degli anni '80

Nel 1980 incide il brano per bambini La balena, sigla di Domenica In. Sempre dedicata ai bambini è la canzone La barca non va più, presentata da Orietta al Festival di Sanremo 1981, un ironico contrappunto a Fin che la barca va scritto da Bruno Lauzi, che ottenne un certo riscontro di vendite.

Partecipa al Festival di Sanremo 1982 con la canzone America in, ma con scarso esito.

Nel 1983 Orietta incide una nuova sigla per Domenica In, intitolata Tagliatelle. Da qui fino alla fine degli anni 80, Orietta inciderà solo dischi con canzoni esclusivamente d'amore e chiude il periodo delle canzoni 'popolari'.

Nel 1984 la sua carriera artistica ha una svolta con l'album Le mie nuove canzoni, con il quale inizia a prodursi da sola. Da quel momento, comincia la collaborazione con Umberto Balsamo e Cristiano Malgioglio, che firmeranno per lei numerose canzoni. Con Umberto Balsamo nasceranno altri due 33 giri: nel 1986 Futuro e nel 1989 Io come donna.

Nel 1984 partecipa al programma su canale 5 Premiatissima con sei canzoni: Pensami di Julio Iglesias, La notte è fatta per amare di Neil Sedaka, Come prima di Tony Dallara, Io che amo solo te di Sergio Endrigo, Se stasera sono qui di Luigi Tenco e Nessuno al mondo di Peppino di Capri e si classifica al terzo posto con Io che amo solo te.

Nel 1986 ottiene un buon successo di pubblico e di critica al Festival di Sanremo con il brano Futuro, scritto da Balsamo.

Nel 1986 partecipa a una nuova edizione di Premiatissima con la canzone Senza Te e si classifica al quarto posto.

Nel 1989 Orietta presenta alle selezioni del Festival di Sanremo una canzone scritta da Mino Reitano e Umberto Balsamo dal titolo Tarantelle, scartata perché il testo viene giudicato troppo accusatorio nei confronti della classe politica.

Nello stesso anno partecipa alla trasmissione C'era una volta il festival con la canzone Io tu e le rose e si classifica al quinto posto e a Una rotonda sul mare con Tu sei quello e Non illuderti mai, ma non accede alla finale.

Gli anni '90 e 2000: le partecipazioni televisive

Nel 1990 partecipa di nuovo a C'era una volta il festival con Io ti darò di più e risulta sesta nella classifica generale, ma arriva prima tra tutte le cantanti in gara. Nello stesso anno partecipa di nuovo a Una rotonda sul mare con le canzoni: Fin che la barca va e Quando l'amore diventa poesia.

Al Festival di Sanremo tornerà nel 1992 con la canzone Rumba di Tango, presentata in coppia con il comico/autore Giorgio Faletti ed inclusa nell'album Da un'eternità. Nello stesso anno, sempre insieme a Faletti, è ospite fissa del varietà televisivo Acqua calda, su Rai Due.

Nel 1993 passa a Italia 1, dove conduce con le ragazze di Non è la RAI la trasmissione pre-serale intitolata Rock 'n' Roll.

Nel 1995 Orietta Berti festeggia trent'anni di carriera con la presenza fissa in qualità di ospite nella trasmissione televisiva Domenica in 1995/96.

Nel 1997 è tra i protagonisti di Anima mia con Fabio Fazio e Claudio Baglioni: proprio ad Anima mia duetta con Baglioni interpretando la canzone di Umberto Bindi Il nostro concerto.

Sempre nel 1997 inizia la collaborazione con Quelli che il calcio (prima su Rai Tre poi su Rai Due) che proseguirà sino alla stagione 2001; qui Orietta è nelle vesti di un'inviata molto speciale, non solo sui campi di calcio, ma anche in giro per il globo terrestre.

Nel '97 è insieme a Fabio Fazio la conduttrice di Sanremo Giovani 1997, in prima serata su Rai Uno, dove terrà a battesimo tante nuove leve della musica leggera italiana. Per la stessa rete due anni dopo è invece la padrona di casa, insieme a Teo Teocoli e Fabio Fazio, di Sanremo Notte, "dopofestival" del 49º Festival della Canzone Italiana di Sanremo.

Nel 2000 vengono pubblicati due album che racchiudono alcuni dei suoi successi più famosi, con il titolo Il meglio di... Orietta Berti.

Gli anni duemila

Nel 2001 partecipa alla trasmissione La notte vola, gara musicale tra i brani più famosi degli anni ottanta, nella quale presenta il suo successo del 1986 Futuro ed arriva in semifinale.

Tra le tournée in tutto il mondo (Stati Uniti – Australia – Canada – ecc.) e le tournée in Italia, viene richiesta da Maurizio Costanzo per partecipare in qualità di ospite fissa all'edizione 2001-2002 della trasmissione televisiva Buona Domenica su Canale 5. La collaborazione con Maurizio Costanzo, all'interno del cast fisso di Buona Domenica, prosegue di anno in anno fino alla stagione televisiva 2005/2006; qui Orietta in qualità di ospite-cantante interpreta brani di successo sia italiani che stranieri. È proprio da questa esperienza televisiva che Orietta trae ispirazione per produrre un nuovo CD, nel 2003, dal titolo Emozione d'autore (masterizzato alla Capitol Records a Hollywood).

Dall'esperienza dei 5 anni a Buona Domenica nasce anche, nel 2006, Exitos latinos, disco in lingua spagnola formato da quattordici grandi successi sudamericani che Orietta incide con l'orchestra diretta dal maestro Demo Morselli. Il disco, oltre a celebrare i 40 anni di carriera di Orietta, si ispira alle calde e suadenti atmosfere che avevano caratterizzato le produzioni discografiche del passato. Nel settembre dello stesso anno torna in Rai partecipando come concorrente alla terza edizione di Ballando con le stelle, celebre talent show condotto da Milly Carlucci.

Nel 2008, insieme al maestro Sandro Comini e alla sua orchestra, dà vita ad un nuovo lavoro discografico: Swing - Un omaggio alla mia maniera; sempre nello stesso anno viene messo in vendita un cofanetto con 5 cd ed un libretto intitolato Gli anni della Polydor - 1963/1978 che, come recita il sottotitolo, contiene "successi, inediti e rarità", ristampando quindi in digitale quasi la totalità del repertorio di maggior successo della Berti.

L'11 ottobre 2010 riceve il Premio Speciale Mia Martini alla carriera per i suoi 45 anni di attività[4]; in occasione di questi pubblica la tripla raccolta Nonostante tutto... 45 anni di musica.

Nel 2015 incide il brano "Dietro un grande amore" firmato Paolo Limiti e Giovanna Nocetti, un tango struggente che viene inciso in versione originale, in lingua spagnola e in versione bossa nova. Il brano diventa il titolo del tour dei 50 anni di carriera. In una delle tappe del tour (al Gran Teatro La Versiliana, a Pietrasanta) partecipa l'autrice della musica Giovanna Nocetti e la cantante Caterina Ferri.

Nel 2018 partecipa a Celebrity MasterChef e si classifica 2ª, dietro la cantante Anna Tatangelo.

Dall'8 al 29 giugno 2018 e dal 12 gennaio al 2 marzo 2019 è giurata e coach nelle prime due edizioni del programma Ora o mai più su Rai 1, condotto da Amadeus.

Nell'autunno del 2019 prende parte come ospite fissa a Domenica in su Rai 1, mentre a gennaio 2020 è una dei concorrenti de Il cantante mascherato.

Nel settembre 2020 pubblica l' autobiografia Tra bandiere rosse e acquasantiere .

Partecipazioni a Festival e rassegne musicali

Dal 1966 al 1992, ha partecipato undici volte al Festival di Sanremo.

Ha preso parte dieci volte a Un disco per l'estate, ottenendo sempre ottimi piazzamenti grazie anche al consenso del pubblico.

Dal '68 al '74 è stata una delle protagoniste di Canzonissima, entrando in tutte le edizioni nella finalissima e, quasi sempre, prima fra le donne. Nell'edizione 1969-1970, grazie ad un corposo apporto di cartoline voto, rimane l'unica donna in gara con Una bambola blu.

Vita privata

Sposata dal 14 marzo 1967 con Osvaldo Paterlini, di qualche anno più anziano, la coppia ha due figli: Omar (1975) e Otis (1980). Otis è sposato e ha una figlia di nome Olivia.

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE STORIA DEI SANTI COSMA E DAMIANO, I GEMELLI MEDICI CHE CURAVANO GRATIS

26 Settembre 2020, 18:34pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

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A CURA DI MICHELE PAPPACODA Noti anche come Santi Medici, erano anàrgiri (cioè prestavano servizio gratis). Secondo un’ antica tradizione subirono il martirio a Ciro in Siria durante il regno di Diocleziano e il loro culto si diffuse in tutta la Chiesa fin dal IV secolo. Si festeggiano il 26 settembre perché questa è la probabile data della dedicazione della basilica che a Roma porta il loro nome, edificata da Felice IV (525-530) Cosma e Damiano sono patroni di medici, chirurghi e farmacisti. Curavano gratis i malati e per questo furono martirizzati sotto Dioclezano. Per questo sono chiamati Santi Medici. Il loro culto è diffuso, in Italia, soprattutto al Centro Sud. A Bitonto (Bari) il Santuario a loro dedicato attira migliaia di pellegrini ogni anno. la biografia Sulla vita di Cosma e Damiano le notizie sono scarse. Si sa che erano gemelli e cristiani. Nati in Arabia, si dedicarono alla cura dei malati dopo aver studiato l'arte medica in Siria. Ma erano medici speciali. Spinti da un'ispirazione superiore infatti non si facevano pagare. Di qui il soprannome di anàrgiri (termine greco che significa «senza argento», «senza denaro»).

Ma questa attenzione ai malati era anche uno strumento efficacissimo di apostolato. Una missione che costò la vita ai due fratelli, che vennero martirizzati. Durante il regno dell'imperatore Diocleziano, forse nel 303, il governatore romano li fece decapitare. Successe a Ciro, città vicina ad Antiochia di Siria dove i martiri vengono sepolti. Un'altra narrazione attesta invece che furono uccisi a Egea di Cilicia, in Asia Minore, per ordine del governatore Lisia, e poi traslati a Ciro. Il culto Il culto di Cosma e Damiano è attestato con certezza fin dal V secolo. Già poco tempo dopo la morte: dedicazione di chiese e monasteri a Costantinopoli, in Asia Minore, in Bulgaria, in Grecia, a Gerusalemme. La loro fama è giunta rapida in Occidente, partendo da Roma, con l’ oratorio dedicato loro da papa Simmaco (498- 514) e con la basilica voluta da Felice IV (526-530). I loro due nomi, poi, sono stati pronunciati infinite volte, sotto tutti i cieli, ogni giorno a partire dal VI secolo, nel Canone della Messa, che dopo gli Apostoli ricorda dodici martiri, chiudendo l’ elenco appunto con i loro nomi: Cosma e Damiano. Il culto per i due Santi, passato dall’ Oriente all’ Europa, «si mantenne straordinariamente vivo fino a tutto il Rinascimento, dando luogo a un’ iconografia tra le più ricche dell’ Occidente, specie in Italia, Francia e Germania» (Maria Letizia Casanova). A più di mille anni dalla loro morte, si dà il nome di uno di loro a quello che poi i fiorentini chiameranno padre della patria: Cosimo de’ Medici il Vecchio. E la casata chiama a illustrare la vita dei due santi guaritori artisti come il Beato Angelico, Filippo Lippi e Sandro Botticelli. Le tre date per la ricorrenza Le fonti sulla vita dei Santi Cosma e Damiano non sono pienamente concordanti tra loro, pur avendo molti aspetti comuni, ma riportano tre diverse tradizioni: una tradizione "asiatica", originatasi a Costantinopoli, capitale dell'impero bizantino;una tradizione "romana" affermatasi soprattutto in Siria;una tradizione "araba", che però si diffuse soprattutto nell'Europa occidentale (Roma). Le tre tradizioni della loro vita furono inoltre inserite nel contesto dei libri liturgici greci, e ad ogni tradizione fu indicato il giorno festivo specifico: La tradizione "Asiatica" il 1º novembre. La tradizione "Romana" il 1º luglio. La tradizione "Arabica" il 17 ottobre. La tradizione cattolica stabilì invece la memoria liturgica il 27 settembre (probabilmente il giorno della dedicazione della basilica romana, secondo il calendario tradizionale utilizzato tuttora per la Messa Tridentina), tuttavia Paolo VI la spostò al 26 settembre, rendendone il culto facoltativo. La Chiesa ortodossa fissò per la loro commemorazione il 1º luglio, il 17 ottobre e il 1º novembre, a seconda dei vari costumi locali.

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE IERI IN PREFETTURA A SALERNO RIUNIONE QUESTIONI FRANE IN COSTIERA AMALFITANA

3 Gennaio 2020, 10:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE IERI IN PREFETTURA A SALERNO RIUNIONE QUESTIONI FRANE IN COSTIERA AMALFITANA

Andrea Cretella scrive sul suo profilo facebook riguardo alle strade chiuse:

DAL 13 DICEMBRE 2018 CHE SI SONO VERIFICATE LE FRANE CON INTERRUZIONE DELLA SS.163 , I SINDACI DELLA COSTIERA AMALFITANA, STAMATTINA SI SONO RIUNITI IN PREFETTURA, PER FARE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE...... VERGOGNA..... IN ALTRE ZONE RINOMATE COME LA COSTIERA AMALFITANA, AMMINISTRATE DA PERSONE CAPACI E CON ATTRIBUTI ..... AVREBBERO GIÀ RISOLTO IL PROBLEMA CON LA TECNOLOGIA E I MEZZI CHE OGGI SI DISPONGONO..... POVERA COSTIERA AMALFITANA IN MANO A CHE AMMINISTRATORI DA STRAPAZZO È FINITA........ DIMETTETEVI ......

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE LA STORIA DELLA SITA

2 Gennaio 2020, 09:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE LA STORIA DELLA SITA
DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE LA STORIA DELLA SITA

DI MICHELE PAPPACODA La SITA (sigla di Società Italiana Trasporti Automobilistici) fu una storica società del gruppo Fiat che per quasi cento anni caratterizzò il panorama italiano del trasporto pubblico locale. Passata al controllo delle Ferrovie dello Stato attraverso Sogin, società appartenente a tale gruppo, fu infine scissa in due realtà distinte.

La società SITA nacque a Torino, nel 1912, su iniziativa della Fiat e di altri azionisti.

Gli anni tra le due guerre videro la società radicarsi sul territorio, prima iniziando il suo servizio di trasporto in tre regioni (PiemonteToscana e Basilicata) per estendersi poi in tutta Italia. Durante gli anni del Fascismo, con la politica autarchica del regime, la Fiat indirizzò i capitali verso il trasporto su gomma e verso il turismo di massa: SITA rilevò allora alcune società di trasporto allargandosi al settore Gran Turismo.

SITA gestì negli anni direttamente anche alcuni sistemi di trasporto ad impianto fisso e autolinee urbane attraverso le seguenti controllate[1]:

Del medesimo gruppo FIAT facevano parte ulteriori aziende di trasporto pubblico[1]:

Dopo il ridimensionamento dell'attività turistica durante il secondo conflitto mondiale, quelli del dopoguerra furono per la società anni di ricostruzione e di ripresa dell'attività turistica di massa, messa in discussione negli anni sessanta con il boom della motorizzazione privata. La Fiat iniziò allora un progressivo abbandono del settore degli autotrasporti che si concluse nel 1987 con la cessione della società a Sogin s.r.l., finanziaria della famiglia pugliese Vinella, che intraprese una vasta opera di miglioramento e riammodernamento con l'acquisto di nuovo materiale.

Nell'ottobre del 1993 le Ferrovie dello Stato acquistano il 55% del pacchetto azionario della società Sogin s.r.l. allo scopo di conseguire la realizzazione di un disegno strategico per lo sviluppo integrato di un sistema ferro-gomma, ritornando a servire linee precedentemente abbandonate durante la guerra e negli anni sessanta. In tale periodo la società aveva una sede centrale a Firenze e direzioni regionali in BasilicataCampaniaPugliaToscanaVeneto ed anche Lazio.

Nel dicembre del 1999, SITA vinse la gara per l'acquisizione del 49% del capitale delle Ferrovie Nord Milano Autoservizi, società delle Ferrovie Nord Milano, partecipazione poi dismessa nel 2010.

SITA partecipò anche per il 51% al consorzio Tevere TPL (operativa dal 1º gennaio 2006), società che, per conto dell'ATAC, gestì fino al 2010 le linee esternalizzate della rete di TPL della città di Roma. Si trattava perlopiù di tratte periferiche e notturne, esercite con autobus di proprietà ATAC.[3]

Nel 2008 la gestione delle linee venne assunta dalla capogruppo Sogin[4]

Alle soglie del primo secolo di vita, la SITA concluse il suo capitolo di società unica a carattere nazionale: il 19 maggio 2011 si attuò infatti la fusione di Sogin s.r.l. in Sita s.p.a., la quale a sua volta viene scissa in due nuove società:

  • FS Trasporti su Gomma s.r.l., in seguito denominata Busitalia-Sita Nord[5] al 100% delle Ferrovie dello Stato, che gestisce le attività già Sita in Veneto e in Toscana e tutti i servizi ferroviari autosostitutivi nel territorio nazionale;
  • Sicurezza e Trasporti Autolinee - Sita Sud s.r.l. al 100% della Fin-Part s.p.a.-Vinella Group, che gestisce le attività già SITA in Campania, Basilicata e Puglia[6].

 

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Con riferimento agli ultimi anni di esercizio, la situazione era la seguente:

In tale regione erano svolti collegamenti giornalieri tra Potenza e le principali città della provincia, compresa la zona industriale di Melfi; esisteva una seconda linea che collega Matera con le vicine città ioniche. Esistevano inoltre molte tratte a lunga percorrenza su tutto il territorio nazionale, come ad esempio quella che collega Senise a Milano e Torino, con tappe intermedie in alcuni paesi della Val d'Agri e a Polla (SA).

Dal 2011 questi servizi sono effettuati da Sicurezza e Trasporti Autolinee - Sita Sud s.r.l.

In Campania SITA effettuava collegamenti giornalieri da Napoli e Salerno per la penisola sorrentina, per la Costiera Amalfitana, per i Monti Lattari, per la valle del Sele, per i monti Picentini, per il Litorale Cilentano, per il Vallo di Diano e la Provincia di Potenza, nonché tratte con capolinea ad Avellino.

Dal 2011 questi servizi sono effettuati da Sicurezza e Trasporti Autolinee - Sita Sud s.r.l.

La divisione regionale pugliese faceva parte del consorzio regionale Cotrap e, tra gli altri, curava il servizio Eurostar Link tra le stazioni RFI s.p.a. di Brindisi, Bari e Taranto.

Dal 2011 questi servizi sono effettuati da Sicurezza e Trasporti Autolinee - Sita Sud s.r.l.

In Toscana SITA gestiva il trasporto pubblico locale a livello extraurbano nelle province di FirenzeSiena e Arezzo.

Dal 2005, in seguito alla decisione della Regione Toscana di assegnare il trasporto pubblico locale a un unico gestore per ciascuno dei quattordici lotti istituiti, SITA partecipò ai seguenti consorzi:

Dal 2011 questi servizi sono erogati da Busitalia-Sita Nord.

In seguito al fallimento della società Auto Trasporti Padova s.p.a. e alla messa in liquidazione della Polesine Bus (a sua volta formata dalla fusione delle aziende pubbliche A.M.T.U.R. e A.P.E. di Rovigo e dalla seguente pubblicizzazione delle ditte private S.A.B. di Badia Polesine, Autoservizi Angelo Ferlin snc di Castelguglielmo, e Ferrari di Fiesso Umbertiano), SITA subentrò nella gestione dei servizi extraurbani rispettivamente delle province di Padova e Rovigo (in quest'ultima gestiva anche il servizio urbano del capoluogo) e in parte della provincia di Venezia.

Tra la gestione ATP e quella Sita il servizio di trasporto extraurbano nella provincia di Padova è stato gestito dalla Co-Atp, cooperativa costituita dal personale della fallita ATP dopo il fallimento della stessa (1993). Una situazione analoga si verificò nella provincia di Rovigo, dove la SITA subentrò il 1º gennaio 1995 alle gestione della Cooperativa Trasporti Rovigo (C.T.R, azienda formata dal personale ex Polesine Bus, che ha operato dal giugno 1993 al 31 dicembre 1994).

Nella provincia di Rovigo la SITA gestiva sia il servizio extraurbano che quello urbano con dieci linee in funzione, nonché il servizio trasporto disabili.

Il personale viaggiante di Rovigo partecipava anche al funzionamento delle autolinee a lunga percorrenza Mestre-Padova-Rovigo-Ferrara-Bologna-Poggibonsi-Siena-Perugia-Messina-Giardini Naxos-Catania-Lentini-Comiso-Ragusa-Modica (gestita in collaborazione con SENA, SAIS e Baltour) e Padova-Abano Terme-Monaco di Baviera (servizio prevalentemente svolto dai colleghi della divisione turismo di Padova).

La SITA gestiva inoltre l'autolinea Padova-Vicenza in collaborazione con Ferrovie e Tramvie Vicentine e l'autolinea Padova-Treviso assieme alla società La Marca.

Dal 2011 questi servizi sono erogati da Busitalia-Sita Nord.

 

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DILLO A VETTICA DI AMALFI ONLINE RIAPERTURA DEL PARCHEGGIO DEL PORTO DI AMALFI ( BERMA ESTERNA ) CON IL RIPOSIZIONAMENTO DELLE NUOVE STRUTTURE TECNOLOGICHE

28 Dicembre 2019, 11:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda direttore

Risultati immagini per PORTO DI AMALFI

UN LETTORE CI SCRIVE HO LETTO SU AMALFI NOTIZIE.IT L’ ANNUNCIO IN MODO TRIONFALE DELLA RIAPERTURA DEL PARCHEGGIO DEL PORTO DI AMALFI ( BERNA ESTERNA ) CON IL RIPOSIZIONAMENTO DELLE NUOVE STRUTTURE TECNOLOGICHE ALLO STESSO PUNTO, IN MODO TALE CHE ALLA PROSSIMA MAREGGIATA SARANNO NUOVAMENTE MESSE FUORI USO, ALTRI 70 o 80 MILA €URO, ALLA FACCIA DEI CONTRIBUENTI! UN MODO DI PENSARE, AMMINISTRARE A DIR POCO DA POLLI ! AUGURISSIMI PER IL 2020 !

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