COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI LAVORI TUBAZIONE ISTITUTO MARINI GIOIA
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di Miki Pappacoda Amalfi il nostro amico Gianluca Laudano consigliere dell'opposizione espone sul suo profilo facebook quan to segue:
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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di Miki Pappacoda Amalfi il nostro amico Gianluca Laudano consigliere dell'opposizione espone sul suo profilo facebook quan to segue:

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono trascorsi alcuni giorni dal 2 febbraio, giorno in cui è avvenuta la frana di Amalfi che ha interessato il costone roccioso a valle del borgo di “San Biagio”, la S.S.163 Amalfitana e il sottostante parcheggio del ristorante “La Marinella” sul lungomare “Dei Cavalieri” (nella foto). La tragedia è stata sfiorata, né morti e né feriti ma solo danni. Puntuali polemiche e discussioni nelle piazze e sui social, tutti si improvvisano esperti sul dissesto idrogeologico, sulle frane e sugli smottamenti. Per fare chiarezza abbiamo invitato ai microfoni di Tutto Sanità Giovanni Rea, lui geologo lo è veramente ed esercita la professione da oltre 60 anni. In passato, il dottor Rea, senza l’ausilio dei droni, dei satelliti, ma camminando direttamente sul territorio, con la sola “piccozza” in mano, è riuscito a dare delle risposte alle realtà che rilevava.
Perché avvengono frane come quella di Amalfi?
La causa principale per cui avvengono queste frane è dovuta allo stato di fratturazione e alterazione delle rocce che formano i monti della penisola, strati carbonatici, mesozoici che risultano più antichi verso Salerno (risalenti a 200 e 150 milioni di anni fa) e più recenti verso la Punta Campanella (tra 100 e 66 milioni di anni fa). Il tempo e le deformazioni tettoniche (movimenti della crosta terrestre) che hanno subito le rocce ne hanno aumentato lo stato fessurativo, come è evidente dal materiale franato ad Amalfi, formato da molti frammenti a spigoli vivi che testimoniano l’intensa fratturazione del versante. Possiamo dire, quindi, che una delle condizioni predisponenti delle frane è l’età, più le rocce sono vecchie più sono fratturate e più sono predisposte a franare, specie se innescate dall’acqua. Nel caso della frana di Amalfi, infatti, nei giorni precedenti sono precipitate ingenti quantità di acqua nella zona a monte della parte rocciosa, che sono percolate, attraverso le fratture delle rocce sviluppando pressioni idrauliche che hanno spinto le rocce a staccarsi.
Perché l’intervento di bonifica, preesistente nel tratto di costone franato non è stato efficace?
Giovanni Rea
Lo sono stato sempre contrario a interventi realizzati con funi e reti metalliche chiodate alla parete rocciosa, molto diffusi in costiera, che consentono di trattenere solo massi di piccole medie dimensioni, ma non sono sufficienti a fermare crolli estesi, come quello di Amalfi, inoltre, la realizzazione dei fori di ancoraggio delle reti, a volte costituiscono un ulteriore elemento di disturbo alle rocce già fratturate e costituiscono una corsia preferenziale per l’infiltrazione delle acque. Con il tempo, inoltre, le malte cementizie che fissano i chiodi alla roccia possono perdere la presa facendo distaccare la rete.
Quale tipologia di intervento consiglierebbe per la bonifica di questi versanti?
Ho sempre guardato con ammirazione i sistemi di contenimento che realizzavano le antiche popolazioni che abitavano le aree della penisola sorrentina, gli antichi Romani, i Borbone e i successivi abitanti, per arginare i continui movimenti franosi che si susseguivano lungo la costa utilizzavano sistemi di contenimento con macerine a secco, archi di contenimento in pietra, barbacani e piccole opere di puntellatura localizzate. Queste antiche opere sono largamente diffuse in tutta la zona e sono risultate efficaci per molto tempo.
Perché oggi non si fanno più queste opere e sono state sostituite da reti e chiodi, forse ci sono problemi di ordine paesaggistico?
I piani urbanistici e territoriali possono recepire questo tipo di opere più belle, di maggiore durata ed efficacia. Oggi, tuttavia, vengono preferite le opere in cemento armato e reti metalliche perché sono più facili e rapide da progettare e realizzare, inoltre le maestranze e i materiali per la realizzazione delle opere tradizionali sono di più difficile reperimento.
Poteva essere prevista la frana di Amalfi?
Tutta la zona franata è classificata ad elevato pericolo Frana dall’Autorità di Bacino competente. In passato, la parete franata aveva già rilasciato dei massi, infatti, erano stati effettuati gli interventi di bonifica che, purtroppo, non sono stati efficaci. Lungo tutta la S.S. 163 Amalfitana si vedono molti interventi con reti metalliche di protezione che spesso evidenziano rotture e deformazioni, dovute alla presenza di accumuli di massi alla base. Segno della mancanza di manutenzione delle opere.
Le popolazioni della costiera possono convivere con questa spada di Damocle che gli pende sulla testa?
Quando hai una frana che può caderti in testa o ti levi da sotto, o rimuovi la frana. L’unica possibile soluzione intermedia e quella di puntellarla con opere efficaci e che periodicamente devono essere mantenute e adeguate per mitigarne il rischio.
È possibile ad Amalfi spostare la popolazione dalle aree in frana?
Si, sarebbe possibile sfruttando la legge delle aree sottoposte a consolidamento che permettono la delocalizzazione delle zone urbanizzate ubicate in aree a rischio molto elevato da frana.
Potrebbe essere un’idea, anche per dare una spinta all’economia turistica della zona, investire nel risanamento idrogeologico della costiera?
Sicuramente, anche gli studi sui cambiamenti climatici che stanno interessando tutto il pianeta prevedono un incremento dei fenomeni franosi. Per anni il territorio è stato trascurato e abusato, pertanto oggi è indispensabile intervenire con un’azione di risanamento ambientale e quindi anche idrogeologico di tutta l’area, al fine di preservare alle future generazioni il territorio. Per l’area in frana di Amalfi inizierei la bonifica del versante partendo da valle, con il ripristino dell’arco di contenimento in muratura che sostiene la strada e proseguirei verso l’alto con ulteriori opere di consolidamento statico come barbacani, muri, archi ecc, e non con chiodi e reti.
Dopo ogni evento franoso viene richiesto a gran voce l’aiuto del geologo, quale esperto del territorio, ma immediatamente dopo l’emergenza scompare dalle cronache, perché?
La figura del geologo, ancora oggi non è sempre utilizzata nel migliore dei modi, spesso viene interpellata solo perché prevista dalla legge e per avvallare le scelte progettuali decise a priori da altri tecnici. Il geologo, andrebbe affiancato al progettista sin dalle prime fasi della stesura del progetto, per poter “cucire” il lavoro redatto su carta al territorio, così bisognerebbe fare per parlare di qualità, è il progetto che deve adeguarsi al territorio e non viceversa. La figura del geologo non va interpellata solo nei momenti di emergenza ma sempre per meglio salvaguardare e tutelare l’ambiente, come si suol dire meglio prevenire che curare…
Consiglierebbe, oggi, a un giovane l’iscrizione alla facoltà di geologia?
Dopo il terremoto del 1980 c’è stato un boom di iscrizioni a geologia, ma le aspettative degli studenti non hanno trovato riscontro sul mercato di lavoro. L’università, purtroppo, ha formato laureati con una preparazione prevalentemente naturalistica, trascurando le attuali esigenze professionali che affiancano le conoscenza naturalistiche alle competenze tecniche. A un giovane, oggi, consiglierei di iscriversi alla facoltà di geologia perché vanno preservate le conoscenze geologiche del territorio, ampliando le competenze nei settori della geotecnica, della geofisica e dell’idraulica ecc.
Il geologo Rea prima di congedare Tutto Sanità ricorda che l’ambiente che ci circonda ha bisogno della geologia, ci sono territori ad alto rischio dove frane, smottamenti, terremoti possono mettere a dura prova l’intera esistenza e l’economia. È opportuno investire sulla salvaguardia del territorio ed è indispensabile educare le nuove generazioni ad avere cura dell’ambiente circostante, monitorare, vigilare, investire sono termini che devono essere interiorizzati fin da bambini. Un ruolo importante ha la scuola, la famiglia e le Istituzioni nazionali e locali, se ognuno di noi facesse la sua parte potremmo sicuramente vivere in un ambiente più sicuro e perché no anche più confortevole. La mia speranza sono i giovani, investiamo sul loro futuro, è questo il monito del dottore Giovanni Rea. Il futuro sarà quello che oggi noi tuteliamo e costruiamo, abbiamo, quindi, una grossa responsabilità nei confronti dei posteri.
MIRIAM PERFETTO TUTTO SANITà
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INSERITO DA MORENA MOTTA Gli alunni delle scuole di Amalfi sono pronti a tornare in classe dopo la sospensione delle lezioni causata dalla frana dello scorso 2 febbraio.
A seguito di interlocuzioni con le Dirigenze delle Istituzioni scolastiche presenti sul territorio ed all’esito di un’articolata valutazione (riportata nell’Ordinanza sindacale scaricabile in fondo all’articolo) è stato deciso quanto segue:
I prossimi giorni saranno necessari per riorganizzare il servizio di controllo anti-assembramenti e procedere all’attivazione del volontariato di Protezione Civile presso la Regione Campania, al fine di presidiare l’area del capolinea d’emergenza TPL in località Cieco ad Amalfi, nonché per organizzare un presidio per gli alunni usufruenti del servizio comunale scuolabus relativamente al transito/trasbordo attraverso le scalinate pedonali dei Naucleri e quella interna al Parco “La Pineta”.
La sospensione della didattica in presenza per la scuola primaria dell’I.C. “G. Sasso” è prevista sino a sabato 20 febbraio, data entro la quale si intende acquisire gli atti di assenso da parte degli esercenti la facoltà genitoriale degli alunni frequentanti le classi della scuola primaria dell’I.C. “Gerardo Sasso” del plesso di Piazza Spirito Santo (Amalfi centro), relativamente al transito/trasbordo attraverso le scalinate pedonali dei Naucleri e quella interna al Parco “La Pineta”. Di tanto è stata incaricata la società “Amalfi Mobilità”, a cui è richiesto di contrarre conseguentemente idonea polizza assicurativa per eventuali rischi collegati. AMALFINOTIZIE
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INSERITO DA MORENA MOTTA Come tutte le mattine riportiamo un report riguardo i casi di Covid-19 registrati in Costiera Amalfitana durante questa “seconda ondata” del virus.
Nella giornata di ieri si sono registrati 17 nuovi positivi: 9 ad Amalfi, 3 ad Agerola, 2 a Conca dei Marini, 1 Positano, 2 a Vietri sul Mare.
Fortunatamente si contano anche 13 guariti: 6 ad Agerola, 3 ad Amalfi, 2 a Maiori, 2 a Minori.
In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 1.600 casi di cui 151 attualmente positivi, 1.434 guariti e 15 decessi. Di seguito il riepilogo comune per comune.
| CASI TOTALI | GUARITI | ATTUALMENTE POSITIVI | ||
| AGEROLA | 309 | 291 (3 decessi) | 15 | |
| AMALFI | 152 | 130 (2 decesso) | 20 | |
| ATRANI | 13 | 9 | 4 | |
| CETARA | 112 | 110(1 decesso) | 1 | |
| CONCA | 17 | 13 | 4 | |
| FURORE | 35 | 35 | 0 | |
| MAIORI | 210 | 190 (2 decessi) | 18 | |
| MINORI | 69 | 62 | 7 | |
| POSITANO | 100 | 96 | 4 | |
| PRAIANO | 70 | 69 | 1 | |
| RAVELLO | 135 | 115 (2 decessi) | 18 | |
| SCALA | 75 | 51 (1 decesso) | 23 | |
| TRAMONTI | 116 | 94 (3 decessi) | 19 | |
| VIETRI SUL MARE | 187 | 169 (1 decesso) | 17 | |
| TOT | TOT | TOT | ||
| 1.600 | 1.434 | 151 | ||
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INSERITO DA MORENA MOTTA Sono 7 i nuovi casi di positività al Covid-19 registrati nel comune di Tramonti con il totale delle persone attualmente positive che sale a 24.
A darne notizia, come di consueto, il comunicato pubblicato nella serata di ieri sulla pagina istituzionale del comune della Costiera Amalfitana.
“Buongiorno. Registriamo 7 nuovi casi di positività, di cui due sintomatici. Tutti sono legati a casi precedenti ed erano già in quarantena da diversi giorni. Contestualmente, registriamo 2 guariti. Il totale dei positivi sul territorio, dunque, sale a 24. Ribadiamo anche questa volta che non è il momento di non abbassare la guardia. Ormai le regole da rispettare le avete bene in mente: distanziamento sociale, mascherina e lavaggio frequente delle mani. Puntualizziamo ancora una volta che chi è stato individuato quale contatto da sottoporre a tampone deve rimanere a casa in attesa del test e del suo esito”.
AMALFINOTIZIE
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Come ampiamente anticipato dalla Protezione Civile della Regione Campania è arrivata la neve a quote basse. Da questa mattina è in corso una fitta nevicata su Tramonti che ha interessato particolarmente la parte alta del paese.

I fiocchi hanno invaso il Valico di Chiunzi che per il momento risulta ancora transitabile anche se sono stati segnalate auto in difficoltà in particolare sulla strada provinciale 2 in direzione Tramonti. Con il passare delle ore e il probabile abbassamento delle temperature la situazione potrebbe cambiare.
La nevicata è accompagnata da forti raffiche di vento. Fortunatamente per il momento non si registrano particolari danni o disagi. Raccomandiamo massima attenzione a tutti coloro i quali dovranno attraversare il Valico di Chiunzi. Vi terremo aggiornati sull’evoluzione della situazione.


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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Amalfi. Alla vigilia della festa di San Valentino riportiamo il post del giornalista Sigismondo Nastri: «”Parlaci di san Valentino”, mi viene chiesto abitualmente ogni anno in prossimità del 14 febbraio. E non tanto del personaggio agli onori dell’altare, quanto della “festa degli innamorati”, che ricorre nello stesso giorno: istituita – sembra – da papa Gelasio I nel 496 per sostituire la festività pagana della fertilità (i lupercalia dedicati al dio Lupercus) – che si celebrava il 15 febbraio – con una che fosse ispirata al messaggio d’amore, diffuso proprio da san Valentino. Ma quale san Valentino? Credo ci si debba riferire a un personaggio non ben delineato, che poi la tradizione ha identificato con l’omonimo vescovo di Terni, la cui festa ricorre appunto il 14 febbraio. Questo Valentino patì il martirio nel terzo secolo, accusato di aver voluto santificare col rito del matrimonio l’unione tra un uomo e una donna, nonostante l’invito dell’imperatore Claudio II il Gotico a sospendere la celebrazione. In prigione, si racconta, restituì la vista a una bambina – la figlia cieca del suo carceriere – e prima di essere decapitato, il 14 febbraio del 270, le inviò un “biglietto” d’addio con la scritta: “De Valentino tuo”, incisa sulle foglie – a forma di cuore – di certe violette che crescevano accanto alla sua cella. Ma è proprio così? O bisogna prendere per buona l’antica credenza, diffusa particolarmente nel mondo anglosassone, che fissa al 14 febbraio il giorno in cui gli uccellini, superato il torpore invernale, cominciano i loro giochi amorosi? Ce lo ricorda il poeta inglese Robert Herrick: “Spesso ho sentito dire giovani e pulzelle che quello è il giorno scelto dagli uccellini per fare all’amore…”. La relazione tra la giornata di San Valentino e l’amore è già documentata in età elisabettiana. Così pure la tradizione di scambiarsi doni e bigliettini: le cosiddette “valentine”. In “Love” (Arnoldo Mondadori editore, 1973), libro straordinariamente bello, da leggere e da guardare, Dereck e Julia Parker scrivono: «Nel 1477 una certa Margery Brews sposò “il suo bene amato tesoro di San Valentino John Paston, gentiluomo”; in un testamento del 1535 un tale lascia “… in dono al mio amore di San Valentino Agnese Illyon scellini dieci”. Ma spesso il “tesoro di San Valentino” riceveva doni ben più cospicui: nel 1667 il duca di York regalò a lady Arabella Stewart un anello da 800 sterline come omaggio di San Valentino, mentre circa due secoli dopo una signora di Norwick (sempre in Inghilterra) fu imbarazzatissima perché si vide arrivare un pianoforte a coda del tutto inaspettato». Le lettere erano, una volta, il modo abituale di trasmettere dichiarazioni e messaggi amorosi. Missive piene di tenerezza o appassionate o addirittura cariche di tensione erotica. Ne riporto qui una, a mo’ d’esempio. E’ quella inviata il 29 dicembre 1795 da Napoleone I a Giuseppina, all’inizio della loro storia sentimentale: “Mi risveglio tutto pieno di te. La tua immagine e gli inebrianti piaceri goduti nell’ultima notte con te non danno requie ai miei sensi. Dolce, incomparabile Giuseppina, quanto è strano ciò che fai al mio cuore. Sei in collera con me? Sei infelice? Sei inquieta? La mia anima si spezza per il dolore e il mio amore per te mi impedisce il riposo. Ma come mai potrei riposare, arresomi al sentimento che domina il mio intimo, bevendo dalle tue labbra e dal tuo cuore una fiamma bruciante? Sì, una sola notte è bastata a farmi capire quanto poco il tuo ritratto ti renda giustizia! Tu parti a mezzogiorno: fra tre ore ti rivedrò. Fino allora un migliaio di baci, mio dolce amore! Ma non rendermene neanche uno perché mi metterebbe il fuoco nelle vene.” Risale invece al Settecento l’abitudine di scambiarsi bigliettini, radicatasi poi sul finire dell’Ottocento. Bigliettini decorati con rose, passeri, colombe, nodi d’amore, frecce scagliate da Cupido. Oggi gli innamorati chattano attraverso la rete, comunicano con e-mail, sms, wathsapp, facendo ricorso agli “emoticons” (o “smiles”): faccine che indicano sorriso, tristezza, ghigno, ecc. ecc., e ideogrammi che mandano baci, manifestano felicità, compiacimento, rabbia, approvazione, e così via. Il tempo delle lettere d’amore è finito». (da: mondosigi)
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INSERITO DA MORENA MOTTA L’ex presidente di Fondazione Ravello e cittadino onorario di Ravello Renato Brunetta tra i nuovi ministriHa preso forma ieri il nuovo governo guidato da Mario Draghi. Il nuovo Presidente del Consiglio ha voluto nella sua formazione dei ministri anche l’ex presidente di Fondazione Ravello e cittadino onorario di Ravello Renato Brunetta.
Brunetta è stato alla guida di Fondazione Ravello tra il 2011 e il 2014. Proprio nel 2011 la giunta comunale, guidata dall’allora sindaco Paolo Vuilleumier, consegnò la cittadinanza onoraria al ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione del quarto Governo Berlusconi.
A distanza di 10 anni Brunetta avrà nuovamente la possibilità di far parte del Governo che dovrà lavorare alacremente per risollevare dalla problematica situazione nella quale è piombata l’Italia a causa della pandemia.
Il legame tra il neoministro alla pubblica amministrazione e la Costiera Amalfitana è stato rinsaldato anche dalla scelta di Brunetta di sposare Tommasa Giovannoni proprio nella Città della Musica.
Di seguito tutti i nomi dei componenti del Governo con le rispettive cariche:
Luigi Di Maio (M5S) agli Esteri
Luciana Lamorgese (tecnica) all’Interno
Marta Cartabia (tecnica) alla Giustizia
Daniele Franco (tecnico) all’Economia
Lorenzo Guerini (Pd) alla Difesa
Giancarlo Giorgetti (Lega) allo Sviluppo economico
Stefano Patuanelli (M5S) all’Agricoltura
Roberto Cingolani (tecnico) alla Transizione ecologica
Dario Franceschini (Pd) alla Cultura
Roberto Speranza (Leu) alla Salute
Enrico Giovannini (tecnico) alle Infrastrutture
Andrea Orlando (Pd) al Lavoro
Patrizio Bianchi (tecnico) all’Istruzione
Cristina Messa (tecnico) all’Università
Federico D’Incà (M5S) ai Rapporti con il Parlamento
Vittorio Colao (tecnico) all’Innovazione tecnologica
Renato Brunetta (Forza Italia) Pubblica amministrazione
Maria Stella Gelmini (Forza Italia) agli Affari regionali
Mara Carfagna (Forza Italia) al Sud
Elena Bonetti (Italia Viva) alle Pari opportunità
Erika Stefani (Lega) alle Disabilità
Fabiana Dadone (M5S) alle Politiche giovanili
Massimo Garavaglia (Lega) al Turismo
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Roberto Garofoli (tecnico).
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INSERITO DA MIKI PAPPACODA Amalfi dice addio ad Antonio Cappuccio, grande uomo e lavoratore. Tanti i commenti su “Tonino” che tutti trovavano sempre disponibile , fra questi Gianluca Laudano. Spesso e volentieri ci siamo fatti compagnia a vicenda.Io ti ho stimato e penso che tu abbia stimato me.Ti saluto con le parole dell’ultima battuta:Chistu mese i contributi non te li verso. Riposa in pace caro Tonino. Altri commenti che veramente denotano una grande persona: Un altro Amalfitano d.o.c che ci lascia; un altro UOMO E LAVORATORE instancabile che ha donato tutto se stesso alla famiglia ,esempio di vita di statura irripetibile che vola in cielo lasciandoci pensosi su come si portava il passo una volta rispetto ai tempi di oggi che ci vede frastornati e desiderosi di apparire e non di ESSERE.Meditiamo insieme.IL tuo sorriso bonario che andava di pari passo con.il tuo camminare in questi ultimi tempi ,ti conduca nel regno di chi è stato esempio per la comunità dove ha vissuto. ADDIO TONINO. Nicola e Lucia. MICHELE CINQUE POSITANONEWS
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INSERITO DA MORENA MOTTA La Conferenza dei sindaci Costa d’Amalfi ha inviato una missiva al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per chiedere di poter somministrare i vaccini anti Covid-19 direttamente presso i presidi della Divina.
Il piano vaccinale over 80, in via di allestimento, richiede particolare accuratezza a ragione dell’insita fragilità dei soggetti interessati. Trattandosi di persone anziane, naturalmente deboli e molte delle quali non in perfetta salute, occorre limitarne al massimo i disagi, anche in funzione della massima partecipazione alla campagna di immunizzazione dal virus SARS Cov_2.
“Per tali motivi, in qualità di delegato alla sanità della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi e rappresentando l’unanime orientamento di tutti i colleghi Sindaci, sottopongo alle autorità in indirizzo la possibilità di organizzare uno o più punti vaccinali appunto in Costiera, onde sottrarre i vaccinandi all’esigenza di spostamenti di per sé gravosi, e tanto più nella stagione fredda. Una determinazione del genere appare allo stato attuale tanto più indispensabile alla luce dei recenti problemi di viabilità stradale che hanno coinvolto i trasferimenti verso Salerno e verso Nocera – scrive Andrea Reale – All’uopo, si ritiene che la struttura ospedaliera del presidio “Costa d’Amalfi” di Castiglione di Ravello presenterebbe tutti i requisiti strutturali necessari all’organizzazione del programma vaccinale, garantendo
gli opportuni margini di sicurezza e senza compromettere la funzionalità dei servizi erogati nel plesso”.
Considerando l’intervenuta frattura della mobilità a causa della frana intercorsa nel territorio di Amalfi, tale collocazione varrebbe a servire l’utenza dislocata nell’area sud della costa, appunto da Amalfi centro a Vietri sul Mare.
Per l’area a nord dell’interruzione, dalle frazioni nord di Amalfi fino a Positano, sussiste la disponibilità di due locali già attrezzati e immediatamente utilizzabili: il primo ubicato a Positano, costituito da tre ambulatori in prossimità della postazione 118; il secondo in Praiano, già nella disponibilità dell’ASL come sede della Guardia Medica, con due ambienti più una sala d’aspetto serviti da ascensore.
Considerato l’avvio imminente delle attività, si richiede di valutare con estrema urgenza le soluzioni prospettate, offrendo sin da subito ogni possibile collaborazione da parte della scrivente Conferenza e delle singole amministrazioni locali.
AMALFINOTIZIE