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COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI LAVORI TUBAZIONE ISTITUTO MARINI GIOIA

17 Febbraio 2021, 13:00pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI LAVORI TUBAZIONE ISTITUTO MARINI GIOIA
COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI LAVORI TUBAZIONE ISTITUTO MARINI GIOIACOSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI LAVORI TUBAZIONE ISTITUTO MARINI GIOIA
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di Miki Pappacoda Amalfi il nostro amico Gianluca Laudano consigliere dell'opposizione espone sul suo profilo facebook quan to segue: 

"Ahi serva Italia di dolore Ostello, nave senza nocchier in gran tempesta, non donna di province ma bordello!" scriveva Dante diversi secoli orsono.
Ancor oggi, nelle condizioni in cui versa l’Italia tutta, le sue rime risultano piu’ che mai vere e fatali. Tralascio quanto si potrebbe commentare a livello nazionale: sarebbe troppo lungo ed esulerebbe da quanto intendo far presente con questo scritto, anche se le cose sono parallele.
Le mie attenzioni e i miei sentimenti sono, invece, rivolti principalmente alla mia città, alla mia gente, a quel gruppo di persone cui stanno a cuore le sorti di Amalfi e che soffrono per le numerose ferite ad essa inferte dalla superficialità e, piu’ spesso, dalla noncuranza di chi dovrebbe prendersene cura.
L’attuale questione riguarda la salvaguardia e la tutela di quanti frequentano l’istituto in oggetto, gestito dalla provincia.
Nel lontano 2015, si distingueva - per la sua forte e appassionata partecipazione alle vicende e all’incolumità degli studenti del tempo - la figura del Prof. Francesco Palmieri.
Ne fece una battaglia personale nella quale impegnò tutte le sue energie, senza alcun risvolto di vanagloria personale.
All’epoca e come a tutt’oggi, nelle ore di lezioni pratiche di Educazione Fisica, gli studenti erano costretti a misurarsi con tutti i pericoli determinati da un “campetto” avallato e costellato di buche e di radici, su cui incombeva la minacciosa sagoma di un albero da eliminare quanto prima perchè in precario equilibrio .
Informato dal Prof. Palmieri e da suoi colleghi, ne feci, a mia volta, insieme al collega Francesco De Riso, una questione umana oltre che sociale ed incominciammo a collaborare con la scuola non appena fu chiarito che lo stesso albero sarebbe dovuto essere sradicato perchè ormai malato. Interpellammo tempestivamente la Provincia a continue riprese, ricevendone piu’ spesso vaghe ed inutili promesse.
Fu coinvolto l’intero corpo docente, fino a quando, dopo lungaggini e peripezie che non sto qui ad elencare, riuscimmo ad ottenere che il “campetto” fosse finalmente asfaltato. Naturalmente per mia natura seguo personalmente tutti i lavori anche se gli stessi durano settimane o più.
Alla fine dell'opera io ed il prof. Palmieri ed il Cons. De Riso provvedemmo personalmente alla pitturazione delle linee di delimitazione del "campetto".
Dulcis in fundo dopo qualche giorno seppi che nonostante tutti gli sforzi, a seguito di provvedimenti presi da un ingegnere responsabile della sicurezza delle scuole, gli studenti potevano utilizzare solo palloni in spugna e non quelli classici da basket... da inesperto ed ignorante in materia, non so sinceramente se ridere o piangere!
Successivamente, per un motivo o per un altro, ho continuato ad avere buoni rapporti coi Professori Severino e Cuomo, sicchè, dal 2017 in poi lo stesso Prof. Cuomo mi ha più volte segnalato problemi che richiedevano immediato intervento e per i quali non riusciva ad ottenere adeguata attenzione: in particolare, più di una volta l’impianto fognario andava in tilt causa le scarse pendenza delle tubature e necessitava di immediata sistemazione.
Ancora una volta da parte della Provincia si rilevava deprecabile disinteresse verso le operazioni di espurgo che avrebbero necessitato di rapidissima risoluzione.
In alcune occasioni mi recai sul posto, su invito del Prof. Cuomo e piu’ d’una volta dovetti letteralmente ”immergere le mani nella fogna” per risolvere il tutto.
A distanza di pochi anni, si rileva, purtroppo, che “il campetto” oggetto di passata sistemazione, a seguito di alcuni lavori di tubazione vede il lavoro fatto con tanto amore buttato a mare, nell'indifferenza totale di tutti, che tristezza! Si evidenzia la presenza di un tubo posizionato alla meglio su di una ringhiera, alcune tracce che con un pò di attenzione ed amore potevano seguire
un percorso alternativo e meno impattante ed infine la verticale dello stesso tubo a 40 cm da quella della ringhiera a creare un vero e proprio pericolo per i ragazzi. Tutte cose che nel 2017 avevamo curato minuziosamente.
Eppure all’epoca dovemmo anche lottare quasi quotidianamente con alcuni abitanti del quartiere che intervenivano ad ogni pié sospinto per lamentare presunte infrazioni e lesioni dei propri diritti ed altro. Mi chiedo come mai al presente nessuna segnalazione venga prodotta né , in primis, dal personale della scuola, né da “chi passa e vede”!
Ricapitolando, c'è da uscire pazzi, nella stessa Italia dove, per sicurezza, si vieta l'utilizzo di un pallone da basket e si pretende l'uso di uno di spugna, è concesso lasciare un pericolosissimo tubo in verticale, così com'è possibile lasciare delle tracce sul pavimento senza rifinire bene il tutto! Eppure non si tratta della stessa "sicurezza" ed incolumità dei nostri ragazzi di cui prima ?? Perché me ne occupo e preoccupo? Perché ne faccio una questione personale? Non per mettermi in “bellavista”, ancor meno per ipotetico riscontro personale.
Sono uno che ama la sua terra, che chiede pari o, comunque, sostanziale interesse da parte di tutti e, in particolare, di chi è preposto alla salvaguardia di persone e cose.
Individuare problemi e pericoli vorrei non fosse una mia unica prerogativa. Mi rivolgo ai miei concittadini, chiedo un supporto di attenzione e partecipazione concreta e coerente ai bisogni della città. Anche se forse pecco un pò di protagonismo, non ambisco a riconoscimenti e onori, sono però convinto del fatto che una persona innamorata del proprio territorio può dare un contributo molto più valido di 10 onorevoli ed assessori pagati coi soldi dei contribuenti. Urge, tuttavia una chiara direttiva da parte dell'ufficio Urbanistica nel periziare preventivamente tutti i lavori oggetto di scavi sul territorio comunale.
Vorrei non sentirmi solo nelle lotte che porto avanti con tantissimo sacrificio di tempo e, perché no, di fatica, col sano intento di preservare la sicurezza oltre che l’immagine di Amalfi. Veder buttate al vento intere giornate di lavoro e sacrifici mi fa molto male e spero faccia male anche a voi.
Saluti Gianluca.
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