Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
La società volsca apre i cancelli e chiama a raccolta la tifoseria bianconera per rendere onore al suo indimenticabile grandissimo tifoso venuto a mancare nella notte tra mercoledì e giovedì.
di redazione Domenica, per ricordare Donato Alviani, si comunica che l’ingresso nella Curva Nord sarà gratuito per tutti i tifosi, mentre in tribuna i prezzi rimarranno gli stessi: 10 euro intero e 5 per le donne». Lo ha comunicato questa sera il Sora Calcio. FONTE SORA 24
Gli incaricati effettueranno circa 650 controlli, come previsto da legge.
L’assessorato all’ambiente del Comune di Frosinone, con il coordinamento di Massimiliano Tagliaferri, ha attivato, anche quest’anno, il servizio di verifica e controllo degli impianti termici sul territorio comunale nell’ambito del progetto “Calore pulito”.
L’attività di verifica, che sarà condotta dall’Apef, rientra tra gli interventi di risanamento della qualità dell’aria di cui l’amministrazione è promotrice, anche attraverso le necessarie limitazioni del traffico per quanto attiene alla mobilità veicolare, tenuto conto, anche, della valida alternativa rappresentata dal servizio del trasporto pubblico locale, che può contare su una flotta di autobus a basso impatto ambientale, essendo integralmente costituita da automezzi euro 5, euro 6, a metano e a batteria. Del resto, gli interventi di rimodulazione del traffico veicolare, riguardanti sia i mezzi pubblici che quelli privati, non potrebbero rivelarsi sufficienti in assenza del corretto utilizzo delle caldaie e degli impianti termici, sia civili che industriali, ritenuti i principali responsabili delle emissioni in atmosfera delle polveri sottili: stando al recente studio dell’Ispra, la voce più “pesante” dell’inquinamento da PM 2,5 è costituita proprio dal riscaldamento.
Il servizio ambiente ha proceduto, così, all’estrazione delle zone da verificare, secondo i criteri fissati dalla normativa vigente. Il capoluogo è stato suddiviso in tre zone (centro storico, parte bassa, zone periferiche). Sono stati selezionati, quindi, i seguenti quadranti: viale America Latina e quartiere Giardino e rispettive aree limitrofe; quartiere Scalo; San Liberatore, Casilina sud e aree limitrofe.
Tra l’inizio dell’anno termico – in concomitanza con l’accensione degli impianti – e la fine dallo stesso, gli incaricati effettueranno circa 650 controlli, come previsto da legge.
La visita a domicilio sarà annunciata dalla Apef all’utente con almeno 15 giorni di anticipo, mediante avviso o raccomandata a mano, indicante la data e le modalità di esecuzione del controllo in sito. Verrà richiesta la presenza sul posto del responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto (proprietario, occupante, amministratore o terzo responsabile), o di una persona da lui delegata.
L’addetto alla verifica controllerà che gli impianti siano gestiti e manutenuti in modo conforme a quanto disposto dalla legislazione e dalle normative tecniche applicabili. Inoltre, limitatamente alle parti visibili o a quanto controllabile con gli strumenti di usuale dotazione, verificherà lo stato delle coibentazioni, dei condotti di evacuazione dei prodotti della combustione, oltre che dei dispositivi di regolazione, controllando la temperatura del generatore.
Saranno oggetto di controllo anche la presenza e l’idoneità dei sistemi di aerazione dei locali in cui è installato il generatore di calore e l’esistenza del cartello, nei casi previsti dalla legge, indicante i periodi di funzionamento dell’impianto e la zona climatica di appartenenza dello stesso. A controllo avvenuto, l’incaricato provvederà alla compilazione di un verbale (Rapporto di Prova) corredato di un documento da cui dovranno risultare i dati previsti dalla normativa, rilevati e calcolati, con l’eventuale giudizio di rispondenza.
Terribile scontro tra due tir stamane sulla Cassino-Sora, altezza Folcara, la zona dove insiste la cittadella universitaria cassinate. I mezzi pesanti hanno impattato in modo particolarmente violento e una delle due cabine è andata completamente distrutta. Due i feriti coinvolti nel sinistro, entrambi gravissimi: si tratta di un 60enne di Alba Adriatica abruzzese e di un 22enne napoletano. La strada è stata chiusa per diverso tempo in entrambe i sensi di marcia, sul posto sono giunti vari mezzi di soccorso del 118, un’eliambulanza e gli agenti della Polizia Stradale di Sora per la ricostruzione della dinamica ed i rilievi del caso.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'ondata di crimini che si sta registrando in città mi preoccupa e non poco. Nonostante il lavoro incessante delle F.D.O, che molte volte sono vittime anch’egli di gesti criminosi, questa ondata criminale non sembra volersi attenuare. Una serie di episodi che non vanno sottovalutati, e che accendono un serio e preoccupante campanello d’ allarme. Il numero esiguo di forze dell’ordine impiegate nel controllo di un territorio troppo vasto rispetto alle unità messe a disposizione delle varie caserme, di certo non aiuta, e pertanto credo sia necessario aumentare il numero degli agenti, affinché si riesca a controllare un territorio che, negli ultimi mesi, non ha fatto altro che registrare un numero di crimini sempre maggiore». È quanto dichiara Roberto Mollicone (Fratelli d’Italia).
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Un volo nel vuoto di oltre dieci metri, poi il devastante impatto a terra, sulla pavimentazione di un cortile sul quale affaccia la sua abitazione: così, stando ad una più accurata ricostruzione dell'accaduto, sarebbe morto M.C., il 33enne che alle 4 della notte appena trascorsa ha deciso di porre fine alla sua giovane esistenza nella maniera più tragica. Il ragazzo in preda a chissà quale problema interiore e intimo, forse dopo ore di travagliata insonnia, si è alzato dal letto della sua stanza e si è buttato (in un primo momento si era detto dal tetto dell'edificio ma forse è più probabile che sia successo dalla finestra della camera): un salto nel buio della notte di oltre dieci metri che non gli ha lasciato scampo. L'urto con la pavimentazione del cortile, violentissimo dopo un simile volo, gli ha provocato ferite letali che ne hanno provocato il decesso immediato. E' successo poco prima dell'alba - intorno alle 4 - in pieno centro storico ad Alatri. M.C. viveva con la madre e la sorella in un'abitazione alla quale si accede da piazza Santa Maria Maggiore, all'imbocco di via Giacomo Matteotti, e che poi ha un affaccio su un cortile interno al quale si può arrivare solo da Vicolo dell'Archetto, situato sulla via che conduce a Porta San Francesco. Ad accorgersi del tragico fatto sarebbero stati i familiari, probabilmente la sorella, che hanno immediatamente dato l'allarme chiamando il 118 e i carabinieri della locale Compagnia. Purtroppo, però, per M.C. non c'è stato nulla da fare: la morte è stata fulminea, appena il suo corpo ha impattato con la dura superficie del cortile. La salma del giovane è stata quindi trasferita presso la camera mortuaria dell'ospedale di Frosinone, a disposizione dell'autorità giudiziaria che nelle prossime ore dovrà decidere se far eseguire l'autopsia sul cadavere del 33enne oppure, non ravvisando dubbi sulla dinamica della morte, concedere subito il nulla osta per i funerali. I carabinieri, dal canto loro, dopo aver eseguito i primi rilievi di rito, stanno ora lavorando per ricostruire come siano esattamente andate le cose alle 4 di questa maledetta notte. Intanto, la madre del ragazzo, annichilita dal dolore, fino a poco fa era seduta su alcuni gradini di vicolo dell'Archetto, gli occhi a tratti fissi nel vuoto, a tratti rivolti verso il punto in cui il suo amato figlio ha trovato la morte. Occhi senza più vita e senza futuro. Lacrime e dolore inconsolabili per lei e la sorella del ragazzo. E In tanti, appena appresa la notizia, si stanno stringendo attorno ai genitori e alla sorella di M.C., conosciuto da moltissimi altri ragazzi del posto e ricordato soprattutto per le lunghe passeggiate che amava fare nel centro di Alatri, in piazza, dietro le mura, ai giardinetti, in compagnia del suo adorato cagnolino. Una tragedia inimmaginabile. La madre, nei rari momenti di lucidità, ha raccontato che il figlio stava bene, che nulla lasciava presagire l'accaduto, e che negli ultimi mesi stava studiando molto intensamente visto che a novembre si sarebbe dovuto laureare all'Università di Cassino, dove era iscritto. OGGI
Cassino - In una nota del Sappe si evidenzia la situazione ormai drammatica in cui versa la casa circondariale e rivolge un plauso al personale che ha fermato i detenuti
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Ancora una situazione allarmante presso la Casa Circondariale di Cassino. A darne notizia è il Segretario Nazionale e Regionale del Lazio SAPPe Maurizio Somma: "Tutto ha inizio la sera del 10 ottobre, intorno alle ore 17:00, quando presso il 1^ piano della Seconda Sezione, piano già noto per altri eventi critici avvenuti nei giorni scorsi, sono iniziate le prime proteste da parte della popolazione detenuta colà ristretta senza alcuna precipua motivazione. Alle ore 21:00 la protesta è degenerata con lancio di oggetti dalle stanze detentive e olio bollente! L'ordine è stato ripristinato soltanto intorno all'1:30 di notte grazie all'intervento ed alla professionalità di tutti i Poliziotti rimasti in servizio, a quelli montanti, al Preposto ed al Coordinatore." La situazione di Cassino, in questi giorni, si presenta quale sfondo di importanti eventi critici. Il SAPPe esprime la propria solidarietà a tutto il personale operante. Lavorare negli istituti penitenziari risulta essere un lavoro particolarmente delicato e, purtroppo, il personale di Polizia Penitenziaria in prima linea si trova ad essere coinvolto in eventi spesso piuttosto problematici. Un plauso particolare a tutte le Donne e gli Uomini che nella quotidianità, nonostante la carenza di organico e la molteplicità dei servizi svolti, riescono a svolgere con massimo zelo ed elevata professionalità i compiti istituzionali assegnati. Il SAPPe, ogni giorno si espone a tutela e salvaguardia dei diritti del Corpo di polizia penitenziaria perché ben conosce i sacrifici importanti che, ogni giorno, vengono compiuti da chi indossa la nostra Uniforme. FONTE CIOCIARIA OGGI
La scoperta della Tenenza della Guardia di Finanza con sede nella città volsca.
Le Fiamme Gialle della Tenenza di Sora, come riportato nel comunicato stampa emesso dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone, al termine di un’indagine di polizia giudiziaria scaturita da una segnalazione della Ragioneria Territoriale dello Stato di Latina, hanno individuato una persona che, posta in pensione per limiti di età, ha continuato a percepire lo stipendio, oltre che la pensione. In particolare, è stato rilevato che un’assistente scolastica originaria del sorano, già in servizio presso un istituto scolastico di Frosinone, in pensione dal mese di agosto del 2009 e deceduta nell’anno 2017, alla data di novembre 2018 risultava ancora destinataria dello stipendio, accreditato con rata mensile su un conto corrente postale alla medesima intestato. Inoltre, nel corso del 2018, in epoca successiva al decesso dell’ex assistente scolastica, una persona, utilizzando le generalità della defunta e documenti d’identità ad essa riconducibili, aveva chiesto e ottenuto il trasferimento del conto corrente e del relativo saldo presso un altro ufficio postale. Ad avvenuto trasferimento il saldo del conto corrente, per € 84.900, con la complicità del dirigente dell’ufficio postale veniva azzerato attraverso vari prelevamenti effettuati da due persone – già note alle forze dell’ordine per precedenti di polizia – utilizzando assegni riportanti la falsa firma di traenza della defunta. La retribuzione non spettante erogata alla ex collaboratrice scolastica nel periodo da agosto 2009 a novembre 2018, quantificata in complessivi € 162.154, dovrà essere restituita dagli eredi della stessa, ai quali è stata notificata un’ingiunzione di pagamento da parte della Ragioneria Territoriale della Stato. Al termine delle indagini, le Fiamme Gialle della Tenenza di Sora hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino n. 4 persone responsabili a vario titolo dei reati di truffa, abuso ed omissione di atti d’ufficio ed hanno inoltrato una specifica segnalazione all’Autorità Giudiziaria contabile per il rilevato danno erariale». FONTE SORA24
Nella perquisizione domiciliare i Carabinieri hanno trovato altra sostanza stupefacente.
Nel pomeriggio di ieri, a Paliano, i militari della locale Stazione, nell’ambito di un servizio finalizzato al contrasto dell’illecito traffico di sostanze stupefacenti, hanno arrestato per spaccio e detenzione illecita di sostanza stupefacente un 24enne di origini ucraine, già censito per reati contro la persona. In particolare, si legge nel comunicato stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone, il giovane è stato sorpreso mentre cedeva della sostanza stupefacente del tipo “hashish” ad un 14enne del luogo. La successiva perquisizione presso la sua residenza ha permesso di rinvenire ulteriori grammi 62 di sostanza stupefacente del tipo “marijuana” e grammi 47 di sostanza stupefacente del tipo “hashish”, un bilancino di precisione, nonché del materiale atto al confezionamento e taglio della droga. Il tutto veniva sottoposto a sequestro. Nel medesimo contesto operativo, il minore è stato segnalato alla competente Autorità Amministrativa per uso non terapeutico di sostanza stupefacente. L’arrestato al termine delle formalità di rito, è accompagnato presso la propria abitazione al regime degli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo disposto dell’Autorità Giudiziaria. SORA24
FROSINONE – I servizi sociali del Comune di Frosinone, su ordinanza del Tribunale dei Minorenni di Roma, in data 23/11/2018 collocavano L.M. (nato a Frosinone il 2004) presso la comunità alloggio per minori di Caivano (NA). L’interessamento dei servizi sociali discende da problematiche afferenti i rapporti familiari, essendo stati i genitori sospesi dalla relativa potestà. Il ragazzo si allontanava volontariamente dalla struttura in data 04/09/2019 senza alcun preavviso e senza avere al seguito nessun cellulare. Le ricerche venivano diramate dalla Tenenza di Caivano, a seguito di denuncia di allontanamento presentata dalla responsabile di quel centro. Numerose le Forze di Polizia interessate all’attività. Le indagini atte a rintracciare il giovane si indirizzavano oltre che nella zona di Napoli, anche nel perugino, dove abita la madre, e nella Provincia di Frosinone, Comune dove risiede il padre. I numerosi accessi presso l’abitazione del padre davano esito negativo ma la diuturna ed efficace azione informativa del personale della Stazione Carabinieri di Frosinone consentiva di concentrare le ricerche nel vicino Comune di Giuliano di Roma dove i militari di quella Stazione, incontrato il nonno del ragazzo nella Piazza principale del paese, gli chiedevano notizie del nipote. L’uomo pur lamentandosi della scomparsa dello stesso, teneva un atteggiamento rilassato che insospettiva i Carabinieri. Questi, pertanto, decidevano di procedere ad una ispezione presso la sua abitazione dove, infatti, ritrovavano il ragazzo, il quale affermava di trovarsi lì solo dalla mattina odierna e non faceva riferimento alcuno a dove avesse trascorso i giorni precedenti. Il ragazzo si trova in ottime condizioni di salute ed è stato collocato presso una comunità “di Frosinone, in attesa di ulteriori decisioni da parte del Tribunale dei Minorenni di Roma. Di FELICE PENSABENE IL PUNTO A MEZZOGIORNO
Vico Nel Lazio - Undici anni e otto mesi di reclusione all’uomo di 50 anni accusato di aver stuprato la ragazza. Aveva fatto salire in auto la vittima per portarla in un campo
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il pubblico ministero non fa sconti. Una violenza sessuale consumata ai danni di una quattordicenne commessa da chi, per di più, era in libertà vigilata, merita il massimo. Per la ragazzina violentata da un amico del padre in un boschetto di Vico nel Lazio il pm Barbara Trotta chiede quindici anni di reclusione, contestando una doppia aggravante, compresa la recidiva specifica. Il tribunale di Frosinone (presidente Francesco Mancini, a latere Francesca Proietti e Silvia Fonte Basso) dopo la camera di consiglio infligge a C.B., 50 anni, una penna di undici anni e otto mesi oltre ai danni da liquidare alla persona offesa in sede civile e una provvisionale immediatamente esecutiva di 50.000 euro. Durante il suo atto d'accusa il sostituto procuratore riferisce di una prova «non solo ampia, ma anche granitica». Ricorda che la ragazzina si era presentata la sera dopo i fatti all'ospedale di Frosinone dove le sono state certificate le lesioni. Quindi si è proceduto al sequestro di mutandine e pantaloni. E su questi ultime sono state trovate tracce del liquido seminale dell'imputato. In pratica la minore aveva accettato di andare in auto con l'amico del padre per andare a trovare la figlia di questi. L'imputato, dopo esser arrivati a casa, «con la scusa di parlare di qualche minaccia ricevuta dalla ragazza si allontana con lei, facendo scendere la moglie», aggiunge il pm. Portata in un boschetto di Vico nel Lazio lì stando alle accuse raccolte dai carabinieri avviene la violenza. Per la procura «le lesioni sono compatibili con la dinamica riferita». Lo stesso magistrato spiega che il percorso fatto dall'auto quella sera è confermato dai dati della scatola nera. E il pm evidenzia anche due soste fatte al bar, di cui una dopo la violenza consumata. Poi aggiunge che la ragazza per paura di non essere creduta non voleva riferire nulla ai genitori e si è confidata con un amico. È stato quest'ultimo ad avvertire la zia della minore. Ed è a quel punto che è stata fatta la denuncia. «È plausibile che la ragazza non si sia sentita tutelata dalla sua famiglia. Ma questo non può scalfire le prove», ragiona il pm. Secondo la Trotta le prove sono arricchite dalle intercettazioni ambientali. Per il sostituto l'uomo «si vuole costituire l'alibi. E dice: "due parole contro una"». Lo stesso imputato avrebbe commentato positivamente il fatto che dal tampone vaginale non era emerso il suo Dna. Non sapendo -evidenzia la Trotta- che tracce di Dna sono state trovate dai Ris sui jeans della vittima. Quindi il pm bolla come «fantascienza» la tesi che quelle tracce possano avere un'altra spiegazione. E ribadisce che si è trattato di un «fatto gravissimo» per chiedere una dura condanna. Al che la parte civile per la minore il tribunale ha nominato come curatrice speciale l'avvocato Puglielli insiste sul fatto che «solo con pena severa potrà ritrovare il sorriso e la fiducia nei confronti adulti. Con questa violenza le sono stati spezzati il cuore e l'anima. Lei vorrebbe andar via da qua». L'avvocato Giuseppe Dell'Aver sano, difensore dell'imputato, distingue tra «cose vere, scientifiche, altre verosimili e altre non vere». Quindi punta l'indice sulle «contraddizioni» del racconto della minore per poi chiedere, in caso di condanna, una pena più bassa tenendo conto del fatto che, secondo al difesa, non si sarebbe trattato di un rapporto consumato, ma solo di un tentativo. Soddisfatto il padre della ragazza. «Giustizia è fatta. Ringrazio la magistratura,i carabinieri e i miei avvocati Giampiero Vellucci e Riccardo Masecchia». CIOCIARIA24