INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VICO EQUENSE Sfogo di sindaco e alleati: «Senza una maggioranza si va al voto». Terza candidatura con lo scioglimento-lampo: opposizione sott’accusa. «Gli scenari politici si arricchiscono di una nuova perla. La maggioranza che ha stravinto le elezioni non c’è più, tuona un manifesto. E quindi? Direbbe la logica che o c’è una maggioranza diversa oppure si va al voto! Ma l’ultimo consiglio comunale ha confermato che numericamente non c’è nessuna maggioranza alternativa, che è facile tirare uno sgarbo, per motivi politici o personali, ma fare maggioranza è un’altra cosa». Ha subìto attacchi frontali, anche se non ha preso parte all’ultimo consiglio comunale. Quello in cui si sarebbe dovuto votare il bilancio consuntivo. Una tappa che, in caso di flop, avrebbe potuto segnare la «fine» della sua era. Invece chi stava in aula - opposizione al completo più qualche esponente di maggioranza - ha preferito temporeggiare, uscendo dall’aula al momento di esprimersi sul rendiconto, facendo venire meno il numero legale, «garantito» fino a quel momento per tutta la seduta a dispetto dell’assenza in massa dell’esecutivo a lui fedele. Gennaro Cinque si sfoga. Lo fa in una nota che firma assieme «alla sua maggioranza» ed in cui si scaglia contro l’opposizione. Andare a casa entro novembre, per il sindaco - al secondo mandato - significherebbe potersi ricandidare. «Se il Paese oggi non può essere governato, il vero incubo di molti dell’ex minoranza però non è certo l’empasse in cui si sprofonda in tempi già magri per la crisi, ma solo di non andare subito al voto, di doversi confrontare “democraticamente” contro l’attuale sindaco - si legge nella nota -. Con la fondata paura di perdere di nuovo. Ed hanno anche il coraggio di dirlo apertamente. Se il consiglio comunale per i prossimi mesi non sarà in grado di esprimere una maggioranza, e quindi di dare un’amministrazione al Paese, non importa, pur di “far fuori il nemico”. Questi i toni dei “responsabili” in consiglio comunale! L’ex maggioranza, oggi neutralizzata dalle defezioni, è rimasta alla finestra per verificare se ci fosse stato un qualche seguito nel voto a Maurizio Cinque per la presidenza del consiglio. Nulla. Solo lo sgarbo ulteriore della convocazione “forzata” del consiglio comunale. A questo punto sembra evidente che non ci sarà una maggioranza alternativa, ma piuttosto che Cinque “il giovane” sia stato l’unico disposto a mettere la faccia sullo sgarbo da fare al sindaco e ad Andrea Buonocore, forse colpevoli di aver avuto troppi consensi e, guarda caso, persino suoi compaesani. E se per tale sfizio si lascerà il paese nell’ingovernabilità tutto sommato a lui non importa. Così come non interessa a tutti i registi impresentabili che, alle sue spalle, hanno fortemente voluto rompere il giocattolo e vendicarsi per quei troppi voti raccolti dal sindaco e dalla sua ex maggioranza. Siano essi di centrodestra o centrosinistra. Abbiano o meno responsabilità attuali, un passato ingombrante od un futuro da scrivere. E se è vero che in consiglio i consensi di coloro che sono pro e contro il sindaco si contano, e non si pesano, alle elezioni la regola probabilmente sarebbe ben diversa. In ogni caso, ci saranno almeno altri 20 giorni per chiarirsi le idee. Speriamo che il tempo porti consiglio. E che non si dica più che “irresponsabili” sono solo gli altri». Polemico Luigi Savarese, consigliere Pdl: «La minoranza aveva i numeri per mandarci a casa, non l’ha fatto. Non hanno bocciato il rendiconto sul quale ci hanno attaccato anche con istanze». Faida sul web, bordata del consigliere Scaramellino: «L’esecutivo è ormai fallito».«Amministrazione, atteggiamento vergognoso». Vico Equense. «Il sindaco si rifiuta di rendere conto alla città di come sono stati spesi i soldi pubblici. A meno di due anni dalla sua schiacciante vittoria, Gennaro Cinque porta la città verso il commissariamento». Comincia così il comunicato stampa in cui il gruppo di minoranza «In Movimento per Vico» torna a scagliarsi contro il primo cittadino. Soprattutto dopo l’assenza in massa dei consiglieri ancora fedeli al sindaco. «La maggioranza di destra ed il sindaco non sono venuti in aula a votare il rendiconto finanziario del Comune. Cioè, in sostanza, si sono rifiutati di rendere conto alla città di come hanno speso i soldi pubblici - si legge nella nota apparsa anche sul sito web del gruppo -. Una cosa inaudita. Una vergogna per le Istituzioni democratiche e per la città. Noi speriamo che molti, fra i consiglieri comunali, ripensino a quanto accaduto e vi riflettano nell’interesse della città. Intanto, il consuntivo non è stato approvato per la mancanza del numero legale. Il consiglio ora è a rischio di scioglimento a soli due anni dalla schiacciante vittoria di Gennaro Cinque. Una vittoria che non è servita a governare la città ed a risolvere i suoi problemi.L’altra sera si è certificato che l’esperienza amministrativa di Gennaro Cinque è fallita. Ne prendesse atto». Ci va giù duro il consigliere comunale, Claudia Scaramellino: «Resta l’amara constatazione che, dopo l’elezione di Maurizio Cinque a presidente del consiglio comunale al posto di Andrea Buonocore, candidato della maggioranza,il sindaco abbia imboccato la strada del “tanto peggio, tanto meglio” per lui, naturalmente, e sembrerebbe volere essere sfiduciato dal consiglio comunale. La giunta è dimissionaria, per volontà dello stesso sindaco, i consiglieri di maggioranza disertano l’assise cittadina, gli uffici sono senza direttive, una città turistica, come Vico Equense, alla sbando all’inizio della stagione estiva. Più che da consigliere comunale, da cittadina, mi domando può il puntiglio generato da una manovra politica sbagliata del sindaco a cui non è riuscito imporre il proprio candidato a presidente del consiglio comunale, consegnare Vico Equense a un commissario prefettizio, non solo in estate, ma soprattutto in un momento di crisi economica, che non ha precedenti? E’ vero saper fare strategia politica, è ben altro che saper trattare simpaticamente e singolarmente con la gente, soprattutto perché la politica, quella vera, spesso salva l’interesse della comunità. Essa tuttavia richiede lungimiranza ed esclude ogni caparbia imposizione della propria volontà o peggio della propria autorefenzialità contro tutti e sopra tutti». Il coordinatore Vas «Il primo cittadino si crede monarca» Vico Equense. «Il sindaco padrone assoluto snobba consiglio e cittadini con una maggioranza spaccata mentre si sarebbe dovuto discutere il rendiconto. Cinque fa pagare alla città e al consiglio con i suoi fedeli lo “sgarro” subito sull’elezione del presidente del consiglio. Un sindaco che si fregia di fare a meno di tutti, monarca indiscusso ma - opinione di chi scrive - di bassa cultura politica». Lettera al cianuro di Franco Cuomo. Il coordinatore del circolo Vas torna a chiedere al prefetto di Napoli, Antonio Musolino, la sospensione del sindaco condannato in primo grado a 9 mesi per tentato abuso d’ufficio. Appello che si rinnova dopo il consiglio-bluff. «Un atteggiamento che è solo finalizzato alla sua prossima presentazione elettorale e che fa a meno di considerazioni socio-politiche ed economiche della città che versa in condizioni disastrose senza uno straccio di programma economico, ma è volto solo al mantenimento del suo potere e alla sua riconferma, con una città degradata ma – a mio avviso tristemente - pronta a riconfermarlo perché questo è il materiale umano: i governanti rappresentano sempre fedelmente i governati e - come diceva Montanelli – spesso i primi ne sono la parte migliore: provate a immaginare come sono i cittadini di questo posto». Sal.Da.
SALVATORE DARE METROPOLIS