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PRIMO PIANO Genova, nave abbatte la torre del porto sette morti: uno è un pilota livornese padre di due figli

8 Maggio 2013, 11:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Una nave portacontainer, la Jolly Nero della compagnia Messina, è finita contro la torre di controllo facendola crollare insieme alla "palazzina piloti". Al momento dell'urto era in corso il cambio turno: a perdere la vita anche Michele Robazza, 45 anni, nato a Pistoia ma dall'età di 14 anni residente a Livorno. La procura apre un fascicolo per omicidio colposo Ricerche ininterrotte a Genova, dove è stato definito il bilancio, ancora provvisorio, dell'incidente al porto avvenuto alle 23 di martedì notte (FOTO): sono saliti a 7 i morti accertati, 4 i feriti e 2 i dispersi. Tra le vittime anche un pilota livornese, Michele Robazza, 45 anni, sposato e padre di due figlie. Le altre vittime identificate sono: Daniele Frantantonio, 30 anni di Rapallo, e Davide Morella 33 anni di Bisceglie. Uno dei dispersi è stato trovato vivo sotto le macerie. (NOTIZIA IN AGGIORNAMENTO). Robazza, nato a Pistoia, si è trasferito a Livorno all'età di 14 anni per frequentare l'istituto nautico dopo essere cresciuto a Firenze. Lascia la moglie e due figli: una bimba 8 anni e un bambino di 7. NELLE FOTO: da sinistra Michele Robazza, Daniele Frantantonio e la torre colpita Al Molo Giano si continua a lavorare per cercare di liberare la banchina da ciò che resta della Torre di controllo del Porto, una struttura in cemento alta oltre 50 metri. Alle 23 di martedì è stata colpita in pieno, e inspiegabilmente, dalla poppa della porta container Jolly Nero (LA SCHEDA), della linea Messina. È venuta giù di schianto, seppellendo tutti coloro che c'erano al suo interno, 13 persone secondo - appunto - il bilancio provvisorio reso noto dalle forze dell'ordine. VIDEO Le prime immagini della torre di controllo colpita / "Ero lì davanti" La torre, di cemento e vetro, si è come “afflosciata” nelle acque nere di molo Giano. Dei quattro feriti accertati, due sono stati ricoverati in codice rosso, altri due sono in condizioni meno gravi. I quattro si sono salvati perchè sarebbero riusciti a gettarsi in mare prima del crollo della torre. FOTO La torre di controllo prima dell'incidente / All'alba dopo la tragedia Sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato il fondo del porto per tutta la notte, mentre decine di uomini del soccorso lavorano per rimuovere le macerie della torre e delle due palazzine della Capitaneria crollate dopo l'urto. Si opera anche con l'ausilio di un pontone, in condizioni difficili. IL PRECEDENTE La tragedia del Moby Prince - Lo speciale - Tutti gli articoli sul Moby Prince Dei dispersi, tre sarebbero rimasti imprigionati all'interno dell'ascensore della torre, poi finito o in acqua o sepolto dalla macerie. Subito dopo l'incidente si sono recato sul posto il sindaco, Marco Doria, il prefetto, Giovanni Balsamo, il presidente dell'Ap, Luigi Merlo, l'armatore, Stefano Messina. Sconvolti. «E' una tragedia inspiegabile» ha detto Merlo. «Siamo senza parole, e disperati» ha aggiunto Messina. La nave è stata sequestrata. Secondo alcune testimonianze avrebbe avuto un'avaria ai motori, per cui era diventata ingovernabile. «Di certo non doveva essere lì» ha commentato Merlo. «Una nave di quelle dimensioni non può far manovra in quella zona». Il sindaco Doria ha proclamato il lutto cittadino.

IL TIRRENO

08.05.2013.

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CIOCIARIA NEWS Cassino: tutto pronto per l'inaugurazione pista di atletica "Pietro Mennea"

8 Maggio 2013, 11:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Cassino - La pista di atletica Pietro Mennea di Cassino è ormai realtà. "Lunedì inaugureremo la nuova pista di atletica, intitolata a Pietro Mennea, e il viale d'accesso alla stessa che porterà il nome dell'indimenticato Pietro De Feo, dando vita di fatto a quel progetto attraverso il quale è intenzione dell'Amministrazione valorizzare gli impianti esistenti, a partire dallo stadio comunale, con la realizzazione di una vera e propria città dell'atletica". Con queste parole il sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, annuncia l'atteso taglio del nastro della nuova pista di atletica, realizzata nei tempi previsti ed in previsione dei campionati nazionali universitari, che si terrà lunedì 13 maggio alle ore 11.30 presso lo stadio comunale Gino Salveti. "Come ribadito più volte – prosegue il sindaco – Cassino e questa amministrazione si sono fatte trovare pronte per l'importante appuntamento dei campionati nazionali universitari che si terranno nella nostra città a metà mese di maggio; anzi siamo andati oltre realizzando allo stadio 'Salveti' una struttura che molti cittadini di Cassino, in particolare sportivi ed appassionati di atletica, attendevano da diverso tempo. Si tratta di un progetto che fa del nostro impianto comunale un vero e proprio fiore all'occhiello per l'attività sportiva. Anche partendo da questo presupposto, vista l'importanza della struttura realizzata, abbiamo deciso di intitolare la pista di atletica a Pietro Mennea che proprio qui a Cassino, su una di quelle corsie, 30 anni fa ha realizzato il record mondiale sui 150 metri piani. Tutto questo senza dimenticare chi nella nostra città si è speso tanto per questo sport; mi riferisco a Pietro De Feo, pioniere dell'atletica nella nostra provincia, che ha fornito un contributo fondamentale per lo sviluppo di questo sport nella nostra Cassino". È l'assessore ai lavori pubblici del Comune di Cassino, Antimo Pietroluongo, a spiegare i dettagli tecnici della nuova pista. "Negli ultimi giorni – spiega – si è provveduto alla tracciatura delle linee di demarcazione delle corsie e agli arredi necessari per svolgere le varie competizioni che avranno luogo nel corso dei campionati nazionali universitari. Un lavoro che è stato svolto con grande professionalità, consentendo di raggiungere l'ottimo risultato che tutti avranno modo di constatare di persona a partire da lunedì prossimo. Con il termine dei lavori possiamo asserire con assoluta certezza che Cassino ha finalmente una pista di atletica di livello internazionale che contribuisce in maniera sostanziosa alla valorizzazione dell'impianto comunale, facendo dello stadio 'Salveti' il luogo simbolo per quanto concerne l'attività sportiva".

CIOCIARIA NOTIZIE

08.05.2013.

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CIOCIARIA NEWS CASSINO Giro di marche da bollo false a Cassino, indaga la Finanza

8 Maggio 2013, 11:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Marche da bollo false vendute da un'attività commerciale di Cassino. Cittadini raggirati che si sono rivolti alla Guardia di Finanza. L'indagine degli uomini del capitano Pasquale Diana e del tenente Patrizio Fontanella è stata avviata qualche tempo fa e per ora sulla vicenda, che vedrebbe coinvolte anche persone del napoletano, vige il più stretto riserbo. I dettagli su l'Inchiesta Quotidiano edizione odierna.

CIOCIARIA NOTIZIE

08.05.2013.

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TOSCANA NEWS Così andremo questa estate alla spiaggia del Pendola

8 Maggio 2013, 11:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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La società proprietaria ha presentato il progetto per un percorso provvisorio protetto che attraverso il parco raggiungerà la scalinata del moletto La societa' Aurelia 2008, proprietaria di Villa Pendola, ha presentato il progetto per la messa in sicurezza dell'area circostante e contemporaneamente ha predisposto un accesso provvisorio alla spiaggia, alternativo all'attuale che dovrebbe essere pronto per questa estate. Il condizionale è d’obbligo visto che da tempo si parla di questo intervento, assolutamente necessario per raggiungere la spiaggia, e ormai la stagione balneare è alle porte. Ma in Comune si è convinti che il tempo a disposizione sarà sufficiente a mettere in pratica ciò che è stato indicato nel progetto di “messa in sicurezza del confinedel giardino di Villa Pendola lato mare”, presentato negli uffici comunali il 29 aprile scorso. «L’accesso provvisorio - spiega l’assessore Valter Nebbiai - una volta approvato il progetto da una conferenza di servizi che sara' al più presto convocata , compreso un protocollo di intesa, sarà fruibile appena possibile. Con i tempi che si renderanno necessari all’opera, invece, la proprieta' realizzerà anche un progetto definitivo di accesso alla spiaggia Pendola». Va ricordato infatti che l'accesso alla costa è interdetto ormai dalla scorsa estate per una frana di un tratto di falesia sotto Villa Pendola: a breve, sarà perciò realizzato un passaggio "protetto" nel parco privato della villa, che permetterà di raggiungere il mare. Accesso che sarà costruito con l’utilizzo di reti elettrosaldate, maglia 15x15 centimetri, sorrette da paletti di 20 centimetri di diametro e alti due metri. In questa maniera, sarà garantita la discesa in sicurezza alla spiaggia: il percorso provvisorio, infatti, sarà direttamente collegato con le scalette del moletto. L’accesso definitivo alla spiaggia, tramite l’utilizzo di scalini, sarà invece realizzato da tutt’altra parte: più o meno all’altezza del distributore, in modo da aggirare il bosco.

IL TIRRENO

08.05.2013.

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TOSCANA NEWS Maxi indagine della Finanza su Theatralia

8 Maggio 2013, 10:59am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Per l’accusa, la cooperativa dava lavoro a 700 promoter irregolari. Il manager Cennamo: «Nessun avviso di garanzia, proseguiamo a lavorare». Oltre settecento lavoratori precari, malpagati e irregolari. Maxi inchiesta della Guardia di finanza sulla società livornese che ha sede in via di Popogna, la Theatralia Service srl, attiva ormai da quindici anni nel nel settore del teatro e dei festival. In base a quanto emerso, le fiamme gialle, oltre a documenti, hanno raccolto le testimonianze di alcuni lavoratori che avrebbero confermato che venivano impiegati in maniera irregolare. Il manager regista Pietro Cennamo prende però le distanze dalle accuse: “Non ho ricevuto alcun avviso di garanzia. È tutto nelle mani del mio avvocato. Noi proseguiamo a lavorare”.

IL TIRRENO

08.05.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS CALTANISSETTA Ancora scontri tra «No Muos» e polizia:tre agenti feriti e due manifestanti fermati

8 Maggio 2013, 10:53am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Hanno tentato di bloccare il cambio del personale americano a lavoro nell'area che ospiterà l'impianto NISCEMI (CALTANISSETTA) - Questa mattina si sono verificati ancora scontri tra polizia e manifestanti nell'ambito della protesta di Niscemi dove è in costruzione il Muos, il sistema satellitare della Marina militare Usa. Tre agenti sono stati lievemente contusi mentre tra i manifestanti due sono stati condotti in commissariato. Anche nei giorni scorsi alcune donne avevano cercato di impedire il cambio di personale a lavoro nell'area. IL BLOCCO DEI MANIFESTANTI - L'intento dei manifestanti «No Muos» era quello di bloccare il cambio della guardia. Erano circa una cinquantina che hanno cercato di bloccare una decina di soldati statunitensi che stavano lasciando il cantiere della stazione americana. I militari sono rimasti bloccati nella base per oltre un'ora. Poi la polizia ha forzato il blocco dei manifestanti. Nelle scorse settimane la Regione siciliana ha revocato l'autorizzazione per la realizzazione della base, concessa nel 2011 dall' allora governo di Raffaele Lombardo.

CORRIRE DEL MEZZOGIORNO

08.05.2013

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Blitz antimafia, azzerato clan di Bagheria Scoperti contatti con clan in Canada

8 Maggio 2013, 10:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/08/carabinieri--180x140.JPG?v=20130508103202

 

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Indagato per voto di scambio il sindaco di Alimena, Giuseppe Scrivano: avrebbe contattato boss per elezione PALERMO – Azzerato il mandamento mafioso di Bagheria. I carabinieri del Comando Provinciale di Palermo e del Ros hanno eseguito provvedimenti cautelari nei confronti di una trentina di persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, rapine, detenzione illecita di armi da fuoco, scambio elettorale politico mafioso e traffico internazionale di stupefacenti. Nell’ambito dell’operazione sono stati sequestrati beni per oltre 30 milioni di euro. Si tratta di beni mobili, immobili e complessi aziendali tra cui locali notturni della movida palermitana, agenzie di scommesse, imprese edili e supermercati. IL MANDAMENTO - L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai pm Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli, ha disarticolato il mandamento mafioso di Bagheria, storica roccaforte di Cosa nostra. Oltre ai capi della cosca sono stati arrestati il reggente e il cassiere del mandamento e i capi delle famiglie mafiose di Villabate, Ficarazzi e Altavilla Milicia. Le indagini hanno dimostrato come ancora l'organizzazione mafiosa fosse strutturata secondo il tradizionale assetto verticistico. LA «PUNCIUTA» - Continuano ad essere usati i vecchi rituali di affiliazione: la «punciuta» e la presentazione dei nuovi affiliati ai mafiosi più anziani. In un'intercettazione ambientale, un uomo d'onore, discutendo con un altro affiliato, paragona le nuove leve a giovani cavalli da trotto, da addestrare - se necessario - anche ricorrendo alle maniere forti: ''Quando vedi che nella salita fanno le bizze... piglia e colpisci con il frustino.... sulle gambe... che loro il trotto non lo interrompono... purtroppo i cavalli giovani così sono'', dice. CLAN CONDIZIONAVA IL VOTO - Le indagini hanno inoltre messo in luce una mafia aggressiva e sempre più camaleontica che, se da una parte continua a vedere nell'imposizione del pizzo la manifestazione più visibile della sua autorità sul territorio, dall'altra è consapevole che, complice anche la crisi economica, è più che mai necessario ricorrere ad altre fonti illecite di guadagno, come, ad esempio, la gestione del gioco d'azzardo. Resta forte la capacità del clan di condizionare le dinamiche politico-elettorali locali. E' stato accertato, infatti, un patto tra alcuni mafiosi di Bagheria e un candidato alle scorse elezioni amministrative regionali che aveva ad oggetto la promessa di voti in cambio di danaro. SINDACO INDAGATO - C'è anche un candidato della Lega Nord alle ultime elezioni politiche tra gli indagati nell'operazione. Si tratta del sindaco di Alimena, piccolo centro del palermitano, Giuseppe Scrivano, al quale è stata notificata poco fa un avviso di garanzia per voto di scambio. Dall'indagine, coordinata dalla Dda di Palermo, è emerso che alle ultime elezioni regionali, dell'ottobre scorso, Scrivano, che era candidato con la Lista Musumeci, avrebbe contattato persone ritenute vicine a Cosa nostra per avere voti. Il tutto, secondo gli inquirenti, in cambio di denaro. PATTO COL CANADA SUGLI STUPEFACENTI - Dall'inchiesta, infine, condotta con la collaborazione della Royal Canadian Mounted Police, è emersa l'esistenza di un raccordo operativo nel settore degli stupefacenti tra Cosa nostra bagherese e la famiglia mafiosa italo-canadese dei Rizzuto. Documentata, inoltre, la situazione di instabilità interna alle organizzazioni canadesi, degenerata negli ultimi anni in numerosi omicidi.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Socio con il 30 per cento, il Comune entra in Amiu

8 Maggio 2013, 10:08am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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C'è la delibera:obiettivo compartecipazione Presto dibattito in consiglio:in società coi baresi FOGGIA - Una società di igiene urbana interamente pubblica che tenga insieme Bari e Foggia. L’amministrazione guidata da Gianni Mongelli sta predisponendo la delibera da portare in giunta con la quale si avvierà l’iter amministrativo per poter acquisire tra il 20 e il 30 per cento delle quote dell’Amiu di Bari. La delibera, quando sarà approvata, sarà una manifestazione di interesse a tutti gli effetti nei confronti di Amiu; consentirà al Comune di acquisire ufficialmente tutti i dati per poi portare gli atti definitivi in Consiglio comunale. Prima di questo approdo ci vuole tempo ma le acque a Palazzo di città sono già increspate. Il progetto è quello di entrare con una partecipazione consistente nel capitale di Amiu, avere quindi una grossa società pubblica per l’igiene urbana alla quale affidare direttamente e definitivamente il servizio della nettezza urbana, superando la perdurante fase di incertezza. La materia è complessa, l’iter articolato quanto quello che l’amministrazione dovrebbe seguire se decidesse di costituire una propria società o mettere a gara il servizio con un bando europeo. Entrambe queste ipotesi sono state scartate. Non ci sarà dunque un Amica bis, o una New Amica; i vincoli imposti dalle finanziarie consentirebbero al Comune di crearla, ma non di poter assumere tutto il personale attualmente transitato, temporaneamente, nell’Amiu unità operativa di Foggia. La gara non è mai stata presa in considerazione, neppure nei momenti più bui e di emergenza rifiuti. Non sembra esserci all’orizzonte neppure una società mista, sebbene ci sia un movimento trasversale alle forze politiche che spingerebbe verso questo tipo di soluzione. In particolare tra quegli esponenti politici vicini ad imprenditori locali che hanno diversificato i propri investimenti mescolando mattone e rifiuti. Per altro l’ipotesi di una società mista da sempre vede nettamente contrari dipendenti e sindacati. Da febbraio l’Amiu opera nel capoluogo, a luglio scadono le prime ordinanze emesse sia dalla Regione Puglia che dal Comune di Foggia che regolavano la gestione dei primi sei mesi. Saranno emesse nuove ordinanze per chiudere l’anno contrattuale con Amiu e poi il Comune di Foggia dovrà essere pronto con la soluzione definitiva per la gestione della pulizia della città, della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. E la soluzione individuata già da diverse settimane sembra essere ormai quella dell’ingresso del Comune di Foggia quale socio in Amiu. Al momento nessun problema si sta manifestando sul fronte contrattuale, gli stipendi sono stati regolarmente pagati anche se il Comune nei confronti di Amiu è in ritardo di un mese con l’accreditamento della mensilità. Un ritardo - viene spiegato da Palazzo di Città - legato ai mancati trasferimenti e al fatto che la Tarsu (o Tares) non è ancora in riscossione.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.05.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Bruzzone: «Un caso unico con troppe anomalie»

8 Maggio 2013, 10:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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I dubbi della criminologa: dall’arma scomparsa alla decisione di uccidersi gettandosi in piscina BARI - Una grave forma depressiva rimasta latente. Se dovesse essere confermata l’ipotesi dell’omicidio-suicidio, potrebbe essere questa la causa che ha portato il 55enne farmacista, Michele Piccolo, a sterminare la propria famiglia e a togliersi la vita gettandosi in piscina. A provare a decifrare la tragedia di Sannicandro di Bari è Roberta Bruzzone, psicologa forense, criminologa e presidente dell’accademia internazionale delle scienze forensi. Bruzzone ha seguito alcuni dei più importanti casi di cronaca nera avvenuti in Italia negli ultimi anni, è stata anche consulente di Michele Misseri nella prima fase dell’inchiesta sull’omicidio di Sara Scazzi. Che idea si è fatta della tragedia di Sannicandro? «Per avere un quadro completo bisogna attendere i risultati delle autopsie e degli esami tossicologici». Procura e carabinieri sembrano convinti della ipotesi omicidio-suicidio compiuto dal capo famiglia. «È assolutamente plausibile che sia andata così, dalle informazioni a disposizione tutto fa pensare ad un caso di omicidio-suicidio. Però ci sono delle anomalie». Qual è l’elemento che proprio non torna? «Innanzitutto la pistola. Che fine ha fatto l’arma che sarebbe stata utilizzata? Non è un dettaglio da poco, se si trovasse la pistola tutto sarebbe più chiaro. E poi perché si è disfatto di quest’arma? Non è usuale, ma potrebbero esserci diverse spiegazioni: ad esempio, potrebbe essersi inceppata e quindi se n’è disfatto, oppure potrebbe aver finito i proiettili, una eventualità che non aveva preventivato». Ricorda altre vicende che possano assomigliare a quello di Sannicandro? «Per le modalità no, a memoria credo che in Italia sia un caso unico, un quadro particolare». Apparentemente pare che la famiglia Piccolo non avesse alcun problema, né economico né di vita coniugale, tantomeno di salute. Cosa può, quindi, spingere un uomo a sterminare la sua famiglia, senza che ci fosse stato alcun segnale di malessere? «Questi delitti solitamente vengono compiuti da soggetti gravemente depressi e paranoidi, una forma di depressione molto forte, ma che non si manifesta all’esterno. Probabilmente nessuno si è accorto di nulla, o forse piccolissimi segnali sono stati sottovalutati. Uccidere i familiari più stretti, per queste persone, significa sottrarli alla sofferenza, tutelarli». Dopo aver ucciso le due donne, ha atteso per 2-3 ore il figlio in casa e l’ha assassinato. Dopodiché è uscito per consegnare alcuni medicinali ad un cliente. Non è anomalo per un uomo che si sta per togliere la vita? «No. Per tutto il tempo ha mantenuto grande determinazione e lucidità, nel complesso quadro di un suicida ci sta che prima di terminare il percorso terreno decida di svolgere tutte le attività che si era prefissato, di portare a termine ogni impegno che aveva preso». Perché uccidersi annegandosi, anziché usare la pistola? «Questa è un’anomalia, in effetti ha scelto una via molto strana e complessa da mettere in atto. Auto annegarsi è più difficile che spararsi, però l’atteggiamento è coerente con le altre azioni, anche in questo caso dimostra determinazione e lucidità. E poi, magari, aveva terminato i proiettili o la pistola si era inceppata».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.05.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS La Gerbera Gialla a Salerno Un premio per Roberti

8 Maggio 2013, 09:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Venerdì iniziativa dell’associazione antimafia che ricorda l’uccisione dell’ingegnere Musella Nel ventennale della “Gerbera Gialla”, fiore simbolo dell'antimafia, il percorso della memoria, farà tappa a Salerno venerdì dopo aver toccato Scampia. Da venti anni la Gerbera gialla attraversa il Paese da Nord a Sud col Coordinamento Nazionale antimafia “Riferimenti”, per trasmettere il proprio messaggio di memoria ma anche di rinascita per la costruzione di una società più giusta. Le manifestazioni del ventennale, aperte a Reggio Calabria, - premiato dal presidente delsenato il procuratore capo di Salerno Franco Roberti, attraverseranno varie regioni per concludersi il 29 a Verona. L’iniziativa ricorda il barbaro assassinio dell’ingegnere salernitano Gennaro Musella, saltato in aria il 3 maggio del 1982. Salerno, sua città natale, lo ricorderà il 10 maggio insieme a tutte le vittime della criminalità organizzata alla presenza di studenti e rappresentanti istituzionali. La manifestazione avrà inizio alle ore 9 con un raduno degli studenti in Piazza Ferrovia per poi attraversare il centro della città e giungere alla Chiesa di San Benedetto dove 50 ragazzi dell’orchestra del Liceo Piria di Rosarno dedicheranno un concerto alle vittime di mafia. Tra gli interventi previsti, quello del vescovo di Salerno, del Prefetto, del Procuratore Roberti e di Adriana Musella, figlia di Gennaro e presidente del Coordinamento nazionale antimafia Riferimenti.

LA CITTA

08.05.2013.

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