SALERNO E PROVINCIA NEWS Sparatoria al ‘DolceVita’, arrestati i 3 pistoleri
Inserito da Michele Pappacoda Salerno. Ha puntato la sua calibro 38 al volto del buttafuori ed ha premuto il grilletto per due volte. Due colpi a vuoto. Nel tamburo mancano quei due proiettili che sarebbero stati fatali. E l’obiettivo si salva. Una roulette russa quella di Salvatore Lucich, 22 anni, uno dei tre ‘pistoleri’ del Dolce Vita che ha ‘graziato’ l’addetto alla sicurezza. Sono tre i fermati per la sparatoria di domenica all’alba nella discoteca di Pontecagnano. Il primo a finire in manette è stato Lucich, ventiduenne con piccole pendenze penali, bloccato subito dopo aver sparato dagli agenti della sicurezza e dai carabinieri che hanno impiegato pochissimi attimi ad entrare nel locale. Domenica sera è finito nella rete dei carabinieri Valerio Noschese, 23 anni, nipote di Antonio Noschese, alias Pupatella, accusato di rissa. Nel corso della colluttazione con gli uomini della security è rimasto ferito a un dito sul quale porta il segno di cinque punti di sutura. E infine, ieri mattina, dopo essere stato braccato per 24 ore, si è costituito ai carabinieri R. B. 17 anni, figlio di un noto boss del rione Petrosino. Il giovane minorenne che avrebbe partecipato al raid e che avrebbe impugnato - secondo le testimonianze - l’altra pistola, una calibro 7,65 semiautomatica è il secondo pistolero del ‘DolceVita’. I tre sono stati sottoposti a fermo accusati, a vario titolo, di rissa, tentato omicidio plurimo, spari e porto e detenzione di armi da sparo. Sono entrati come dei pistoleri in un saloon del far west ed hanno fatto fuoco. Puntando agli uomini della sicurezza. Puntando al volto per uccidere. Ne hanno feriti due, la terza vittima è un giovane avventore. Hanno sparato agli uomini della sicurezza ‘rei’ di non volerli accettare nella nota discoteca salernitana. Raccapriccianti le sequenze delle telecamere di sicurezza visionate dai carabinieri che da oltre 48 ore lavorano ininterrottamente al caso: perquisizioni in tutta la città, testimonianze, sequenze filmate, incrocio di tabulati telefonici. Si lavora per accertare le responsabilità degli autori della sparatoria identificati attraverso le immagini, ma anche grazie alle testimonianze delle vittime e degli altri uomini della security. Ma si lavora anche sul movente: quel diniego all’ingresso che avrebbe fatto scoccare la scintilla potrebbe essere solo un ‘mero’ pretesto per colpire e punire. Sarà la Procura antimafia a chiarire questi aspetti attraverso le indagini che i carabinieri del Reparto Operativo del comando provinciale, coordinati dal colonnello Francesco Merone, in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Battipaglia, agli ordini del capitano Giuseppe Costa, stanno effettuando anche in queste ore. Sul caso del minore ‘aspirante baby killer’ lavorano la Procura per i minori e la distrettuale antimafia e il Procuratore Franco Roberti. E’ un anello importante del caso. E gli inquirenti cercano di chiarire bene il suo ruolo. R. B. sarebbe stato il primo a sparare con la semiautomatica che aveva con se, due o tre colpi. Poi, in ‘scena’ è entrato Lucich che ha impugnato la pistola e ha mirato dritto davanti a sé. La faccia del buttafuori a pochi metri. Due clic. A vuoto. Poi la reazione, la ressa e altri colpi. Ragazzi ‘pistoleri’ che, incuranti della presenza di una pattuglia dei carabinieri in sosta dinanzi alla discoteca, hanno tentato di entrare nel ‘DolceVita’ dall’ingresso della spiaggia. Sono le 4,35 si scorge il chiarore dell’alba sul litorale salernitano e in discoteca si balla. L’attenzione degli agenti della sicurezza è alta. E i tre non passano al controllo alla porta. Un affronto che va lavato con il sangue. Ma non è il solo affronto da ‘lavare’, probabilmente. E quindi il raid, l’azione di fuoco come in un ‘saloon’. Noschese, Lucich e B. tre giovani impazziti. Il tentativo di forzare il cordone di sicurezza, gli spari e poi la ressa. Il fuggi-fuggi generale tra urla, colpi di pistola e la musica assordante si blocca. Lucich viene placcato dopo pochissimi istanti. Noschese e B. scappano, forse dalla spiaggia, coperti dal panico e dalla confusione che in pochissimi istanti si è creata. Poche ore dopo sono stati identificati. Lucich è già a Fuorni. Noschese arriva nella casa circondariale domenica sera. B. viene braccato dai carabinieri. Nel rione Petrosino per cinque volte arrivano i carabinieri. Ma non lo trovano. Ieri mattina, insieme al suo avvocato, ha varcato i cancelli del comando provinciale e si è consegnato. E’ il secondo pistolero. L’aspirante baby killer. La sua posizione è la più delicata. Potrebbe essere lui il vero leader criminale del gruppo. Potrebbe essere una delle più giovani leve della camorra salernitana.
Rosaria Federico Metropolis
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