PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Ilva, verso un nuovo decreto Letta nominerà un commissario
INSERITO DA ANGELA CECERE
Un amministratore straordinario prenderà il timone Vendola: separare il futuro del sito della proprietà BARI - La lunga giornata del governo, alle prese ieri con la crisi dell’Ilva, non è stata risolutiva. Oggi si riprende. L’esito potrebbe essere il varo di un nuovo decreto-legge. Sarebbe il secondo, dopo quello emanato nell’autunno scorso e convertito nella legge definita «salva Ilva» (231 del 2012). Il nuovo provvedimento servirebbe a rendere più rapido l’arrivo di un amministratore straordinario al comando dello stabilimento siderurgico: una figura che provveda — nello stesso tempo — ad accelerare i processi di ambientalizzazione, salvaguardando la produzione di acciaio (essenziale per il tessuto produttivo del Paese). La questione è stata affrontata direttamente dal premier Enrico Letta, dal vice Angelino Alfano, dal sottosegretario Filippo Patroni Griffi, dai ministri Flavio Zanonato (Sviluppo economico) e Andrea Orlando (Ambiente). A più riprese sono stati incontrati prima i rappresentanti dell’azienda (il presidente Bruno Ferrante e l’amministratore delegato Enrico Bondi) e poi quelli della Regione (Nichi Vendola e il capo di gabinetto Davide Pellegrino). «Sul tavolo — ha commentato il governatore della Puglia uscendo da Palazzo Chigi — ci sono opzioni differenziate e i tecnici sono al lavoro per approfondirle. Forse domani (oggi, ndr) ci sarà la decisione. Io mi auguro che si possa optare per l’ipotesi più forte e cioè separare la proprietà dalla fabbrica. La famiglia Riva non può mai più essere considerata un interlocutore». Letta ha consultato il governatore più volte: prima al telefono e poi incontrandolo a fine giornata. Nel governo si ragiona (anche) sulla possibilità che l’amministratore straordinario possa essere un soggetto che sia interno all’attuale perimetro aziendale: per esempio l’amministratore delegato Bondi, dimissionario come Ferrante dopo il sequestro da 8,1 miliardi deciso dai giudici di Taranto. Le dimissioni saranno formalizzate nei prossimi giorni: a quel punto Bondi potrebbe essere un libero cittadino cui assegnare l’incarico, ma pur sempre uomo di fiducia della proprietà. Accanto a questo nodo «politico», è in discussione anche una questione tecnica: come inquadrare la figura dell’amministratore straordinario. La prima ipotesi è che si modifichi la legge Marzano, che oggi consente la nomina del commissario solo in caso di crisi finanziaria dell’azienda. Il decreto potrebbe allargare le ipotesi di ricorso al commissariamento anche al caso di «crisi ambientale». La seconda ipotesi è invece un decreto che intervenga sulla legge 231 (salva Ilva) rendendo più rapido l’insediamento dell’amministratore straordinario. Allo stato attuale, per ricorrervi, occorre prima contestare la eventuale inadempienza dell’azienda nell’applicazione dell’Aia (autorizzazione integrata ambientale); poi è necessario che sia irrogata la sanzione (fino ad un decimo del fatturato). Solo dopo si può arrivare alla nomina dell’amministratore straordinario: in questo modo, potrebbero andar via vari mesi. Vero è che ieri si è appreso del verbale con cui (il 22 maggio) l’Ispra ha contestato all’Ilva undici inadempienze (i tempi sui lavori di chiusura dei nastri trasportatori, la dispersione di acqua per ridurre le polveri, il superamento della durata delle emissioni inquinanti e relative omesse comunicazioni agli enti di controllo). Ed è anche vero che il ministero dell’Ambiente non intende riconoscere il principio del silenzio-assenso alle domande inoltrate dall’Ilva, relative alla modifica dei tempi di adeguamento sui punti contestati. Ma ciò nonostante, i tempi per il commissario non sarebbero brevi. Il decreto legge serve proprio ad accelerare. Intanto, Michele Mazzarano (Pd) chiede una seduta monotematica del Consiglio regionale che discuta del tema. Francesco Strippoli
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
29.05.2013.
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