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SEZ VANGELO E METEO VANGELO DEL 07 03 2015 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

7 Marzo 2015, 08:58am

Pubblicato da Vettica Notizie Michele Pappacoda

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE TOTTI E GLI AFFARI COL COMUNE DI ROMA: MILIONI DI EURO DA AFFITTI DELLE CASE POPOLARI

6 Marzo 2015, 18:10pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SPORT NEWS E SPORT LOCALE TOTTI E GLI AFFARI COL COMUNE DI ROMA: MILIONI DI EURO DA AFFITTI DELLE CASE POPOLARI
SPORT NEWS E SPORT LOCALE TOTTI E GLI AFFARI COL COMUNE DI ROMA: MILIONI DI EURO DA AFFITTI DELLE CASE POPOLARI

INSERITO DA ANGELA CECERELe immobiliari di proprietà del capitano della Roma, Francesco Totti, finiscono sotto la lente d'ingrandimento dei pm che indagano su Mafia Capitale. A riportarlo è Il Fatto Quotidiano, che pubblica uno stralcio del nuovo libro di Lirio Abbate e Marco Lillo, Re di Roma. Nella pubblicazione, riguardante il sistema bipartisan di Mafia Capitale, viene raccontato l'ennesimo scandalo al Campidoglio. La giunta Veltroni, nel 2005, per risolvere l'emergenza abitativa decise di introdurre i cosiddetti Caat, Centri di assistenza abitativa temporanea, dove possono alloggiare tutti coloro che ne fanno richiesta attraverso un bando del Comune. Peccato che, come troppo spesso accade in Italia e soprattutto a Roma, una delibera del genere, assolutamente necessaria, si sia trasformata in una occasione per far regnare la corruzione e il malaffare, e i Caat siano arrivati a costare ben 43 milioni di euro all'anno. Il funzionamento dei Caat è piuttosto semplice: società immobiliari e cooperative affittano gli edifici al Campidoglio, che poi li mette a disposizione delle famiglie più bisognose. Spiegano Abbate e Lillo: «Non mancano casi di estrema “concentrazione”. Su 18 strutture a disposizione del Dipartimento Politiche sociali, ben 16 sono delle solite “coop bianche” (…). Alla fine le cooperative vicine a Comunione e liberazione racimolano grazie ai Caat del Comune più di 8 milioni di euro. Secondo il prospetto del Campidoglio, consegnato ai pm nel maggio del 2014 e poi girato al Ros dei carabinieri, Eriches 29 – quindi il versante “rosso” – costa alle casse dell’amministrazione pubblica ben 5 milioni e 179.000 euro, circa 740 euro al mese per immigrato». A far notizia, però, è soprattutto un edificio a via Tovaglieri, nel quartiere di Tor Tre Teste, periferia est di Roma. Già, perché il palazzo in questione appartiene alla Immobiliare Dieci, una società non gestita direttamente da Francesco Totti, bensì dal fratello Riccardo e dal commercialista Adolfo Leonardi. In questo edificio i locali al piano terra sono stati affittati a privati (c'è un bar e un supermercato), mentre per gli appartamenti, dal dicembre 2008, c'è un accordo di locazione tra la società del capitano giallorosso e il Campidoglio. Il paradosso è che la spesa per l'affitto dell'immobile, circa 900 mila euro all'anno, avrebbe consentito al Comune di Roma di acquistarlo prima che l'Immobiliare Dieci lo ottenesse grazie ad un leasing. «Quando siamo arrivati qui, gli ambienti erano nuovissimi, ma questi non sono locali adatti a viverci, erano stati realizzati per ospitare uffici» - racconta una famiglia che vive nello stabile di via Tovaglieri - «C'è bisogno di manutenzione ma il responsabile, che conosciamo solo per nome e non per cognome, non si fa mai vedere. Ci sono infiltrazioni dal piano di sopra e siamo circondati dagli scarafaggi, questo edificio sta diventando invivibile». Tutto qui? Non proprio. Totti, attraverso le sue società immobiliari, avrebbe anche acquistato due palazzi in via Rasella, nel centro di Roma. E questo rappresenta il vero affare per la holding di famiglia, la Numberten, che acquista i due stabili in contemporanea con il palazzo a Tor Tre Teste per una cifra di quasi 11 milioni di euro, un affare considerando che siamo a due passi da via Veneto. Ora, sempre attraverso contratti di locazione, quegli edifici ospitano anche gli uffici dei servizi segreti italiani. E, sempre secondo quanto riportato da Lillo e Abbate, ora nel mirino dei pm romani ci sarebbe il rapporto di amicizia, tra l'altro mai nascosto, tra Francesco Totti e Luca Odevaine, l'ex braccio destro di Veltroni che presiedeva la commissione di gara e si trova attualmente in carcere per lo scandalo di Mafia Capitale

LEGGO.IT

06.03.2015.

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI ISOLA, ECCO CHI È L'AGENTE DELLE SEXY NAUFRAGHE BUCCINO E NEGUESHA

6 Marzo 2015, 18:03pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI ISOLA, ECCO CHI È L'AGENTE DELLE SEXY NAUFRAGHE BUCCINO E NEGUESHA

INSERITO DA ANGELA CECERE MILANO – Quest’anno l’Isola dei Famosi, come sempre a dire il vero, conta la presenza di bellone del calibro di Fanny Neguesha e Cristina Buccino. Ad amministrare la loro ascesa nel mondo dello spettacolo un agente molto particolare, Alessandro Moggi, figlio di Luciano: “Non c’è più religione - fa sapere Dagospia - Alessandro Moggi, figlio del più noto Luciano, è passato dai calciatori alle veline. E’ lui infatti l’agente delle due gnocche dell’Isola Famosi Cristina Buccino e Fanny Neguesha. Pensata che pare chieda anche un cachet per fare intervistare le parenti della bombastica naufraga”.

LEGGO.IT

06.03.2015.

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SEZ. POLITICA MILANO Berlusconi, Mi sento riabilitato? No

6 Marzo 2015, 17:56pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. POLITICA MILANO Berlusconi, Mi sento riabilitato? No
SEZ. POLITICA MILANO Berlusconi, Mi sento riabilitato? No

INSERITO DA ANGELA CECERE E' finita? Non si finisce mai - MILANO, ''Mi sento riabilitato? No'': così Silvio Berlusconi ha risposto a chi gli ha chiesto se al termine della pena si senta riabilitato. ''E' finita? Non si finisce mai'' ha aggiunto sorridendo.

ANSA

06.03.2015.

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SEZ. DISABILITA NEWS “Gocce di speranza” da quelle donne indiane con disabilità

6 Marzo 2015, 17:48pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. DISABILITA NEWS “Gocce di speranza” da quelle donne indiane con disabilità
SEZ. DISABILITA NEWS “Gocce di speranza” da quelle donne indiane con disabilità

INSERITO DA ANGELA CECERE «L’India – scrive Stefania Delendati – non è ancora “un Paese per donne”, soprattutto se con disabilità. Abbattere gli stereotipi è un cammino lungo e complesso, una sfida da vincere partendo dalle dirette interessate che facciano fronte comune, per dare voce e visibilità al loro diritto a una vita fatta di rispetto. La rete costruita da Pangea, che coinvolge 7.107 donne con disabilità, è una goccia nel mare delle necessità, ma la volontà delle donne indiane con disabilità continua ad aggiungere gocce di speranza» A Calcutta c’è una casa con i muri gialli. Il colore vivace spicca nel caotico viavai della contraddittoria megalopoli. Capitale dello Stato del Bengala Occidentale, Calcutta è il maggior centro industriale dell’India, con un polo di imprese operanti nel settore dell’alta tecnologia che risulta surreale se paragonato alle condizioni degradanti in cui versa la maggior parte dei suoi 14 milioni di abitanti (dati del 2011, United Nations Population Division, World Economic Forum). L’edificio giallo si chiama Casa Pangea ed è il “luogo delle donne”. Non donne “qualunque”, ma donne con disabilità, quasi tutte provenienti da famiglie poverissime, vittime di ignoranza e superstizione che le condannano a un’esistenza di isolamento e soprusi. È dal 2007 che la Fondazione Pangea ONLUS lavora negli slum di Calcutta [i quartieri più degradati, N.d.R.], al fianco di bambine, ragazze e donne con disabilità, per contrastare l’emarginazione e l’oppressione. Lo fa per le donne insieme alle donne, generando prima di tutto in loro una trasformazione che le renda consapevoli dei propri diritti inalienabili e delle proprie potenzialità. L’inferiorità femminile in India, infatti, è ancora una drammatica realtà, connaturata e persistente soprattutto nelle fasce più povere della popolazione. Per la cultura tradizionale, la nascita di una figlia è considerata di per sé una sfortuna, l’aborto selettivo continua a mietere vittime malgrado la legge lo proibisca e il Governo abbia lanciato una campagna informativa denominata Salva tua figlia, educa tua figlia. Secondo il giornale britannico «The Lancet», sono fino a 12 milioni le bambine indiane mai nate tra il 1980 e il 2010 e quando la nuova nata è disabile, la famiglia prova un senso di vergogna tale da nascondere la piccola, per evitare l’onta sociale. Gli anni passano, la solitudine si somma a privazioni e umiliazioni, spesso arrivano violenze fisiche e sessuali, subìte in silenzio nell’indifferenza generale. Una “vita” senza futuro che riguarda circa 11 milioni e 800 mila donne e bambine con disabilità, vale a dire il 44% delle persone con disabilità del Paese. Solo nell’area metropolitana di Calcutta ne risiedono più di 700.000, nello Stato del Bengala Occidentale sono oltre 2 milioni. I dati risalgono al censimento del 2010, oggi risultano quindi sottostimati e danno un’idea solo parziale della reale portata del problema.

Lo staff di Pangea sostiene un articolato programma diempowerment [crescita dell’autoconsapevolezza, N.d.R.] sociale ed economico per donne e bambine con diversi tipi e gradi di disabilità, sia fisiche che mentali. Si comincia parlando didiritti umani, dignità e rispetto, concetti sconosciuti negli slum. Le donne con disabilità vengono chiamate a stare insieme per conoscersi, allacciare relazioni e confrontarsi. Nel tempo sono sorti solidi gruppi di amiche desiderose di partecipare alla vita sociale e lavorativa del Paese, perché ora, finalmente, si percepiscono come persone portatrici di capacità, aspirazioni e desideri. Questi gruppi, a loro volta, sono riuniti in una Federazione per il riconoscimento delle donne con disabilità, che sensibilizza comunità, istituzioni e famiglie. Anche le relazioni genitoriali sentono il peso dei preconcetti e della povertà. Una figlia con disabilità non viene curata, non frequenta la scuola. E poi a scuola bisogna arrivarci, impresa tutt’altro che semplice. Le famiglie non possono comprare libri e quaderni, né ausili per consentire alle figlie di muoversi. Una protesi per una bambina in fase di crescita può costare oltre dieci volte il guadagno giornaliero di una famiglia dello slum, stesso discorso per una sedia a rotelle. La campagna di scolarizzazione Back to School Calcutta è soltanto l’ultima iniziativa di Pangea dedicata all’istruzione. L’impegno si fonda sulla vicinanza ai nuclei familiari, vengono forniti ausili e materiale scolastico, si fa comprendere ai genitori che la scuola è la prima arma di difesa contro la sopraffazione perché insegna la dignità. Fino ad oggi oltre 160 bimbe con disabilità hanno potuto sedersi sui banchi e studiare, solo nel 2014 sono state 25. Viene garantito anche sostegno alle disabilità più gravi, quelle che non permettono alle bambine di sentire e parlare. Per loro Casa Pangea a Calcutta è diventata una “scuola nella scuola”, dove imparano il linguaggio dei segni da personale qualificato.

Queste piccole donne, dunque, si riscattano da una vita di stenti, ma hanno questa possibilità anche le donne adulte. Ogni giorno, infatti, a Casa Pangea arrivano sorridendo avvolte nei loro sari colorati. Alcune sono accompagnate, tante giungono da sole. Una grande conquista, ora non temono più lo sguardo degli altri, hanno acquisito autonomia grazie a presìdi ortopedici e assistenza sanitaria. Lo scorso anno i fondi messi a disposizione da Pangea hanno regalato a 63 donne e bambine gli ausili necessari, 21 sono state accompagnate in ospedale e hanno iniziato un percorso di terapie mediche, 74 hanno ottenuto l’abbonamento gratuito ai trasporti pubblici. 192 sono state inoltre affiancate nell’espletamento delle pratiche burocratiche, per ottenere le agevolazioni statali per le persone con disabilità.

Nel 2014, la capillare opera di informazione negli slum di Calcutta e nei villaggi dell’area rurale di Subhi, ha portato 605 nuove donne con disabilità ad unirsi al programma di Pangea. Ora anche loro possono partecipare agli incontri mensili dei gruppi di auto-aiuto, nei quali si discute di discriminazione, violenza di genere e sviluppo della leadership femminile, apprendendo come contrastare e superare le disparità. Dal momento, poi, che l’emancipazione prende le mosse dall’indipendenza economica, durante il tempo è stata avviata una serie di corsi professionali in diversi settori. Lo scorso anno cucito, ricamo ed estetica sono state le “materie di studio” per 24 ragazze. Quelle tra loro che hanno seguìto le lezioni di sartoria continuano a frequentare il piccolo laboratorio di Casa Pangea. Realizzano e vendono uniformi per la scuola, vestiti, vestaglie, copriletti e hanno intrapreso una collaborazione con un commerciante del quartiere. “Armate” di fiducia, autostima e professionalità, tante si sono messe in proprio e hanno aperto piccole attività per mantenersi e aiutare la famiglia. In tal senso, Pangea incoraggia l’accesso al microcredito, per mezzo di un fondo appositamente creato dall’Associazione. Con piccoli prestiti, ciascuno di circa 5.000 rupie (più o meno 80 euro), alcune donne con disabilità hanno avviato laboratori di ricamo, altre riparano scarpe, altre ancora vendono prodotti alimentari al mercato o all’uscita delle scuole, mettendo così a frutto i corsi di cucina degli anni scorsi. I gruppi di risparmio e credito (attualmente 20 a Calcutta e 17 a Subhi, ognuno costituito da circa 10 donne) sono una novità introdotta nel 2013 per spiegare la gestione dei guadagni, le operazioni per aprire un conto in banca, i vantaggi di “fare gruppo” per accantonare piccole somme di denaro da far circolare tra le componenti in forma di prestiti.

Attualmente il lavoro di Fondazione Pangea coinvolge 7.107 donne con disabilità, ma l’India non è ancora “un Paese per donne”, soprattutto se con disabilità. Abbattere gli stereotipi è un cammino lungo e complesso, una sfida da vincere partendo dalle dirette interessate che facciano fronte comune, per dare voce e visibilità al loro diritto a una vita fatta di rispetto. La rete di solidarietà e collaborazione costruita dagli operatori di Fondazione Pangea è una goccia nel mare delle necessità, ma la volontà delle donne indiane con disabilitàcontinua ad aggiungere gocce di speranza.

SUPERANDO

06.03.2015.

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SEZ. DISABILITA NEWS Cittadini extracomunitari e disabilità: la civiltà e il rispetto

6 Marzo 2015, 17:38pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

SEZ. DISABILITA NEWS Cittadini extracomunitari e disabilità: la civiltà e il rispetto

INSERITO DA ANGELA CECERE «Purtroppo – sottolinea Carlo Giacobini in HandyLex.org – una Sentenza della Corte Costituzionale ha innescato infondate polemiche, basate per lo più su una strumentale disinformazione. In realtà quel pronunciamento, dichiarando come “illegittime le disposizioni che condizionano a un permesso di soggiorno di lunga durata la concessione delle provvidenze assistenziali ai cittadini extracomunitari con disabilità”, è un segno di civiltà e doveroso rispetto dei principi costituzionali e degli atti fondativi dell’Unione Europea»

Ancora una volta la Corte Costituzionale si è espressa sull’annosa questione delle provvidenze assistenziali, correlate alla disabilità, da corrispondere ai cittadini extracomunitari. Lo ha fatto con la recente Sentenza22/15, emessa il 27 gennaio scorso e depositata il 27 febbraio, confermando tutti i precedenti pronunciamenti sulla materia, dichiarando cioè come «illegittime le disposizioni che condizionano la concessione di quelle provvidenze alla titolarità del permesso di soggiorno di lunga durata». In passato, lo ricordiamo, la Consulta aveva sentenziato in modo analogo su indennità di frequenza, indennità di accompagnamento, pensione agli invalidi civili totali e assegno mensile agli invalidi parziali. Questa volta lo ha fatto sulla pensione e sull’indennità speciale riconosciute ai ciechi parziali.

Interessante l’annotazione conclusiva di Carlo Giacobini, responsabile del Servizio HandyLex.org, al termine di un’ampia scheda – di cui suggeriamo senz’altro la consultazione ai Lettori – che ripercorre la storia delle varie Sentenze prodotte dalla Corte Costituzionale dal 2008 ad oggi. «Purtroppo – sottolinea infatti Giacobini – quest’ultima Sentenza, segno di civiltà e doveroso rispetto dei principi costituzionali e degli atti fondativi dell’Unione Europea, ha innescato infondate polemiche basate per lo più su una strumentale disinformazione. Secondo tali prese di posizione, che ignorano volutamente i precedenti, le provvidenze verrebbero erogate ai “clandestini”, il che non corrisponde al vero poiché permane comunque l’obbligo di titolarità di permesso di soggiorno (pur di non lunga durata). Inoltre è stato scritto anche che gli extracomunitari (rammentiamo che per gli stranieri appartenenti all’Unione Europea vige un’altra disciplina), una volta ottenute le provvidenze assistenziali, tornerebbero nel Paese di origine, continuando a fruirne. Anche questo non corrisponde a verità, sussistendo l’obbligo di residenza nel territorio nazionale anche per gli italiani, elemento, questo, che è oggetto di controlli incrociati costanti». (S.B.

SUPERANDO

06.03.2015.

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CAPRI NEWS Il maltempo blocca tutti i collegamenti marittimi: si ferma anche la nave Caremar, Capri isolata

6 Marzo 2015, 17:30pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

CAPRI NEWS Il maltempo blocca tutti i collegamenti marittimi: si ferma anche la nave Caremar, Capri isolata
CAPRI NEWS Il maltempo blocca tutti i collegamenti marittimi: si ferma anche la nave Caremar, Capri isolata

INSERITO DA ANGELA CECERE Il maltempo sta creando disagi ai collegamenti marittimi nel golfo di Napoli: Capri è al momento isolata. Questa mattina fermi tutti i mezzi di linea con Capri. Non solo le unità veloci, anche le navi traghetto hanno sospeso le corse. Solo una partenza è stata effettuata alle 6.30 da Capri per Napoli prima dell'interruzione delle successive corse. I problemi sono legati non tanto alle condizioni del mare quanto soprattutto alle fortissime raffiche di vento da nord/est tra i 40 e i 60 chilometri orari che possono rappresentare un pericolo nelle manovre di entrata e uscita dal porto.

INFORMATORE POPOLARE

06.03.2015.

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CIOCIARIA NEWS Sora – Camion in bilico a 30 metri di altezza, autista salvato

6 Marzo 2015, 17:24pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

CIOCIARIA NEWS Sora – Camion in bilico a 30 metri di altezza, autista salvato
CIOCIARIA NEWS Sora – Camion in bilico a 30 metri di altezza, autista salvato

INSERITO DA ANGELA CECERE SORA Il forte vento ha spostato il camion che guidava, lo ha scaraventato contro il guard rail, fino a far rimanere il mezzo pesante con lui a bordo in bilico su un viadotto ad un’altezza di 30 metri per più di mezz’ora: questo quanto accaduto ad un autista austriaco in viaggio lungo la superstrada Sora Avezzano, nel tratto che attraversa la città volsca nei pressi dell’uscita dell’ospedale.
A lanciare l’allarme ai soccorsi attorno alle 10.40 sono stati alcuni automobilisti che hanno assistito alla scena.
Sul posto in pochi minuti sono arrivati i pompieri, gli agenti della polizia stradale ed i medici del 118.
Il mezzo pesante è rimasto in bilico con l’autista a bordo, bloccato da un traliccio dell’enel: in quel tratto il via-dotto è alto circa 30 metri.
La polizia ha subito chiuso anche la strada sottostante la superstrada, via campo Piano, dove ci sono diverse abitazioni. Molti i pezzi che si sono staccati dal mezzo pesante e che sono volati giù.
La priorità dei soccorritori era quella di mettere in salvo l’uomo alla guida del camion: ma il lavoro dei vigili del fuoco è stato reso difficile dal forte vento che spostava anche i loro mezzi. Dopo pochi minuti i vigili del fuoco sono riusciti a recuperare l’autista del camion: sul posto è atterrata anche un’eliambulanza, ma non è potuta ripartire per via delle forti raffiche. L’uomo è stato subito trasferito in ospedale.
Il camion è ancora lì: le operazioni di rimozione del mezzo continuano.
Il tratto della superstrada tra Sora Centro e Sora nord resta chiuso tuttora.

TELEUNIVERSO

06.03.2015.

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CILENTO NEWS Festa della donna: le riflessioni del dottor Puppo

6 Marzo 2015, 17:17pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

CILENTO NEWS Festa della donna: le riflessioni del dottor Puppo
CILENTO NEWS Festa della donna: le riflessioni del dottor Puppo

INSERITO DA ANGELA CECERE La Festa della donna 2015 ci ricorda le conquiste sociali, politiche ed economiche della donna, con la speranza, anno dopo anno, d'un suo effettivo coinvolgimento attivo, a tutti i livelli. L' auspicio rimane sempre lo stesso; ma, leggendo le cronache dei giornali e guardando le foto con notizie allarmanti, in quella sterminata prateria che è il web, non c'è proprio ragione per essere ottimisti. Ne parlo con il dottor Vincenzo Puppo, originario di Sapri, medico-sessuologo e ricercatore del Centro Italiano di Sessuologia. " Bisogna eliminare subito- osserva- l' infibulazione psicologica che le donne subiscono fin dalla nascita. Molti video e documentari sui modelli femminili sono stati utili per denunciare la mercificazione del corpo femminile e far ritirare alcune campagne pubblicitarie sessiste, ma non hanno avuto effetti sugli uomini e i ragazzi, nel senso che sono serviti a poco". " Io ritengo- continua il dottor Puppo- che l' auto-oggettivazione con la quale le ragazze imparano a pensarsi come strumenti del desiderio altrui, faciliti stati depressivi, disfunzioni sessuali e disordini alimentari". V'è da evidenziare che l'ultimo video gratuito del dottor Puppo su YouTube "NewSexology" agisce sulle cause che portano alle violenze sulle donne e parla solo degli uomini. A mio avviso, andrebbe visionato in tutte le scuole italiane! A tal proposito, per concludere questa conversazione via internet , chiedo al dottor Puppo, che vive e lavora a Firenze, maggiori lumi . " E' importante intervenire- afferma - sempre sulle cause, e, per questo, il mio documentario è utilissimo". Viva le donne, dunque, con l' augurio che il messaggio del dottor Vincenzo Puppo produca frutti copiosi nei prossimi anni. di Tonino Luppino |


Leggi: http://www.cilentonotizie.it/dettaglio/?articolo=festa-della-donna-le-riflessioni-del-dottor-puppo&ID=24637#ixzz3TcgybCSc

CILENTO NOTIZIE

06.03.2015.

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Vico Equense consiglio comunale triste. l'Hotel Cristallo deve rimanere albergo, si vota senza il sindaco Cinque. VIDEO

6 Marzo 2015, 17:05pm

Pubblicato da Dott. Michele Pappacoda Proprietario

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Vico Equense consiglio comunale triste. l'Hotel Cristallo deve rimanere albergo, si vota senza il sindaco Cinque. VIDEO
CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Vico Equense consiglio comunale triste. l'Hotel Cristallo deve rimanere albergo, si vota senza il sindaco Cinque. VIDEO

INSERITO DA ANGELA CECERE Vico Equense - Il consiglio comunale di Vico Equense del 5 marzo, si percepiva la tristezza dopo la notizia della tragica morte del dotto Coppola . In aula mancava il sindaco Gennaro Cinque, ma pare che succeda di frequente, sembra che sia tramontata la sua candidatura alla Regione Campania, anche in seguito alle mancate promesse di cessione del Faito al Comune . Tra gli undici argomenti all'ordine del giorno, spicca senz'altro l’atto d’indirizzo concernente l’hotel Cristallo. La Commissione locale per il paesaggio, nei giorni scorsi, ha bocciato il progetto. La struttura, che occupa un volume di oltre 10mila metri cubi, secondo i tecnici non può ospitare alloggi di edilizia residenziale pubblica. Divergenti le opinioni degli amministratori sull’utilità di tale scelta Votato all'unanimità, ma con l'assenza del Sindaco, un documento in cui si ribadisce che è interesse della Città che il Cristallo rimanga un albergo e si dà indirizzo a Sindaco e Giunta di agire in questa senso, nell'ambito delle rispettive competenze,«La città non ha bisogno di nuove abitazioni private – afferma Natale Maresca, consigliere di In movimento per Vico – quanto piuttosto di alberghi per rilanciare il territorio. Se vogliamo crescere da un punto di vista turistico sarebbe più opportuno creare strutture ricettive. Sulla base della mia esperienza di amministratore non riscontro una fame di alloggi». Un atto questo, però, definito "illegittimo" dall'ingegner Antonio Elefante ,anche da parte del consigliere di minoranza avvocato Dilengite sono state espresse perplessità sulla possibilita che un consiglio comunale possa dare atti di indirizzo agli uffici, cosa di competenza dell'amministrazione, ma con questa decisione si è messo un punto fermo. Altro punto posto in discussione, è la proposta di istituire un registro comunale dei cittadini vicani, viventi o defunti, che hanno avuto esperienze di deportazione a qualunque titolo nei campi di concentramento durante la Seconda guerra mondiale. La proposta è stata avanzata all'amministrazione comunale dalla lista civica di opposizione «In movimento per Vico Nel documento, i consiglieri chiedono all'amministrazione comunale di reperire, presso l'International Tracking Service di Bad Arolsen in Germania o presso altri siti online i nomi dei vicani deportati. In aggiunta, di avviare una procedura di evidenza pubblica per far sì che i cittadini che abbiano avuto in famiglia casi di congiunti deportati nei lager possano farsi avanti e comunicarne i nominativi. Da qui sarebbe composto un registro con le generalità di queste persone, nate o residenti a Vico al momento dell'arresto, onde poterne tramandare la memoria tramite una lapide. Altri argomenti in discussione: la delocalizzazione degli uffici tecnici dell’Ente, la nomina della nuova commissione locale per il paesaggio, la regolamentazione di spazi e aree pubbliche, la proposta di istituire un protocollo “Rosa”, per la promozione di strategie condivise finalizzate al sostegno, alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle fasce deboli. Vico Equense non ha chi ricordi questi morti

POSITANO NEWS

06.03.2015.

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