INSERITO DA MORENA MOTTA SALERNO. «Nel nostro corpo di polizia regna la professionalità che impone, nel lavoro di ogni giorno, una buona dose di sensibilità e umanità. È per questo che i nostri agenti non hanno mia sequestrato coperte ai senzatetto fermati in strada».
All’indomani della notizia, rimbalzata presto sui social e accolta con sdegno da una larga parte dei salernitani, dell’ultimo blitz dei vigili urbani durante il quale sarebbero stati tolti agli stranieri scoperti a bivaccare sul lungomare coperte e piumini regalati loro da un gruppo di cittadini particolamente attenti agli ultimi della società, il comandante dei vigili urbani, Anna Bellobuono, ci tiene a puntualizzare che «i casi umani affrontati dagli agenti in servizio vengono trattati con il massimo rispetto e con grande sensibilità».
Il tenente Carmine Novella che guida le operazioni per il decoro pubblico ha poi aggiunto che gli eventuali effetti personali dei senzatetto che vengono spesso sgomberati da rifugi di fortuna – laddove non siano chiari proventi di furto – vengono lasciati in possesso dei verbalizzati e messi in bustoni di plastica: «Solo gli eventuali materassi luridi e gli stracci che troviamo negli accampamenti vengono sequestrati».
In città, però, c’è chi dice il contrario forse perchè ha più volte sentito versioni discordanti, da quelle fornite dai vigili, sui blitz che ormai avvengono con cadenza quasi settimanale. E a mobilitarsi è anche chi ha fatto della solidarietà la sua ragione di vita.
«Il sequestro delle coperte si aggiunge a quello dell’elemosine e allo sgombero. Salerno non ci fa una bella figura. La povertà non è una vergogna, vergognosa è l’indifferenza, l’accanimento». Il tono di Enzo Somma, responsabile a Salerno della Comunità di Sant’Egidio, è più pacato delle sue parole. I blitz contro i clochard sembrano in cima ai pensieri dell’amministrazione comunale. «Ci si concentra sui poveri, ci si difende dai poveri rappresentati come una minaccia, eppure Salerno ha una grande storia e non credo debba aver paura di un gruppo di persone che non hanno di che vivere».
FONTE di F. Fabrizio e F. Loffredo LA CITTA' DI SALERNO