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TOSCANA NEWS «Presente al Giglio nel ricordo di quella notte»

13 Gennaio 2013, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Alessandro Tosi, l’operatore radio della Capitaneria di porto che il giorno della tragedia parlò per primo con la Costa Concordia, oggi è all’isola per la cerimonia dell’anniversario: «Questa esperienza mi ha fatto crescere» «La cosa che mi ha colpito di più? Il dolore della mamma di Dayana. Anche io ho un figlio di 5 anni e non posso pensare a quello che è successo a quella bimba». Alessandro Tosi, l’operatore radio della Guardia costiera che la notte della tragedia del Giglio ha fatto la prima comunicazione radio alla Concordia, oggi sarà presente al Giglio per l’anniversario della tragedia in cui hanno perso la vita 32 persone. La sua presenza è stata richiesta dal comandante generale delle Capitanerie, l’ammiraglio Pierluigi Cacioppo che presiederà la cerimonia. «Voglio essere vicino alle famiglie dei morti e anche a chi vive al Giglio, che in questo anno ha sofferto per la tragedia e anche per le difficoltà legate alla crisi del turismo», dice Tosi, 38 anni, livornese. Quella notte, Tosi intuì subito che a bordo della Concordia c’era qualcosa che non andava, qualcosa di importante: «Quando tramite i carabinieri parlai con la passeggera che aveva dato l’allarme, mi resi conto che c’erano dei problemi seri perché il personale di bordo aveva fatto indossare alla gente i giubbotti di salvataggio, cosa che non accade mai se non ci sono motivi gravi. E di certo non poteva essere solo un black out, come dicevano loro. Non avrei però mai immaginato che si trattasse di una tragedia tanto grande». Tosi fa il suo lavoro da 18 anni, e un’emergenza del genere non l’aveva mai affrontata: «È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere, pur nella drammaticità degli eventi - dice l’operatore radio - In questo anno non è cambiato molto per me: nel lavoro ci metto sempre la stessa passione e lo stesso piglio: riesco a distaccarmi dalle cose, altrimenti non potrei gestire situazione così difficili. Il nostro lavoro e la nostra priorità è salvare la gente e in seconda battuta le cose. 32 morti sono tanti, ma poteva andare peggio: a bordo c’erano 4200 persone. E ricordo bene la difficoltà di quelle ore e il pensiero fisso a portare in salvo quella gente: pensavo ai mezzi che non erano ancora arrivati e a quanto ci avrebbero messo. Sono stati momenti duri, ma non ho mai perso la lucidità». Tosi ha partecipato anche alla ricerca dei corpi: «Mi sono trovato anche a gestire i soccorsi dalla sala operativa quando c’erano gli elicotteri e mezzi navali che cercavano i cadaveri anche fino all’Elba e a Montecristo». Dell’inchiesta e del processo Tosi, che ha preso parte personalmente alle indagini, preferisce non parlare: «Ho piena fiducia della magistratura e nella giustizia».

FONTE IL TIRRENO

13 GENNAIO 2013

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