PRIMO PIANO CONCORDIA, LO SCOGLIO TORNA IN MARE. IL PARROCO SU SCHETTINO: "DISPIACIUTO MA FORTE"
INSERITO DA ANGELA CECERE
GROSSETO - Dopo un anno dalla tragedia il suono prolungato delle sirene dei traghetti ha salutato il ritorno in mare dello scoglio delle Scole contro cui un anno fa andò a schiantarsi la Concordia prima di naufragare. Alla cerimonia, che apre le iniziative previste per l'anniversario della tragedia, hanno assistito i familiari e i parenti delle 32 vittime del disastro a bordo di uno dei traghetti. Lo scoglio era stato strappato dalla Concordia ed era rimasto conficcato nella lamiera per diversi mesi. IL PARROCO SU SCHETTINO Un anno fa, quando si contarono i morti della tragedia della nave Concordia, don Gennaro Astarita, parroco di Meta di Sorrento (Napoli), difese il comandante Schettino. E un anno dopo lo fa di nuovo, blindandolo nel silenzio. Stamattina - conferma don Gennaro - nel corso dell'omelia domenicale alla basilica pontificia di Santa Maria del Lauro, «non farò alcun riferimento alla tragedia della Concordia, ci pensano a farlo già all'Isola del Giglio». Il comandante Schettino, don Gennaro lo ha incontrato l'ultima volta a Natale. «L'ho trovato provato, dispiaciuto ma pur sempre forte e combattivo - ha detto stamani don Gennaro - del resto per sopportare il peso di una tragedia così l'unico modo è essere forte». «Non farò nessun riferimento nell'omelia alla tragedia della Concordia, ma, certo, pregheremo per loro in silenzio - ha concluso don Gennaro - com'è giusto che sia». A META SORRENTO: "SCHETTINO, UN BRAVISSIMO COMANDANTE" Scandiscono bene le parole e sul comandante Francesco Schettino a Meta di Sorrento (Napoli) oggi dicono che «è un bravissimo comandante». E così, come un anno fa, quando a poche ore dalla tragedia la sua terra lo difese, anche oggi che Schettino è indagato per la morte di 32 persone, la sua terra continua a difenderlo. Ferdinando, imbianchino, lo dice senza se e senza ma: «Schettino è un bravo, bravissimo comandante. Se mi fido? Certo che sì, andrei su una sua nave come mercantile e come turista. Non ha sbagliato solo lui, quel giorno», dice Ferdinando. E a dirlo sono anche altri. «La società sapeva dell'inchino e la società doveva difenderlo - dice Pasquale - errare è umano e lui ha sbagliato, ma la colpa non è solo la sua». CHIUSA CASA SCHETTINO Silenzio e finestre chiuse a casa di Francesco Schettino, oggi, a un anno dalla tragedia della Costa Concordia. Nessuna risposta al citofono e al telefono. In paese qualcuno dice di aver visto Schettino in questi giorni. Ma tanti altri, perfino i vicini di casa, dicono che il comandante in giro non lo si vede proprio più. Intanto nel vicoletto di Meta di Sorrento che porta a casa Schettino, resta in bella mostra la scritta sul muro «Stampa e tv = infamità». LA CERIMONIA PER RICORDARE LE VITTIME Ad un anno dal naufragio della Costa Concordia l'Isola del Giglio ricorda la tragedia e le 32 vittime. Già da ieri sera sull'isola sono arrivati anche i primi naufraghi che quella notte erano a bordo della nave e che domani parteciperanno alle cerimonie in programma sull'isola. Il primo appuntamento è previsto per le 10 con il riposizionamento in mare, alle Scole, dello scoglio strappato via dalla Concordia. Alle 11 è in programma nella chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano al porto una messa e alle 15,30 verrà invece scoperta una targa sul molo in memoria delle vittime della tragedia. Nel pomeriggio, infine, è previsto un concerto nella chiesa di San Pietro al Giglio Castello e infine, all'ora esatta del naufragio, verranno lanciate in mare delle fiaccole. Ieri in serata è arrivato anche il capo della Protezione Civile, Franco Gabrinelli che ha voluto incontrare i naufraghi e le loro famiglie. Intanto nelle ultime ore la Guardia Costiera ha diffuso un video dei primissimi soccorsi subito dopo l'impatto della nave con lo scoglio. L'INCHIESTA C'è soddisfazione nel Comune dell'Isola del Giglio per «i tempi veloci» per i quali la Procura di Grosseto sta procedendo nell'inchiesta sul naufragio della Costa Concordia. Lo conferma l'avvocato dell'amministrazione comunale Alessandro Maria Lecce, arrivato stamani al Giglio per le commemorazioni organizzate ad un anno dal naufragio. «È chiaro che Costa Crociere, non avendo ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini è da ritenere che non sia tra gli indagati», dice Lecce che però, subito dopo, continua «non è difficile immaginare, comunque, che ci sarà un momento in cui verrà citata, verrà chiamata a rispondere civilmente dei danni». Il legale, che rappresenta il Comune dell'Isola del Giglio, è convinto che la Procura, che ha già chiuso l'incidente probatorio, proseguirà con la stessa «celerità» anche nel proseguo del processo.
FONTE LEGGO.IT
13 GENNAIO 2013
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