TOSCANA NEWS LIVORNO «Facebook ha diffusione incontrollata», per il giudice è come un giornale
INSERITO DA ANGELA CECERE
Sentenza storica a Livorno: depositate le motivazioni sulla diffamazione verso l’ex datore di lavoro sul Web. «Un numero indeterminato di persone può vedere il messaggio» LIVORNO. Popolo degli Internauti attenzione a quello che scrivete su Twitter, Facebook o qualsiasi altro social network. In particolare, se avete intenzione di litigare con qualche amico della rete per una presunta ingiustizia subita, pensateci dieci volte prima di offenderlo e poi non fatene di niente. Perché insultarlo sulla vostra bacheca – da oggi – è come diffamarlo «attraverso un mezzo di pubblicità» paragonabile, in quanto a diffusione e sanzioni, «ad un giornale». Con il rischio, dunque, di condanne pesanti: fino a tre anni di reclusione e multe da 516 euro in su. La rivoluzione giuridica è contenuta nelle motivazioni depositate alla cancelleria del tribunale di Livorno il 31 dicembre scorso dal giudice Antonio Pirato. Al centro della sentenza che se confermata in Appello e Cassazione potrebbe fare scuola, il caso di Rossella Malanima, 27 anni, che dopo essere stata licenziata dal centro estetico Etera Beauty space, dalla sua casella email prima e bacheca Facebook dopo, ha iniziato ad offendere l’ex datore di lavoro.
FONTE IL TIRRENO
13 GENNAIO 2013
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