TOSCANA NEWS LIVORNO L’ex assessore Grassi spara a zero su sindaco, Pd e città
INSERITO DA ANGELA CECERE
In una lunga intervista al Tirreno racconta l’esperienza in giunta. «Così il piano strutturale rischia di non farcela» LIVORNO. «Questa città non è pronta a fare il salto». E ancora: «Livorno avrebbe dovuto usarmi di più per uscire dalla cappa». Fortemente voluto da Cosimi nell’autunno del 2011 per guidare urbanistica e ambiente, Mauro Grassi è stato caldamente invitato a dimettersi poco meno di un mese fa, quando ha iniziato a raccogliere le firme per la candidatura al Parlamento. Oggi l’ex assessore fiorentino, che aveva in mano il nuovo Piano strutturale, non risparmia le critiche all’amministrazione e al partito, raccontando cosa è andato in porto e cosa - e perché - è rimasto nel cassetto. Sul nuovo Piano strutturale ripete che «stando al cronoprogramma tecnico, dovrebbe arrivare all'approvazione nell'aprile del 2014». Ma, si lascia andare, «manca la spinta, manca il motore. La politica, intesa come istituzioni e partiti non è pronta, così come la macchina amministrativa. E la città nel suo complesso (associazioni di categoria, sindacati) non è matura, non vedo uno sforzo innovativo». «Considerando questi elementi – chiude – fare il piano in un anno e tre mesi sarebbe un mero esercizio formale, una cosa di cui Livorno non ha bisogno». E propone di «rinverdire» il piano attuale con alcune varianti: delle colline, dei cittadini e della costa. Sull’uscita dalla giunta, Grassi dice che «la storia delle primarie è minimale: io ho fatto l'errore di volere innovare buttando troppo all'aria. Forse ho sbagliato nei modi, ho un caratteraccio, ma Livorno mi doveva usare di più per uscire dalla cappa». Infine finestra sul fronte politico: «Molti amici vanno con Monti, io resto nel Pd ma sostengo l’agenda del professore».
FONTE IL TIRRENO
13 GENNAIO 2013
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