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PUGLIA CALABRIA NEWS Foggia, blitz all'alba presi dieci pusher

18 Gennaio 2013, 14:58pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/01/18/maria--180x140.jpg?v=20130118100456

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Arresti anche ad Orta Nova, Cerignola e Lucera Tra gli indagati anche cittadini albanesi FOGGIA - I carabinieri del comando provinciale di Foggia all’alba di questa mattina hanno eseguito, a Foggia, Orta Nova, Cerignola e Lucera, 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti albanesi ed italiani accusati di detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti. Nel corso delle indagini i militari hanno sequestrato complessivamente oltre 75 chili di marijuana. L'INDAGINE - Facevano arrivare la droga dall’Albania e dalla Grecia per poi immetterla nel mercato di Foggia, Cerignola, Lucera e Orta Nova. Dieci le persone arrestate dai carabinieri della compagnia del capoluogo dauno con l’accusa di detenzione e spaccio di ingenti quantitativi di stupefacenti: cocaina, marijuana e hascisc. Le indagini hanno preso il via nel gennaio del 2012 quando è stato arrestato Antonio Di Rienzo, 62 anni di Foggia, fermato lungo la statale 16 alla guida di un fuoristrada. A bordo del mezzo i carabinieri sequestrarono 75 chili di marijuana. Nel corso delle indagini è emerso che l’uomo era solo un corriere che operava per conto di due albanesi, Endri Mosko e Niko Selamaj, residenti a Foggia, che facevano giungere ingenti quantitativi di droga. Quando la sostanza stupefacente arrivava in Capitanata veniva affidata a persone di fiducia che provvedevano allo spaccio in diversi centri della provincia. Numerose le intercettazioni telefoniche ed ambientali e servizi di osservazione e pedinamento messi a segno nel corso delle indagini dei carabinieri. Alcune dei colloqui intercettati avveniva in lingua albanese. Tra i colloqui registrati anche quello tra i due albanesi in cui si compiacciono del lavoro svolto poiché – dicono i due – «faremo i soldi a palate».

FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

18 GENNAIO 2013

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