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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 31/01/2010 STORIA DEL GIORNALISMO: DI MICHELE PAPPACODA

15 Maggio 2013, 09:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Storia del giornalismo
Storia del giornalismo

Il giornalismo è la professione di chi, operando nel mondo dell'editoria, è specializzato nella raccolta, nell'elaborazione e nella trasmissione di notizie. Il rapporto con il pubblico è fondamentale: una notizia viene scritta affinché possa essere resa nota. I mezzi di informazione sono molteplici: dai giornali ai mass media (o mezzi di comunicazione di massa) elettronici, quali laradio, la televisione e la rete internet.

In senso lato, l'attività del giornalismo comprende - oltre a quella del giornalista - altre importanti figure professionali; ad esempio quelle del reporter e del fotoreporter, oltre che - sul versante del giornalismo televisivo e radiofonico - quelle del teleoperatore, del tecnico del suono e delmontatore, vale a dire l'addetto al montaggio dei servizi giornalistici.

Nel corso del tempo, e in particolare nella seconda metà del XX secolo, il giornalismo - e con esso la libertà di stampa - è stato al centro di importanti battaglie: il presupposto di partenza era - e tale viene ritenuto ancora - che una editoria libera da ogni condizionamento possa garantire una società e un convivere civile migliori. Non a caso il giornalismo è stato definito il Quarto potere (dopo quelli legislativo, esecutivo e giudiziario), per l'importanza che da sempre riveste nella società civile e per i forti interessi che coinvolge.

L'attività del giornalismo nel suo complesso e - in senso più ampio - quella del mondo dell'editoria (o almeno quello di certa editoria di un tempo) sono state ritratte magistralmente nel film Quarto potere (Citizen Kane), pietra miliare del cinema, interpretato e diretto nel 1941 da Orson Welles.

Storia del giornalismo

Va detto che, se il termine giornalismo è relativamente moderno, la sua storia è molto antica e si innesta, inevitabilmente, in quella della stampa, da quando cioè lo stampatore per eccellenza Johann Gutenberg perfezionò la tecnica di riproduzione di testi attraverso l'uso di caratteri mobili, rendendo così possibile l'abbassamento dei prezzi del libro, oggetto fino a quel momento riservato ad ambienti molto ristretti. I lontani antenati dei giornali di oggi, noti in Francia come canards (dal francese anatre, indicavano cioè il pettegolezzo), iniziano a circolare tra commercianti e banchieri nella seconda metà del 1200 e hanno una forte espansione nella prima metà del 1700: si tratta di fogli a numero variabile di pagine che raccolgono notizie di vario genere, spesso di carattere miracoloso e catastrofico. Fra i primi giornali italiani si ricordano: L'"Aviso" di Mantova; la "Gazzetta di Parma"; "I Fasti", pubblicati a Forlì dall'abate Giovanni Pellegrino Dandi. Le più antiche pubblicazioni mancano di una periodicità regolare, ma sono rappresentativi di un interesse crescente per lo scambio di informazioni su fatti legati all'attualità.

La Storia del giornalismo è la disciplina che studia l'evoluzione dei modi, dei metodi e dei canali di diffusione della notizia. La periodizzazione segue da vicino l'evoluzione della tecnologia e le rivoluzioni nella storia del giornalismo sono causate dalle contemporanee rivoluzioni tecnologiche e industriali.

Per questo la storia del giornalismo occidentale (molto influenzata dalle teorie del sociologo Marshall McLuhan) individua nella stampa a caratteri mobili di Johann Gutenberg l'invenzione capace di rivoluzionare tutte le comunicazioni principali e il punto di partenza per la storicizzazione dei media di informazione, e nelle successive quattro rivoluzioni tecnologiche l'inizio delle corrispondenti stagioni giornalistiche

Pregiornalismo

Con la diffusione dei Canard (fogli monotematici stampati) e dei Broglietti (fogli manoscritti) nel XVI secolo ad uso di mercanti e banchieri, si manifesta una primitiva cultura della notizia. Questi fogli aggiornavano i commercianti dei più recenti avvenimenti economici e commerciali e ovviamente delle eventuali guerre in corso. Guerre dalle quali dipendevano commercio ed economia.

Il giornalismo moderno e la rivoluzione industriale

Il 1702, anno di fondazione del Daily Courant di Samuel Buckley viene considerato anno d' inizio del Giornalismo Moderno. Il Daily Courant è il primo quotidiano moderno perché i suoi articoli rispondono al criterio delle cinque W, ovvero Who, Where, Why, What, How, il quotidiano inoltre si presenta con il motto di "credibilità e imparzialità", e promuove la distinzione tra fatti e opinioni. Il Daily Courant sarà esponente di una categoria di giornali che mettono in prima fila la notizia e in seconda fila l' interpretazione. Di corrente opposta invece il di poco successivoSpectator che esponeva i temi di attualità interpretati e schierati.

Età d'oro del giornalismo

È quel periodo che va dalla seconda rivoluzione industriale all'invenzione di nuovi media tipici della terza rivoluzione tecnologica. Viene chiamata età d'oro perché il giornalismo grazie all'introduzione della rotativa e del telegrafo, allo svilupparsi delle agenzie di stampa e grazie all'assenza di altri canali informativi alternativi (come saranno la radio, la televisione e internet poi) vede in questo periodo una straordinaria diffusione in termini qualitativi e quantitativi.

È l'epoca dello Yellow journalism negli Stati Uniti

L'analisi della nascita della pagina della cultura nel giornalismo Italiano nei primi del novecento è stato uno studio che ha portato a toccare tematiche storiche, letterarie e culturali in genere di ogni tipo. In questo sito, infatti, convergono argomenti che vanno da Napoleone Bonaparte e Galileo Galilei, passando per Dante Alighieri ed Alessandro Manzoni. Anche temi scientifici e storici come l'emigrazione italiana in America o Charles Darwin e l'evoluzionismo. Buona lettura.

Nell'ambito della storia del giornalismo un posto di particolare rilievo occupa l'invenzione della terza pagina, ovvero di una pagina di impostazione prevalentemente culturale che contribuisce ad arricchire e a valorizzare il contesto in cui essa è inserita. L'obiettivo di questo lavoro è quello di seguire, nelle sue linee essenziali, lo sviluppo diacronico di tale creazione e di sottolinearne il carattere fortemente innovativo, strettamente legato alla personalità del suo ideatore e al contributo, a livello di contenuti e di forma, che essa ha apportato. L'invenzione della terza pagina , databile all'inizio del XX sec. si inserisce in un processo di sviluppo del giornalismo che eredita e fa propria la forte tradizione del giornalismo inglese e di quello lombardo veneto.

IL GIORNALISMO IN FRANCIA E INGHILTERRA

Il giornale moderno era nato infatti nel clima del primo Illuminismo dalla fu­sione delle gazzette periodiche con la letteratura pamphlettistica, di tono prevalentemente polemico e satirico, in un contesto ideologico molto parti­colare, in cui il ceto intellettuale si apriva alle idee di riforma e in cui si an­dava affermando la libertà di stampa. Il giornalismo inglese, per primo, (è questo il caso del trisettimanale "The Review" "1704" di D. Defoe, del "Tatler" "1709" e del "The Spectator" "1711"), si era aperto al mondo della letteratura con l'introduzione di novelle filosofiche pubblicate a pun­tate nelle ultime pagine del giornale ; in particolare lo "Spectator" impegna­to su temi e polemiche di rinnovamento sociale e politico aveva fornito un modello e un punto di riferimento a celebri periodici italiani quali la "Gaz­zetta Veneta" di G. Gozzi, la "Frusta letteraria" di G. Baretti e soprattutto "Il Caffè" dei fratelli P. e A. Verri (1764). Parallela era stata la pubblica­zione di periodici più strettamente impegnati in campo culturale e filosofico sul modello del parigino "Journal des Savants". In seguito nel vivace ambiente della Francia orleanista si era cominciato a diffondere e a far presa sulle masse il giornalismo popolare, meno impegnato ideologicamente ma indirizzato a un gran numero di lettori, arricchito dalla pubblicazione di o­pere narrative a puntate, i famosi "feuilletons" ( tra i tanti fogli francesi di questo genere di pubblicazioni, esemplare resta "La Presse" di E. de Girardin ) che a partire dalla metà del XIX sec., furono diffusi anche in Italia con il nome di "romanzi d'appendice".

IL GIORNALISMO TRA CRONACA, POLITICA E CULTURA

Insomma, settimanali, periodici o quotidiani che fossero, essi presentavano un carattere complessivamente culturale oppure nell'ambito di altri temi (politici, sociali, ecc.) si limitavano a riservare uno spazio ridotto alla pubblicazione di opere narrative, in genere ancora sconosciute. Ed è probabilmente per questo motivo, come sottolinea il Falqui (2), che nessuno tra questi giornali fu in grado di individuare la formula giusta in grado di garantire un'adeguata connessione tra letteratura, politica, cronaca, attualità, finendo per morire lentamente dopo un grande entusiasmo iniziale e lasciando aperta la strada a diverse alternative.

Letteratura e giornalismo

Tra queste una funzione di anticipazione e una sorta di simbiosi tra letteratura e giornalismo prima della creazione della terza pagina venne svolta in Italia dalla pubblicazione della pagina letteraria festiva ("L'Opinione" e Il Fanfulla"), dall'introduzione nelle pagine di rubriche quotidiane di varietà ("L'Opinione", 1889) e dall'inserimento saltuario della materia culturale che ebbe poi ampio sviluppo la domenica, quando il giornale usciva in otto pagine ("Il Giorno" 1899). (3) Soffermando pertanto l'attenzione sulla situazione della stampa italiana del primo '900 si può affermare che rispetto al passato, immediatamente posteriore all'unificazione in cui il giornalismo aveva incontrato molte difficoltà oggettive (analfabetismo diffuso, limitazione dei diritti politici, mancanza di un'identità linguistica nazionale corrosa dalla sopravvivenza ei numerosi dialetti, vendita dei giornali limitata ai botteghini delle tipografie e delle librerie e presente soprattutto nelle forme dell'abbonamento, inesistenza della figura professionale del giornalista)4, essa raggiunge un livello di sviluppo e di affermazione di grande rilievo.

Michele Pappacoda                                       mjcheva@live.it




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