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IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 14\ 06\ 2010 STORIA DI SANT´ELIA FIUME RAPIDO IN PROVINCIA DI FROSINONE A CURA DI MICHELE PAPPACODA

15 Maggio 2013, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Stenna di Sant'Elia Fiume Rapido Frosinone
Stenna di Sant'Elia Fiume Rapido Frosinone

 l nome di S. Elia è menzionato per la prima volta nel “Chronicon Casinense” all’epoca delle devastazioni saracene (859 e 866). In epoca romana era compreso nel territorio di Casinum, come documentano le superstiti iscrizioni. La storia del paese si lega strettamente a quella del vicino Monastero benedettino di Montecassino. Infatti fu fondata, su una collinetta alla sinistra del corso del fiume Rapido, dall’abate Mansone di Montecassino attorno all'anno 995 e prese il nome da una piccola chiesa dedicata al Santo Profeta, esistente all'epoca di poco più a valle del nuovo paese, proprio nei pressi del fiume, dove ancora oggi è possibile ammirare la parte superiore di un ponte romano detto di Sant'Elia Vecchio. La chiesetta, fondata nell'VIII secolo, ebbe a subire, assieme al villaggio che gli era attorno, devastazioni e distruzioni durante le scorrerie saracene dell'859 e dell'866. Ricostruita sul finire del X secolo, fu defenitivamente distrutta durante la guerra fra aragonesi e francesi, nel corso del XV secolo, per il possesso del Regno di Napoli. Sul suo territorio sono stati rinvenuti reperti archeologici di epoca pre-romana e romana: mura poligonali del IV o III secolo a.C., resti di due ponti romani, lunghi e ben conservati tratti di un acquedotto romano di epoca claudia (I secolo d.C.), resti di colonne e frontoni di ville ed edifici sacri romani, epigrafi latine. Ben conservato è il centro storico di Sant'Elia, attraversato in tutta la sua lunghezza da via Angelo Santilli da cui si diramano, verso l'alto, dedali di vicoli e porticati che aggirano alle spalle la duecentesca Chiesa Madre di Santa Maria la Nova. Sono ancora ben visibili lunghi tratti delle mura di recinzione e di difesa dell'antico centro abitato con alcune torri ancora in buono stato o ben riconoscibili. Le porte di accesso al vecchio "castellum" furono smantellate fra la fine del XIX secolo e l' inizio del XX. Di quella che era rivolta verso sud, restano le vestigia ricomposte su un prato della Villa Comunale; di quella rivolta verso nord in fondo a via Angelo Santilli, resta uno stipite con capitello incassato in un muro di una casa; la terza, detta la Portella, è ancora intatta, rivolta verso ovest e giù in basso di fronte alla chiesa di Santa Maria la Nova. Magnifiche anche le chiese e le cappelle romaniche, rinascimentali e barocche con affreschi e dipinti d'epoca: la già nominata chiesa di Santa Maria la Nova (XIII sec.), in pieno centro storico, con arricchimenti rinascimentali e barocchi: ammirevoli il seicentesco organo ligneo a canne, opera di Giuseppe Catarinozzi di Affile ed il coevo coro ligneo intarsiato dai maestri intagliatori della famiglia Mosca di Pescocostanzo; la romanica chiesetta di Santa Maria Maggiore, un po' discosta dal paese, con affreschi del XIII secolo, pavimento musivo cosmatesco e altare con dipinto bizantineggiante; la settecentesca chiesa di Santa Maria dell'Ulivo, in contrada Olivella e in perfetto stile barocco, racchiudente una settecentesca tela dipinta dall' artista napoletano Lorenzo de Caro, raffigurante la visitazione della Madonna a Santa Elisabetta; l'ormai sconsacrata chiesa romanica di Ognissanti (XI sec.) con affreschi del XIII e XIV secolo; i resti della distrutta chiesa di San Cataldo (X sec.), costruita all'epoca dai monaci basiliani di rito bizantino, residenti nel monastero di Valleluce, con all'interno gli altari laterali e l'abside; infine le cappelle dipinte di Santa Maria degli Angeli (XV sec.) e Santa Maria di Palombara (XIII sec). Nel1862, per Regio Decreto Sabaudo, al nome Sant'Elia fu aggiunto quello di Fiume Rapido. L' 8 dicembre del 1943, Sant'Elia Fiumerapido fu fatta oggetto di un furioso bombardamento aereo. Il paese fu distrutto per il 91% e fra le vittime civili ci furono 180 morti e 97 feriti.

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'argento al merito civile

«Centro strategicamente importante, situato sulla linea Gustav, durante l'ultima guerra mondiale si trovò al centro degli opposti schieramenti, subendo violenti rastrellamenti da parte delle truppe tedesche e devastanti bombardamenti alleati, che provocarono la morte di numerosissimi cittadini, tra cui molti giovani e bambini, e la totale distruzione dell'abitato. I sopravvissuti, sebbene provati dagli stenti e dalla sofferenza, seppero reagire ed intraprendere la difficile opera di ricostruzione.»
— S. Elia Fiumerapido (FR), 1943-1944.
Michele Pappacoda

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