Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI ANGELA CECERE Lunedì 3 Febbraio è il 34° giorno del calendario gregoriano. Mancano 331 giorni alla fine dell'anno.
Santo del giorno: San Biagio
Proverbio di Febbraio
Per la festa di S. Biagio il gran freddo ormai è passato
Accadde oggi
1871 – La capitale d'Italia viene trasferita da Firenze a Roma;
A CURA DI ANGELA CECERE Avanza l'alta pressione in questo primo lunedì del mese. La giornata sarà contraddistinta da generali condizioni di bel tempo, infatti il cielo si potrà vedere sereno o al massimo poco nuvoloso su tutte le regioni. I venti soffieranno da deboli a moderati dai quadranti nordorientali, mentre i mari risulteranno mossi, ma con moto ondoso in diminuzione. Temperature stazionarie. Temperature Valori massimi attesi tra i 9°C di Milano e Bologna e i 12-13°C delle altre città
A CURA DI ANGELA CECERE San Biagio Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 5,1-20. In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all'altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni. Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito immondo, da quest'uomo!». E gli domandò: «Come ti chiami?». «Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti». E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione. Ora c'era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo. E gli spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l'altro nel mare. I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto. Giunti che furono da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Và nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sta in una mano, ha i colori dell’arcobaleno e lo potete vedere in giro per Carpi, e non solo, accoccolato sul petto di una delle sue proprietarie. ÈCocò, un dolcissimo pappagallino che da un anno e mezzo è diventato il compagno inseparabile diDomitilla Panzani, 11 anni, alunna di prima della Scuola media A. Pio con indirizzo musicale, di sua sorellaOlimpiae della loro mammaCinzia Caprara, architetto.
Come è entrato nella vostra vita Cocò?
“Cocò è entrato nelle nostre vite nel luglio del 2023. Inizialmente avevamo preso un altro pappagallino ma, una volta a casa, ci eravamo accorte che non mangiava ed era triste. Lo riportammo al negozio per farlo vedere e, appena arrivate lì, cominciò a chiamare con i suoi cigolii un’altra pappagallina, con la quale abbiamo capito che aveva già formato una coppia stabile.Così siamo tornate a casa e abbiamo atteso un nuovo uccellino, come ci era stato promesso dal titolare. E finalmente, dopo un paio di settimane, è arrivato Cocò”.
Che tipo di pappagallino è?
“È un inseparabile, un Agapornis, ovvero un uccellino originario del Madagascar, e forse proprio per questa caratteristica è molto freddoloso! Lo abbiamo tenuto al caldo anche d’estate. Lui è anche molto particolare fisicamente: ha una mutazione cromatica unica. Infatti, doveva rimanere bianco con la coda turchese, ma crescendo ha sviluppato le sfumature di tutti i colori dell’arcobaleno e sul capo ha una specie di corona arancione.
Abbiamo anche due canarini, Pesca e Kiwi, e Cocò spesso si diverte ad importunarli al di fuori della gabbia, cantando più forte di loro”.
Come ha cambiato la vostra vita?
D: “È un’esplosione di emozioni, perché è molto intelligente e fin da subito si è relazionato con noi e ci ha eletto sua famiglia. Si fa comprendere in ogni bisogno e ci restituisce tanto affetto e coccole. Ormai riesco a comprenderlo in base al cigolio che fa, forse perché studia sempre con me al pomeriggio”.
C: “Lo abbiamo integrato subito nella nostra quotidianità, al di fuori della gabbia, dove peraltro non è mai entrato! Se capita di spostarci, dobbiamo solo verificare che nelle strutture vengano accettati gli animali, altrimenti abbiamo constatato che lo possiamo portare quasi ovunque, e dappertutto riceve attenzioni e apprezzamenti”.
Quali sono le abitudini e gli aneddoti più teneri che vi legano a lui?
D: “La cosa più tenera è quando si avvicina porgendo il capo per farsi coccolare, e noi con il viso lo accarezziamo e sentiamo il calore delle sue piume: è davvero bellissimo! Cocò è molto socievole e curioso e con chi gli piace è anche molto affettuoso. Si è innamorato di una nostra amica e le fa le serenate ogni volta che la vede! Ultimamente ci ha fatto capire che voleva bere da un bicchiere come noi, perché continuava a planare sui nostri per provare a bere e non utilizzava più il suo abbeveratoio, perciò gli abbiamo messo a disposizione un bicchierino di vetro e lui ora usa solo quello”.
C: “A me capita spesso che lo confondano con una spilla, perché gli piace mettersi a riposare vicino al mio collo, poi quando si muove le persone intorno quasi si spaventano, perché è raro vedere così da vicino un pappagallino libero. A quel punto iniziano i complimenti, e lui sembra davvero rendersene conto e gongolare”.
Cosa vi sentite di consigliare a chi vorrebbe adottarne uno?
C: “Per Domitilla e Olimpia è importante avere un cucciolo di cui prendersi cura, perciò consigliamo di adottarne uno, ma se rimane solo suggerirei di non farlo vivere in gabbia, ma di provare, con pazienza e affetto, ad abituarlo ai tempi e agli spazi della famiglia.
Le emozioni che si provano avendo cura di un animale sono un grande dono, arricchiscono la nostra vita e, mettendoci alla prova, ci aiutano a crescere a qualsiasi età”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA È il giorno della prova dei fatti per Roccaraso, la cittadina dell'Alto Sangro chiamata a fare i conti con l'invasione del turismo campano, dopo l'arrivo - domenica scorsa - di oltre 200 bus, con 10mila turisti e le conseguenti polemiche sul caos, i rifiuti, le strade congestionate e i sospetti di riciclaggio per gli organizzatori delle gite. I primi bus sono arrivati questa mattina intorno alle 9.15 e hanno passato la «dogana» allestita tra Castel di Sangro e Rionero Sannitico. Poi, come previsto, il filtro dei passeggeri è avvenuto sulla statale 17, a Roccaraso, nei pressi dell'Istituto Alberghiero. Qui è stato allestito il quartiere generale delle forze dell'ordine tra polizia, carabinieri e vigili del fuoco. Sono previste tremila persone in paese. Gli unici rallentamenti intanto si registrano sulla statale 17, nei pressi della «dogana» per i bus, a causa di un incidente stradale avvenuto a pochi metri dal bivio per Montenero Val Cocchiaria.
«Noi etichettati perché napoletani»
«Non siamo maleducati. Siamo gente che rispetta posti e luoghi. Oggi vogliamo solo passare una domenica sulla neve»- commentano alcuni passeggeri di Caserta che scendono dal bus. «Sono più di 60 anni che si fanno le gite a Roccaraso, però il social è una grande cosa, lo sfruttiamo a volte in maniera buona e altre volte in maniera sbagliata, però se portiamo il turismo lo stiamo usando in maniera buona, però dobbiamo essere civili», dice un turista campano «Siamo sempre etichettati: andiamo a Sanremo e non va bene, andiamo a Roccaraso e non va bene; quello di etichettarci lo fanno dappertutto, solo perché siamo napoletani.
Sindaco e presidente della Provincia esultano
Intanto le autorità esultano per il piano di contenimento ben riuscito: «Roccaraso è salva», afferma il sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato. «Quando vogliamo il sistema riesce a rispondere. Abbiamo dato la possibilità a cittadini e turisti di trascorrere la giornata in montagna con assoluta sicurezza»- riprende Di Donato, sottolineando che «Roccaraso è grata al turismo campano. Quando non si viene informati ci possono essere criticità importanti ma ci siamo arrivati per ospitare tutti al meglio delle nostre possibilità».
«Il sistema messo in piedi è stato dissuasivo per gestire la situazione», aggiunge il presidente della provincia dell'Aquila e sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, a proposito della seconda ondata del turismo campano a Roccaraso. «I filtri stanno funzionando e finora non si registrano grosse problematiche anche se si dovrà monitorare il ritorno», afferma Caruso. LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ha perso il controllo della sua auto mentre rientrava a casa ed è morto, sbalzato fuori dalla macchina finita in un vigneto. David Agostinelli aveva solo 20 anni ed era praticamente arrivato, era poco lontano da casa sua. Per cause ancora da accertare, poco dopo la mezzanotte tra sabato e domenica, la sua Fiat Punto rossa è uscita dalla carreggiata sulla strada che porta da Valdobbiadene a Saccol, nel Trevigiano, precipitando lungo un pendio coltivato a vite. L'auto ha abbattuto alcuni pali dei filari e per il 20enne di Valdobbiadene, sbalzato violentemente fuori dall'abitacolo, non c'è stato nulla da fare: è morto sul colpo a causa delle ferite riportate. Sul posto hanno operato carabinieri e Suem 118, assieme ai vigili del fuoco di Montebelluna (Treviso). LEGGO.IT
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Prima le minacce, poi un pugno in pieno volto che gli ha fatto perdere due incisivi. Tutto solo perché aveva chiesto a due giovani di «poter togliere i piedi dai sedili dell'autobus». Andrea Schianchi, un 25enne disabile residente a Parma, ha subito un'aggressione su un pullman di linea. «Ho notato due ragazzi - ha raccontato alla Gazzetta di Parma - con i piedi sul sedile dei bus e gli ho chiesto con educazione di tirare giù le scarpe». Gli agenti della polizia stanno stanno portando avanti le indagini per individuare gli aggressori.
Il grave episodio
L'uomo è affetto da una emiplegia, la condizione in cui uno dei due lati del corpo è paralizzato, e dopo l'accaduto ha deciso di denunciare tutto sui social. I due ragazzi prima gli hanno dato un colpo sulla visiera del cappellino, poi gli hanno sferrato un pugno in pieno volto. «Mi hanno rotto due incisivi - ha detto ancora - ora ho il labbro completamente tagliato, fatico a parlare. Ho avuto paura, ma ho provato anche tanta rabbia». Le forze dell'ordine sono intervenute subito, raccogliendo anche le testimonianze degli altri passeggeri che hanno dato l'allarme e hanno soccorso la vittima. I due aggressori sono scesi alla fermata successiva e si sono dileguati. LEGGO.IT
di Miki Pappacoda Auguri oggi a quanti festeggiano un compleanno, onomastico anniversario ecc.
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele» (Luca 2, 29-31). Questa festa è chiamata con svariati nomi, ciascuno dei quali ricorda un fatto avvenuto in questa giornata in cui la Sacra Famiglia ci diede l’esempio della più perfetta ubbidienza. Iddio nell’Antico Testamento aveva prescritto che ogni figlio primogenito fosse consacrato a Lui in memoria del beneficio fatto al suo popolo quando tutti i primogeniti degli Egiziani perirono sotto la spada dell’Angelo sterminatore risparmiando invece gli Ebrei. Un’altra legge poi ordinava che ogni donna ebrea si presentasse al Tempio per purificarsi, quaranta giorni dopo la nascita del bambino, oppure dopo ottanta, se era una figlia, portando alcune vittime da sacrificarsi in ringraziamento ed espiazione. Siccome le due cerimonie potevano compiersi tutte due assieme, Giuseppe e Maria portarono Gesù alla città santa, quaranta giorni dopo il Natale. Benché Maria non fosse obbligata alla legge della purificazione, poiché Ella fu sempre vergine e pura, tuttavia per umiltà ed ubbidienza volle andare come le altre. Ubbidì poi al secondo precetto di presentare ed offrire il Figlio all’Eterno Padre; ma l’offrì in modo diverso dal come le altre madri offrivano i loro figliuoli. Mentre per le altre madri questa era una semplice cerimonia. senza timore di dover offrire i figli alla morte, Maria offrì realmente Gesù in sacrificio alla morte, poiché Ella era certa che l’offerta che allora faceva doveva un giorno consumarsi sull’altare della croce. Giunti nel recinto del tempio venne loro incontro un vecchio venerando di nome Simeone, uomo giusto e pio, a cui lo Spirito Santo aveva promesso che non sarebbe morto prima d’aver mirato il Salvatore del mondo. Illuminato dal cielo aveva riconosciuto che il figlio di Maria era appunto l’aspettato delle genti. Presolo fra le braccia nell’entusiasmo della riconoscenza esclamò: « Or lascia, o Signore, che il tuo servo, secondo la tua parola, se ne vada in pace… »: poi benedisse i genitori del Bambino dicendo a Maria: « Ecco Egli è posto a rovina e resurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione; ed anche a te una spada trapasserà l’anima ». Maria istruita nella Sacra Scrittura aveva già intravvisto tutte le pene che doveva patire il suo Figlio. e nelle parole di Simeone ne ebbe la dolorosa conferma. Maria a tutto acconsente. e con mirabile fortezza, offre Gesù all’Eterno Padre, ma la sua anima fu in quel momento attraversata da una spada. Fatta l’offerta come prescritto dalla legge del Signore, Maria e Giuseppe ritornarono nella Galilea, alla loro città di Nazaret. E il Bambino cresceva e si fortificava pieno di sapienza, e la .grazia di Dio era con Lui. PRATICA Maria per ubbidienza volle adempiere quanto prescriveva la legge, quantunque non vi fosse obbligata. Impariamo anche noi ad ubbidire a tutte le leggi, perchè, come dice la Sacra Scrittura, l’uomo ubbidiente riporterà vittoria. PREGHIERA Dio onnipotente ed eterno, supplichiamo umilmente la tua maestà, che come l’Unigenito Figlio tuo quest’oggi fu presentato al Tempio nella sostanza di nostra carne, così tu faccia che noi siamo presentati a te con animo purificato. MARTIROLOGIO ROMANO. Purificazione della beata Vergine Maria, che dai Greci viene chiamata Hypapànte (cioè l’incontro) del Signore. FILASTROCCA – Per la santa Candelora se nevica o se plora dell’inverno siamo fora; ma se l’è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’attaccante olandese si è fatto male durante l’allenamento di rifinitura del 31 gennaio ed ha riguardato il legamento crociato e sulle cui condizioni verrà diramato un comunicato stampa nella giornata del 2 febbraio Sorrento – La vittoria contro il Crotone è stata voluta dedicare a Bolsius da parte dei suoi compagni e di tutto lo staff. L’attaccante olandese si è fatto male durante l’allenamento di rifinitura del 31 gennaio ed ha riguardato il legamento crociato e sulle cui condizioni verrà diramato un comunicato stampa nella giornata del 2 febbraio. Purtroppo non è una bella situazione, perché potrebbe avere finito di giocare nell’attuale stagione, ma si dovrà vedere quale sarà la diagnosi che si prospetta. GiSpa POSITANONEWS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Oggi ricorrono 82 anni dal 2 febbraio 1943 quando il sommergibile inglese Safari affondò la nave italiana Salemi al largo di Positano distruggendo anche gli scogli “Mamma e Figlio” che si stagliavano nei pressi della torre Clavel. Furono in tanti i positanesi che in quella drammatica giornata si prodigarono per prestare soccorso. Il bombardamento avvenne dopo le 14 del 2 febbraio 1943 quando i due piroscafi, il Salemi ed il Valsavoia, in viaggio verso sud, venivano affondati anche se non colarono subito a picco. Il Valsavoia, infatti, impiegò circa mezz’ora per affondare ci mette una mezzora per affondare. Il Salemi, invece, riuscì ad evitare il primo missile (che distrusse lo scoglio de La Mamma) ma il sommergibile Safari capitanato dal comandante Ben Briant riprese a colpirlo con i missili fino a farlo affondare. I positanesi si precipitarono immediatamente per prestare soccorso all’equipaggio, gettandosi in mare per recuperare quante più persone possibile. E questo fece sì che furono solo otto gli italiani che persero la vita. Riportiamo una ricostruzione storica dell’episodio fatta da Giuseppe Sabella. «Il 2 febbraio 1943 i piroscafi Valsavoia e Salemi, salpati da Napoli alle 11:20, viaggiavano in ordine di fila alla volta della Sicilia. Dopo aver doppiato Punta Campanella e giunti in vista del litorale positanese, verso le 14:40, un improvviso scoppio squassava il lato dritto del Valsavoia ed un’alta colonna d’acqua si levava minacciosamente invadendo la sala nautica. Il suo comandante, il capitano Astarita, ordinava allora di mettere il timone tutto a sinistra, ma un secondo scoppio detonava nuovamente a dritta, fra la stiva n.5 e le carbonaie, distruggendo la trasmissione del timone. La nave, ormai priva di manovra, sbandando a dritta imbarcava acqua dalla poppa che, presto, fu allagata fino alla coperta. Si ordinò, dunque, di fermare la macchina e di calare in mare le due scialuppe rimaste e la zattera di sinistra sulle quali prese posto l’equipaggio, mentre gli altri, alla meno peggio, si tuffavano in mare. Contemporaneamente anche il Salemi accostava a sinistra evitando, così, un terzo siluro che, esplodendo sulla costa, distruggeva i due faraglioni che si ergevano a ponente della spiaggia di Fornillo e battezzati dai pescatori locali ” la Madre” e “Il Figlio”. Subito dopo il sottomarino britannico Safari emergeva ed iniziava un intenso cannoneggiamento sul Salemi riducendolo a colabrodo. Fu un’azione fulminea, quattro minuti e tutto fu concluso. Nel frattempo, però, i pescatori positanesi erano già alla voga in mare per recuperare i naufraghi, mentre ancora l’unità nemica martellava a cannonate le nostre navi. A terra, invece, tutta la popolazione, confluita sulla Marina Grande, si apprestava ad accogliere e rifocillare i naufraghi offrendo loro le più amorevoli cure. In quel 2 febbraio uomini comuni, senza specifiche attitudini eroiche, non hanno esitato a rischiare la propria vita per salvare quella di altri in pericolo. Proprio la tempestività del soccorso ha limitato al massimo i caduti”». POSITANONEWS