Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno S. Giorgio tribuno militare e martire († ca. 303)B. Maria Gabriella Sagheddu trappista (1914-1939) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 10,22-30. Ricorreva in quei giorni a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d'inverno. Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando terrai l'animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente». Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste mi danno testimonianza; ma voi non credete, perché non siete mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Costruire un buon rapporto col capo e i colleghi di lavoro è importante per assicurarsi un clima positivo e piacevole in ufficio, ma non è sempre facile riuscirci. Si dice che in amicizia è meglio non inserire la variabile dei soldi, che potrebbe essere deleteria e causare attriti, ma quando si parla di relazioni legate al mondo del lavoro è inevitabile che interessi di questo tipo siano parte del "pacchetto". Cosa fare, allora, se un collega ci incastra in un turno particolarmente scomodo? O se il capo rifiuta una richiesta che riteniamo ragionevole? A quel punto, anziché continuare a fare buon viso a cattivo gioco per mantenere un rapporto "positivo", ci si tira su le maniche e si lotta per migliorare la propria vita a dispetto dei desideri o delle pretese altrui. A Chris, per esempio, è stato detto che non avrebbe potuto fare smartworking: la sua presenza in ufficio - anche se a suo dire non necessaria - è stata ritenuta assolutamente necessaria. Eppure, lui non ci sta e alla presa di posizione del capo risponde con un atteggiamento risoluto. La "vendetta" di Chris Il capo ha giocato la sua mano, vale a dire il rifiuto di lasciare che i dipendenti lavorino da casa. Allora, Chris ha deciso di alzare la puntata anziché lasciare il tavolo. In una breve clip pubblicata sul suo account TikTok, il ragazzo si trova in macchina e ci guarda con espressione compiaciuta. Il testo sullo schermo spiega per filo e per segno cos'è successo: «Mi è stato detto recentemente che non posso lavorare da casa, anche se in realtà faccio tutto da remoto, e mi vogliono in ufficio». La "pretesa", però, non è stata accolta da Chris: «Quindi, ho cancellato Teams e l'app della mail dal mio telefono. Il mio capo ha provato a chiamarmi ieri sera per qualcosa di urgente, e non è riuscito a raggiungermi. Mi ha chiesto perché e io gliel'ho detto: sto facendo ciò che mi è stato riferito, ovvero non lavorare quando sono a casa». Si tratta di un caso di "malicious compliance", un termine traducibile con "obbedienza ostile" (sciopero bianco in Italia): il dipendente agisce all'interno dei limiti che gli sono stati imposti e le regole dell'azienda, ma si schiera in aperta opposizione. Diversi utenti hanno ammesso di essersi comportati allo stesso modo: «Ho fatto la stessa cosa e ho anche bloccato il suo contatto dal telefono così ero raggiungibile soltanto dal telefono dell'azienda, che lascio al lavoro», «L'ho fatto anch'io, faccio ciò che riguarda il lavoro soltanto durante il mio turno, e la mia salute mentale è migliorata notevolmente». di Hylia Rossi
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una vite spinta troppo in profondità gli ha perforato la mascella finendo nel cranio, nella zona dove si trova il liquido cerebrospinale. «Sentivo il dolore, ma il dentista mi ha detto che era normale»: ripercorre così il grave incidente odontoiatrico che lo ha costretto a una lunga degenza in ospedale un 40enne di Bursa, inTurchia, il cui caso è finito sulle riviste mediche di mezzo mondo.
L'intervento
Ramazan Yılmaz, operaio e padre di due figli, ha subito gravi danni a seguito di un intervento per un impianto dentale andato storto eseguito in una clinica privata. L'uomo ha raccontato la sua terribile esperienza: «Quando ho avvertito fastidio ai denti, sono andato in una clinica dentistica privata a Nilüfer. A seguito degli esami effettuati lì, mi è stato detto che la mia struttura ossea era sottile, i miei denti erano allentati e che avrei avuto bisogno di un impianto. Il dottore mi ha detto che fa il medico da 24 anni ed è un esperto in questo campo. Ci siamo fidati di lui e gli abbiamo affidato il lavoro». Il trattamento si è rapidamente trasformato in un incubo quando il medico ha tentato di inserire l'impianto. «Durante l’intervento, ha detto alla sua segretaria che il dispositivo che aveva usato nella procedura era rotto.
Ha iniziato a fare la procedura con la mano, mentre cercava di inserire la vite, gli ho detto che era l'osso ma mi ha risposto che era normale», ha raccontato Yılmaz ai media locali. Solo quando ha urlato dal dolore, il dentista ha interrotto la procedura e sottoposto il paziente a una radiografia. L'esame ha mostrato che la vite aveva perforato l'osso della mascella e si era conficcata nel cranio.
La denuncia
Il dentista ha così portato il paziente in ospdale, dove i medici hanno deciso di eseguire un delicato intervento chirurgico per estrarre la vite. «Mi dissero che avrei potuto perdere la vita, ho detto addio ai miei figli. Grazie a Dio, sono uscito sano e salvo dall'ambulatorio». L'uomo ha ora presentato denuncia, sottolineando che il dentista non solo non si è più curato di lui, ma non gli ha neanche rimborsato l'onorario. In risposta alle accuse, il dottor AD ha parlato di una complicazione medica, negando ogni responsabilità. LEGGO.IT
INSERITO DA MORENA MOTTA A dispetto delle aspettative per una primavera mite, il ritorno del freddo e del maltempo a fine aprile 2024 ha spiazzato l'Italia, portando molti a rispolverare maglioni e coperte. Con temperature che si sono abbassate nuovamente sotto i 10 gradi centigradi, specialmente al Nord, le amministrazioni locali hanno deciso di prorogare il periodo di accensione dei riscaldamenti per garantire comfort e sicurezza ai cittadini. Le proroghe In risposta al freddo inaspettato, varie città italiane hanno prorogato la stagione di riscaldamento oltre le date usuali. Questa misura eccezionale permetterà ai termosifoni di restare attivi fino alla fine del mese di aprile, assicurando che nessuno debba soffrire il freddo inaspettato durante il ponte festivo del 25 aprile e del 1 maggio. Dove si possono riaccendere i termosifoni Abruzzo Chieti: proroga fino al 1 maggio compreso per 6 ore al giorno tra le 5 e le 23. Emilia-Romagna Bologna: proroga fino al 26 aprile compreso con la raccomandazione a tenere i termosifoni accesi solo nelle ore più fredde, per un massimo di 6 ore al giorno. Parma: fino al 28 aprile per un massimo di 6,5 ore al giorno tra le 5 e le 23. Fidenza: proroga dal 19 aprile al 3 maggio. Castel San Pietro Terme: proroga fino al 25 aprile compreso per un massimo di 6 ore e mezza al giorno tra le 5 e le 23. Castenaso: fino al 26 aprile compreso. Rimini: fino al 29 aprile, per un massimo di sei ore e mezzo al giorno. Piacenza: fino al 24 aprile compreso per massimo sette ore al giorno. Friuli Venezia Giulia Pordenone: proroga fino al 28 aprile compreso, per 6 ore e mezza divise in due fasce orarie tra le 5 e le 23. Liguria Genova: proroga fino al 30 aprile compreso, per un massimo di 6 ore al giorno; La Spezia: fino al 23 aprile compreso per un massimo di 6 ore al giorno. Lombardia Sondrio: proroga fino al 28 aprile compreso, per 6 ore e mezza tra le 5 e le 23. Piemonte Alessandria: accensione dei termosifoni per un massimo di 7 ore al giorno «in presenza di situazioni climatiche che ne giustifichino l’esercizio». Torino: fino a un massimo di sette ore al giorno, tra le 5 e le 23 Toscana Arezzo: fino al 24 aprile compreso, per un massimo di 6 ore al giorno ma senza superare i 17 gradi centigradi negli edifici industriali e i 19 gradi centigradi in tutti gli altri immobili. Livorno: riscaldamenti accesi fino al 30 aprile compreso, per un massimo di 6 ore al giorno tra le 5 e le 23. Siena: fino al 30 aprile compreso gli impianti potranno restare in funzione per un massimo di 6 ore al giorno. Umbria Perugia: riscaldamento acceso fino al 29 aprile compreso per sei ore al giorno, nella fascia compresa tra le 5 e le 23. Veneto Verona: 7 ore giornaliere fino al 30 aprile, fino a 19 gradi centigradi sia negli edifici pubblici che in quelli privati. Il freddo ha fatto riaccendere i termosifoni nelle città, da Padova, a Vicenza, a Treviso i comuni hanno dato il via libera alla norma che consente di derogare, in presenza di forti peggioramenti meteo, al limite stagionale di utilizzo degli impianti di riscaldamento, permettendo la riaccensione per un periodo non superiore alle 7 ore giornaliere. LEGGO.IT
INSERITO DA MORNA MOTTA Quasi centomila euro raccolti in pochi giorni per esaudire tutti i desideri di Sara, la bambina di 5 anni diFaenzaaffetta da unneuroblastomaal quarto stadio per la quale sono state sospese le cure. Iltumoreè irreversibile, e quando i medici hanno preso la decisione di non affaticarla ulteriormente intensificando la terapia, il papà della picccola ha condiviso il desiderio della famiglia: «Faremo passare tutto il tempo che Dio vorrà concederle facendola divertire e portandola nei posti che desidera». Da oggi, grazie a una raccolta fondi alla quale hanno partecipato da tutta Italia, le prime voci della lista dei desideri di Sara cominceranno a essere spuntate.
Sulla pagina Facebook "Il Babbo Natale dei Bambini", gestita da un volontario, è stato comunicato il raggiungimento della quota prefissata e la chiusura della raccolta fondi. I soldi raccolti serviranno ora a realizzare i desideri di Sara: dal viaggio a Disneyland alla passeggiata a cavallo, dal volo in elicottero a un servizio fotografico.
Raccolta fondi terminata
Nel post pubblicato su Facebook dal "Babbo" dei bambini, viene specificato da quali canali provengono le donazioni (un Iban specifico e due collette su GoFundMe, una a nome del papà e una della mamma di Sara) e cosa succederà da adesso in poi: «Sara da questo momento sarà accontentata in ogni cosa».
I conti
Nel post si legge: «Buonasera a tutti, comunico con molto piacere che i desideri di sara sono stati tutti esauditi, e che il totale raccolto è di €117.433 così suddivisi: Gofundme Mamma Maria €6.440; Gofundme Papà Mattia 78.793 (gli altri soldi presenti sul conto erano precedenti alla raccolta dei desideri e non li abbiamo conteggiati giustamente); Iban Intestato alla Mamma Maria per la raccolta dei desideri di Sara 'Il Babbo Natale Dei Bambini’ €32.200. Per la massima trasparenza mamma e papà hanno già mandato la mail di richiesta dell'estratto conto di Visa Mooney e nei prossimi giorni appena lo avremo ve lo metterò sulla pagina mentre per Gofundme lo potete vedere tranquillamente perché scorrendo ci sono le donazioni con data e importo con il nome del donatore». «Quindi, tutti i conti intestati ai genitori riguardanti Sara saranno chiusi tra oggi e domani, tempi tecnici di risposta di Gofundme e Mooney.
Vi invito a non fare più versamenti perché l'obbiettivo è raggiunto. A partire da questo momento non saranno più accettati versamenti sul conto della mamma perché il denaro raccolto servirà solo per i desideri di Sara e per acquistare quello che vorrà nei posti dove andrà, come giocattoli o altro, e nelle giornate successive saranno chiusi i conti Gofundme», continua "Babbo". I desideri di Sara «Voglio ringraziare tutta Italia per essere stata vicino a Sara e alla sua famiglia, perché nessuno avrebbe mai immaginato che si potesse chiudere la lista in così poco tempo. Ora io e i genitori di Sara stileremo il calendario di tutte le date, abbiamo dato opportunità anche a persone che hanno voluto ripetere più di una volta il desiderio, come andare a cavallo, l’elicottero, la festa con tanti bimbi, il castello e il servizio fotografico. Per correttezza vi dico anche che, se Sara dovesse avere qualche altro desiderio, ve lo comunicheremmo, ammesso solo che non ci siano più fondi, e che Sara da questo momento sarà accontentata in ogni cosa. Non ha sempre belle giornate perché il dolore le dà fastidio, quindi “doseremo” gli eventi in base alla sua condizione e saranno svolti nell’ordine che deciderà lei. Ogni volta che ci sarà un desiderio vi metterò la foto per trasparenza». «Adesso dobbiamo pensare a far divertire la nostra e vostra principessa Sara, perché lei merita di essere felice, e io non la lascio per nessun motivo al mondo e finché lei vorrà io gli starò vicino, qualsiasi cosa succeda e a qualsiasi costo. Le comunicherò che grazie a tanti elfi buoni lei esaudirà tutti i suoi desideri, e a proposito di questo, vi comunico che quando Sara andrà a Disneyland rimarrà qualche giorno in più perché delle persone speciali le faranno fare il giro di Parigi e dei posti più conosciuti. VI RICORDO CHE PER VOLERE DELLA MAMMA E DEL PAPÀ DI SARA, nel caso il denaro raccolto non dovesse più servire (speriamo il più tardi possibile) sarà donato ad altri bimbi e famiglie in difficoltà rendicontando l’importo rimasto e a chi sarà donato». LEGGO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le condizioni della donna erano apparse subito molto gravi ai soccorritori giunti immediatamente sul posto in piazza Cavour, all'altezza dell'Istituto Casanova... Napoli. Era giunta in Italia per studiare e ha trovato la morte in bici, mentre faceva ritorno a casa. E' la tragica fine di una studentessa tedesca di 27 anni a Napoli. A travolgerla lungo la strada per cause in corso di accertamento è stato un compattatore adibito alla raccolta dei rifiuti in città. Le sue condizioni erano apparse subito molto gravi ai soccorritori giunti immediatamente sul posto in piazza Cavour, all'altezza dell'Istituto Casanova. All'ospedale Vecchio Pellegrini i medici hanno fatto di tutto per strapparla alla morte, ma non c'è stato purtroppo nulla da fare. Sulla tragedia è stata aperta un'inchiesta, i mezzi sequestrati e la salma trasferita in obitorio per i relativi accertamenti medico legali. Il cordoglio dell'amministrazione comunale di Napoli: "Siamo profondamente addolorati per il tragico incidente che ha coinvolto un mezzo adibito alla raccolta rifiuti e nel quale ha perso la vita una giovane ciclista straniera. La nostra vicinanza più sincera in questo momnento di grande dolore, ai familiari della vittima, ai quali assicuriamo il nostro pieno sostegno in un momento di così grande sconforto. Ci auguriamo che vengano chiarite al più presto le cause dell'incidente ed accertate le relative responsabilità."DI GIANNI VIGOROSO OTTOPAGINE
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Monteforte Irpino. Dopo lo scioglimento del comune di Monteforte Irpino, è stata aperta inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Sotto la lente d'ingrandimento gli intrecci tra comune, le imprese legate ai vari clan operativi in Irpinia e raggiunte dalle interdittive antimafia emesse dalla Prefettura di Avellino e inviate all'amministrazione comunale guidata dall'ex sindaco Costantino Giordano. La Dda dopo la relazione del Ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi ha ritenuto opportuno acquisire gli atti che hanno portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Monteforte Irpino per infiltrazioni camorristiche. Dalla relazione del Ministero dell'Interno e Prefettura di Avellino la traccia delle collusioni tra comune, imprese e organizzazioni criminali per l’affidamento degli appalti. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia lasciano presagire sviluppi clamorosi che potrebbero coinvolgere anche imprenditori insospettabili. Sotto la lente d'ingrandimento del pool antimafia anche il comportamento di dirgenti e dipendenti di Palazzo Loffredo. Gli inquirenti hanno messo in evidenza con la commissione di accesso i legami dell'amministrazione guidata dal l'ex sindaco Costantino Giordano, con alcuni esponenti della criminalità organizzata locale in particolare il Clan Partenio, ma anche con quelli del clan Moccia. Sembrerebbe che il Comune irpino avrebbe affidato l'appalto per la raccolta degli olii esausti a una ditta Soloil, controllata dal clan Moccia, attraverso l'imprenditore Di Sarno, quest'ultimo avrebbe avvicinato il sindaco tramite un noto imprenditore locale, anche lui raggiunto da una interdettiva antimafia. di Paola Iandolo OTTOPAGINE
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Benevento. Le fragilità delle aree interne al centro dell'agenda amministrativa, politica e sociale. Dopo 5 anni dalla lettera 'Mezzanotte del Mezzogiorno?' i vescovi della Metropolia di Benevento rilanciano la battaglia e consegnano alla società civile un nuovo documento. E' “La sfida possibile” in cui Felice Accrocca, arcivescovo metropolita di Benevento, Arturo Aiello, vescovo di Avellino, Pasquale Cascio arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, Giuseppe Mazzafaro vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti, Sergio Melillo vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia e Riccardo Guariglia Abate di Montevergine chiedono di non abbandonarsi alla rassegnazione per consentire la rinascita del territorio. “Dopo la prima lettera di cinque anni fa – ha spiegato l'Arcivescovo Accrocca – si è presa maggiore consapevolezza della questione. Ora, però, oltre a parlarne dobbiamo agire senza farci prendere dalla rassegnazione. Questo territorio sta morendo perchè è scollegato. Dobbiamo assolutamente cambiare le cose”. E infatti il documento presentato oggi alla curia di Benevento pone tra i temi centrali “Connessioni, mobilità e lavoro”. Temi al centro del Forum delle aree interne 2024 che si terrà nei giorni 6 e 7 maggio al Centro “La Pace” di Benevento ed avrà come tema “Alta velocità. Partire, tornare… forse restare” in cui si parlerà in particolare de “la conclusione di opere come l’alta velocità/capacità ferroviaria e le nuove infrastrutture digitali, per i significativi vantaggi in chiave di mobilità e di lavoro a distanza che esse promettono”. Grandi protagonisti dell'evento i giovani. Fermare la fuga dei giovani “I giovani vanno via? Sono costretti. Non è una disaffezione verso il territorio ma una necessità – rilancia il vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti, Giuseppe Mazzafaro – ma non è un destino. Però bisogna intervenire attraverso l'intervento di più attori. Noi come chiesa ci siamo perchè accogliamo le istanze delle persone: la domanda degli anziani soli perché i figli sono al Nord, la domanda degli ammalati senza assistenza, la domanda dei paesi che si svuotano. Il grido di aiuto delle persone”. E' tempo di visioni aggiunge ancora Sergio Melillo vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia “Dobbiamo superare la rassegnazioni e sollecitare la comunità a nuove prospettive”. E sulla vicenda dell'Industria Italiana Autobus: “E' una grande difficoltà, oggettiva e concreta, quella affrontata dalla IIA e da tante altre aziende che hanno risorse straordinarie dal punto di vista manifatturiero, industriale e progettuale che però vengono emarginate in un territorio che sembra essere condannato all'isolamento. Il nostro impegno deve essere un invito a dare coraggio e questa sfida che è davvero possibile”. Il documento “La sfida possibile” «Figlio dell’uomo, ti ho posto come sentinella per la casa d’Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia» (Ez 3,17). Sentiamo rivolte anche a noi le parole dette al profeta, all’inizio della sua missione al popolo. Anche a noi, posti a vegliare (episkopoi) sulle nostre Chiese, il Signore chiede di dire a tutti, ai giovani in primo luogo, una parola d’incoraggiamento e di speranza. Esattamente cinque anni fa decidemmo, come vescovi e pastori di comunità sempre più fragili ed emarginate facenti capo alla Metropolia Beneventana, di rialzare le nostre voci a sostegno dei territori che le politiche dei governi, le sempre avverse contingenze economiche, la scarsa capacità di autodeterminazione, hanno finito per rendere veri e propri “scarti”, nonostante il loro valore e le loro potenzialità. La nostra lettera – Mezzanotte del Mezzogiorno? – e le iniziative che ne sono susseguite, sembravano aver riportato la questione delle aree interne nell’agenda nazionale e nel dibattito sui sistemi economici e culturali del Paese, ma l’attualità ci consegna ancora vicende troppo disuguali e distanti dalla narrazione generale. L’episodio dell’ennesima maxi frana, che ha coinvolto settimane or sono la zona su cui insiste il tracciato della nuova ferrovia ad alta velocità/capacità Napoli-Bari, e che si riflette sui centri del Sannio, dell’Irpinia e della Capitanata, luoghi emblematici del Mezzogiorno d’Italia, è un plastico esempio di come il dramma dello spopolamento e dell’abbandono di certi territori incida sul dissesto idrogeologico, segnando ancora più marcatamente la spaccatura tra Nord e Sud. In tutto questo, i possibili benefici derivanti dal PNRR sembrano essere stati già vanificati dalla scarsa attitudine alla programmazione strategica. Inoltre, il diverso trattamento nell’erogazione dei fondi e la prospettiva di un’autonomia differenziata incombono sinistramente su ogni possibile azione di riscatto, nonostante le nostre comunità resilienti siano pronte a proporre la loro sfida, fatta di missioni originali e finalmente convergenti. Papa Francesco, lo scorso 20 gennaio, è intervenuto a sottolineare che «proprio le aree marginali sono quelle che possono convertirsi in laboratori di innovazione sociale, a partire da una prospettiva – quella dei margini – che consente di vedere i dinamismi della società in modo diverso, scoprendo opportunità dove altri vedono solo vincoli, o risorse in ciò che altri considerano scarti. Le pratiche sociali innovative, che riscoprono forme di mutualità e reciprocità e che riconfigurano il rapporto con l’ambiente nella chiave della cura chiedono di essere riconosciute e sostenute, per alimentare un paradigma alternativo a vantaggio di tutti». Oggi, insieme a quanti si stanno adoperando perché le strade dello sviluppo passino anche per le aree interne, chiediamo che il precario, ma costante cammino intrapreso a favore delle zone più emarginate del Paese non venga interrotto dalla sfiducia e dalla rassegnazione; che gli Amministratori locali si tengano a distanza di sicurezza dalla tentazione di «salvarsi da soli» e pongano in essere politiche coraggiose di unità; che le Istituzioni intensifichino il proprio impegno nell’esercizio della carità politica ed educativa. Affidiamo ai Giovani la speranza d’imprimere svolte eroiche nei territori così come di favorire partenze produttive per tutti, scelte – l’una o l’altra – all’insegna di un nuovo dinamismo partecipato e consapevole; agli Enti locali l’appello a sostenere la creatività e il protagonismo giovanile, a incentivare un dialogo più coerente tra le generazioni. Attendiamo intanto la conclusione di opere come l’alta velocità/capacità ferroviaria e le nuove infrastrutture digitali, per i significativi vantaggi in chiave di mobilità e di lavoro a distanza che esse promettono. Sono proprio questi, del resto, i due temi al centro del Forum delle aree interne del 6 e 7 maggio prossimi al Centro “La Pace” di Benevento: un’importante occasione di confronto con i massimi esponenti nazionali dei rispettivi programmi infrastrutturali (collegamento ferroviario veloce Campania/Puglia e fibra ottica) al servizio dei centri più emarginati. L’impegno delle nostre comunità è respingere ogni scelta che penalizzi ulteriormente le nostre realtà; contribuire alla costruzione di piani concreti di sviluppo; garantire la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici; favorire una pianificazione che freni lo spopolamento e incentivi progetti seri e strutturali per il lavoro. Vi attendiamo, il 6-7 maggio, al Centro “La Pace”! di Mariateresa De Lucia OTTOPAGINE
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Dolore nel comune casertano Casal di Principe. Colto improvvisamente da malore, si accascia al suolo e muore. E' la tragica fine di un ragazzo di soli 18 anni nel casertano. Era in bici quando si è sentito male e da quella striscia di asfalto non si è più rialzato. E' successo a Casal di Principe nei pressi di una struttura commerciale. A nulla è valso l'arrivo tempestivo dei sanitari del 118 che hanno tentato invano di rianimarlo. Dolore in paese dove l'intera comunità si è stretta intorno ai familiari. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Salerno. Il MYBA Charter Show torna in Italia e Marina d’Arechi Salerno port village non poteva mancare. L’evento, che riunisce Charter di lusso, Armatori, Broker, Equipaggi e fornitori di servizi nautici da tutto il mondo, organizzato dall’associazione MYBA - Mediterranean Yacht Brokers Association, iniziato ieri a Genovae in programma fino al 25 aprile. Marina d’Arechi è presente con un suo spazio espositivo, portando all’attenzione del pubblico internazionale l’offerta nautica unica della Costiera Amalfitana. Con una importantissima novità: l’apertura dell’Aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi, che collegherà stabilmente Salerno a importanti capitali europee e italiane, rendendo ancora più agevole raggiungere la propria imbarcazione, pronta a salpare verso la Costiera Amalfitana, il Cilento e Capri. L’aeroporto, aperto anche ai voli privati, completerà l’articolata offerta infrastrutturale e di servizi di Marina d’Arechi, in grado di rispondere alle richieste della più esigente clientela internazionale, per yacht anche oltre i 100 metri. Durante l'ultima stagione estiva, l'Italia si è confermata una delle mete preferite dello yachting mondiale. Secondo diversi studi, infatti, il nostro Paese si è confermato al terzo posto tra le destinazioni nautiche preferite nell’area mediterranea. Posizione destinata a salire se si considera esclusivamente il mercato dei super e megayacht. Tra le regine incontrastate, si impone proprio la Costiera Amalfitana in cima alla classifica delle preferenze. I dati relativi al 2023 di Marina d’Arechi confermano questo trend, posizionando Salerno tra le località con il più evidente trend di crescita in termini di accoglienza nautica per imbarcazioni superiori ai 30 metri. “Da sempre la nostra offerta mira a soddisfare i più elevati standard nautici internazionali” – ha sottolineato il Presidente di Marina d’Arechi Agostino Gallozzi - “rivolgendoci ai mercati per i quali il Mediterraneo occidentale appare sempre più attraente. L’ultima stagione estiva ha fatto, infatti, registrare incremento importante di ormeggi stranieri per imbarcazioni superiori ai 38 metri”. “Siamo lieti di verificare” – ha aggiunto Gallozzi - “nel nostro tour in occasione delle principali fiere internazionali, che Salerno e la Costiera Amalfitana sono sempre più riconosciuti come modello virtuoso capace di intercettare nuovi mercati nautici e di fungere da volano per la promozione territoriale”. “In tal senso” – ha concluso Gallozzi - “l’apertura dell’Aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi rafforzerà l’offerta di Marina d’Arechi anche nei mercati più esigenti, come quello di super e mega yacht e charter di lusso”. OTTOPAGINE