Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA Dopo settimane di caldo torrido sembra finalmente arrivare una tregua. Da oggi arriveranno su tutta l'Italia una serie di temporali che causeranno un sensibile abbassamento delle temperature. Quella che è stata definita come una delle estati più calde degli ultimi 10 anni potrebbe subire una brusca frenata anche se sembra essere ancora presto per parlare di fine del caldo.
A partire dal Lunedì 16 su Alpi e Prealpi inizieranno i primi temporali anche molto forti che colpiranno i rilievi lombardi, il Trentino alto Adige per poi spostarsi verso le alture del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. In tutte queste aree il rischio di grandinate sarà molto alto e i rovesci consistenti. Il resto del Nord e dell'Italia invece resterà nella morsa del caldo. Cambia la situazione martedì quando il fronte temporalesco si enstenderà fino all'Emilia Romagna e il comparto appenninico umbro-marchigiano, un rinforzo dei venti di Maestrale porrà fine alla grande calura che si limiterà a resistere solo su alcuni tratti del Mezzogiorno.
I temporali si spostaranno al Sud da mercoledì 18 principalmente a ridosso della dorsale appenninica, ma tutta l'area subirà comunque un abbassamento delle temperature.
INSERITO DA MORENA MOTTA L’accaduto ha dell’incredibile ed ha avuto luogo a Capo Rizzuto. Un turista in vacanza sulla bellissima isola in provincia di Crotone, in Calabria, non aveva apprezzato la qualità del servizio nel ristorante, e prima aveva deciso di litigare con il personale e il titolare del ristorante, e poi ferire con tre coltellate un cameriere.
L’episodio è avvenuto sotto gli occhi increduli degli altri clienti, che hanno cercato di riportare alla calma l’uomo che, però, recatosi in cucina armato di coltello, ha colpito lo sfortunato dipendente in diverse parti del corpo. In tarda serata il protagonista dell’episodio, originario del posto ma da tempo residente in Lombardia, accompagnato dal suo avvocato, si è costituito ai carabinieri. Ora si trova in carcere per tentato omicidio, il cameriere invece è stato ricoverato in ospedale.
INSERITO DA MORENA MOTTA Kabul è nelle mani dei talebani che hanno annunciato la rinascita dell'Emirato Islamico. La bandiera bianca dei Talebani sventola sul pennone del palazzo presidenziale. L'immagine viene diffusa sui social.
La bandiera, con una scritta nera che indica la testimonianza di fede dei musulmani, era stata utilizzata dai talebani quando presero il potere negli anni '90, proclamando per la prima volta la nascita dell'Emirato islamico dell'Afghanistan.
Dopo una giornata convulsa, caratterizzata dalla resa di fatto della capitale all'inarrestabile avanzata degli insorti, l'Afghanistan è ormai drammaticamente tornato nella morsa degli insorti. Dopo l'entrata di una testa di ponte nella città, apparentemente per avviare una trattativa e arrivare ad un governo transitorio, i fondamentalisti hanno improvvisamente sterzato verso la piena presa del potere. Con l'entrata in massa dei combattenti rimasti in attesa del via libera alle porte della città. Mentre il presidente Ashraf Ghani fuggiva. Per evitare "un bagno di sangue", ha dichiarato. "I talebani hanno vinto... e ora sono responsabili dell'onore, della proprietà e della tutela dei loro connazionali", ha affermato Ghani in una dichiarazione pubblicata su Facebook. Ghani che non ha riferito dove si è recato dopo aver lasciato l'Afghanistan, ha detto di credere che "innumerevoli patrioti sarebbero stati martirizzati e la città di Kabul sarebbe stata distrutta" se fosse rimasto nel Paese.
I talebani hanno assicurato di essere entrati in città per garantire la sicurezza, ma Kabul è immediatamente finita nel caos con le strade completamente bloccate per la popolazione in fuga, sparatorie segnalate in città e l'aeroporto "sotto tiro".
L'ipotesi circolata in mattinata di un governo di transizione con a capo l'ex ministro dell'Interno Ali Ahmad Jalali è immediatamente evaporata con l'occupazione del palazzo presidenziale. Mentre diplomatici e civili stranieri prendevano d'assalto l'aeroporto della capitale, dove alcuni Paesi come gli Stati Uniti hanno assicurato che manterranno una rappresentanza diplomatica. L'Italia ha evacuato l'ambasciata ed è partito il piano di evacuazione di diplomatici e cittadini, inoltre ha annunciato un ponte aereo per l'evacuazione di tutti i collaboratori afghani dei ministeri di Difesa ed Esteri. Riunioni di emergenza per analizzare la situazione sono state attivate in molti paesi occidentali, mentre la Nato ha sottolineato che la soluzione politica in Afghanistan è "più urgente che mai". Ma gli Usa, travolti dalle polemiche e accusati di aver scatenato l'escalation talebana, hanno continuato a difendere la loro politica di ritiro delle truppe. Lo ha fatto il segretario di Stato Antony Blinken che ha respinto ogni paragone con Saigon ed ha assicurato che gli obiettivi della guerra in Afghanistan sono stati raggiunti. Ma il timore è un salto indietro di 20 anni. "Osserviamo completamente scioccati mentre i talebani prendono il controllo dell'Afghanistan.
Sono profondamente preoccupata per le donne, le minoranze e i difensori dei diritti umani", ha scritto l'attivista e premio Nobel per la pace pakistana, Malala Yousafzai. I talebani hanno assicurato di essere cambiati, e che stavolta rispetteranno i diritti delle donne e consentiranno loro l'accesso all'istruzione. Ma sono in pochi a crederci. E lo dimostra la fuga in massa da Kabul. Migliaia di persone si sono messe in strada, a piedi o in auto, alla ricerca di una via di fuga. Centinaia di afgani hanno raggiunto la Porta dell'Amicizia nella città di Chaman, al confine tra Afghanistan e Pakistan, molti portando solo una borsa con le loro cose dopo essere scappati dalle loro case. Totale il caos all'aeroporto, con la gente sulle piste pur di riuscire a salire sugli aerei e lasciare il paese. E allerta per la sicurezza nello scalo, lanciata dall'Ambasciata Usa, mentre la Nato assicurato il suo aiuto per gestire le evacuazioni.
L'ong Emergency ha riferito di aver ricevuto 80 feriti a Kabul. "Ricevuti circa 80 feriti. In questo momento il nostro ospedale è pieno, abbiamo aggiunto 13 letti in più e possiamo prendere solo i casi più gravi: i pazienti che necessitano di cure urgenti salvavita", ha scritto l'organizzazione su Twitter.
INSERITO DA MORENA MOTTA Omicidio a Favara, nell'agrigentino, dove è stato ucciso l'ex presidente del consiglio comunale Salvatore Lupo. Il politico, che era un noto imprenditore, è stato raggiunto da due colpi di pistola mentre si trovava in via IV Novembre. Sul posto sono intervenuti i carabinieri.
Gli inquirenti sono alla ricerca di testimoni che potrebbero avere visto il killer, sembra a volto scoperto. Lupo, imprenditore nel settore delle residenze per anziani, nel 2017 finì in manette insieme con la moglie, nell'ambito dell'operazione "Stipendi spezzati".
A CURA DI MORENA MOTTA Nord: Instabilità in aumento sulle Alpi con rovesci e temporali in sconfinamento serale a Val Padana e Adriatico. Qualche pioggia pomeridiana anche in Liguria. Temperature in calo, massime tra 32 e 37. Centro: Si rinnovano condizioni di tempo stabile e assolato su tutti i settori con caldo intenso, specie sulle pianure. Temperature senza variazioni, massime tra 35 e 39. Sud: Stabilità e gran caldo con tanto sole su tutti i settori per l'intera giornata. Temperature senza grandi variazioni, massime tra 35 e 39.
A CURA DI MORENA MOTTA Santi del giorno: S. Rocco, S. Stefano di Ungheria, , S. Diomede, S. Eleuterio, S. Serena
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 19,16-22.
Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?». Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, và, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.
S. Stefano di Ungheria, S. Rocco, S. Diomede, S. Eleuterio, S. Serena
NATI
1815: Giovanni Bosco, Santo, sacerdote, presbitero e pedagogo italiano, fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
1884: Hugo Gernsback, editore
1958: cantante Madonna, vero nome Madonna Louise Veronica Ciccone, soprannominata "Regina del Pop"
MORTI
1977: all'età di 42 anni, muore Elvis Presley, l'idolo del Rock'n'roll,
imitato in tutto il mondo. In Italia, i suoi fans-imitatori più importanti
erano Little Tony e Bobby Solo
ACCADDE
1858 – Il presidente statunitense James Buchanan inaugura il nuovo
cavo telegrafico transatlantico, scambiando un messaggio di auguri con la regina Vittoria del Regno Unito
1896: George Carmack scopre nel Klondike un ricco giacimento
aurifero: ha inizio la Febbre dell'Oro
1924 – Il cadavere di Giacomo Matteotti, rapito e ucciso dalla polizia
fascista nel giugno dello stesso anno, viene ritrovato in un bosco a Riano.
1925: Negli Stati Uniti viene proiettato il il film "La febbre dell'oro" di Charlie Chaplin
1936: nella città di Berlino si conclude l'undicesima edizione dei moderni Giochi Olimpici
1960: Cipro proclama la sua indipendenza dalla Gran Bretagna
1962: i Beatles rimpiazzano il batterista Pete Best con Ringo Starr
1984: in una serata presentata da George Plimpton, nell' acquario di Coney Island a Brooklyn.viene aperta la cassaforte del comandante dell' "Andrea Doria", II transatlantico affondato il 26 luglio 1956 e recuperata da Peter Gimbel e sua moglie Elga Andersen. All'interno, banconote e gioielli.
Proposto da Pasquale Greco Negli anni ’40, viene completato lo studio di una funivia che, partendo dalla stazione di Castellammare Centro, potesse raggiungere alla quota di 1100 m il Monte Faito, dove stava per sorgere, per iniziativa delle stesse S.F.S.M. (Strade Ferrate Secondarie Meridionali), un’importante stazione di soggiorno. L’ambizioso progetto, accantonato per il sopraggiungere della Seconda Guerra Mondiale, venne poi ripreso alla fine degli eventi bellici, nei cosiddetti “anni della ricostruzione”.
Stazione funivia del Faito (coll. Walter Raimondi)
Sull’onda dell’entusiasmo, di questi anni, la Circumvesuviana diede inizio alla costruzione della funivia per il monte Faito, importantissima via di collegamento tra Castellammare di Stabia ed il nascente villaggio montano del Faito. I lavori iniziati sul finire degli anni ’40, terminarono ben presto ed il 24 agosto del 1952, venne inaugurato l’impianto con la prima corsa ufficiale. Era nata la funivia del Faito, dalla quale, sorvolando rasenti e quasi immersi nella lussureggiante vegetazione del Faito, si potevano contemplare le bellezze del Golfo, un mezzo innovativo di trasporto, che diede nuovo impulso alle mete turistiche e alle gite del fine settimana. L’eccezionale novità, fece in modo che negli anni a seguire si verificò un vero e proprio successo: gli avventori incuriositi ed affascinati dal moderno mezzo, accorsero in gran numero, fino a rendere il Faito, celebre per la frescura e l’intrinseca salubrità dell’aria.
L’armonia di questi anni, felici e spensierati, fatti di gite, escursioni e pic-nic, per i quali si verificava in ogni fine settimana estivo, una vera e propria transumanza di interi nuclei famigliari, fu però, interrotta bruscamente dalla tragedia occorsa il 15 agosto del 1960.
La funivia schiantatasi sui binari
Nel giorno di Ferragosto, giunta a poche decine di metri dalla stazione cittadina, la teleferica, partita a monte poco meno di 8 minuti prima (si dice stesse compiendo la diciassettesima corsa della giornata, numero notoriamente avverso a molti scaramantici), molto probabilmente per la troppa velocità raggiunta, ebbe a sganciarsi in prossimità del primo pilone, precipitando all’imbocco del sottostante tunnel ferroviario.
Nella sciagura persero la vita 4 persone: il commerciante ortofrutticolo stabiese Francesco Cimmino ed il figlio Luigi (di appena 9 anni)1, il conduttore della cabina Alberto Lanza (40enne) di Cercola ed il pensionato (71enne) Di Girolamo Costanzo di Napoli2, tutti estratti dalle lamiere contorte della cabina.
La cabina della funivia schiantatasi sui binari della circumvesuviana il 15 agosto 1960.
Per l’immane disastro, vennero prestati immediati soccorsi anche a 31 viaggiatori, feriti nello schianto al suolo della cabina. Tragedia che poteva causare conseguenze ancora più gravi, se Angelo La Montagna (manovratore dell’altra cabina diretta sulla vetta), accortosi dell’anomala, alta velocità, non avesse prontamente azionato il freno di emergenza (le cosiddette ganasce meccaniche), manovra risultata indispensabile per bloccare la cabina che altrimenti si sarebbe schiantata (con i suoi 40 passeggeri) nella stazione a monte.
15 agosto 1960 – Lo schianto della funivia del Faito (foto Mimì Paolercio)
Il compianto Mimì Paolercio, fotografo eccelso e persona amabile, con il quale solevo intrattenere piacevoli conversazioni, per carpire da lui, ormai anziano, alcuni interessanti spaccati di vita vissuta qui a Castellammare, ricordando la triste vicenda, mi disse che trovandosi in zona fu tra i primi ad accorrere sul posto. Della tragedia ricordava benissimo ogni minimo particolare: gli attimi di terrore e i momenti convulsi all’accorrere dei soccorritori, finanche le sfiammate emanate dai cavi dell’alta tensione recisi per la caduta della cabina ancora parzialmente pensile sui binari. A seguire tre foto da lui riprese con la sua fidata fotocamera:
15 agosto 1960 – Lo schianto della funivia del Faito (foto Mimì Paolercio)
15 agosto 1960 – Lo schianto della funivia del Faito (foto Mimì Paolercio)
Dopo numerose udienze, molti mesi più tardi, vennero arrestati e condannati a 2 anni e 11 mesi, i colpevoli della sciagura: l’ing. Raffaele Brancoli, Direttore dell’Esercizio, Ciro Ruggiero (di Pugliano), manovratore addetto alla sala macchine, tra l’altro fuggito subito dopo la tragedia, risultando irreperibile per diversi giorni, ed il sorvegliante Ruggiero Liguori, tutti accusati di quadruplice omicidio e di ferimento colposo, per aver deliberatamente infranto le norme di sicurezza, disazionando incoscientemente i limitatori di velocità, per consentire un maggior numero di corse. La funivia, restò così chiusa fino al 16 luglio del 1962, giorno in cui riprese nuovamente servizio.
‘A Panarella d”o Faito (coll. Giuseppe Zingone)
Questo per grazia di Dio, fu l’unico incidente verificatosi con la nostra “panarella”, memori della tragedia, solo dopo qualche anno, i viaggiatori riacquistarono fiducia in questo favoloso mezzo, macchiatosi di lutto, solo ed esclusivamente per la scelleratezza umana.
Documentazione consultata: – “Due anni e undici mesi ai colpevoli della sciagura di monte Faito” (articolo giornalistico di “Stampa Sera”, 18 dicembre 1962, p. 5); – “Due inchieste sulla sciagura alla funivia di Monte Faito” (articolo giornalistico di “La Stampa”, 17 agosto 1960, p. 5); – Ricerche personali fatte intervistando alcuni cittadini testimoni.
I vostri commenti:
Guglielmo Marciano: Non ero ancora nato… i miei genitori ne parlano spesso. Che tragedia… una ferita per Castellammare mai chiusa. Maria Corrado: Ricordo quella tragedia con tantissima tristezza. Avevo 12 anni e conoscevo bene il bambino che morì insieme al suo papà. Anch’io abitavo a Mezzapietra e frequentavamo la parrocchia di S.Nicola. Fu uno shock terribile e rimasi talmente impressionata che da allora non ho più preso la funivia. Angela Bruno: Avevo 6 anni quando cadde la funivia e con tutta la famiglia stavamo sul Faito e ricordo che i “grandi” piansero alla notizia… noi avevamo preso la corsa precedente! Salvatore Cappa: Io c’ero… nella stazione aspettando il treno per andare a POMPEI… ed avevo 11 anni… terribile boato. Francesco Paolo Castellano: Avevo 8 anni e la ricordo come la prima grande tragedia cittadina a mia memoria. Mi raccontarono che una povera donna, moglie e madre di due vittime, per anni si aggirò disperata per la città smunta dal dolore e completamente vestita di nero. Pochi giorni dopo il disastro passò a Castellammare la fiaccola olimpica diretta a Roma per l’apertura dei giochi. Giovanni Cinquegrana: Io me la ricordo e come! Mio padre doveva prendere quella corsa per portare una bombola di gas ha un ristorante su a Faito …fortunatamente per mio padre …e sfortunatamente per quel papà e il figlio. Giuseppe Torre: Anche se ero solo un bambino di nove anni ricordo ancora questa disgrazia… un ricordo indelebile nella vita degli stabiesi. Danilo de Riso: Vittime anch’esse, come al solito, della smania di profitto che induce spesso ad infrangere ferree regole di sicurezza. Anche molti incidenti aerei sono capitati perché “la compagnia pressava il personale di controllo e i piloti a fare il maggior numero di voli possibili nell’unità di tempo”. Quando capiremo che è giunto il momento di RALLENTARE non di accelerare ancora, e di mandare a quel paese chi ci esorta a vivere sempre di fretta, in nome di che? Nunzio Vollono: Mio padre mi raccontava che il manovratore della cabina che stava raggiungendo il Faito, accorgendosi della eccessiva velocità raggiunta, aveva azionato le ganasce di emergenza e proprio questa azione aveva provocato un effetto frusta a valle che scaraventò sui binari la cabina in entrata nella stazione a valle, facendole compiere un volo.
articolo di Maurizio Cuomo ( in memoria di Francesco, Luigi, Alberto e Costanzo )
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E'scomparso prematuramente Tonino Di Pasquale, grande tifoso dell’Alma Salerno e volto conosciuto del futsal regionale, nonché punto di riferimento imprescindibile per la famiglia salernitana. Nel corso degli anni, Tonino si è contraddistinto per il suo alto senso civico e per il suo altruismo fuori dal campo, favorendo in modo assiduo e mirato lo sviluppo del calcio a 5.
Il cordoglio dell'Alma Salerno
Amico fraterno di staff tecnico e tesserati, ha seguito le vicende granata sin dalla fondazione del nostro sodalizio, sostenendo i ragazzi dalle gradinate del PalaTulimieri e facendo sentire sempre il suo grande apporto, sia in casa che lontano dalle mura amiche.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il famoso panfilo “T.M Blu One”, di proprietà del famoso stilistaValentino Garavani, è stato per alcuni giorni in rada nel mare che bagna la spiaggia del lungomare Marconi di Scario (San Giovanni a Piero). Ora è ripartito in direzione Calabria.
Le caratteristiche
E’ uno yacht lungo 49 metri e T.M. sono le iniziali diTeresaeMauro, madre e padre dello stilista. E’ una nave storica costruita più di trent’anni fa dai Cantieri Picchiotti per il famoso couturier italiano che era all’apice del successo, per il varo volle come madrina una splendida Sophia Loren. La barca nata 41 metri è stata allungata e riprofilata a 49 metri nel 2014, un lavoro importante realizzato dalla Lusben di Viareggio.