Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo lo strappo tra Giuseppe Conte e Beppe Grillo, arriva un nuovo capitolo della saga del Movimento 5 Stelle. Questa mattina il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha incontrato in casa sua l’ex premier Giuseppe Conte: ed è giallo sui motivi del ‘vertice’, poche ore dopo che il garante del M5S ha sonoramente bocciato la figura di Conte, facendo capire che gli spiragli per una pace tra i due sono pochissimi. Secondo quanto riporta il Fatto Quotidiano l’incontro tra Di Maio e Conte è uno degli estremi tentativi di riportare a una riappacificazione tra l’ex premier e l’ex comico e fondatore del movimento. I gruppi parlamentari sono divisi, con gran parte dei senatori pronti a seguire Conte in caso dovesse dar vita a un nuovo partito o movimento, mentre tra i deputati c’è più sostegno alla linea Grillo.
INSERITO DA ANGELA CECERE GIUGLIANO “Centro territoriale di inclusione attiva”. È il progetto a cui i Servizi Sociali del Comune di Giugliano hanno dato vita ufficialmente. Nello specifico l’Ente ha infatti individuato i destinatari di percorsi formativi che hanno come obiettivo l’inserimento lavorativo e l’inclusione sociale. Superata la prima fase, da metà luglio partiranno i primi corsi retribuiti per i beneficiari, strumento fondamentale per il contrasto alle situazioni di povertà. Un lavoro importante e non semplice, dunque, quello svolto dalle politiche sociali giuglianesi e fortemente voluto dal primo cittadino Nicola Pirozzi. Senza dubbio l’ennesimo passo in avanti nell’ambito di progetti specifici destinati a coloro che vivono da tempo in condizioni di difficoltà acuite, come era purtroppo ovvio che fosse, dall’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid.
INSERITO DA ANGELA CECERE Salerno. E' ancora scontro tra le associazioni Help e Salute e Vita e l'amministrazione comunale di Salerno. Al centro delle polemiche i cattivi risultati in merito alla qualità dell'aria in città. "Ciò che stupisce ed indigna è che la si fa passare ciclicamente per “emergenza”, quando in realtà siamo di fronte ad una qualità dell’aria “malata cronica”, che vede la politica assente ed incapace di prevedere e programmare interventi risolutivi." Scrivono in una nota congiunta i presidenti delle associazioni Nadia Bassano e Lorenzo Forte. "Come sempre, ogni volta, la si definisce “emergenza”. Eppure, è da anni che Salerno è classificata come una città ad alto rischio di inquinanti Pm10, Pm2,5 e biossido di azoto (NO2). Già nel 2014, infatti, il rapporto ISTAT sulla qualità dell’ambiente urbano, classificò Salerno tra le sette città italiane dove le emissioni di biossido di azoto nell’atmosfera avevano superato almeno una volta la soglia fissata per la media oraria. I superamenti si verificarono per ben quarantadue volte, ben al di sopra delle diciotto annue fissate come soglia massima dalla normativa nazionale in materia. Peggio di Salerno, fu soltanto Milano. Ricordiamo poi, a conferma che non c’è stata negli anni successivi una politica ambientale attiva ed un piano strategico per ridurre le emissioni di biossido di azoto e polveri sottili, che nell’estate del 2019 il sindaco Napoli firmò un’inutile ordinanza che disponeva il divieto di circolazione per autoveicoli e veicoli commerciali diesel euro 1, euro 2, euro 3 ed euro 4 e ciclomotori e motocicli euro 1 ed euro 2, a seguito dei preoccupanti sforamenti delle centraline di via Vernieri e Fratte. Un’ordinanza che rimase in vigore poche settimane e che non fu certo determinante. Questo è quello che denunciamo da anni: l’attuale amministrazione comunale non affronta il tema della qualità dell’aria. Siamo una delle città più colpite perché, sull’inquinamento atmosferico, non c’è alcuna politica attiva, come confermato anche nel report “Mal'aria” pubblicato lo scorso settembre, che confrontando le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10 e Pm2,5) e del biossido di azoto, con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha visto anche Salerno ben al di sotto della sufficienza. Persino quando ci sono dati devastanti, come lo Studio SPES, che certifica che la fonte di avvelenamento nel sangue dei cittadini di una porzione del territorio, con mercurio, cadmio e diossina cinque volte superiori ai già drammatici livelli della Terra dei Fuochi, è la Fonderia Pisano, il sindaco e l’amministrazione comunale tacciono. Dagli impianti siderurgici obsoleti in città, passando al traffico urbano fino alla mancanza di un piano di mobilità sostenibile, assistiamo all’inadeguatezza di affrontare queste tematiche con scelte politiche radicali e ripiegando su soluzioni di facciata ben lontane dall’essere risolutive. Questa incapacità di mettere al centro dell’agenda politica, per i cittadini di Salerno, l’emergenza della qualità dell’aria, è una colpa grave, in quanto anche nella nostra città vi è un aumento esponenziale di malattie respiratorie, allergiche e tumorali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, conferma gli aumenti delle morti attribuibili all’inquinamento atmosferico e che l’Italia è al nono posto nel mondo per i decessi causati da gas e polveri sottili. Anche l’Agenzia europea per l’ambiente ha stimato che in Italia le morti premature da esposizione a lungo termine a polveri sottili (Pm10 e Pm2.5), biossido di azoto (No2) e ozono (O3) hanno superato quota 80.000 nell’anno 2019." Concludono i presidenti delle associazioni.
INSERITO DA ANGELA CECERE Riceviamo e pubblichiamo Caserta. Il Coordinamento Suessola "La Salute al Centro" è da mesi che denuncia lo stato di degrado e di criticità della sanità nella Valle di Suessola. Non ultimo, l'ipotesi molto accreditata di chiusura del Poliambulatorio di San Marco-Trotti in seguito alla quale è stata anche fatta una petizione popolare con circa 2000 firme raccolte nel giro di poche ore. "L'azione messa in campo - si legge in una nota - dimostra che quando il popolo alza la voce i rappresentanti politici sono costretti a prenderne atto. Ricordiamo sempre che il loro ruolo dovrebbe essere quello di servire e non di servirsi atteggiandosi a Potestà. Un tempo e un ruolo che dovrebbe appartenere solo alla storia. Orgogliosi di quanto finora fatto, apprendiamo con somma soddisfazione, interpretando anche i sentimenti ed il pensiero dei tantissimi cittadini che ci seguono e ci supportano, che nell'ultimo periodo si stanno susseguendo tutta una serie di incontri tra i rappresentanti delle istituzioni della Valle ed i rappresentanti dell'Asl. Quello che non si capisce, però, essendo un tavolo politico-istituzionale con l'intento di trattare le criticità della sanità locale, come mai non siano stati invitati a partecipare il consigliere regionale del territorio ed il consigliere provinciale? Forse qualcuno ha pensato che non possono essere utili alla causa? Apprendiamo anche con sommo piacere, la presenza agli incontri, del vescovo di Acerra, Mons. Di Donna, per dare, probabilmente, più forza alle richieste ed alle necessità del popolo. La cosa, ripetiamo, ci fa piacere perché al fianco della conclamata debolezza della politica e alla sua pochissima forza e capacità contrattuale, si è affiancata una presenza ed una voce autorevole che forse dà una speranza in più alla gente di veder riconosciuti i propri diritti, uno dei quali è proprio quello della tutela della salute. Vogliamo sperare che in questi incontri i sindaci non abbiano dimenticato di farsi carico di una ulteriore difficoltà che i cittadini stanno incontrando nella scelta del medico di famiglia in seguito al pensionamento di alcuni di loro. Tra parentesi, nessuno dei Comuni della Valle, rispetto a questa problematica, risulta essere Comune carente. Comunque, sempre vigili e attenti, restiamo in fiduciosa attesa di fatti concreti e non solo di buone intenzioni, ricordando che a tutt'oggi nessuna delle 5 unità pensionate del Poliambulatorio è stata ancora sostituita." La nota è a firma del portavoce del coordinamento Diamante Borzillo e Alfonso Crisci.
INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. E' giallo sulle cause che la scorsa notte hanno scatenato un incendio che ha danneggiato la Lancia y in uso ad una giovane impiegata di Montesarchio. L'allarme è scattato dopo della mezzanotte nel centro storico della città caudina. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco del distaccamento di Bonea e i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della locale Compagnia. Spente le fiamme i pompieri e i militari hanno effettuato un sopralluogo durante il quale non sarebbero state trovate tracce di liquido infiammabile o altri elementi utili ad identificare la causa del rogo. Come sempre in questi casi, nessuna ipotesi viene tralasciata dagli investigatori che hanno avviato le indagini.
INSERITO DA ANGELA CECERE "In Irpinia ancora nessun caso, ma serve prudenza. Continuate ad utilizzare la mascherina. In Campania contagiati anche bambini" Avellino. “La vera sfida della lotta al covid è quella dell'inidividuazione delle mutazioni del virus, da prevenire e vincere con la copertura vaccinale, che resta l’unica arma e scudo utile”. Così il direttore dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, l'irpino Antonio Limone, spiega come stia cambiando la lotta alla pandemia. Lo dimostrano i sequenziamenti di TIgem, Cotogno e Istituto di Portici, che hanno confermato le previsioni degli esperti. A seguito delle attività settimanali di sequenziamento previste dal piano di sorveglianza genomico della Regione Campania, condotto da Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, Azienda Ospedaliera Dei Colli (ospedale Cotugno) e Tigem, in questa settimana sono stati esaminati 275 campioni di soggetti risultati positivi al Covid 19 con tampone molecolare. Dalle indagini è emersa la presenza di 161 varianti inglesi, 59 varianti indiane, 50 varianti brasiliane, 3 varianti nigeriane, 1 variante colombiana e 1 europea. Sono in corso ulteriori approfondimenti epidemiologici e sullo stato vaccinale dei soggetti presi in esame. “Come è facile intuire avanza l’incidenza della variante Delta - spiega il direttore Limone. La doppia dose di vaccino e l’utilizzo della mascherina sono gli unici mezzi che abbiamo per arginare il diffondersi delle varianti” così il direttore dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, che analizza i dati del Piano di Sorveglianza sulla diffusione del virus. “Continuo a ripeterlo: farsi trovare vaccinati è una operazione intelligente e necessaria. Serve buonsenso così da evitare le scene da film horror che rischiamo di rivedere in autunno". I casi Delta del coronavirus sono stati sono stati riscontrati soprattutto a Napoli (19 casi), nell’area Flegrea (5) e nei paesi del vesuviano. Resta preoccupante la situazione a Torre del Greco dove ai 44 casi già accertati se ne aggiungono altri 6. Ad essere colpiti anche bambini, di cui uno di appena tre anni che fortunatamente non è grave. “Il coronavirus si muove compatto e purtroppo noi no - spiega Limone -. Serve senso di responsabilità e strategia coesa. Dobbiamo continuare ad utilizzare la mascherina, ad osservare il distanziamento. Solo così possiamo evitare che le tanto temute varianti circolino, che il virus resti in circolazione. Non possiamo abbandonare le mascherine senza neanche capire che non è davvero questo il momento giusto per farlo”. E intanto continuano gli studi e l’incrocio dei dati nelle province di Avellino e Benevento. “Al momento non abbiamo trovato variante delta ad Avellino ma stiamo continuando ad incrociare dati e a fare approfondimenti - spiega -. Stessa situazione anche nel Sannio ma, ripeto, potremo avere n quadro più certo solo nelle prime ore”. Intanto l’Irpinia presenta in dieci mesi un quadro drammatico di emergenza sanitaria con 305 vittime del covid-19 e 19.620 infetti contabilizzati. Al 30 giugno l’Asl conta 17.127 guariti. Oltre 1100 le persone che stanno completando l’isolamento. Questo significa che sono 1.070 gli attuali positivi.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono 120 i nuovi casi di Coronavirus in Campania a fronte dei 7.421 tamponi analizzati: questi sono i dati contenuti nel bollettino odierno diramato come di consueto dall'Unità di Crisi. Si registrano 2 deceduti nelle ultime 48 ore Di seguito i dati della Regione Campania: Positivi del giorno: 120 (*) di cui Sintomatici: 43 (*) * I dati si riferiscono ai tamponi molecolari Tamponi molecolari del giorno: 7.421 Tamponi antigenici del giorno: 5.760 Deceduti: 5 (**) ** 2 deceduti nelle ultime 48 ore, 3 deceduti in precedenza ma registrati ieri. Report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656 Posti letto di terapia intensiva occupati: 20 Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*) Posti letto di degenza occupati: 218 * Posti letto Covid e Offerta privata.
INSERITO DA ANGELA CECERE Bloccano la statale 7 bis per festeggiare un battesimo e sparare fuochi d'artificio. La prima auto fermata è una pattuglia di Carabinieri in borghese. 3 persone denunciate Napoli. Era ormai notte ma i festeggiamenti per il battesimo della figlia di un loro caro amico si dovevano ancora concludere. Tre persone hanno così deciso di bloccare il traffico della strada statale 7 bis su entrambi i sensi di marcia per esplodere delle batterie di fuochi d’artificio. Sfortuna ha voluto che i 3 “festaioli”, tutti del posto e già noti alle forze dell’ordine, avessero fermato come prima auto una “civetta” dei carabinieri della sezione operativa di Castello di Cisterna. In un copione a ruoli invertiti, i tre hanno intimato l’alt ai militari e contemporaneamente fatto partire la prima batteria di fuochi pirotecnici. Quando i carabinieri si sono presentati, il traffico veicolare è stato ripristinato, la sede stradale liberata e tutti e tre sono stati denunciati per accensioni pericolose e blocco stradale.
INSERITO DA ANGELA CECERE Finalmente, dopo tanti mesi di suspense, cominciamo a leggere notizie positive, che hanno come contenuto la riapertura. Queste notizie non possono che renderci felici, vero? Finalmente si esce all’aria aperta, in una semilibertà anelata per mesi, con gli occhiali non più appannati e il volto finalmente scoperto. Senza più quelle terribili mascherine che, se andava bene, erano piene di paillettes. Tutto vero, ma come sempre, c’è un ma. Abbiamo sottovalutato un aspetto molto importante: l’abuso incondizionato di filtri Instagram durante tutto il lockdown. Quanto ci è piaciuto! Ma l’argomento è serio e va affrontato con altrettanta serietà. Proviamo per un attimo a pensare al rientro nei luoghi di lavoro, dopo un’astensione fisica forzata di mesi; con quale faccia (ossia la nostra, quella vera, quella normalmente imperfetta), potremo andare incontro a quella collega o amica che in Direct ci ha sempre fatto complimenti, sul nostro aspetto fisico; come le dico che quella pelle porcellanata, che non avevo neanche alle elementari, non era frutto di una dieta vegana, ma di un magnifico filtro Instagram? Come potremo più aprire le giornate via social con delle foto pazzesche di noi appena svegliate che manco una copertina Vogue sarebbe riuscita a regalarci e scrivere: “Oggi così!”. Oppure: “No Filter!” Caspita, talvolta sembriamo più giovani persino dei nostri figli. La fretta, i vaccini, la voglia di ritornare alla normalità ci hanno fatto trascurare questo aspetto, dobbiamo porvi rimedio, contando sulle nostre uniche forze. Ed è proprio a questo punto che proporrei di ricominciare a fare storie, con dei filtri che piano piano ci riavvicinano alla nostra normalità. Partirei con un primo filtro senza ciglia allungate, per poi passare a storie che mantengono intatto l’ovale del viso e soprattutto rimettono in forma i propri nasi. Lo so, lo so, è scioccante, ma se iniziamo ogni giorno a proporre una storia che ci riavvicina alla normalità, un po’ a scalare, esattamente come quando si vogliono togliere gli psicofarmaci, sarà un settembre senz’altro meno scioccante. A questo punto, mi preme ricordarvi che, se togliamo i filtri (ovviamente non tutte insieme, anche i pensieri filosofici hanno i loro tempi), potremo senz’altro godere del nostro aspetto, che, per quanto criticabile dal nostro ego, sarà sempre e comunque autentico.
INSERITO DA ANGELA CECERE Maggiore libertà di movimento - entra in vigore oggi il Green Pass europeo, che renderà più semplice viaggiare da e per tutti i Paesi di Unione europea e area Schengen - ma ancora perplessità, e timori quando si parla di partenze. E così, per molti, anzi moltissimi vacanzieri italiani sarà un'estate all'insegna del Bel Paese: secondo una ricerca del Centro Studi del Touring Club, ben il 91% sceglierà una destinazione domestica. Nonostante le nuove regole. Il Green Pass sarà rilasciato a chi è vaccinato, anche a quindici giorni dalla prima dose - la questione è oggetto di dibattito - a chi è guarito dal Covid nei sei mesi precedenti, ma anche a chi ha ottenuto un risultato negativo al test molecolare/antigenico nelle quarantotto ore precedenti alla partenza. Il Pass, in alcuni Paesi, come in Italia, serve anche per partecipare ai matrimoni e altri eventi. Dotata di QR Code per verificarne autenticità e validità, la Certificazione verde si può scaricare dal sito www.dgc.gov.it o tramite App Immuni, App Io o dal fascicolo sanitario oppure rivolgendosi al medico di base. «Il Green Pass - commenta Ivana Jelinic, presidente nazionale Fiavet-Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo - è uno strumento che attendevamo con ansia, perché consente alla gente di ricominciare a viaggiare con un po' di tranquillità, fermi restando i divieti e le regole in vigore. Estremamente positivo è il fatto che arrivi in modo automatico, direttamente sul telefono, a chi ha concluso l'iter vaccinale. L'incertezza di fondo comunque rimane. Basti pensare a quello che è accaduto a Palma di Maiorca, tornata zona rossa». Quanto basta per spingere molti a rinunciare all'estero. Tra le destinazioni regionali predilette per questa estate, stando a un'indagine di Demoskopika con l'Università del Sannio, si trovano Puglia, Toscana, Sicilia, Emilia-Romagna e Sardegna. «A farla da padrone per i viaggiatori italiani quest'estate sarà ancora il territorio nazionale, soprattutto il mare - afferma Jelinic - molti hanno paura di prenotare per l'estero. Senza contare che il Green Pass non vale per i paesi extraeuropei: gli italiani che torneranno da quelle destinazioni dovranno comunque fare la quarantena».