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SARDEGNA E CORSICA NEWS CORSICA LA STORIA DELLA CORSICA

5 Maggio 2021, 09:16am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La storia della Corsica, in cui l'insediamento umano è testimoniato almeno dal X millennio a.C., si collega per alcuni tratti a quella della Sardegna, con la quale ebbe in più epoche punti di contatto, e dopo aver subito numerose dominazioni (come quella genovese) fa parte, dal XVIII secolo in avanti, a quella della Francia continentale.[1] Nella storia della Corsica geografia ed orografia hanno avuto conseguenze più spiccate che altrove. La grande isola mediterranea è una sorta di "montagna in mezzo al mare", attraversata com'è, da nord-ovest a sud-est, da un notevole sistema di catene montuose le cui cime superano spesso i 2500 metri. Tali cime culminano nei 2706 metri del Monte Cinto, la cui vetta - spesso innevata anche d'estate - dista solo 28 km dal mare, a ponente, illustrando così assai bene lo sviluppo verticale più che orizzontale di questa terra. Questo sistema montuoso ha da sempre diviso la Corsica in due parti: quella a Nord-Est (oggi Haute-Corse), detta storicamente Banda di dentro, Di qua dai monti o Cismonte (avendo come riferimento l'Italia), e quella a Sud-Ovest (oggi Corse-du-Sud), detta Banda di fuori, Di là dai monti o Pumonte. I passi che attraversano le montagne - molti dei quali sono situati oltre i 1000 metri - erano bloccati anche per settimane dalle nevicate, venendo così a costituire, assieme ai monti, più una barriera che un vero collegamento tra le due sub-regioni. Ancora, le ripide vallate, spesso prive di collegamenti tra loro anche nell'ambito della stessa Banda, tracciano una ragnatela a compartimenti stagni nell'entroterra còrso. Se da un lato queste caratteristiche del terreno hanno reso lungo e difficile il compito agli invasori, rendendone lenta la penetrazione ed abituando i còrsi a fare di guerra e guerriglia il proprio pane quotidiano per secoli, dall'altro hanno contribuito decisivamente a tenere sempre relativamente bassa la densità della popolazione ed a separare i còrsi tra loro. Lungo il versante rivolto all'Italia è presente una lunga cimosa litoranea, potenzialmente fertile ma facilmente soggetta all'impaludamento e, in passato, alla malaria che per lunghi secoli ha reso pressoché impossibile l'insediamento umano in tutta la piana d'Aleria. Il Capo Corso e l'area di Bastia hanno inoltre subìto una maggiore influenza dalla Penisola, sia sul piano politico-sociale, sia su quello linguistico, mentre la parte sud-occidentale ha mantenuto un'originalità più spiccata (ma goduto di un minore progresso politico, almeno sino all'attuale periodo francese, nonostante la maggiore disponibilità di buoni approdi); ad ogni modo il radicamento della popolazione nelle vallate montane - tutte le maggiori città sul mare sono state fondate o sviluppate dagli invasori - ha generato e diffuso ovunque una tendenza al particolarismo, a volte spinta sino a sfociare in una sorta di anarchismo la cui conseguenza forse più drammatica fu il diffondersi e l'affermarsi, per secoli, della piaga della vendetta (simile alla disamistade diffusa nella vicina Sardegna ed alla faida nell'Italia meridionale e in Sicilia) quale sistema sommario di giustizia, e del diffuso fenomeno del banditismo.

WIKIPENDIA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS 'Ndrangheta: blitz Dia, perquisizioni nel nord Sardegna Operazione Platinum in Italia e Europa

5 Maggio 2021, 09:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA - ALGHERO, 05 MAG - Controlli e perquisizioni sono in corso dall'alba nel nord Sardegna ad opera dei carabinieri della Compagnia di Alghero nell'ambito dell'operazione di polizia giudiziaria denominata "Platinum-Dia" contro la 'ndrangheta, coordinata dalla Procura distrettuale di Torino. Impegnati sul territorio nazionale oltre 200 donne e uomini della Direzione Investigativa Antimafia e un centinaio di unità della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza con il supporto di unità cinofile, elicotteri e militari del Reggimento Genio Guastatori di Caserta, nonché 500 agenti della Polizia Criminale del Baden-Wuttemberg, della Polizia Economico Finanziaria di Ulm, dalla polizia romena e spagnola. (ANSA).

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PUGLIA E CALABRIA NEWS PUGLIA Si dimette il sindaco leghista di Foggia, "basta fango" 'Le forze politiche siano consapevoli della loro responsabilità'

5 Maggio 2021, 09:04am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA "La mia unica ambizione è stata sempre quella di servire Foggia, oggi intendo dimostrarlo ulteriormente rimettendo il mio mandato di Sindaco per consentire a tutte le forze politiche di essere compiutamente consapevoli della loro responsabilità di aver cura delle urgenze e delle speranze della nostra comunità". Lo ha dichiarato in una nota il sindaco leghista dimissionario di Foggia, Franco Landella, al termine di una riunione con la maggioranza. "Foggia in questo momento ha bisogno di serenità, di essere tenuta al riparo da ogni tentativo di gettare fango su chi l'amministra con passione e dedizione. I cittadini foggiani - ha aggiunto - meritano propositi, non polemiche; una visione del futuro, non una continua rincorsa alle dietrologie. In questi anni abbiamo speso tutte le nostre energie per un rilancio vitale della nostra comunità, senza mai risparmiarci, anteponendo il bene di tutti alle pur legittime ambizioni di ciascuno". "La mia disponibilità al confronto è una certezza su cui potranno contare. Intanto - ha aggiunto - sento di esprimere profonda gratitudine per chi ha scelto di condividere con me la preoccupazione quotidiana di governare la città: i colleghi della Giunta municipale, soprattutto coloro che con straordinaria generosità si sono ultimamente uniti a noi; le forze politiche della maggioranza che mi hanno sostenuto, in particolar modo la Lega e Matteo Salvini con cui ho condiviso ogni momento determinante la mia scelta politica e questa mia ultima decisione". (ANSA).

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Riabilitazione post Covid: nei pazienti più gravi una malattia infiammatoria simile alla tetraplegia

5 Maggio 2021, 09:03am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Riabilitazione post Covid: nei pazienti più gravi una malattia infiammatoria simile alla tetraplegia

INSERITO DA MORENA MOTTA La lotta contro il Coronavirus e la sua espressione di Covid19 non è affatto finita, e purtroppo spesso non termina, nei casi di prolungate degenze nelle terapie intensive, con le dimissioni dall’ospedale. Il ritorno alla normalità da parte delle persone guarite dal Covid19 varia dalla gravità della malattia sviluppata, e in alcuni casi può richiedere diverso tempo: per questo motivo si parla di Long Covid. Molti dei guariti accusano stanchezza muscolare conseguente all'allettamento prolungato e, quale esito della polmonite interstiziale, difficoltà respiratoria – che persiste anche superata la fase acuta. Tuttavia, normalmente questa situazione può essere recuperata efficacemente con una riabilitazione ospedaliera o domiciliare.

In alcuni casi, invece, siamo in presenza di una Post Intensive Care Syndrome, spesso esito di degenze prolungate in terapia intensiva, caratterizzata da una situazione molto grave di compromissione delle cellule muscolari e nervose del sistema periferico. Il quadro clinico della PICS è quello di una polineuropatia, malattia infiammatoria di tipo sensitivo-motorio che simula una tetraplegia e che necessita dello stesso livello di intensità e specializzazione.

A parlarne è il Montecatone Rehabilitation Institute di Imola,
riferimento in Italia per la riabilitazione di persone mielolese o con grave cerebrolesione acquisita, che si sta occupando anche del recupero di pazienti con con P.I.C.S non tipici ai quali il Covid, nei casi più gravi, ha provocato una malattia infiammatoria che simula una tetraplegia.

In Istituto giungono pazienti post Covid che necessitano di terapie mirate secondo un programma multidisciplinare personalizzato. In alcune situazioni a causa di un quadro clinico particolarmente instabile si impone il ricovero in Area Critica. Si tratta di «Situazioni in cui la possibilità di uno svezzamento dal ventilatore risulta scarsa – precisa Monika Zackova, direttore di AC di Montecatone – perché i polmoni non garantiscono scambi gassosi sufficienti. Trattandosi di pazienti estremamente fragili, qualunque ulteriore complicanza, soprattutto di tipo infettivo, può essere fatale». «Colpisce il sistema nervoso periferico – aggiunge Pamela Salucci, direttore della U.O. Gravi Cerebrolesioni Acquisite – complicando l'insufficienza respiratoria del paziente già compromessa dal Covid. Tutto ciò può comportare danni anossici o ischemici a livello cerebrale con alterazione della coscienza».

Se invece autonomi dal punto di vista respiratorio, i pazienti accedono direttamente alle Unità Spinale o Gravi Cerebrolesioni. Il tempo medio di degenza non è mai inferiore ai tre, quattro mesi. «Il quadro generale – osserva Carlotte Kiekens, direttore dell'Unità Spinale – è, nel caso del Covid19, appesantito da un indebolimento generale molto importante – e che spesso condiziona il percorso riabilitativo: la tolleranza allo sforzo, ad esempio, è molto bassa così come lo è quella di sopportazione al dolore. Anche il quadro psicologico, in taluni casi, può rallentare le attività riabilitative. Al ricovero – spiega Kiekens – vengono eseguite due valutazioni: la prima, complessiva, che include esami clinici e tecnici rilevanti, è indispensabile per completare la diagnosi di eventuali complicazioni; la seconda riguarda invece self-care e mobilità del paziente. Nella batteria dei test, considerato che un terzo dei pazienti può accusare disturbi cognitivi, di ansia o di depressione, è infine inserita la valutazione neuropsicologica cui si associa quella del logopedista per la deglutizione».

Il programma riabilitativo, preceduto da una valutazione multidisciplinare tra fisioterapista, logopedista e terapista occupazionale cui sono demandati compiti di ricondizionamento del respiro e tolleranza allo sforzo per ottenere un disallettamento quanto più precoce possibile – spiega Simone Rodio, fisioterapista – impone che sia stata raggiunta la stabilità clinica. Il supporto fisioterapico è orientato alla rieducazione respiratoria, alla deglutizione alla riattivazione muscolare globale e alla ripresa del cammino. Il fisioterapista si occupa di accompagnare per tempi crescenti la ripresa della seduta, la riduzione della faticabilità muscolare e l'ortostatismo. Il recupero motorio – conclude Rodio – accompagna la ripresa dell'autonomia della vita quotidiana e, quando possibile, l'obiettivo del cammino».

FONTE www.disabili.com

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PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA 'Ndrangheta:trovato morto pentito Filocamo, ipotesi suicidio Era a Lecce sotto protezione.Collaborava con Dda Reggio Calabria

5 Maggio 2021, 09:00am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA  REGGIO CALABRIA, 04 MAG - E' stato trovato morto il collaboratore di giustizia Antonino Filocamo, di 33 anni. Il suo corpo è stato trovato nell'appartamento nel centro di Lecce dove il pentito di Reggio Calabria era sotto protezione, dalle forze dell'ordine allertate dai familiari che non avevano notizie di lui da alcune ore.

 

 
 

Il corpo era riverso a terra. Al momento l'ipotesi più accreditata è quella del suicidio. Il medico legale, infatti, sembra non aver riscontrato alcun segno di violenza. Nella stanza dove è stato trovato morto il pentito non ci sono tracce di colluttazione. Non sarebbero stati trovati neanche biglietti che possano lasciare intendere la volontà di uccidersi.
    Vicino alla cosca Serraino, Filocamo era stato arrestato l'estate scorsa nell'ambito dell'operazione "Pedigree". Subito dopo aveva deciso di collaborare con i pm di Reggio Calabria Stefano Musolino e Walter Ignazitto e con la Dda guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri. Tra poche settimane doveva iniziare il processo alla cosca Serraino. (ANSA).

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Ciclovia del Sole, all’inzio del 2022 al via i lavori per il tratto da Concordia a Mirandola

5 Maggio 2021, 08:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Ciclovia del Sole, all’inzio del 2022 al via i lavori per il tratto da Concordia a Mirandola

INSERITO DA MORENA MOTTA Collegare la Ciclovia del Sole nel tratto da Concordia sulla Secchia a Mirandola e realizzare l’attraversamento del centro abitato di San Felice sul Panaro, avviando i lavori all’inizio del 2022. E’ questo l’obiettivo della Provincia di Modena, che ha approvato all’unanimità nella seduta di Consiglio dello scorso 30 aprile lo schema di convenzione con la Regione Emilia-Romagna e la Città metropolitana di Bologna per la progettazione e la realizzazione dei tratti ciclabili mancanti della Regione Emilia-Romagna della Ciclovia del Sole. La convenzione assegna alla Provincia due milioni e 675mila euro per la realizzazione dei due tratti, oltre a diecimila euro di contributo alla progettazione, che dovrà essere completata entro l'autunno in modo tale da assegnare i lavori entro il 30 novembre prossimo.

“La Ciclovia fa parte del grande progetto Eurovelo 7, la ciclabile che collega Capo Nord a Malta, attraverso il passaggio nel territorio modenese – sottolinea Gian Domenico Tomei, presidente della Provincia di Modena – che rappresenta un progetto di grande suggestione e un'opportunità unica per la nostra provincia, in una fase in cui la mobilità sostenibile sta diventando sempre più strategica per le politiche di sviluppo e crescita dei territori”.

Il progetto della Ciclovia del Sole, si sviluppa da Verona a Firenze lungo un tracciato che attraversa quattro regioni, (Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto), sette Province (Firenze, Prato, Pistoia, Bologna, Modena, Mantova, Verona) e oltre 60 comuni e 50 stazioni ferroviarie, per una lunghezza totale nella direttrice principale di Km 392, a cui si aggiungono nel territorio dell’Emilia-Romagna oltre 70 km di tracciato principale integrativo che collega Concordia sulla Secchia a Vergato e Vignola verso l’appennino modenese, come alternativa panoramica al percorso principale, ancora non finanziati.

Lo scorso 13 aprile è stato inaugurato il tratto emiliano di 46 chilometri, che dalla provincia di Modena arriva alle porte di Bologna attraversando otto comuni, Mirandola, San Felice sul Panaro, Camposanto, Crevalcore, Sant’Agata Bolognese, San Giovanni in Persiceto, Sala Bolognese e Anzola dell’Emilia.

FONTE www.sulpanaro.net

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SICILIA NEWS IL-PUNTO/COVID Sicilia, vaccini nelle isole e ai 50enni "Strappo" governatore Musumeci,non possiamo tenere dosi in frigo

5 Maggio 2021, 08:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La Sicilia che, oltre ad essere in zona arancione, detiene il primato negativo tra le regioni italiane per quanto riguarda il numero di vaccini somministrati rispetto a quelli consegnati (il 78%) prova a imprimere una svolta alla campagna vaccinale nell'isola. © ANSA Lo fa con una conferenza stampa convocata dal presidente Nello Musumeci che segna uno "strappo" rispetto alle indicazioni del Governo nazionale. La prima novità è rappresentata dalla decisione di vaccinare in massa la popolazione delle isole minori per renderle "covid free" prima dell'avvio della stagione turistica. La seconda riguarda il via libera alle prenotazioni, già a partire da domani, per i siciliani dai 50 anni in su. "Abbiamo chiesto al commissario Figliuolo, con due lettere, la possibilità di ammettere al vaccino anche queste persone - dice Musumeci - ci è stato risposto che non è possibile, e che può essere consentito solo quando avremo messo al sicuro gli ultra 80enni ma è chiaro che non abbiamo poteri sanzionatori o coercitivi, per convincere i riottosi. Spero che il generale voglia comprendere che da parte nostra non c'è alcuna volontà di essere disobbedienti ma avvertiamo tutti il peso della responsabilità della specifica condizione epidemiologica dell'isola, anche di carattere sociale". Il governatore spiega che in questo momento ci sono in Sicilia 250mila dosi di AstraZeneca chiuse nei frigoriferi e al momento inutilizzate a causa della "ingiustificata psicosi che si è creata, a fronte di 5 o 6 decessi la cui connessione con il vaccino comunque è stata esclusa". Inevitabile dunque la scelta di cambiare strategia: "Basta con i vaccini tenuti, mesi e mesi, nei frigoriferi - sbotta Musumeci - dobbiamo andare avanti, vaccinare quanta più gente possibile, abbiamo aspettato abbastanza e nessuno può accusarci di non avere rivolto attenzione alle fasce fragili". L'obiettivo dichiarato è quello di imprimere una decisa accelerazione alla campagna in Sicilia dove fino ad oggi è stato immunizzato, cioè ha ricevuto sia la prima che la seconda dose del vaccino, solo il 10% della popolazione. Una battaglia sulla quale Musumeci ha già chiesto il sostegno dei farmacisti e e dei medici di base, dai quali tuttavia "mi aspetto di più". Intanto torna sotto quota mille il numero dei nuovi contagi nell'isola e, sopratutto cala in misura considerevole il tasso rispetto al numero dei tamponi. Oggi sono 902 i nuovi positivi su 32.557 tamponi processati, con una incidenza del 2,8%, leggermente al di sotto della media nazionale. La Regione è quarta per numero di contagi giornalieri. Le vittime sono state 25 e portano il totale a 5.468. Il numero degli attuali positivi è di 24.823 con decremento di 132 casi dovuto agli oltre mille guariti. In calo anche il numero dei pazienti Covid ricoverati in ospedale: 1.312, 26 in meno, dei quali 160 nelle terapie intensive, lo stesso numero di ieri. E anche la distribuzione territoriale registra una novità con un calo deciso dei nuovi casi in provincia di Palermo (246) che viene superata da Catania con 361. (ANSA).

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CARPI NEWS I Vigili del Fuoco salvano un uccellino caduto dentro a un tombino

5 Maggio 2021, 08:52am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS I Vigili del Fuoco salvano un uccellino caduto dentro a un tombino

INSERITO DA MORENA MOTTA I Vigili del Fuoco di Carpi sono intervenuti questa mattina nel parcheggio della Chiesa di San Giuseppe Artigiano, in via Remesina, per salvare un piccolo di Gazza. I pompieri con grande delicatezza lo hanno tratto in salvo da un tombino, dove l’uccelletto era caduto. Il piccolo è stato ora affidato alle cure dei volontari del Centro Fauna Il Pettirosso.

FONTE temponews.it

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VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate, riaperta via Rota con ciclabili e cipressi. E a Oreno è tornata la pace

5 Maggio 2021, 08:43am

Pubblicato da Miki Pappacoda

VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate, riaperta via Rota con ciclabili e cipressi. E a Oreno è tornata la pace

INSERITO DA MORENA MOTTA Riapre via Rota e finisce la polemica. Si è concluso il 30 aprile il cantiere avviato lo scorso novembre per la riqualificazione della storica strada che collega Vimercate al borgo di Oreno e il risultato finale, anche con alcuni dettagli ancora mancanti, sembra aver messo a tacere le critiche che hanno accompagnato tutti i mesi in cui i lavori sono stati in corso.

Anche a seguito dell’intervento diretto da parte della Soprintendenza che, sollecitata dal comitato “Salviamo il viale delle Rimembranze”, ha inviato una lettera a inizio marzo a Palazzo Trotti, sono state apportate alcune modifiche al progetto iniziate ed è stato raggiunto un compromesso tra le esigenze del Comune di ridare decoro e funzionalità a una via lasciata in stato di degrado per anni e le richieste avanzate dal comitato di preservare gli elementi storici di una strada progettata nel 1927 per essere il viale delle Rimembranze di Oreno, in memoria dei Caduti della Grande Guerra.

Rispetto al progetto da 700mila euro approvato a luglio 2020 dall’Amministrazione comunale, e appaltato con un ribasso del 22,2% a 445mila euro, è stata aggiunta una variante in corso d’opera dal valore di poco meno di 70mila euro con cui sono state modificati alcuni elementi per rispettare le caratteristiche architettoniche del passato, assieme anche ad alcune esigenze del presente.

Così al posto dei tigli inizialmente pensati, sono stati piantati dei filari di cipressi distanziati da siepi, è stato restaurato il monumento davanti all’ingresso del cimitero, verranno poi ricollocate lungo la strada le targhette con i nomi dei Caduti che nei decenni scorsi sono state spostate con i loro cippi all’interno del cimitero di Oreno, mentre per rispondere alle richieste avanzate nella consulta sono stati predisposti dei punti per l’allacciamento alla corrente elettrica da usare per eventi, in particolare durante la Sagra della Patata.

Completano l’intervento i nuovi marciapiede con piste ciclabili su entrambi i lati e separati dalla sede stradale, il ripristino delle esedre, in particolare quella davanti all’ingresso del cimitero che crea una sorta di nuova piazza, l’illuminazione con lampade a led e nuovi lampioni, mentre è previsto che venga installato anche un totem per illustrare la storia del viale delle Rimembranze di Oreno poi intitolato, dopo la seconda guerra mondiale, al partigiano vimercatese Iginio Rota.

FONTE www.ilcittadinomb.it di Martino Agostoni

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MONZA E PROVINCIA NEWS Nova Milanese: è ricoverato all’ospedale di Desio l’uomo armato che si è barricato in casa per 9 ore, il film della lunga giornata

5 Maggio 2021, 08:35am

Pubblicato da Miki Pappacoda

MONZA E PROVINCIA NEWS Nova Milanese: è ricoverato all’ospedale di Desio l’uomo armato che si è barricato in casa per 9 ore, il film della lunga giornata

INSERITO DA MORENA MOTTA È ricoverato all'ospedale di Desio il 52enne che per 9 lunghe ore, martedì 4 aprile, si è barricato in casa della compagna, a Nova Milanese, con una pistola in pugno, una Browning calibro 7,65 che risulterebbe essere oggetto di furto e illegalmente detenuta. Durante l’estenuante fase di mediazione, fanno sapere i carabinieri, ha esploso 5 colpi, alcuni dei quali alla porta d’ingresso della sua abitazione, oltre la quale c’erano i militari, senza fortunatamente colpire nessuno.

Tutto ha avuto inizio alle 10 del mattino. Dopo un momento di escandescenza, per cause ancora da accertare, l’uomo si è barricato in casa con la compagna. Ne è seguito di lì a breve l’intervento dei carabinieri della stazione dell’Arma di Nova Milanese che, con grande sangue freddo, notando l’uomo sul balcone, con la Browning in pugno, sono riusciti a far uscire la donna da casa e hanno chiesto rinforzi. Ne è seguita una azione coordinata da parte dei reparti dell’Arma, con l’intervento congiunto dei militari della Compagnia di Desio, personale specializzato delle SOS (Squadre Operative di Supporto) e il negoziatore del Comando Provinciale Carabinieri di Monza.

È stato proprio il negoziatore, figura recentemente introdotta al Comando provinciale, a intessere una conversazione «attiva e costante» - fanno sapere dall’Arma - con il 52enne. Solo alle 19 l’uomo, sollecitato dal negoziatore, si è convinto a gettare la pistola da una finestra e ad aprire la porta di casa, permettendo ai militari e al personale sanitario della Croce Verde di Lissone di entrare. A quel punto, trascorso qualche minuto, è stato caricato su un'ambulanza e trasportato da personale sanitario scortato dai carabinieri all’ospedale di Desio.

Intanto proseguono le indagini da parte dei carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Monza, per gli aspetti penalmente rilevanti dell’accaduto.

FONTE www.ilcittadinomb.it di Roberto Magnani

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