Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
inserito da Alessia Chianese Il procuratore della Repubblica di Lodi, Domenico Chiaro, ha appena annunciato che aprirà un'inchiesta conoscitiva sul decesso di Andrea Zamperoni, il 33enne chef lodigiano trovato morto a New York avvolto in una coperta in un ostello del Queen's vicino a casa sua. «Si tratta - come spiega Chiaro - di un atto dovuto. Attendiamo poi anche di capire quale è stato l'esatto motivo della morte. Il fascicolo verrà aperto oggi».
«È comprensibile che i genitori vogliano assolutamente sapere come siano andati esattamente i fatti».Lo ha spiegato il sindaco di Casalpusterlengo (Lodi), Elia Delmiglio, dopo aver incontrato i genitori di Andrea Zamperoni, lo chef trovato morto a New York. Il primo cittadino ha anche deciso che proclamerà il lutto cittadino nella giornata in cui si terranno i funerali del giovane. Il sindaco è da poco andato a fare visita alla famiglia, impietrita dal dolore, nella frazione di Zorlesco, e uscendo dalla villetta di famiglia ha spiegato che «l'amministrazione comunale ha portato tutta la propria vicinanza interpretando anche la volontà dei cittadini. Per noi è un grande dolore».
«Per me mio nipote si è trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato».Così si è espresso Renato Dosi, zio di Andrea Zamperoni, lo chef di Cipriani Dolci trovato morto in un ostello a New York. Un amico del giovane, poi, ha raccontato: «L'ho visto l'ultima volta quando è tornato in Italia. Lo diceva che era un pò stanco del lavoro, ma lui non ha mai fatto pesare queste cose».
inserito da Alessia Chianese Pochi giorni dopo la tragica e prematura scomparsa diNadia Toffa,Maurizio Costanzosi è scagliato contro gli haters della conduttrice de Le Iene. “Purtroppo il web ha consentito agli imbecilli di esprimere pubblicamente la loro opinione - scrive il marito di Maria De Filippi nella sua rubrica su Chi - Hanno creduto che sulla malattia bluffasse, che volesse lucrarci”. Il giornalista si è sentito in dovere di intervenire e dire la sua sulla triste vicenda anche perché era legato alla Toffa da un affetto sincero. “Io che ho conosciuto Nadia molto bene, posso affermare che era una donna che aveva una voglia di vivere, di farcela, pazzesca” ha continuato sulle pagine del settimanale. Infine, la reprimenda: “Le persone che hanno scritto quelle volgarità si devono solo vergognare”.
„Si tratta di una donna bionda, con diversi tatuaggi sul braccio destro, che va in giro con i capelli raccolti ed una borsa a tracolla molto grande dove nasconde la refurtiva“
Entra nei negozi per rubare capi di abbigliamento. E’ caccia, a Cava de’ Tirreni, alla ladra che è stata individuata grazie alle telecamere di un noto esercizio commerciale. L'identikit Si tratta di una donna bionda, con diversi tatuaggi sul braccio destro che va in giro con i capelli raccolti ed una borsa a tracolla molto grande dove nasconde la refurtiva. Lei, con molta tranquillità, entra nei negozi, finge di curiosare tra la merce esposta, e attendere che i clienti distraggano le commesse a lavoro per rubare e poi fuggire. L’ultimo episodio si è verificato nei giorni scorsi, con una commerciante che ha denunciato l’accaduto sia sul web che alle forze dell’ordine.
inserito da Alessia Chianese Le strade deserte, le curve che si insinuano su per il fianco delle colline. Poi, d’improvviso, le macerie. Chi oggi percorre la Salaria e decide di inerpicarsi verso l’interno, versoArquata del Tronto, non potrà fare a meno di incontrare questo spettacolo prima o poi. E così appaiono le Sae, soluzioni abitative di emergenza, ora residenze per centinaia di persone che tre anni fa hanno perso la loro casa. Per chi non conosce questo territorio i vari borghi Sae, piccole periferie sparse intorno alle macerie dei paesi che furono, sembrano deserti silenziosi. Finché un gatto rosso non attraversa la strada di corsa, a testimonianza che vita c’è. E così ci si rende conto che i vari borghi sono ancora vivi. Scoraggiati, forse, ma vivi.
La popolazione in questi luoghi si è dimezzata. In molti sarebbero voluti rimanere, altri non hanno potuto invece fare altro: «Tanti sono andati via perché non avevano altro modo, e la costruzione delle casette di emergenza ha avuto tempi abbastanza lunghi» raccontaFederica Angelucci, la cui famiglia ha un ristorante aTrisungo, frazione diArquata del Tronto. Anche la clientela del ristorante è cambiata: «Durante l’emergenza venivano in molti a mangiare qui, poi subito dopo sono cominciate ad arrivare le persone che passavano per dare una mano, magari per spendere dei soldi qui dopo il sisma. Ora la clientela sta tornando ad essere meno che prima del sisma». In una delle sale del locale, è esposta una mappa dell’Italia, con tutte le targhette delle compagnie dei Vigili del Fuoco che hanno prestato servizio in zona. «Era cominciato per gioco con i pompieri di Bologna, e poi abbiamo continuato», racconta la27ennesecondo cui, a tre anni dal sisma la situazione rimane ancora complicata. «Se prima eravamo già messi in disparte perché non eravamo di Amatrice, adesso sembra come ci stessero tutti mettendo nel dimenticatoio». E ad oggi, nonostante la determinazione nel voler far ripartire un intero territorio, c’è solo un concetto: «Quello che viene, viene».
La rassegnazione. C’è stato il tempo del dolore, della paura, della rabbia, della voglia di darsi da fare. Perfino il periodo del timore è passato sulle teste e sulle vite delle popolazioni colpite dalterremoto del centro Italia. Ora, a tre anni di distanza, una nuova sensazione passa su molti di coloro che hanno cercato di non abbandonare le loro città e i loro paesi. Unarassegnazioneche forse è anche più evidente sui volti di quegli stessi terremotati che oggi si sentono terremotati di serie B:Arquata del Tronto, Pescara del Tronto e tutte le loro diverse frazioni, abbandonate e quasi messe nel dimenticatoio dall’Italia. Amatrice è la città-simbolo del sisma del 2016, anche per i suoi 239 morti, ma altre città marchigiane hanno subito più danni rispetto ai vicini laziali. E per questo in molti si sentono su un piano inferiore rispetto ai vicini. «Le luci ora si riaccenderanno per poche ore. Poi torneremo nel buio per un altro anno». Don Nazzareno Gasperi, ilparroco di Arquata, non usa mezzi termini per rappresentare vividamente la situazione che i suoi parrocchiani vivono. «Quando sono arrivato qui, nel 2017, sentivo la disperazione della popolazione di Arquata: il dolore per la perdita di persone care, che si sente ancora di più nelle piccole comunità come la nostra, unita allo choc di aver perso la propria casa ha distrutto le vite e gli animi della zona», racconta. Secondo Don Nazzareno dall’anno scorso poco è cambiato: «Tutto si era fermato e tutto è ancora fermo: qui dobbiamo ancora togliere le macerie. Quando ho sollecitato, mi hanno risposto “Adesso lo faremo, che fretta c’è?”». E la conferma della percezione: «Noi non ci sentiamo terremotati di serie B, noi lo siamo: pensi che l’anno scorso è venuto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte solo all’ultimo momento, e in teoria si sarebbe dovuto fermare solo ad Accumoli e ad Amatrice». Secondo il parroco di Arquata del Tronto, proprio la cittadina laziale è riuscita ad avere un maggiore impatto mediatico e per questo «Quando si parla del sisma del centro Italia si parla del terremoto di Amatrice, e per questo loro sono più avanti di noi» nel riprendere la vita quotidiana: «Le macerie le debbono levare anche lì, e la ricostruzione è ferma così come è qui da noi, ma almeno loro hanno il polo commerciale e dei ristoranti, che attraggono un sacco di gente».
Per quanto riguarda il futuro, per tutti regna l’incertezza.Don Nazzarenofa fatica a capire come sarà il domani diArquata: «Sicuramente ci sarà un futuro, ma ancora non si sa come saranno ricostruiti questi borghi. Io immagino una comunità compatta e allargata, pur sapendo consapevolmente che le cose qui non torneranno mai com’erano prima. Alcuni poi non torneranno più: chi ha figli in età scolare che magari si sono trasferiti ad Ascoli o sulla riviera difficilmente torneranno qui». Le necessità principali? «La casa. La tua casa: le Sae non saranno mai una vera casa. Qui c’erano tutte case grandi, con orti, aie e spazi verdi. Ci mancano i nostri spazi», sospiraDon Nazzareno. Anche la concezione del futuro stesso in queste zone è cambiata: «Avendo vissuto un evento come questo- racconta Federica -sai che tutto può finire in un momento. Devi cercare di vivere al meglio la giornata, sperando che la gente torni qui».
E mentre le diverse frazioni vengono smembrate nei vari villaggi Sae, cercando di ricostruire una parvenza di vita normale accanto alla via Salaria, il segno del sisma rimane anche nei cuori e negli occhi di chi ha vissuto una vita in queste zone: «Pretare e tutte quelle zone vicino Arquata- racconta una signora anziana ad Acquasanta Terme -erano i luoghi di villeggiatura estivi. Io sono cresciuta lì, ma dopo il terremoto non sono più tornata. Troppo dolore».
FINALE EMILIA E SOLIERA – Spaccata al bar di Soliera, e a Finale un delinquente è stato sorpreso all’isola ecologica. Anche ladri e malviventi di vario genere sembra siano andati in ferie, ma cominciano a tornare, ed ecco che ricominciano le notizie sugli atti criminali nella Bassa.
ASolierai ladri hanno preso di mira il bar Piro di via Limidi. Sono entrati, l’altra notte, sfondando la porta di ingresso forse con un tombino o un grosso masso, e sono riusciti ad arraffare tutti i soldi che c’erano in cassa e diverse stecche di sigarette. Un bottino da circa mille euro. Indagano i Carabinieri. L’ipotesi che sia stato usato un tombino richiama un altro fatto di cronaca avvenuto a Formigine. Quii Carabinieri hanno arrestato un calabrese 24enne, domiciliato a Spilamberto, per un furto compiuto pochi minuti prima ai danni di un esercizio commerciale a Formigine. Il giovane, mediante l’utilizzo di un tombino stradale, aveva infranto la vetrata del negozio da cui aveva asportato alcuni generi alimentari. I militari, che già conoscevano il ragazzo per averlo arrestato per episodi analoghi, lo hanno intercettato mentre a bordo della sua bicicletta stava ritornando verso Spilamberto, il confronto con le immagini di videosorveglianza ha sciolto ogni dubbio sulla sua responsabilità nel furto commesso.
AFinale Emiliainvece è stato colto sul fatto, grazie all’allarme dato dai residenti, un 40enne che stava portando via il rame da alcuni elettrodomestici che si trovavano nell’isola ecologica. I Carabinieri lo hanno denunciato.
Carlo Delle Piane è mortoa Roma all'età di 83 anni. A dare notizia della morte dell'attore è la moglie, Anna Crispino. L'attore aveva da poco festeggiato i 70 anni di carriera, durante i quali aveva lavorato con alcuni dei più importanti registi e attori, ricordando i molteplici successi al fianco di Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Totò, De Sica e molti altri ancora, fino al fortunatissimo decennio conPupi Avati.
Carlo Delle Piane, proprio recitando con Pupi Avati, era entrato nell'immaginario collettivo grazie al film Regalo di Natale dove interpretava l'avvocato Santelia; nel film, che racconta di una lunga partita a poker tra amici proprio la notte di Natale, recita anche Diego Abatantuono. Una straordinaria interpretazione quella di Delle Piane che gli valse anche la Coppa Volpi alla mostra del Cinema di Venezia del 1986. Fu un film che segnò una svolta per la carriera di entrambi, sia per Abatantuono che trovò una nuova carriera dopo gli esordi legati alla comicità, sia per Delle Piane che grazie a quel film fu conosciuto anche dal grandissimo pubblico.
Ancora provato dall'emorragia cerebrale che lo ha colpito nel gennaio 2015 e che lo aveva portato fino al coma, aveva festeggiato con l'amorevole moglie, la cantante Anna Crispino, i 70 anni di carriera lo scorso anno allamostra del cinema di Pesaro. 110 film all'attivo, di cui una quindicina sotto la direzione del suo grande amico Pupi Avati,Delle Pianeaveva realizzato il suo primo film quando aveva solo 12 anni. «Ero alle medie al Pio XI di Roma e lì arrivarono gli assistenti del regista Duilio Coletti che cercavano tra gli alunni i ragazzi per il film Cuore. Io, che ero sempre all'ultimo banco e non andavo troppo bene a scuola, non capivo chi fossero, pensavo che stessero per interrogarmi e quasi mi nascondevo. Ma fui scelto, anche se allora sembravo un extraterrestre piccolo e con le gambe sottili sottili. Da allora mi ritrovai a lavorare con grandi artisti, ma non davo loro importanza, per me il cinema era un modo per non andare a scuola e mettermi qualche soldo in tasca», raccontava.
Un film dietro l'altro per lui, in genere commedie brillanti ed ha recitato con tutti, Sordi, Totò, Gassman, Fabrizi, diretto da De Sica, Vadim, Steno, Monicelli, Polanski e Corbucci. Ma il suo grande amico è stato Aldo Fabrizi, «uno non troppo amato dai colleghi per la sua schiettezza. Ho fatto con lui La famiglia Passaguai e poi Rugantino di Garinei e Giovannini. Mi ricordo poi che Fabrizi usava svuotare un rosetta e riempirla di rigatoni al sugo. Era fatto così». Suo attore di riferimento Buster Keaton: «Volevo essere come lui. Mi piaceva la sua asciuttezza nella recitazione, la sua maniacalità nel sottrarre». Infine perCarlo Delle Pianela terapia per tutto, anche per la sua idiosincrasia nell'essere toccato, stava nel lavoro: «Quando sono sul set faccio tutto tocco abbraccio apro le porte».
Il responsabile, un 40enne di Vedano al Lambro senza precedenti, aveva un tasso alcolemico 5 volte superiore al consentito
Il responsabile, un 40enne di Vedano al Lambro senza precedenti, aveva un tasso alcolemico 5 volte superiore al consentito. I fatti si sono verificati ieri – venerdì – nel pomeriggio a Monza. Tutto ha avuto inizio alle 15.15 quando l’uomo, al volante di un furgone Citroen, ha provocato il primo incidente in viale Libertà, all’angolo con via Bosisio. Anziché fermarsi, ha proseguito la sua corsa innescando, nemmeno un quarto d’ora più tardi, un secondo sinistro, questa volta in via Correggio, all’angolo con viale Sicilia, dove tampona un veicolo.
Anche in questo caso, l’uomo è scappato. Ma la sua fuga non è durata molto. Arrivato in via Morelli si è schiantato contro un veicolo in sosta. E questa volta, visti gli ingenti danni riportati dal suo furgone, lo ha dovuto abbandonare. Sul posto, oltre all’ambulanza, sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale.
Due le persone rimaste ferite, si tratta di una donna di 46 anni residente a Sesto San Giovanni e di una monzese di 23 anni.
Per quanto riguarda il responsabile, è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza aggravata dal fatto di aver causato incidenti stradali. Ma dovrà anche rispondere dell’accusa di fuga e omissione di soccorso.
Circolazione momentaneamente sospesa tra le stazioni di CARNATE USMATE e di CALOLZIOCORTE OLGINATE.
Terza notte di fila da incubo a causa del maltempo, nella Brianza Nord Est, e terza notte di maxi lavoro per i Vigili del Fuoco che sono intervenuti a raffica sul territorio meratese e lecchese. La zona maggiormente colpita questa volta è stata quella a sud della provincia, tra la Brianza, il meratese e il confine con la valle san Martino. Nella notte è esondato il torrente Bevera con pesanti conseguenze tra Brivio, Olgiate e Calco.
Interrotte le linee ferroviarie
Come racconta GiornalediLecco.it, al momento è interrotta anche la circolazione ferroviaria sullaLecco-Bergamo-Brescia. Trenord infatti ha fatto sapere che sono “Possibili ritardi fino a 30minuti a causa di un guasto alla linea elettrica per avverse condizioni meteo, che si è verificato nella stazione di CISANO CAPRINO BERGAMASCO. I tecnici di RFI sono al lavoro per consentire il ripristino della circolazione”.
Stessa situazione sullaLecco-Carnate-Milano.
causa dei danni provocati dal maltempo agli impianti, la circolazione è momentaneamente sospesa tra le stazioni di CARNATE USMATE e di CALOLZIOCORTE OLGINATE. I tecnici di RFI sono al lavoro per consentire il ripristino della circolazione. I treni subiranno VARIAZIONI di percorso e CANCELLAZIONI.
I viaggiatori diretti a Milano potranno, in alternativa, viaggiare sulla linea LECCO – MOLTENO – MONZA e sulla linea LECCO – BERGAMO – BRESCIA.
Prestare attenzione ai monitor e agli annunci sonori di stazione.
Presenti bus sostitutivi spolatra CARNATE e CALOLZIOCORTE.
– La fermata di OLGINATE è prevista in VIA TRENTO 11.
La quantità di pioggia caduta questa notte sul Meratese, sulla Brianza e sulla Valle San Martino è davvero impressionante. Situazione resa ancora più drammatica anche dalla violenza del vento.
A fornire i dati sono gli esperti del Meteo Val San Martino. “Intensi temporali nella notte, ancora in corso in Brianza, localmente sono stati veramente intensi ed insistenti” spiegano e guardano alla cartina ploviumetrica aggiungono: “In evidenza la zona del meratese con accumuli notevolissimi: 153 mm a Calco Superiore, 124 mm a Cernusco, 99 mm a Arlate di Calco superati i 70 mm anche a Pontida, Rovagnate, Monza e Villasanta”.
Torino-Wolverhampton 2-3 nell'andata dei playoff di Europa League.Il ritorno si giocherà giovedì 29 agosto in Inghilterra. Ai granata, che per accedere alla fase ai gironi dovranno vincere con due gol di scarto o con uno solo segnandone però almeno 4, servirà un'impresa. Per i granata i gol portano le firme di De Silvestri e Belotti su rigore.
LA PARTITADelusione Toro battuto, (3-2) dal Wolverhampton. Poteva essere un fiasco totale, evitato con il rigore di Belotti, uscito poi dolorante al 90. Ribaltare la sconfitta tra una settimana, vincendo con due gol di scarto (o dal 4-3 in su) è davvero un'impresa. Nell'andata dei playoff di Europa League per entrare nella fase a gironi, il Wolverhamton si dimostra nettamente superiore. Bocciato quasi su tutta la linea il Toro europeo, ma identico all'anno scorso perché il mercato non ha finora portato niente: senza l'infortunato Iago Falque non ha avuto fantasia, deludente la coppia Belotti-Zaza dopo le grandi promesse dell'estate, troppo anonimo il centrocampo, a cominciare da Baselli.
Per contro il Wolverhampton imbottito di estro portoghese ha fatto ottima impressione anche in fase difensiva, confermandosi squadra solida anche se nel finale ha mollato un pò lasciando al Toro l'occasione del 3-3. Mazzarri sapeva che il Wolverhampton sarebbe stato molto chiuso dietro e l'inizio della parotta lo conferma: gli spazi sono strettissimi e Berenguer non riesce a imbeccare la coppia d'attacco Zaza-Belotti, anche gli altri centrocampisti faticano a trovare il passaggio filtrante.
All'opposto i 'lupì inglesi rischiano male quando Traorè e Vinagre accelerano. E mentre i granata faticano a costruire azioni davvero pericolose, Sirigu deve salvarsi di piede (13') e Izzo, che si batte per due, spingendosi anche in attacco, toglie un pallone dalla testa di Jimenez. Il Torino riesce a carburare e al 20' sfiora il gol: controcross di Izzo, colpo di testa di Nkoulou che si stampa sulla superiore della traversa. Il Wolverhampton ribatte con una punizione dello specialista Moutinho deviata da Dendoncker (24'). Izzo rimedia ancora alle difficoltà dei compagni di reparto, Belotti incrocia un destro che finisce non lontano dal palo, Patricio salva su Izzo, spuntato nell'area piccola (39'). Ma sono gli inglesi a far festa: punizione di Moutinho dalla sinistra per un fallo evitabile di De Silvestr, un autogol di Meitè vicino a Saiss, pietrifica Sirigu e gela l'Olimpico Grande Torino. Il tempo finisce con sonori fischi all'arbitro, il portoghese Dias, che ammonisce per gioco pericoloso Belotti, qualche minuto dopo avere perdonato un'entrata molto rude di Boly sul 'Gall' a centrocampo. Jota fa impazzire i difensori granata, Mazzarri sostituisce l'inconcludente Berenguer con Lukic, ma un minuto dopo il Wolverhampton raddoppia con Jota con un tocco facile in mezzo all'area su assist di Traorè.
Un pugno da ko ma il Torino riesca a rialzarsi e prontamente accorcia con De Silvestri - colpo di testa su cross di Ansaldi - riaccendendo la curva Maratona. Mazzarri cerca di aggiungere carica mettendo Rincon al posto di Meitè mentre il suo collega Espirito Santo toglie Traorè che tanti grattacapi ha dato ai granata. Bremer salva su Jimenez, ma l'attaccante messicano punisce i granata sbilanciati al 27' st. Cantano solo più i tifosi inglesi, ma alla fine il rigore di Belotti, che lui stesso si è procurato, lascia una piccolissima speranza. Ma a Wolverhampton servirà un'impresa leggendaria.
IL TABELLINO
Torino-Wolverhampton 2-3 (0-1) Torino(3-4-1-2): Sirigu, Izzo, N'Koulou, Bremer, De Silvestri, Meité (19' st Rincon), Baselli, Ansaldi (26' st Aina), Berenguer (14' st Lukic), Zaza, Belotti. (25 Rosati, 14 Bonifazi, 22 Millico, 30 Djidji). All.: Mazzarri. Wolverhampton(3-5-2): Rui Patricio, Vallejo, Coady, Bola, Traoré (19' Jonny), Dendonchker, Sais, Moutinho, Vinagre, Jimenez (31' st Cutrone), Jota (24' st Neto). (21 Ruddy, 5 Bennett, 8 Neves, 17 Gibbs-White). All.: Espirito Santo.Arbitro:Dias (Portogallo) Reti:nel pt 43' Bremer (aut.). Nel st 14' Jota, 16' De Silvestri, 27' Jimenez, 45' Belotti (rig.). Angoli: 4 a 1 per il Torino. Recupero: 1' e 4'. Ammoniti: Ansaldi, Berenguer, Baselli, Bremer, Saiss e Rincon per gioco scorretto, Belotti per gioco pericoloso, Vallejo per proteste. Spettatori: 24.091. Incasso: € 561.930
Volete godervi un buon panino farcito per dimenticare la fine delle ferie? Quale migliore occasione della Sagra della porchetta di Ariccia. Dal 6 all'8 settembre 2019 torna la manifestazione più attesa da romani e non, con la sua 69esima edizione. Pane casereccio, maiale cotto allo spiedo e un buon bicchiere di vino. Insomma, una manifestazione all'insegna del cibo, ma non solo. La 69esima Sagra della Porchetta di Ariccia sarà anche l'occasione per assistere a spettacoli folkloristici, musicali e d'intrattenimento, per grandi e piccini.La festa avrà inizio alle ore 9 del 6 settembre, con l'allestimento degli stands. Le prime attività avranno inizio nel pomeriggio, a partire dalle 17. Spazio ad intrattenimento per bambini, spettacolo deglli sbandieratori, parata dei bersaglieri e alle 19,15 inaugurazione ufficiale della 69esima Sagra della Porchetta di Ariccia.