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SALERNO E PROVINCIA NEWS «Il direttore sposo festeggia in ospedale a Eboli» Il brindisi sul terrazzo a giugno scorso, con medici ed estranei

1 Maggio 2019, 08:56am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA EBOLI - A Napoli, nel luglio scorso, il primario Pignatelli chiuse un reparto dell’ospedale del Mare per consentire a tutti di partecipare alla sua festa. Il primario venne sospeso e non è stato più reintegrato. A Eboli, nel giugno scorso, accadde un episodio simile. Sul terrazzo dell’ospedale, il direttore sanitario, Mario Minervini, festeggiò il suo imminente matrimonio. Da lì a tre giorni, il manager salernitano sarebbe convolato a nozze. Quella festa privata nell’ospedale pubblico è finita ora in un’interrogazione regionale dei consiglieri dei Cinque Stelle, Valeria Ciarambino e Michele Cammarano. I due pentastellati hanno chiesto al governatore De Luca chi ha autorizzato «La festa privata nell’ospedale pubblico, chi ha consentito l’ingresso a ospiti esterni alla struttura, chi ha pagato e contattato il servizio di catering e chi ha autorizzato i medici, in camice bianco, a lasciare i reparti durante il turno di lavoro». Quel brindisi matrimoniale rischia ora di creare enormi imbarazzi. E potrebbe concludersi con un’indagine interna dell’Asl. La festa all’interno dell’ospedale non era nemmeno un mistero a Eboli. Fu ripresa da decine di telefonini. Medici, amministrativi e sindacalisti brindarono al traguardo sentimentale del direttore dell’ospedale e lo fecere durante il turno di lavoro. Le foto e i video fecero il giro dei reparti. Inevitabili le polemiche con il valzer infernale su what’s up. Chi non c’era, osservò la scena sui cellulari. Chi non fu invitato, venne tacciato di invidia. La polemica nacque nei corridoi e morì pochi giorni dopo.

FRANCESCO FAENZA LA CITTA 

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO, LOTTA AL NARCOTRAFFICO: ARRESTATO IN FLAGRANZA PER SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI

1 Maggio 2019, 08:50am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

salerno

salerno INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Gli agenti della Sezione Falchi di Salerno ha colto in flagranza di reato un uomo dedito all’attività di spaccio: sequestrate 58 dosi fra eroina e cocaina

 

Nella giornata di ieri, nell’ambito dei predisposti servizi di repressione dei reati, disimpegnati nel tempo per contrastare il narcotraffico nella città di Salerno, personale della Squadra Mobile – “Sezione Falchi”, ha effettuato l’arresto in flagranza di una persona, già nota all’ufficio, ritenuta responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.  I poliziotti della Squadra Mobile, dopo aver notato alcuni movimenti di persone ritenute sospette, sono prontamente intervenute per bloccare C.V., nato nel 1983, colto nell’atto di cedere sostanze stupefacenti a diversi assuntori. La successiva attività di perquisizione personale e domiciliare a carico del fermato ha permesso di rinvenire e sequestrare complessivamente 58 (cinquantotto) involucri di cellophane contenenti sostanza stupefacente divisi in 28 confezioni di “Cocaina” e 30 confezioni di “Eroina”, oltre che le somme di denaro provento dell’attività illecita.

Per quanto accertato, la persona fermata è stata dichiarata in stato di arresto e, dopo le formalità di rito, come disposto dall’A.G. competente, posta agli arresti domiciliari presso il luogo di residenza, in attesa dell’udienza di convalida.

ANDREA SIANI ZEROTTONOVE 

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RAVELLO E SCALA NEWS Ravello, controlli a un esercizio alimentare. Accertate irregolarità

1 Maggio 2019, 08:43am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nella mattinata del 29 aprile i Carabinieri della Stazione di Ravello, congiuntamente con personale tecnico-sanitario dell'Asl, hanno disposto la chiusura di un esercizio di somministrazione alimentare del centro cittadino. Riscontrata la mancanza di tutte le procedure necessarie a garantire la salubrità degli alimenti (HACCP). Accertato, inoltre, che il consumo degli alimenti da parte della clientela veniva consentito all'interno del locale autorizzato alla sola vendita d'asporto. L'esercizio riaprirà non appena saranno ottemperate le prescrizioni.

IL VESCOVADO DI RAVELLO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Amalfi, stop ai bus non prenotati. Pugno duro della giunta comunale contro il caos

1 Maggio 2019, 08:35am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I bus turistici potranno trovare posto negli stalli del parcheggio di Piazza Flavio Gioia solo se avranno effettuato l'obbligatoria prenotazione telematica mediante il sistema BusPass.

E' quanto stabilito dalla giunta comunale di Amalfi, guidata dal sindaco Daniele Milano, che, in attesa dell'emissione di misure urgenti da parte del Tavolo permanente istituito in Prefettura sui problemi della viabilità in Costiera, ha assunto con una propria delibera l'importante decisione di vietare la sosta e la fermata nel centro di Amalfi agli autobus turistici privi di prenotazione. Una disposizione che punta anche a contingentare il numero di operazioni giornaliere di carico e scarico passeggeri consentite nelle aree a ciò dedicate dal Comune di Amalfi. Il provvedimento dovrà essere applicato dalla società Amalfi Mobilità e dal Comando di Polizia Municipale, a cui è stato demandato il compito di disporre le modalità operative e tecniche di attuazione.

«Il Comune di Amalfi ha deciso di passare all'azione - spiega il sindaco Daniele Milano - con l'adozione di un deliberato che tende a mitigare l'aggravio complessivo del carico di mezzi in circolazione, a cui concorrono numerosi fattori endogeni ed esogeni al territorio».

La decisione di consentire la sosta e la fermata ai soli bus prenotati si inserisce in un'ottica di contingentamento dei flussi veicolari e rappresenta un importante provvedimento volto alla tutela dell'ambiente, del paesaggio e dell'incolumità pubblica, tutti valori assoluti e primari riconosciuti dalla Costituzione.

 

«La Costiera Amalfitana patisce ormai da anni tutti i disagi connessi con l'enorme flusso di veicoli che giunge sul territorio attraversando la stretta Strada Statale 163, originariamente concepita come mulattiera - prosegue il primo cittadino di Amalfi, promotore peraltro della proposta di Ztl sul territorio della Costiera Amalfitana avallata peraltro dalla Regione Campania -. E l'Amministrazione Comunale di Amalfi si è impegnata sin dal suo insediamento nella adozione di più azioni ed interventi volti a mitigare il fenomeno richiedendo, a più riprese, l'adozione di provvedimenti volti al contingentamento del flusso di traffico lungo la SS163 "Amalfitana" con l'accordo di tutti gli enti coinvolti per esposizione territoriale o per competenza, al fine di risolvere adeguatamente e strutturalmente il problema».

 

Nel deliberato sono richiamati gli interventi già assunti dall'amministrazione comunale in questi anni, tra cui l'innovazione tecnologica dei parcheggi comunali di Amalfi, in corso di realizzazione. Il nuovo sistema, attualmente già completato presso il garage in roccia Luna Rossa, consentirà - tra l'altro - di conoscere in tempo reale i posti auto/moto disponibili in Città e comunicarli all'esterno a mezzo app/web e con pannelli elettronici dislocati sul territorio. Per tale intervento, coerente con la proposta di ZTL territoriale, l'Amministrazione Comunale in carica ha investito la somma di 366mila euro da propri fondi di Bilancio.

Foto 1: Gianpiero Di Filippo

IL VESCOVADO DI RAVELLO https://www.ilvescovado.it/it/sezioni-25/dai-comuni-6/amalfi-stop-ai-bus-non-prenotati-pugno-duro-dell-79327/article

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Berlusconi ricoverato all’ospedale San Raffaele: operato per una occlusione intestinale, ecco come sta

1 Maggio 2019, 08:32am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA
Silvio Berlusconi – si legge in una nota – nella notte del 29 aprile ha accusato sintomi addominali. Una TC ha rilevato uno stato occlusivo a carico del piccolo intestino. All’ospedale San Raffaele di Milano è stato sottoposto in serata a laparoscopia esplorativa che ha permesso di diagnosticare e trattare l’occlusione intestinale da volvolo ileale su una briglia aderenziale dovuta ad un intervento di colecistectomia eseguito 40 anni fa. L’intervento é correttamente riuscito ed è risolutivo. Il presidente è in salute e sarà dimesso nei prossimi giorni

 

Silvio Berlusconi ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano per il trattamento di una colica renale acuta. E questo gli ha impedito di partecipare alla presentazione dei candidati di Forza Italia alle elezioni europee in programma a Villa Gernetto. Non gli ha però impedito di far distribuire ai giornalisti un estratto del suo intervento per dire, in sintesi, che «ogni voto in più a Forza Italia avvicina la fine dell’incredibile governo giallo-verde e la ricostruzione di un centro-destra tradizionale». Il presidente è stato accompagnato in mattina all’ospedale, nello stesso reparto dove era stato ricoverato nel giugno del 2016 quando fu operato per la sostituzione della valvola aortica. E come allora subito sono arrivati giornalisti e cameramen. La sua intenzione era quella di confermare, finiti i controlli, l’incontro nella Villa dove voleva aprire l’università del libero pensiero e dove ha ospitato decine di incontri di partito e anche capi di Stato e di governo come Dmitri Medvedev, quando era presidente russo. I medici però glielo hanno impedito. «Voleva venire a Gerno – ha spiegato la senatrice Licia Ronzulli – ma il professor Zangrillo è stato categorico e quindi passerà la notte al San Raffaele». Però, ha sottolineato, «sta bene. Rimane in osservazione a fare la terapia antalgica con la flebo per la colica».

Lui stesso, hanno riferito da Forza Italia, ha telefonato al presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, che è vicepresidente di Forza Italia, per rassicurarlo sulle sue condizioni. Ed è stato Tajani a presentarsi in conferenza stampa a Villa Gernetto per rincarare la dose spiegando che «più forte sarà Forza Italia, più questo governo avrà vita breve» e «questo è nell’interesse degli italiani». Il messaggio di Berlusconi è che l’Italia non può correre il rischio di essere isolata perché ci sono temi troppo grandi da trattare da soli: dall’immigrazione, alla situazione libica, alla concorrenza cinese che ha un «disegno imperialistico, perseguito con mezzi politici ed economici e solo per il momento non militari». Temi «rispetto ai quali le liti da pollaio della politica italiana scompaiono dall’orizzonte». Secondo Berlusconi, «i sovranisti, a cominciare dalla Lega, anche se in Italia avranno un buon risultato elettorale, in Europa saranno isolati e conteranno poco o nulla. Il voto a loro non è un voto utile, come non lo è quello al PD». Mentre invece lui ha deciso di candidarsi perché «è necessario portare in Europa una presenza forte di Forza Italia». «Solo dentro il Partito Popolare Europeo, che è la nostra casa di cattolici liberali, e che continuerà ad essere la maggiore forza politica d’Europa – ha concluso -, possiamo giocare un ruolo importante per cambiare l’Europa e difendere l’Italia».

leggo.it

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA 1º maggio Festa dei lavoratori

1 Maggio 2019, 08:27am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Festa dei lavoratori viene celebrata il 1º maggio di ogni anno in molti paesi del mondo, per ricordare tutte le lotte per i diritti dei lavoratori, originariamente nate per la riduzione della giornata lavorativa.

 

Le prime origini, nell’Illinois
La festa dei lavoratori affonda in un lontano periodo di significative e frequenti manifestazioni per i diritti degli operai delle fabbriche durante la Rivoluzione industriale degli Stati Uniti d’America, guidate dall’Associazione dell’Ordine dei Cavalieri del Lavoro americani, i Knights of Labor.
Nel 1886, fu approvata a Chicago, in Illinois, la prima legge delle otto ore lavorative giornaliere, legge che entrò in vigore soltanto l’anno dopo, il 1º maggio 1867, giorno nel quale fu organizzata un’importante manifestazione, con almeno diecimila partecipanti.
La notizia giunse anche in Europa, dove nei primi giorni di settembre 1866 fu organizzata a Ginevra la “Prima Internazionale”, ovvero il più grande congresso internazionale organizzato dall’Associazione internazionale dei lavoratori, molto vicina ai primi movimenti socialisti e marxisti-comunisti dell’epoca.

 

La conquista delle otto ore lavorative, partita il 1° maggio 1867 soltanto nello stato dell’Illinois, ebbe una successiva espansione lenta e graduale in tutto il territorio statunitense. Ancora nel 1882, nella città di New York, fu organizzata una importante protesta il giorno 5 settembre, mentre due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione americana, gli stessi Knights of Labor approvarono una risoluzione affinché l’evento di protesta avesse una ricorrenza annuale, senza però proporre ancora una data ufficiale[1] nell’Illinois.

 

Il 1° maggio 1886, in occasione del 19° anniversario dell’entrata in vigore della legge dell’Illinois sulle otto ore lavorative, fu deciso dalla Federation of Organized Trades and Labour Unions come il giorno di scadenza limite per estendere tale legge in tutto il territorio americano, pena l’astensione dal lavoro, con uno sciopero generale a oltranza[2].

 

In quel giorno, anche Chicago partecipò allo sciopero generale, in particolare la fabbrica di mietitrici McCormick. La polizia, chiamata a reprimere l’assembramento, sparò sui manifestanti, uccidendone due e ferendone diversi altri. Per protestare contro la brutalità delle forze dell’ordine, gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell’Haymarket Square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio, quando da una traversa fu lanciata una bomba che provocò la morte di sei poliziotti e il ferimento di una cinquantina. A quel punto la polizia sparò sui manifestanti. Nessuno ha mai saputo né il numero delle vittime né chi sia stato a lanciare la bomba. Fu il primo attentato alla dinamite nella storia degli Stati Uniti.
Il 20 agosto 1887 fu emessa la sentenza del tribunale: August Spies, Michael Schwab, Samuel Fielden, Albert R. Parsons, Adolph Fischer, George Engel e Louis Lingg furono condannati a morte (in seguito a pressioni internazionali la condanna a morte di Fielden e Schwab fu commutata in ergastolo; il cancelliere Otto von Bismarck proibì tutte le manifestazioni in favore degli accusati di Haymarket); Oscar W. Neebe a reclusione per 15 anni. Otto uomini vennero condannati per essere anarchici, e sette di loro condannati a morte.
L’11 novembre 1887, i condannati furono tutti impiccati a Chicago. Le ultime parole pronunciate furono:

 

Spies: «Salute, verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte!»
Fischer: «Hoch die Anarchie!» (Viva l’anarchia!)
Engel: «Urrà per l’anarchia!»
Parsons, la cui agonia fu terribile, riuscì appena a parlare, perché il boia strinse immediatamente il laccio e fece cadere la trappola. Le sue ultime parole furono queste: «Lasciate che si senta la voce del popolo!»
Nel 1887, l’allora presidente degli Stati Uniti d’America, Grover Cleveland, ritenne che il giorno 1° maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare i sanguinosi episodi di Chicago. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse rafforzare eccessivamente il nascente socialismo, spostò l’oggetto della festività sull’antica Organizzazione dei Cavalieri del Lavoro. Tuttavia, già pochi giorni dopo il sacrificio dei cosiddetti Martiri di Chicago, gli stessi lavoratori della città statunitense tennero un’imponente manifestazione a lutto, prova che le idee socialiste non erano affatto morte.

 

La notizia degli eventi tragici di Chicago si estesero anche in altri stati di tutto il continente americano, per poi estendersi anche in Europa. La data del 1º maggio fu adottata ad esempio in Canada, soltanto nel 1894, sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferita a precedenti marce di lavoratori tenutesi a Toronto e Ottawa nel 1872.
Al Congresso Internazionale di Parigi del 1889, che diede il via alla Seconda Internazionale, il giorno 1° maggio fu dichiarato ufficialmente come la Festa Internazionale dei Lavoratori.

 

Dall’altra parte dell’emisfero terrestre, come ad esempio in Australia, la commemorazione rammenta la “Festa delle Otto Ore” (lavorative). Tuttavia, nella zona del Queensland se inizialmente si usava celebrarla sempre il giorno 1° maggio, in epoche più recenti e anche in altre zone australiane si usa farla cadere il primo lunedì di maggio, oppure di marzo, ma anche ottobre.

 

In Italia, appena si diffuse la notizia dell’assassinio degli esponenti anarchici di Chicago nel 1888, il popolo livornese si rivoltò prima contro le navi statunitensi ancorate nel porto, e poi contro la Questura della cittadina portuale, dove si diceva che si fosse rifugiato il console degli Stati Uniti. Soltanto dopo decenni di battaglie operaie e lotte sindacali, le otto ore lavorative verranno dichiarate legale soltanto con il primo statuto, approvato con ilRegio decreto legge n. 692 del 1923.

 

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo. La rivista La Rivendicazione, pubblicata a Forlì, cominciava così l’articolo Per primo maggio, uscito il 26 aprile 1890: «Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento».[4].
Tra le prime documentazioni filmate della festa in Italia, il produttore cinematografico Cataldo Balducci presenta il documentario Grandiosa manifestazione per il primo maggio 1913 ad Andria (indetta dalle classi operaie) che riprende la festa in sette quadri, e si può – così – vedere il corteo che percorre le strade affollate della Città: gli uomini, tutti con il cappello, seguono la banda che suona, con alcune bandiere.

 

Durante il ventennio fascista, a partire dal 1924, la celebrazione fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma, divenendo per la prima volta giorno festivo con la denominazione “Natale di Roma – Festa del lavoro”. Fu poi riportata al primo maggio dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945, mantenendo lo status di giorno festivo.
Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra, Palermo, quando si suppone che la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina. Altre fonti sostengono che tale sparatoria fu organizzata dai “servizi segreti”, al fine di poter accusare e screditare agli occhi dei cittadini Salvatore Giuliano con la sua banda.

 

Il 1º maggio 1955 papa Pio XII istituì la festa di San Giuseppe lavoratore, perché tale data potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici.[5]

 

Dal 1990 i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il primo maggio, rivolto soprattutto ai giovani: la manifestazione si tiene a Roma in piazza di San Giovanni in Laterano, dal pomeriggio a notte, con la partecipazione di molti gruppi musicali e cantanti, ed è seguita da centinaia di migliaia di persone, oltre a essere trasmessa in diretta televisiva dalla Rai.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Nujeen e le condizioni delle persone con disabilità nei Paesi in guerra

1 Maggio 2019, 07:50am

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Nujeen Mustafa

DI MICHELE PAPPACODA Protagonista di un viaggio in carrozzina di 6.000 chilometri, dalla Siria in guerra fino alla Germania, Nujeen Mustafa è stata la prima ragazza con disabilità ad informare ufficialmente il Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulle condizioni dei disabili durante i conflitti, “i più vulnerabili tra i vulnerabili”. «È una gran fortuna essere nati nella parte giusta del mondo, non dovremmo mai dimenticarlo!», scrive Stefania Delendati, che partendo dal percorso di Nujeen, racconta perché quanto sta accadendo al popolo siriano «non deve diventare una pagina di storia da sfogliare e passare oltre».

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