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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO I GIORNATA MONDIALE DEI POVERI Domenica XXXIII del Tempo Ordinario 19 novembre 2017

19 Novembre 2017, 18:01pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO  I GIORNATA MONDIALE DEI POVERI  Domenica XXXIII del Tempo Ordinario 19 novembre 2017

A CURA DI MICHELE PAPPACODA

Non amiamo a parole ma con i fatti

 

1. «Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e nella verità» (1 Gv 3,18). Queste parole dell’apostolo Giovanni esprimono un imperativo da cui nessun cristiano può prescindere. La serietà con cui il “discepolo amato” trasmette fino ai nostri giorni il comando di Gesù è resa ancora più accentuata per l’opposizione che rileva tra le parole vuote che spesso sono sulla nostra bocca e i fatti concreti con i quali siamo invece chiamati a misurarci. L’amore non ammette alibi: chi intende amare come Gesù ha amato, deve fare proprio il suo esempio; soprattutto quando si è chiamati ad amare i poveri. Il modo di amare del Figlio di Dio, d’altronde, è ben conosciuto, e Giovanni lo ricorda a chiare lettere. Esso si fonda su due colonne portanti: Dio ha amato per primo (cfr 1 Gv 4,10.19); e ha amato dando tutto sé stesso, anche la propria vita (cfr 1 Gv3,16).

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Un tale amore non può rimanere senza risposta. Pur essendo donato in maniera unilaterale, senza richiedere cioè nulla in cambio, esso tuttavia accende talmente il cuore che chiunque si sente portato a ricambiarlo nonostante i propri limiti e peccati. E questo è possibile se la grazia di Dio, la sua carità misericordiosa viene accolta, per quanto possibile, nel nostro cuore, così da muovere la nostra volontà e anche i nostri affetti all’amore per Dio stesso e per il prossimo. In tal modo la misericordia che sgorga, per così dire, dal cuore della Trinità può arrivare a mettere in movimento la nostra vita e generare compassione e opere di misericordia per i fratelli e le sorelle che si trovano in necessità.

2. «Questo povero grida e il Signore lo ascolta» (Sal 34,7). Da sempre la Chiesa ha compreso l’importanza di un tale grido. Possediamo una grande testimonianza fin dalle prime pagine degli Atti degli Apostoli, là dove Pietro chiede di scegliere sette uomini «pieni di Spirito e di sapienza» (6,3) perché assumessero il servizio dell’assistenza ai poveri. È certamente questo uno dei primi segni con i quali la comunità cristiana si presentò sulla scena del mondo: il servizio ai più poveri. Tutto ciò le era possibile perché aveva compreso che la vita dei discepoli di Gesù doveva esprimersi in una fraternità e solidarietà tali, da corrispondere all’insegnamento principale del Maestro che aveva proclamato i poveri beati ed eredi del Regno dei cieli (cfr Mt5,3).

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«Vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno» (At 2,45). Questa espressione mostra con evidenza la viva preoccupazione dei primi cristiani. L’evangelista Luca, l’autore sacro che più di ogni altro ha dato spazio alla misericordia, non fa nessuna retorica quando descrive la prassi di condivisione della prima comunità. Al contrario, raccontandola intende parlare ai credenti di ogni generazione, e quindi anche a noi, per sostenerci nella testimonianza e provocare la nostra azione a favore dei più bisognosi. Lo stesso insegnamento viene dato con altrettanta convinzione dall’apostolo Giacomo, che, nella sua Lettera, usa espressioni forti ed incisive: «Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disonorato il povero! Non sono forse i ricchi che vi opprimono e vi trascinano davanti ai tribunali? [...] A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta» (2,5-6.14-17).

3. Ci sono stati momenti, tuttavia, in cui i cristiani non hanno ascoltato fino in fondo questo appello, lasciandosi contagiare dalla mentalità mondana. Ma lo Spirito Santo non ha mancato di richiamarli a tenere fisso lo sguardo sull’essenziale. Ha fatto sorgere, infatti, uomini e donne che in diversi modi hanno offerto la loro vita a servizio dei poveri. Quante pagine di storia, in questi duemila anni, sono state scritte da cristiani che, in tutta semplicità e umiltà, e con la generosa fantasia della carità, hanno servito i loro fratelli più poveri!

Tra tutti spicca l’esempio di Francesco d’Assisi, che è stato seguito da numerosi altri uomini e donne santi nel corso dei secoli. Egli non si accontentò di abbracciare e dare l’elemosina ai lebbrosi, ma decise di andare a Gubbio per stare insieme con loro. Lui stesso vide in questo incontro la svolta della sua conversione: «Quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi, e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da loro, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo» (Test 1-3: FF 110). Questa testimonianza manifesta la forza trasformatrice della carità e lo stile di vita dei cristiani.

Non pensiamo ai poveri solo come destinatari di una buona pratica di volontariato da fare una volta alla settimana, o tanto meno di gesti estemporanei di buona volontà per mettere in pace la coscienza. Queste esperienze, pur valide e utili a sensibilizzare alle necessità di tanti fratelli e alle ingiustizie che spesso ne sono causa, dovrebbero introdurre ad un vero incontro con i poveri e dare luogo ad una condivisione che diventi stile di vita. Infatti, la preghiera, il cammino del discepolato e la conversione trovano nella carità che si fa condivisione la verifica della loro autenticità evangelica. E da questo modo di vivere derivano gioia e serenità d’animo, perché si tocca con mano la carne di Cristo. Se vogliamo incontrare realmente Cristo, è necessario che ne tocchiamo il corpo in quello piagato dei poveri, come riscontro della comunione sacramentale ricevuta nell’Eucaristia. Il Corpo di Cristo, spezzato nella sacra liturgia, si lascia ritrovare dalla carità condivisa nei volti e nelle persone dei fratelli e delle sorelle più deboli. Sempre attuali risuonano le parole del santo vescovo Crisostomo: «Se volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando è nudo; non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest’altro Cristo che è afflitto dal freddo e dalla nudità» (Hom. in Matthaeum, 50, 3: PG 58).

Siamo chiamati, pertanto, a tendere la mano ai poveri, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine. La loro mano tesa verso di noi è anche un invito ad uscire dalle nostre certezze e comodità, e a riconoscere il valore che la povertà in sé stessa costituisce.

4. Non dimentichiamo che per i discepoli di Cristo la povertà è anzitutto una vocazione a seguire Gesù povero. È un cammino dietro a Lui e con Lui, un cammino che conduce alla beatitudine del Regno dei cieli (cfr Mt 5,3; Lc 6,20). Povertà significa un cuore umile che sa accogliere la propria condizione di creatura limitata e peccatrice per superare la tentazione di onnipotenza, che illude di essere immortali. La povertà è un atteggiamento del cuore che impedisce di pensare al denaro, alla carriera, al lusso come obiettivo di vita e condizione per la felicità. E’ la povertà, piuttosto, che crea le condizioni per assumere liberamente le responsabilità personali e sociali, nonostante i propri limiti, confidando nella vicinanza di Dio e sostenuti dalla sua grazia. La povertà, così intesa, è il metro che permette di valutare l’uso corretto dei beni materiali, e anche di vivere in modo non egoistico e possessivo i legami e gli affetti (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 25-45).

Facciamo nostro, pertanto, l’esempio di san Francesco, testimone della genuina povertà. Egli, proprio perché teneva fissi gli occhi su Cristo, seppe riconoscerlo e servirlo nei poveri. Se, pertanto, desideriamo offrire il nostro contributo efficace per il cambiamento della storia, generando vero sviluppo, è necessario che ascoltiamo il grido dei poveri e ci impegniamo a sollevarli dalla loro condizione di emarginazione. Nello stesso tempo, ai poveri che vivono nelle nostre città e nelle nostre comunità ricordo di non perdere il senso della povertà evangelica che portano impresso nella loro vita.

5. Conosciamo la grande difficoltà che emerge nel mondo contemporaneo di poter identificare in maniera chiara la povertà. Eppure, essa ci interpella ogni giorno con i suoi mille volti segnati dal dolore, dall’emarginazione, dal sopruso, dalla violenza, dalle torture e dalla prigionia, dalla guerra, dalla privazione della libertà e della dignità, dall’ignoranza e dall’analfabetismo, dall’emergenza sanitaria e dalla mancanza di lavoro, dalle tratte e dalle schiavitù, dall’esilio e dalla miseria, dalla migrazione forzata. La povertà ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro. Quale elenco impietoso e mai completo si è costretti a comporre dinanzi alla povertà frutto dell’ingiustizia sociale, della miseria morale, dell’avidità di pochi e dell’indifferenza generalizzata!

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Ai nostri giorni, purtroppo, mentre emerge sempre più la ricchezza sfacciata che si accumula nelle mani di pochi privilegiati, e spesso si accompagna all’illegalità e allo sfruttamento offensivo della dignità umana, fa scandalo l’estendersi della povertà a grandi settori della società in tutto il mondo. Dinanzi a questo scenario, non si può restare inerti e tanto meno rassegnati. Alla povertà che inibisce lo spirito di iniziativa di tanti giovani, impedendo loro di trovare un lavoro; alla povertà che anestetizza il senso di responsabilità inducendo a preferire la delega e la ricerca di favoritismi; alla povertà che avvelena i pozzi della partecipazione e restringe gli spazi della professionalità umiliando così il merito di chi lavora e produce; a tutto questo occorre rispondere con una nuova visione della vita e della società.

Tutti questi poveri – come amava dire il Beato Paolo VI – appartengono alla Chiesa per «diritto evangelico» (Discorso di apertura della II sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II, 29 settembre 1963) e obbligano all’opzione fondamentale per loro. Benedette, pertanto, le mani che si aprono ad accogliere i poveri e a soccorrerli: sono mani che portano speranza. Benedette le mani che superano ogni barriera di cultura, di religione e di nazionalità versando olio di consolazione sulle piaghe dell’umanità. Benedette le mani che si aprono senza chiedere nulla in cambio, senza “se”, senza “però” e senza “forse”: sono mani che fanno scendere sui fratelli la benedizione di Dio.

6. Al termine del Giubileo della Misericordia ho voluto offrire alla Chiesa la Giornata Mondiale dei Poveri, perché in tutto il mondo le comunità cristiane diventino sempre più e meglio segno concreto della carità di Cristo per gli ultimi e i più bisognosi. Alle altre Giornate mondiali istituite dai miei Predecessori, che sono ormai una tradizione nella vita delle nostre comunità, desidero che si aggiunga questa, che apporta al loro insieme un elemento di completamento squisitamente evangelico, cioè la predilezione di Gesù per i poveri.

Invito la Chiesa intera e gli uomini e le donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo, in questo giorno, su quanti tendono le loro mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidarietà. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall’unico Padre celeste. Questa Giornata intende stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Al tempo stesso l’invito è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, perché si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidarietà, come segno concreto di fratellanza. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti, tradendo il dono originario destinato all’umanità senza alcuna esclusione.

7. Desidero che le comunità cristiane, nella settimana precedente la Giornata Mondiale dei Poveri, che quest’anno sarà il 19 novembre, XXXIII domenica del Tempo Ordinario, si impegnino a creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto. Potranno poi invitare i poveri e i volontari a partecipare insieme all’Eucaristia di questa domenica, in modo tale che risulti ancora più autentica la celebrazione della Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, la domenica successiva. La regalità di Cristo, infatti, emerge in tutto il suo significato proprio sul Golgota, quando l’Innocente inchiodato sulla croce, povero, nudo e privo di tutto, incarna e rivela la pienezza dell’amore di Dio. Il suo abbandonarsi completamente al Padre, mentre esprime la sua povertà totale, rende evidente la potenza di questo Amore, che lo risuscita a vita nuova nel giorno di Pasqua.

In questa domenica, se nel nostro quartiere vivono dei poveri che cercano protezione e aiuto, avviciniamoci a loro: sarà un momento propizio per incontrare il Dio che cerchiamo. Secondo l’insegnamento delle Scritture (cfr Gen 18,3-5; Eb 13,2), accogliamoli come ospiti privilegiati alla nostra mensa; potranno essere dei maestri che ci aiutano a vivere la fede in maniera più coerente. Con la loro fiducia e disponibilità ad accettare aiuto, ci mostrano in modo sobrio, e spesso gioioso, quanto sia decisivo vivere dell’essenziale e abbandonarci alla provvidenza del Padre.

8. A fondamento delle tante iniziative concrete che si potranno realizzare in questa Giornata ci sia sempre la preghiera. Non dimentichiamo che il Padre nostro è la preghiera dei poveri. La richiesta del pane, infatti, esprime l’affidamento a Dio per i bisogni primari della nostra vita. Quanto Gesù ci ha insegnato con questa preghiera esprime e raccoglie il grido di chi soffre per la precarietà dell’esistenza e per la mancanza del necessario. Ai discepoli che chiedevano a Gesù di insegnare loro a pregare, Egli ha risposto con le parole dei poveri che si rivolgono all’unico Padre in cui tutti si riconoscono come fratelli. Il Padre nostro è una preghiera che si esprime al plurale: il pane che si chiede è “nostro”, e ciò comporta condivisione, partecipazione e responsabilità comune. In questa preghiera tutti riconosciamo l’esigenza di superare ogni forma di egoismo per accedere alla gioia dell’accoglienza reciproca.

9. Chiedo ai confratelli vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi – che per vocazione hanno la missione del sostegno ai poveri –, alle persone consacrate, alle associazioni, ai movimenti e al vasto mondo del volontariato di impegnarsi perché con questa Giornata Mondiale dei Poveri si instauri una tradizione che sia contributo concreto all’evangelizzazione nel mondo contemporaneo.

Questa nuova Giornata Mondiale, pertanto, diventi un richiamo forte alla nostra coscienza credente affinché siamo sempre più convinti che condividere con i poveri ci permette di comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda. I poveri non sono un problema: sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo.

Dal Vaticano, 13 giugno 2017

Memoria di Sant’Antonio di Padova

 

Francesco

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 19.11.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

19 Novembre 2017, 13:09pm

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A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

I principali santi festeggiati oggi
S. FAUSTO diac.
S. Matilde verg.
S. Massimo
S. Teodemiro ab.
Un consiglio quotidiano dalla saggezza popolare
"Fagioli con la pasta, questo solo ti basta"
L'etimologia e il significato dei nomi
Fausto
Etimologia: Il latino "faustus", ovvero "felice, gradito, beneaugurante", divenne, per ovvie ragioni, un "cognomen" molto frequente in epoca romana. Ciò gli permise di essere, in seguito, un personale diffuso già nel Medioevo.
Carattere: Pur di ottenere gloria e rimanere famoso nel tempo, è disposto a lavorare duramente e a concedersi poco tempo per gli svaghi e i piaceri, ha infatti un eccessivo senso del dovere e della responsabilità. Si innamora delle amiche d'infanzia o di ragazze che gli vengono presentate da comuni amici. E' un passionale e piace a moltissime donne... e anche se non può, vorrebbe sposarle tutte. Con gli altri, fa ciò che gli viene richiesto, ma riesce anche ad imporre la sua volontà.
Numero fortunato: 2
Carattere e personalità di chi è nato in questo giorno
La natura ti ha regalato numerose doti: bellezza, fascino, vivacità e curiosità intellettuale, diplomazia e facilità di relazione. Grazie a queste caratteristiche non incontri difficoltà nella professione, quasi sempre basata sulla creatività (dalle arti all'artigianato), sulla ricerca scientifica o sulle relazioni pubbliche. In amore cerca di essere più disponibile e comprensivo.
Curiosità e fatti storici accaduti in questo giorno
"1959. A Stoccolma si costituisce l'EFTA, l'Associazione europea di libero scambio, per favorire la collaborazione economica tra Austria, Danimarca, Gran Bretagna, Norvegia, Portogallo, Svezia e Svizzera."
Personaggi famosi di oggi e di ieri nati oggi
Indira Gandhi - 1917
Gillo Pontecorvo - 1919
Meg Ryan - 1961
Jodie Foster - 1962
Invenzioni e scoperte effettuate in questo giorno
Trasporti 
é denominato ABS, ed è ormai diventato un segno distintivo per ogni automobile che si rispetti. A produrre in serie il primo sistema commerciale di antibloccaggio delle ruote delle automobili in fase di frenata, l'ABS appunto, è stata nel 1978 la società tedesca Bosch. Tale sistema, che poi sarà sviluppato grazie all'elettronica, ha avuto tuttavia origine nel 1936 con il brevetto di Robert Bosch. L'industria presenterà poi, nel 1987, anche il primo ASR per le auto, sistema che antislittamento delle ruote motrici in accelerazione.

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 19.11.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

19 Novembre 2017, 13:04pm

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A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

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METEO DAL 20 AL 26 NOVEMBRE 2017, ANALISI E PREVISIONE
L'Italia è lambita da una veloce discesa d'aria fredda da nord, ma è l'Europa Centro-Orientale a risentire più direttamente dei flussi d'origine artica. Le temperature sono quindi di nuovo in calo, ma il freddo invernale più acuto rimarrà oltre l'Adriatico. Il raffreddamento sarà comunque del tutto temporaneo, con i termometri destinati presto a risalire.

Un promontorio anticiclonico, ora particolarmente solido sulla parte occidentale dell'Europa, si appresta ad espandersi verso l'Italia, allontanando così verso levante la circolazione fredda d'origine artica. Ci attendiamo quindi meteo più stabile ovunque fin da martedì, con temperature in progressivo rialzo su valori decisamente più miti.

Per effetto del dominio dell'anticiclone, non avremo nuove piogge degne di nota probabilmente per tutta la prossima settimana, con l'anticiclone che potrebbe durare a lungo e caratterizzare l'ultima parte di novembre. Tempo quindi asciutto, con ritorno di siccità ed inquinamento, quest'ultimo specie sulle grandi città padane come avviene nel semestre freddo quando s'instaura l'anticiclone.
Ma da queste parti si insedieranno soprattutto densissime nebbie, stavolta potrebbero persistere nella bassa Vald Padana anche nelle ore diurne, abbassando gradualmente le temperature.

METEO LUNEDI' 20 NOVEMBRE, QUALCHE DISTURBO AL SUD ITALIA
L'afflusso delle correnti fredde settentrionali si limiterà a portare annuvolamenti più consistenti fra Abruzzo, Molise e Puglia, dove sarà possibile qualche isolato piovasco principalmente nelle prime ore della giornata. Seguiranno poi ampie schiarite, mentre altrove sarà prevalente il bel tempo salvo ulteriori addensamenti consistenti sui crinali alpini di confine orientali con qualche nevicata.

In giornata, si affacceranno annuvolamenti in direzione della Sardegna, Liguria e coste dell'alto versante tirrenico, per effetto dei primi sbuffi d'aria umida convogliati dall'anticiclone in rimonta da ovest. I venti proverranno in genere ancora dai quadranti settentrionali, con rinforzi tra Basso Adriatico e Mar Ionio. Tra Mar Ligure ed Alto Tirreno i venti ruoteranno da sud.

METEO INVERNALE IN AVVIO SETTIMANA, TEMPERATURE PIU' BASSE
Le correnti da nord, al seguito del fronte freddo, favoriranno un nuovo temporaneo calo termico, più avvertito sui versanti orientali della Penisola. Non sarà una flessione termica eclatante, ma le temperature tenderanno a riportarsi temporaneamente su valori inferiori alle medie del periodo, tanto da favorire anche locali brinate nelle ore notturne su pianure del Nord e valli del Centro Italia.

METEO CAMBIA, TORNA ANOMALO ANTICICLONE IN SETTIMANA
Si attende, fin da martedì, l'affermazione più netta dell'anticiclone, che potrebbe favorire meteo stabile e con graduale rialzo delle temperature, a partire dai valori massimi. Il meteo non sarà sempre soleggiato, anche perché il subentrare di infiltrazioni umide occidentali favorirà nubi basse sui versanti tirrenici.

Tra l'altro, con il passare dei giorni, le nebbie torneranno assolute protagoniste sulle pianure del Nord, riportando alla ribalta anche l'insidia dell'inquinamento. Scenari già visti in lungo ed in largo nel mese di ottobre. Ma stavolta le nebbie potrebbero persistere anche di giorno, abbassando le temperature progressivamente, con le prime diffuse gelate notturne.
L'anticiclone sembra possa durare per gran parte della settimana, portando quindi meteo prevalentemente stabile.

ULTERIORI TENDENZE METEO
Tutta la parte finale di novembre potrebbe essere caratterizzato da marcata zonalità, con Vortice Polare sul Nord Europa e l'alta pressione delle Azzorre distesa alle nostre latitudini. Tempo quindi asciutto, ma ribadiamo non sempre soleggiato. Gli anticicloni invernali non sono infatti sinonimo di bel tempo, ma anzi possono portare grigiore, per nubi basse e soprattutto le persistenti nebbie.

MAURO MELONI https://www.meteogiornale.it/notizia/48749-1-meteo-italia-perturbazione-fredda

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 19.11.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

19 Novembre 2017, 13:02pm

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 19.11.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 19.11.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A cura  MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Matilde di Hackeborn, monaca e mistica (1241-1299)B. Giacomo Benfatti, vescovo O.P. a Mantova († 1332)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 20,27-40. 
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda: 
«Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello. 
C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. 
Allora la prese il secondo 
e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli. 
Da ultimo anche la donna morì. 
Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». 
Gesù rispose: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; 
ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; 
e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio. 
Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. 
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui». 
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». 
E non osavano più fargli alcuna domanda.

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Piano di Sorrento. Raid alla stazione. Salvato il murales ed è festa di bimbi

19 Novembre 2017, 12:24pm

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inserito da Michele Pappacoda Piano di Sorrento - I restauratori hanno lavorato per tutta la notte. Ore di fatica al termine delle quali, sulle pareti del sottopassaggio che collega l'ingresso della stazione della Circum al secondo binario, è ricomparso il murales realizzato a maggio scorso e ricoperto di vernice dai teppisti dieci giorni fa. Una rivincita del senso civico sul vandalismo che i giovani hanno voluto poi «firmare» lasciando sul muro le impronte colorate delle loro mani. Ecco la risposta dell'Eav e di piano ai «nemici» della street art. Nella notte tra ieri e venerdì, una ditta specializzata ha ripulito le pareti applicandovi una sostanza che ha sciolto e consentito la rimozione dello strato di vernice steso dai vandali. Così è ricomparso «Fluxus», il murales raffigurante pesci, meduse e un enorme drago marino che Daniele Nitti (in arte Hope) aveva dipinto a maggio per abbellire la stazione. Non solo: decine di bambini hanno immerso le mani nella pittura colorata per poi lasciare le impronte su una piccola porzione di parete, così come i vertici del Forum dei giovani avevano proposto all'indomani del raid. «Questa iniziativa testimonia il senso civico della città e la voglia di non subire gli effetti del vandalismo», ha spiegato il sindaco Vincenzo Iaccarino. Presente al flash-mob anche Umberto De Gregorio, presidente dell'Eav: «Le impronte delle mani dei bambini - ha sottolineato - ricorderanno che il colore vince sempre sul buio».

Fonte: Ciriaco M. Viggiano da Il Mattino 

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Vico Equense. Luminarie natalizie: al via il montaggio

19 Novembre 2017, 12:16pm

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Piazza Mercato

inserito da Michele Pappacoda Vico Equense - Mancano 35 giorni al Natale e il Comune è al lavoro per l’installazione delle luminarie, in modo da esaltare l’atmosfera natalizia e contribuire a dare risalto all’immagine turistica della Città nel periodo invernale, valorizzando il centro cittadino e le borgate. Questa mattina, la ditta incaricata ha iniziato il montaggio in piazza Mercato di una stella tridimensionale. Lo spettacolo delle luci natalizie partirà agli inizi di dicembre e durerà tutto il periodo natalizio sino all’Epifania. Diverse le tipologie di luminarie richieste secondo le zone. Sagomature di tutti i pali dell’illuminazione pubblica e degli alberi a basso fusto, con stringhe luminose di colore bianco freddo in Corso Filangieri, corso Umberto, via Domenico Caccioppoli, via Nicotera, via Santa Sofia e viale Rimembranza. Al Monumento dei caduti, pupazzi luminosi bidimensionali raffiguranti delle Fate in pose diverse. Sfere luminose nel centro storico e un villaggio polare a villetta Paradiso, con pinguini, igloo, orso polare e pupazzo di neve. Casette di Babbo Natale in piazza Marconi. Fiocchi di neve e stalattiti a led in tutte le borgate. Il programma delle attività natalizie è in fase di definizione e sarà condiviso con le associazioni del territorio. Insomma la Città di Vico Equense si sta preparando a regalare un Natale da favola a cittadini e turisti.

http://vicoequenseonline.blogspot.it/

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Ad Agerola la XXX edizione del Presepe Vivente: ecco date e novità dell’evento

19 Novembre 2017, 12:12pm

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Ad Agerola la XXX edizione del Presepe Vivente: ecco date e novità dell’evento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ad Agerola si rinnova la tradizione del Presepe Vivente che quest’anno festeggia la sua trentesima edizione.

Nei giorni del 9, 26 e 30 dicembre e il 7 gennaio 2018, dalle 17.00 alle 21.00 la Parrocchia di San Martino Vescovo di Campora e la Pro Loco di Agerola allestiranno nella frazione del Comune uno dei presepi più suggestivi del nostro territorio.

Ripercorrendo le viuzze del centro storico di Campora, il visitatore potrà apprezzare la realtà sociale e religiosa della rievocazione della nascita di Gesù, entrerà in simbiosi con i duecento personaggi figuranti e avrà un’occasione unica di riflettere e meditare sul rinnovato messaggio di pace che la grotta vorrà trasmettere.

Saranno due le novità assolute della trentesima edizione del Presepe Vivente di Agerola. La prima è la possibilità di compiere alcuni assaggi dei prodotti tipici della nostra terra. Ovviamente l’ingresso al Presepe è gratuito, ma in cambio di una simbolica, offerta sarà possibile degustare anche i piatti della grande tradizione culinaria agerolese, che racchiudono secoli e secoli della nostra storia.

La seconda novità è rivolta a tutti coloro che desidereranno consumare le varie pietanze: a questi saranno lasciati come souvenir un tegame ed un bicchiere di terracotta. Quindi non solo il visitatore potrà gustare in tutta tranquillità e comodità i piatti tipici, ma porterà anche a casa un bellissimo ricordo della manifestazione.

L’atmosfera del Presepe Vivente di Agerola cattura i visitatori: ovunque si respira l’aria di un tempo di pace e di serena attesa. Con lo scorrere degli anni la rappresentazione si è arricchita di nuovi personaggi interpretati da persone delle altre frazioni di Agerola e il numero dei bambini è aumentato: oggi tra i partecipanti ci sono le seconde e terze generazioni degli “attori” degli esordi e il Presepe è divenuto una grande famiglia.

In ciascun angolo del Presepe si svolge una scena di vita vissuta: donne affaccendate ai fornelli di antiche cucine e fornaci, forni a legna da cui si sprigiona il profumo del pane appena cotto, donne che filano, impagliatori intenti ad intrecciare sedie e canestri, vasai, fabbri, intagliatori e falegnami, macellai e vignaioli e pescatori.

In un luogo appartato della campagna si trova la tenda dei Tre Re Magi in viaggio con i loro servitori, per rendere omaggio al piccolo Gesù. Nei pressi si trovano dei contadini intenti nei lavori agricoli e un gruppo di pastori con il loro gregge e gli animali da soma.

Si giunge infine al luogo più semplice del Presepe, dove un bimbo, adagiato in una mangiatoia, scelto tra i primogeniti dell’anno, rappresenta Gesù Bambino. Qui tutti i visitatori si soffermano, assorti, a contemplare la tenera e dolce scena della Sacra Famiglia per poi riportare nelle loro case, riponendo nel proprio cuore, l’emozione appena vissuta.

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SEZ.RICETTE Classici della cucina meridionale: l’irresistibile frittata di patate

19 Novembre 2017, 12:07pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  La frittata di patate è un gustoso piatto dalle origini molto incerte.

Si presume che derivi dalla ricetta della frittata di patate spagnola, detta anche Tortilla de Patatas, che è effettivamente abbastanza simile.

Questa frittata è davvero facile e veloce da preparare e per farla servono solamente pochi ingredienti: uova, patate, provola, prezzemolo, olio e sale.

La frittata con le patate è sostanziosa e saporita tanto che può essere considerata anche un piatto unico, ma c’è chi la usa come aperitivo o antipasto nei pranzi o nelle cene a base di parecchie portate.

Ecco la ricetta della saporitissima frittata di patate.

Ingredienti per 4 persone

6 uova

500 gr di patate

100 gr di parmigiano reggiano

1 ciuffo di prezzemolo

Noce moscata q.b.

5 cucchiai di olio extravergine d’oliva

Sale fino q.b.

Pepe nero q.b.

Per preparare la Frittata di Patate iniziate sbucciando le patate e tagliandole a cubetti.

Intanto mettete sul fuoco una casseruola con dell’acqua salata, quando l’acqua bolle versateci all’interno le patate  e lasciatele cuocere per una  decina di minuti.

State attenti che le patate non si rompano o frantumino durante la cottura. Quindi scolatele e lasciate raffreddare.

Intanto in una ciotola capiente sbattete le uova, aggiungete il parmigiano la noce moscata, il prezzemolo tritato, aggiustate di sale e di pepe, in ultimo aggiungete le patate ben scolate e intiepidite.

Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti e cuocete per un paio di minuti.

Fate scaldare l’olio in una padella che abbia un diametro di circa 24-26 cm, una volta che l’olio sarà caldo versate il composto, lasciate cuocere la frittata con le patate per 10-15 minuti a fuoco medio coprendola con un coperchio.

A questo punto prendete un coperchio o un piatto piano e girate la frittata,capovolgendo, facendovi aiutare dal coperchi o piatto, la pentola con la frittate, e fatela cuocere per qualche minuto anche dall’altro lato.

Appena pronta servite la frittata di patate bella calda oppure, se preferite, lasciatela intiepidire.

Se volete ottenere una frittata di patate più morbida dovete aggiungere un goccio di latte alle uova sbattute e cuocere il tutto a fiamma bassissima coprendo con un coperchio.

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Costa d’Amalfi: prende fuoco deposito agricolo, intervengono Vigili del Fuoco / Foto

19 Novembre 2017, 12:02pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News www.mikivettica.net

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Incendio questo pomeriggio in un fondo agricolo della Costa d’Amalfi dove, per cause in via di accertamento ha preso fuoco una baracca fatta prevalentemente di lamiere. L’episodio si è verificato a Minori nella fazione di Torre da cui improvvisamente si sarebbe sviluppato il rogo provocando una colonna di fumo visibile anche dal lungomare di Maiori.

Sul posto sono accorsi gli agenti della polizia municipale del comando unificato e i vigili del fuoco del locale distaccamento con due mezzi predisposti allo spegnimento di incendi. Il rogo che è stato domato in poco tempo anche con l’ausilio di alcuni agricoltori intervenuti prima dell’arrivo dei pompieri ha causato solo danni alla struttura che sorge in un fondo agricolo.

Per fortuna nessun problema per le persone. La situazione si è risolta nel giro di circa un’ora quando i Vigili del Fuoco di Maiori hanno completato il loro intervento bonificando l’area interessata dal rogo del primo pomeriggio.

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CILENTO NEWS Campania: altre scosse di terremoto tra il beneventano e il Golfo di Policastro

19 Novembre 2017, 11:58am

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CILENTO NEWS Campania: altre scosse di terremoto tra il beneventano e il Golfo di Policastro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La Campania continua ancora a tremare.Quattro le scosse che hanno interessato il territorio regionale la più forte delle quali, di magnitudo 3.0 a 1 chilometro a sud ovest da Pago Veiano in provincia di Benevento.

L’altra invece alle 5.12 di stamane nel Golfo di Policastro a una profondità di 8 km di intensità 1.6 della scala Richter. Altre due scosse sempre in questa zona si sono verificate interno alle 24. Esattamente un minuto prima della mezzanotte un’altra scossa tellurica di magnitudo 2.0 è stata registrata dai sismografi a circa otto chilometri da Sapri.

E più esattamente nella zona della provincia di Potenza a 4 chilometri a nord ovest di Maratea situata proprio al confine tra la Campania e la Basilicata.

Qui, qualche minuto più tardi, alle 00:14:38, la terra ha tremato di nuovo con un’intensità di 1.3. Data la lieve entità del sisma non si registrano danni a persone o cose.

I comuni nel raggio di dieci chilometri sono Sapri (in provincia di Salerno), Trecchina, Rivello e Nemoli in provincia di Potenza.

La scossa più forte, di magnitudo 3.0, è stata registrata dai sismografi dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia nel beneventano. La scossa è avvenuta ad una profondità di 29 chilometri ed ha avuto come epicentro Pago Veiano.

Gli altri comuni coinvolti sono: Pesco Sannita, Pietrelcina, San Giorgio La Molara, Reino, Molinara, Fragneto l’Abate, San Marco dei Cavoti, Paduli, Fragneto Monforte, Buonalbergo, Sant’Arcangelo Trimonte, Casalbore, Campolattaro, Circello, Colle Sannita, Benevento, Casalduni, Apice, Montecalvo irpino, Ponte, Montefalcone di Val Fortore, Foiano di Val Fortore, Ginestra degli Schiavoni, Pontelandolfo, Torrecuso, Paupisi, Castelpoto, Castelpagano, Calvi, Poglianise, San Nicola Manfredi, Castelfranco in Miscano, Bonito, San Lupo, Baselice, Vitulano, San Martino Sannita, San Giorgio del Sannio, Santa Croce del Sannio e Sant’Angelo a Cupolo.

La scossa è stata avvertita anche in vari comuni dell’Avellinese ma, per fortuna, anche qui non si segnalano danni a cose o persone.

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