Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA I militari della stazione di Laurito, guidati dal maresciallo Francesco Benevento, la scorsa serata, durante un servizio di controllo teso al contrasto dei reati di larga diffusione, hanno arrestato S.V., 63 anni, poiché nonostante fosse sottoposto a misura restrittiva si aggirava liberamente per le vie di Rofrano. Il soggetto, pregiudicato in quanto colpito lo scorso luglio da sentenza di condanna per il reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della ex moglie e della loro figlia, era infatti già stato sottoposto alla misura della detenzione domiciliare, pena che avrebbe dovuto scontare per un anno. I militari riuscivano a fermarlo, contestandogli lo stato di evasione dal regime cui risultava sottoposto. L’uomo, formalizzato lo stato di arresto, è stato rinchiuso nel carcere di Vallo della Lucania a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Fiamme all'interno del porto di Castellammare di Stabia. Un principio di incendio è emerso a bordo di un'imbarcazione attraccata al porto stabiese, un aliscafo Salerno Jet Napoli 0650, dalla cui prua il fumo ha iniziato a fuoriuscire destando l'attenzione di alcuni pescatori che hanno deciso di allertare la capitaneria di porto. L'emergenza è stata pertanto segnalata ai vigili del fuoco e alla capitaneria di porto, che in tarda serata sono intervenuti per domare le fiamme ed evitare che queste si estendessero all'intera imbarcazione e a quelle circostanti. Nessuno, in ogni caso, era presente a bordo dell'aliscafo, su cui l'incendio sarebbe scaturito a causa di un corto circuito. Le operazioni per mettere in sicurezza il molo e spegnere l'incendio si sono concluse senza feriti e senza ulteriori danni.
Al termine delle operazioni di spegnimento, gli uomini della capitaneria di porto - diretti dal comandante Guglielmo Cassone - hanno richiesto l'intervento di un tecnico del Registro Italiano Navale di Napoli al fine di verificare se l’unità avesse riportato danni che potevano comprometterne la stabilità e la successiva odierna navigazione. Il tecnico, dopo un’approfondita ispezione, ha confermato che l’unità non aveva riportato alcuna criticità e poteva tranquillamente riprendere la navigazione già dalla mattinata odierna.
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DI MORENA MOTTA Carate Brianza (Monza) - Una coppia di pensionati avevano raccolto funghi in un'area verde vicino al vecchio ospedale e non si erano rivolti all'ASL come da prassi, data l'esperienza dell'uomo appassionato di funghi. Tra i funghi raccolti c'era però un'amanita. La coppia, dopo averli mangiati, ha iniziato ad avvertire malesseri e dolori alla pancia sempre più intensi finendo al pronto soccorso.
L'uomo 79enne, è morto al Policlinico di Milano per epatite fulminante dovuta all'intossicazione, mentre la moglie, 77 anni, è ricoverata nel reparto rianimazione dell'ospedale di Desio (Monza) è in gravi condizioni.
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DI MORENA MOTTA Nessun accordo all’incontro al Ministero del Lavoro tra i sindacati e i rappresentanti dell’azienda Nokia. Entro il 6 novembre i lavoratori che non firmeranno per una uscita volontaria incentivata dall’azienda, saranno licenziati. La misura dovrebbe riguardare una cinquantina di lavoratori, la maggior parte dei quali del sito di Vimercate. L’azienda sarebbe rimasta sulle posizioni già annunciate nelle scorse settimane: chi è in cassa integrazione o firma una uscita incentivata, oppure sarà licenziato. Il Ministero avrebbe preso atto del mancato rispetto dell’accordo sulla cassa integrazione firmato nell’estate 2016, in cui l’azienda si impegnava a non porre in essere misure traumatiche a carico dei lavoratori.
Venerdì si terrà a Vimercate un’assemblea coi lavoratori. Non è escluso che partano scioperi e mobilitazioni in concomitanza con l’avvio dei licenziamenti.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Strade a luci rosse sempre affollate, fenomeno in leggera diminuzione ma guadagni e clienti non mancano mai. Attività intramontabile e difficile da estirpare dal suolo cittadino, soprattutto laddove non operano in proprio come fanno la maggior parte delle prostitute provenienti dall'Est Europa ma appartengono a un "sistema" capace di reclutarle direttamente dai paesi di origine: è il sospetto che aleggia nella testa degli investigatori per quanto riguarda soprattutto le donne africane che popolano i diversi luoghi e ambienti cittadini, da parte di chi sa come e quando far fiorire gli affari con il sesso a pagamento. Mercato fiorente quello di Cassino, capace di accogliere tutti: le vie extraurbane, direzione Casilina Nord e Sud, l'area industriale e le vie di collegamento con le periferie rappresentano veri e propri snodi del piacere, dove sostare e consumare previa trattativa. Non è un territorio chiuso ma una "piazza" dai facili collegamenti con l'area pontina e abruzzese, le regioni molisane e campane, le metropoli Roma e Napoli. Una toccata e fuga alla portata di chiunque. Ai residenti resta l'insofferenza di una coabitazione forzata con donne seminude lungo le arterie e quel degrado e quella sporcizia finite nelle varie petizioni. Ma pure l'ordinanza anti-prostituzione del sindaco non poteva non contemplare questo aspetto unito a schiamazzi, urla e liti nel cuore della notte.
Addirittura «aggressioni verbali o fisiche tentate o consumate ai danni delle prostitute da parte di clienti e "protettori"», si legge nel testo. Ma il documento sta per... scadere. A fine mese non sarà più valido. E Carlo Maria D'Alessandro ha la piena volontà di chiedere «la proroga alla prefettura» mentre alle forze dell'ordine rivolge un appello a «multare pure i clienti».
Diversi i blitz effettuati con 25 multe totali tra Polizia di Stato e militari. Albanesi, rumene, nigeriane ma anche italiane hanno incassato il verbale da 400 euro ma sono tornate. Erano lì, al loro solito posto, quando gli agenti del commissariato hanno continuato a setacciare quelle aree hot. Difficile abbandonare un luogo che permette uno "stipendio" utile magari per tutta una famiglia. Ma è difficile abbandonare pure quando c'è uno sfruttatore alle spalle che deve... far quadrare i conti. Ecco perché anche ieri il sindaco ha rimarcato: «Con l'ordinanza c'era pure la speranza, magari, di trovare qualche ragazza fermata disposta a denunciare lo sfruttatore per riuscire a portarla via dalla strada e reinserirla in un altro contesto. Anche se abbiamo trovato molta chiusura da parte delle persone fermate. Però se non facciamo terreno bruciato tutt'intorno, multando i clienti, non c'è interesse a denunciare».
Nessuna multa agli avventori al momento, in uno sforzo comunque encomiabile da parte delle forze dell'ordine che si mobilitano - giorno e notte - su ogni fronte urbano, dalle case hot in centro ai traffici di droga e a ogni altra forma di illecito. Costi pure per l'Ente con la notifica dei verbali alle ragazze: 50-70 euro a multa da trasmettere fuori regione. La maggior parte delle donne fermate, infatti, non è residente nel territorio, affronta piccoli o grandi viaggi per poter arrivare a Cassino e trascorrere la notte lungo le vie del sesso. Così il sindaco conclude: «Chiederò la proroga dell'ordinanza al prefetto nella viva speranza che vengano elevate multe anche nei confronti dei clienti perché il deterrente è soprattutto questo».
Per loro, i frequentatori delle lucciole, ci sono sanzioni amministrative pecuniarie previste dal Nuovo Codice della Strada, ferma restando l'eventuale applicazione delle sanzioni penali e amministrative previste dalle vigenti disposizioni legislative e regolamentari. Inoltre, qualunque fatto o atto ritenuto rilevante ai fini fiscali, riscontrato dall'agente accertatore, nell'ambito dell'attività di controllo sarà portato a conoscenza all'Agenzia delle Entrate, nonché al Comando Provinciale della Guardia di Finanza, per consentire la valutazione, in merito agli accertamenti fiscali. Dunque, la multa arriverà a casa.
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A CURA DI MORENA MOTTA
Ingredienti
320 gr di spaghetti di Gragnano
200 gr di code di gambero
200 gr di calamari
2 carciofi
1 scalogno
8 noci
8 pomodori datterini
prezzemolo
1 cucchiaino di scorza di arancia grattugiata
olio extravergine d’oliva
sale
pepe
Tempo Preparazione: 15 minuti
Tempo Cottura: 25 minuti
Dosi: 4 persone
Difficoltà: Facile
Preparazione
Tritate lo scalogno e fatelo appassire con un pò d’olio e un pizzico di sale. Dopo averli tagliati a fette sottili, unite i carciofi e la scorza di arancia. Aiutandovi con un pò d’acqua calda, cuoceteli dolcemente finché non si saranno ammorbiditi.
Aprite le noci, ricavatene i gherigli, e, dopo averli tritati, tostateli in una padella antiaderente. A questo punto, aiutandovi con un pò d’olio a filo, frullateli coi carciofi, aggiungendo un cucchiaio di prezzemolo tritato. Otterrete un pesto cremoso. Regolate la salinità e aggiungete un pizzico di pepe.
Tagliate i calamari alla julienne e riducete a pezzetti le code di gambero. Saltateli brevemente in padella con un filo d’olio. Lessate gli spaghetti in acqua salata per una cottura al dente, scolateli e saltateli in padella con il pesto. Aiutatevi aggiungendo un paio di cucchiai d’acqua di cottura. Toglieteli dal fuoco e unite i pomodori tagliati a metà.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Terza vittoria consecutiva in coppa campania per le ragazze dell’Arzano Volley che in casa battono 3-1 (25-10, 25-19, 20-25, 25-13) la Volley Ball70. Gran bella prestazione della squadra del patron Raffaele Piscopo che si aggiudica il primo set senza fatica per il punteggio di 25-10. Secondo sempre dell’Arzano che si impone di prepotenza sulla squadra ospite anche questa volta, portandosi difatti sul 2-0. Subito dopo la Volley Ball70 riesce a conquistare con fatica il terzo set (2-1). Dopodiché nell’ultimo, l’Arzano Volley chiude definitivamente i giochi, asfaltando i propri avversari 25-13, chiudendo il match per il risultato di 3-1. Performance molto convincente delle pallavoliste allenate da mister Piscopo Antonio, che passano senza problemi alla fase successiva della Coppa.
I protagonisti del match:
Coratella – Esposito Passante – Di Vaio – De Giorgio Celotti -Mautone – Iorio – Di Spiezio Piscopo -Maggipinto -Ciaramella All. Piscopo Antonio
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DI MICHELE PAPPACODA Nuova bufera al Grande fratello Vip. Gianluca Impastato si sarebbe fatto sfuggire una vera e propria bestemmia. Mentre chiacchierava con Bossari di un suo amico avrebbe detto ''ma non parla mai Dio c***'' Tanto è bastato per chiederne subito l'espulsione dalla Casa. Come reagirà la produzione?
Il Moige ha lanciato una petizione online per chiedere la chiusura anticipata del reality. Ecco il testo della petizione redatto dal Movimento italiano per la tutela degli adolescenti: “Parte oggi (11 ottobre ndr) la nostra petizione on line per dare voce ai tanti genitori che dicono basta alla trasmissione del Grande Fratello VIP, un programma trash inaccettabile. Ad ogni puntata assistiamo a un’esplosione di indecenza, volgarità e disprezzo: le telecamere spesso inquadrano scene da evitare in prima serata, lesive della privacy e irrispettose del minore, come nel caso dello scandaloso bidet della Rodriguez in diretta TV, a cui si aggiungono imprecazioni, come quella di Predolin; minacce gratuite, come quella di Rodriguez ai danni di Bossari e insulti, come le affermazioni pesanti contro Malgioglio. Non possiamo accettare programmi così scadenti, di tale squallore e bassezza culturale, offensivi per la dignità di tutti gli spettatori adulti e minori che siano.La petizione è diretta sia a Pier Silvio Berlusconi, AD di Mediaset, per chiedere la chiusura del programma, sia alle aziende inserzioniste del Grande Fratello VIP affinché non inseriscano i propri spot nella trasmissione, che non merita di essere nel palinsesto di nessuna rete tv” .
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INSERITO DA MORENA MOTTA Non ci sono più i falliti di una volta. Con l’approvazione in Senato, l’11 ottobre, della riforma sulla crisi di impresa e l'insolvenza, viene mitigata la figura di chi subisce una sconfitta imprenditoriale. Tra le novità la scomparsa della figura del ‘fallito’, che potrà godere di una seconda possibilità imprenditoria, ma anche meccanismi di prevenzione, regole processuali semplificate e un potenziamento della figura del curatore fallimentare.
“Il ‘fallito’ non sarà più tale, senza più lo stigma che sinora lo ha accompagnato”, ha dichiarato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando. “Chi ha subito sconfitta imprenditoriale con la riforma potrà ritentare, ma c'è anche un'attenzione particolare ad anticipare le procedure rispetto alle condizioni reali dell'impresa in modo da non attendere che sia decotta per intervenire e dividere le spoglie”.
Ora i decreti attuativi
Adesso il Governo avrà a disposizione dodici mesi per attuare i decreti attuativi necessari a rendere operativa la riforma. La riforma della disciplina fallimentare va a modificare un istituto mai cambiato dal 1942, adeguando così la legge alle nuove forme dell’economia globalizzata. Lo stesso primo Ministro, Paolo Gentiloni, si è rallegrato su Twitter per il successo della riforma, approvata con 172 voti favorevoli, 34 contrari e nessun astenuto.
Prevenire prima che sia troppo tardi
La riforma introdurrà “meccanismi di allerta per impedire alle crisi aziendali di diventare irreversibili e ampio spazio agli strumenti di composizione stragiudiziale per favorire le mediazioni fra debitori e creditori per gestire l'insolvenza”, come ha scritto il Sole 24 Ore.”Dominus nella liquidazione giudiziale sarà il curatore, con poteri decisamente rafforzati: accederà più facilmente alle banche dati della Pa, potrà promuovere le azioni giudiziali spettanti ai soci o ai creditori sociali, sarà affidata a lui (anziché al giudice delegato) la fase di riparto dell'attivo tra i creditori. Ci sarà però una stretta sulle incompatibilità.”
Scopo degli strumenti di allerta preventiva, secondo Ipsoa, sarà quello di “incentivare l'emersione anticipata della crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori prevedendo:
che gli organi di controllo societari, il revisore contabile e le società di revisione, ciascuno nell'ambito delle proprie funzioni, assumano l'obbligo di avvisare immediatamente l'organo amministrativo della società dell'esistenza di fondati indizi della crisi;
che creditori pubblici qualificati, tra cui in particolare l'Agenzia delle Entrate, gli enti previdenziali e gli agenti della riscossione delle imposte, assumano l'obbligo, a pena di inefficacia dei privilegi accordati ai crediti di cui sono titolari o per i quali procedono, di segnalare immediatamente agli organi di controllo della società il perdurare di inadempimenti di importo rilevante;
l'istituzione presso ciascuna camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di un apposito organismo che assista il debitore nella procedura di composizione assistita della crisi.”
Soddisfatti i creditori, priorità all’impresa
Nel Ddl anche regole processuali semplificate. Lettera 43 spiega che “nel trattare le proposte, priorità viene data a quelle che assicurano la continuità aziendale, purché funzionali al miglior soddisfacimento dei creditori, considerando la liquidazione giudiziale come extrema ratio. Si punta poi a ridurre durata e costi delle procedure concorsuali (responsabilizzando gli organi di gestione e contenendo i crediti prededucibili). Il giudice competente sarà individuato in base alle dimensioni e alla tipologia delle procedure concorsuali, assegnando in particolare quelle relative alle grandi imprese al tribunale delle imprese a livello di distretto di corte d'appello.”
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INSERITO DA MORENA MOTTA Il Presidente della Repubblica non ha potere legislativo, non può cioè scrivere una legge, ma ha alcuni poteri, stabiliti dalla Costituzione, esercitando i quali può di fatto 'bocciare una legge', o almeno bloccarne l'iter legislativo, ma sempre entro limiti ben precisi e molto rigidi e circostanziati.
Chi può 'fare' le leggi in Italia
Le leggi possono essere di iniziativa governativa (decreti legge o disegni di legge) o parlamentare (proposte di legge) o di iniziativa popolare (ma vanno votate anch'esse dalle Camere). Il Capo dello Stato può solo intervenire dopo l'approvazione di una legge da parte del Parlamento, o dopo il varo di un dl (decreto legge) o di un ddl (disegno di legge) da parte del Consiglio dei ministri.
Sulle modalità dell'iter legislativo, se cioè utilizzare un decreto o un disegno di legge e sulla decisione di porre la questione di fiducia, il Presidente della Repubblicanon ha nessun potere. Lo strumento considerato politicamente e istituzionalmente il più forte è il rinvio alle Camere, normato dall'articolo 74 della Carta, che recita:
"Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata".
Tale potere prevede che il Presidente blocchi una proposta di legge o un disegno di legge o un decreto legge convertito in legge, dopo la sua approvazione definitiva da parte del Parlamento. Tale potere è stato esercitato 22 volte da Francesco Cossiga (1985-1992), 8 volte da Carlo Azeglio Ciampi (1999-2006), 7 volte da Sandro Pertini (1978-1985), 6 volte da Oscar Luigi Scalfaro (1992-1999), 1 volta da Giorgio Napolitano (2006-2015).
Il messaggio per destare l'attenzione delle camere su un tema specifico
Caso ben diverso, spesso più propositivo che ostativo, è quello, in base all'articolo 87, di messaggio alle Camere: il presidente della Repubblica può in un messaggio ai due rami del Parlamento, sottoporre alla loro attenzione un tema su cui tarda un intervento legislativo, come è successo quando il presidente Giorgio Napolitano, nel suo unico messaggio alle Camere chiese attenzione sulla condizione carceraria. L'articolo 87 prevede poi un altro potere per il Capo dello Stato: egli "autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del governo. Promulga le leggi ed emana i decreti e i regolamenti".
Questa è ovviamente 'un'arma a doppio taglio' perché il Presidente può 'firmare' tali strumenti legislativi ma può anche rifiutarsi di farlo, come è più volte successo in passato. Fece clamore il 'no' di Giorgio Napolitano al decreto su Eluana Englaro, varato dal governo Berlusconi. Nel caso di un decreto legge (quindi di un testo varato dal Consiglio dei ministri), è compito del Quirinale verificare se esistono i presupposti di necessità e urgenza che rendono inevitabile il varo di un decreto da parte del governo.
La scelta se 'firmare o no' gli strumenti legislativi
Se tali presupposti non sussistono, il Presidente, ha stabilito la Corte Costituzionale recentemente, non firma il testo che quindi non entra in vigore e di fatto l'operato del governo in quella materia si ferma. Spesso in passato i presidenti hanno chiesto al governo di modificare un decreto poiché esso accorpava diverse materie tra loro disomogenee. Nel caso di disegno di legge anch'esso varato dal Consiglio dei ministri), il Presidente deve 'solo' autorizzarne la presentazione alle Camere, a cui spetta poi l'esame e il voto prima del quale il testo non diventa operativo.
Per essere autorizzato il testo deve essere letto e analizzato dal Presidente, che spesso utilizza questo tempo per la cosiddetta 'moral suasion', cioè un lavoro di lima in un dialogo più o meno serrato con il governo. A volte questo botta e risposta resta relegato nelle segrete stanze, altre volte se ne ha notizia ufficiosamente o ufficialmente. I motivi per cui un Presidente della Repubblica può, e secondo alcuni deve, rifiutarsi di autorizzare la presentazione alle Camere riguardano evidenti casi di incostituzionalità, ma per alcuni costituzionalisti tale caso è legato non tanto al merito politico di un atto del governo quanto alla conformità con la Carta perché l'unico giudice riconosciuto è la Corte Costituzionale.