Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Accusato di aver rapinato un'anziana con il filo di banca viene scarcerato. E grazie al suo alibi: «Quel giorno ero in viaggio con il camion». Così ha parlato al gip Vincenzo Graziano, il 29enne di Torre Annunziata accusato in concorso con Natale Scarpa di una rapina consumata ai danni di un'anziana lo scorso giugno, a Cava de' Tirreni.
L'arresto dei due era arrivato dopo una fase di riscontri e verifiche della Procura di Nocera, con le indagini condotte dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria agli ordini del luogotenente Alberto Mancusi. Quando furono arrestati, il giudice motivò la custodia cautelare parlando di tecnica "esperta e sicura", il che lasciava pensare che i due si fossero macchiati anche di altri colpi.
Dopo aver scippato la borsa all'anziana con dentro la sua pensione di 1000 euro, si erano dati alla fuga in sella ad uno scooter. Attraverso riscontri su targa e video di sorveglianza, i carabinieri erano poi risaliti ai due. Il primo è stato ora destinatario di un obbligo di presentazione alla p.g. L'altro, invece, resta in carcere.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Anni fa - per chiudere una guerra nata per la gestione di questa zona - quelli dei Mazzarella mandarono delle scarpe griffate a quelli dei Contini. Un modo curioso ma efficace di siglare una tregua che avrebbe retto per anni, al termine di una guerra che - alla fine degli anni Novanta - consumò decine di vite, imponendo la camorra napoletana al centro del dibattito politico nazionale almeno per qualche mese. Oggi ci vorrà qualcosa in più di scarpe griffate, a giudicare da quanto avvenuto in vico Pergola all'Avvocata, alla luce del duplice omicidio di Eduardo Amoroso e Salvatore Dragonetti. Un doppio agguato, che fa seguito al ferimento di un cittadino tunisino appena tre giorni fa: lampi di guerra per il controllo della «terra di mezzo» chiamata Borgo di Sant'Antonio. È questo lo scenario su cui insistono in queste ore gli inquirenti: libero dallo scorso giugno, Amoroso era diventato un problema, molto probabilmente per i diretti concorrenti alla gestione degli affari illegali in una delle zone a più alta densità commerciale di Napoli. Parliamo del «buvero», una striscia di vicoli a ridosso di corso Garibaldi, in una posizione oggettivamente complessa, esattamente a metà tra Forcella e il rione Amicizia, vale a dire la zona controllata dai Contini. Da un lato la casbah, il rione che fu dei Giuliano e dei Mazzarella, prima di diventare terreno di scontro tra le paranze dei bimbi, le famiglie dei Buonerba e il gruppo capeggiato dai Sibillo (assieme agli Amirante e ai Brunetti); dall'altro un potere riconducibile a un clan verticistico, anche se con i capi da tempo detenuti (in cella, oltre a Eduardo Contini e Patrizio Bosti, anche il figlio di quest'ultimo Ettore Bosti), quindi in evidenti difficoltà economiche dopo aver subìto condanne e sequestri.
Cosa accade nel cuore della città? Indagine coordinata dai pm Francesco De Falco e Henry John Woodcock (che indagano sulle paranze di Forcella), c'è una prima ipotesi battuta a caldo: gli omicidi di Amoroso e Dragonetti potrebbero essere un attacco sferrato dai Contini, di fronte alla possibile rottura degli equilibri commerciali stabiliti per la gestione del flusso di denaro delle bancarelle del «borgo» di Sant'Antonio. Dopo la recente scarcerazione, Amoroso potrebbe aver fatto spalle larghe, colpendo direttamente gli interessi di quelli del rione Amicizia, provocando la reazione armata di ieri pomeriggio. Non si esclude anche la pista interna, sempre e soltanto per ragioni economiche: non avrebbe fatto girare i soldi della cassa comune (i proventi delle estorsioni), alimentando malessere in seno ai Sibillo, con l'inevitabile colpo di coda. Due ipotesi che partono dallo stesso presupposto (anche se al momento non suffragato da riscontri concreti), quello di un corto circuito economico provocato da Amoroso e Drogonetti, sempre e comunque per ridefinire le regole nelle estorsioni a ridosso di corso Garibaldi.
Due omicidi, che cadono a distanza di due giorni rispetto al ferimento di un cittadino extracomunitario, un 35enne di origini tunisine raggiunto da colpi di arma da fuoco nei pressi di Porta Capuana. Un altro tassello in uno scenario criminale che fa i conti con il calendario. Sei settembre, due omicidi, dopo una spedizione punitiva contro l'immigrato. Copione rispettato in pieno: un canovaccio che impone al rientro dalle vacanze estive - di serrare le fila e di imporre il pizzo a negozi e bancarelle. È in questo scenario che si cerca di ricostruire le mosse di Amoroso e Dragonetti, ma anche del loro presunto seguito criminale.
Ma torniamo alla guerra per il controllo del borgo di Sant'Antonio. «Bussate di porta» - per usare un'espressione che indica la richiesta di tangente - sono state segnalate in queste settimane, in vista delle attività commerciali che torneranno ad occupare le stradine a ridosso di corso Garibaldi. Un nuovo capitolo giudiziario si riapre a distanza di pochi mesi dalle condanne a carico del clan Sibillo (la cosiddetta paranza dei bimbi), ma anche del clan Buonerba, la famiglia di via Oronzio Costa che ha tenuto testa proprio all'avanzata dei Sibillo. Condannati per l'omicidio Salvatore D'Alpino, i vertici del clan Buonerba sono stati messi alle corde, lasciando aperta la corsa alla leadership nella «terra di mezzo» del Borgo di Sant'Antonio: una corsa che ha fatto le sue prime due vittime, reduci dallo sprint della scorsa primavera, appena pochi giorni dopo la scarcerazione dell'ultimo erede dei Giuliano e dei Mazzarella.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Colpo di scena, Gigi D'Alessio fa un annuncio inaspettato durante il concerto: 'Dovete saperlo tutti' 'Non è assolutamente vero', Gigi D'Alessio non si trattiene: dopo le polemiche sollevate sul suo maxi guadagno per il concerto in Irpinia, il cantante ci tiene a precisare come stanno davvero le cose. 'Vi vaccio fare due conti...', ecco come sono stati spesi gli 80 mila euro.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Chiede di poter avere un cesareo ma la sua famiglia si oppone.
Alcune immagini, diffuse in rete, mostrano una donna cinese stremata dal travaglio. La futura mamma è in seria difficoltà e chiede di poter evare un cesareo per porre fine alla sua sofferenza, il marito e sua madre però si oppongono nonostante gli stessi medici e paramedici avessero accettato la richiesta della paziente.
La donna si mette in ginocchio in corsia e continua a chiedere ai familiari di potersi operare. In seguito la donna, disperata, si è tolta la vita nello stesso ospedale proprio durante il travaglio. I fatti risalgono allo scorso 4 settembre e sono avvenuti in un ospedale della città di Yulin, in Cina. Solo in questi giorni, mentre si dibatte il processo sul caso, sono state diffuse le immagini.
La famiglia ha infatti accusato i medici di non aver aiutato la donna a partorire, uno dei dottori è stato sospeso.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Segna e sogna, Higuain. Ieri lo scatenato argentino ha rifilato una tripletta amichevole ai dilettanti del Chieri (5-0, in gol anche Pjanic e Bernardeschi) e ha messo nel mirino Chievo, Barcellona e... Argentina. Con la benedizione di Maradona, fiero oppositore di Icardi e sponsor del Pipita, lo juventino, affamato di riscatto, vuole riprendersi alla svelta un posto al sole della Selecciòn, che a oggi sarebbe costretta a giocarsi lo spareggio per i Mondiali in Russia con la Nuova Zelanda.
Come prima, più di prima. Anche l'anno scorso il match contro il Chievo arrivò tre giorni prima di quello contro il Barcellona. E la Juve fece bottino pieno, prima con una doppietta di Higuain e poi con una doppietta di Dybala, più un gol di quel Chiellini che adesso corre contro il tempo per non perdersi la battaglia di martedì al Camp Nou. Il Pipita motivato e in forma è manna dal cielo sull'uscio del primo tour de force stagionale dei bianconeri: sette partite nel breve giro di 22 giorni, una ogni 72 ore, dal Chievo (sabato alle 18) all'Atalanta (primo ottobre), passando per Barcellona (12/9), Sassuolo (17/9), Fiorentina (20/9), Torino (23/9) e Olympiacos (27/9).
Oggi Allegri ritrova gli ultimi nazionali tranne Barzagli, in permesso fino a domani. Con Marchisio ko e Khedira da gestire con il contagocce, al tecnico torneranno utili gli ultimi arrivati, Matuidi e quel Bentancur che sfodera un'ambizione smisurata. Sì, la stessa di Higuain: «Voglio giocare in Nazionale e vincere tutto con la Juve». Il centrocampista uruguaiano ringrazia Buffon («Gigi è un grande, con me è gentilissimo»), si mette a totale disposizione di Allegri («preferisco il centrcampo a tre, ma posso giocare ovunque») e sogna la Champions: «Che emozione leggere il mio nome in lista Uefa. Attendo la prima partita contro una big come il Barcellona». Intanto è sempre calciomercato: i tedeschi Tohams Muller ed Emre Can, ai ferri corti con Bayern e Liverpool, stanno flirtando con la Signora.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Si può aprire un ciclo». Nessun dubbio per il direttore sportivo rossonero Massimo Mirabelli pronto a scommettere su questo Milan. «I tifosi possono sognare. Noi giocheremo al massimo tutte e tre le competizioni in cui siamo, Europa League compresa, anche perché può riportarci subito in Champions». L'importante però «è avere la pazienza di aspettare la creazione di un gruppo». Le prime due giornate di campionato, le prime due vittorie contro Crotone e Cagliari hanno mantenuto alto l'entusiasmo in un ambiente carico. «Siamo una squadra importante» e sul mercato «abbiamo raggiunto il 95% degli obiettivi che ci eravamo prefissati e nei prossimi anni puntelleremo». Si pensa già a gennaio, ma Mirabelli assicura che il rinforzo giusto non sarà certamente Rafinha: «Non ci è mai interessato, forse è il gioco dei procuratori o delle altre squadre per dare visibilità ai giocatori. Questo club affascina tanti giocatori che vogliono venire e tanti che sono qui e non vogliono andarsene». Deciso anche quando non vuole prendere in considerazione un fallimento' sportivo a fine stagione, la non qualificazione alla prossima Champions League e una cessione illustre: «Noi siamo tranquilli, non abbiamo paura di nulla. Cessione di un top se non andiamo in Champions? Non ridimensioneremo mai, magari avremo nuove entrate da sponsor in Italia o Cina. Stiamo programmando per obiettivi importanti, c'è da stare tranquilli». Sereno devono restare anche i giocatori, chi non giocherà subito, dall'inizio magari come Kalinic o Andrè Silva: «Giocano ogni tre giorni non ci sarà una formazione tipo, ci sarà spazio per tutti». Aspettando il tour de force che vedrà impegnato l'undici di Montella da domenica fino alla prossima sosta delle Nazionali c'è un altro possibile tabù da sfatare: il Milan non riesce a vincere le prime tre giornate di campionato da 11 anni, cioè dalla stagione 2006-2007 (Milan-Lazio 2-1, Parma-Milan 0-2 e Milan Ascoli 1-0). Ma con la Lazio non sarà semplice.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Una hit. Così, misurando le prime reazioni a caldo, la stampa straniera ha definito il nuovo film dei fratelli Manetti, tornati a raccontare Napoli, dopo Song'e Napule, con il musical Ammore e Malavita.
Presentato in concorso e accolto con un caldo applauso e molte risate in sala, il film prende le mosse dal complicato piano di fuga di un boss della camorra (Carlo Buccirosso) stanco del suo ruolo, e dalle complicazioni innescate dalla sua esecuzione. Nel cast Giampaolo Morelli («mi sono divertito a fare insieme John Travolta e Mario Merola», scherza) Serena Rossi, una strepitosa Claudia Gerini e il cantante Raiz, voce di molte delle 15 canzoni del film i cui testi (provocatori, a tratti geniali) sono curati dal compositore e cantautore Nelson.
«Questo film lo abbiamo considerato una continuazione della tradizione della sceneggiata - ha detto ieri Marco Manetti ai giornalisti - Il che ci ha permesso di trattare senza pudore sentimenti profondi, veri, senza paura di parlare di amore e tradimento, e farlo con l'uso della musica». Per la prima volta in concorso, i due registi romani non hanno nascosto l'emozione: «Quello di Venezia è un festival abituato a passaggi più seri - ha detto Antonio Manetti - e noi abbiamo portato il nostro filmetto contro film più importanti, anche come contenuti. Ci spaventa molto».
Tante le citazioni cinematografiche contenute nel film, dall'inevitabile presa in giro di Gomorra ai riferimenti a 007 e Dirty Dancing: «Nonostante molti giornalisti lo pensino, noi non siamo cinefili, né colti. Siamo spettatori, appassionati. Vediamo solo i film che ci piacciono. Non vogliamo fare il verso ai vari generi e ambientando questo film a Napoli inevitabilmente abbiamo fatto riferimento alle sceneggiate. La vera scintilla però è scaturita da una canzone di Pino Mauro, O motoscafo, che non è nel film. E dalla frase di Giovanni Napoletano, Parigi ha la Tour Eiffel, Roma il Colosseo, Napoli ha le Vele di Scampia, dalla quale siamo partiti per la presa in giro del gomorrismo con cui si apre il film».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA A Sean Donis, 37enne di Clifton, nelle vicinanze di New York, la vita ha riservato una tegola dietro l'altra nell'arco di soli 17 mesi: dopo sei anni di matrimonio apparentemente felice, la moglie Nancy, un anno più grande di lui, lo ha tradito, lo ha abbandonato, ha ottenuto il divorzio e, come se tutto questo non bastasse, lo ha denunciato alla polizia. Ora Sean, dopo lo choc subìto per averla sorpresa a letto con il proprio capo, si ritrova a rischiare fino a 15 anni di prigione: Nancy lo ha infatti accusato di averla spiata illegalmente e di aver violato il domicilio dell'amante la sera in cui li ha sorpresi insieme entrando in casa di soppiatto.
La valanga che lo sta travolgendo partì il 15 aprile 2016. Quel giorno Nancy chiese a Sean di badare al loro figlioletto di 4 anni, visto che lei doveva andare a cena con le amiche nella cittadina di Elizabeth. Una volta soli, durante la serata il piccolo cercò l'iPad senza risultato: il padre, per trovarlo, attivò sul suo cellulare l'applicazione "Trova il mio iPhone". E a quel punto gli si accese una lampadina: tramile la app, si accorse che l'iPad, evidentemente preso dalla moglie, stava viaggiando non verso Elizabeth, ma verso Pomona, un'altra località del New Jersey dove abitava Albert Lopez, il 57enne capo di Nancy. In quel momento gli vennero alla mente mille sospetti e tanti particolari ai quali, fino a quel momento, aveva dato poco peso: da un po' di tempo la moglie era dimagrita notevolmente, appariva più curata e andava a lavorare vestendosi in modo più elegante del solito. Quello stesso pomeriggio, poi, quando lui aveva preso il suo smartphone, Nancy era entrata in agitazione e con aria nervosa gli aveva intimato di metterlo subito giù.
A quel punto Sean ha portato il piccolo a casa di sua madre, è montato in macchina ed è andato dritto dritto a Pomona: sbadatamente la porta di casa di Albert non era stata chiusa a chiave, lui è entrato e ha sorpreso i due amanti in flagrante, girando due brevi filmati come prova inequivocabile del tradimento. Dopo una piccola zuffa tra i due uomini, che non è stata comunque particolarmente violenta, Sean è andato via con i cocci del suo matrimonio andato ormai in frantumi. Nancy, infatti, lo ha abbandonato e nel febbraio scorso i due hanno divorziato. Sarebbe bastato questo per mandare dallo psicanalista più di una persona, ma per Sean non era ancora finita. Il 20 luglio scorso ha ricevuto una lettera con cui gli si notificava che la moglie lo aveva denunciato per violazione di domicilio e per aver spiato illegalmente le sue mosse tramite la app del telefonino. Lui, che si è dichiarato non colpevole, dovrà apparire in tribunale il 20 settembre: in base alle accuse formulate, rischia fino a 15 anni di prigione. Oltre al danno, quindi, una beffa di dimensioni colossali: «È come se fossi stato punito due volte» dice Sean.
«È assurdo - sostiene il suo avvocato, Howard Greenberg - In un sistema giudiziario sano, quello che ha commesso Sean può essere considerato come una violazione, ma non un reato: senza contare che lo ha fatto per scoprire che la moglie lo stava tradendo con il suo amante».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «Mi hanno costretto a mangiare escrementi e altre porcherie. Mi hanno fatto ubriacare. Mi hanno molestato con un ombrello. E una volta mi hanno portato da una prostituta e hanno preteso che mi appartassi con lei dietro a un muretto, mentre loro stavano a guardare». È il racconto choc, reso agli investigatori, di un adolescente della provincia di Torino che due anni fa ha denunciato due compagni di scuola. Ora gli episodi sono al vaglio del tribunale del capoluogo piemontese, in un processo che vede i due presunti aguzzini imputati di stalking, violenze e lesioni. Un sospetto caso di bullismo: i due ragazzi finiti alla sbarra hanno negato le accuse sin dal principio. «Non è mai successo niente di tutto questo, siamo sempre stati amici», hanno spiegato ai loro avvocati. La storia risale al periodo tra il febbraio del 2013 e il settembre del 2014. La presunta vittima, all'epoca dei fatti, aveva 16 anni e frequentava un istituto professionale in Provincia insieme ai due imputati, di qualche anno più grandi. I tre erano amici ma, ad un certo punto, il più piccolo - secondo l'accusa del pm Dionigi Tibone - avrebbe cominciato a essere preso di mira e a subire ogni genere di angherie. Per strada, quando i tre erano in giro dopo la scuola; a casa, quando si trattava di fare i compiti e studiare insieme. Violenze ripetute, a cui la presunta vittima non avrebbe mai saputo opporsi. «Se anche mi ribellavo, loro lo facevano lo stesso», ha spiegato agli inquirenti. «Avevo paura ed ero rassegnato - ha aggiunto - Sino a che non ce l'ho più fatta e ho parlato di quell'inferno». La versione dei ragazzini sotto accusa, invece, è completamente differente. «Solo una volta siamo venuti alle mani durante un litigio per questioni sul calcio. Ma poi abbiamo fatto pace». «Eravamo sempre insieme - hanno ribadito - e spesso era lui a contattarci per uscire». I due giovani verranno sentiti in aula nelle prossime udienze. Mentre oggi è stato interrogato un quarto compagno di scuola, che ha detto di non essersi mai accorto di nulla. «È una questione molto delicata - dichiara la difesa - Ci sono numerosi aspetti che non convincono nel resoconto della persona offesa».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'uragano Irmasi abbatte suiCaraibie porta devastazione. Secondo quanto riferito dai media locali, quasi il 90% delle strutture dell'isola diBarbudasarebbe stata distrutta. Si aggrava il bilancio delle vittime. Solo a Saint-Martin i morti sarebbero sei, secondo quanto riportato dai media locali.
L'uragano ha quindi raggiunto Puerto Rico. Gran parte dell'isola è in blackout a causa delle raffiche di vento e delle intense piogge che stanno colpendo la zona. Le autorità inoltre stanno lottando per avere aiuto nei confronti delle piccole isole devastate da Irma. Il primo ministro di Antigua e Barbuda, Gaston Browne, ha detto che quasi tutti gli edifici sono danneggiati e 1.400 abitanti sono senza casa. Browne ha anche aggiunto che un bimbo di due anni è rimasto ucciso mentre la famiglia tentava di fuggire da uno degli edifici danneggiati.
Irma può arrivare a colpire 37 milioni di persone, stima l'Onu, che ha dispiegato squadre umanitarie alle Barbados per lavorare con l'agenzia per la gestione dei disastri dei Caraibi. I funzionari dell'Onu a Haiti sono invece impegnati a offrire l'appoggio necessario al governo locale.
Per la prima volta in sette anni tre uragani si formano contemporaneamente nell'Oceano Atlantico. Mentre Irma si abbatte sui Caraibi a seguirle sono Jose e Katia, che in poche ore da tempeste tropicali sono diventati uragani.
Giro di telefonate di Donald Trump. Il presidente Usa ha avuto colloqui con il governatore di Puerto Rico Ricardo Rossello, con quello della Florida Rick Scott, e con quello delle Isole Vergini americane Kenneth Mapp. Trump li ha rassicurati sull'impegno del governo ad aiutarli.
Anche il Fondo Monetario Internazionale è pronto ad aiutare i suoi stati membri. Lo afferma il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde. «Il Fmi è pronto ad aiutare gli stati membri alle prese con le conseguenze di questa catastrofe, offrendo se necessario sostegno finanziario rapido», mette in evidenza Lagarde.