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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Capaccio (Salerno): rischia il processo un algerino 37enne che ha picchiato e tentato di investire la moglie, rea di non essere in grado di dargli un figlio maschio. Da anni la donna era vittima di violenze da parte del marito

9 Settembre 2017, 10:58am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 09/09/2017 - M. B. 37 anni, algerino residente a Capaccio, rischia di affrontare il processo. Il pubblico ministero del tribunale di Salerno ha chiesto al Gup il rinvio a giudizio per l’uomo accusato di numerosi maltrattamenti ai danni della moglie. Violenze domestiche avvenute anche alla presenza delle figlie della coppia. L’uomo in più occasioni avrebbe ingiuriato la moglie appellandola come donna di malaffare e percosso la stessa con calci e pugni, alla presenza delle quattro figlie minori, accusandola di non essere capace di partorire un figlio maschio. In alcune circostanze la donna ha rischiato addirittura la vita.

 

Nell’agosto del 2014 M. B. colpì la moglie con un coltello procurandole un taglio all’avambraccio; nel gennaio del 2015 con un tizzone di legno ardente prelevato dal camino tento di ustionarle il viso, anche in tale circostanza la donna riportò ferite ad un braccio nel tentativo di proteggersi il volto. Ancora, in un’altra occasione tentò di investire la donna mentre si allontanava dall’abitazione intimorita dal 37enne. La donna oltre ad essere stata privata dei documenti di identità al fine di evitare che potesse rientrare in Marocco, nell’aprile 2016 fu costretta ad avere rapporti sessuale con l’uomo che continuava a ripetere che in caso di rifiuto avrebbe fatto esplodere l’abitazione e a tal fine recise il tubo del gas della stufa. Quella volta la moglie riuscì a scappare e, a chiedere aiuto.

(fonte Salernonotizie)

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Inchiesta assenteismo all'ospedale Ruggi di Salerno, accolta dal gup la richiesta di archiviazione per 215 dipendenti.

9 Settembre 2017, 10:57am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 09/09/2017 - Il giudice delle indagini preliminari ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura prosciogliendo 215 dipendenti del “Ruggi” di Salerno inizialmente iscritti sul registro degli indagati per presunti episodi di assenteismo. Per loro finisce un incubo ma continuano le indagini sullo scandalo che come una bufera nel settembre 2015 travolse l’ospedale cittadino portando a galla un sistema truffaldino nell’utilizzo dei badge. Altre 200 persone riceveranno a breve l’avviso di conclusione delle indagini mentre sono 211 i dipendenti rinviati a giudizio.

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CAMPANIA NEWS 24enne morta trascinata dall'auto dell'ex fidanzato a Mugnano di Napoli, l'accusa per il giovane è di omicidio volontario

9 Settembre 2017, 10:54am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 09/09/2017 - Doveva essere un semplice chiarimento tra due ex fidanzati, che si erano amati per cinque, lunghi anni. Qualcosa però è andato storto e per Alessandra Madonna, 24 anni compiuti da qualche giorno, trascinata dall'auto di Giuseppe Varriale non c'è stato nulla da fare. La tragedia si è consumata l'altra notte nel parco di via Cesare Pavese, a Mugnano, dove Giuseppe vive con la sua famiglia. Erano le 4 del mattino quando il 24 enne, rientrato dopo una serata trascorsa con gli amici, giunto nei pressi del suo parco si è trovato di fronte Alessandra. I due si erano lasciati la scorsa primavera, ma quella relaziona, fatta di alti e bassi, era ben lontana dall'essersi conclusa. I due hanno iniziato così a litigare. Lui, forse infastidito dalla sua presenza, ha ingranato la marcia partendo a tutto gas. Alessandra, secondo la versione fornita dallo stesso Giuseppe agli inquirenti, si sarebbe aggrappata alla portiera dell'auto, una Range Rover, ed è stata così trascinata per un breve tratto di strada, quello che dal cancello del parco conduce verso l'abitazione del ragazzo.

 

La giovane è rovinata al suolo. Resosi conto di quanto accaduto, Giuseppe, terrorizzato, l'ha caricata in auto e trasportata all'ospedale San Giuliano di Giugliano. Quando è arrivata al pronto soccorso di via Cesare Basile le condizioni della giovane erano disperate: Alessandra, infatti, aveva riportato un grave trauma cranico e lesioni in svariate parti del corpo. I medici hanno potuto fare ben poco: il suo cuore si è fermato poco dopo le 13 di ieri, gettando nella disperazione familiari e amici, tutti in attesa di una buona notizia all'esterno dell'ospedale. Sconvolta la madre della 24 enne, la signora Olimpia, che non ha retto alla strazio e ha tentato il suicidio. Salvata da due passanti, si era diretta a Varcaturo, dove aveva tentato di togliersi la vita con il gas di scarico della propria autovettura. Sulla tragica fine di Alessandra, giovane ballerina diplomata alla scuola Excelsior di Melito, il comune in cui risiedeva, indagano i carabinieri della Compagnia di Giugliano. Per l'ex fidanzato, attualmente agli arresti domiciliari, l'accusa è di omicidio volontario.

 

Ha tentato il suicidio la mamma di Alessandra. Olimpia non ha retto il peso del dolore. Fuggita pochi secondi dopo aver appreso la notizia pare che la donna si sia allontanata e abbia fatto perdere le sue tracce. I carabinieri allertati hanno avviato le ricerche immediatamente. Per diverse ore è stato impossibile rintracciarla. Le mamme delle amiche l'hanno chiamata più volte ma non sono mai riuscite a parlare con lei. Poi il ritrovamento da parte di due passanti. La donna aveva tentato di suicidarsi con il gas di scarico della sua vettura. Ora è ricoverata al San Giuliano di Giugliano ed è sotto osservazione. I medici le hanno salvato la vita. (fonte Il Mattino) 

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Intervista alla studentessa di Sorrento scampata all’uragano Irma

9 Settembre 2017, 10:53am

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sara-parisi

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA “È stata un’esperienza drammatica che ci segnerà per sempre anche se, per fortuna, si è conclusa bene”. Sara Parisi è una ragazza di Sorrento che studia Medicina presso l’American University of Antigua, una delle isole dell’arcipelago caraibico delle Piccole Antille. Sara ha toccato con mano la furia devastante dell’uragano Irma che, con venti che hanno raggiunto i 300 chilometri orari, ha portato morte e distruzione in una zona del continente americano che fino a due giorni fa era considerata un paradiso in terra.

Come vi siete preparati?
“Quando si è avuta la certezza che saremmo stati colpiti dalla furia devastante di Irma i responsabili dell’ateneo ci hanno fatto spostare tutti presso una struttura che ospita alloggi per studenti situata in una zona collinare”.

Per quanto tempo non hai potuto parlare con i tuoi genitori, papà Antonio e mamma Anna Maria, che erano in ansia a Sorrento?
“Qui le linee telefoniche sono ancora affidate ai cavi che si trovano su tralicci in legno, la maggior parte dei quali è stata distrutta dalla furia del vento. Inoltre, per 6 ore, in via precauzionale, sono state disattivate le linee elettriche ed è stata sospesa l’erogazione di acqua potabile e di gas per evitare rischi. Per tutto questo tempo siamo stati praticamente isolati dal resto del mondo ed ancora abbiamo problemi nelle comunicazioni e con la rete elettrica”.

Il passaggio di Irma è stato drammatico?
“I nostri professori e il personale dell’università ci hanno preparato per evitare il panico. Dicevano di non preoccuparci perché la palazzina che ci ospitava era solida e al massimo il vento avrebbe potuto portare via una parte del tetto, ma i muri sarebbero rimasti in piedi. Per questo eravamo tutti radunati ai primi piani, mentre porte e finestre sono state messe in sicurezza con tavole di legno”.

università-antigua

Poi è arrivato l’uragano.
“La paura era tanta per un evento che nessuno di noi aveva mai vissuto prima. Abbiamo avvertito il boato in lontananza che man mano si avvicinava. Poi un frastuono assordante durato alcuni minuti che, però, a noi sono sembrati un’eternità. A un certo punto una quiete quasi irreale: eravamo nel centro del ciclone. Una pausa di diversi istanti poi siamo stati di nuovo colpiti dalla furia devastante del vento finché si è placato tutto”.

Cosa avete visto una volta cessato l’allarme quando siete usciti all’esterno?
“Si vedevano case e strutture in legno distrutte tutto intorno, un’immagine catastrofica, anche se ci dicono che in fondo siamo stati fortunati: il ciclone ha colpito la nostra isola solo in maniera limitata, mentre nella vicina Barbuda il 90 per cento degli immobili risulta distrutto. Non abbiamo notizie di vittime a parte ciò che viene diffuso via internet”.

Sei stata contattata anche dall’unità di crisi del ministero degli Esteri?
“Ho ricevuto la telefonata di un funzionario della Farnesina che mi ha chiesto se andava tutto bene e se avevo bisogno di qualcosa. Mi ha lasciato dei recapiti in caso di emergenza. Da sei anni che studio all’estero è la prima volta che ho sentito così vicino il mio Paese ed ho capito quanto sia importante essere italiana”.

Come mai hai scelto di studiare all’estero?
“Per i problemi creati dal numero chiuso per le università italiane e anche per migliorare la conoscenza della lingua inglese, fondamentale per chi vuole fare il medico. Il mio ateneo ha sede a New York e solo per l’ultima fase degli studi si viene ad Antigua. Tra l’altro sono l’unica europea tra gli studenti dell’American University of Antigua presenti sull’isola”.

di Massimiliano D’Esposito da Il Mattino

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS B&b abusivo chiuso dal Comune di Sorrento

9 Settembre 2017, 10:50am

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comune-sorrento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SORRENTO. Il Bed and breakfast a due passi dal centro è abusivo in quanto privo di segnalazione certificata di inizio attività (Scia). È quanto rilevato dalla polizia municipale di Sorrento “nell’ambito dell’attività di istituto di controllo delle attività extralberghiere operanti nel territorio comunale”. Per questo motivo il dirigente del settore Commercio del Comune, Donato Sarno, con un’ordinanza ha disposto la cessazione immediata dell’attività extralberghiera per Casa Carolina.

La struttura sorge al civico 4 della diramazione Vicoli Rota e risulta di proprietà di una donna di 87 anni residente a Bolzano ma gestita da un 73enne sorrentino. Al suo interno, secondo i caschi bianchi, sarebbe stato irregolarmente allestito un bed and breakfast, pubblicizzato su diversi siti internet di vacanze.

A Sorrento, secondo un dossier presentato dall’Abbac, ci sarebbero circa 130 bed and breakfast abusivi per un totale di oltre mille posti letto e un giro d’affari di diversi milioni di euro: strutture sulla carta inesistenti, di cui si ignora pure l’identità degli ospiti.

MAX SORRENTOPRESS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS TOMBINI INTASATI AD AMALFI

9 Settembre 2017, 10:45am

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COSTIERA AMALFITANA NEWS TOMBINI INTASATI AD AMALFI

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Questi sono i tombini di Amalfi....In caso di pioggia prima di uscire di casa mettete la muta...Nemmeno questo riuscite a fare...manutenzione ordinaria.

DI ANDREA CRETELLA

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Segnalare ogni negazione del diritto allo studio in Campania

9 Settembre 2017, 10:41am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nell’invitare le famiglie e le Associazioni a segnalare qualsiasi tipo di negazione del diritto allo studio nei confronti degli alunni con disabilità, la FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) sottolinea una serie di problemi, sia a livello nazionale che nella propria Regione, che rischiano di far vivere anche quest’anno le difficoltà maggiori proprio agli studenti con disabilità

Ragazzo con disabilità dentro a una scuola

Ragazzo con disabilità dentro a una scuola«Tra poco meno di una settimana – sottolinea in una nota Daniele Romano, presidente della FISH Campania (Federazione Italiana per il Superameno dell’Handicap) – inizierà un nuovo anno scolastico, ma purtroppo, come ogni anno, le difficoltà maggiorile vivranno gli studenti con disabilità. Ad oggi, infatti, l’unico dato certo è che seimila insegnanti non specializzatiandranno a ricoprire il ruolo di docente di sostegno e questo è un dato abbastanza preoccupante, anche perché a pagarne le conseguenze saranno gli studenti. Inoltre, le famiglie dovranno affrontare anche l’ormai annosa questione dell’assistenza materiale, che è diventata una sorta di scaricabarile tra le scuole e gli Enti Locali. Ricordiamo a tal proposito che è compito della scuola garantire questo servizio, non del Comune e non della Regione. La stessa riforma della cosiddetta Buona Scuola [Legge 107/15, N.d.R.] ha ribadito che questo compito spetta alle scuole».

Nello specifico della propria Regione, il Presidente della FISH Campania ricorda che «per quanto riguarda il trasporto scolastico e l’assistenza specialistica, anche grazie all’anticipo da parte della Regione Campania di 7 milioni e mezzo di euro, tali servizi dovranno essere garantiti dai Comuni e dagli Ambiti Sociali per tutte le scuole di ogni ordine e grado».
«E tuttavia – dichiara Romano – anche in merito alla ripartizione dei fondi destinati a questi servizi, dobbiamo segnalare che le Regioni del Sud hanno subito una vera e propria discriminazione. La ripartizione, infatti, è stata effettuata in base al metodo della cosiddetta “spesa storica”, piuttosto che in base al numero effettivo degli studenti di ogni Regione. Questo principio, quindi, penalizzerà due volte gli studenti con disabilità delle Regioni del Sud, da una parte perché disabili, dall’altra perché residenti in Regioni che non hanno investito in tali servizi negli anni passati, e ciò è inaccettabile!».
«Per questo motivo – conclude – condividiamo la presa di posizione della Regione Campania e dell’assessore regionale alle Politiche Sociali Lucia Fortini che, come già lo scorso anno, ha fatto saltare l’accordo in Conferenza Stato-Regioni. Dalle notizie a nostra disposizione, per altro, sembra che nemmeno quest’anno l’accordo vi sarà e che i fondi saranno ripartiti per il 70% guardando alla “spesa storica”, solo per il 30% al numero effettivo degli studenti».

Per fare dunque il punto della situazione sulle varie problematiche, il 14 settembreprossimo una delegazione della FISH Campania incontrerà il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale. Nel frattempo, la Federazione stessa invita le famiglie e le Associazioni a segnalare qualsiasi tipo di negazione del diritto allo studio (scrivendo a federhand.fishcampania@gmail), come sancito dalla Costituzione Italiana e dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, «perché –ricorda Romano – ogni diritto negato alle persone con disabilità è una discriminazione». (S.B.)

SUPERANDO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Firenze, indagati i due carabinieri denunciati per stupro: tracce biologiche dove vivono le ragazze

9 Settembre 2017, 10:37am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Firenze, indagati i due carabinieri denunciati per stupro: tracce biologiche dove vivono le ragazze

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le ragazze sono studentesse statunitensi. Le telecamere hanno ripreso l'auto dei carabinieri per 20 minuti vicino la casa. Pinotti: "Qualche fondatezza c'è" .

Sono indagati per violenza sessuale i due carabinieri denunciati dalle due studentesse americane a Firenze per un presunto stupro subito dalle giovani nella notte tra il 6 e il 7 settembre. Le ragazze giovedì mattina avevano chiamato il 113 raccontando di essere state violentate da due militari in divisa dopo essere state accompagnate a casa con l'auto di servizio. I reperti della polizia scientifica nello stabile dove vivono le due ragazze confermerebbero la presenza di tracce biologiche compatibili con un rapporto sessuale che sarebbe avvenuto nell'androne del palazzo. Le stesse ragazze avevano raccontato che una di esse aveva subito lì gli abusi. Altre tracce di questo tipo sarebbero state trovate nel percorso tra l'ingresso del palazzo fino nell'appartamento delle due giovani. Anche dalle analisi mediche è emerso che le due ragazze hanno avuto recenti rapporti sessuali.  E', tuttavia, da accertare se i rapporti sessuali siano o meno da ricondurre alla presunta violenza di cui affermano di essere state vittime.

L'auto dei carabinieri inoltre potrebbe aver sostato per circa 20 minuti davanti al palazzo del centro storico in cui vivono le giovani. Il dato emergerebbe dalle immagini di due telecamere di sicurezza vicino all'immobile: la prima ha 'ripreso' l'arrivo della vettura e l'altra la sua uscita dalla zona. Tra le due immagini intercorrerebbero, appunto, 20 minuti. Non ci sarebbero invece telecamere nella piazzetta dove si affaccia il palazzo.

I militari questa mattina sono stati identificati e indagati. "Se fosse vero, cosa che auspichiamo tutti venga accertata quanto prima, si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita che rende i protagonisti indegni dell'uniforme che indossano e che comporterà gravi conseguenze, anche immediate, sul piano disciplinare e della condizione di stato", ha commentato il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette.

Da parte della procura non giunge alcun commento ma a parlare è stata la stessa ministra della Difesa Roberta Pinotti: "Gli accertamenti sono ancora in corso ma risulta una qualche fondatezza rispetto alle accuse che vengono mosse" - ha detto - si tratterebbe, e il condizionale è d'obbligo, di un episodio gravissimo. Lo stupro è sempre grave, ma è di gravità inaudita se commesso da carabinieri in uniforme". Sul caso indaga anche la procura militare di Roma. A quanto si apprende, al momento l'inchiesta è senza indagati e i magistrati della procura militare attendono il rapporto della polizia per poter procedere per gli aspetti di propria competenza.

 

  "Prendiamo queste accuse molto seriamente", è intervenuto il dipartimento di Stato Usa all'Ansa -  i nostri uffici all'estero sono sempre pronti ad assistere cittadini Usa vittime di crimini che cercano assistenza dalle nostre ambasciate e dai nostri consolati".

Le studentesse sono state sentite fino a notte, per chiarire alcuni punti e colmare alcune lacune presenti nel primo resoconto che avevano fornito a poche ore dal fatto. Le due ventunenni, a Firenze da qualche mese per seguire i corsi in una Accademia per stranieri, hanno confermato la loro versione.  Ascoltate separatamente, hanno confermato le loro accuse e fornito una versione non contraddittoria, al momento al vaglio degli investigatori, concorde con quella data in prima istanza. Il console generale Usa a Firenze, Benjamin Wohlauer, si è recato questa mattina presso il comando provinciale dei carabinieri di Firenze, su invito degli stessi militari.

Dal comando provinciale di Firenze si fa sapere che il console è stato rassicurato sulla massima "trasparenza, rigore e sforzo dell'Arma per arrivare alla verità". Durante l'incontro è stata inoltre sottolineata da parte dei carabinieri la volontà "di rassicurare tutti i cittadini stranieri che l'Arma è a fianco alla gente da sempre e continuerà ad esserlo. "Questo episodio - è stato precisato -, non deve minare l'impegno di donne e uomini che ogni giorno mettono a repentaglio la loro vita per i cittadini". Nel corso della mattinata il console Usa ha avuto anche un incontro col questore Alberto Intini.



LA RICOSTRUZIONE "Due carabinieri hanno abusato di noi", era stata la denuncia fatta ieri mattina. Le studentesse, tutte e due di 21 anni, mercoledì sera si trovavano al Flo', un locale sul viale Michelangelo. Sono uscite alle 4. Stavano cercando invano un taxi quando due carabinieri in divisa, che con la macchina di servizio erano stati inviati al Flo' con altre due pattuglie per sedare una baruffa, hanno rivolto loro la parola, hanno scambiato qualche battuta e, vedendo che una non si reggeva bene in piedi, si sono offerti di accompagnarle a casa. Per quanto è dato sapere, alcune telecamere piazzate nelle vie e nelle piazze del centro hanno ripreso l'auto di servizio con quattro persone a bordo: i due carabinieri e due donne.

Secondo il racconto delle due ragazze, quando sono arrivati a destinazione, in una via del centro storico, i carabinieri hanno parcheggiato l'auto per accompagnarle in casa. Sembra che abbiano avvisato la centrale che si fermavano per un controllo.

Poco più tardi, però, è arrivata una telefonata al 113 della questura. Le due studentesse, che apparivano sconvolte e piangenti, hanno denunciato di essere state violentate. Un'ambulanza del 118, scortata da una volante della polizia, le ha portate al pronto soccorso di Santa Maria Nuova, da cui sono state indirizzate a Torregalli, dove c'è un reparto di ginecologia e dove è stato attivato il codice rosa, il percorso predisposto nei casi di violenze su soggetti deboli, ed è intervenuta anche una psicologa. Poi le ragazze sono state portate di nuovo a Santa Maria Nuova. Una di loro era ancora sotto l'effetto dell'alcol, l'altra è apparsa più padrona di sé ma sono sembrate entrambe molto provate psicologicamente. La visita non ha rilevato segni esterni di violenze. Una delle ragazze aveva un piccolo arrossamento sul collo. Gli abiti sono stati sequestrati per le analisi.

Le ipotesi iniziali delineavano tre possibili scenari. C'era la remota possibilità, invero svanita quasi subito, che la denuncia fosse inventata di sana pianta. Altra ipotesi: un doppio rapporto consenziente fra le ragazze e i carabinieri in divisa, denunciato poi come un abuso. Terza e più grave ipotesi:

 

 una violenza vera e propria. A rendere plausibile il terzo e più grave scenario è il fatto che tutte e due, una più dell'altra, erano sotto effetto dell'alcol, e quindi in stato di minorata difesa. In ambedue i casi, la posizione dei carabinieri non appare facilmente difendibile. Anche se i rapporti fossero stati consenzienti, i due militari, che erano in servizio, avrebbero commesso un grave illecito disciplinare.

LA REPUBBLICA.IT

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POSITANO E PRAIANO NEWS Praiano, analisi ARPAC negative litorale: Comune ordina divieto di balneazione

9 Settembre 2017, 10:31am

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POSITANO E PRAIANO NEWS Praiano, analisi ARPAC negative litorale: Comune ordina divieto di balneazione

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Analisi ARPAC negative e comune che ordina il divieto di balneazione. E’ successo a Praiano, in Costiera Amalfitana. L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania ha effettuato lo scorso 4 settembre delle analisi relative alle acque di balneazione nel punto di costa del litorale che hanno dato esito negativo. Il Comune, di conseguenza, ha emanato tramite un’ordinanza un divieto temporaneo di balneazione, nella stagione balneare 2017, fino a nuova comunicazione dell’ARPAC, nel punto di costa del litorale cittadino come di seguito specificato. Sarà a cura del Responsabile della Polizia Municipale l’affissione dell’ordinanza sull’intero territorio comunale. E la stessa Polizia Municipale, il Comando Carabinieri di Positano, la Capitaneria di Porto, nonché l’Ufficio locale marittimo di Positano e chiunque altro ne abbia l’autorità, sono incaricati di far rispettare la presente ordinanza.

VINCENZO VELLUSO POSITANONEWS 

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CIOCIARIA NEWS ARCE – DELITTO MOLLICONE, SPUNTA UN SUPER TESTIMONE

9 Settembre 2017, 10:26am

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CIOCIARIA NEWS ARCE – DELITTO MOLLICONE, SPUNTA UN SUPER TESTIMONE

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un super testimone da ascoltare con rogatoria internazionale e poi ancora una perizia calligrafica sul registro delle presenze nella caserma di Arce il primo giugno del 2001. Queste le motivazioni più importanti che hanno indotto il magistrato Maria Beatrice Siravo a chiedere al Gip del tribunale di Cassino, Salvatore Scalera, una proroga d’indagine di altri sei mesi. Un passo, quello compiuto dalla Procura che viene motivato in dieci pagine. Nella richiesta si parla della necessità di effettuare un accertamento tecnico non ripetibile e sul quale non è trapelata nessuna indiscrezione. E’ certa invece la nomina di un consulente, un esperto grafologo, che dovrà effettuare una perizia calligrafica sul registro delle presenze della caserma.

In particolar modo l’attenzione dell’esperto potrebbe concentrarsi su quanto annotato da Santino Tuzi il giorno della scomparsa di Serena, il primo giugno del 2001. Il brigadiere suicida, infatti, qualche giorno prima di togliersi la vita ha raccontato agli investigatori ed al magistrato di aver visto la diciottenne di Arce entrare in caserma ma di non averla vista più uscire. Una testimonianza che il sottufficiale dei Carabinieri fornisce sette anni dopo l’uccisione della studentessa liceale e che ha indotto i carabinieri del Reparto Operativo Provinciale e i colleghi della Compagnia di Pontecorvo ariaprire una nuova indagine.

La nomina dei consulenti è prevista entro breve tempo e in attesa che la dottoressa Cristina Cattaneo, tanatologa di fama, porti a compimento le analisi e le comparazioni tra il corpo di Serena, riesumato e trasferito presso l’istituto di Medicina legale di Milano, un anno e mezzo fa, e la porta dell’alloggio di servizio in disuso, situato al piano terra della caserma dei carabinieri di Arce, sequestrata dai Ris e passata al setaccio in ogni singolo aspetto. C’è il sospetto, infatti, che la fronte occipitale sinistra di Serena possa combaciare con la parte della porta che risulta essere stata danneggiata non solo da un pugno sferrato con violenta ma anche da un impatto inaspettato. Che Serena sia entrata in caserma lo dice senza ombra di dubbio il brigadiere Santino Tuzi. Se poi ne sia uscita morta, con la complicità di qualcuno, lo diranno solo le indagini. E magari anche questo super testimone che per diciassette anni ha inspiegabilmente taciuto.

@nicoletti

http://www.tg24.info/arce-delitto-mollicone-spunta-un-super-testimone/

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