Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Cento metri o poco più dall’uscita della discoteca Mya Clubbing al punto dove la morte ha portato via la giovane vita di Debora Menale. Centrata in pieno. La tragedia è arrivata con un’auto nera. Scaraventata in aria, un volo che si è concluso nel parabrezza di una vettura lasciata in sosta a qualche metro di distanza. Il violento impatto ha spento la vita della ragazza. La giovane parrucchiera di Gricignano, che anche attraverso il suo profilo Facebook appare come una ragazza per bene, una persona sana dagli occhi limpidi, uno spirito solare e forte, che ha percorso inconsapevole, quel Miglio Verde con la consapevolezza di dover vivere molti altri “domani”. Rideva. Lo hanno raccontato il fidanzato e gli amici ai carabinieri. Ma non perché aveva bevuto. Rideva per la felicità. A 26 anni, la ragazza era piena di una leggerezza nuova che nella sua vita stava riportando un po’ di serenità. Tre giorni prima, aveva avuto qualche dissenso con il fidanzato, Giuseppe Iameo. E su quella “scatola nera” delle nostre vite, che ora sono i social, aveva scritto «meglio libera che delusa». Un’amarezza che Debora già portava dentro di sé iper aver subìto un grave lutto: ad appena vent’anni aveva perso la madre, uccisa dal cancro. «Stasera seratone memorabile»: così aveva scritto su Fb il suo fidanzato qualche ora prima della tragedia che ha tagliato il respiro e commosso tutta Gricignano d’Aversa, un grappolo di case appoggiate alla città normanna dalla cento chiese. Giuseppe non vedeva l’ora di fare la pace con Debora. E pare proprio che l’altra sera i due siano tornati serenamente insieme. Debora, Giuseppe e gli altri amici della comitiva sono usciti dalla discoteca poco dopo le quattro e mezza sotto un cielo ancora notturno, rosso di sabbia portata dallo scirocco. Stanchi ma soddisfatti. La comitiva si è avviata verso le auto lasciate in sosta ai lati di questa mulattiera buia con buche enormi.La vettura di Debora era stata parcheggiata a cento metri dal locale, di fronte a un ristorante chiuso da ore. Accompagnata da qualche “buonanotte” e vista l’ora, le cinque meno venti, anche da qualche “buon giorno”. Debora ha percorso gli ultimi metri della sua vita. Perché a una manciata di secondi da lei, Giovanni Vitiello, 28 anni, idraulico di Giugliano alla guida di una Fiat Bravo con targa bulgara – individuata dal carabinieri della compagnia di Giugliano diretta dal capitano Antonio De Lise - lanciata a forte velocità in direzione di Aversa, stava per compiere il destino di Debora, e segnare il suo per sempre. Nemmeno una frenata. Un botto fortissimo, e un’ombra che “volava” via di lato. Lui invece ha tirato diritto.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Invia selfie hot e messaggi ammiccanti ai suoi alunni e viene arrestata.Un'insegnante, Allison Marchese, 39 anni, è stata condannata a 3 anni di carcere dopo aver mandato delle foto hot a un alunno di soli 14 anni.La professoressa avrebbe anche scritto di essere attratta da lui, al punto da non riuscire a concentrarsi durante le lezioni in classe. Un altro studente, sempre minorenne, di 17 anni, ha confessato di aver fatto sesso con la Marchese quando insegnava in un'altra scuola.La donna, sposata e madre di due figli, è stata prima sospesa dalla scuola, dopo che le immagini di lei erano iniziate a circolare tra i ragazzi fino ad arrivare ai dirigenti scolastici. Successivamente è partito il procedimento penale nei suoi confronti. Secondo quanto riporta Metro, la Marchese avrebbe ammesso le sue colpe in tribunale e per questo condannata. Il marito si è detto scioccato e ha annunciato di voler chiedere il divorzio.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA BERGAMO - E' morto in un incidente stradale Josciua Algeri, 21 anni, interprete del film Fiore del regista Claudio Giovannesi. "Josh" viveva a Pradalunga, alle porte di Bergamo, con la compagna e la loro bambina di poco più di un anno. Il film sulla sua storia d'amore con Daphne (interpretata da Daphne Scoccia), con la partecipazione di Valerio Mastandrea, aveva ottenuto un grande successo l'anno scorso a Cannes. Nel 2014 era uscito dal carcere minorile Beccaria di Milano: durante la detenzione aveva scritto la canzone A testa alta che aveva ottenuto numerosi riconoscimenti. Il giovane è deceduto questa mattina in un incidente stradale avvenuto all'altezza della Fiera di Bergamo, al confine con Seriate. In sella a una Yamaha, per cause ancora al vaglio della polizia locale, si è schiantato contro una Range Rover che arrivava dalla direzione opposta. Vani i soccorsi del 118. Inizialmente la sua identificazione è stata difficile perché non aveva con sé documenti. «Era un grande vero talento - lo ricorda Giovannesi appena avuta la tragica notizia - l'ho conosciuto attraverso i suoi pezzi musicali, era preparato e con già qualche esperienza di teatro, con un futuro da professionista». Algeri era finito da minorenne al carcere Beccaria ed aveva saputo cogliere nelle arti, la musica prima e il teatro e il cinema poi una seconda opportunità. Tra le celle del carcere milanese, dove si lavora al recupero educativo e al reinserimento, aveva scritto A Testa Alta, un brano premiato alla 23/ma edizione del Festival Città di Caltanissetta. Finita la detenzione nel 2014 si era avvicinato al mondo della musica, aveva recitato a teatro ed era poi stato selezionato da Giovannesi per Fiore, scovato appunto grazie ad una rappresentazione teatrale organizzata nel carcere Beccaria.
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DI MORENA MOTTA Zhao Yongjiu, spazzino di Shenyang, in Cina, ha donato 25.000 dollari negli ultimi 30 anni per finanziare l’educazione di 37 bambini nullatenenti. Se il lungo periodo vi fa sembrare la cosa banale, sappiate che l’uomo guadagna mensilmente 2.400 yuan (pari a circa 350 dollari), il che vuol dire che ha donato circa un quinti di quanto guadagnato in tutta la sua vita. Zhao, oggi cinquantaseienne, considera aiutare i bambini bisognosi un vero obbligo morale: qualche anno fa, ha addirittura venduto il suo appartamento per trasferirsi in un monolocale in affitto, donando gran parte dei ricavi.Zhao ha spiegato ai giornalisti che la sua generosità è stata ispirata da esperienze personali: nel 1976 ha perduto suo padre, e sua madre faticava ad arrivare a fine mese, ma sono riusciti a farcela grazie alla generosità dei vicini che spesso donavano loro quello che erano riusciti a mettere via. Ispirato da tanta gentilezza, Zhao ha deciso che avrebbe dedicato la vita ad aiutare gli altri, e così ha fatto.Come è facile intuire, quando la sua storia ha iniziato a circolare nei social network cinesi, Zhao è stato coperto di elogi e indicato come esempio: “Se più persone fossero come lui, il mondo sarebbe un posto migliore”, ha scritto un utente su Sina Weibo, l’equivalente cinese di Twitter.
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DI MORENA MOTTA Una donna olandese di quasi 100 anni ha convinto la polizia locale ad arrestarla, per realizzare un sogno che aveva da tempo.La donna, di nome Annie, ha spiegato agli agenti che sta per compiere cento anni e non è mai stata arrestata, ma aveva sempre desiderato di “sperimentare una cella dall’interno”.Anni ha quindi contattato la polizia di Nimega, città olandese a pochi chilometri dalla Germania dove la donna vive, per chiedere che il suo desiderio fosse realizzato.Per quanto stupiti della richiesta della simpatica anziana, alla fine gli agenti hanno alla fine accettato di mettere la donne dopo le sbarre.Mentre mettevano le manette ai polsi della donna, gli agenti hanno scattato alcune foto, da cui si può notare l’entusiasmo della donna per quanto stava avvenendo: un entusiasmo non certo comune tra quanti vivono un’esperienza del genere. Gli agenti hanno poi postato le foto dell'”arresto” su Facebook.Va detto che l’esperienza del carcere sembra affascinare più gente di quanto si potrebbe supporre: alcune agenzie turistiche offrono anche permanenze dietro le sbarre, che secondo chi le ha provate sarebbero esperienze decisamente emozionanti ma al tempo stesso aiuterebbero a combattere lo stress. Ovviamente, il segreto è probabilmente il fatto che i “turisti” possono andarsene quando vogliono.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono state messe a morte stamani all'alba in Giordania 10 persone accusate a vario titolo di terrorismo e altre 5 per crimini comuni. Lo riferisce l'agenzia ufficiale del Regno. Gli estremisti erano stati condannati per attacchi alle forze di sicurezza, all'ambasciata giordana in Iraq nel 2003, ai siti turistici. Era dal febbraio 2015 che la Giordania non eseguiva condanne a morte. In quell'occasione erano stati impiccati due iracheni in rappresaglia per il pilota arso vivo dall'Isis.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Proseguiranno anche oggi e per tutta la giornata i lavori di abbattimento e di bonifica all'interno dell'ormai ex Gran Ghetto di Rignano Garganico dove nella notte tra giovedì e venerdì sono morti in un incendio due migranti che vivevano nella baraccopoli. Il Ghetto ospitava fino a ieri centinaia di migranti sfruttati come schiavi nelle campagne del Foggiano. Da ieri sera quattro ruspe e un centinaio tra agenti di polizia, carabinieri e vigili del fuoco, coordinati dalla questura di Foggia, stanno lavorando per abbattere ciò che resta. Nell'incendio sono morti Mamadou Konate e Nouhou Doumbia, di 33 e 36 anni, fuggiti dal Mali. Il rogo probabilmente è stato causato da una stufa o da un fornello. Ieri sera, dopo che la bidonville è stata sgomberata e gli immigrati sono stati trasferiti in due strutture, le ruspe hanno cominciato ad abbattere le baracche:operazione che,a tarda ora, è stata interrotta perché in alcune baracche erano ancora presenti bombole di gas.Le ruspe sono tornate in funzione questa mattina.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SORRENTO. Un progetto ambizioso che punta a migliorare la mobilità cittadina ed a creare un nuovo attrattore per il turismo. Una cordata di aziende ha presentato al Comune un elaborato per la realizzazione in project financing di una cabinovia che attraversi il centro di Sorrento. L’opera prevede la realizzazione di due diversi tratti dell’impianto che passano al di sopra dei valloni: il primo tra il porto di Marina Piccola e piazza Tasso, il secondo tra la stessa piazza Tasso ed il Bastione di Parsano.
L’iniziativa nasce allo scopo di ridurre il traffico veicolare in centro, dotando Sorrento di una soluzione per la mobilità pulita ed efficiente. Al tempo stesso si punta a realizzare un’attrazione turistica che consenta di valorizzare il paesaggio costiero ed il Vallone dei Mulini, oltre che a recuperare aree pubbliche in disuso come il Parco Ibsen ed a creare una passeggiata sul mare a Marina Piccola.
La cabinovia è stata selezionata tra le varie opzioni vagliate come la migliore soluzione per raggiungere questi obiettivi perché è un trasporto poco invasivo per il territorio, pulito, a bassissimo impatto ambientale, economico, silenzioso, veloce, efficiente, flessibile, suggestivo.
Le stazioni della cabinovia di Sorrento saranno il salotto di accoglienza della città: ambienti da visitare per la loro bellezza, confortevoli, dotate dei servizi utili ai viaggiatori, luoghi d’arte e mostre aperte a tutti.
“Il progetto – spiega Raffaele Acanfora, l’imprenditore che guida la cordata che ha elaborato l’iniziativa – è il frutto di tre anni investiti in studi e analisi approfondite di tutte le possibili soluzioni all’annoso problema del traffico nel centro storico di Sorrento, nonché della volontà di creare un attrattore culturale in città capace di valorizzare le bellezze naturali e storico-artistiche della città.
Ogni soluzione – precisa Acanfora – è stata valutata in base a una serie di criteri che abbiamo ritenuto vincolanti: l’opera deve avere un basso impatto ambientale sul territorio; deve valorizzarne le caratteristiche naturali; deve creare un’attrazione per gli ospiti, ampliando così l’offerta turistica locale; deve valorizzare le proprietà comunali; deve avere tempi ragionevoli di realizzazione e possibilità di sviluppo futuri; deve rispettare i requisiti di redditività imposti dallo strumento del project financing”.
Sono state condotte numerose ricerche archeologiche, geologiche e geotecniche, rilievi idrogeologici e valutazioni dei rischi, al fine di verificare la fattibilità delle opzioni vagliate: la soluzione che si è imposta al di sopra di tutte le altre, per di più rispettando tutti i requisiti previsti in sede preliminare è stata la cabinovia. È pulita, silenziosa, sicura, efficiente, comoda, flessibile. È economica, con tempi di realizzazione brevi. Offre un’esperienza di viaggio che va oltre la mera esigenza di mobilità: è emozionante, suggestiva. Mette al centro dell’attenzione del viaggiatore il territorio che lo circonda, ne esalta le bellezze.
L’impianto, secondo i promotori del progetto, consente anche di riqualificare proprietà comunali e di riportarle al godimento pubblico; può fare da volano per il recupero di altre aree pubbliche.
“Il fatto che Sorrento sia capace di attrarre ogni anno flussi turistici ragguardevoli – aggiunge Raffaele Acanfora – ha fatto sì che potessimo destare l’interesse di una delle due aziende leader al mondo nella costruzione di impianti a fune a partecipare attivamente al progetto. La presenza di un gruppo di caratura mondiale come la Leitner Ropeways è per noi garanzia di estrema concretezza e trasparenza”.
Il cronoprogramma del progetto si articola in due fasi sequenziali, che riguardano i due tratti distinti dell’impianto cabinoviario. La prima fase riguarda il tratto tra il porto e piazza Tasso: esso è indispensabile e urgente per porre rimedio al problema del traffico. È il tratto di cui Sorrento non può fare a meno se vuole veramente risolvere il problema della mobilità e della vivibilità in centro.
I benefici derivanti dalla realizzazione di questo tratto sono molteplici sia per i turisti che per la città. I primi verranno accolti in una città che ha una mobilità moderna, che fa onore alla propria tradizione di città dell’accoglienza e offre loro servizi di alta qualità, in una stazione, quella di piazza Tasso, che già di per sé è un’attrazione per la sua bellezza e per le mostre d’arte che ospita.
Per la collettività sorrentina è la garanzia di avere in tempi certi e brevi un’opera pubblica realizzata senza oneri per le casse cittadine; un servizio efficiente e sicuro; che riduce il traffico (e quindi i rischi a esso collegati sia sul fronte degli incidenti che delle conseguenze per la salute); che riqualifica gli immobili pubblici in disuso, li mette a frutto, e li riapre al godimento di tutti indipendentemente dalla fruizione del servizio cabinoviario.
È bene precisare – spiegano dalla cordata – che la cabinovia tra il porto e piazza Tasso non è un’alternativa al già previsto collegamento meccanizzato tra il parcheggio Lauro e il porto, bensì è ad esso complementare: consente infatti di raggiungere il porto godendo della visuale privilegiata della passeggiata di via Luigi De Maio, ma dall’alto e con tutti i comfort offerti dalla cabinovia.
La seconda fase riguarda il tratto tra piazza Tasso e i Bastioni di Parsano: rappresenta la possibilità di dotare Sorrento di un attrattore culturale che valorizza il patrimonio naturalistico e storico-artistico quale è il Vallone dei Mulini; che aggiunge lustro alla capacità attrattiva di Sorrento quale meta turistica internazionale e che, nell’offrire la vista sui valloni, consente di raggiungere via degli Aranci. Il tutto senza il bisogno di effettuare interventi invasivi ai valloni: le due stazioni sono infatti individuate una sotto strada, per la stazione di piazza Tasso, e una sotto l’anfiteatro di Parco Ibsen, per la stazione dei Bastioni. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a immobili pubblici che restano pubblici anche a seguito dell’investimento privato.
“Uno dei maggiori benefici per la città derivanti da questo tratto – precisa Acanfora – a nostro giudizio, è la possibilità di destare l’interesse pubblico al recupero di altre bellezze presenti a Sorrento: le grotte limitrofe ai valloni, la passeggiata che dai Bastioni di Parsano va a Villa Fiorentino, i cisternoni di Spasiano. Sono pezzi di storia della città che rischiano di scomparire, obliati”.
Come detto, il primo tratto è indispensabile alla città; il secondo è invece una possibilità che Sorrento può darsi per aumentare la propria competitività e mantenere così la propria posizione di forza sul mercato turistico internazionale, sul quale già da qualche anno sono emerse nuove destinazioni che, in virtù della carica propulsiva data dalla novità, vanno all’attacco delle destinazioni dalla notorietà consolidata.
In entrambi i casi ci troviamo di fronte a opere che possono essere realizzate con capitali privati perché vi è un ritorno dell’investimento garantito dai flussi turistici che Sorrento richiama. Il servizio sarà gestito da imprenditori del turismo il cui primo obiettivo è mantenere alti gli standard di qualità dell’accoglienza di Sorrento, la cui qualità e tradizione da sempre contraddistingue la città nel panorama del turismo nazionale e internazionale. In quest’ottica, la cabinovia si pone quale servizio efficiente, con elevati standard di qualità e sicurezza, che offre un’esperienza del territorio suggestiva, unica e indimenticabile.
Le ricadute positive per l’immagine della città saranno molteplici e a beneficio di tutta la collettività che, in maniera diretta e indiretta, vive di turismo.
“Quali ideatori e promotori del progetto – concludono i componenti il gruppo di aziende coinvolte – abbiamo investito tempo e risorse perché siamo certi dei benefici che può portare alla città sia sul fronte dell’economia turistica, sia sul fronte della risoluzione di problemi non più procrastinabili. Siamo aperti al confronto, alle critiche costruttive, ad ascoltare chiunque abbia proposte concrete migliori della nostra”.
Il confronto è, dunque, aperto. “Abbiamo già proposto il progetto, in linea generale, agli organi competenti ed alle associazioni ambientaliste – conclude Acanfora – riscontrando grande interesse e rilevando un sostanziale benestare. Ora la palla passa all’amministrazione comunale che, se condividerà l’iniziativa, potrà indire una conferenza dei servizi ed ottenere i necessari nulla osta. Noi siamo pronti e possiamo realizzare il primo tratto della cabinovia entro un anno dal via libera definitivo”.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Attraverso un'ordinanza emessa il 1° marzo scorso, il Tribunale Amministrativo respinge la richiesta di annullamento, avanzata dalla proprietà di uno stabilimento balneare che svolgeva attività ristorativa sul lido di Amalfi, di sospensione dell'autorizzazione sanitaria a seguito di specifici controlli disposti dal Comune di Amalfi che riscontrarono irregolarità.Il titolare della struttura, invitato ad effettuare lavori di adeguamento aveva preferito ricorrere in sede giudiziaria.I giudici della seconda sezione di Salerno, "riscontrata l'assenza dei requisiti di salubrità degli ambienti oggetto di autorizzazione" hanno confermato il provvedimento di sospensione dell'attività di laboratorio di cucina del ristorante per le altezze inferiori alla norma (2,70 metri). IL VESCOVADO DI RAVELLO
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA AVELLINO, 4 MAR - Si è spento Elio Graziano, ex proprietario dell'Isochimica di Avellino, principale imputato nell'omonimo maxi processo in corso per i reati di omicidio plurimo colposo e lesioni colpose. Graziano, 85 anni, era stato ricoverato in ospedale ad Avellino, la scorsa settimana, per una grave broncopatia e per problemi cardiaci. Negli anni '80 l'imprenditore originario di Fisciano (Salerno), era stato anche presidente dell'Avellino Calcio, quando la squadra militava in serie A. È stato coinvolto nello scandalo delle cosiddette "lenzuola d'oro" insieme ai vertici delle Ferrovie dello Stato e a personalità politiche di primo piano. (ANSA).