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Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it

SEZ. POESIE DI MICHELE PAPPACODA Mi emozioni sempre di M.Pappacoda

15 Gennaio 2017, 15:10pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POESIE DI MICHELE PAPPACODA Mi emozioni sempre di M.Pappacoda

Di Michele Pappacoda Mi emozioni sempre, da ogni tua parola che dolce, spensierata a volte infuocata, esce dalle tue labbra... ricopri di pioggia d' emozioni il mio tempo e cammino su un tappeto allegro di foglie colorate che dipingono il mio sentiero di uomo innamorato.

Porgimi la tua bocca, deliziosa, da baciare. Porgimi il tuo volto liscio e caldo da coccolare. Annegami dentro i tuoi occhi, placidi e profondi, stringimi con le tue mani morbide e respira e riposa nel mio amore.

Appassionami accendendomi delle fiamme del tuo cuore d'estate. Amami con l'amore che hai, con l'amore che dai, con ciò che sei... splendida creatura. Danza amore… danza con me... quella melodia che senti nel sottofondo, nel riverbero delle giornate che passano lente, troppo lente… senza te. Danza appoggiata a me… alle onde dei miei sospiri e prendi il cielo con le mani, volando più in alto degli aquiloni. Sei la luce della luna che dolce mi rischiara... sei l'impetuoso vento che soffia su i miei capelli... sei la ninfea che pattina sulle sponde ghiacciate dei miei occhi, mentre sogno. Amo te… davvero… anche senza certezza... ti amo... mia commozione... mia tenerezza. Amo te… tramonto caldo d'autunno... Amo te... inebriante profumo d'amore...

Amo te… spirito ribelle. Amo in te... la donna... amo in te la forza e la dolcezza... amo in te le tessere che fabbrichi per comporre il tuo mosaico di vetro e sabbia, di fiori e di acqua... di luce e colori... Amo te nella debolezza e nella sicurezza... di esistere... Amo in te… sopratutto... te.

E piango e rido e sono finalmente felice, grazie amore mio. Questa lettera è per te, vorrei che fosse leggera come una nuvola.

Vorrei che il mio amore sciogliesse la distanza e che la pioggia che cade addosso fosse l’acqua che spegne la mia sete di te. Con questa lettera vorrei donarti un pensiero, un sorriso, vorrei dirti grazie per tutto quello che hai fatto per me. A te che mi hai regalato un’emozione, cosi forte che ho avuto persino un po' paura ad aprire il mio cuore, eppure l'ho fatto, non ho esitato, forse perché ho capito che era bello lasciarsi cullare dalle tue dolci parole. Permettere che i miei sentimenti volassero liberi nell'aria per giungere fino a te. E cosi ho fatto, ho schiuso le mie ali di farfalla e mi sono posato su di te mio piccolo fiore. Da quel momento ho capito che quell'emozione non mi avrebbe più abbandonato. Mai più.

Michele Pappacoda

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SEZ.VIDEO E FOTOGALLERY VISITA VIA SAL GREGORIO ARMENO NAPOLI 02.01.2017

15 Gennaio 2017, 15:01pm

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VELASCA VIMERCATE NEWS Fulmine entra in casa, panico a Velasca

15 Gennaio 2017, 14:25pm

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VELASCA VIMERCATE NEWS Fulmine entra in casa, panico a Velasca

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA RPIROPONIAMO ARTICOLO DEL 15.10.2015  Muri danneggiati, pareti sventrate, cocci e vetri in ogni stanza. E solo per un miracolo nessuno si è fatto male. Poteva trasformarsi in tragedia il rarissimo "incidente metereologico" avvenuto giovedì mattina a Velasca, in una villetta di via Pirandello. Mentre in Brianza e su mezza Lombardia imperversava un violentissimo temporale, un fulmine è letteralmente entrato all'interno di una abitazione (sopra una foto di repertorio tratta da Wikipedia). La scarica elettrica della saetta ha letteralmente sventrato una parte dell'abitazione. Immediato l'allarme e l'intervento dei Vigili del fuoco e della Polizia locale. Sotto shock ma senza ferite i proprietari della casa. L'intensità della corrente elettrica di un fulmine varia tipicamente tra i 10 e i 200 kiloampere. Sono molto frequenti i casi in cui si verificano una serie di scariche in rapida successione. Tipicamente l'intervallo di tempo tra una scarica e l'altra può oscillare tra i 5 e i 500 millisecondi, e la serie nel complesso può durare anche 1,5 secondi.

FONTE IL VIMERCATEORG

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Costiera Amalfitana allerta per grandinate, temporali, nevicate e gelate

14 Gennaio 2017, 16:47pm

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Costiera Amalfitana allerta per grandinate, temporali, nevicate e gelate

INSERITO DA MICHELE PAPPPACODA Possibili grandinate, temporali, nevicate e gelate sulla Campania. A lanciare l’allerta è la protezione civile regionale che per domani, domenica 15 gennaio, ha diramato una criticità di colore giallo.L’allerta, che riguarda buona parte del territorio campano, incluse la città di Napoli e le zone costiere, è valevole per la giornata di domani e fino alle 6 di lunedì mattina per effetto di un peggioramento delle condizioni meteo. Piogge e temporali sono previste un po’ ovunque, mentre le precipitazioni nevose sono attese a quote superiori ai 500-600 metri e, localmente, anche a quote inferiori, con apporti al suolo deboli o anche moderati.L’avviso del Centro Funzionale regionale evidenzia “Precipitazioni da sparse a diffuse a locale carattere di rovescio e di isolato temporale, anche di moderata intensità” nonché “Possibili grandinate”. Le zone interessate sono la piana campana, Napoli, le isole, l’area vesuviana; la penisola sorrentina e la costiera amalfitana, i monti di Sarno, i Monti Picentini; l’alto Sele; la Piana Sele, l’alto e basso Cilento.«In queste stesse aree – fanno sapere dalla protezione civile – si attendono anche precipitazioni nevose a quote superiori ai 500-600 metri e, localmente, anche a quote inferiori, con apporti al suolo deboli o anche moderati. Nel resto della regione Precipitazioni sparse, a prevalente carattere nevoso, con apporti al suolo moderati».Su tutta la Campania si prevedono inoltre gelate persistenti a quote collinari e localmente anche a quote inferiori. Per questo si raccomanda agli automobilisti di mettersi in viaggio con le dotazioni da neve. Ovvero, pneumatici invernali e catene.«La Sala operativa della Regione Campania raccomanda agli enti competenti di porre in essere o mantenere in vigore tutte le misure previste dai piani comunali di protezione civile per la criticità idrogeologica – si apprende dalla centro funzionale regionale – e di seguire le indicazioni già fornite relative alle precipitazioni nevose, sia in ordine alla tutela delle fasce deboli della popolazione, con particolare riferimento ai senza fissa dimora, che per le precauzioni da assumere a salvaguardia del territorio, ivi compresa la corretta informazione ai cittadini»

AMALFINOTIZIE http://amalfinotizie.it/meteo-campania-e-allerta-per-grandinate-temporali-nevicate-e-gelate/

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COSTIERA AMALFITANA NEWS La mareggiata del 1987. Trent’anni fa Amalfi e Maiori le città più colpite / Foto e Video

14 Gennaio 2017, 16:38pm

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COSTIERA AMALFITANA NEWS La mareggiata del 1987. Trent’anni fa Amalfi e Maiori le città più colpite / Foto e Video
 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA «’O mare fa paura. Accussì dice ‘a ggente guardanno ‘o mare calmo, calmo cumme na tavula. E dice ‘o stesso pure dint’ ‘e gghiurnate ‘e vierno quanno ‘o mare s’aiza, e l’onne saglieno primm’ a palazz’ ‘e casa e pò a muntagne». La metrica in vernacolo è di Eduardo de Filippo che a modo suo regalò una prosa a quel mare di cui, solo chi ci vive di fronte, non riesce a farne a meno.

Perché lo sente sulla pelle, tra i globuli. Perché lo rispetta prima ancora di temerlo. Già perché il mare quando si arrabbia fa paura. E lo sa bene la Costiera che troppe volte ha subito le sue incursioni fino ai piedi dei suoi palazzi. Lo sa bene Amalfi, quando da regina dei mari, fu più volte devastata da maremoti.

E rischiò che ciò accadesse esattamente trent’anni fa quando il mare tornò a fare paura. Onde lunghe, enormi, che sembravano ruggire. E sotto il cui urto cedettero chalet e infrastrutture. Ma non il molo foraneo che, seppur inghiottito dal mare, resistette alla forza sovrumana della natura. Fu solo scalfito nel proprio ventre dove il mare riuscì a scavare un vuoto poi consolidato passata la tempesta.

Ma ciò che accadde ad Amalfi e Maiori, le due città della Costiera principalmente martoriate da quella mareggiata che durò alcuni giorni (dall’11 al 13 gennaio del 1987), fu qualcosa davvero di eccezionale. Almeno per i nostri tempi. Il mare nella cittadina capofila distrusse la darsena trasportando enormi massi sul piazzale un tempo adibito a parcheggio e dove oggi sorge la statua di Flavio Gioia. Danni rilevanti si registrarono a La Marinella, agli stabilimenti balneari, al Lido Azzurro.

Persino al bar del Beach dove il mare sfondo le vetrate entrando fino all’interno. Onde alte oltre dieci metri nei pressi dell’hotel Luna lambirono le case “annacquando” o in qualche caso spostando auto in transito. Onde spettacolari che fecero la gioia di fotografi e cineamatori. Al punto che oggi, quegli scatti, sono autentiche cartoline di un evento memorabile. Per giorni si respirò iodio a pieni polmoni e le labbra sapevano di salsedine.

Nel porto sembrava essere passato un tornado: pavimentazione sollevata, barche distrutte e trasportate dalla spiaggia alla strada rotabile. Muretti abbattuti, auto una accanto all’altra. La forza del mare fece spavento. E non accennava a diminuire. E di notte, quel mare, faceva ancor più paura. Con quel ruggito, già dal crepuscolo, faceva correre brividi interminabili lungo la schiena. Soprattutto quando iniziò ad entrare, sempre con più violenza verso la piazza.

L’acqua, dopo aver trasportato a terra di tutto spingendo persino qualche utilitaria nelle adiacenze dei negozi del lungomare, tentò l’affondo all’ingresso di piazza Duomo. Ma, per fortuna, fu solo un tentativo flebile.

«’O mare sta facenno ‘o mare» diceva Eduardo. Eccome se lo fece anche a Maiori dove la burrasca creò danni e distruzione. Trasportò ciottoli e pietre dalla spiaggia fin oltre il lungomare e la strada rotabile che unisce Vietri a Positano era in qualche caso invasa da sabbia. Quintali ne furono rimossi nei giorni a seguire quando in Costiera si fece ritorno alla normalità.

Quell’evento eccezionale servì però a rifare il look di qualche città. Su tutte Amalfi, che nel 1990 avviò il progetto di rifacimento del fronte mare con il nuovo “stradone” rialzato rispetto alla strada e lo spostamento della statua di Flavio Gioia al centro della Piazza. L’unico neo restò la Darsena, rinforzata si, dopo quella mareggiata, ma mai allungata così come prevedeva il vecchio progetto.

FONTE AMALFINOTIZIE http://amalfinotizie.it/la-mareggiata-del-1987-trentanni-amalfi-maiori-le-citta-piu-colpite-foto-video/

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Catania: migrante partorisce e denuncia scomparsa di uno dei gemelli

14 Gennaio 2017, 15:09pm

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Catania: migrante partorisce e denuncia scomparsa di uno dei gemelli

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA 14/01/2017 - La Procura di Caltagirone ha aperto un'inchiesta dopo la denuncia di una migrante nigeriana ospite del Cara di Mineo che il 9 dicembre ha partorito una bambina, sostenendo di essere in attesa di due gemelli. La migrante ha prodotto un'ecografia eseguita in un'ospedale di Catania in cui si evidenzia la presenza di due feti. La donna, sottoposta a parto cesareo, e che parla soltanto inglese, ha visto sua figlia solo quattro giorni dopo il parto. Secondo l'ospedale di Caltagirone l'ecografia fatta nel nosocomio evidenziava la presenza di un feto e che è poi nato, una bambina. "Stiamo svolgendo gli accertamenti del caso - afferma il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera- e al momento il fascicolo e' conoscitivo. Aspettiamo l'esito di esami e perizie. Stiamo verificando cosa sia veramente accaduto"."Nessun neonato scomparso, l'ecografia documenta la presenza di un solo feto", afferma l'Asp di Catania che, "nel rispetto delle indagini in corso da parte della magistratura", si difende dalle accuse avanzate. "La vicenda, così com'è raccontata - scrivono dall'Azienda sanitaria che ha aperto un'indagine interna - ha dell'inverosimile. E' inaudito immaginare che un'intera équipe di operatori, almeno nove, complottino per far sparire un neonato dopo un parto cesareo, con anestesia spinale, eseguito su una donna". L'azienda ha dalla sua anche un'ecografia, eseguita alla donna all'arrivo al Pronto soccorso e che documenta la presenza di un solo feto.Secondo quanto riferito dall'Asp, le prime risultanze delle verifiche interne già avviate avrebbero documentato che la paziente è giunta al Pronto soccorso dell'Ospedale di Caltagirone alle 10 del mattino per algie pelviche in gravidanza alla fine della 40esima settimana di gestazione. Da qui la donna è stata trasferita all'Uoc di Ginecologia e Ostetricia dove, dopo gli accertamenti dovuti, fra cui un'ecografia, è stata sottoposta a un parto cesareo e ha dato alla luce un bimbo di 3,570 chili, secondo le procedure previste.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO

14 Gennaio 2017, 12:24pm

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO

INSERITO DA MORENA MOTTA «Reindirizzare le risorse dall’istituzionalizzazione a servizi radicati nella comunità»: questo aveva raccomandato all’Italia il Comitato delle Nazioni Unite che monitora l’applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, negli Stati che l’hanno ratificata. Non è però quello che accade con il Polo della Disabilità progettato dal Comune toscano di Empoli, che risulta «del tutto inaccettabile – secondo Donata Vivanti, presidente della FISH Toscana – in una prospettiva della disabilità basata sul diritto e sulle pari opportunità»

Qualunque siano i vostri sogni e le vostre aspettative per il futuro dei vostri figli, vorreste che nel loro avvenire ci fosse la reclusione in un ambiente isolato, insieme a decine di altre persone che non hanno scelto?
È questo che il progetto del Polo per la Disabilità in località Terrafino di Empoli (Firenze) riserva agli adulti con autismo e altre gravi disabilità intellettive, è questa la risposta che si riserva alle persone con disabilità che non sono in grado di gestire la propria vita senza il sostegno degli altri, magari semplicemente perché così si è sempre fatto [se ne legga già nel nostro giornale, N.d.R.]. Tradizionalmente, infatti, in Italia l’asse portante delle politiche per la residenzialità per gli adulti con disabilità – in particolare con disabilità intellettiva grave – è stata l’istituzionalizzazione in servizi con oltre trenta posti, che rappresentano l’86% dell’offerta. Le soluzioni residenziali alternative (case famiglia, piccole comunità alloggio, unità di vita con sostegno) rappresentano il 3,7% del totale dei servizi alternativi e sono per lo più accessibili solo alle persone con disabilità moderata o lieve (Dati ISTAT, 2007).
In pratica, l’unica alternativa all’istituzionalizzazione è la permanenza nella famiglia di origine, finché la famiglia ce la fa. Ma vivere in età adulta con genitori che hanno ormai esaurito le proprie risorse fisiche, emotive e spesso anche economiche non si traduce in integrazione nella comunità, piuttosto causa l’isolamento di tutta la famiglia e nega alla persona con disabilità ogni possibilità di crescita e di partecipazione alla vita della propria comunità. Nemmeno il mantenimento ad oltranza nella famiglia di origine degli adulti con disabilità gravi è quindi accettabile nella prospettiva del diritto della persona.

La FISH Toscana (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) prende atto con apprezzamento dell’impegno del Comune di Empoli di dare risposta alle necessità degli adulti con autismo o altre disabilità di analoga gravità, ma ritiene che il progetto di un Polo per la Disabilità, dove vengono accentrati servizi diurni e residenziali per settantotto adulti in condizioni di grave disabilità, non sia adeguato a prevenirne la segregazione e l’isolamento dalla propria comunità e sia inaccettabile in una prospettiva della disabilità basata sul diritto e le pari opportunità.
Dopo la ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, con la Legge 18/09, diventata così Legge Nazionale vincolante per tutti i livelli di governo, qualunque iniziativa che abbia un impatto sulla vita delle persone con disabilità dovrebbe garantire alle stesse il godimento di tutti i diritti umani di cui godono gli altri cittadini e di sostenerne la «piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri». In particolare, l’articolo 19 della Convenzione esplicita con forza il diritto delle persone con disabilità di scegliere la propria residenza e con chi abitare, e di evitare che esse debbano vivere in istituti residenziali ad esse specificatamente “dedicati”.
La FISH Toscana ritiene che lo spostamento e l’accentramento di settantotto persone con disabilità gravi in un’unica struttura rappresentino una scelta che si limita a gestire la persona con disabilità come un oggetto da collocare in un posto piuttosto che in un altro, violando gli obblighi sanciti dalla Convenzione ONU e dalla Legge Nazionale di ratifica della stessa, oltre ad essere in contrasto con gli orientamenti delle politiche nazionale e regionali che ne hanno recentemente recepito i princìpi e gli obblighi.

La Delibera del Comune di Empoli che autorizza la costruzione del Polo per la Disabilità in località Terrafino precede inoltre una specifica Raccomandazione del Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, indirizzato all’Italia nel settembre dello scorso anno , che chiede «di reindirizzare le risorse dall’istituzionalizzazione a servizi radicati nella comunità».
Per ovviare a questa “distrazione”, come FISH Toscana ci siamo impegnati a proporre soluzioni alternative inclusive e sostenibili, in linea con i diritti umani delle persone con disabilità e con gli orientamenti della FISH Nazionale, in un’ottica collaborazione costruttiva. Dispiace tuttavia constatare che il nostro parere e le nostre proposte, anziché avviare un percorso condiviso di ricerca di soluzioni innovative più inclusive e più sostenibili per la collettività, di cui per altro esistono già esempi di buone pratiche anche in Toscana, abbiano determinato di fatto la nostra esclusione dal Tavolo regionale di discussione e la chiusura del Comune di Empoli ad ogni dialogo, ancora una volta in violazione della Convenzione ONU, la quale prevede che «nei processi decisionali relativi a questioni concernenti le persone con disabilità, gli Stati Parti operano in stretta consultazione e coinvolgono attivamente le persone con disabilità, […]attraverso le loro organizzazioni rappresentative», precisando che «le disposizioni della presente Convenzione si estendono a tutte le unità costitutive degli Stati […] senza limitazione ed eccezione alcuna” (articolo 4.3 e 4.5, Obblighi generali).
Le Amministrazioni Comunali non sono dunque esenti dal dovere di consultare strettamente le Associazioni rappresentative delle persone con disabilità in merito ad ogni iniziativa che abbia un impatto sulla vita delle persone con disabilità stesse, con vantaggio di tutti i cittadini.

DI DONATA VIVANTI SUPERANDO

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare - Villa comunale, corsa contro il tempo per completare i lavori. Ipotesi proroga, cresce il timore del flop

14 Gennaio 2017, 12:18pm

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare - Villa comunale, corsa contro il tempo per completare i lavori. Ipotesi proroga, cresce il timore del flop

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il tempo scorre lentamente, ma con una velocità impressionante. Sembra un ossimoro, ma è l'amara realtà che tiene banco in questi giorni in merito ai lavori per la riqualificazione della villa comunale, la cui scadenza è fissata per il prossimo 31 marzo. La data fatidica si avvicina e il rintocco del gong sembra già risuonare nelle orecchie dei componenti dell'amministrazione comunale, che temono di registrare un fallimento che assumerebbe contorni epocali e imporrebbe persino un confronto più ampio sulle conseguenze di un eventuale e malaugurato flop. Gli operai della Rf Appalti sono all'opera instancabilmente all'interno del cantiere, ma per ora l'unico tratto che appare realmente in dirittura d'arrivo è quello compreso tra l'Hotel Miramare e la Cassarmonica. L'annunciata presenza di diverse squadre di operai all'opera contemporaneamente sia sul versante di Corso Garibaldi che su quello di via Mazzini non ha trovato un costante effettivo riscontro e nel tratto che dalla Cassarmonica conduce verso la Banchina di Zi' Catiello i lavori sono ancora ben lungi dall'essere completati, lasciando intravedere il rischio sempre più concreto di non portare a termine l'opera entro i termini prefissati. D'altra parte, alla scadenza del 31 marzo sarà necessario anche provvedere alla rendicontazione dei lavori, che dovranno pertanto essere conclusi almeno tre settimane prima, ossia intorno al 10 marzo. E proprio in merito alla rendicontazione subentrano altri misteri relativi ai capitoli di spesa, perlopiù ignoti. Nelle scorse settimane è emersa una variante di bilancio che ha previsto lo spostamento dei fondi 2016 destinati alla riqualificazione della scuola Postiglione verso la realizzazione di un sistema fognario in grado di accogliere le acque piovane e un nuovo impianto elettrico per la presenza sull’arenile, in futuro, di alcune attività commerciali, per un ammontare complessivo di 250mila euro.Va precisato che per Postiglione nel piano triennale opere pubbliche sono stati stanziati 550mila euro, una cifra imponente per un'opera che in effetti richiede un esborso importante, ovviamente a carico dei cittadini stabiesi, in ragione di una serie di errori progettuali risalenti al passato. Ma tra le stanze di Palazzo Farnese l'agitazione cresce e con essa anche il timore di non poter dare riscontro nei fatti alle promesse sbandierate ai quattro venti durante la campagna elettorale e persino nei giorni scorsi. Il sindaco Antonio Pannullo sa di giocarsi gran parte della sua credibilità e, di pari passo con l'assessore all'Urbanistica Pino Rubino, sa che su questo fronte non sono ammessi alibi e che i lavori dovranno essere portati a termine senza lasciare nulla di intentato. L'ultima riunione della Commissione Urbanistica ha raggiunto picchi di tensione che finora questa amministrazione non aveva ancora avvertito e intanto l'opposizione incalza minacciando persino di rivolgersi all'Anac in assenza di una precisazione esaustiva attestante la liceità di quanto operato. Pare addirittura che l'amministrazione sia pronta a chiedere una proroga alla Regione qualora dovessero prefigurarsi le condizioni per il mancato completamento dei lavori entro le scadenze fissate, circostanza non lontana dal vero considerando anche le piogge annunciate per le prossime settimane che inevitabilmente rallenteranno l'attività degli operai. E intanto il brindisi annunciato a cavallo delle festività natalizie, con ogni probabilità, non sarà effettuato neppure in occasione della ricorrenza di San Catello, santo patrono che per gli stabiesi rischia di diventare l'ultimo baluardo a cui appellarsi nella speranza di un miracolo che pian piano sta assumendo sempre più i contorni di un'utopia.

di Giancarlo Esposito STABIACHANNEL

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Milik: "Sono felice, non vedo l'ora di tornare in campo"

14 Gennaio 2017, 12:15pm

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Milik: "Sono felice, non vedo l'ora di tornare in campo"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Arek Milik può rientrare in gruppo. A più di tre mesi dall'infortunio occorsogli in Nazionale con la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro, il giocatore polacco del Napoli si è sottoposto stamane ai ccontrolli del dott. Mariani che lo ha operato a Villa Stuart per la ricostruzione del legamento. Il ginocchio ha reagito bene ai test effettuati nonostante anche una scivolata. Alla fine è arrivato il via libera per tornare in gruppo. "Arek è guarito - ha scritto il Napoli sul proprio profilo twitter - Può tornare ad allenarsi con il gruppo. Bentornato!"

"E sì! Posso allenarmi con la squadra! Sono contentissimo e non vedo ora di tornare in campo, ogni giorno il rientro è più vicino". Arkadiusz Milik esulta così, via Twitter, dopo il via libera del professor Mariani. L'attaccante polacco del Napoli ha superato la visita di controllo a Villa Stuart per il ginocchio operato e potra' tornare ad allenarsi con i compagni per ritrovare la migliore condizione e quindi mettersi a disposizione di mister Sarri. Milik, a inizio ottobre in nazionale, aveva riportato la rottura totale del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro.

E' stato già stabilito il programma che dovrà seguire nei prossimi giorni. "Milik - spiega Alfonso De Nicola, responsabile dello staff sanitario azzurro, a Kiss Kiss - è davvero molto carico. Tra una quindicina di giorni sarà a disposizione di Sarri e poi sarà l'allenatore a decidere quando convocarlo".

Non è da escludere che possa accomodarsi in panchina contro il Palermo. "Posso dire - continua De Nicola - che Arek è un grande lottatore. Già una settimana dopo l'infortunio, faceva le vasche in piscina. Non ha mai smesso di essere atleta. Ora deve abituarsi al contatto fisico e a calciare in corsa. Il merito è innanzitutto del professor Mariani che ormai questo intervento al crociato lo fa quasi ad occhi chiusi. Vengono da tutto il mondo a farsi operare da lui. Vorrei ringraziare il mio staff, Enrico D'Andrea che è il mio braccio destro e il professor Canonico, grazie al quale i calciatori non prendono neanche un grammo di peso. Non dimentico ovviamente i nostri terapisti che si dedicano totalmente ai calciatori".

TELECAPRISPORT

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SEZ. RICETTE PIZZA NAPOLETANA A CURA DI MORENA MOTTA

14 Gennaio 2017, 12:14pm

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SEZ. RICETTE PIZZA NAPOLETANA A CURA DI MORENA MOTTA
Indice della ricetta
Ingredienti per circa 10 pizze
  •  1 litro circa di acqua
  •  50 gr di sale
  •  3 gr di lievito di birra fresco (per il lievito secco è sufficiente 1 gr, anche se nella ricetta originale non andrebbe utilizzato)
  •  1,7/1,8 kg di farina tipo 00

L'impasto originale della pizza napoletana prevede l'utilizzo di soli quattro ingredienti: acqua, farina lievito di birra e sale. Di seguito ne trovate una breve descrizione:

Acqua Non esistono particolari restrizioni, eventualmente si può usare anche l'acqua del rubinetto, le uniche varianti sono la temperatura che deve stare in un range di 20-22 gradi centigradi ed il ph con un valore di 6 o 7. Naturalmente si parla di acqua non gassata (e nemmeno frizzante) assolutamente pulita, che non contiene sostanze o micro-organismi dannosi per l'uomo.

Farina
La farina deve essere di grano tenero 00 di media forza, con un valore compreso tra W 280 e W 320. La scelta di questo ingrediente è fondamentale per avere un buon prodotto finale, i migliori mulini italiani preparano delle farine specifiche per la pizza napoletana, quello che bisogna sapere è che esistono farine forti e meno forti. 
La forza della farina è determinata da una serie di proprietà come il grado di assorbimento dell'acqua e la quantità di proteine (una farina forte ha una maggiore quantità di proteine ed assorbe più acqua).
Per la pizza napoletana in genere si usa una farina di media forza con l'11-12% circa di proteine ma ci sono anche tanti pizzaioli che usano farine molto forti per ottenere lievitazioni più lunghe.

Lievito
E' possibile utilizzare il lievito di birra fresco, oppure quello quello secco/compresso con un grado di acidità basso ed un colore grigio/paglierino, ed un sapore insipido.

Sale
Sale fino da cucina

 

Quantità e dosi

L'unità di misura di riferimento è 1 litro d'acqua, da cui si possono desumere le proporzioni per tutti gli altri ingredienti. Quindi:

  • 1 litro di acqua
  • circa 1,7-1,8 kg di farina (dipende dalla capacità della farina di assorbire più o meno acqua, ricordandosi che una farina più forte assorbe più acqua)
  • 3-5 grammi di lievito di birra (dipende dalla stagione, più caldo meno lievito mentre d'inverno più lievito)
  • 50 grammi di sale (qualcuno ne mette anche 55 grammi, se gradisce un sapore più deciso)

 


Procedimento di impasto

Per impastare è consentito l'uso delle mani o di una impastatrice a doppia velocità a braccia tuffanti o a forcella; la prima consente una migliore aereazione della pasta, ma anche un maggiore surriscaldamento della stessa, col conseguente rischio del disfacimento della maglia glutinica.

In una ciotola oppure nel contenitore di una impastatrice (per chi ne possiede una) versare tutta l'acqua e il sale, mescolando e aspettando che questo si sciolga bene, in maniera da favorire la maturazione dell'impasto.

Fatto questo agiungere una piccola quantità di farina (circa il 10%) ed infine il lievito. Cominciare a girare con un mestolo (con l'impastatrice utilizzare la velocità più bassa) fino a quando il lievito si sarà sciolto, successivamente versare gradualmente la farina, e impastare sempre con il mestolo in modo che questa venga assorbita completamente dall'acqua. Continuare fino a quando la farina non è conclusa e completamente assorbita. Questo processo dovrebbe durare non più di 10 minuti.

Per chi possiede l'impastatrice continuare nuovamente a lavorare l'impasto sempre alla minima velocità per altri 20 minuti circa, mentre per gli altri è giunto il momento di usare le mani, dato che non si riesce più a utilizzare il mestolo.
Con la mano sinistra teniamo ferma la ciotola (conviene sempre tenere una mano pulita, nel caso bisogna aggiungere altri ingredienti) e con la destra cominciamo a impastare.

Il movimento deve essere circolare, prendere l'impasto da sotto, alzarlo, portarlo sopra e schiacciarlo con decisione (ma senza esagerare) con il palmo verso il basso, continuare con questo movimento fino a quando tutta la farina si è assorbita, e la pasta si è staccata dalle pareti della ciotola (nel gergo si dice incordata).

Prepariamo una spianatoia infarinata e trasferiamoci l'impasto, continuando ad impastare con entrambe le mani questa volta, per almeno quindici minuti. il movimento deve essere lo stesso di quello usato nella ciotola ma fatto con due mani, non si deve mai strappare la pasta perché si rovinerebbe la maglia glutinica già formata.

Impastiamo fino a quando questo non assume una consistenza liscia, soffice ed elastica. Al tatto la pasta deve risultare umidiccia ma nello stesso tempo non si deve attaccare alle mani, se immergendo leggermente le dita nella pasta i fori si ricompongono piano piano allora l'impasto è pronto.

Copriamolo con un panno umido e mettiamolo a dimora in un luogo privo di correnti di aria (il vento è il nemico numero uno, in quanto tende a seccarlo formando una crosta superficiale) e se possibile ad una temperatura tra i 24 e 27 gradi centigradi.

Vista l'esigua quantità di lievito usato ci vogliono circa 2 ore prima che l'impasto sia ben lievitato (deve almeno raddoppiare), questa fase della lavorazione nel gergo si chiama puntata, ossia il tempo che passa tra la lievitazione di tutto l'impasto e la formatura dei panetti per le pizze.

Tale tempo, tra le altre cose, consente agli enzimi contenuti nella farina di innescare i processi chimici che trasformano l'amido (carboidrati) in zuccheri semplici e il glutine (proteine) in aminoacidi semplici, questi processi e trasformazioni conferiscono al prodotto finale una grande digeribilità, avendo assolto ad una buona parte del lavoro che altrimenti avrebbe dovuto svolgere il nostro stomaco.

Una volta che l'impasto è raddoppiato possiamo passare alla prossima fase ossia la formatura dei panetti (nel gergo si chiama staglio), il disciplinare della pizza napoletana dice che il peso di uno di essi può variare dai 180 ai 250 grammi (dipende dal diametro del disco di pizza che vogliamo ottenere, in media 30-35 centimetri).

Dotiamoci di una bilancia, pesiamo ogni pezzo di pasta che stagliamo dalla massa e formiamo i nostri panetti arrotolandoli tra le mani, e chiudendolo alla base, riponiamolo in un contenitore per alimenti, che poi deve essere coperto per la successiva fase di lievitazione.

I panetti devono lievitare (nel gergo si chiama appretto) per almeno altre 4 ore che possono diventare anche 6 ore nei periodi più freddi dell'inverno. Al termine questo impasto è utilizzabile per le 6 ore successive.
E' buona regola per un bravo pizzaiolo (e mi riferisco anche a coloro che impastano per passione e non solo per lavoro) prendersi cura dei suoi panetti, ogni tanto è necessario guardare quanto sono lievitati, preoccupandoci all'occorrenza di spostarli in un luogo più caldo se la lievitazione appare troppo lenta o viceversa, metterli in un luogo più fresco quando sono troppo lievitati in relazione alle tempo che resta prima di infornare.


Stesura della pasta

La stesura della pizza e il passaggio nel forno deve avvenire quando il panetto è sufficientemente rilassato e lievitato (il panetto fatto bene lievita più in larghezza che in altezza), ce ne accorgiamo perché esso si fa stendere senza opporre resistenza, un panetto poco "rilassato" tende a ritornare nella posizione iniziale quando si tenta di stenderlo (effetto molla).

Questo passaggio è molto importante perchè oltre a dare la forma alla pizza, viene spinta l'aria contenuta nell'impasto verso il cornicione, in modo che questo aumenti maggiormente di volume e si evita le formazione di bolle nella parte centrale.
Tale procedura andrà realizzata sempre su una spianatoia (coperta con un velo di farina) sfruttando le dita di entrambe le mani, con un movimento che dia l'idea (appunto) di spingere ai bordi l'aria contenuta nell'impasto, premendolo e ruotandolo più volte per ottenere un risultato uniforme. Tenete bene a mente che la parte centrale dovrà essere spessa non più di mezzo centimetro, mentre il bordo dovrà avere un'altezza compresa tra 1 o 2 cm.

Ricordiamo che la ricetta originale non ammette l'uso di alcuno strumento in questa fase, quali mattarelli o macchina a pressa a disco.


Cottura

L'ultima notazione occorre farla per il forno. Una pizza napoletana DOC deve cuocere in un forno a legna, per un tempo di 60-90 secondi ad una temperatura di 485 gradi centigradi. Ovviamente la tradizione impone appunto il forno a legna, ma non tutti se lo possono permettere, pertanto si fanno anche delle ottime pizze nei forni a gas o elettrici capaci di arrivare alle temperature appena indicate. Esistono in commercio dei fornetti progettati e costruiti esclusivamente per cuocere la pizza, i piu conosciuti ed usati sono i Ferrari, e nello specifico il modello G3 Ferrari Pizza Express Delizia G10006 Fornetto davvero molto apprezzato e utilizzato dai pizzaioli "casalinghi". Infatti è sufficiente farlo pre-riscaldare 5 minuti alla massima temperatura, infornare l'impasto e abbassare la temperatura a 2,5 lasciandolo non più di 4/5 minuti, il tempo esatto dipende dal vostro impasto.

La pizza è cotta quando il cornicione e il fondo hanno assunto la tipica pigmentazione a macchia di leopardo, la vera pizza napoletana non ha mai un colore uniforme, quando ciò dovesse accadere è segno di una bassa temperatura del forno e-o di una scarsa maturazione/lievitazione dell'impasto. Non è però ammessa una cottura eccessivamente difforme, è importante ruotare la pizza durante la cottura, in maniera da evitare zone bruciate e altre più crude.

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