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COSTIERA AMALFITANA NEWS Federica de Leo è il primo Carabiniere donna di Amalfi: stamani il giuramento

26 Novembre 2016, 12:07pm

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

COSTIERA AMALFITANA NEWS Federica de Leo è il primo Carabiniere donna di Amalfi: stamani il giuramento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ha giurato fedeltà alla Repubblica oggi, 26 novembre, nella cerimonia nella Scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria "Fava e Garofalo", insieme ai compagni del 135° corso formativo, intitolato al carabiniere Caccamo, medaglia d'oro al valore. Federica de Leo, 23enne di Vettica, è il primo Carabiniere donna di Amalfi e intende proseguire gli studi per diventare maresciallo.

«Il nome mio non fermerà la morte, perché ha giurato fede al tricolor...». Ieri sera sulle note dell'inno alla Virgo Fidelis, patrona dell'Arma dei Carabinieri, un concerto in occasione del giuramento. Stamattina, dalle 9,30 alle 11, la cerimonia, che ha visto protagonisti 482 allievi, presieduta dal generale B. Alfonso Manzo, direttore dell'Istituto studi professionali e giuridico-militari della scuola.

Al termine del giuramento i Carabinieri hanno sfilato nella grande Piazza d'Armi della Caserma, davanti alle massime Autorità civili e militari e ai familiari, giunti in città dalle varie parti d'Italia per apporre personalmente gli Alamari al proprio congiunto.

IL VESCOVADO DI RAVELLO

 

 

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SEZ. DISABILITà NEWS “In vetrina” le realizzazioni delle persone con disabilità intellettive

26 Novembre 2016, 11:41am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITà NEWS “In vetrina” le realizzazioni delle persone con disabilità intellettive
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si chiama “E-Anffas – Idee in vetrina” il progetto con cui l’ANFFAS ha creato la prima piattaforma di e-commerce solidale online, che consente a tutti di visualizzare e scegliere i prodotti realizzati dalle persone con disabilità intellettive nelle proprie strutture, ricevendoli comodamente a casa propria. In tal modo, si acquisterà un pezzo unico, ma si stimolerà anche la creatività, la competenza artistica e artigianale delle persone con disabilità, aiutando la creazione di attività lavorative autopromosse e autosostenute. Il tutto all’insegna del motto “Non pesi, ma risorse produttive” Immagini presenti sull'home page di "E-Anffas" Alcune immagini presenti sull’home page di “E-Anffas” «Anch’io ho il diritto di contribuire alla società, lavorando e mettendo a disposizione le mie capacità!»: così viene presentata E-Anffas: idee in vetrina, la nuova importante iniziativa dell’ANFFAS Nazionale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e a farlo è Serena dell’ANFFAS di Ragusa, una delle persone che ha direttamente contribuito all’elaborazione della Prima Piattaforma Italiana di Autorappresentanti, rete, quest’ultima, che, come abbiamo ampiamente riferito nelle scorse settimane, ha l’obiettivo di garantire uno spazio di partecipazione concreto e costante alle persone con disabilità intellettiva, offrendo loro supporto, formazione/informazione e aiuto tra pari, per la difesa e tutela dei loro diritti. Ma che cos’è esattamente E-Anffas? «Si tratta – spiegano dall’Associazione promotrice – della prima piattaforma di e-commerce solidale online, una vera e propria vetrina interattiva, realizzata grazie anche al contributo di UniCredit Banca-Universo Non Profit, Ente che valorizza il contributo attivo e produttivo delle persone con disabilità intellettive. In pratica chiunque, d’ora in poi, potrà accedere alla piattaforma in qualsiasi momento, visualizzare e scegliere i prodotti realizzati dalla persone con disabilità intellettive all’interno delle strutture ANFFAS (bomboniere, articoli da regalo, gioielli e accessori, prodotti alimentari) e riceverli comodamente a casa propria, con le adeguate personalizzazioni e attraverso una donazione. In tal modo, i navigatori di internet, non solo riceveranno a casa propria un pezzo unico, ma contribuiranno a stimolare e incoraggiare la creatività, la competenza artistica e artigianale delle persone con disabilità e aiuteranno la creazione di modelli di attività lavorative autopromosse e auto sostenute. Il Progetto E-Anffas è nato infatti e si è sviluppato al motto di “Non pesi, ma risorse produttive”, per promuovere la conoscenza delle potenzialità delle persone con disabilità, nonché delle attività lavorative e di socializzazione. I prodotti realizzati e presenti sulla piattaforma rappresentano la tangibile conferma che, adeguatamente supportate, le persone con disabilità intellettive riescono ad esprimere le loro capacità e potenzialità, anche in campo artigianale e artistico». Al momento sono esattamente venti le strutture ANFFAS e gli Enti a Marchio ANFFAS, distribuiti sull’intero territorio nazionale, dalla Sicilia alla Lombardia, che aderiscono all’iniziativa e oltre duecento i prodotti disponibili sulla piattaforma, ma naturalmente l’auspicio dell’Associazione è che tale numero cresca rapidamente, facendo in parallelo aumentare esponenzialmente il numero di persone con disabilità intellettive in tutta Italia coinvolte in questo ambizioso progetto. «Consigliamo quindi a tutti – concludono dall’ANFFAS – una visita a www.e-anffas.net, per soddisfare la propria curiosità e lasciarsi tentare dagli elaborati in vetrina. Quale modo migliore, poi, per festeggiare il Natale, se non regalando a chi più amiamo un pezzo unico che ha la capacità di creare speranza e inclusione sociale e lavorativa?». Da ricordare infine che il lancio ufficiale dell’iniziativa si avrà nel pomeriggio del 2 dicembre (ore 18.30) a Rimini, in occasione del convegno internazionale ANFFAS Disabilità intellettive e del neurosviluppo: diritti umani e qualità della vita, di cui abbiamo già riferito in altra parte del giornale. (S.B.) SUPERANDO

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SEZ. DISABILITà NEWS A Vela Spiegata verso l’autonomia

26 Novembre 2016, 11:35am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITà NEWS A Vela Spiegata verso l’autonomia
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È per «Superando.it» un motivo di particolare orgoglio essere media partner di un importante appuntamento nazionale in programma per il 2 e 3 dicembre a Cuneo, “a cavallo” della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Infatti, durante il convegno intitolato “A Vela Spiegata. Buone prassi e percorsi di vita delle persone con disabilità”, saranno proprio queste ultime a raccontare ai rappresentanti del Governo, delle Istituzioni e delle Associazioni, ad altre persone con disabilità e alle loro famiglie – come abbiano concretizzato il loro diritto di scegliere dove e con chi vivere, grazie al Progetto “VelA – Verso l’Autonomia”

Sarà Cuneo, quest’anno, una delle “capitali” del nostro Paese, in occasione dell’ormai vicina Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembreprossimo, all’insegna di un appuntamento di respiro nazionale, tutto improntato alla concretezza di un “progetto-modello” destinato a fare scuola in molti altri territori.
E il nostro giornale «Superando.it» è particolarmente orgoglioso di essere il media partner di quell’evento in programma appunto per il 2 e 3 dicembre nella città piemontese, dopo avere seguito in questi anni, passo dopo passo, gli sviluppi del progetto che ne è alla base.
Era infatti il 2014, come avevamo riferito a suo tempo, quando da un tavolo di lavoro che aveva riunito nel territorio del Cuneese gli Enti Locali, le ASL, le Comunità Montane, i Consorzi, i rappresentanti delle Cooperative Sociali e delle Associazioni della Provincia, era nato il progetto denominato VelA-Verso l’Autonomia, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (CRC) e attuato dal Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino. «Un progetto – avevano spiegato Cecilia Marchisio e Natascia Curto dell’Università di Torino – le cui azioni si muoveranno per costruire percorsi di Vita Indipendente basati sul classico principio del movimento internazionale delle persone con disabilità Niente su di Noi senza di Noi e caratterizzato dall’essere, tramite il coinvolgimento delle persone con disabilità intellettiva e delle loro famiglie, una vera iniziativa di sviluppo di comunità. Intendere infatti i giovani con disabilità intellettiva come propri cittadini a pieno titolo è un modo di promuovere la Vita Indipendente che si costruisce facendo crescere la comunità, perché una comunità che diventa capace di sostenere la Vita Indipendente di chi al proprio interno è in difficoltà è una comunità dove tutti stanno meglio».

Da quei primi passi si è arrivati poi alle splendide storie di Davide e Matteo, due giovani con sindrome di Down, dei quali avevamo avuto il piacere di raccontare le “vite nuove”, coincidenti con il loro approdo a una nuova casa in cui andare a vivere.
E a seguirne il percorso di costruzione dell’autonomia vi è stata anche una web serie, intelligente iniziativa voluta per arrivare a un pubblico diverso da quello degli addetti ai lavori, diffondendo in tal modo i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, e in particolare l’articolo 19 (Vita indipendente ed inclusione nella società), che sottolinea, com’è noto, il diritto per tutti di scegliere dove e con chi vivere.

Ora quel progetto è arrivato alla sua conclusione e a raccontare a tutto il Paese come i loro diritti all’inclusione abbiano potuto trovare reale sostanza, saranno proprio lepersone con disabilità che ne sono state protagoniste.
Lo faranno, come detto, venerdì 2 e sabato 3 dicembre al Teatro Toselli di Cuneo, durante il convegno intitolato A Vela Spiegata. Buone prassi e percorsi di vita delle persone con disabilità, di fronte a una platea d’eccezione, alla presenza di ben due rappresentanti del Governo, Enrico Costa, ministro agli Affari Regionali e Andrea Olivero, viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, insieme ad altri autorevoli esponenti istituzionali, quali i senatori Nerina Dirindin, Ignazio Angioni e Patrizia Manassero, i deputati Chiara Gribaudo e Giovanni Monchiero, numerosi operatori e amministratori locali ed esperti esponenti del mondo associativo, quali Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), Marco Espa, presidente nazionale dell’ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi) e Mario Alberto Battaglia, presidente della FISM, la Fondazione che agisce a fianco dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), a fianco di persone con disabilità provenienti da tutta Italia con i loro familiari.

Ma non solo, la due giorni in Piemonte, infatti, prevede in totale ben quindici ore di lavori, suddivise in tre riunioni plenarie e tre workshop pomeridiani, in cui verranno affrontati numerosi temi di stringente attualità, dal “Dopo di Noi” al sostegno alle famiglie e ai caregiver (gli “assistenti di cura”), dal diritto alla personalizzazione e alla co-progettazione dei percorsi di vita indipendente, fino all’inclusione lavorativa.
E nella mattinata del 3 dicembre anche il primo incontro nazionale dei Comitati Regionali per l’Attuazione della Legge 162/98, la norma che ha innescato lo sviluppo della personalizzazione e della co-progettazione nel sociale, a partire da una Regione come la Sardegna, che ne ha fatto un vero e proprio “modello”, apprezzato in tante altre zone del Paese.

«Il grande interesse che questo convegno sta suscitando, e non solo in provincia di Cuneo – ha dichiarato durante la conferenza stampa di presentazione del 17 novembre scorso Giandomenico Genta, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo – testimonia quanto il tema del sostegno alla disabilità sia oggi di strettissima attualità e profondamente sentito dalle famiglie e dalla società tutta. I tre anni di attività portati avanti con il Progetto VelA si concludono con questo momento di restituzione, ma l’impegno della nostra Fondazione su questi temi continuerà anche nel 2017, con l’obiettivo di sostenere le famiglie e coinvolgere sempre più le Istituzioni del territorio, per far sì che il diritto alla vita indipendente sia davvero per tutti».

Infine, anche una vera e propria “ciliegina sulla torta”, in programma per la serata del 2 dicembre, nel bel mezzo del convegno, vale a dire il concerto, aperto a tutta la cittadinanza, del giovane pianista cieco Ivan Dalia, «talento “destrutturato” che scuote gli stereotipi», come avevamo intitolato un nostro articolo successivo alla sua partecipazione al programma televisivo Italia’s Got Talent e del quale Laura Sandruvi aveva scritto: «Ripensare la disabilità, questo è il messaggio che vedo in Ivan Dalia: non fermarsi sempre davanti a schemi pre-impostati che limitano la condizione di una persona, ma cercare di guardare oltre, più lontano, con l’aiuto di persone che, come lui, hanno già posto il loro sguardo verso un nuovo futuro».
Quella di Cuneo, dunque, sarà un’occasione unica per ascoltare la testimonianza del musicista – attualmente in tournee a New York – e le sue composizioni originali eseguite dal vivo.

(Stefano Borgato) SUPERANDO

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SEZ. DISABILITà NEWS Le donne con disabilità e quelle ferite dimenticate

26 Novembre 2016, 11:30am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. DISABILITà NEWS Le donne con disabilità e quelle ferite dimenticate

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono ancora tanti coloro i quali pensano che il fenomeno della violenza contro le donne – al quale è dedicata oggi, 25 novembre, la Giornata Internazionale – non riguardi le donne con disabilità. E invece proprio queste ultime, discriminate sia in quanto donne, sia in quanto disabili, sono maggiormente esposte ad esso. L’Associazione Differenza Donna ha pubblicato gli atti di un convegno tenutosi a Roma nel giugno scorso (“Ferite dimenticate: prospettive di genere sulla violenza sociale”), nel quale trova ampio spazio anche il tema della violenza nei confronti delle donne con disabilità

Emanuela adora i cavalli. Aveva fatto equitazione per più di dieci anni, e quando il medico le disse che non sarebbe più potuta andare a cavallo a causa della rigidità posturale, determinata dalla sua disabilità motoria (la tetraparesi spastica), è morta una parte di lei. Emanuela, che all’epoca di fatti era minorenne, si è fidata del fisioterapista quando lui le ha proposto una “tecnica di respirazione” che le avrebbe permesso di tornare ad andare a cavallo. La “tecnica di respirazione” in realtà consisteva in rapporti sessuali, ma poiché lei non ne aveva mai avuti, né aveva mai ricevuto un’educazione sessuale, ha assecondato docilmente il suo violentatore. Che si trattava di violenza sessuale lo ha capito solo in seguito, quando ha descritto quella “terapia” alla madre, Paola. «Il fisioterapista che mi aveva abusato me lo sognavo la notte. Era un sogno ricorrente, sognavo che qualcuno mi faceva quello che lui ha fatto a me. Gli incubi sono finiti quando lo hanno condannato», spiega Emanuela che, con il sostegno della madre e un supporto competente (le operatrici dell’Associazione Differenza Donna, gli avvocati e i giudici che hanno impostato e condotto correttamente la causa), è riuscita a dimostrare la propria credibilità, ad affrontare il processo, e a far condannare il suo aggressore. Oggi Emanuela è inserita in un progetto di formazione al lavoro. Quale sia il suo stato d’animo lo racconta lei stessa: «Io con questa formazione lavoro, mi sento in grado di spaccare il mondo. Sento che con questo lavoro [sono in grado] di volare e per me è una cosa fondamentale e quindi questa cosa mi riempie il cuore di gioia. Io non mi fermo alla mia disabilità, io sono altro dalla mia disabilità. Anzi la disabilità per me è una piccola parte di me, nulla, se non hai il cuore non puoi volare, rimani sempre a terra, invece io credo che posso andare dovunque io voglio, pure in carrozzina. Devo ringraziare questa splendida mamma che mi ha aiutato e non voglio più che questo schifo di gente mi metta le mani addosso».

Le testimonianze di Emanuela e della madre Paola sono state raccolte in occasione del convegno Ferite dimenticate: prospettive di genere sulla violenza sociale, tenutosi a Roma il 21 giugno scorso [se ne legga anche la nostra presentazione, N.d.R.], e che è stato realizzato congiuntamente dall’Associazione Differenza Donna e dall’Università del Kent (un’università britannica con sedi in tre nazioni diverse – Regno Unito, Belgio e Francia -, che ha istituito il primo Corso di Laurea in Studi di Genere in Inghilterra). In questi giorni Differenza Donna ha pubblicato gli atti del convegno (che sono distribuiti gratuitamente, e sono reperibili facendone semplicemente richiesta attraverso il sito dell’Associazione), un prezioso documento nel quale trovano ampia trattazione il tema della violenza nei confronti delle donne con disabilità, e quello della tratta delle donne finalizzata allo sfruttamento sessuale, ad opera della criminalità organizzata.

Oggi è il 25 novembre, data in cui ricorre la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, e in tale occasione notiamo che sono ancora tanti coloro che pensano che questo fenomeno non riguardi anche le donne con disabilità. Ciò non solo non è vero, ma queste ultime, trovandosi spesso in una situazione di vulnerabilità socialmente costruita, sono maggiormente esposte ad esso. Per questo motivo è importantissimo parlarne. Nei citati atti di quel convegno, qualche dato numerico lo fornisce Giovanni Travaglino, docente di Psicologia Sociale e delle Prganizzazioni presso l’Università del Kent, quando afferma che si stima che, in Europa, ancora oggi le donne che subiscono violenza siano tra un quarto e un quinto della popolazione femminile, e che il numero raddoppi nel caso delle donne con disabilità, poiché esse sono discriminate sia in quanto donne, che in quanto disabili. Eppure, nonostante questi numeri, questo aspetto del fenomeno è ancora poco conosciuto, e sono poche le Associazioni di settore che se ne occupano. Travaglino ha fatto riferimento ad uno studio che ha coinvolto 415 donne con disabilità, e che «ha dimostrato una connessione fra disabilità motorie, l’isolamento sociale e la probabilità di subire violenza». Oltre all’isolamento sociale, gli altri fattori che espongono le donne con disabilità al rischio di subire violenza, sono la circostanza che queste donne entrino in contatto con tanti specialisti e professionisti, e che, tra i tanti, ce ne possa essere qualcuno che ne approfitti (come nel caso di Emanuela); ls stesse famiglie sono luoghi a rischio; inoltre, alle persone con disabilità viene spesso insegnata la condiscendenza, e va da sé che persone educate in questo modo non siano in grado di identificare/percepire la violenza. E ancora, il quadro è complicato dal fatto che nel caso delle persone con disabilità individuare gli abusi e le violenze può essere veramente complesso: cambiare la disposizione dei mobili all’interno di una stanza, ad esempio, impedisce a una donna con disabilità visiva di muoversi autonomamente all’interno di essa, ma è piuttosto difficile dimostrare – da un punto di vista legale – che quello è un abuso. Spostandoci sul versante sociale, sistemico e culturale, la circostanza che associamo le donne con disabilità al senso di impotenza e vulnerabilità, ci induce ad “insegnare” loro ad essere impotenti e a creare situazioni di dipendenza. Un altro aspetto importante è che difficilmente la relazione tra vittima e abusante si limita a coinvolgere solo queste due persone: solitamente, infatti, c’è anche un’altra persona cheosserva ma non fa niente. Pertanto, se vogliamo sconfiggere la violenza, è fondamentale cambiare questo fattore determinate e per rispondere a problemi del genere è necessario adottare un approccio sociale. A tal fine è stato costituito un network che ha messo insieme diversi partner: l’Università del Kent, l’Associazione Differenza Donna, Solace Women’s Aid di Londra, il CERMI di Madrid, la Regione Lazio, l’Università di Barcellona, un Municipio del Comune di Londra e il Ministero della Salute spagnolo.

Rosalba Taddeini, referente del Centro Antiviolenza per Donne con Disabilità Vittime di Violenza, ha sottolineato durante il convegno di giugno come la maggiore vulnerabilità alla violenza delle donne con disabilità sia costruita culturalmente, perché viene dato per scontato che queste donne non siano in grado di chiedere aiuto, fuggire, o reagire alla violenza; non viene sostenuta la loro individualità e i modi diversi per proteggersi e affermarsi; non vengono offerte loro opportunità di contatto affettuoso, e ciò le rende vulnerabili alle relazioni violente; non vengono educate all’affettività e alla sessualità perché si pensa che non le riguardino; non viene stimolata la loro autostima; su di loro e sui loro corpi prevalgono sentimenti ambivalenti; non sono credute o si minimizzano le violenze subite, lasciandole vulnerabili a ulteriori violenze; si tende a credere che le donne con determinate disabilità, come – ad esempio – disabilità intellettive o malattie psichiatriche, abbiano una sessualità incontrollata o un’incontrollata fantasia, e di conseguenza a ignorare o banalizzare le loro richieste di aiuto. Attraverso lo sportello dell’Associazione Differenza Donna attualmente sono sostenute 35 donne con disabilità, la maggior parte delle quali ha subito violenza sessuale(70%), mentre le altre (30%) hanno subìto maltrattamenti in famiglia, o dai genitori, o dall’ex partner. Un dato interessante è che il 20% delle donne con disabilità intellettive, motorie e sensoriali, accolte e ospitate dall’Associazione Differenza Donna, pur essendo disabili, non hanno fatto alcun percorso di riconoscimento della propria disabilità. Osserva Taddeini: «Esiste un sommerso soprattutto rispetto alle disabilità cognitive e intellettive che, come riferitoci dalle donne, non viene segnalato neppure durante il percorso scolastico dal corpo docente e, se segnalato, i genitori non lo riconoscono per vari motivi».

Molto interessanti sono anche i risultati emersi da una ricerca che ha interessato 16 operatori socio sanitari (60% donne, 40% uomini) e alcuni focus group con donne disabili, risultati che sono stati esposti da Giuseppina Russo, psicologa ricercatrice dell’Associazione Differenza Donna. Vediamone alcuni. Tutti i professionisti coinvolti lavorano con persone (non solo donne) con disabilità cognitiva/intellettiva (63%) o motoria (37%), mentre non è stato indicato nessun caso di disabilità sensoriale. Il 76% degli operatori intervistati ritiene che una donna con disabilità non dica di essere vittima di violenza per vergogna/sensi di colpa, il restante 24% per isolamento. Alla domanda su cosa sia per loro la violenza di genere, hanno indicato le seguenti tipologie: violenza fisica (57%), violenza sessuale (31%), e violenza psicologica (6%). In realtà, come abbiamo accennato, le forme della violenza di genere sono veramente tante (si pensi, ad esempio, alla violenza economica), ma esse non sono percepite da questi operatori che hanno a che fare con persone con disabilità. Indagando quali siano – sempre secondo gli operatori – le donne maggiormente soggette a violenza, emerge come essi abbiano fatto proprio lo stereotipo della debolezza delle donne vittime di violenza, infatti l’81% di essi indica donne deboli, il restante 19% donne con bassa istruzione. Spiega Russo: «Riflettendo su tali dati, emerge una difficoltà a pensare che il fenomeno della violenza sia trasversale e riguardi tutti i livelli sociali. Anch’io che mi occupo del fenomeni potrei essere vittima di violenza. C’è difficoltà a immaginare una donna con disabilità come una donna forte, che abbia un’istruzione, un buon lavoro e realizzata». Agli operatori è stato anche chiesto come, a loro giudizio, le donne con disabilità percepiscano la violenza: l’81% ha risposto che esse non percepiscono la gravità della violenza, mentre per il restante 19%ritiene che vi sia una normalizzazione dei comportamenti. Tutti concordano nell’affermare che vi sia un rischio elevato che le donne con disabilità possano subire maltrattamenti e violenza sessuale, e adducono le seguenti motivazioni: mancanza di difese (56%), mancanza di consapevolezza (25%), negazione della sessualità (6%), altre motivazioni (13%). Un altro dato importante è che l’88% degli operatori interpellati ha già seguito casi di violenza di genere su donne con disabilità. Per gestire queste situazioni, nel 75% dei casi essi si sono avvalsi di un’équipe così composta: l’operatore, un medico, una psicologa che si interfaccia con l’assistente sociale, un infermiere o riabilitatore… ma nessuna persona con disabilità e nessuna rappresentanza delle Associazioniche si occupano di genere.

Gli atti del convegno Ferite dimenticate offrono molti altri spunti, e anche la parte dedicata alla tratta delle donne meriterebbe una riflessione specifica, che in questo spazio però non è possibile. Rimandiamo dunque i Lettori agli atti stessi, per ulteriori approfondimenti, e dedichiamo la parte conclusiva di questo approfondimento a ragionare sul caso di Emanuela, e su alcuni dati e aspetti richiamati in precedenza.

La vicenda di Emanuela ci dà un messaggio di speranza: dalla violenza si può uscire. Ma per uscirne è necessario creare le condizioni. Nel caso in questione, abbiamo la circostanza fortunata di una madre che ha saputo ascoltare e supportare la figlia fino al processo. Ma non è sempre così. Molte madri, infatti, o altre persone presenti in famiglia, davanti alla violenza tacciono, perché essa suscita in loro vergogna o sensi di colpa, oppure perché anch’esse hanno una dipendenza psicologica, o di altro tipo, dall’aggressore. Anche gli operatori talvolta stanno zitti perché non sanno riconoscere la violenza, perché i loro stereotipi li inducono a minimizzarla o negarla, oppure perché non sanno a chi rivolgersi. Chiariamo bene questo aspetto: chi vede una situazione di violenza o abuso, e non fa niente, ha una responsabilità. Una responsabilità diversa da quella dell’aggressore, ma comunque una responsabilità pesante, perché lascia impunito l’aggressore e, cosa ancora più grave, lo mette in condizione di reiterare il comportamento violento. Se non riusciamo a modificare questo atteggiamento omertoso – che spesso non è individuale, ma collettivo – non ne verremo fuori. Chi ha che fare con persone disabili deve sapere che la violenza nei loro confronti è possibile, deve conoscere le diverse forme in cui si può manifestare, deve intervenire e chiedere aiuto. Deve anche acquisire che la violenza è un fenomeno trasversale che riguarda tutte le classi sociali e tutte le fasce d’età. Emanuela l’abbiamo resa vulnerabile noi nel momento in cui non ci siamo dati abbastanza da fare perché nelle scuole ci fossero corsi di educazione alla sessualità e all’affettività. La sua impreparazione non le ha consentito di leggere correttamente ciò che stava accadendo. Questo ci conferma che la vulnerabilità delle persone con disabilità – donne e uomini – è socialmente costruita. E la mancanza di educazione alla sessualità e all’affettività ha danneggiato anche l’aggressore, poiché lo ha privato dell’opportunità di apprendereche non si può disporre del corpo altrui (nemmeno di quelli delle donne) senza il consenso della persona interessata, o con l’inganno. Gli stessi giudici, magistrati e avvocati – come tutti – possono essere soggetti a stereotipi e pregiudizi sulle donne e sulle persone con disabilità, tant’è che se Emanuela avesse incontrato un giudice che l’avesse considerata inattendibile solo perché disabile, oppure avesse argomentato che, poiché lei non ha opposto resistenza, era consenziente, non ci sarebbe stato né un processo, né una condanna, pur essendoci – sotto un profilo giuridico – tutti gli strumenti atti a punire chi compie questi reati. Anche nei casi di disabilità intellettiva o di malattie psichiatriche – dove il tema della credibilità è inevitabilmente più complesso – l’atteggiamento non può essere quello di ignorare le richieste d’aiuto: deve sempre essere quello della verifica. Tutti gli attori coinvolti nei percorsi di prevenzione, contrasto e fuoriuscita dalla violenza dovrebbero ricevere una formazione specifica contro gli stereotipi relativi alle disabilità, ai generi, e alle altre diversità. Contemporaneamente occorre agire perché sia i servizi che le strutture antiviolenza vengano resi accessibili e preparati ad accogliere donne con diverse disabilità (fisica, intellettiva, sensoriale e plurima). Abbiamo visto che il 20% delle donne con disabilità accolte dall’Associazione Differenza Donna, pur essendo disabili, non dispongono di una certificazione che attesti questa condizione. Ebbene, ci sono casi in cui la donna con disabilità è in pericolo ed è necessario attivare sin da subito i percorsi e i servizi riservati alle persone con disabilità, senza dover aspettare la certificazione pertinente. Questo fa capire che – poiché le situazioni sono davvero tante e imprevedibili – solo dotando il sistema istituzionale di una flessibilità di cui attualmente non dispone, saremo in grado di dare risposte tempestive ed efficaci. In altre parole, è il sistema a doversi adeguare alle esigenze delle persone, non viceversa. Non si possono affrontare casi di violenza ai danni sulle donne con disabilità, senza che nelle équipe ci siano persone con disabilità e donne competenti sulle tematiche di genere. In sostanza: non si esce dalla violenza nei confronti delle donne con disabilità, senza coinvolgere le donne con disabilità. La loro forza va costruita sostenendole nel divenire competenti e consapevoli, trattandole da soggetti sessuati, e sollecitando la loro partecipazione e autodeterminazione, non solo in relazione alla violenza, ma in qualsiasi altro campo.

a cura di Simona Lancioni SUPERANDO

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Rimosso il primo traliccio della zona collinare di Sorrento

26 Novembre 2016, 10:23am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Rimosso il primo traliccio della zona collinare di Sorrento

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA SORRENTO. Smontato il traliccio che sorgeva dinanzi alla chiesa di Casarlano. Un evento che può considerarsi quasi di portata storica, considerato che erano anni che si attendeva la rimozione di quelle strutture in ferro che deturpano la fascia collinare della penisola sorrentina. La conferma di ciò è anche la presenza di alte personalità della politica presenti a Sorrento per l’occasione. C’era il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, l’amministratore delegato di Terna, Matteo Del Fante, il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo e tutti i primi cittadini della penisola sorrentina e non solo.

La rimozione del traliccio rappresenta solo un passaggio di un più ampio progetto di ammodernamento dell’approvvigionamento di energia elettrica della penisola sorrentina. Interventi, realizzati da Terna grazie anche ai finanziamenti del ministero per lo Sviluppo economico che ha trovato la piena collaborazione della Regione e dei Comuni costieri. Con un accordo di programma sottoscritto con i sindaci dei Comuni di Sorrento, Giuseppe Cuomo e Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani, è stato dato il via, più di un anno fa, alle opere i cui risultati cominciano a diventare evidenti e lo saranno sempre di più nei prossimi mesi.

Lavori che culmineranno con la realizzazione di una nuova stazione elettrica a Sorrento, nella zona del cimitero di via San Renato, lontano dalle abitazioni, servita da due linee da 150mila volt. Un circuito che renderà possibile migliorare le forniture e scongiurare, proprio grazie alla doppia linea, improvvisi blackout. Il progetto è strettamente collegato a quello che prevede la fornitura di energia elettrica all’isola di Capri e il definitivo smantellamento della centrale di produzione a gasolio dell’isola.

MAX SORRENTOPRESS

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COSTIERA AMALFITANA NEWS La frazione Tovere di Amalfi eleva, altre due Dottoresse in pochi giorni

26 Novembre 2016, 09:53am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

COSTIERA AMALFITANA NEWS La frazione Tovere di Amalfi  eleva, altre due Dottoresse in pochi giorniCOSTIERA AMALFITANA NEWS La frazione Tovere di Amalfi  eleva, altre due Dottoresse in pochi giorni

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA  La Frazione si eleva, altre due Dottoresse in pochi giorni. Complimenti a Miriam Tassielli e Teresa Apuzzo e ai loro genitori che tanti sacrifici hanno fatto ma oggi gioiscono per il grande risultato raggiunto dalle proprie figlie. Teresa e Miriam vanno a far compagnia ad altri Dottori e Dottoresse TOVERESI e tutto ció mi rende e certamente rende felici tutti i Toveresi. Avanti così, mai domi, giovani di Tovere ricordando sempre le origini..."chi non ricorda il proprio passato, mal vive il presente e non saprà vivere bene il futuro!". AUGURI di ??

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ALLUVIONE in atto, poi SCIABOLATA ARTICA, Italia nel freezer dal 28 al 30 Novembre

26 Novembre 2016, 09:49am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  ALLUVIONE in atto, poi SCIABOLATA ARTICA, Italia nel freezer dal 28 al 30 Novembre

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Piemonte e Liguria colpiti dall'alluvione, allagamenti, nubifragi e piogge abbondanti anche al Sud, Italia con piogge su tutte le regioni; sembrerebbe un bollettino di guerra, ma non lo è. Una previsione ancora di sette giorni fa si è verificata in tutta la sua drammaticità. Ora il tempo sta cambiando nuovamente. Il weekend si preannuncia asciutto, anche se nebbioso, ma quello che succederà da Lunedì 28 è entusiasmante. Cerchiamo di capire cosa avverrà.
SITUAZIONE - Dopo il maltempo di questi giorni, l'alta pressione delle Azzorre pian piano salirà verso la Scandinavia, da qui richiamerà aria gelida artica che tra Lunedì 28 e Mercoledì 30 si riverserà sull'Italia.
EVOLUZIONE - Da Domenica notte faranno il loro ingresso venti impetuosi di Bora, freddi, che andranno a pulire il cielo su molte regioni, ma che porteranno anche molte nubi, associate a rovesci e temporali su Marche, Abruzzo, Molise, Calabria, Sardegna orientale e Sicilia tra Lunedì e Martedì. Nei giorni successivi l'aria fredda avrà dilagato sull'Italia, molto freddo su molte regioni, ultimi rovesci al Sud. Quota neve fin sopra i 700/1000 metri (!!) sull'Appennino centrale. Bel tempo al Nord.
TEMPERATURE GELIDE - In forte diminuzione a partire dal pomeriggio/sera di Lunedì. Freddo diffuso Martedì 29 con valori massimi di poco superiori ai 7/8° su molte regioni, o addirittura sotto questi valori. Mercoledì mattina risveglio sottozero su tutto il Nord e il Centro, -3° previsti a Roma. Valori massimi sotto i 7/9° su quasi tutto il Centro-Nord.

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL DEL 26.11.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

26 Novembre 2016, 09:43am

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL  DEL 26.11.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
Santi del Giorno
San Leonardo da Porto Maurizio (Sacerdote)
San Corrado di Costanza (Vescovo)
San Silvestro Guzzolini (Abate)

San Banban di Lethglenn (Vescovo)
San Bellino di Padova (Vescovo)
San Siricio (Papa)
Sant'Alipio (Stiliano) lo stilita (Anacoreta)
Sant'Umile da Bisignano (Confessore)
Sante Magnanzia e Massima (Vergini)
Accadde Oggi
1922 - Scoperta la tomba di Tutankhamon (94 anni fa): «Finalmente fatto straordinaria scoperta nella Valle STOP Grandiosa tomba con sigilli intatti STOP Ricoperto tutto fino vostra venuta STOP Congratulazioni». Con questo telegramma...
1942 - Esce nelle sale "Casablanca" (74 anni fa): Poche frasi nella storia del cinema hanno la forza evocativa di «Suonala, Sam. Suona "Mentre il tempo passa"», entrata nel linguaggio comune di artisti, scrittori e persone...
Nati in questo giorno
1939 - Tina Turner (77 anni fa): Conosciuta come la Tigre del rock, è una star della musica mondiale, con più di mezzo secolo di carriera alle spalle e circa 100 milioni di dischi venduti. Nata come Anna Mae Bullock a...
1922 - Charles Schulz (94 anni fa): Fumettista famoso in tutto il mondo per aver creato la striscia a fumetti più popolare di sempre, è nato a Saint Paul, nel Minnesota, e morto a Santa Rosa nel 2000. Dal carattere...
1871 - Luigi Sturzo (145 anni fa): Figura simbolo dell'antifascismo, don Luigi Sturzo fu il teorizzatore e il principale promotore dell'impegno dei cattolici in politica, preparando il terreno ai futuri partiti e movimenti...
1930 - Aldo Biscardi (86 anni fa): Nato a Larino, conduttore televisivo, noto per il programma da lui ideato, “Il Processo di Biscardi”. Fino al 2006 è stato iscritto all’albo dei giornalisti, ha scritto per...
Nati... sportivi
1977 - Ivan Basso (39 anni fa): Nato a Gallarate (in provincia di Varese), è un ex ciclista su strada. Tra i migliori corridori di corse a tappe del primo decennio del terzo millennio, vince due volte il Giro d’Italia...
1991 - Manolo Gabbiadini (25 anni fa): Nato a Calcinate (in provincia di Bergamo), è un calciatore, annoverato tra le giovani promesse del calcio italiano. Nell'agosto 2013 indossa la maglia della Sampdoria, mentre in precedenza...
Eventi Sportivi
1996 - Alla Juve la Coppa Intercontinentale (20 anni fa): La Juventus vince a Tokyo la sua seconda Coppa Intercontinentale, battendo il River Plate per 1 a 0 con un gol all'81° di Alessandro Del Piero. È la Juve allenata da Marcello Lippi, con in...
I Doodle di Google
Pippi Calzelunghe: Pippi Calzelunghe che solleva, con un braccio solo, il suo cavallo bianco a pois neri (che chiama affettuosamente Zietto) e accanto a lei l’inseparabile scimmietta signor Nilsson. È il...
Il Mondo degli Animali
2014 - Pesce Sega (2 anni fa): Il "Pesce sega", nome scientifico Pristis pectinata, appartiene alla famiglia dei Pristidae. Le principali caratteristiche fisiche di questi pesci sono il rostro, un allungamento della...
Scomparsi oggi
2002 - Fernanda Gattinoni (14 anni fa): È stata la stilista delle dive del cinema durante il periodo d'oro della dolce vita romana, fondatrice di una delle case di moda più prestigiose. Lombarda di Cocquio-Trevisago, in provincia di...

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 26.11.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

26 Novembre 2016, 09:32am

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 26.11.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 26.11.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : B. Giacomo Alberione, fondatore Famiglia Paolina (1884-1971), S. Umile da Bisignano, religioso O.F.M. (1582-1637)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 21,34-36.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso;
come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo».

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 26.11.2016 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

26 Novembre 2016, 09:21am

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A CURA DI MICHELE PAPPACODA 

Ultime piogge al Nord e Puglia centro-meridionale. Altrove spesso nebbioso o cielo poco o parzialmente nuvoloso.

 

NORD

Precipitazioni sul Triveneto e Alpi lombarde, ma migliora presto. Nebbie o cielo poco nuvoloso altrove.

Temperature

In calo

CENTRO e SARDEGNA

Foschie o nebbie mattutine sulle zone pianeggianti.

Temperature

In calo

SUD e SICILIA

Ultime piogge e possibili temporali sulla Puglia centro-meridionale, nubi tra Calabria e Sicilia, ma con scarse piogge.

Temperature

Stazionarie.

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