di Federica Galli L’uomo, dopo aver appiccato un incendio e sparato alla donna per futili motivi, aveva poi puntato l’arma contro di sé ferendosi gravemente.
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MORENA MOTTA Da Ape all'opzione donna, modalità per anticipare la pensione, nonostante i requisiti molto rigidi imposti dalla Legge Fornero, esistono. A stilare il vademecum di tutte le forme di anticipo della pensione è il portale www.laleggepertutti.it.
Pensione anticipata ordinaria - Permette di andare in pensione a qualsiasi età ma con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Dal 2018, si legge sul portale, chi va in pensione prima dei 62 anni subisce una penalizzazione dell’1% per ogni anno di anticipo o del 2% se non ha ancora compiuto 60 anni.
Pensione anticipata contributiva - E' possibile fruire della pensione anticipata contributiva se non si possiedono "contributi al 31 dicembre 1995 e - spiega 'La legge per tutti' - per chi opta per il metodo contributivo, o effettua il computo nella Gestione Separata". Consente di andare in pensione a 63 anni e 7 mesi con: – almeno 20 anni di contributi; – un trattamento pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale.
Ape - Il nuovo anticipo della pensione, che dovrebbe entrare in vigore con la Legge di Stabilità 2017, consente di andare in pensione a 63 anni e 7 mesi o meglio con 3 anni di anticipo. "Al contrario della pensione anticipata contributiva, però, le penalizzazioni previste - si legge sul portale - sono più esigue, sino a un massimo del 15% e graduate in base ai mesi di anticipo ed all’ammontare della futura prestazione. Per alcune categorie svantaggiate, come i disoccupati di lunga durata e i lavoratori a rischio esubero, una detrazione coprirà gran parte della penalizzazione".
Salvacondotto- Grazie al Salvacondotto i nati sino al 31 dicembre 1952 possono andare in pensione a 64 anni se hanno: – almeno 20 anni di contributi al 31 dicembre 2012 per le donne; – almeno 35 anni di contributi a 31 dicembre 2012 per gli uomini; – occupati alla data del 28 dicembre 2011. Non sono previste penalizzazioni. Ne possono fruire i dipendenti del settore privato.
Lavori usuranti - Chi ha svolto, almeno per 7 anni, nell’ultimo decennio della vita lavorativa, lavori usuranti o turni notturni (almeno 64 giornate l’anno), può andare in pensione con le vecchie quote. I requisiti previsti variano a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore. Si parte da un’età minima di 61 anni e 7 mesi, da un minimo di 35 anni di contributi e da una quota minima di 97,7.
Opzione donna - Permette, spiega 'La legge per tutti, di andare in pensione: "– con 57 anni e 3 mesi di età, se dipendenti, o con 58 anni e 3 mesi se autonome; – con un minimo di 35 anni di contributi; – previa attesa di una finestra di 12 mesi, se dipendenti, o di 18 mesi se autonome, dal momento di maturazione dei requisiti alla data della pensione". "I requisiti - precisa il portale - devono risultare maturati entro il 31 dicembre 2015 (probabilmente, però, sarà prevista una proroga). In cambio dell’anticipo, il trattamento è calcolato col metodo integralmente contributivo".
Pensione anticipata per invalidità - "Chi possiede un’invalidità pari o superiore all’80% può andare in pensione: – a 60 anni e 7 mesi se uomo; – a 55 anni e 7 mesi se donna. Tale anticipo - conclude 'La legge per tutti' - non è fruibile dai lavoratori pubblici. Inoltre è necessaria l’attesa di una finestra pari a 12 mesi".
FONTE ADNKRONOS
INSERITO DA ANGELA CECERE CINGOLI - Prende a bastonate la figlia di cinque anni e la trascina per i capelli. Condannato a quattro anni di reclusione un padre trentenne. I fatti contestati risalgono a marzo del 2014. Secondo l’accusa un giorno aggredì con un bastone la figlia di cinque anni colpendola sulle braccia e sulle gambe, provocandole estese contusioni ed ematomi. Poi, afferrandola per i capelli, l’aveva strattonata trascinandola a terra fino a strapparle una ciocca di capelli. La bimba fu portata al pronto soccorso dove i medici la sottoposero a tutte le cure del caso per poi dimetterla con una prognosi di 15 giorni. Per questo episodio il padre, un albanese di 30 anni, era accusato di lesioni. L’uomo però, doveva rispondere anche di maltrattamenti in famiglia. Per la Procura, infatti, avrebbe anche maltrattato la moglie, minacciandola di morte, anche con un coltello. Più volte l’avrebbe aggredita tanto che amici e parenti avrebbero notato i segni delle violenze sul corpo. Per l’accusa avrebbe aggredito anche il figlio tredicenne della moglie quando interveniva in difesa della madre e della sorellina. Ieri in Tribunale a Macerata, al termine della requisitoria, il pubblico ministero Stefano Lanari, ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione. Più severa la pena inflitta dal giudice Giovanni Manzoni: quattro anni di reclusione.
LEGGO.IT
25.06.2016 10.57
| Franca Rossi e Andrea Buonocore |
Vico Equense - Incontro urgente questa mattina sui problemi del Poliambulatorio di Moiano. Il Sindaco Andrea Buonocore, accompagnato daFranca Rossi, segretaria del Partito Democratico circolo “Carlo Fermariello” di Vico Equense si è visto con il dottor Giuseppe Boccia, direttore del distretto sanitario. “Erano giunte voci – spiega Franca Rossi - di un’imminente interruzione di alcune attività d’assistenza. Il dottor Boccia, ha fatto rilevare alcune mancanze che potrebbero a breve compromettere la continuità per l’assistenza. Dopo un’ampia discussione, sono state presentate alcune proposte per risolvere le carenze lamentate, percorrendo la via del dialogo e della reciproca collaborazione tra Distretto Sanitario e Comune di Vico Equense. Ci saranno a breve altri incontri per la definizione degli interventi necessari alla piena operatività del Poliambulatorio di Moiano”, conclude la Rossi. Il Circolo del PD alle scorse elezioni comunali ha sostenuto Andrea Buonocore alla carica di Sindaco. Franca Rossi per competenze professionali e impegno politico sui problemi della sanità locale, si è sempre battuta per il potenziamento dell’Ospedale “De Luca e Rossano”, contrastando fin da subito l’ipotesi della realizzazione di un Ospedale Unico a Sant’Agnello. Per impedire il trasferimento il circolo dei democratici ha raccolto oltre 3.500 firme di cittadini.
FONTE VICOEQUENSEONLINE http://vicoequenseonline.blogspot.it/
DI MORENA MOTTA Durante la scorsa notte, una delle prime notti caldissime dell’estate brianzola, gli operatori del 118 sono intervenuti parecchie volte per soccorrere alcune “vittime” della “movida alcolica”, soprattutto giovani e, talvolta, giovanissimi, come nel caso di un 14enne di Bovisio Masciago finito all’ospedale per intossicazione etilica.
Un altro ragazzo 17enne di Monza, dopo aver alzato un po’ troppo il gomito durante lo spettacolo pirotecnico al parco per San Giovanni, è stato trasportato all’ospedale San Gerardo. Stessa sorte per un 52enne di Albiate, per un 23enne di Limbiate e un 29enne di Seregno, tutti ricoverati per intossicazione etilica.
Ad Agrate Brianza, invece, ambulanza e automedica in codice rosso, oltre che i carabinieri, sono intervenuti dopo una segnalazione per una violenta aggressione ad una donna. Una volta sul posto, fortunatamente, hanno appurato che l’episodio era decisamente meno grave del previsto.
M.P. Ogni anno migliaia di turisti italiani (o che parlano l’italiano) visitano la Corsica. La quasi totalità di queste persone arriva nell’isola convinta di visitare una regione della Franciacome un’altra, dove la cultura e la lingua sono semplicemente – e completamente – francesi.
Ignorano che la realtà è un po’ diversa. Ignorano l’esistenza stessa di una lingua còrsa, edignorano quanto sia simile a quella italiana. Cercano di sfoggiare il loro francese, per quanto arrugginito, e prestano la massima attenzione a pronunciare bene Bastià, Calvì e magari addirittura Ajaksiò.
Non si può fargliene una colpa: quasi tutte le guide turistiche, disponibili in Italia come in altri Paesi, dedicano al massimo poche righe alla lingua corsa, agli aspetti identitari e alla storia dell’isola.
In sintesi la Corsica viene presentata come un’isola francese ricca di bella natura, paesaggi incantevoli, salumi, formaggi e vini rosé. Beh… diciamo che è un’immagine parecchio riduttiva. Ed è un gran peccato, soprattutto per gli italofoni, e gli italiani in particolare, la cui storia e la cui lingua sono così legate a quelle di Corsica.
Questo articolo vuole essere dunque un piccolo vademecum per il turista che parla italiano e si trova a visitare la Corsica. Un po’ di informazioni, piccoli suggerimenti e spunti per provareun approccio diverso all’isola e agli isolani, vivere il turismo in Corsica in un modo nuovo, che può risultare un esperimento divertente e utile per entrambe le parti.
Le bandiere o gli adesivi con le teste di moro e le scritte sui muri in una lingua che non è certo francese sono solo i segni più esteriori di un senso di appartenenza forte e radicato.
L’isola vive da tempo tensioni autonomiste e indipendentiste, che sono sfociate anche in atti terroristici nel passato recente. Presenta una realtà politica e sociale complessa e, se capita di affrontare certi temi con la popolazione locale, è bene farlo con la dovuta delicatezza e attenzione. Uno dei passaggi politici epocali per l’isola è avvenuto poco tempo fa, nel dicembre 2015, quando una lista formata da partiti autonomisti e indipendentisti ha vinto le elezioni regionali per la prima volta nella storia, portando ai vertici rivendicazioni culturali, economiche e linguistiche.
L’isola non ha mai fatto parte dello Stato italiano. Politicamente è stata sotto il controllo di Pisa fino alla fine del 1200 e di Genova fino al 1768 quando passò in mani francesi, usata come merce di scambio in un trattato tra Genova e la Francia, interessata a rafforzare il presidio militare nel Mediterraneo. In mezzo le parentesi brevi ma importanti del Regno di Corsica e della Repubblica Corsa fondata da Pasquale Paoli, “U babbu di a Patria”. Questa sua storia ha influenzato fortemente la cultura e la lingua dell’isola, dando un’impronta italica ancora oggi ben visibile. L’esercito dell’Italia fascista occupò l’isola durante la seconda guerra mondiale, scrivendo una brutta pagina di Storia e spingendo la maggior parte della popolazione a schierarsi apertamente a favore della Francia nella guerra contro l’Italia.
E’ importante distinguere dunque tra italianità in senso culturale e linguistico da significati invece politici.
Se notate delle scritte in una lingua che vi sembra molto simile all’italiano, o a uno dei dialetti regionali d’Italia, ebbene siete alla presenza della lingua corsa. Una lingua viva, anche se in difficoltà di fronte all’espansione del francese che da decenni la sta facendo progressivamente arretrare anche nell’uso domestico. Una lingua che i còrsi vogliono mantenere viva, e che l’Assemblea di Corsica, organo di governo della regione, ha votato per rendere co-ufficiale, una volta sciolta la questione di incostituzionalità con la Costituzione francese. Esistono riviste, trasmissioni radio e tv e manifestazioni culturali in questa lingua.
Se vi state chiedendo se è il caso di chiamarla proprio lingua o piuttosto dialetto… sappiate che per la Linguistica non esistono parametri “scientifici” per distinguere l’una dall’altro. Ma sappiate anche che sostanzialmente tutti i Corsi, oggi, si riferiscono ad essa come “lingua”, ed è quindi sensato fare lo stesso.
A nessuno verrebbe in mente di visitare Courmayeur in Valle d’Aosta e pronunciarla “co-ur-ma-iè-ur”. La si legge alla francese, perché è un toponimo francese di una città italiana. Allo stesso modo, i nomi delle città e delle località di Corsica non sono francesi, e nemmeno corsi. Sono toponimi italiani. Questo perché il toscano, ossia il moderno italiano, è stata per secoli la lingua amministrativa, colta e religiosa dell’isola.
Quindi Bastia va pronunciata Bastìa, con l’accento sulla i, Càlvi con l’accento sulla a, e Ajaccio si pronuncia proprio Aiàccio, e così via. Gli stessi còrsi quando parlano francese pronunciano i nomi delle città nella forma originale, “francesizzando” solo Bastia e Ajaccio, le due città maggiori. Le eccezioni sono pochissime: L’Ile Rousse (Isola Rossa), Saint Florent (San Fiorenzo) e Sartène (Sartena) e poche altre hanno visto la francesizzazione del toponimo originale. Ricordate quindi di pronunciare correttamente i nomi dei luoghi, ai Corsi non può fare che piacere.
Per quanto riguarda invece i nomi dei luoghi in lingua corsa, li troverete scritti sui cartelli stradali, generalmente sotto i nomi ufficiali. Su alcuni cartelli capita di vedere il nome ufficiale cancellato, da chi erroneamente lo crede un nome francese o comunque straniero, imposto sull’originale còrso.
Chi pensasse di fare un gran piacere al signor Colombani rivolgendosi a lui come monsieur Colombanì si troverebbe di fronte all’effetto opposto. I cognomi còrsi che vi suonano come italiani… beh possiamo dire che in effetti lo sono. E come tali vanno pronunciati. Anche se si sta parlando in francese; a maggior ragione se si parla italiano.
Potrete notare che molte persone hanno nomi francesi e cognomi italiani, come ad esempio Pascal Marchetti, o Paul Colombani. Ma, soprattutto tra i più giovani, sono diffusi anche nomi còrsi come Stefanu, Paulu, Lesia o Urelianu.
L’unica lingua ufficiale in Corsica, da lungo tempo, è il francese. L’inglese, ormai lingua internazionale anche del turismo, è capito, ma forse qui è meno conosciuto rispetto ad altre località d’Europa.
L’italiano è studiato in molte scuole medie e superiori, ed è conosciuto da molti. Potete provare a chiedere gentilmente se chi è di fronte a voi parla la vostra lingua.
Ma vi suggeriamo anche un altro esperimento, più originale: provare una conversazione mista italiano-còrso.
Le due lingue sono molto simili, anche se non identiche. Per alcuni italiani il còrso può presentare somiglianze ancor maggiori con la parlata della propria città, a seconda della regione da cui si proviene.
Per prima cosa dovete individuare chi parla la lingua còrsa. Purtroppo negli ultimi 20 anni il numero di abitanti in grado di parlare correntemente la lingua si è gradualmente ridotto e non è quindi automatico che la persona che avete di fronte sia in grado di farlo. Un sito web e la relativa app può essere molto utile in questo senso: si chiama Compru In Corsu, letteralmente “Compro in Còrso”. Visitando il sito o installando gratuitamente l’applicazione sul vostro telefono, potrete cercare negozi, bar, ristoranti, dove è certificato che i dipendenti parlino còrso. All’esterno dovreste anche vedere un logo con scritto “Quì si parla corsu!” L’interfaccia non è al momento disponibile in italiano, ma in còrso e francese.
Chiedete prima alla persona se potete “parlà talianu” e farvi rispondere “in corsu”. In caso di risposta affermativa, parlate scandendo bene le parole e non troppo velocemente e… buona conversazione 
In genere l’intercomprensione tra le due lingue è molto elevata. Volete prima sentire come suona il còrso? In questo articolo, un italiano racconta le sue conversazioni miste durante un viaggio nell’isola, e un video ce ne fa ascoltare una: quella con l’amico Pierre-Louis Alessandri della radio RCFM di Bastia.
Siamo giunti alla fine di queste righe, che vogliono essere solo un piccolo spunto per i tanti italiani che visitano l’isola. Qualche indicazione che ognuno deciderà come utilizzare. E forse potrà essere utile per riuscire a vedere, dietro la bellezza dell’isola di Corsica, la bellezza della sua storia e della sua gente.
FONTE http://corsicaoggi.altervista.org/sito/vacanze-corsica-un-approccio-diverso-parla-italiano/
di Federica Galli L’uomo, dopo aver appiccato un incendio e sparato alla donna per futili motivi, aveva poi puntato l’arma contro di sé ferendosi gravemente.

E’ morto all’ospedale di Baggiovara Enrico Guerzoni, il 59enne di San Felice sul Panaro che il primo giugno aveva ucciso a colpi di pistola la vicina di casa Kaun Kamaljit, indiana di 62 anni. L’uomo, dopo aver appiccato un incendio nella palazzina dove abitava nell’appartamento vicino a quello della vittima e aver sparato alla donna per futili motivi, aveva poi puntato l’arma contro di sé ferendosi gravemente. Da quel giorno era ricoverato in condizioni disperate.
TRCTELEMODENA
INSERITO DA ANGELA CECERE Cattiva alimentazione, «basta una dieta corretta» per una bimba svezzata solo da qualche mese. Nell'aprile del 2012, Patrizia Vassallo aveva sette mesi, un addome «ipersviluppato» visibile a occhio nudo. Allo studio Coronella, dove una «dottoressa» la visitò per due volte, la diagnosi fu che «mangiava male» e quindi alla neonata fu prescritta solo una dieta. Il 7 e il 14 aprile del 2012 la piccola Patrizia fu visitata da una finta dottoressa che suggerì alla mamma cosa darle da mangiare. Ai primi di maggio, il ricovero d'urgenza al Santobono e l'intervento, poche ore dopo.Patrizia morì quella notte stessa. L'addome era così gonfio perché aveva una massa tumorale che si estendeva dal collo all'ano. Un lipoblastoma benigno. Lo hanno sentenziato i medici che eseguirono l'autopsia, le cui conclusioni sono drammatiche e fanno rabbia: «Patrizia poteva essere salvata». Sarebbe «bastata» una diagnosi precoce e quindi l'intervento chirurgico, in tempi utili, le avrebbe salvato la vita. Ma andò diversamente perché, a Casal di Principe, in quello studio rinomato al punto da calamitare piccoli pazienti da tutto il Litorale Domitio al Giuglianese, la visitò una donna che medico non era, Ersilia Pignata, con il benestare del marito, il pediatra Angelo Coronella, e la «dieta» le fu prescritta dalla maestra di musica in camice da medico. Lo dice una sentenza, emessa nel dicembre del 2013: marito e moglie sono stati condannati rispettivamente a tre e a sei mesi di reclusione con la condizionale, colpevoli dei reati di esercizio abusivo della professione e sostituzione di persona. Condanna a seguito di un patteggiamento, quello conseguito dal pm Pavani, dinanzi all'allora sezione distaccata del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Indagini della guardia di finanza del gruppo di Aversa, diretto dal tenente colonnello Danilo Toma, portarono alla luce anche altri scenari per i qualisi configura l'ipotesi di omicidio colposo: il dibattimento inizierà a settembre. Archiviata, invece, la posizione di un pediatra del Santobono che pure era finito sotto indagine. Purtroppo, dopo Patrizia, un'altra piccola paziente dei Coronella ha perso la vita, secondo la procura, a «causa della mancata diagnosi e per la sottovalutazione dei sintomi». Asya Bosco aveva tre anni ed è morta nel 2013 per un neuroblastoma al IV stadio «scambiato per un'infiammazione alle vie urinarie». Per questa seconda vicenda, la procura di Napoli Nord ha chiesto e ottenuto la misura ai domiciliari per Coronella e per la moglie. Rispondono di omicidio colposo, esercizio abusivo della professione, sostituzione di persona e violazione dei sigilli dello studio medico: avrebbero continuato ad utilizzare i locali dopo il sequestro preventivo.
LEGGO.IT
25.06.2016 10.47
INSERITO DA ANGELA CECERE TORINO - È morta nella notte, all'ospedale Regina Margherita di Torino, la bimba rom di 11 anni che ieri aveva rischiato di annegare nel fiume Stura, a Torino. La piccola, che viveva nel campo nomadi di strada Germagnano, era rimasta sott'acqua per diversi minuti mentre faceva il bagno, vicino al campo nomadi in cui abitava. Le terapie a cui l'hanno sottoposta i medici per rianimarla si sono rivelate inutili. Sull'accaduto indaga la polizia.
LEGGO.IT
25.06.2016 10.40
M.P. Nella scorsa notte i Poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cava de' Tirreni e dei i Reparti Prevenzione Crimine Campania e Basilicata hanno portato a termine una vasta e incisiva operazione nel territorio di Cava de' Tirreni volta al contrasto della criminalità diffusa, con particolare attenzione ai reati in materia di armi ed esplosivi, nonché di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio del comune metelliano dove, nelle ultime settimane, si erano registrati alcuni episodi delittuosi che avevano inciso negativamente sulla percezione di sicurezza dei cittadiniLattività, fortemente voluta dal Questore Pasquale Errico, è stata eseguita, anche con l'ausilio di unità specialistiche della Polizia di Stato e di un elicottero del Reparto Volo di Napoli con la risposta della Polizia di Stato rivelatasi immediata ed efficace. Infatti, nel corso dell'operazione, sono state identificate decine di persone ed eseguite altrettante perquisizioni.Rinvenute, inoltre, sostanze stupefacenti. Nello specifico ne è stato trovato presso il domicilio di G.A., classe 1988, pregiudicato, un'ingente quantitativo: circa mezzo chilo si hashish suddiviso in cinque panetti, e circa 30 grammi di cocaina suddivisi in tre sacchetti. E stata rinvenuta, inoltre, la somma di 2.300 euro, provente dell'illecita attività di spaccio. Per tali fatti il 28enne è stato arrestato, d'intesa con il sostituto procuratore Federico Nesso, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e messo a disposizione della locale Procura della Repubblica di Nocera Inferiore.Infine, presso l'abitazione di un altro soggetto, sottoposto a perquisizione, tale P. V., è stato trovato e sequestrato munizionamento per armi da sparo che sarà oggetto di accurate analisi balistiche al fine di verificare eventuali comparazioni con recenti fatti
IL PORTICO