SEZ.ECONOMIA Piano contro la povertà educativa, dopo il Jobs Act il Social Act
DI ALESSIA CHIANESE MILANO - Parte il Fondo di contrasto alla povertà educativa dei bambini. Governo e Fondazioni bancarie hanno siglato un protocollo d'intesa per lo stanziamento di 400 milioni in tre anni (130 milioni l'anno a partire dal 2016) "a sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori". L'istituzione del Fondo era prevista dalla legge di stabilità nell'ambito degli interventi contro la povertà.
La legge di stabilità prevede in via sperimentale, per gli anni 2016, 2017 e 2018, l'istituzione del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, alimentato dai versamenti effettuati su un apposito conto corrente postale dalle Fondazioni bancarie. I dati del fenomeno sono del resto allarmanti: in Italia quasi un milione di minori vive in condizioni di povertà assoluta e questa povertà economica è spesso legata anche a una condizione di povertà educativa: le due si alimentano reciprocamente e si trasmettono da una generazione all'altra. Secondo i dati di Save the Children, quasi la metà dei minori in età scolare non ha mai letto un libro al di fuori di quelli scolastici, il 55% non ha mai visitato un museo e il 45% non svolge alcuna attività sportiva.
Il Protocollo d'intesa tra le fondazioni, la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell'economia e il Ministero del lavoro punta quindi a definire le modalità di intervento ed individua le caratteristiche dei progetti da finanziare, le modalità di valutazione e selezione, anche con il ricorso a valutatori indipendenti, e di monitoraggio, al fine di assicurare la trasparenza, il migliore utilizzo delle risorse e l'efficacia delle misure. Alle Fondazioni è riconosciuto un apposito incentivo fiscale, sotto forma di credito d'imposta, pari al 75% dei versamenti effettuati al Fondo per un massimo di 100 milioni l'anno.
Il progetto sarà presentato martedì dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, e dal presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti, in un luogo simbolo, la Biblioteca Collina della Pace, a Borgata Finocchio, un vecchio casale confiscato nel 2004 alla Banda della Magliana.
Giovedì scorso, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, aveva detto che dopo il "Jobs Act" l'Italia ha bisogno di un "Social Act", ovvero di misure di contrasto alla povertà ma anche di un lavoro coordinato sulle politiche attive per il lavoro e quelle sociali, che metta in rete le energie dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali e che si occupi in termini universalistici di tutelare quelle fasce di popolazione che si trovano in condizioni di grande difficoltà.
"Il 2016 è l'anno propedeutico affinché nel 2017 vi sia questo strumento; abbiamo un miliardo dal 2017 - ha annunciato Poletti - per il Piano di contrasto alla povertà. Si potrà incrementarlo: nella Legge di stabilità proveremo ad aggiungere risorse in più al miliardo che già abbiamo e che sarà stabile, lo avremo cioè per tutti gli anni stabilmente in bilancio. Finalmente anche il nostro Paese si predispone ad avere uno strumento universalistico per la lotta alla povertà. Il "Social act" è l'insieme di tutti gli strumenti in campo.
Oggi non c'è una strumentazione integrata, con il nuovo provvedimento questo verrà fatto". In un documento approvato qualche mese fa i presidenti delle Regioni hanno chiesto un incremento progressivo dello stanziamento fino ad arrivare a una copertura annuale a regime di almeno 7 miliardi di euro.
IL MATTINO
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)

















