GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un giorno con Valentina, centro di Modena “vietato” ai disabili Modena. Ci ha guidato Valentina Alice Sodano, 31enne costretta su una carrozzina. Qualche mese fa ha aperto una pagina Facebook: «Piazza Grande invalicabile»
INSERITO DA ANGELA CECERE MODENA “A Modena giro anch’io?”. Questa la domanda che si è postaValentina Alice Sodano, una ragazza 31enne modenese doc, afflitta fin dalla nascita da una malattia molto rara quanto debilitante: la neurofibromatosi.Una disabilità che la costringe a vivere su di una carrozzina elettrica, fatta su misura per lei, che non le ha tolto però né il sorriso, né la voglia di vivere la città come qualsiasi altra ragazza della sua età. Ed ecco l’idea di aprire una pagina Facebook qualche mese fa, in cui recensisce bar, ristoranti e negozi di Modena, tutti analizzati dal punto di vista dell’accoglienza, o meno, per chi come lei versa in condizioni di forte disabilità. Come risponde la nostra città in merito? E’ lei stessa a mostrarcelo attraverso un tour del centro storico geminiano PIAZZA GRANDE Una guida d’eccezione, per scoprire come si vive da disabili all’ombra della Ghirlandina. La prima nota dolente arriva però proprio da qui, da piazza Grande, cuore pulsante della città e teatro prescelto per numerosi eventi, che a Valentina restano di fatto preclusi. «L’Amministrazione comunale organizza diverse iniziative in questa bellissima piazza – dice la Sodano – come i mercatini e gli eventi enogastronomici legati a chef rinomati, ma purtroppo la mia carrozzina non va molto d’accordo con i sampietrini; fatico a muovermi su un tipo di plancito del genere, e così sono costretta a rinunciarvi. Sarebbe bello se si incrementassero eventi di richiamo, anche in altre piazze del centro storico che sono invece per me accessibili, come piazza Mazzini e piazza Matteotti».
Ed è proprio verso piazza Matteotti che ci dirigiamo nel nostro tour, non solo per via dell’accessibilità che il luogo consente a Valentina, ma anche perché qui c’è un ristorante che ha un particolare occhio di riguardo per i disabili. «Questa piazza è ampia ed accessibile, e così arrivare in uno dei miei ristoranti preferiti è davvero facile. L’Officina della Senape è uno dei posti che mi piace di più perché ha tavoli ampi ed alti in cui non fatico a sistemarmi con la carrozzina, che è molto ingombrante».
LA "VASCA" Dall’accessibilità di piazza Matteotti, alla buona “mobilità” della classica “vasca” lungo via Emilia Centro. Qui il passaggio è facilitato in parte dalla protezione offerta dai portici, più difficoltoso invece nei tratti in cui i marciapiedi si fanno stretti, e i gradini diventano un ostacolo sia per proseguire lungo la strada, che per attraversarla. Tutto sommato però, Valentina non si sente di bocciarla in toto: «Lungo via Emilia riesco a muovermi abbastanza bene; non ci sono particolari difficoltà se non nei tratti più stretti o quando devo scendere dal marciapiede per attraversare la strada. Vengo spesso quando posso, perché adoro lo shopping soprattutto di make up e profumi. E “Sephora” è una tappa fissa, non solo perché essendo sotto i portici si raggiunge con facilità, ma perché ha un ingresso ampio dove la carrozzina passa senza problemi».
Buono il passaggio anche lungo due importanti “street” quali via Farini e via del Taglio, come nella neo nata piazza Roma, dove la mobilità per la Sodano è alquanto agevole: «Riesco a percorrere queste vie senza particolari disagi. In via Farini non ci sono dislivelli e i portici aiutano a spostarsi senza pericoli, mentre via del Taglio è ampia e pedonale, e in più la maggior parte dei negozi dispone di ingressi ampi in cui riesco ad entrare molto bene. Piazza Roma poi è bellissima adesso».
LE DIFFICOLTA' Altra nota stonata arriva però da vie più laterali, dove i marciapiedi sono stretti e il passaggio diventa proibitivo per chiunque, a maggior ragione per Valentina. Come via Cesare Battisti. «Questa è una via scomoda da percorrere per me – ammette la Sodano - ma lo diventa ancora di più, perché nonostante sia la sede di una storica libreria, è impossibile muoversi al suo interno. Corridoi troppo stretti tra gli scaffali e nessun occhio di riguardo per chi, come me, è disabile ma ama leggere. Così i libri, sono costretta ad acquistarli solo online
GAZZETTA DI MODENA
28.01.2016 16.47
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)









