CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Badante ruba in sette anni 250mila euro a un anziano di Modena La 50enne chiede scusa, patteggia una pena di quasi due anni ma non restituirà i soldi. Assisteva un modenese 80enne e aveva la firma in banca. Ma prelevava il denaro per sè
INSERITO DA ANGELA CECERE MODENA. Una badante italiana 50enne residente a Modena ha patteggiato una pena ieri in tribunale per la sparizione di ben 250mila euro dal conto corrente di un suo assistito, un ottantenne che abitava in città. La donna si è scusata ma finora non ha restituito nulla di questa ingente somma che ha spillato un po’ alla volta dal conto corrente dell’anziano per accedere al quale aveva la delega. La donna, assistita dall’avvocato Gianfranco Baluganie Gianluca Morselli, si è accordata con il pm Maria Angela Sighicelli per una pena di 1 anno e 11 mesi, pena accolta dal giudice Paola Losavio. Non la sconterà: è stata sospesa perché è incensurata.
La vicenda prende le mosse nel 2014 quando parenti dell’anziano, che abitava da solo in città, hanno iniziato a interessarsi alle sue vicende subodorando qualcosa. Hanno ottenuto la nomina dal tribunale di un amministratore di sostegno. Questi, un avvocato modenese, ha iniziato a guardare nei conti dell’anziano scoprendo ammanchi nel suo conto corrente: le spese effettive non corrispondevano ai prelievi in banca. Alla fine, risultava un ammanco di ben 250mila euro. Ad accedere al conto, oltre al titolare anziano e in difficoltà a muoversi, c’era la sua badante, una donna italiana 50enne, che l’accudiva in tutto, faceva la spesa e o prelevava per i pagamenti delle bollette e di altre commissioni.
Questa assistente non aveva mai dato nell’occhio e ai parenti, che non stanno a Modena, pareva fidata. In realtà, tra lei e l’anziano si era creato un rapporto chiuso e piuttosto opaco. Per questo motivo lei per anni ha potuto gestire il ménage della casa senza che nessuno svolgesse controlli accurati. Soprattutto non ha dovuto rendicontare spese e prelievi con nessuno. Almeno finché non è stata di fato esautorata dal giudice e la gestione domestica dell’ottantenne (morto poco dopo) è passata nelle mani dell’amministratore di sostegno.
La sua dettagliata relazione si concludeva sottolineando il grosso ammanco. Il giudice ha girato il dossier alla Procura che ha avviato uni’inchiesta indagando la badante per furto e circonvenzione di incapace (l’anziano era di fatto relegato all’ambiente domestico). La Procura ha poi deciso di chiedere il rinvio a giudizio della donna. Ieri l’udienza preliminare con il patteggiamento concordato.
La donna non ha mai restituito i soldi, né ha ammesso di averli prelevati. Ha chiesto scusa. La pena prevista è stata sospesa in quanto è incensurata. Per questo, salvo cause civili, per ora non restituirà nulla ai parenti dell’anziano anche perché nessuno si è costituito parte civile.
GAZZETTA DI MODENA
11.12.2015 16.57
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