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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Storia di Concordia Sulla Secchia da una ricerca di Michele Pappacoda

8 Agosto 2015, 08:23am

Pubblicato da www.mikivettica.net

 

 

 

SCRITTO DA MICHELE PAPPACODA Questo è il paese dove vive mia sorella Barbara con il suo marito Antonio e dove io sono stato in visita dal 20 dicembre 2009 al 30 Dicembre 2009 e da precisare che giorno 20 21 è 22 a Concordia Sulla Secchia c'era la neve ed il giorno 25 il fiume Secchia era in piena e i ponti erano tutti chiusi. Ponte Motta, Ponte Uccellino Ponte Pioppa e Ponte San Giovanni, l'unico ponte aperto per raggiungere Concordia Sulla Secchia era il Ponte Sozzigalli.Qui di sotto la storia di Concordia ho messo tre ore per fare questa ricerca e sono contento di aver trovato notizie di storia del paese dove vive mia sorella Barbara mi dispiace non ho trovato foto.

Esistono varie ipotesi sul nome di Concordia, forse la città prese il nome da un accordo fra le città di Parma, Reggio Emilia, ModenaMantova e Ferrara, stipulato nel 1360, che sanciva la deviazione del fiume Po; in virtù di questa alleanza, diedero al paese il nome diConcordia (accordo), situato appunto sulla Secchia. Un'altra ipotesi vede il nome da ricondursi alla Rocca di Concordia, così chiamata a ricordo della "pace e buona concordia con tuti li suoi nemici", ai tempi dei Pico.
Antichità

La provincia modenese fu occupata dal IV al II secolo a. C. da nuove popolazioni provenienti dal Nord Europa, i Celti o Galli. La loro presenza è legata al nome di alcuni luoghi e alla pratica di devozione per gli "alberi sacri". A Concordia possiamo ancora vedere l'albero di Giavarino, sul quale è posta da circa due secoli un'immagine della Madonna.

Anche i romani hanno lasciato numerose tracce della loro secolare presenza nel nostro territorio. Tra queste la Centuriazione, che è un modo per dividere terreni ad angolo retto tramite strade e canali, visibile ancora nelle nostre campagne insieme a numerosi altri reperti. La via Emilia, quella che attraversa la nostra regione e le ha dato il nome, fu voluta dal console romano Emilie Lepido nel 187 a. C., pochi anni dopo la fondazione di Mutina, l'attuale Modena.

La signoria dei Pico della Mirandola

Francesco I Pico, nominato feudatario di Mirandola nel 1311 dall'imperatore Enrico VII di Lussemburgo, ottenne dallo stesso imperatore il permesso di installare sul fiume Secchia alcuni mulini natanti. Concordia fece parte della signoria dei Pico per ben 400 anni, fino al 1711.

La costruzione della prima chiesa dedicata a S.Paolo nel 1396, in località Molinella, segnò il passaggio di Concordia da borgo a comunità. L'intensa l'attività dei mulini natanti nel Secchia sostenne per secoli l'economia del paese. Una testimonianza curiosa di questo periodo è il bosco medievale di Concordia: i reperti, 82 grossi ceppi e 64 tronchi lunghi fino a 9 metri, sono venuti alla luce presso l'oasi naturalistica Val di Sole di Fossa.

Furono i frati Agostiniani di Concordia che fecero costruire un convento nel 1420 nei pressi del bastione Santa Caterina. In quella stessa zona venne costruito un ospitale per i pellegrini e gli infermi. Il convento ospitò il monaco agostiniano Martin Lutero, durante il suo viaggio verso Roma nel 1511, e venne riedificato, dove si trova attualmente, nel 1520. L'antica Rocca di Concordia fu trasformata nel 1450 in un castello con un fossato intorno, mura torri e due bastioni. Il castello venne abbattuto nel 1534. Concordia divenne contea nel 1432 e tra i suoi Conti figura il famoso umanista e filosofo Giovanni Pico della Mirandola. Tra le sue opere ricordiamo “De Homini Dignitate”.

I soldati del papa Giulio II, prima della conquista di Mirandola, distrussero Concordia nel 1510. Ci vollero dieci anni per ricostruire il paese e una nuova chiesa, ancora alla Molinella. A causa delle continue discordie fra i Pico, Concordìa, insieme a Vallalta, Fossa e altre località vicine, divenne stato a sé col diritto di battere moneta. Con diploma imperiale, Concordia nel 1597 venne elevata a marche¬sato e Mirandola città e principato.

Mirandola venne elevata al rango di ducato nel 1617 con Alessandro I Pico. Questo secolo non ha conosciuto solo il dramma della peste (1629-'30) ma anche la visita della regina Cristina di Svezia, ospite nel palazzo ducale, la grande importanza economica e notorietà dell'allevamento del baco da seta e la produzione del filo di seta alla concordiese. In questo secolo vennero realizzati il Convento dei Cappuccini, il palazzo ducale, il palazzo Corbelli (che dal 1861 è sede del municipio) e il canale navigabile Naviglio o Cavana, che collegava via acqua Concordia con Mirandola.

Periodo Estense

La guerra di successione al trono di Spagna coinvolse anche Concordia, che venne assediata e incendiata dai soldati francesi nel 1704. Lo stato dei Pico venne acquistato dal duca di Modena nel 1711 e anche Concordia passò sotto il dominio degli Estensi. Si presenta e si afferma a San Possidonio l'importante famiglia dei Taccoli, di cui rimane testimonianza l'omonimo palazzo.

La ricostruzione del paese e della quarta ed attuale chiesa fu ultimata nel 1713; inoltre vennero tolti i nove mulini natanti, ritenuti principale causa delle alluvioni del Secchia. Dopo trent'anni di inattività, quattro mulini vennero ricollocati nel fiume: Mulino di Sopra, di Mezzo, del Porto, di Sotto o delle Decime, e fatti funzionare fino alla fine dell'Ottocento, quando furono sostituiti dal mulino a vapore nel 1885. Intanto Napoleone aveva occupato l'Italia, si era diffusa ovunque la pratica delle nuove libertà civili portate dalla Rivoluzione Francese (Libertà, Uguaglianza, Fraternità), ma vennero limitate le attività della Chiesa e imposte nuove tasse. Ebbe allora inizio per la nostra comunità un lungo periodo di decadenza.

Risorgimento e Unità d'Italia

Tra i patrioti impegnati nel Risorgimento per l'unità dell'Italia, ricordiamo il carbonaro Don Giuseppe Andreoli, di San Possidonio ma cittadino concordiese, che venne arrestato e condannato a morte nel 1822. A Concordia l'adesione al nuovo Regno d'Italia avvenne nell'entusiasmo generale e fu un concordiese, Federico Crema, ad essere eletto nel 1860 deputato del parlamento italiano nel collegio di Concordia e Rolo. Il cambiamento della forma di governo non portò al popolo gli attesi miglioramenti: si diffuse allora la colorita espressione: "Sòta al duca as magnava pan e sùca, sòta a stì itaìian as magna da can". Quasi certamente di questo periodo è anche la nota filastrocca: "Li galìni ad la Concordia li gà ligà li gambi cun li curde// ròsi".

Dal Fascismo alla Liberazione

Criticare apertamente il regime richiedeva grande coraggio. Si ricorda ancora un muratore, Dante Mantovani, che nell'osteria dell'Elvira a Mulin di Mezzo così cantava: "Quand a cantavan bandiera ròsa /a magnavan di galèt cun la cresta ròsa / adèss chi canta giovinesa / a murèm da la dibulèsa". Anche a Concordia il fascismo sciolse le Associazioni di categoria e quasi tutte le cooperative, sostituite poi con le organizzazioni imposte dal regime. L'amministrazione del Comune fu affidata ad un podestà non eletto ma nominato d'autorità.

Nel 1943 inizia la Resistenza armata nella quale Concordia ricoprì un ruolo dì primo piano nella bassa modenese grazie anche al sostegno della popolazione. Particolarmente tragici gli anni '44 e '45 per la dura repressione contro la Resistenza e i partigiani operata dai tedeschi e dalle brigate nere fasciste. In quell'epoca la scuola era sede della brigata nera, che teneva prigionieri dei parti-giani; alcuni loro compagni, con l'intento di liberarli, sfer¬rarono un attacco, ma l'operazione non riuscì, anche se i fascisti ebbero parecchi caduti. La minacciata distruzione di Concordia fu evitata grazie all'intervento del parroco.

La mattina del 23 aprile 1945 arrivò a Concordia il primo soldato americano su una jeep impolverata: fu accolto dalla popolazione in festa, dai dirigenti del Comitato di Liberazione Nazionale e dai partigiani che sfilavano per le vie del paese: Concordia era finalmente libera. Concordia è stata decorata con medaglia di bronzo al valo¬re militare per i meriti acquisiti durante la Resistenza. Con la Liberazione ritornò la democrazia e iniziò la lenta ricostruzione morale e materiale dopo le ferite della guerra. Il 26 marzo 1946 venne eletto il nuovo consiglio comunale e il sindaco. Con la proclamazione della Repubblica e l'en¬trata in vigore della Costituzione sì completò il cammino verso un'Italia democratica.

Dalla Liberazione ad Oggi

Nel decennio 1951-'61 si registrò un massiccio esodo dalle campagne di Concordia verso zone industriali del Nord Italia, del Centro Europa e dell'America: la popolazione scese da 11.000 a 9.200 abitanti. La ridotta superficie dei poderi non consentiva un adeguato reddito per tutti i componenti della famiglia; erano finiti i grandi lavori di bonifica che assorbivano manodopera bracciantile, mancavano industrie e la crescente meccanizzazione dell'agricoltura richiedeva sempre meno addetti. L'esodo continuerà ma in misura più ridotta e la popolazione del comune si manterrà intorno ai 9.000 abitanti fino agli anni 70, per scendere agli attuali 8.300.

A partire dalla metà degli anni '50, lo sviluppo economico interessa soprattutto attività artigianali e a conduzione familiare. A fianco delle case sono cresciuti piccoli Iaboratori di maglieria e confezioni in cui sono impegnate prevalentemente le donne. SÌ insediano nuove industrie e alcune ampliano la propria attività affermandosi anche in campo nazionale: lampadari, abbigliamento, filati, metanizzazione, elettromeccanica e elettronica. Questo sviluppo ha portato molti immigrati dal Sud dell'Italia. Per favorire la meccanizzazione dell'agricoltura vengono abbattute le piantate - costituite da filari di olmi, pioppi e viti, che per secoli avevano caratterizzato il paesaggio agrario , sostituite da vigneti, frutteti e qualche pioppeto. Vengono rinnovate le stalle, costruiti nuovi caseifici e ampliata la cantina sociale. Inizia la ristrutturazione del centro storico, il commercio si sviluppa e crescono i servizi pubblici e privati

Michele Pappacoda                       mjcheva@live.it

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Novi: anziano narcotizzato e derubato il giorno del suo 82esimo compleanno

8 Agosto 2015, 08:08am

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Novi: anziano narcotizzato e derubato il giorno del suo 82esimo compleanno
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Novi: anziano narcotizzato e derubato il giorno del suo 82esimo compleanno

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Novi (Modena), NARCOTIZZATO e derubato in casa propria il giorno del suo 82esimo compleanno. É allarme a Rovereto di Novi per una truffa odiosa di cui è rimasto vittima mercoledì pomeriggio un anziano residente in via Cesare Battisti. L’uomo è il papà di Susi Longhi, titolare del negozio di scarpe Calzature Loncar sempre in via Cesare Battisti.

Mercoledì pomeriggio Longhi era nel negozio assieme alla figlia e intorno alle 18 si è diretto verso casa, a qualche centinaio di metri di distanza. «Ha visto un uomo che suonava il mio campanello, nella casa a fianco, e gli ha chiesto che cosa volesse – racconta Susi che ha raccolto la testimonianza del padre – l’uomo si è presentato come tecnico incaricato di controllare una fuga di gas».

Pare che il truffatore indossasse una finta divisa e un cappellino e parlasse in italiano. «Ha convinto mio padre ad entrare in casa sua, dicendo che c’era stata una fuga di gas, una cosa gravissima».

Appena entrato in casa il finto tecnico del gas è andato in bagno e ha aperto il rubinetto della doccia, poi deve aver spruzzato nell’aria un gas maleodorante e irritante con una bomboletta.

«Mio padre mi ha detto che si sentiva un odore terribile, non riusciva a respirare e gli bruciava la gola – racconta Susi – la stessa sensazione che ho provato io quando sono entrata in casa più tardi. Mi bruciava la gola, l’aria era irrespirabile».

Dopo aver stordito la sua vittima, convincendolo che c’era una perdita di gas nell’abitazione, il truffatore ha messo in atto l’imbroglio. «Ha chiesto a mio padre di prendere tutti i gioielli e i soldi e metterli in una busta di plastica perchè potevano ossidarsi con il gas». L’anziano, confuso, si ricorda vagamente di aver infilato nella busta di plastica la fede con il brillante e l’orologio d’oro, più ottocento euro.

«Quell’uomo voleva farsi consegnare anche i quadri e altri oggetti di valore – racconta Susi – ma a quel punto mio padre si è arrabbiato e l’ha mandato via, dicendo di tornare il giorno dopo».

Ma ormai era troppo tardi, il truffatore è sparito portando via gioielli e contanti. «Mio padre mi ha chiamato, sono corsa a casa ma era già successo tutto». Forse il malvivente aveva un complice e pare che i due si spostino a bordo di un’auto grigia.

di Silvia Saracino IL RESTO DEL CARLINO

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POSITANO E PRAIANO NEWS Positano temporale d'estate spettaccolari fulmini a mare FOTO

7 Agosto 2015, 19:06pm

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POSITANO E PRAIANO NEWS Positano temporale d'estate spettaccolari fulmini a mare FOTO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Positano temporale d'estate spettaccolari fulmini a mare FOTO Christian Cinque dall'Hotel Flavio Gioia.

POSITANONEWS

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SALERNO E PROVINCIA NEWS SANITA' L'APPELLO ALLA REGIONE PER L'OSPEDALE UNICO

7 Agosto 2015, 18:28pm

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E' stata approvata all’unanimità la delibera del consiglio monotematico sulla sanità. Nel provvedimento, una mozione di indirizzi per la salvaguardia dell’ospedale di Eboli, e la richiesta del potenziamento del Maria Santissima Addolorata, oggetto di ridimensionamento, chiusura di reparti e conseguenziale riduzione della qualità dei servizi. Tale potenziamento dovrà intendersi sia in termini di personale sia di strumentazioni tecnologiche per rilanciare la qualità assistenziale. L’assise ha deliberato la richiesta di un incontro immediato con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca affinchè inserisca tra le priorità del piano di indirizzo sanitario la realizzazione dell’Ospedale Unico della Valle del Sele.
E' stato richiesto inoltre, l’immediato svolgimento di lavori di adeguamento delle cucine dell’ospedale affinchè venga ripristinata l’attività del servizio mensa salvaguardando i posti di lavoro, infine la mozione prevede la costituzione di una commissione speciale sanità senza oneri per il comune di Eboli. Con 24 voti favorevoli e un assente (il consigliere di Forza Italia, Giuseppe La Brocca), il provvedimento è stato quindi approvato all’unanimità. In consiglio comunale erano presenti il direttore sanitario dell’ospedale Rocco Calabrese, rappresentanti sindacali e operatori sanitari, il comitato delle mamme che ha ribadito la propria contrarietà alla chiusura dei reparti di ostetricia e pediatria.Il sindaco di Eboli Massimo Cariello ha sottolineato come le scelte del manager Squillante sugli accorpamenti siano state: “Scelte sbagliate. Ho preso una posizione di netto distacco dalla dirigenza sin da subito-ha detto Cariello. Sul piano locale, ora bisogna mettere da parte le polemiche della campagna elettorale e su questo fronte lavorare insieme. Mi farò interlocutore presso la regione Campania ma chiedo ad Antonio Cuomo e al senatore Franco Cardiello, due rappresentanti nazionali, di essere il nostro braccio operativo. Aspettiamo la nomina del nuovo direttore generale a cui rivendicheremo autonomia gestionale perché chi lo ha fatto in passato ha decretato il declino dell’ospedale di Eboli. Inoltre, avere un direttore amministrativo part time è un ulteriore gap”.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS CAVA VIETRI NOCERA A tutto Indie Folk Rock al Marte di Cava de' Tirreni

7 Agosto 2015, 12:10pm

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SALERNO E PROVINCIA NEWS CAVA VIETRI NOCERA A tutto Indie Folk Rock al Marte di Cava de' Tirreni
SALERNO E PROVINCIA NEWS CAVA VIETRI NOCERA A tutto Indie Folk Rock al Marte di Cava de' Tirreni

INSERITO DA MORENA MOTTA Venerdì 7 agosto a tutto indie con gli Psychopathic Romantics al Marte di Cava de' Tirreni. Nell'ambito del ciclo di appuntamento del “Terrazza MARTE Summer Music”, sul palco della mediateca metelliana saranno protagonisti gli Psychopathic Romantics, band le cui radici geografiche e musicali trascendono la nativa Campania, dal momento che Mario La Porta, aka ‘Dust’, cantante e autore della band, è italo-americano. Nato in provincia di Caserta, cresciuto e formatosi nel Connecticut, Mario si ristabilisce in Italia nel 2005, dove forma la band insieme ai campani Vincenzo Tancredi, Augusto De Cesare e Filippo Santoiemma, motivo per cui nel progetto confluiscono influenze e sonorità d’oltreoceano costantemente intrise di tradizione mediterranea che risalteranno nella serata di venerdi, in cui si esibirà Sara Di Bianco, presente anche in un video della band, con una performance artistica su trampoli, con fuoco e bolle di sapone. La serata avrà inizio alle ore 21.30. Ingresso gratuito. Si consiglia la prenotazione. Per info 089 94485395 - 089 9481133.
FONTE SALERNO TODAY

07/08/2015 13:10

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Incidente mortale sulla via Emilia, la formiginese Simona racconta: "Viva per miracolo"

7 Agosto 2015, 12:03pm

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Incidente mortale sulla via Emilia, la formiginese Simona racconta: "Viva per miracolo"
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Incidente mortale sulla via Emilia, la formiginese Simona racconta: "Viva per miracolo"

INSERITO DA MORENA MOTTA Nell'incidente tra un Tir e due auto lungo la via Emilia tra Rubiera e Reggio, costtao la vita a una donna di 85 anni e il ferimento di due persone, si è salvata la formiginese Simona Mendozzi che racconta: "Ho visto la morte in faccia. Sono riuscita a sterzare in tempo per evitare l'impatto".

MODENA. Una donna di 85 anni è morta e due persone sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto nel pomeriggio sulla via Emilia tra Reggio e Rubiera. Coinvolta una giovane di Formigine, Stefania Mendozzi: racconta di aver visto la morte in faccia.

Un Tir ha tamponato un'auto, finita fuori strada dopo aver urtato una seconda vettura. La Statale è stata chiusa il tempo necessario ai soccorsi, giunti anche con due elicotteri del 118, oltre alla Polstrada, ai vigili del Fuoco e ai tecnici dell'Anas. Poi è stato istituito il senso unico alternato e il traffico è ripreso, ma ancora con rallentamenti per qualche tempo in entrambe le direzioni.

LO SCHIANTO. Sono da poco passate le 17 e i titolari del caseificio – Giulio Lugli ed Elena Ferrari, marito e moglie, titolaridi un caseificio – intuiscono subito la gravità della situazione e si proiettano fuori. Davanti ai loro occhi una scena terribile. Sono i primi testimoni dello schianto: vedono la Lancia Phedra blu violentemente tamponata dal camion Iveco che ha anche agganciato una Fiat Punto nera trascinandola per diversi metri quasi dentro al fossato che fiancheggia la strada. Nel fossato c’è invece la Lancia Phedra: dentro c’è una donna, è nella parte retrostante dell’auto che è completamente schiacciata, mentre altre due persone sono davanti.
Nella macchina solo silenzio. Per loro non possono far nulla, ma prontamente chiamano il 118 ed attivano i soccorsi. Marito e moglie riescono, invece, ad aiutare la donna che è dentro la Fiat Punto, per poi portarla nel punto-vendita affinché possa riprendersi dallo spavento.

VIVA PER MIRACOLO. «Ho visto la morte in faccia, sono viva per miracolo» sono le prime parole della 28enne Stefania Mendozzi, che vive a Formigine (Modena). Come lei stessa racconta deve la vita alla sua prontezza di riflessi: si trovava dietro alla Lancia Phedra quando ha visto la Lancia Phedra con innescata la freccia a sinistra per svoltare probabilmente dentro il piazzale del caseificio («Uno dei due uomini che ho visto nella Phedra – dice Elena Ferrari – mi sembra di conoscerlo come nostro cliente»). Ma soprattutto Stefania vede arrivare pericolosamente il camion e tenta subito di sorpassare a destra la macchina che sta cercando di svoltare. Una manovra che le salva la vita.Nel negozio l’aiutano a liberarsi dei vetri del finestrino che ha addosso, poi sarà trasportata all’ospedale Santa Maria per accertamenti (in serata sarà dimessa). In quegli attimi concitati arriva un’ambulanza che è di passaggio e l’equipaggio presta subito i primi soccorsi.


DISPERAZIONE. «Abbiamo visto anche la disperazione del camionista – aggiungono i titolari del caseificio – che continuava a dire di essersi trovato all’improvviso davanti quelle macchine e di non aver potuto far nulla per evitare l’impatto».

FONTE LA GAZZETTA DI MODENA

07/08/2015 13:03

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Sport News e Sport locale Sentenza choc, radiato il tennista Daniele Bracciali

7 Agosto 2015, 10:40am

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Sport News e Sport locale Sentenza choc, radiato il tennista Daniele Bracciali
Sport News e Sport locale Sentenza choc, radiato il tennista Daniele Bracciali

INSERITO DA MORENA MOTTA Arezzo, 7 agosto 2015 - Durissimo verdetto nei confronti del tennista aretino Daniele Bracciali. Il tribunale federale della Fit lo ha radiato in relazione al caso del tennis scommesse, per lui anche una sanzione di 40 mila euro. Radiato anche il compagno di nazionale Potito Starace, pure lui un volto conosciuto ad Arezzo avendo avuto per club il Blue Team.

La stangata contro Bracciali arriva a conclusione di un procedimento disciplinare «per aver alterato l’esito di alcuni incontri al fine di realizzare guadagni illeciti tramite scommesse». Una motivazione drastica che di fatto cancella Bracciali dal mondo del tennis, Daniele (comunque nella parte finale della sua brillante carriera, è stato anche nei primi 50 del ranking) non potrà più svolgere alcun tipo di attività federale.

La sentenza del tribunale della Fit segue alla svolta del 7 luglio scorso, quando Daniele Bracciali e Potito Starace aveva ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini (in pratica la certezza della richiesta di rinvio a processo) dalla procura di Cremona che ha condotto l’inchiesta sulle scommesse nel mondo dello sport, calcio in primis ma non soltanto. Il tennista aretino è accusato di associazione per delinquere. A suo carico alcune intercettazioni telefoniche nelle quali Bracciali è a colloquio con personaggi inquisiti nel corso delle indagini.

FONTE LA NAZIONE

07/08/2015 11:40

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Comune di Battipaglia, scioglimento prorogato

7 Agosto 2015, 10:37am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Comune di Battipaglia, scioglimento prorogato
SALERNO E PROVINCIA NEWS Comune di Battipaglia, scioglimento prorogato

INSERITO DA MORENA MOTTA Occorre proseguire le “operazioni di risanamento delle istituzioni locali dove sono state riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata”. È con questa motivazione che il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella serata di ieri, la proroga dello scioglimento del Consiglio comunale di Battipaglia. La proposta è stata avanzata dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano. Per il responsabile del Viminale, dunque, non sono ancora mature le condizioni perché possa dirsi completata l’opera della commissione nominata il 7 aprile dello scorso anno.

Lo scioglimento dell’organismo comunale era avvenuto già nel giugno del 2013 a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali, ma all’ordinario commissariamento dell’ente aveva fatto seguito la decisione di nominare una commissione a cui affidare l’incarico per 18 mesi non solo di portare avanti l’ordinaria amministrazione ma anche di porre rimedio alle “forme di ingerenza della criminalità organizzata” che avevano “esposto l’ente locale a pressanti condizionamenti compromettendo il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale”. Con lo stesso decreto

firmato ad aprile 2014 dal Capo dello Stato, sono stati nominati come componenti della commissione straordinaria i viceprefetto Gerlando Iorio e Ada Ferrara, e il funzionario economico finanziario Carlo Picone.

FONTE di Francesco Piccolo LA CITTA' DI SALERNO

07/08/2015 11:37

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Padre disperato rapisce il figlio. Ricerche a tappeto della polizia

7 Agosto 2015, 10:33am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Padre disperato rapisce il figlio. Ricerche a tappeto della polizia
NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Padre disperato rapisce il figlio. Ricerche a tappeto della polizia

INSERITO DA MORENA MOTTA Livorno - Paura e ansia per un bambino di 5 anni, scomparso insieme al padre dalle 15 di ieri pomeriggio, nella zona di Antignano. L’uomo, un ingegnere di 39 anni, si sarebbe allontanato con una scusa insieme al figlioletto facendo perdere le sue tracce. Sono stati gli operatori di assistenza domiciliare incaricati dal Comune, con i quali stavolta era avvenuto l’incontro protetto tra padre e figlio – la coppia di genitori è separata e vivono in case diverse – a dare l’allarme. Pare che l’uomo, con uno stratagemma, abbia chiuso gli operatori in una stanza e che si sia dileguato con il bambino. A quanto si apprende, nessun episodio di questo tipo si era mai verificato in precedenza. L’uomo non si era mai allontanato prima dalla sua abitazione con il figlio, l’unico della coppia, anche se in alcune occasioni si era allontanato da solo da casa, poi ricomparendo.

E’ verosimile che il 39enne abbia preso la sua macchina per sparire con il bambino, si tratta di un Nissan furgonato nv 200 di colore chiaro, probabilmente bianco o grigio. Sull’episodio dalla questura vige il massimo riserbo. Nessuna descrizione né alcuna generalità fornita sull’autore del rapimento. L’uomo è dunque ricercato dalla polizia con l’accusa di sottrazione di minore. La madre, come è facile immaginare, è completamente sotto shock anche perché sembra che nei giorni scorsi l’uomo avesse fatto una specie di volantinaggio nella zona dei Pancaldi con un foglio condito di accuse alla ex moglie, alle forze dell’ordine e agli assistenti sociali. Gli agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Testai, battono palmo a palmo ogni zona alla ricerca della più piccola traccia con l’aiuto delle volanti. Nessun riscontro dalle ricerche al cellulare dell’uomo, che risulta irraggiungibile. Dalla testimonianza di Senia Bacci Graziani, dirigente servizi sociali del Comune, l’ultimo incontro protetto tra l’uomo e il bambino è stato supervisionato non da assistenti sociali ma da operatori esterni dell’assistenza domiciliare incaricati dal Comune, su disposizione del tribunale. L’avvocato dell’ingegnere non rilascia commenti.

FONTE Irene Carlotta Cicora LA NAZIONE

07/08/2015 11:33

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Banda del buco, rapina nella gioielleria "Bulgari" in via Filangieri

7 Agosto 2015, 10:29am

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Banda del buco, rapina nella gioielleria "Bulgari" in via Filangieri

INSERITO DA MORENA MOTTA Agosto, la città si spopola e la banda del buco entra in azione. Rapina alla gioielleria Bulgari di via Filangieri, nel salotto buono della città. Ore 9,30 i proprietari aprono il negozio e staccano l'allarme. I rapinatori sono in attesa e piombano nel negozio da un buco praticato nella parete e in collegamento con le fogne. Sono quattro, armati, con un passamontagna che copre il volto.

Si fanno consegnare l'incasso di giovedì 15 mila euro e prendono gioielli e pietre preziose dalla cassaforte e dalle vetrine (valore da quantificare). I malviventi, dopo aver consumato il "colpo", fuggono da dove sono arrivati, attraverso le fogne. Nel negozio c'erano oslo i due proprietari che non hanno riportato ferite. Scatta la caccia nelle fogne. Al lavoro i carabinieri di Napoli centro de del nucleo investigativo.

FONTE di IRENE DE ARCANGELIS LA REPUBBLICA

07/08/2015 11:29

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