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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Ilva,film F.Antidiossina su inquinamento Domani il primo ciak delle riprese che saranno girate a Taranto

8 Aprile 2015, 10:37am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Ilva,film F.Antidiossina su inquinamento Domani il primo ciak delle riprese che saranno girate a Taranto

TARANTO, 8 APR - Domani il primo ciak delle riprese del film 'Oltre le Nubi' che sarà girato a Taranto su iniziativa del Fondo antidiossina onlus. Avrà come direttore della fotografia e delle riprese Blasco Giurato (ha curato immagini e luci del film premio Oscar Nuovo Cinema Paradiso). Il cortometraggio parla dell'emergenza ambientale e sanitaria a Taranto provocata dalla grande industria, a cominciare dall'Ilva e nasce da un'idea dell'ambientalista Fabio Matacchiera e della giornalista Annagrazia Angolano.

ANSA

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NEWS ITALIA MONDO TOSCANA Stamani incidente sulla superstrada Firenze - Pisa - Livorno in direzione del capoluogo toscano.

8 Aprile 2015, 10:33am

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Incidente sulla superstrada FIRENZE-PiSA-LIVORNO : code tra Montelupo e Lastra a Signa „Stamani incidente sulla superstrada Firenze - Pisa - Livorno in direzione del capoluogo toscano. Alle 8:30 del mattino erano otto i chilometri di coda tra Montelupo Fiorentino e Lastra a Signa. In aggiornamento“

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Scorie nucleari, la decisione nel 2016

8 Aprile 2015, 10:30am

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CAGLIARI. «Prendo atto che tutti i sardi sono contrari alla creazione del deposito unico nazionale delle scorie. Me lo ha ribadito il presidente Pigliaru e il governo terrà conto di questa posizione forte». Lo ha affermato ieri il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, che è intervenuto a Cagliari al convegno sullo sviluppo sostenibile, organizzato dall’Associazione degli ex parlamentari, guidati da Giorgio Carta.

In realtà, sul deposito unico nazionale delle scorie nucleari non è stata presa alcuna decisione e le carte saranno svelate solo nel 2016 dopo la consultazione con i Comuni interessati. Galletti spiega la procedura: «Noi abbiamo elaborato le linee guida e la Sogin, (l’ente statale che si occupa dei rifiuti nucleari, Ndr), ha individuato i siti morfologicamente più adatti. La documentazione è stata inoltrata all’Ispra, (l’istituto pubblico per la ricerca ambientale, Ndr), che ha il compito di rilevare gli elementi di criticità. Alla fine dell’iter la documentazione sarà pubblicata e diventerà di dominio pubblico, a quel punto ci saranno quattro mesi di tempo per la consultazione con i territori».

 

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Galletti a Cagliari

Il presidente del consiglio regionale al ministro dell'Ambiente in Sardegna per un convegno: "Oggi siamo un popolo consapevole e le palesiamo la nostra indisponibilità a farci carico di quella che sarebbe un’altra intollerabile servitù"

 

Mentre il ministro interviene al convegno nella sede della Fondazione Banco di Sardegna, arriva l’eco della contestazione del Movimento «No scorie» e di Sardigna Natzione. Il ministro Galletti riconosce: «La posizione della Sardegna è legittima ma non credo che lo stesso atteggiamento ci sarà in tutta Italia. Alcune zone stanno valutando l’ipotesi di ospitare il deposito delle scorie a patto che non ci siano problemi per la salute, che vengano creati posti di lavoro e centri di ricerca di altissima qualità. Credo che sia legittimo che altre comunità la pensino diversamente da voi». E alla fine salta fuori un enorme punto interrogativo: se la procedura del governo dovesse dare esito negativo che cosa accadrebbe? «In quel caso verrebbe nominato un Comitato interministeriale e sarà il governo a decidere».

Il ministro ha poi affrontato gli altri temi dell’isola: bonifiche, termodinamico e trivellazioni. «A Porto Torres abbiamo fatto cinque conferenze di servizio e ora si terrà l’ultima. Dopo c’è l’impegno a procedere con interventi di bonifica molto importanti su quel sito. Stessa cosa per l’area di Macchiareddu e per il progetto Nuraghe che vale 100 milioni di interventi». Per termodinamico e trivellazioni, Galletti chiarisce che la «legislazione è stringente. Il mio compito si limita alla valutazione di impatto ambientale». L’invito, però, è quello di non dire di No senza discutere il merito delle cose. Tossilo? «Sull’inceneritore non ho competenze, decida la Regione. L’importante per me è che la Sardegna diventi autonoma nella raccolta dei rifiuti sapendo che siamo davanti a un cambiamento epocale di cui si deve tenere conto».

ALFREDO FRANCHINI LA NUOVA SARDEGNA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA VOGHERA Tre gattini gettati nel cassonetto, salvati da una ragazza

8 Aprile 2015, 10:27am

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Nemmeno il rumore degli zoccoli sull’asfalto è riuscito a coprire il miagolio disperato dei micini che ieri mattina sono stati ritrovati da una ragazza, che percorreva la zona a cavallo, in un cassonetto dell’immondizia di strada Castellina a Voghera, lo stesso in cui qualche mese fa i vigili avevano recuperato altri tre gattini. I micini verranno cresciuti dai volontari dell’Enpa e da alcune famiglie che si sono messe a disposizione per svezzarli: «Dal momento che ogni anno in primavera ci ritroviamo in questa situazione- hanno detto ancora dal rifugio- abbiamo lanciato l’appello per trovare persone che ci sostengano con il loro tempo. Quando sono così piccoli, infatti, hanno bisogno di mangiare ogni tre ore e noi volontari la notte non possiamo provvedere alle loro necessità, così forniamo tutto l’occorrente (cure veterinarie comprese) a chi si offre di portarli a casa e seguirli fino al raggiungimento dei sessanta giorni, quando potranno essere affidati».

Serena Simula LA PROVINCIA PAVESE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO LOMBARDIA GAMBOLÒ Frontale a Gambolò, grave 29enne vigevanese

8 Aprile 2015, 10:24am

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GAMBOLO'

ono gravi le condizioni di una delle cinque persone coinvolte nell’incidente di sabato sera a Gambolò.
Laura Fino, 29 anni di Vigevano, dopo l’arrivo al Pronto soccorso dell’ospedale di Vigevano è stata trasferita al policlinico di Milano, per un forte trauma cranico riportato nell’impatto. Le sue condizioni di salute sono costantemente monitorate dai sanitari milanesi. La giovane vigevanese è rimasta coinvolta nello scontro frontale avvenuto sabato sera tra due automobili all’altezza della rotatoria di viale Industria a Gambolò.
Cinque persone sono rimaste ferite e sono state portate al Pronto soccorso dell’ospedale di Vigevano per accertamenti più approfonditi. Le condizioni degli altri quattro coinvolti non sarebbero gravi, mentre per Laura Fino, dopo i primi accertamenti, i medici del Pronto soccorso hanno ritenuto necessario il trasferimento al Policlinico milanese. Sulle responsabilità e la dinamica dell’incidente sono ancora in corso gli accertamenti della polizia stradale. Dopo l’impatto, in una delle due auto, una Bmw, si è anche sviluppato un principio di incendio che è stato spento con un estintore. Lo schianto, poco dopo le 21 di sabato, è avvenuto tra una Bmw e una Peugeot. Un urto particolarmente violento. Sul posto erano stati chiamati anche i vigili del fuoco, ma quando sono arrivati il loro intervento non era più necessario, almeno per quel che rigiarda il principio d’incendio della Bmw. Oltre agli agenti della polizia stradale, in viale Industria sono intervenuti anche i mezzi del 118 di Pavia, la Croce Rossa di Gambolò e di Vigevano.

LA PROVINCIA PAVESE

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS MODENA Il 15enne travolto e ucciso da una moto: lo strazio e gli interrogativi sulla sicurezza

8 Aprile 2015, 10:22am

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La mamma è seduta dentro all’auto della polizia municipale. Dietro la nonna che appoggia la testa sul seggiolino di fronte, per esserle vicina. La mamma ha in mano il cellulare, lo porta all’orecchio e dice tra i singhiozzi «Non c’è più, non c’è più...». Poche parole, un abisso di dolore, la consapevolezza della fine, la morte del figlio, quindici anni.

 

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Piange, guarda dritto lungo viale Italia, è di fronte a quel semaforo che freddamente alterna segnali colorati. È lì, poco prima dell’intersezione sulla destra con via degli Schiocchi, che suo figlio ha perso la vita attraversando in bicicletta. Il papà non c’è, è all’estero, in Francia per lavoro. Ci sono i nonni, ci sono amici e parenti che arrivano e sul posto si rendono conto della tragedia. Mentre la Municipale transenna e ascolta due testimoni, mentre la polizia stradale e la Volante aiutano nei rilievi, lontano, a una quarantina di metri, c’è un telo bianco. C’è una bicicletta fracassata, piegata in due pezzi e poi quel telo che spara bianco sotto al sole pomeridiano del lunedì di Pasqua. Matteo Testoni è sdraiato sull’asfalto, il telo gli copre i pantaloncini corti, le scarpe da ginnastica, la maglietta con le maniche corte.

Era una giornata di festa ed era stato a casa di un suo amico, un suo compagno di scuola delle Guidotti. Entrambi abitano al villaggio Giardino e si conoscono bene. Il nonno dell’amico spiega: «Matteo era stato a casa nostra assieme a mio nipote poi verso le 16 hanno deciso di prendere la bici e di fare un giro, di andare nei soliti posti in mezzo al verde, a giocare a pallone. E hanno fatto il solito percorso, con l’attraversamento regolato dal semaforo. Hanno fatto il primo tratto, poi c’è la piazzola. Stavano per affrontare il secondo tratto. Mio nipote si è fermato, forse aveva sentito qualcosa, Matteo invece ha attraversato e dopo non c’è stato nulla da fare». In quell’istante è sopraggiunta, procedendo dalla tangenziale e diretta verso via Emilia ovest, una Ducati 900 condotta da I.S., 44 anni, di Mirandola. Con lui, dietro, c’era il figlio di undici anni. La moto ha centrato in pieno la bicicletta col ragazzo che è finito a una trentina di metri dal semaforo mentre la moto è scivolata per una ottantina. Matteo è rovinato sull’asfalto. Per lui nulla da fare. Padre e figlio sono stati portati all’ospedale di Baggiovara: per loro ferite e fratture fortunatamente non gravi.

Per l’addio a Matteo, grande tifoso milanista e beffardamente appassionato di moto, bisognerà aspettare il nulla osta dell’autorità giudiziaria.

STEFANO TOTARO LA GAZZETTA DI MODENA

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS SAN POSSIDONIOCoop Muratori, una corsa per evitare il fallimento

8 Aprile 2015, 10:19am

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SAN POSSIDONIO. Secondo il presidente Mori il debito della Coop Muratori San Possidonio ammonta a 20 milioni di euro, a fronte di cespiti immobiliari che l’azienda non è riuscita a smobilizzare.

E così i 34 lavoratori della storica Coop vivono da settimane nell’ansia: il 15 aprile si terrà l’udienza promossa da un’istanza di fallimento della coop reggiana Arcaland.

 

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«La settimana scorsa l’assemblea dei soci e il consiglio d’amministrazione hanno approvato all unanimità la presentazione di un concordato in bianco – spiega Mario Mori, presidente della Coop Muratori San Possidonio - Non sappiamo ancora quando, precisamente, verrà presentato, perché l’istanza fallimentare della reggiana Arcaland per i 330mila euro che vanta nei nostri confronti è ancora pendente. Se Arcaland prosegue nell’istanza di fallimento entro il 15 aprile dobbiamo presentare il concordato. Altrimenti, se verrà ritirata, abbiamo tempo anche successivamente. La crisi, da noi, si è fatta sentire molto tempo fa, in modo radicale e sostanziale. E se non fosse arrivato il sisma quasi sicuramente il concordato l’avremmo presentato nel 2012. Poi, il terremoto ha creato qualche occasione lavorativa che ha ripartire un po’ l’attività. La cooperativa ha un patrimonio pari a oltre 20 milioni di euro tra terreni e appartamenti. Il debito complessivo è circa pari, ovvero 20 milioni di euro. Se si riuscissimo a vendere i beni della cooperativa non saremmo arrivati a questo punto».

Per salvare la Coop Muratori si parla dell’affitto di un ramo d’azienda tramite l’operazione Sirem che ha consentito il salvataggio della Coop di Costruzioni di Modena.

«Potenzialmente, - prosegue Mori – l’affitto del ramo d’azienda potrebbe preservare i 34 posti di lavoro, ma dipende da quante cosiddette cambiali Errani vengono staccate. Più soldi arrivano, più cantieri ripartono, più le maestranze lavorano. Nel frattempo andranno in cassa integrazione, poi la nuova società deciderà quanti farne lavorare nei cantieri dell’ex cooperativa che attualmente sono dodici. Tutto è legato al sisma: senza quello tante coop non ci sarebbero più».

Intanto, il sindaco Rudi Accorsi ha partecipato all’assemblea della Coop Muratori con tutta la giunta: «Siamo preoccupatissimi per la crisi non solo di questa coope ma dell’edilizia intera – commenta Accorsi – siamo sempre stati al fianco della Coop Muratori e bisognerebbe che ci fosse un maggiore interessamento delle istituzioni. Dal Governo in giù».

Anche i sindacati sono attenti agli sviluppi. «Nei prossimi giorni vedremo come si evolverà l’ipotesi dell’affitto del ramo di azienda – commenta Marcello Beccati di Cgil Fillea – ma anche in quel caso manca un tassello fondamentale: chi mette i soldi per creare un piano industriale serio? Per noi è essensiale capirlo».

SERENA ARBIZZI LA GAZZETTA DI MODENA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO POLICLINICO Cardiologia, inseriti nei pazienti dispositivi medici di “qualità scarsa”

8 Aprile 2015, 10:17am

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Sono tre fogli su carta intestata del Ministero della Salute che hanno per titolo “Raccomandazioni relative alla procedure di fornitura di alcuni dispositivi medici prodotti da Atrium”. Sono fantasmi che ritornano nella Cardiologia del Policlinico, un pezzo della pesante eredità lasciata dalla gestione Modena-Sangiorgi, quella dello scandalo delle sperimentazioni e dell'inchiesta “Camici sporchi”.

I tre fogli dicono questo: l'azienda Atrium non ha rispettato gli standard di qualità. La Food and Drugs Administration statunitense ha scoperto che sono stati prodotti in modo inadeguato con “ripetute violazioni delle buone pratiche di fabbricazione”. La raccomandazione della Direzione generale farmaci è di non utilizzarli, neppure nel caso in cui la Atrium fornisse una nuova certificazione di idoneità.

Si tratta di cateteri, “palloncini” e stent utilizzati in Cardiologia all'epoca dei “trial” medici poi messi sotto indagine: decine di sperimentazioni - un numero esagerato per un reparto di quelle dimensioni - per le quali le aziende pagavano, in vista di un utilizzo pubblicitario dei risultati, ed i pazienti venivano “arruolarti” spesso a loro insaputa, o non erano informati in modo adeguato.

Vuol dire che ancora oggi ci sono pazienti che portano nel corpo dispositivi medici di qualità non garantita.

Quanti sono questi pazienti? Nessuno lo sa. Servirebbe uno studio per ricostruire l'altra storia della vecchia Emodinamica, quella dal punto di vista dei pazienti. Un lavoro non facile, considerando che all'epoca degli arresti e delle perquisizioni - come riferirono testimoni nel reparto - sparirono misteriosamente non solo pacchi di dispositivi medici, ma anche interi faldoni relativi alle sperimentazioni.

Quale rischio corrono questi pazienti?

Difficile dirlo. Né negli Usa, né in Italia sono stati promossi dei recall, cioè il richiamo degli interessati per verificarne le condizioni e procedere, eventualmente, alla sostituzione. Una pratica corrente - ad esempio - nell'industria automobilistica: se si scopre che un pezzo dei freni non è di qualità, tutte le auto vengono richiamate in officina. Non è detto che quel pezzo si rompa sempre, ma nel dubbio lo si cambia. Non è avvenuto per i presidi della Atrium. E a questo punto, c'è da chiedersi se esistano altri casi oltre a quello venuto alla luce nei giorni scorsi.

Sul fatto che si utilizzassero, nei “trial”, anche materiali sperimentali inidonei non ci sono dubbi. Già nei giorni successivi ai clamorosi arresti, quattro anni fa, qualche medico si sfogò raccontando di stent (le “retine” utilizzate per mantenere aperte le coronarie) che si spezzavano, di cateteri malfunzionanti. La chiamavano “ferraglia”. A chi si lamentava, i responsabili del reparto rispondevano di andare avanti, che tutto era autorizzato e regolare. Oggi quei dispositivi, impiantati in persone inconsapevoli, sono come bombe a orologeria. Non si sa quando e se esploderanno, magari mai. Ma il rischio, trattandosi di vite umane, è difficilmente accettabile. Il problema è ben presente fra i medici della “nuova” Cadiologia e della “nuova” Emodinamica del Policlinico, che in questi anni hanno lavorato per ricostruire la credibilità perduta a causa dell'inchiesta.

«Bisognerebbe creare un gruppo apposito, mettere a punto un progetto clinico ed etico: quei pazienti hanno il diritto di sapere e di essere seguiti» commenta un cardiologo. «Ma non è facile programmare un simile lavoro, soprattutto ora» aggiunge.

Dopo il terremoto dell'inchiesta, dopo gli anni della “ricostruzione” dell'immagine e della riorganizzazione, oggi la Cardiologia è alla vigilia di una rivoluzione che distrae un po' tutti gli attori: la nomina di un nuovo primario, in sostituzione di Gioacchino Coppi che nell'emergenza ha accettato di portare il reparto fuori dalle secche in cui era finito a causa di “Camici sporchi”. Un'operazione conclusa con successo, come riconosciuto anche dall'associazione dei cardiopatici “Amici del cuore”.

L'università pare orientata a una scelta esterna, che verrebbe letta come un mancato riconoscimento, se non uno sfregio, alle professionalità interne, che hanno reso possibile la rinascita del reparto. Ma nei corridoi quello che si teme di più, riferito a microfoni spenti, è l'influenza che, sulla scelta del nome, potrebbe avere la professoressa Maria Grazia Modena. Già condannata a quattro anni con rito abbreviato, ma tenuta in grande considerazione dal rettore, che ha voluto mantenerla in cattedra, a insegnare all'università ai futuri cardiologi.

GIOVANNI GUALMINI LA GAZZETTA DI MODENA 

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA CASTELFRANCO Sospetta meningite: ricoverato bambino

8 Aprile 2015, 10:13am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA CASTELFRANCO Sospetta meningite: ricoverato bambino

CASTELFRANCO. Sono stabili le condizioni di salute di un bambino ricoverato al Policlinico di Modena per un caso di sospetta meningite. Il piccolo, che frequenta una scuola a Gaggio di Piano, una frazione di Castelfranco, è stato ricoverato presso la struttura di via del Pozzo e sottoposto agli esami necessari per accertare le possibili cause eziologiche e alle terapie del caso. Trattandosi di un caso di sospetta meningite, è stato attivato il protocollo previsto per la tutela della salute delle persone che sono entrate in contatto con il bambino. Il Servizio Igiene Pubblica e la Pediatria di Comunità dell'Ausl di Modena si sono attivati immediatamente per la ricerca dei possibili contatti a rischio per offrire loro la possibilità di effettuare la profilassi antibiotica. In particolare, sono stati individuati i contatti a rischio nell'ambito scolastico, sono state informate le relative famiglie e il personale.

LA GAZZETTA DI MODENA

 

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 08-04-2015 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

8 Aprile 2015, 10:10am

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SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 08-04-2015 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA 8 aprile 2015 Mercoledì S. Alberto Dionigi
Ottava di Pasqua - P 

 VANGELO (Lc 24,13-35)
Riconobbero Gesù nello spezzare il pane.
Dal Vangelo secondo Luca
Ed ecco, in quello stesso giorno, , due erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto.
Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvo! lti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l'un l'altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.
Parola del Signore.

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