CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS SAN POSSIDONIOCoop Muratori, una corsa per evitare il fallimento

SAN POSSIDONIO. Secondo il presidente Mori il debito della Coop Muratori San Possidonio ammonta a 20 milioni di euro, a fronte di cespiti immobiliari che l’azienda non è riuscita a smobilizzare.
E così i 34 lavoratori della storica Coop vivono da settimane nell’ansia: il 15 aprile si terrà l’udienza promossa da un’istanza di fallimento della coop reggiana Arcaland.
Trattative per l’assorbimento in un’altra impresa o concordato per bloccare entro il 15 l’istanza di fallimento di un fornitore
«La settimana scorsa l’assemblea dei soci e il consiglio d’amministrazione hanno approvato all unanimità la presentazione di un concordato in bianco – spiega Mario Mori, presidente della Coop Muratori San Possidonio - Non sappiamo ancora quando, precisamente, verrà presentato, perché l’istanza fallimentare della reggiana Arcaland per i 330mila euro che vanta nei nostri confronti è ancora pendente. Se Arcaland prosegue nell’istanza di fallimento entro il 15 aprile dobbiamo presentare il concordato. Altrimenti, se verrà ritirata, abbiamo tempo anche successivamente. La crisi, da noi, si è fatta sentire molto tempo fa, in modo radicale e sostanziale. E se non fosse arrivato il sisma quasi sicuramente il concordato l’avremmo presentato nel 2012. Poi, il terremoto ha creato qualche occasione lavorativa che ha ripartire un po’ l’attività. La cooperativa ha un patrimonio pari a oltre 20 milioni di euro tra terreni e appartamenti. Il debito complessivo è circa pari, ovvero 20 milioni di euro. Se si riuscissimo a vendere i beni della cooperativa non saremmo arrivati a questo punto».
Per salvare la Coop Muratori si parla dell’affitto di un ramo d’azienda tramite l’operazione Sirem che ha consentito il salvataggio della Coop di Costruzioni di Modena.
«Potenzialmente, - prosegue Mori – l’affitto del ramo d’azienda potrebbe preservare i 34 posti di lavoro, ma dipende da quante cosiddette cambiali Errani vengono staccate. Più soldi arrivano, più cantieri ripartono, più le maestranze lavorano. Nel frattempo andranno in cassa integrazione, poi la nuova società deciderà quanti farne lavorare nei cantieri dell’ex cooperativa che attualmente sono dodici. Tutto è legato al sisma: senza quello tante coop non ci sarebbero più».
Intanto, il sindaco Rudi Accorsi ha partecipato all’assemblea della Coop Muratori con tutta la giunta: «Siamo preoccupatissimi per la crisi non solo di questa coope ma dell’edilizia intera – commenta Accorsi – siamo sempre stati al fianco della Coop Muratori e bisognerebbe che ci fosse un maggiore interessamento delle istituzioni. Dal Governo in giù».
Anche i sindacati sono attenti agli sviluppi. «Nei prossimi giorni vedremo come si evolverà l’ipotesi dell’affitto del ramo di azienda – commenta Marcello Beccati di Cgil Fillea – ma anche in quel caso manca un tassello fondamentale: chi mette i soldi per creare un piano industriale serio? Per noi è essensiale capirlo».
SERENA ARBIZZI LA GAZZETTA DI MODENA
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