CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS MODENA Il 15enne travolto e ucciso da una moto: lo strazio e gli interrogativi sulla sicurezza

La mamma è seduta dentro all’auto della polizia municipale. Dietro la nonna che appoggia la testa sul seggiolino di fronte, per esserle vicina. La mamma ha in mano il cellulare, lo porta all’orecchio e dice tra i singhiozzi «Non c’è più, non c’è più...». Poche parole, un abisso di dolore, la consapevolezza della fine, la morte del figlio, quindici anni.
In viale Italia dopo l'impatto mortale. Il nonno dell’amico di Matteo: «È un tratto pericolosissimo»
Piange, guarda dritto lungo viale Italia, è di fronte a quel semaforo che freddamente alterna segnali colorati. È lì, poco prima dell’intersezione sulla destra con via degli Schiocchi, che suo figlio ha perso la vita attraversando in bicicletta. Il papà non c’è, è all’estero, in Francia per lavoro. Ci sono i nonni, ci sono amici e parenti che arrivano e sul posto si rendono conto della tragedia. Mentre la Municipale transenna e ascolta due testimoni, mentre la polizia stradale e la Volante aiutano nei rilievi, lontano, a una quarantina di metri, c’è un telo bianco. C’è una bicicletta fracassata, piegata in due pezzi e poi quel telo che spara bianco sotto al sole pomeridiano del lunedì di Pasqua. Matteo Testoni è sdraiato sull’asfalto, il telo gli copre i pantaloncini corti, le scarpe da ginnastica, la maglietta con le maniche corte.
Era una giornata di festa ed era stato a casa di un suo amico, un suo compagno di scuola delle Guidotti. Entrambi abitano al villaggio Giardino e si conoscono bene. Il nonno dell’amico spiega: «Matteo era stato a casa nostra assieme a mio nipote poi verso le 16 hanno deciso di prendere la bici e di fare un giro, di andare nei soliti posti in mezzo al verde, a giocare a pallone. E hanno fatto il solito percorso, con l’attraversamento regolato dal semaforo. Hanno fatto il primo tratto, poi c’è la piazzola. Stavano per affrontare il secondo tratto. Mio nipote si è fermato, forse aveva sentito qualcosa, Matteo invece ha attraversato e dopo non c’è stato nulla da fare». In quell’istante è sopraggiunta, procedendo dalla tangenziale e diretta verso via Emilia ovest, una Ducati 900 condotta da I.S., 44 anni, di Mirandola. Con lui, dietro, c’era il figlio di undici anni. La moto ha centrato in pieno la bicicletta col ragazzo che è finito a una trentina di metri dal semaforo mentre la moto è scivolata per una ottantina. Matteo è rovinato sull’asfalto. Per lui nulla da fare. Padre e figlio sono stati portati all’ospedale di Baggiovara: per loro ferite e fratture fortunatamente non gravi.
Per l’addio a Matteo, grande tifoso milanista e beffardamente appassionato di moto, bisognerà aspettare il nulla osta dell’autorità giudiziaria.
STEFANO TOTARO LA GAZZETTA DI MODENA
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