NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA GROSSETO Trasfusione sbagliata, in due a giudizio
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Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ELSA COPPA Acqua pure dentro il centro sociale di Frigintini. Diversi cedimenti in molte parti della città vicino a corso Sicilia, auto «schiacciata» dalle pietre.
MODICA. In città si contano i danni nel giorno in cui il maltempo ha concesso una tregua. Le abbondanti piogge di problemi ne hanno creati. Vigili del fuoco, Protezione Civile e le varie forze dell'ordine nell'intera giornata di mercoledì sono stati impegnati su ogni fronte. All'Ospedale Maggiore è stato necessario posizionare alcuni secchi per raccogliere la pioggia che si era infiltrata al Pronto Soccorso. Medici, infermieri e i pochi ausiliari disponibili, hanno dovuto “curare” non solo i degenti ma anche le infiltrazioni che hanno raggiunto il corridoio di quella che è la divisione di prima emergenza, peraltro già priva di pannelli ai soffitti.
«C'è un problema da un terrazzo – spiega il direttore sanitario, Piero Bonomo -. Abbiamo segnalato la situazione all'Ufficio Tecnico dell'Asp che dovrebbe ovviare all'inconveniente». A Modica Alta, in una traversa di corso Sicilia, le abbondanti piogge hanno fatto crollare quasi venti metri di muro a secco alto, per un’altezza di alcuni metro. Il muraglione di contenimento di un terrapieno, è finito sopra una fiammante Opel, immatricolata da poche settimane. I massi hanno sfondato la parte anteriore del veicolo compreso il parabrezza. Immaginabile la rabbia dei proprietari. I danni sono considerevoli. L'area interessata è privata. Infiltrazioni anche all'Istituto Comprensivo Piano Gesù di Modica Alta. Nella frazione agricola di Frigintini si è allagato il Centro Sociale.
SARO CANNIZZARO IL GIORNALE DI SICILIA
INSERITO DA ELSA MOTTA COSENZA - Giuseppe Iannicelli, l'uomo assassinato a Cassano allo Ionio nel gennaio del 2014 insieme alla compagna marocchina Betty Taoussa ed al nipotino di tre anni Nicola Cocò Campolongo, aveva manifestato l'intenzione di pentirsi in una lettera inviata alla moglie. Della lettera - scrive la Gazzetta del Sud - avrebbe parlato il fratello di Giuseppe Iannicelli, Battista, agli inquirenti che indagano sulla cosca «degli zingari» operante a Cassano Ionio e le sue dichiarazioni sarebbero agli atti dell'inchiesta che nei giorni scorsi ha portato a 33 fermi eseguiti dalla guardia di finanza. Giuseppe Iannicelli era stato condannato in quanto ritenuto a capo di un gruppo di spacciatori operanti nella Sibaritide. Della lettera, secondo quanto scrive la Gazzetta, gli investigatori non avrebbero, però, trovato traccia.
IL MATTINO.IT

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È caduto da un albero alto di tre metri, riportando una lesione alla colonna vertebrale, che ha determinato il ricovero in ospedale. La vittima non corre pericolo di vita. L’uomo, un 45 anni di Grottaminarda, ieri mattina era intento alla potatura di un albero. Probabilmente alla base dell’incidente un piede messo in fallo sulla scala oppure un capogiro, sta di fatto che l’uomo è finito sul selciato nel giardino di casa sua. Una caduta del tutto accidentale per i carabinieri intervenuti sul posto. Il 45enne è stato quindi trasportato d’urgenza dai sanitari del 118 della Pubblica Assistenza al pronto soccorso dell’ospedale di Ariano Irpino e poi trasferito in un centro più attrezzato per casi del genere. Si è fatto ricorso all’eliambulanza per evitare che la colonna vertebrale potesse subire altri colpi mediante il traporto con ambulanza.
IL MATTINO.IT

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Gip presso il Tribunale di Napoli Quatrano, ha pronunziato sentenza nei confronti dei 38 imputati che avevano optato per la definizione del giudizio con il rito abbreviato, nell’ambito del processo “Tabula Rasa”, assolvendo tutti gli Sparandeo, ritenuti dall’accusa capi promotori ed i presunti partecipi, dal reato di Associazione Mafiosa di stampo camorristico, associazione finalizzata allo spaccio e associazione finalizzata alle rapine, affermando la penale responsabilità solo per alcuni dei coimputati per il delitto di cui all’art. 73 DPR 309/90, con esclusione dell’aggravante dell’ingente quantitativo e dell’aggravante del metodo mafioso di cui all’art. 7 legge 203/91, nei confronti dei quali sono state inflitte pene da 6 mesi a 6 anni In particolare hanno riportato condanne Russo Mario, Sparandeo Corrado, Romano Luigi, Botticelli Mirco, Norice Francesco, Milo Mario, Sestile Luigi, Baiano Giancarlo (applicazione della continuazione perché già giudicati dal Tribunale di Benevento). Sono stati impegnati nella difesa degli imputati tra gli altri gli avvocati Antonio Leone, Vincenzo Sguera, Domenico Dello Iacovo, Alberto Simeone, Dario Vannetiello e Grazia Luongo.
IL QUADERNO.IT

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI, 20 FEB - In uno scontro tra un'auto e un trattore agricolo è morto il conducente del mezzo agricolo. Il fatto si è verificato sulla strada statale 6 Casilina, nel comune di Tora e Piccilli, in provincia di Caserta, dove l'Anas ha istituito provvisoriamente un senso unico alternato. Il personale dell'Anas e i Carabinieri sono presenti sul posto per la gestione della viabilità, per completare i rilievi e ripristinare la circolazione il prima possibile.(ANSA).

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA CASERTA, 20 FEB - Due falsi dentisti, conosciuti al fisco non come medici, ma come occasionali vigilantes o buttafuori operanti in vari locali, sono stati scoperti e denunciati dalla Guardia di Finanza di Caserta per esercizio abusivo della professione. I falsi professionisti di 30 e 44 anni operavano in due studi del capoluogo (nelle frazioni di San Benedetto e San Clemente) con tanto di targhe all'ingresso, reception e sale d'attesa, forniti inoltre dei macchinari più sofisticati.
ANSA
INSERITO DA ELSA COPPA Pantaleone Mancuso, 53 anni, detto Zio Luni "L'ingegnere", esponente di spicco dei Mancuso, una 'ndrina di Limbadi e Nicotera che opera nel settore del traffico internazionale di sostanze stupefacenti e considerata dagli organi investigativi come la cosca più potente della Calabria sita ed operante in provincia di Vibo Valentia, è stato estradato questa mattina a Roma da Buenos Aires. Accusato di duplice tentato omicidio e associazione mafiosa, il boss era stato arrestato in latitanza lo scorso agosto a Puerto Ignazù, in Argentina, mentre stava cercando di oltrepassare il confine con il Brasile a bordo di un pullman. Ad accompagnare Mancuso in Italia con un volo di linea dell'Alitalia partito da Buenos Aires ed atterrato questa mattina a Fiumicino, funzionari dell'Interpol. Le manette ai polsi, un giaccone lungo indossato sopra una tuta di colore azzurro, il boss, dopo il foto segnalamento e la notifica dell'arresto avvenuta negli uffici della Polizia Giudiziaria del Leonardo da Vinci, ha quindi lasciato lo scalo con un cellulare della Polizia Penitenziaria ed è stato condotto nel carcere romano di Rebibbia.
Pantaleone Mancuso era ricercato dallo scorso aprile, quando nei suoi confronti era scattato il fermo indiziario per il tentato omicidio ai danni di Romana Mancuso e del figlio Giovanni Rizzo (rispettivamente sua zia e cugino). Il boss, detto "l'ingegnere", e il figlio Giuseppe sarebbero i killer che il 26 maggio del 2008 ridussero in fin di vita le due vittime per mettere fine ad una serie di dissidi nati all'interno della stessa "famiglia". Fatti, questi, ricostruiti dagli inquirenti attraverso al testimonianza di Ewelina Pytlarz, ex moglie di un altro cugino di Pantaleone, che da tempo collabora con i magistrati. L'agguato avvenne nella campagna vibonese dove le vittime furono trovate ancora vive, ma massacrate a colpi di Ak47 e pistola. Carabinieri e poliziotti trovarono sul terreno 26 bossoli 7.62, 7 bossoli 9x9 e 2 ogive deformate. Munizioni compatibili con armi calibro 9 e con i kalashnikov. Il successivo ritrovamento di una pistola 9x21 con un colpo in canna, di un serbatoio per Ak 47 e di una pistola Walther 7.65 con matricola punzonata, orientarono i sospetti su "l'ingegnere" e sul figlio, entrambi irreperibili. Giuseppe si rifece vivo solo dieci giorni dopo il tentato omicidio, il padre invece dopo 29 giorni. Fornirono versioni che gli inquirenti ritennero inverosimili, ma le prove a loro carico non erano sufficienti per un'incriminazione immediata. Ad aprile scorso, la testimone di giustizia ha invece consentito di riaprire il caso. Nel frattempo Giuseppe Mancuso era finito in carcere nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano "Grillo parlante 2", mentre il padre si era dato alla macchia. Quando lo scorso agosto è stato arrestato a Puerto Ignazù, in Argentina, "l'ingegnere", secondo gli inquirenti, si stava probabilmente andando in Patagonia dove la "famiglia" è proprietaria di alcuni possedimenti ANSA
INSERITO DA ANGELA CECERE Esce di casa da solo e in pannolino, Elijah Marsh, bimbo di 3 anni, è stato trovato morto per il freddo. Il piccolo è stato per 6 ore a una temperatura di -30 e dopo una lunga sofferenza il suo cuoricino non ce l'ha fatta e si è fermato per sempre.
Alcuni frame di una telecamera condominiale lo hanno ripreso sul pianerottolo, mezzo nudo e al freddo senza che nessuno dei genitori o dei familiari intervenisse a prenderlo. Il piccolo sarebbe riuscito a uscire dal portone e avrebbe vagato a lungo. Solo dopo qualche ora, come riporta il Mirror, i familiari si sono accorti della sua assenza e sono scattate le ricerche. Ricerche che hanno portato al ritrovamento del piccolo, ma lontano da casa e quando ormai, purtroppo, era cadavere. Si indaga ora sulle responsabilità della sua morte, sembra per ora che Elijah sia uscito alle primissime ore dell'alba, quando la sua famiglia stava ancora dormendo. Ma resta sempreil dubbio di come un bambino possa scappare cosìliberamente a soli 3 anni senza che nessuno se ne accorga.
LEGGO.IT
20.02.2015.
INSERITO DA ELSA COPPA PALERMO, "Dall'ispezione macroscopica sul corpo della bimba sembrerebbe che i polmoni non abbiano mai respirato dopo il parto. Ma in realtà soltanto l'esame istologico al microscopio potrà dirci con certezza se Nicole è nata viva o morta, aspettiamo dunque i risultati". Lo dice il neonatologo Guglielmo Catalioto, dirigente medico al Papardo-Piemonte di Messina. uno dei periti di parte dei genitori di Nicole, la neonata sul cui decesso indagano le Procure di Catania e Ragusa.
ANSA