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NEWS ITALIA E DAL MONDO SARDEGNA Lezione di italiano per i rifugiati Iniziativa presidio di piazzale Trento a Cagliari

25 Gennaio 2014, 10:54am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Lezione di italiano per i rifugiatiINSERITO DA MICHELE PAPPACODA CAGLIARI,  Lezione di italiano per extracomunitari questo pomeriggio sotto i portici di via Roma a Cagliari. Per organizzare l'aula ci è voluto molto poco: la disponibilità di due giovani, entrambe laureate, volontarie con esperienze all'estero. Poi due alunni: un ragazzo centroafricano che sta attendendo il permesso di soggiorno e un altro, sempre della zona subsahariana, che lo ha ottenuto. Ma che, in attesa di una sistemazione, viene ospitato dal Presidio di piazzale Trento.ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO TOSCANA Incidente ad Arezzo, muore scooterista Motorino è scivolato sotto un camion

25 Gennaio 2014, 10:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Incidente ad Arezzo, muore scooterista

1375277 1385110908392402 1545291797 nINSERITO DA KATIA ANDREOLETTI  AREZZO,- Un uomo di 44 anni, residente ad Arezzo, è morto stamani, intorno alle 8.30, a causa di un incidente stradale avvenuto alla periferia di Arezzo, in via Fiorentina. Secondo quanto ricostruito la vittima viaggiava in sella a uno scooter quando, per cause da accertare da parte della polizia municipale, ne avrebbe perso il controllo finendo sotto le ruote di un tir.(ANSA) -

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CALABRIA Nascondevano armi,arrestati zio e nipote Trovate dai carabinieri tre pistole e numerose munizioni

25 Gennaio 2014, 10:48am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Nascondevano armi,arrestati zio e nipote1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI  GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA),  Nascondevano un piccolo arsenale nel garage di casa. Rosario Caroleo, di 50 anni, e Vincenzo Caratozzolo, di 33, zio e nipote, sono stati arrestati dai carabinieri a Gioia Tauro con l'accusa di detenzione illegale di armi clandestine e munizionamento. I militari, nel corso di un controllo del territorio, hanno trovato e sequestrato all'interno del garage tre pistole, diversi serbatoi carichi e vuoti e cartucce di diverso calibro.(ANSA) -

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NEWS ITALIA E DAL MONDO SICILIA A Palermo con oltre un chilo e mezzo di hashish, arrestati due riberesi

25 Gennaio 2014, 10:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI  „Sono stati notati in via Roma da una volante della polizia. I due hanno tentato la fuga, ma sono poi stati raggiunti e bloccati. Nascondevano in un borsello oltre un chilo di droga“ Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Agrigentonotizieit/117363480329 Sono accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti i due uomini di Ribera arrestati ieri a Palermo dalla polizia. D.M. di 31 anni e G.A. di 30 anni, entrambi riberesi ed entrambi noti alle forze dell'ordine, sono stati notati da una volante mentre si trovavano con fare sospetto dinnanzi le vetrine di un negozio in via Roma. I due, accortisi della presenza dei poliziotti, sono entrati all’interno del negozio, fingendo di volere fare acquisti. Ma ormai gli agenti avevano deciso di procedere ad un controllo. A quel punto i due riberesi hanno deciso di scappare in direzioni opposte liberandosi di una tracolla, scaraventata nei pressi di un cassonetto. Dopo un breve inseguimento i malviventi sono stati raggiunti e fermati dai poliziotti.

FONTE AGRIGENTONOTIZIE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Marò, l'India li accusa di terrorismo: «Possibile la pena di morte»

25 Gennaio 2014, 10:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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1375277 1385110908392402 1545291797 nINSERITO DA KATIA ANDREOLETTI «Sì, abbiamo completato le indagini sui marò». Contro Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è stata usata la legge antiterrorismo sulla navigazione marittima? «Sì, l’abbiamo applicata».
Il Sua Act è la norma che prevede fino alla pena di morte se i nostri fucilieri di Marina saranno riconosciuti colpevoli dal tribunale speciale e condannati per l’uccisione di due pescatori del Kerala scambiati per pirati il 15 febbraio 2012. Quando si farà il processo? E cosa rischiano? «Non posso aggiungere commenti, il caso è ora alla Corte suprema, che a febbraio prenderà una decisione». È secca e decisa al telefono la voce di Sharad Kumar, il direttore generale della NIA, National Investigation Agency, l’FBI indiana che secondo le indiscrezioni avrebbe costruito la base per un processo che potrebbe concludersi con la pena capitale, a dispetto delle assicurazioni scritte del governo indiano lo scorso marzo. Quel documento, concordato fra l’inviato speciale per i marò Staffan de Mistura e il ministero degli Esteri indiano, lascia uno spazio d’autonomia alla magistratura indiana ma sottolinea che la vicenda dei marò non rientra nei pur rarissimi casi che in India comportano la pena di morte. Da allora con la ripresa delle indagini da parte della NIA, che di fatto si occupa dei reati più gravi dal terrorismo al traffico d’armi, dallo spionaggio all’attentato alla sicurezza della navigazione, lo spettro della fucilazione è ricomparso più volte sui media indiani.

LE CONFERME
Il capo della NIA conferma che le indagini in realtà sono finite ma non pubbliche, ed è quindi possibile formulare un capo d’accusa che però non c’è ancora, e la legge applicata è proprio il famigerato Sua Act. Il dilemma che l’amministrazione indiana si pone adesso è come evitare questo esito, per non compromettere le relazioni con l’Italia ed evitare ripercussioni sull’accordo di libero scambio UE-India che potrebbe esser firmato dopo le elezioni indiane di aprile-maggio e le contemporanee elezioni per l’Europarlamento.

La UE fa pressing sull’India. E come quasi sempre avviene in questi casi in India, la questione sarà risolta dalla Corte Suprema. Che ha invitato le istituzioni a trovare un accordo al loro interno. Il clima freddo nella NIA nei confronti dei marò era già evidente a metà aprile, quando un responsabile dell’Agenzia a Kochi disse: «Io non mi occupo di relazioni fra Stati. Io sono un investigatore, mi concentro sul delitto. Il mio compito è scoprire la verità. Non ci faremo influenzare dall’emotività che c’è attorno a questo caso». E ancora: «Non siamo in tempo di guerra, non mi importa se a commettere un delitto sono stati uomini in uniforme». Nessuna immunità.

L’ITALIA
Ieri il ministro degli Esteri Emma Bonino ha portato il caso a Davos, dove ha incontrato i ministri indiani del Commercio e delle Finanze, Anand Sharma e Shri Chidambarn. «Mi hanno espresso con chiarezza l’opinione che la pena di morte non è pensabile». Si sono impegnati a fare «quanto in loro potere» perché vi sia una decisione il 3 febbraio. Certo, ammette la Bonino, «c’è frustrazione in Italia e anche la stampa indiana ammette che la vicenda è stata gestita non in maniera specchiata. Anche la nostra giustizia non brilla per tempismo, ma è sconcertante che dopo due anni non ci sia neppure il capo d’imputazione».

L’Italia è preoccupata per la «politicizzazione» dovuta alla campagna elettorale che vede contrapporsi i nazionalisti al Partito del Congresso dell’italiana Sonia Gandhi. Accenna poi, la Bonino, che «appena finito il processo i marò torneranno in Italia», in base a «accordi internazionali». Infatti, anche se condannati, i due fucilieri potrebbero scontare la pena in patria.

DI MARCO VENTURA IL MATTINO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Fingono aborto dopo falso incidente, arrestati fidanzatini per truffa

25 Gennaio 2014, 10:33am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Erano riusciti ad estorcere 40mila euro a un anziano

Tentata truffa, resistenza a Pubblico ufficiale e omissione di soccorso. Sono queste le accuse che hanno portato all'arresto di una coppia di romani, lui di 19 anni e lei 22enne, già noti alle forze dell’ordine: I due, alla guida della loro auto, nel mese di settembre scorso, in via Portuense, nel quartiere Monteverde, simularono un sinistro stradale, convincendo un anziano 76enne romano a pagare per il danno. Successivamente, rimasti in contatto con la vittima, hanno finto che l’incidente aveva causato un fantomatico aborto alla donna e così, per l’anziano è iniziato un vero e proprio calvario con continue telefonate intimidatorie, con incessanti richieste di somme di denaro a titolo di risarcimento. Denaro che il 76enne ha continuamente consegnato raggiungendo la cospicua somma di 40 mila euro. Fino ad alcuni giorni fa quando il figlio dell’anziano si è accorto dei continui prelievi fatti dal conto corrente ed ha chiesto spiegazioni al padre. Il 76enne in lacrime ha raccontato tutta la vicenda e si è rivolto ai Carabinieri per denunciare tutto. Immediatamente sono scattate le indagini dei militari dell’Arma e non appena la coppia di truffatori è ritornata alla carica chiedendo nuovamente soldi al 76enne, i Carabinieri hanno organizzato la trappola. Al momento della consegna però la coppia, vistasi scoperta ha tentato la fuga a bordo della loro auto, investendo anche un Carabiniere e una passante. Ne è nato un breve inseguimento, conclusosi poco dopo con la loro cattura. I due sono ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa del rito direttissimo. Il Carabiniere e la donna investiti durante fuga, sono stati soccorsi e medicati presso l’ospedale San Camillo e a causa delle lesioni riportate, ne avranno rispettivamente per due e sette giorni. IL MATTINO.IT

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Il ministro Cancellieri: «Svuota-carceri non per i mafiosi»

25 Gennaio 2014, 10:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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1465145_393424627457277_1117546133_n.jpgESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI E MICHELE PAPPACODA «Su eventuali modifiche al testo e sull'ipotesi di restringere la platea dei beneficiari del provvedimento di liberazione anticipata speciale io non ho alcuna riserva da opporre. Anzi posso dire sin d'ora che, se il Parlamento ci dovesse chiedere di escludere i condannati per reati gravi come quelli di mafia, allora daremo il parere favorevole».

Annamaria Cancellieri interviene nel dibattito aperto dal Mattino su quelli che potrebbero essere gli effetti del decreto numero 146 del 23 dicembre 2013, meglio noto come "svuotacarceri". Lo fa dicendosi pronta ad accogliere qualunque modifica (il testo è già stato esaminato dalla Camera dei Deputati e approda ora al Senato) dovesse giungere dai due rami del Parlamento. E, in un orizzonte di vedute più ampio, il Guardasigilli affronta anche altri temi attuali e scottanti: dalla riforma della carcerazione preventiva all'emergenza carceraria, per finire ai rapporti con i rappresentanti dell'avvocatura italiana e a una serie di misure appena adottate per rendere concreto il decollo del secondo Tribunale del capoluogo campano, quello di Napoli Nord.

Ministro, a ben guardare le tabelle predisposte dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, non si può restare poi così indifferenti se si esaminano i potenziali effetti dell'applicazione dello "svuotacerceri". Il presidente della Corte d'Appello di Napoli lo ha bollato come un "provvedimento distruttivo"; e sono molti quelli che si chiedono per quale motivo non si sia deciso di limitarne gli effetti, magari, solo ai detenuti condannati per reati comuni.
«In quel testo noi non avevamo messo paletti di alcun genere anche perché sappiamo bene che ogni decisione rispetto alla posizione di ogni singolo detenuto ristretto nelle carceri italiane deve passare per un filtro importante come quello dei Tribunali di Sorveglianza. Ora il decreto, dopo essere stato discusso alla Camera è all'attenzione del Senato. Rispetto alla sua domanda posso dire comunque che, se quel testo desta preoccupazioni, noi siamo pronti a restringere la cerchia dei potenziali beneficiari».

Dunque anche per i condannati per i reati di mafia?
«Certo. In sede di conversione - laddove ci venisse chiesto dalle Camere - daremo parere favorevole. Anche perché, e voglio sottolinearlo con forza, la lotta alle mafie resta una delle priorità di questo governo».

DI GIUSEPPE GRIMALDI IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Napoli. Massaggi e sesso, la mente è un commercialista

25 Gennaio 2014, 10:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’ordinanza, firmata dal gip Maria Gabriella Casella, parla di organizzazione ben strutturata.
A gestirla due coniugi di Quarto, Luigi Tramontano di 43 anni e Federica Caiazzo di 25, finiti in carcere mentre gli altri 10 destinatari del provvedimento hanno beneficiato dei domiciliari.

Tutto è partito da una segnalazione giunta all’Arma di Mondragone che, su decisione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha dato il disco verde alla prosecuzione dell’indagine da parte dei militari giunti con le loro indagini anche in altre zone della provincia di Caserta e Napoli.

È cosi che hanno scoperto un giro di prostituzione attivato da una serie di annunci on line su bakekaincontri.it e mercatone.it (siti web che ospitavano annunci ma estranei all’inchiesta) organizzato da un gruppo di persone ben assemblato fra cui due coppie di coniugi. I dettagli dell’inchiesta sono stati resi noti ieri dal Procuratore aggiunto Raffaella Capasso, dal capitano della compagnia di Mondragone Lorenzo Iacobone e dal tenente Ivan Mastromanno del nucleo investigativo. Dodici arresti (di cui 2 in carcere) per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della, prostituzione il sequestro di una villetta a Carinaro del valore di circa 200 mila euro e il sequestro di documentazione al vaglio degli investigatori.

Il gruppo, con base a Quarto (Napoli) aveva la sede operativa a Pozzuoli e Carinaro dove faceva prostituire giovani ragazze italiane e straniere. Gli incassi arrivavano anche a 5 mila euro al giorno e c’era la possibilità per i clienti per partecipare a rapporti di gruppo o altre attività a richiesta. Dai 60 ai 250 euro i prezzi delle prestazioni sessuali. Dall’inchiesta emerge anche uno spaccato desolante, come quello di una madre (non indagata) che, in una circostanza, ha provveduto a mandare nella casa di appuntamenti una seconda figlia perché la prima era indisposta. Coinvolti anche un commercialista, Mario Pantano, di Napoli (che avrebbe formato i documenti fiscali per un’attività di estetica, seppur consapevole che si trattasse di altro) e un vigile urbano, Vincenzo Picone, che non avrebbe verbalizzato un controllo chiesto dai residenti ottenendo prestazioni sessuali. Nella villetta, sottoposta a sequestro, c'era anche il call center; a rispondere con voce suadente era una centralinista che indirizzava i clienti a Carinaro o nell’altra abitazione di Pozzuoli. Le indagini sono durate un anno e mezzo: i carabinieri, tramite intercettazioni telefoniche o ambientali oltre ad appostamenti con videoriprese, hanno seguito l'attività del gruppo documentando ogni passaggio.

I clienti arrivavano da ogni parte della Campania e venivano indirizzati “in diretta” al telefono per farli raggiungere la sede del finto centro massaggi localizzato in una stradina chiusa ai confini tra i comuni di Carinaro e Gricignano d’Aversa. Gli interrogatori degli indagati in carcere sono previsti a partire da oggi, dopodichè seguiranno quelli degli arrestati ai domiciliari. Indagate anche alcune ragazze straniere dedite al meretricio.

DI BIAGIO SALVATI IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS «Sesso con la moglie di un arrestato»: il pm Ceglie accusato di concussione

25 Gennaio 2014, 10:20am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

20140125_ceglie85.jpgINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Concussione, calunnia e violenza sessuale sono i reati contestati a Donato Ceglie, magistrato in servizio alla sezione antiabusivismo della Procura generale. Una vicenda rispetto alla quale ci sarebbe già una richiesta di rinvio a giudizio.

Ceglie - magistrato molto noto e apprezzato negli ambienti giudiziari campani anche per il ruolo svolto nella lotta alle ecomafie del Casertano - avrebbe richiesto prestazioni di natura sessuale dalla moglie di un uomo che aveva fatto arrestare.

Accuse fermamente respinte dall'indagato, a cominciare da quella di violenza. Per la difesa, la relazione con la Granata sarebbe un evento successivo al rinvio a giudizio del marito.

DI GIUSEPPE GRIMALDI IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS CAPRI Gennaio nero per i trasporti marittimi, ieri di nuovo fermi i collegamenti fra Capri e la terraferma

25 Gennaio 2014, 10:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

DSCF4994.JPGINSERITO DA MICHELE PAPPACODA  Capri – Gennaio nero sul fronte dei trasporti marittimi tra Capri e la terraferma. Capri è rimasta isolata per quattro giorni nell’arco di  un mese, l’ultimo giorno di stop è stato domenica, quando le coste sono state spazzate dalla furia delle onde e le forti raffiche di vento a terra hanno spezzato i rami e provocato la caduta di alcune piante di alto fusto. Una violenta sciroccata che anche ieri è ritornata a sferzare dopo poche ore di tregua, che hanno consentito lunedì mattina l’arrivo di 14 mezzi dalla terraferma, traghetti, jet ed aliscafi, da Napoli e da Sorrento, che sono riusciti a far arrivare sull’isola 1251 passeggeri, quasi tutti pendolari, insegnanti, impiegati ed operai che prestano lavoro sull’isola. Infatti con i mezzi in partenza nel primo pomeriggio  sono rientrate infatti a terraferma 1194 persone. Ieri, dopo il nuovo stop, i pendolari non sono riusciti a ritornare a Capri a causa delle pessime condizioni del tempo e la furia del vento che si è scatenata in particolare durante la notte e le prime ore del mattino, provocando una serie di disagi per gli orari delle lezioni scolastiche, negli uffici pubblici e luoghi di lavoro che si avvalgono di personale che arriva a Capri ogni mattina dalle località vicine. La  vera e propria burrasca in mare, infatti, ha bloccato tutti i collegamenti fra Capri e le altre località del golfo. Non è riuscito a prendere il largo infatti il maxi traghetto della Caremar Adeona, che da lunedì sera con l’ultima corsa da Napoli è  rimasto ormeggiato alle banchine del porto di Marina Grande e per evitare che la nave potesse finire sulla banchina il Comandante della Capitaneria di Porto di Capri, il tenente di vascello Alessandro Sarro ha fatto rinforzare gli ormeggi utilizzando il traversino, un cavo d’acciaio che partendo dalla prua viene assicurato alle bitte per evitare che il mezzo scarrozzi.

9274_PonzaJet_01.jpgRinforzi sono stati anche apportati al Ponza Jet, l’aliscafo che è rimasto nel porto di Capri e non ha potuto effettuare la corsa mattutina, a causa della forte burrasca che si è scatenata nel golfo, facendo arrivare la violenza del mare a forza 7 con raffiche di vento che hanno superato i 30 nodi. Ma se Capri è rimasta isolata anche per la giornata di martedì non sono stati annullati del tutto i collegamenti con Ischia e Procida mantenuti dai traghetti della Caremar e della Medmar, sono restati in banchina solo gli aliscafi. Infatti queste due isole, non essendo al centro del golfo sono esposte ai venti di sud-ovest e facilmente raggiungibili perché la navigazione avviene sotto costa. Diversa è la posizione geografica di Capri che trovandosi al centro del golfo, secondo gli addetti ai lavori, per raggiungerla bisogna navigare in mare aperto. Non era però mai accaduto però che per quattro giorni a poca distanza, la nave traghetta, che quasi sempre ha garantito la navigazione, sia rimasta ferma in banchina non riuscendo ad assicurare la partenza agli isolani che hanno sempre guardato al maxi traghetto come una vera e propria sicurezza per la loro mobilità.   -

FONTE CAPRIPRESS ANNA MARIA BONIELLO http://www.capripress.com/?p=4266#sthash.XbppkLae.dpuf

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